RcAuto, la fotografia del settore


di Roberto Bagnoli
Il comparto auto ha registrato nel 2017 una raccolta pari a 16 miliardi di euro, pari al 49,6% del totale dei rami danni: rispetto al 57,1% del 2012, l’incidenza ha accusato un calo a causa della flessione delle tariffe rc auto negli ultimi cinque anni. E’ l’indicazione che emerge dalla rilevazione statistica dell’Ivass sull’andamento del settore fra il 2012 e l’anno scorso.

Nel ramo corpi di veicoli terrestri (che comprende le garanzie accessorie non obbligatorie come furto e incendio), le 47 imprese del ramo hanno incassato premi per 2,796 miliardi di euro, l’8,7% sul totale dei premi danni e in crescita del +6,1% rispetto al 2016. Si conferma il trend d’aumento mostrato nel 2016 (+7,4%) e nel 2015 (+2,9%), dopo una riduzione della raccolta di quasi il 30% nei sette anni precedenti (2008-2014). La consistente ripresa della raccolta è riconducibile alla crescita delle immatricolazioni di nuovi veicoli, che nel 2017 hanno registrato un incremento dell’8,3% rispetto all’anno precedente.

 I sinistri sono stati pari a 1, 079 miliardi di euro (in netto aumento, +6,9%, rispetto al 2016 ma in flessione del –2,2% nel confronto con il 2012), la frequenza è del 5,84%, in leggero aumento rispetto al 5,65% del 2016, con un costo medio di 1.418 euro, l’1% in più rispetto al 2016.  Al netto degli oneri fiscali e parafiscali il premio medio per polizza nel 2017 è stato pari a 151 euro, senza variazioni di rilievo rispetto al 2016. 
Tenuto conto dei rendimenti finanziari e delle cessioni in riassicurazione, l’utile del ramo si è attestato nel 2017 a 188 milioni di euro, il 20% in meno rispetto al 2016. Negli ultimi venti anni il risultato tecnico del ramo è stato sempre positivo: nel 2017 è stato pari a 10 euro, in diminuzione rispetto ai 13euro del 2016 e ai 22 del 2012. 
Se si escludono le componenti finanziarie, di riassicurazione e altre voci residuali, il margine tecnico atteso per polizza emessa nel 2017 ammonta a 14 euro (18 euro nel 2016).

Nella rc auto i premi contabilizzati l’anno scorso dalle 43 imprese del settore sono stati pari a 13, 234 miliardi di euro, con una diminuzione del –2,2%: sono in flessione per il sesto anno consecutivo. Nel 2017 l’incidenza della rc auto sul totale dei rami danni è continuata a scendere, attestandosi al 41, rispetto al 49,6% del 2012. I sinistri denunciati con seguito nel 2017 sono stati 2.184.835, senza variazioni di rilievo rispetto al 2016. Rispetto al 2012, le denunce di sinistro sono diminuite del 5%. Su un totale di 39,006 milioni di veicoli assicurati (+0,6% rispetto al 2016), la frequenza è stata del 6,12%, in leggera diminuzione rispetto al 6,18% del 2016 e al 6,48% del 2012.

Al netto di oneri fiscali e parafiscali, nel 2017 il premio medio per polizza è stato pari a 339 euro (–3,7% rispetto all’anno precedente, considerando l’inflazione), con un rallentamento del ritmo di riduzione dei quattro anni precedenti. 
Il costo medio per sinistro è stato di 2.516 euro, in aumento del +2,8% rispetto al 2012. L’expense ratio (l’incidenza delle spese di gestione sui premi), è risultato in lieve diminuzione rispetto al 2016, dal 21,4% al 21,2%. 
Tenuto conto dei rendimenti finanziari e delle cessioni in riassicurazione si registra un utile di 696 milioni di euro, stabile rispetto al 2016. Il risultato tecnico netto per polizza è pari a 18 euro (come nel 2016), in forte diminuzione rispetto ai 63 euro del 2013.  Il margine tecnico atteso per polizza emessa nel 2017 è negativo (–4 euro), mentre nel 2016 era pari a –2 euro e nel 2012 era positivo per 65 euro.

www.iomiassicuro.it


Problemi di vista al volante, è emergenza


Si è conclusa la ricerca “VISTA E GUIDA SICURA”, condotta in due fasi, promossa da GrandVision Italy in collaborazione con l’Istituto EDRA che ha coinvolto un totale di oltre 3.200 italiani su tutto il territorio nazionale. Obiettivo, quello di identificare il grado di consapevolezza rispetto all’importanza del vederci bene alla guida unitamente alla capacità visiva reale e percepita.

Ne è emersa una situazione alquanto sconfortante e spesso contraddittoria (tra quanto si considera corretto fare e quanto poi si metta in pratica). È infatti risaputo che quando si guida la maggior parte delle informazioni passi dagli occhi e come di conseguenza vedere bene diventi indispensabile per una guida in sicurezza, propria e degli altri (passeggeri o pedoni che siano).

Nella seconda fase della ricerca effettuata su un campione di oltre 1700 soggetti è emerso che il 58% degli intervistati non effettua una visita oculistica o un controllo della vista da oltre due anni, anche in presenza di difetti visivi già diagnosticati. Inoltre il 10% degli intervistati ha dichiarato di non aver mai effettuato una visita specialistica.

I controlli obiettivi della vista effettuati nella seconda fase dell’indagine, hanno messo in evidenza un altro dato critico: il 60% degli italiani che ritengono di avere una vista perfetta ha invece bisogno di utilizzare lenti correttive. Infatti, tra coloro che non portano correzioni visive ritenendo di avere una buona visione, solo il 40% dei soggetti ha capacità visiva di dieci decimi delineando così una significativa discrepanza tra la propria capacità visiva reale e percepita. Dati sorprendenti emergono anche dai controlli effettuati su coloro che già portano lenti correttive: solo la metà circa dei soggetti ha una acuità visiva pari a dieci decimi con le lenti utilizzate. Questo dato fa emergere ulteriormente la mancanza di consapevolezza rispetto all’importanza di effettuare controlli periodici volti a monitorare il difetto visivo già presente e a correggerlo.

La ricerca mette in luce la chiara necessità per gli automobilisti italiani di visite oculistiche e controlli ottici più frequenti, non solo per verificare l’esigenza di un’eventuale correzione ma anche per valutare se la correzione in uso sia ancora valida, al fine di assicurarsi una migliore capacità visiva. È un dato davvero inaspettato quanto emerso, ovvero che un numero così elevato di persone sia convinto di vederci bene diversamente dal dato reale…diventando così dei pericoli per se stessi e per gli altri in totale non consapevolezza.

Tutti gli intervistati lamentano difficoltà visive alla guida e, ciò nonostante, la maggior parte di loro non adotta alcuna soluzione visiva volta alla risoluzione di questi problemi. Entrando poi nello specifico:

 . Guida notturna: quasi la metà degli intervistati lamenta dei problemi durante la guida notturna e il 45% rileva come pericolo l’abbagliamento dei veicoli nel senso opposto di marcia.

 . Condizioni di luce variabile: il 44% degli automobilisti lamenta difficoltà alla guida in condizione di luce variabile o nel passaggio luce-buio dovuto alle gallerie, ma soltanto il 7% di essi indossa un paio di occhiali con lenti fotocromatiche, indicate alla guida per diminuire questo fastidio;

 . Guida diurna: quasi un automobilista su tre (32%) dichiara di non vedere con chiarezza gli altri veicoli, i pedoni o i cartelli stradali in giornate particolarmente soleggiate o in condizioni di forte luminosità. Il principale problema emerso nella guida diurna è quello di vedere bene la strada nonostante l’abbagliamento del sole (45%), tuttavia di questi solo la metà indossa occhiali da sole/sole-graduati o lenti fotocromatiche;

In questa situazione difetti visivi non ben corretti possono generare disturbi come l'alone intorno alle luci o difficoltà nel leggere i cartelli. Per questo è necessario controllare la propria vista e indossare, se necessari, occhiali da vista con lenti antiriflesso o trattamenti specifici.

Di fronte ad un quadro così preoccupante diventano fondamentali campagne di sensibilizzazione come quella messa in campo da GrandVision che promuove l’Eye-care Everywhere, che coinvolge le persone su un tema così importante come il controllo della vista anche e soprattutto quando ci si mette alla guida.

Durante tutto il mese di ottobre, un VAN GrandVision sarà presente in alcune delle principali vie e piazze italiane per promuovere il messaggio l’Eye-care Everywhere. Sul VAN GrandVision è infatti presente un ottico qualificato che effettuerà a bordo un controllo della vista gratuito a chiunque lo desideri, rendendosi disponibile ad una consulenza personalizzata.

L'app italiana che sfida Uber

CiaoAldo, la piattaforma di driver nata due anni fa ed operativa da maggio 2018 in tutta Italia, lancia un crowdfunding per equity su www.muumlab.com

“L’obiettivo – spiega il founder e CEO Giuseppe Rossetto- è quello di raccogliere, in cambio di azioni, il capitale sufficiente per sviluppare una app evoluta sia per i clienti che per gli autisti. In una seconda fase è previsto un investimento in comunicazione che consentirà di aumentare la brand awarness.”

Le principali differenze tra www.ciaoaldo.com ed Uber riguardano innanzitutto la scelta della piattaforma italiana di essere presente su tutto il territorio nazionale e non solo nelle prime 4 o 5 città italiane, in secondo luogo nella scelta del modello che in questo caso è completamente legale. Infatti CiaoAldo non fissa la tariffa, ma la consiglia e guadagna un fee fisso, molto basso rispetto all’app americana.

