Autodromo Nazionale Monza, riconfermato il Consiglio di Amministrazione

Si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione di Autodromo Nazionale Monza Società Incremento Automobilismo e Sport S.p.A. (SIAS), azienda in house di Automobile Club d’Italia che gestisce l’omonimo circuito monzese. Lo scorso 21 luglio, l’assemblea dei soci dell’azienda ha ritenuto di confermare in toto il CdA, giunto al termine del primo mandato triennale.
Giuseppe Redaelli ricopre dunque la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di SIAS, affiancato dal Vicepresidente Enrico Radaelli e dai consiglieri Giuseppina Fusco, Maria Cristina Pagliara e Alberto Dossi. Il rinnovo del consigliere Dossi, espressione del Comune di Monza nel precedente CdA, manifesta la grande attenzione di Automobile Club d’Italia per il territorio e le sue Istituzioni, come esplicitamente sottolineato da Angelo Sticchi Damiani, Presidente di ACI, durante l’assemblea dei soci.

Nel corso di quest’ultimo consesso, Giuseppe Redaelli ha illustrato agli azionisti la difficile situazione della stagione 2020 interamente ascrivile a fattori esogeni conseguenti al lockdown.
Spiega Redaelli: “Il corrente anno sarebbe stato memorabile per SIAS grazie, in primis, al calendario di attività di primissimo livello internazionale che avrebbe permesso al Tempio della Velocità di ospitare le maggiori competizioni automobilistiche. È stato portato alla firma il nuovo contratto con Formula 1 che garantisce il Gran Premio d’Italia a Monza per i prossimi cinque anni, oggi divenuti sei a seguito della rinegoziazione dovuta alla gara a porte chiuse del 2020, e che aprirà soprattutto lo sviluppo di nuove opportunità commerciali”.

Redaelli ha sottolineato un rinnovato legame con il territorio di cui, a breve, SIAS darà testimonianza pubblicando il suo primo Rapporto di Comunità.

Il Consiglio di Amministrazione appena insediato ha oggi affrontato le problematiche relative al rinnovo della Governance aziendale. Dopo due anni e mezzo di incarico, Pietro Benvenuti lascia infatti la Direzione dell’Autodromo Nazionale Monza. La decisione, maturata nell’ultimo periodo