“CiaoaAldo – continua il CEO- oltre ad essere presente nell’80% delle province italiane con almeno un autista, offre autisti che guidano l’auto del cliente, oltre all’opzione NCC. Cosa significa questo? Che oggi chi ha bisogno di mobilità, sia urbana che extraurbana, può avere un’opzione ad un prezzo tre volte inferiore. Basta che utilizzi la propria auto facendola guidare ad uno dei nostri driver. A soli 10€/h”

CiaoAldo consente quindi di scegliere tra il tradizionale autista con auto NCC e un autista privato che guida l’auto del cliente. Grazie al numero di autisti registrati sulla piattaforma, oltre 2000 e verificati sui punti patente- solo chi ne ha 20 è abilitato-  il cliente aspetta il driver a casa per essere accompagnato dove desidera, aspettato e riaccompagnato a casa. Il driver può, nel caso al cliente servisse l’auto una volta a destinazione, tornare con i mezzi pubblici.


Il Grande Freddo per milioni di famiglie italiane - DALLA RIVISTA ENERGIA



di Alberto Clò 
 

L’Istat ha pubblicato di recente il “Rapporto SDGs 2018”, ove SDGs sta per Sustainable Development Goals: i 17 ambiziosi obiettivi adottati nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per porre fine alla povertà, proteggere il Pianeta, assicurare prosperità all’umanità intera. Il tutto entro il 2030.

Tra di essi stava l’iniziativa lanciata nel 2012 “Sustainable Energy for All” finalizzata ad: “Assicurare l’accesso a sistemi di energia moderni, sostenibili, sicuri a prezzi sopportabili per tutti”. Secondo il rapporto Sustainable Energy for All 2017 (vedi allegato in calce), questo obiettivo è tuttavia “unlikely to be met on current trends or even on the basis of recently enhanced policy commitments”. Politiche lontanissime da quelle che gli Stati del mondo si erano impegnati ad adottare al Palazzo di Vetro di New York e qualche mese dopo alla COP21 di Parigi. Politiche carenti sul loro aspetto dirimente: il flusso degli investimenti necessari alla bisogna: tre volte superiori a quelli correnti. Politiche poco virtuose sul piano ambientale ma anche su quello socio-economico con molte famiglie incapaci di disporre dell’energia necessaria a soddisfare i loro bisogni elementari.


Un fenomeno che avremmo immaginato affliggere l’altra metà del mondo, quello povero, ma che va sempre più diffondendosi alla civile ed avanzata Europa. Come denunciato nel 2011 dall’European Economic and Social Committee che lo indicò come «nuova priorità sociale che deve essere combattuta a tutti i livelli nazionali ed europei» con la stima che ne potessero essere interessate dai 50 ai 125 milioni di persone. Fenomeno confermato nel 2015 dalla Commissione europea che affermò “troppe famiglie non riescono a pagare le bollette dell’energia”, senza per altro poco o nulla fare per affrontarlo tutta proiettata a battersi per costruire una vera e propria Energy Union o a rendere illusoriamente più efficienti i mercati.

L’idea che le liberalizzazioni e la costruzione di un mercato unico europeo dell’energia avrebbero favorito un calo dei prezzi è rimasta un’alchimia nonostante il crollo dei costi all’origine della materia prima. Anzi, più questi scendevano più quelli finali dell’elettricità aumentavano a causa delle politiche di sostegno alle rinnovabili con pesanti effetti distributivi a danno delle famiglie a basso reddito. Ebbene, tornando al rapporto Istat citato all’inizio, il nostro Paese non è affatto esente da questa piaga. Anzi. Nell’elencare il percorso verso il raggiungimento dei 17 obiettivi su indicati sta candidamente scritto (pag.10) che in Italia ‘cresce la quota di popolazione che non riesce a riscaldare l’abitazione’ (punto 7). In particolare, nel 2016, sempre in base a dati Istat, il 16,5% delle famiglie italiane non poteva permettersi di “riscaldare adeguatamente la casa”. Considerando che il numero complessivo delle famiglie ammonta a 25,9 milioni, ne deriverebbe che ne sono interessate 4,3 milioni, pari a sua volta, data la numerosità media delle famiglie italiane di 2,3 unità, a 9,4 milioni persone.

In un interessante articolo apparso oltre un anno fa su Energia, Carlo Amenta e Luciano Lavecchia concludevano che: “Un eventuale aumento dei prezzi di gas ed elettricità comporta una riduzione dei consumi con gravi ripercussioni per la salute delle famiglie più vulnerabili”. Ebbene, da allora i prezzi del gas e dell’elettricità sono aumentati a due cifre percentuali e le previsioni a breve sono di un loro ulteriore aumento. Ma la cosa non sembra al centro del dibattito sull’energia che verrà nel nostro paese. Il documento Strategia Energetica Nazionale 2017 indicava, in un apposito paragrafo, criticità e soluzioni per affrontare la povertà energetica. Ad esse non è stato dato alcun seguito, per la caducità e schizofrenia della politica italiana, attenta a interessi particolari più che a quelli generali.

Mentre l’inverno è ahimè alle porte…

ACI Storico ad Auto e Moto d’Epoca

All’interno delle numerose iniziative organizzate e supportate da ACI Storico, un appuntamento chiave del 2018 è certamente la fiera-evento Auto e Moto d’Epoca a Padova, che si svolgerà dal 25 al 28 ottobre.

Rally Italia Experience - dal Sanremo del secolo scorso al Rally di Sardegna - sarà il filo conduttore di ACI Storico ad Auto e Moto d’Epoca 2018: una rassegna di auto, piloti, rivalità e sfide all’ultima innovazione. ACI Storico mette così insieme i due eventi cardine della tradizione rallistica del nostro Paese: Sanremo, luogo storico per le sfide su strada che ha ospitato epiche battaglie a quattro ruote, e la Sardegna, da quindici anni sede della tappa italiana del Campionato del Mondo Rally, strette in un abbraccio fatto di auto e uomini che su entrambi i tracciati hanno corso e vinto.

Presso lo stand di 1500 mq di ACI Storico, nel padiglione 3 della Fiera di Padova, saranno esposte alcune delle protagoniste: la Fiat 520 del 1928, l’HF 1600 Marlboro del 1972, l’Audi 4, la Lancia Delta S4. Tra le più recenti, la Ford Escort Cosworth (1993), la Peugeot 206 Wrc del 2000 e la Hyundai i20. Molti i piloti da incontrare: Amilcare Ballestrieri, Sandro Munari, Jean-Claude Andruet, Toni Fassina, Ari Vatanen, Walter Röhrl, Markku Alen, Miki Biasion, Franco Cunico, Didier Auriol, Piero Liatti e Gilles Panizzi. Sempre presso ACI Storico tanti appuntamenti e dibattiti.

Il viaggio nell’eccellenza del Rally d’Italia parte nel 1970 quando Sanremo e Sestriere danno vita alla prima edizione del Rally nazionale. La gara si corre su una superficie mista, asfalto e terra, fino al 1997 prima che il percorso venga modificato e reso interamente stradale. È qui, sulle strade liguri, toscane, umbre e piemontesi che si sfidano i grandi: Miki Biasion, Henri Toivonen, Tommi Mäkinen e Colin McRae. Scorrono nitide le immagini delle mitiche Lancia Stratos HF e delle Alpine Renault degli anni ’70.

Gli anni ’80 vedono l’arrivo delle “mostruose” Gruppo B, categoria sperimentale e con poche limitazioni, bandite nell’86 dopo gravi incidenti accaduti. Dieci anni dopo finisce l’era terra-asfalto.
Data spartiacque di questo viaggio è il 2003, quando Sanremo saluta il Mondiale e si passa dall’asfalto allo sterrato con fondo arido e sabbioso dell’isola sarda, che dopo 15 anni si conferma come appuntamento straordinario nel World Rally Championship.

Presso lo stand ACI Storico saranno presenti anche l’Automobile Club Padova, Sara, con le sue proposte dedicate ai possessori di vetture d’epoca, e ACI Global che, quale partner di ACI Storico, supporta le attività legate al mondo dei mezzi di interesse storico-collezionistico. Tale supporto viene realizzato grazie alla Linea di Servizi “ACI Global Passione d’Epoca”, relativi al trasporto per Auto e Moto d'Epoca, alle attività di presidio e supporto durante prestigiose manifestazioni sportive e alle operazioni di verifica tecnica, manutenzione e restauro dei veicoli storici.

Cambia la "geografia" del mondo dell'auto: il Gruppo PSA a settembre è il numero 1 in Europa

Cambia lo scenario automobilistico europeo. A settembre il costruttore numero 1 è il Gruppo PSA: "L’attuazione del piano strategico Push to Pass e del piano PACE!  di risanamento di Opel Vauxhall - spiega Philippe de Rovira, Direttore Finanziario di Groupe PSA e membro del Comitato esecutivo - dimostra ancora una volta che questi piani sono una forte leva per raggiungere un livello di performance sostenibile, nonostante il contesto difficile".

"Il fatturato della divisione Automotive PCD - spiegano poi a Parigi - ammonta a 8 485 M milioni di euro, in crescita dello 0,8% rispetto al 3° trimestre 2017. L’impatto positivo del mix prodotto (+2,2%), delle vendite ai partner (+1,4%), del prezzo (+1,5%) e di altri fattori (+0,9%) hanno più che compensato gli effetti negativi dei tassi di cambio (-2,3%) e dei volumi (-2,9%). Il fatturato della divisione Automotive OV è pari a 3 877 milioni nel 3° trimestre 2018 contro 2 789 milioni nel terzo trimestre 2017".

Con un totale di 703 000 veicoli venduti, le vendite mondiali del 3° trimestre 2018 sono in aumento in Europa e in calo nei paesi extra-europei, soprattutto a causa della sospensione delle operazioni in Iran da maggio 2018.

Prospettive di mercato? Nel 2018, il Gruppo prevede un mercato automobilistico in crescita del 2% in Europa, del 3% in America Latina, del 10% in Russia e dell’1% in Cina.



Piccoli lavori in casa? I romani scelgono il fai-da-te

La manutenzione, si sa, è fondamentale per mantenere i beni il più a lungo possibile. Se si tratta della propria casa, poi, per i romani è ancora più importante. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni1, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 64% degli intervistati si rende conto che trascurare i piccoli problemi della propria casa potrebbe portare ad avere danni maggiori, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare. Per ovviare a tutto ciò, dalla ricerca risulta che quasi la metà dei romani (49%) sarebbe addirittura disposta a dare fondo a tutti i suoi risparmi, mentre il 28% prenderebbe in considerazione l’idea di chiedere un prestito bancario. I più previdenti utilizzerebbero la copertura assicurativa stipulata in precedenza (64%), mentre l’11% chiederebbe un aiuto economico ai propri familiari.

Se poi la casa si trova in zone esposte a importanti eventi atmosferici, la manutenzione viene ritenuta fondamentale per il 63% degli intervistati: in questo caso infatti si potrebbero più facilmente verificare problemi ai tubi in caso di gelate, o muffe poco gradevoli nelle zone umide della casa, come taverna o cantina.
 
Ma a chi rivolgersi? A nessuno, risponde il 63%. A quanto pare infatti il do-it-yourself, per dirla all’americana, è entrato nelle corde dei romani, ma pare che il motivo scatenante per questi ultimi non sia la gioia di riparare qualcosa con le proprie mani. Secondo la ricerca infatti solo il 10% si cimenta in piccole riparazioni per divertimento: il motivo principale che spinge a non chiamare professionisti del mestiere è, ancora una volta, il risparmio per il 48% degli abitanti della città eterna. Gli altri fattori che portano a passare il proprio tempo libero a svolgere lavori di manutenzione? Il 26% ritiene di avere le competenze adatte per svolgere un buon lavoro mentre per il 17% è una questione di tempistiche: far da sé è più rapido.

Non tutti i romani però si sentono così competenti: il 35% degli intervistati si rende conto infatti che chiamare un professionista significa avere la garanzia di un lavoro ben fatto, e il 40% ammette di non avere le giuste capacità per svolgere lavori di manutenzione, specialmente per quanto riguarda gli spazi esterni: il 53% non andrebbe mai a riparare il tetto, e il 35% non si cimenterebbe mai nella ritinteggiatura di pareti o ringhiere, nella sistemazione delle grondaie o di mettere a posto i pluviali. Anche l’idraulica piace poco: ben il 24% rinuncia volentieri a sostituzioni di rubinetterie o simili. Insomma, a ognuno il suo mestiere.

“Eseguire periodicamente piccole riparazioni richiede certamente pazienza e tempo ma può valerne sicuramente la pena per prevenire magari danni maggiori, se non irreparabili,” commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni. “Il consiglio è, tuttavia, quello di affidarsi ad esperti se non si è completamente certi delle proprie capacità, per evitare di incorrere a problemi che, probabilmente, porterebbero a un maggior esborso di tempo e di denaro”.


1Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2018 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.
 

Al via il nuovo programma di incubazione dedicato alle startup digitali

Tutto pronto per il landio di AI Worklab 2.0, il nuovo programma di incubazione dedicato alle startup digitali, lanciato da LVenture Group in collaborazione con Amex, Cerved, Invitalia, Sanofi e Sara Assicurazioni.

"A human touch in AI" è il tema di questa edizione: per un'Intelligenza Artificiale creata dalle persone e a servizio delle persone, che riesca a semplificare la vita di ognuno.



Con l’autunno riparte il Safety Tour di BestDrive


Riparte la stagione invernale e riparte il Safety Tour di BestDrive, la rete di officine targata Continental con oltre 110 punti vendita su tutto il territorio nazionale.

Safety Tour è il roadshow sulla sicurezza che sensibilizza gli utenti sulle buone pratiche per una guida sicura. Lanciato lo scorso aprile, il Safety Tour è una vera e propria campagna, studiata per dimostrare come, con piccoli gesti e un po’ di attenzione, si possa migliorare di molto il livello di sicurezza della mobilità quotidiana.

La filosofia che anima il Safety Tour è la stessa che ispira tutti i giorni le officine della rete BestDrive e Continental, da sempre impegnati nella sicurezza stradale.

A bordo di un mezzo brandizzato, gli esperti BestDrive incontreranno i guidatori, nella stagione del cambio pneumatici invernali, svolgendo attività informativa e sensibilizzando i clienti sull’importanza dei controlli periodici. Grazie ad attività di animazione e attenzione anche alla formazione dei più piccoli, i guidatori di domani, il roadshow ha già permesso a BestDrive di raggiungere migliaia di utenti.

Tra ottobre e novembre il Safety Tour proseguirà la sua attività presso una selezione di centri commerciali e contemporaneamente presso i rivenditori BestDrive. Saranno organizzate attività ricreative per i più piccoli appassionati del mondo delle 4 ruote e saranno effettuati check-up gratuiti delle auto, sempre con l’obiettivo di portare poi i guidatori verso l’officina BestDrive più vicina.

Le prossime tappe confermate sono:
- 21/10 Corti Venete - San Martino Buon Albergo (VR)
- 10/11 RomaEst - Roma (RM)
- 25/11 Auchan Casamassima - Bari (BA)

“Con questa iniziativa intendiamo avvicinarci alle famiglie – dichiara Dario De Vito, General Manager di Conti Trade Italia e responsabile della rete BestDrive sul nostro territorio – e sensibilizzare le stesse alla guida sicura e alla manutenzione periodica del proprio veicolo. Un’iniziativa che oltre a veicolare un messaggio in linea con in nostri valori ci permette anche di far conoscere la nostra ampia rete e i nostri servizi al grande pubblico.
La rete BestDrive, in quanto riferimento di Continental sul mercato, è al centro della filosofia di sicurezza che portiamo avanti da anni e che continuerà a guidare le nostre scelte in futuro”.


Blocchi del traffico nelle città italiane: con il noleggio cresce l’alternativa sostenibile e sicura

Nei giorni contrassegnati dai primi blocchi alla circolazione degli autoveicoli più inquinanti in diverse Regioni del nostro Paese, ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, rende noti i nuovi dati di crescita delle soluzioni di smart mobility in Italia.

Dopo il boom dello scorso anno, anche nel primo semestre 2018 il settore del noleggio a lungo termine ha registrato un incremento delle immatricolazioni (161.644 vetture, +10% vs lo stesso periodo del 2017) e della flotta che ha toccato le 881mila unità (+16%); un dato, quest’ultimo, che, se sommato ai 140mila veicoli del breve termine e ai circa 7mila del car sharing, porta la flotta complessiva dei veicoli condivisi nel nostro Paese ben oltre il milione.

La crescita delle immatricolazioni di vetture in long term nel primo semestre mette in evidenza l’aumento delle alimentazioni diesel di ultima generazione (+12%, per un’incidenza sul totale immatricolato che sale al 75%), il boom delle ibride, arrivate a 7.634 unità (+155%), del metano (1.545 vetture, +112%) e delle elettriche, tornate a crescere in modo significativo (+344%) con oltre 1.000 veicoli.

“Come ci aspettavamo, sono tornati operativi in questi giorni i primi blocchi alla circolazione dei veicoli più inquinanti”, osserva il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “che evidenziano ancora una volta lo stato di vetustà del nostro parco circolante, non solo inquinante, ma anche sprovvisto dei dispositivi di sicurezza attiva e passiva che contribuiscono a tutelare la salute di automobilisti e pedoni. Ancora oggi il 10% dei veicoli è addirittura antecedente alla normativa Euro, il 28% rispondente alle norme Euro1/2/3, il 30% Euro4, mentre le Euro5/6 rappresentano appena il 32% del totale. Esiste però una solida alternativa al fermo: sempre più imprese e privati infatti scelgono di abbandonare la proprietà e passare all’uso dei veicoli attraverso le tante soluzioni di mobilità del noleggio e del car sharing che confermano la propria vocazione di sostenibilità e sicurezza con una flotta veicoli di efficienti motorizzazioni diesel di ultima generazione e di alimentazioni alternative in costante crescita e dotate dei più avanzati sistemi di sicurezza attiva e passiva”.

Oggi la complessiva flotta a noleggio è composta da veicoli Euro6 per l’87% ed Euro5 per il restante 13%. Entro la fine dell’anno la quasi totalità delle vetture sarà Euro6.

Secondo uno studio condotto dall’Associazione con il Centro Studi Fleet&Mobility “Outlook emissioni 2018”, le auto a noleggio oggi emettono meno della metà (se a benzina) e due terzi in meno (se diesel) di monossido di carbonio, mentre le emissioni di ossido di azoto sono addirittura dimezzate rispetto alla media del parco circolante. Inoltre, il particolato emesso dalle vetture diesel a noleggio è inferiore dell’85% rispetto al parco circolante, mentre gli idrocarburi incombusti sono inferiori del 70%.

Il Carbon leakage senza segreti

di Nicola Odinzov


Il sistema ETS creato nel 2005 è il primo mercato mondiale del biossido di carbonio, una pietra angolare della politica comunitaria per contrastare i cambiamenti climatici.

Attivo in 31 paesi, i 28 dell'Unione Europea, più Islanda, Liechtenstein e Norvegia, l’ETS fissa un tetto massimo alle emissioni di Co2 prodotte da industria pesante, centrali elettriche e compagnie aeree, industrie responsabili della produzione di circa il 45% delle emissioni di gas serra dell'UE.

Il sistema opera in modo semplice, secondo il principio della limitazione e dello scambio delle emissioni. Fissato un tetto alla quantità globale dei gas serra che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema, le imprese ricevono o acquistano quote di emissione che, se necessario, possono essere scambiate o vendute. Alla fine di ogni anno ogni società soggetta all’ETS deve restituire un numero di quote sufficiente a coprire le proprie emissioni o subire pesanti multe in caso contrario.

La domanda a questo punto è: fissare un prezzo sulle emissioni di biossido di carbonio e scambiarle produce risultati positivi e concreti per l’ambiente?

Con il Carbon leakage, letteralmente fuga di carbonio, le emissioni di biossido di carbonio vengono spostate verso quei paesi che non le disincentivano. Il quantitativo di emissioni non diminuisce, ma il danno immediato è per quel paese che non la ha disincentivate. Nella realtà è un po’ come spazzare e nascondere la sporcizia sotto il tappeto. Con l’applicazione del Protocollo di Kyoto, l’Unione Europea ha solo virtualmente ridotto le emissioni di anidride carbonica poiché, come sostiene Alberto Clò, direttore della rivista “ENERGIA”,  queste sono state solo esportate in paesi come la Cina dove vigono limiti climatici meno restrittivi. “Le emissioni calcolate al momento della produzione dei beni –dice ancora Clò - sono del tutto nominali e non reali” il conteggio corretto andrebbe fatto includendo anche l’anidride carbonica incorporata nei beni che le imprese hanno delocalizzato altrove, per poi importarli e consumarli all’interno. Dunque si dovrebbe tener conto delle emissioni a livello di consumo.

Un recente studio sul carbon trade ha stabilito che un quarto delle emissioni globali sia frutto del cosiddetto processo di emission outsourcing. Nella produzione di emissioni dovute a lavorazioni per conto terzi la Cina è tra le prime posizioni, ma se il calcolo tenesse conto delle emissioni al momento del consumo, anche la veste di paladini dell’ecologia di Stati come Gran Bretagna, che si compiace di averle ridotte del 30 per cento, verrebbe meno perché nella realtà questa non le avrebbe ridotte, come sostenuto e sbandierato agli altri Stati membri dell’UE, ma leggermente aumentate.

Nel corso del Consiglio Europeo i leader del Vecchio Continente hanno recentemente richiesto alla Commissione UE di presentare entro l’inizio del 2019 un piano per tagliare drasticamente le emissioni di gas serra e contrastare i cambiamenti climatici, invitandola a tenere in considerazione le singole esigenze nazionali e i termini stabiliti dall’accordo di Parigi. Un obiettivo molto ambizioso poiché mira a ridurre dell’95% le emissioni di gas serra entro il 2050 e contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. ONG e associazioni ambientaliste hanno esultato, ma il Commissario per il clima Miguel Arias Canete ammonisce che “Non c’è tempo da perdere”.

Se la UE vuole ridurre le emissioni di gas serra sulla base degli accordi di Parigi deve elettrificare il 60% dei consumi energetici entro il 2050. Tanto emerge da “Decarbonisation paths” il rapporto presentato da Eurelectric, associazione che raccoglie il settore energetico europeo. Lo studio, che prende in considerazione il consumo complessivo di energia dell’UE e la connessione tra elettrificazione e decarbonizzazione, rivela che per conseguire gli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi è necessaria un’azione decisiva in materia di cambiamenti climatici, con uno spostamento deciso verso l’elettricità nei trasporti, nell’edilizia e nell’industria europea, un impegno comune per una rapida transizione energetica priva di emissioni di carbonio prima del 2050.

Nuovi scenari assicurativi sull'eCall


L’eCall è il sistema di chiamate d’emergenza al 112 che viene allertato tramite un dispositivo installato a bordo dei veicoli. Nato nell’ambito di un progetto europeo di sicurezza stradale, l’eCall è stato reso obbligatorio dal Parlamento Europeo su tutte le nuove auto a partire dal mese di aprile 2018.
Il sistema eCall genera una chiamata automatica al numero di emergenza che mette in comunicazione il veicolo con i soccorsi, i quali saranno così in grado di intervenire velocemente sul luogo dell’incidente grazie alla localizzazione GPS. La velocità dei soccorsi si tradurrà in vite salvate.

Con l’introduzione dell’obbligo dei dispositivi eCall per tutti i veicoli, la Commissione Europea prevede un calo delle vittime del 10%. L’immediatezza dell’informazione su una collisione e la sua esatta ubicazione, abbatte i tempi di intervento dei soccorsi del 50% nelle zone extra urbane e del 40% nelle zone urbane. Grazie a questa reattività si prevede che l’eCall possa salvare molte centinaia di vite ogni anno nell’Unione Europea, limitando la gravità delle ferite in decine di migliaia di casi.

Gli incidenti stradali costano all’Unione Europea circa 160 miliardi di Euro l’anno: se tutti gli autoveicoli fossero equipaggiati con il sistema eCall si potrebbero risparmiare, oltre alle vite umane, anche fino a 20 miliardi di Euro ogni anno.

I dati 2017 sulla sicurezza stradale in EU
 . 25.250 morti a causa di incidenti stradali
 . Obiettivo dell’UE: dimezzare il numero delle morti sulle strade tra il 2010 e il 2020
 . Per raggiungere l’obiettivo dell’UE necessario un calo medio del 6,7% di decessi
 . In Europa: - 2% di morti rispetto al 2016
 . In Italia: + 1,6%


Ruote nella Storia a Castelfranco di Sopra

ACI prosegue il suo impegno a tutela dell’amore e della cultura degli italiani per le quattro ruote con una serie di eventi nazionali programmati nel 2018, che hanno come protagoniste le autovetture di interesse storico-collezionistico. Il 14 ottobre Ruote nella Storia si sposta in provincia di Arezzo, presso Castelfranco di Sopra, il borgo medievale facente parte de “I Borghi più belli d’Italia”, nel Valdarno aretino.

L’organizzazione realizzata dall’Automobile Club Arezzo insieme ad ACI Storico, con il patrocinio del Comune di Castelfranco-Piandiscò e del Comune di San Giovanni Valdarno, prevede un programma completo sia nella parte relativa al raduno con partenza sotto la bella Torre di Arnolfo e visite culturali con sosta a San Giovanni Valdarno, sia per quanto concerne la parte sportiva, seppur priva di contenuti agonistici.

Le "prestazioni" dei partecipanti alla parte sportiva del programma non genereranno infatti alcuna classifica e i risultati saranno utilizzati a scopo puramente informativo e individuale. La parte "Sportiva" è dunque non competitiva, bensì propedeutica e di avvicinamento alla specialità della Regolarità Classica, un'opportunità per i neofiti di apprendere i primi segreti dagli esperti tecnici della Federazione, ma anche d'allenamento per chi già disputa gare di regolarità.
Sotto il marchio Club ACI Storico, ACI ha dato vita ad un progetto per dare nuova vitalità al vero collezionismo di auto d’epoca e porre fine ad una distorsione decennale che ha snaturato il mercato delle auto storiche.


Tornato a Roma Driving Skills For Life, il programma Ford di corsi gratuiti di guida responsabile



E' tornato a Roma Ford Driving Skills For Life (DSFL), il programma di corsi gratuiti di guida responsabile, indirizzato ai giovani nella fascia d’età 18-25.

Il DSFL, che quest’anno festeggia i suoi primi 15 anni, rappresenta l’impegno di Ford nell’area della Corporate Social Responsibility, che si sostanzia nella presa di coscienza e nello studio della società, con lo sguardo puntato, soprattutto, ai più giovani.
 
Dagli studi condotti dall’Ovale Blu, In Italia, si verificano 2.9 incidenti stradali ogni 1.000 persone. Questo valore varia significativamente in base all’età e al sesso del conducente. Inoltre, il 52% degli incidenti è causato da guidatori con meno di 45 anni, il 23% (pari a

39.089 casi) da under 30(*). Tra i comportamenti errati più frequenti sono da segnalare la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata.

Quando si analizzano i dati relativi ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, la quota di incidenti ogni 1.000 individui è pari a 5.3. Rispetto agli incidenti causati da tutti gli individui indipendentemente dall’età, gli incidenti con conducenti giovani avvengono più spesso nel week-end e nelle ore notturne. Tra i comportamenti errati più tipici ci sono la velocità troppo elevata e la guida distratta.
 
In Italia, il DSFL è stato lanciato nel 2013 e ha toccato fino a oggi 7 città (Roma, Milano, Napoli, Palermo, Padova, Pavia, Monza), coinvolgendo in totale oltre 3.000 ragazzi, che hanno potuto acquisire maggiore consapevolezza e responsabilizzazione alla guida, per evitare le distrazioni, imparare a riconoscere tempestivamente i pericoli, controllare il veicolo in situazioni d’emergenza, gestire gli spazi e la velocità.

L’evoluzione continua del DSFL si sostanzia nella ricerca di canali e strumenti di comunicazione idonei a stimolare l’interesse dei ragazzi creando opportunità di attivazione basate sulle loro stesse modalità di interazione.

Approccio attraverso il quale Ford ha deciso di sottolineare anche l’importante aspetto conoscitivo e cognitivo rappresentato dalla sensorialità, dando ai ragazzi la possibilità di indossare le speciali suit: Drink Driving Suit, Drug Driving Suit e Hangover Suit, tute in grado di simulare le alterazioni sensoriali conseguenti all’assunzione di alcol o di sostanze stupefacenti e ai postumi di una ‘notte di bagordi’, sviluppate in collaborazione con i ricercatori del Meyer-Hentschel Institute, in Germania.

Per mostrare ai ragazzi i rischi della guida in stato di ebbrezza, Ford ha sviluppato la Drink Driving Suit, alla luce di uno studio condotto dall’Ovale Blu su un campione di 5.000 ragazzi tra i 18 e i 25 anni che ha rivelato come la guida in stato di ebbrezza sia un malcostume molto frequente tra i giovani.

La Drink Driving Suit simula gli effetti dell’alcol rallentando i riflessi e annebbiando i sensi, attraverso l’uso di fasciature semirigide per ginocchia e gomiti che limitano i movimenti e di pesi asimmetrici che compromettono l’equilibrio. Una speciale maschera restringe il campo visivo e produce un effetto di immagine sdoppiata, mentre apposite cuffie rallentano i riflessi e dilatano i tempi di reazione agli stimoli acustici. La suit rende più difficile perfino camminare in linea retta e mostra, a chi la indossa da sobrio, e, quindi, con la mente lucida, quali siano gli effetti dell’alcool e quanto questi rendano più complicate attività che richiedono attenzione e precisione, come il mettersi al volante.

Anche i rischi legati all’assunzione di sostanze stupefacenti sono stati oggetto della riflessione dell’Ovale Blu nell’ambito della sensibilizzazione alla guida responsabile.  È emerso, infatti, che chi si mette al volante sotto effetto di droghe, si espone a un rischio 30 volte superiore di essere coinvolto in incidenti mortali.

La Drug Driving Suit ha l’intento di istruire i giovani sui rischi della guida in stato di alterazione psicofisica causata da droghe come la cannabis, l’ecstasy, la cocaina, l’MDMA e l’eroina.

La tuta può essere configurata in modo da simulare le diverse condizioni psicofisiche causate dall’assunzione dei vari tipi di droga, combinando visione distorta o alterata, tremori degli arti, scarso coordinamento motorio e incrementando i tempi di reazione agli stimoli esterni. La Drug Driving Suit altera i movimenti e l’equilibrio tramite speciali tutori e fasciature asimmetriche e simula stati allucinatori mediante l’utilizzo di cuffie e di occhiali che producono riverberi colorati.

Lo step ulteriore nello storytelling legato alle suit è rappresentato dalla considerazione degli elementi di rischiosità connessi al mettersi alla guida il giorno dopo una serata di bagordi. Seppur entro il limite legale di alcool, trattasi di un comportamento potenzialmente pericoloso quasi quanto mettersi al volante la notte stessa.

A tal proposito, Ford ha commissionato la Hangover Suit, una speciale suit che pesa 17 kg ed è costituita da gilet, polsiere e cavigliere, che, grazie a dei pesi interni, riproduce la sensazione di pesantezza corporea. Si aggiungono occhiali che, attraverso giochi di luminosità e riverberi colorati, distorcono la vista e cuffie che simulano effetti acustici in grado di stimolare l’ipersensibilità tipica dell’emicrania. Insieme, tutti i dispositivi sono in grado di riprodurre i sintomi dei postumi di una ‘notte di bagordi’ come spossatezza, vertigini, testa pesante e difficoltà di concentrazione.


“Giovani spiriti sulla strada” è lo spettacolo organizzato, in collaborazione con Ford Italia, da Prevenzione Teatro, compagnia teatrale nata dalla virtuosa sinergia tra La Pulce e P.K.D. di Bergamo e Piacenza, che si inserisce nell’ambito del progetto Safe & Educational di Ford, come declinazione del Ford Driving Skills For Life (DSFL).

Lo spettacolo “Giovani spiriti sulla strada”, già presentato a Piacenza, Bergamo, Torino e Roma ad una platea di oltre 450 studenti, è indirizzato ai ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori e coinvolge gli spettatori in una dimensione radiofonica, che vede gli attori-Dj raccontare e commentare, con stile ironico e a tratti irriverente, i rischi dei comportamenti alla guida più irresponsabili, stimolando i ragazzi con quiz e domande e creando un contenitore educational interattivo.
 
L’impegno dell’Ovale Blu per contribuire al miglioramento della sicurezza sulle strade, si sostanzia, inoltre, nella campagna Share The Road che si pone l’obiettivo di promuovere l’armonia tra gli utenti della strada partendo dal pensiero di Ford secondo il quale consentire a più persone di pedalare in sicurezza, soprattutto per i piccoli spostamenti, avvantaggia in realtà tutti.

A tal fine, i ragazzi coinvolti nelle sessioni romane del DSFL potranno “vivere” un’esperienza molto coinvolgente di realtà virtuale (VR Experience) che Ford ha creato per sensibilizzare tutti gli utenti della strada. WheelSwap consente, infatti, agli automobilisti e ai ciclisti di mettersi gli uni nei panni degli altri e comprendere direttamente quanto alcuni comportamenti siano potenzialmente fatali per i loro compagni di strada. Dallo studio condotto dall’Ovale Blu, è emerso che, dopo aver vissuto il VR Experience, quasi tutti i partecipanti hanno affermato di essere seriamente intenzionati a cambiare il proprio comportamento.


Il Club ACI Storico



Il fascino di una vettura d’epoca è esclusivo ed ineguagliabile. Per preservarne nel tempo il valore economico, sociale e culturale, l'Automobile Club d'Italia lancia ACI Storico, il Club nel Club per la salvaguardia del grande patrimonio automobilistico italiano.

ACI Storico è la casa degli appassionati e dei collezionisti: un luogo reale dove i possessori di auto storiche - e non solo loro - possono ritrovarsi e condividere le proprie esperienze e la loro grande passione.

ACI Storico è il motore di progetti, servizi ed iniziative volte ad innovare il settore dell'automobilismo d'epoca: lo scopo è quello di garantirgli un futuro valorizzandone la storia. In quest'ottica ACI Storico favorisce lo sviluppo di una normativa al passo con i tempi, offrendo soluzioni e prodotti di riferimento strategico per tutto il settore. Ne è un esempio la lista di modelli con caratteristiche di reale storicità, stilata per la prima volta dall'ACI in ottemperanza a quanto richiesto dalla legge, che rappresenta un prezioso strumento operativo per i collezionisti e soprattutto per le compagnie di assicurazione.

Tra i prossimi passi concreti e tangibili, la costituzione del Registro Storico dell'Automobile Club d'Italia. Già da subito sta prendendo corpo la Biblioteca Storica Digitale dell'ACI, dove reperire e consultare il patrimonio di documenti, libri, pubblicazioni e testimonianze della più antica istituzione dell'automobile nel nostro Paese.

Ecco come difendere la propria privacy



La privacy è importante. Ecco come tutelarsi da eventuali violazioni con Data & Privacy Protection. Vai alla sezione

#NONLOSAPEVO - i nuovi video di SARA - La mantide religiosa


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Nuova campagna Tv Sara. Con gli agenti che ci mettono la faccia

Una Compagnia assicuratrice a tutto campo, capace - anche grazie ai propri Agenti - di comprendere le esigenze dei clienti e di sorprenderli con soluzioni efficaci, rapide e innovative.
Questo il volto di Sara Assicurazioni, che torna in TV con 3 spot diretti da Paolo Genovese (regista dell’ormai classico “Perfetti sconosciuti”, David di Donatello nel 2016 e membro della Giuria all’ultimo Festival di Venezia).

La campagna – che è mirata non solo al Cliente finale ma anche agli Agenti e a tutta la rete commerciale -  rilancia il posizionamento di “global provider” della Compagnia, sintetizzato nel pay-off “Tutta la protezione che vuoi, dall’auto in poi” e utilizza come spunto la piattaforma creativa #nonlosapevo, in cui a bizzarri aneddoti e spigolature tratte dalla vita reale fanno da contraltare aspetti poco noti e altrettanto interessanti che caratterizzano l’offerta della Compagnia Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.

Protagonisti e garanti della comunicazione sono dei veri Agenti Sara, selezionati su tutto il territorio nazionale con un casting guidato dallo stesso Paolo Genovese.

“Il concept #nonlosapevo nasce da un lavoro congiunto tra Dipendenti e Agenti nel primo esperimento di open innovation portato avanti dalla compagnia con l'hackathon Eureka! – afferma Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship Sara Assicurazioni – e focalizzare l’attenzione sull’interazione fra la nostra rete di vendita e la nostra clientela ci è sembrato il modo più convincente e significativo per comunicare la capacità della compagnia di stabilire una sintonia con le persone  interpretandone  esigenze e bisogni assicurativi attraverso la centralità dei nostri agenti sul territorio.”.

La creatività della campagna – affidata a Yes I Am, l’agenzia guidata da Silvio Abbro – è firmata da Filippo Santi (copy) e Carmelina Gioffré (art) per la direzione creativa di Luca Maoloni e Marco Carnevale.

“Dal nostro punto di vista – aggiunge Marco Carnevale - siamo orgogliosi di avere scommesso ancora una volta sulla qualità del messaggio e del linguaggio, scegliendo di puntare sul rigore delle strutture narrative, sulla originalità delle sceneggiature e sulle professionalità degli esecutori in uno scenario pubblicitario purtroppo sempre più omologato”.
La nuova campagna Sara Assicurazioni, preceduta da una operazione teaser su Instagram, Facebook e YouTube - è on air a partire da domenica 7 ottobre e si avvale di un’ampia pianificazione curata da Mindshare che prevede tv (comprese emittenti digitali, satellitari, on demand e addressable), web e stampa quotidiana.

Enjoy sbarca anche a Bologna


Enjoy arriva a Bologna: il servizio di vehicle sharing a rilascio libero, realizzato da Eni in partnership commerciale con Fiat e Trenitalia diventa ancora più capillare. Bologna è infatti la sesta città dopo Milano, Roma, Firenze, Torino e Catania a rivoluzionare la propria mobilità, quella dei suoi cittadini e di chi la visiterà per lavoro o svago. Enjoy ha aderito all’avviso pubblico indetto dall’Amministrazione Comunale bolognese mediante l’agenzia della mobilità SRM, per la diffusione di nuovi servizi di car sharing, con l’obiettivo di ridurre il parco veicoli privato, decongestionare il traffico e migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora in città.

Le modalità e le caratteristiche del servizio supportano una “customer experience” semplice ed immediata, grazie alla totale gestione del noleggio via App (dalla prenotazione, all’apertura dell’auto, all’inserimento del pin e fino al termine del noleggio). L’utente potrà visualizzare il veicolo più vicino e prenotarlo con l’applicazione per smartphone (Android, iOS e Windows Phone) o tramite il sito enjoy.eni.com, oppure sceglierne uno libero lungo la strada, ingaggiarlo e iniziare subito il noleggio. L’iscrizione è gratuita e completamente on line.

A Bologna la flotta Enjoy sarà composta da 100 Fiat 500 che potranno essere rilasciate al termine dell’utilizzo all’interno dell’area coperta dal servizio che sarà di circa 15 kmq. Le auto avranno libero accesso e transito a tutte le ZTL; in particolare è compresa l’area “T”, ma solo da lunedì e venerdì. Sono escluse corsie preferenziali, aree pedonali e via dell’Archiginnasio. I parcheggi dedicati al car sharing saranno liberi e gratuiti su tutte le strisce blu a pagamento, su strisce bianche comprese quelle riservate ai residenti (sono escluse invece quelle delle colonnine di ricarica elettriche e con disco orario), su strisce gialle solo per i 28 stalli comunali riservati al car sharing (vietati invece su quelli “Io Guido” e riservati TPER), oltre a qualsiasi parcheggio consentito dal Codice della Strada. Su Piazzale Medaglie D’Oro, i parcheggi dedicati si trovano sul lato est dell’anello interno della piazza. Altri 8 stalli sono previsti all’interno di alcune stazioni di servizio Eni, posizionate in zone strategiche e ad alta circolazione automobilistica della città. Tutte le Fiat 500 della flotta attiva a Bologna saranno omologate euro 6 e potranno trasportare fino a quattro persone.

Enjoy è un servizio efficiente, innovativo e sostenibile che darà nuova energia alla mobilità bolognese grazie a tariffe competitive: 25 centesimi al minuto (per i primi 50 km, dopo i quali si applica anche il costo al km di 25 centesimi), oppure tariffa giornaliera 50 euro. Il costo è “all inclusive” perché comprende anche le spese di assicurazione, manutenzione, carburante e parcheggio. Enjoy dà la possibilità di effettuare la “prenotazione estesa” che prevede i primi 15 minuti gratuiti e dal 16° al 90° una tariffa di 10 centesimi al minuto.

Anche per gli utenti che useranno il servizio a Bologna, sarà disponibile il self-refuelling ovvero la modalità di rifornimento delle auto Enjoy da parte dei clienti nelle Eni Station abilitate, che permette l’accumulo di minuti di noleggio. In fase di prenotazione, chi visualizza un’auto con livello di carburante al di sotto del 30%, può effettuare il pieno di benzina senza costi. La gestione delle operazioni di rifornimento avviene tramite app e alla fine il cliente riceve un voucher in omaggio da 5 euro per futuri noleggi. In città le Eni Station abilitate sono sei, di cui una a Casalecchio (riconoscibili sull’App dal push-pin con logo Eni).

POKER DI PREMI INTERNAZIONALI PER LA COMUNICAZIONE ACI

La rilevante campagna sociale sulle grandi reti televisive generaliste nazionali, realizzata da ACI con il Patrocinio del Ministro dello Sport e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha ricevuto 6 premi da ben 4 tra i più prestigiosi Award internazionali per la comunicazione.

Il primo riconoscimento, particolarmente apprezzato, è arrivato dalla FIA - Federazione Internazionale dell’Automobilismo con il conferimento, avvenuto durante lo Spring Meeting Region 1 di Madrid, dell’Excellence in Advertising Winner 2018, seguito dal riconoscimento dell’IPRA GWA (Golden World Awards) con cui l’International Public Relationship Association ha premiato l’ ACI con il prestigioso Golden Worlds Winner 2018 per la categoria Public Sector, che sarà consegnato il prossimo 19 ottobre, durante la cerimonia di premiazione che si svolgerà a Barcellona.

The Communicator Awards ha poi assegnato ad ACI “1 oro e 2 argenti” con i seguenti premi: "Award of Excellence 2018" per la categoria "Video-Automotive-Vehicle e due “Award of Distinction” per le categorie "Video-Sports” e "Video-Safety".

In ultimo, The Stevie Awards ha riconosciuto ad ACI il premio Bronze Stevie Winner 2018 per la categoria Communications or PR campaign of the year - Public Sector, che verrà proclamato a Londra il prossimo 20 ottobre.

Un ambizioso traguardo raggiunto da un Ente pubblico italiano, che conferma le ragioni del grande successo di gradimento e visibilità che la campagna aveva già conseguito con gli oltre 300 spot sulle reti RAI, Mediaset, La7, con le pagine di approfondimento sui principali quotidiani nazionali e con i mini-spot radiofonici sulle radio locali.

“Siamo doppiamente soddisfatti – dichiara Ludovico Fois Consigliere per le Relazioni Esterne e Responsabile Comunicazione di ACI – per il prestigio e la numerosità dei premi ricevuti e per il riconoscimento al lavoro strategico svolto internamente dalla nostra struttura, con il supporto –per la produzione- di un team specialist esterno. È la dimostrazione di come ACI sia in grado di interpretare e sfruttare i linguaggi della comunicazione contemporanea. – prosegue Fois –  ACI è da sempre protagonista della mobilità e proprio nel momento in cui le trasformazioni straordinarie in itinere rischiano di generare incertezza, è con la comunicazione che dobbiamo vincere la sfida di accompagnare milioni di italiani in questo futuro”.

La campagna si proponeva di sollecitare una nuova cultura della mobilità attraverso tre grandi tematiche tra loro correlate e declinate in altrettanti spot e pagine di informazione: Sicurezza Stradale, Mobilità propriamente detta, apporto degli Sport motoristici.

 “Siamo orgogliosi di questo risultato – conclude il Presidente ACI Angelo Sticchi Damiani – perché ci conferma l’efficacia nell’opera di sensibilizzazione degli italiani, verso le tematiche delle nuova mobilità, sempre più sostenibile, e perché dimostra la capacità di ACI a misurarsi con la qualità internazionale della comunicazione fino a vincere”.

La Campagna ha raggiunto oltre 50 milioni di italiani ed è nata dalla consapevolezza di ACI che le trasformazioni della mobilità riguarderanno, a breve, la quotidianità di decine di milioni di italiani e, innanzitutto, richiederanno una diversa cultura dell’auto come del suo utilizzo.

Aci-Storico - Pronti ad Agliè per Ruote nella Storia

La decima tappa del programma Ruote nella Storia si svolgerà domenica 21 ottobre ad Agliè, in provincia di Torino, e sarà organizzato dall’Automobile Club di Torino in collaborazione con ACI Storico, e con il patrocinio della Città di Torino e del comune di Agliè.

L’appuntamento nel borgo piemontese prosegue il percorso di successo del programma Ruote nella Storia 2018, dove ad Agliè si svolgerà un evento prettamente culturale, con i partecipanti coinvolti a guidare le proprie vetture d’epoca o di interesse storico negli spettacolari e suggestivi percorsi piemontesi nei pressi di Agliè, per poi muoversi al suo interno e visitare lo splendido borgo in provincia di Torino.

Il piccolo comune di Agliè, reso illustre da personaggi quali Filippo d'Agliè e Guido Gozzano, sorge nel Canavese. La città si trova sul sito di Alladium, un'antica città romana.

Di particolare rilevanza e interesse storico è il Castello ducale di Agliè, che fa parte del circuito dei castelli del Canavese e, dal 1997, è parte del sito UNESCO Residenze Sabaude.

L'edificazione del suo nucleo centrale, del quale sono tuttora identificabili le tracce, è iniziata nel XII secolo per conto della famiglia comitale dei San Martino, originari del Canavese.

Nel 1939 lo Stato acquistò dalla Casa Reale il castello che venne adibito a museo. Negli anni ottanta è stato oggetto di un ulteriore delicato restauro. Attualmente è stato sottoposto ad importanti lavori di consolidamento statico e restauro che impedivano la visita a buona parte delle sale.
Residenza estiva dei Savoia, il castello presenta una facciata monumentale con due rampe di accesso e con un ampio giardino con fontana. Attualmente è composto da ben 300 stanze, per la maggior parte arredate con mobili d'epoca. L'edificio è circondato da giardini all'inglese e all'italiana, e da un grande parco ricco di fiori rari ed alberi secolari, è impreziosito da una fontana monumentale, progettata dai fratelli Collino.


Assicurazioni, Farina: "Fondo ANIA per infrastrutture"




“L'ANIA vuole attivare un fondo per finanziare i progetti infrastrutturali del Paese. Potrebbe essere operativo per l'inizio del 2019”.  Lo afferma la Presidente dell'ANIA Maria Bianca Farina. “Siamo convinti che gli investimenti in infrastrutture siano cruciali per la crescita e lo sviluppo del Paese. Per questo, abbiamo pensato ad un fondo specifico e i prossimi passi prevedono una gara per scegliere la SGR e per partire già all’inizio del 2019”.

In frenata la raccolta dei premi delle polizze. Ecco l'analisi

di Roberto Bagnoli

La raccolta premi delle polizze vita ha accusato ad agosto una decisa frenata. In base ai dati resi noti dall’Ania, la nuova produzione registrata dalle imprese italiane e dalle rappresentanze d’imprese extra-Ue, comprensiva dei premi unici aggiuntivi, è stata pari a 5,5 miliardi di euro, in calo del 7,8% rispetto allo stesso mese del 2017; si tratta della flessione più forte da inizio anno. Il dato, comunque, non ha pregiudicato l’andamento complessivo: nei primi otto mesi del 2018 i nuovi premi vita emessi hanno raggiunto 55,3 miliardi di euro, il 2,5% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno.

Il calo della nuova produzione non è stato generalizzato: il 69% delle imprese da inizio anno ha registrato infatti una raccolta superiore a quella dell’analogo periodo del 2017.

Considerando anche i nuovi premi vita delle rappresentanze d’imprese dell’Unione europea (pari a 1 miliardo di euro, in calo del 17,4% rispetto ad agosto 2017), i nuovi affari vita complessivi nel mese sono stati pari a 6,5 miliardi di euro, -9,4% rispetto allo stesso mese del 2017. Da gennaio hanno raggiunto invece 65,3 miliardi di euro, in calo dell’1,3% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso.

Relativamente alle imprese italiane ed extra Unione europea, ad agosto i nuovi premi di ramo I (polizze rivalutabili agganciate a gestioni separate) sono stati pari a 3,6 miliardi di euro (il 66% dell’intera nuova produzione vita), l’ammontare più contenuto da inizio anno e in calo del 12,3% rispetto all’analogo mese del 2017. Di questi, un miliardo di euro è relativo a polizze multiramo (combinazione di una gestione separata di ramo I e di una unit linked di ramo III), che registrano invece un aumento del 16,8% rispetto ad agosto 2017. Da gennaio i premi delle multiramo hanno raggiunto 34,9 miliardi di euro, l’1,6% in più rispetto all’analogo periodo del 2017.

Negativo, per il terzo mese consecutivo, l’andamento della raccolta dei nuovi premi di polizze di ramo V (capitalizzazioni), che nel mese di agosto ammontano ad appena 35 milioni di euro, importo pressoché dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2017, attestandosi da inizio anno a un volume di nuovi premi pari a  925 milioni di euro, in lieve calo (-0,7%) rispetto all’analogo periodo del 2017.
La restante quota della nuova produzione vita emessa nel mese di agosto ha riguardato quasi esclusivamente il ramo III (nella forma unit-linked), con un ammontare pari a 1,8 miliardi di euro, in aumento del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2017. Anche ad agosto le polizze di malattia di lunga durata (ramo IV) sono state poco commercializzate, raggiungendo da inizio anno un volume pari ad appena 11 milioni di euro, ma in aumento annuo di oltre il 40%.

I nuovi contributi relativi alla gestione di fondi pensione aperti hanno registrato ad agosto un aumento (+1,8%) rispetto allo stesso mese del 2017, variazione pressappoco simile (+1,7%) a quella che risulta per l’ammontare raccolto da inizio anno, pari a  79 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2017.

Da gennaio il numero delle nuove polizze/adesioni è stato pari a 2,4 milioni, in diminuzione del 13,3% rispetto al corrispondente periodo del 2017.

Per quanto riguarda le diverse tipologie di prodotti, ad agosto i nuovi premi/contributi relativi a forme pensionistiche individuali hanno registrato ancora una crescita (+15,3%) rispetto allo stesso mese del 2017, raggiungendo da inizio anno un volume di 847 milioni di euro, +4,5% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Appena il 9% di tale importo è relativa ai fondi pensione aperti (ramo VI), mentre la quota restante è rappresentata da Pip (Piani previdenziali individuali), di cui il 41% è costituito da prodotti multiramo (313 milioni di euro, in crescita del 24,4% rispetto ad agosto 2017).

I nuovi premi relativi a coperture di puro rischio sono aumentati del 20,5% rispetto ad agosto 2017 raggiungendo da gennaio 531 milioni, l’11,4% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente; il 35% di questo ammontare è costituito da polizze non abbinate a mutui e credito al consumo (+37,2%). Nei primi otto mesi del 2018 i nuovi premi relativi a Pir (Piani individuali di risparmio), intermediati per la maggior parte tramite sportelli bancari e postali, sono stati pari a 91 milioni di euro, quasi dimezzati rispetto ad agosto 2017.

www.iomiassicuro.it




Blocchi al traffico, ecco la posizione dell'Aci

Sono partiti nel Nord dell’Italia i nuovi divieti alla circolazione per i veicoli a benzina Euro0 e per i diesel Euro0, 1, 2, 3, con l’aggiunta degli Euro4 per l’Emilia Romagna. Le finalità di tali provvedimenti sono evidenti: cercare di contenere le sostanze inquinanti e le polveri sottili nella Pianura Padana, che nei mesi invernali subisce un peggioramento della qualità dell’aria a danno dei cittadini.

Tali limitazioni sono ormai un appuntamento ricorrente per gli italiani, arrivando ad interessare almeno 3,5 milioni di veicoli, tra autovetture (2,8 milioni) e furgoni (circa 700mila), riducendo la libera mobilità di famiglie e lavoratori. A ciò si aggiunge il danno economico che ricade su chi ha già difficoltà a sostituire l’auto e ora si vede azzerare il valore del proprio usato.

ACI e gli automobilisti comprendono le ragioni delle nuove misure che mirano soprattutto a fermare i veicoli più datati e obsoleti, non solo più inquinanti ma anche meno sicuri nella capacità di scongiurare gli incidenti o almeno attenuarne le conseguenze. E’ però di difficile comprensione il blocco dei veicoli omologati Euro4, tecnologicamente già avanzati e con meno di dieci anni di vita, spesso con pochi chilometri all’attivo. Appare poi paradossale ipotizzare il blocco di ogni diesel, anche i sofisticati Euro6.

In ogni caso, ACI richiama due elementi imprescindibili per la vita dei cittadini, al Nord come in tutto il Paese.
1. Il coinvolgimento di così tanti italiani pone un problema di accessibilità alla mobilità: occorrono nuove soluzioni e valide alternative, al di là dei proclami, a cominciare da un improrogabile miglioramento del servizio pubblico di trasporto.
2. Scelte di tale portata sulla vita quotidiana devono muovere da dati scientifici senza ogni forma di pregiudizi, parole d’ordine o mode.

Per il primo punto, ACI sollecita l’ammodernamento del parco circolante, incentivando la rottamazione dei veicoli fino a Euro3 e supportandone la sostituzione con auto usate che siano almeno Euro4. Ciò abbatterebbe fino al 50% le sostanze inquinanti e i gas serra generati dal traffico privato a parità di chilometri percorsi, riducendo drasticamente anche il numero di incidenti, morti e feriti sulle strade.

Per il secondo punto, l’Automobile Club d’Italia evidenzia come i diesel Euro6 oggi sul mercato, ma anche i precedenti Euro5, impattino sull’ambiente in modo irrilevante rispetto al passato: un solo veicolo Euro1 fa registrare le stesse emissioni di una flotta di 28 Euro6. La sostenibilità dei diesel è ormai paragonabile ai veicoli a benzina, con valori perfino inferiori sui gas serra. La loro criminalizzazione non trova alcuna giustificazione e rende più difficile la transizione verso altre forme di alimentazioni “verdi”, come  l’elettrico, che richiedono ancora diversi anni.
L’ACI è favorevole ad ogni azione mirata a stimolare un cambio culturale sulla mobilità, in particolare quella urbana, migliorando di pari passo l’aria che respiriamo. E’ essenziale però basare ogni strategia sull’oggettività dei dati scientifici, che evidenziano come la maggior parte delle sostanze inquinanti – tra il 60 e il 90 per cento, a seconda delle sostanze nocive – sia generata dai riscaldamenti privati, dalle industrie e dalla produzione di energia: prima di puntare alle auto, bisogna intervenire su queste fonti.

Piccoli lavori in casa? Secondo l'Osservatorio Sara Assicurazioni gli italiani scelgono il fai-da-te


La manutenzione, si sa, è fondamentale per mantenere i beni il più a lungo possibile. Se si tratta della propria casa, poi, per gli italiani è ancora più importante. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni1, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 60% degli intervistati si rende conto che trascurare i piccoli problemi della propria casa potrebbe portare ad avere danni maggiori, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare. Per ovviare a tutto ciò, dalla ricerca risulta che più della metà degli italiani (51%) sarebbe addirittura disposta a dare fondo a tutti i suoi risparmi, mentre il 31% prenderebbe in considerazione l’idea di chiedere un prestito bancario. I più previdenti utilizzerebbero la copertura assicurativa stipulata in precedenza (45%), mentre il 16% chiederebbe un aiuto economico ai propri familiari.

Se poi la casa si trova in zone esposte a importanti eventi atmosferici, la manutenzione viene ritenuta fondamentale per il 71% degli intervistati: in questo caso infatti si potrebbero più facilmente verificare problemi ai tubi in caso di gelate, o muffe poco gradevoli nelle zone umide della casa, come taverna o cantina.
 
Ma a chi rivolgersi? A nessuno, risponde il 53%. A quanto pare infatti il do-it-yourself, per dirla all’americana, è entrato nelle corde degli italiani, ma pare che il motivo scatenante per questi ultimi non sia la gioia di riparare qualcosa con le proprie mani. Secondo la ricerca infatti solo il 10% si cimenta in piccole riparazioni per divertimento: il motivo principale che spinge a non chiamare professionisti del mestiere è, ancora una volta, il risparmio per quasi la metà dei nostri connazionali (45%). Gli altri fattori che portano a passare il proprio tempo libero a svolgere lavori di manutenzione? Il 33% ritiene di avere le competenze adatte per svolgere un buon lavoro mentre per il 12% è una questione di tempistiche: far da sé è più rapido.

Non tutti però si sentono così competenti: il 44% degli intervistati si rende conto infatti che chiamare un professionista significa avere la garanzia di un lavoro ben fatto, e il 39% ammette di non avere le giuste capacità per svolgere lavori di manutenzione, specialmente per quanto riguarda gli spazi esterni: il 61% non andrebbe mai a riparare il tetto, e il 36% non si cimenterebbe mai nella ritinteggiatura di pareti o ringhiere, nella sistemazione delle grondaie o di mettere a posto i pluviali. Anche l’idraulica piace poco: ben il 35% rinuncia volentieri a sostituzioni di rubinetterie o simili. Insomma, a ognuno il suo mestiere.

“Eseguire periodicamente piccole riparazioni richiede certamente pazienza e tempo ma può valerne sicuramente la pena per prevenire magari danni maggiori, se non irreparabili,” commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni. “Il consiglio è, tuttavia, quello di affidarsi ad esperti se non si è completamente certi delle proprie capacità, oltre a ricorrere alle opportune tutele assicurative, per evitare di incorrere in problemi che, probabilmente, porterebbero a un maggior esborso di tempo e di denaro”.


1Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2018 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

"IDD", una vera rivoluzione per le polizze

di Nicola Odinzoff

Dal 1° ottobre è entrata in vigore la nuova direttiva europea Insurance Distribution Directive (IDD) sulla distribuzione dei prodotti assicurativi vita e danni che introduce maggior trasparenza anche nel mondo assicurativo, modificando fortemente le regole di condotta degli intermediari e allineandosi alla MiFID II.

“Con il recepimento della nuova Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa l’intero quadro dei rapporti fra compagnie e clienti è destinato a cambiare”. Lo aveva detto, nel 2016, Salvatore Rossi, presidente Ivass in occasione della relazione annuale.

Stella Aiello, responsabile del servizio Distribuzione dell’Ania, afferma che “la direttiva Idd ha tra i suoi marchi di fabbrica quello di traghettare il mondo della distribuzione assicurativa da una logica prodotto centrica ad una cliente centrica. Gli intermediari assicurativi dovranno sapere intercettare i bisogni dei consumatori, aiutandoli a decodificarli anche quando non li hanno ben presenti. Tutto questo avverrà in un contesto di regime fortemente concorrenziale con clienti sempre meno fidelizzati e sempre più attenti alla variabile prezzo. Dal canto loro, le imprese possono ricoprire un ruolo determinante contribuendo ad un’offerta formativa per le proprie reti distributive non semplicemente di mera compliance ma mirata a garantire agli intermediari il possesso di validi strumenti cognitivi finalizzati a servire al meglio gli interessi della clientela”.

La nuova direttiva, mira ad armonizzare le disposizioni nazionali in materia di distribuzione assicurativa e riassicurativa, riducendo la frammentazione del mercato UE degli intermediari e dei prodotti assicurativi, tutelando prioritariamente i diritti dei consumatori attraverso meccanismi che impediscano la raccomandazione di prodotti non adeguati alle loro esigenze.

L’applicazione del nuovo protocollo IDD porterà molti cambiamenti nelle assicurazioni in merito alla protezione e all’applicazione dei diritti dei consumatori. Le compagnie dovranno avere un ruolo simile a quello svolto da broker, banche ed altri intermediari finanziari, assicurando una comunicazione trasparente e un nuovo approccio che vedrà al centro della logica distributiva il cliente, non più il prodotto assicurativo. I clienti avranno accesso solo a prodotti in linea con il proprio target, mirati alle le proprie esigenze. Gli agenti assicurativi dovranno recepire i reali bisogni della clientela aiutandola ad identificare il prodotto maggiormente in linea con le proprie necessità ed evitare il rischio di coperture non richieste o non necessarie. Il vantaggio per i clienti sarà quello di ricevere solo proposte realmente rispondenti ai propri bisogni, in modo da agevolare il confronto con offerte simili di diverse compagnie.

Per le compagnie assicurative lo sforzo formativo nei confronti della rete di distribuzione sarà notevole. Dovranno mettersi al passo con i tempi, essere sempre più digitali e capaci di sviluppare nuove competenze, nuovi prodotti e nuovi canali di distribuzione per rispondere a necessità sempre più soggettive e personalizzate del consumatore. Solo le compagnie che riusciranno ad evolversi potranno sopravvivere in un mercato ogni giorno più competitivo.

SARA ASSICURAZIONI INCONTRA LA RETE COMMERCIALE E PRESENTA LA NUOVA INFRASTRUTTURA: UN VERO E PROPRIO “TAPPETO VOLANTE” CHE ABILITA LA DIGITAL TRASFORMATION

Dopo le tappe di Roma e Milano, si è concluso a Bari il Road Show commerciale di Sara Assicurazioni, Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.

Il Direttore Generale Alberto Tosti, insieme al Direttore Marketing Brand e Customer Relationship Marco Brachini e al Direttore Commerciale Andrea Pollicino, ha incontrato la rete commerciale per commentare i risultati sin qui conseguiti e fare il punto sul percorso di evoluzione digitale intrapreso dalla Compagnia.

“Brillante, solida, performante e determinata: così” secondo il DG Alberto Tosti “si presenta oggi Sara Assicurazioni che - forte dei positivi risultati commerciali e gestionali – si prepara a pieno titolo ad affrontare tutte le sfide di un mercato in continua evoluzione.”

Grazie anche alle opportunità offerte dal processo di digital transformation in corso, Sara Assicurazioni – dichiara il Direttore Generale Alberto Tosti – “si pone sul mercato come una Compagnia moderna,  capace di affrontare sfide sempre più ambiziose: continuare a migliorare, giorno dopo giorno, il servizio alle agenzie, il modello di offerta, i processi e le prassi commerciali attraverso un “tappeto volante” tecnologico che ci abilita a lavorare in modo nuovo”.

Un processo di affinamento continuo che vede Sara Assicurazioni, in stretta sinergia con la sua rete commerciale, sempre più attenta alle esigenze dei suoi clienti e sempre più vicina alle persone, in grado di anticiparne le esigenze con proposte sempre più innovative e competitive.


Arriva E-Gap, la ricarica mobile per le auto elettriche



Si chiama E-GAP ed è il player italiano di ricarica mobile per veicoli elettrici, che per primo in Europa introduce sul mercato un servizio di ricarica rapida (fast charge) su richiesta ed in mobilità attraverso l’utilizzo di automezzi propri.

 I “van” di E-GAP sono veri e propri centri di ricarica mobile veloce, in grado di fornire energia per ricaricare veicoli elettrici. E-GAP nasce dopo 2 anni di ricerca e progettazione e dal lavoro di oltre 70 professionisti tra ingegneri ed esperti del settore green ed elettrico.

La transizione verso una mobilità sostenibile nel nostro Paese è ormai una strada tracciata, come dimostra il tendenziale aumento di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale registrato a luglio 2018 rispetto al mese precedente: +47% per i modelli ibridi e +340% per le auto elettriche. Un processo virtuoso che deve essere sostenuto da un’ottimizzazione delle infrastrutture di ricarica: E-GAP, che si rivolge a tutti i proprietari e utilizzatori di veicoli elettrici - attuali e potenziali - che necessitano di ricariche in situazioni di emergenza, senza disponibilità di ricarica domestica o con preferenza per la colonnina, nasce proprio per contribuire a soddisfare questo crescente bisogno. IL SERVIZIO E-GAP Il servizio di ricarica in mobilità di E-GAP si distingue per essere rapido (ricarica fast charge), effettuabile in mobilità, ossia ovunque si trovi il veicolo da ricaricare, e a richiesta, prenotabile tramite App e Web.  E-GAP è un progetto 100% Made in Italy, nato dall’iniziativa imprenditoriale di un gruppo di top manager operativi nel mondo finanziario ed industriale, con consolidate esperienze negli investimenti alternativi e nel settore della Green Economy, insieme al gruppo MetaSystem specializzato in ricerca, sviluppo e produzione di elettronica applicata ai sistemi di sicurezza avanzati per i mercati automotive ed energia.

Milano è stata selezionata come città pilota dell’intero progetto europeo e vedrà i primi 10 mezzi di ricarica in circolazione a partire da fine 2018. A seguire E-GAP farà il suo debutto in altre 9 metropoli, selezionate in base all’elevato tasso di crescita di veicoli elettrici: Parigi, Roma, Berlino, Londra, Stoccarda, Madrid, Amsterdam, Utrecht e Mosca.  I veicoli di E-GAP si prestano inoltre a diventare un innovativo strumento di comunicazione per attuare strategie di green marketing, attraverso advertising e co-branding sui mezzi che circoleranno in città.


Per un trasporto pubblico e delle merci a emissioni zero

“15 milioni di persone trasportate al giorno. Un parco autobus di oltre50.000 unità, con una età media di 12 anni, più di 8.000 autobus euro 0 o 1 nelle grandi città da rottamare. Dopo anni di crisi economica e zero investimenti per il trasporto pubblico locale (TPL), è questo lo stato dell’arte della flotta autobus del paese”. Questo quanto risulta da uno studio di Asstra-Associazione Trasporti
La situazione del trasporto locale e le soluzioni per un servizio più rispettoso dell’ambiente saranno al centro della seconda edizione di e_mob, la Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica in programma a Palazzo Lombardia di Milano dal 27 al 29 settembre 2018.

La scelta della rassegna punta, riprendendo lo studio di Asstra, sulla “soluzione elettrica, in particolare all’autobus full electric, come chiave di volta per fare del trasporto pubblico il centro propulsore della decarbonizzazione delle aree urbane e combattere i cambiamenti climatici. Ma non è solo questione di ambiente, in ballo c’è la dimensione a 360° della sostenibilità delle aree urbane, dove entro pochi anni sarà concentrato il 66% dell’intera popolazione mondiale con la quasi totalità del PIL globale”.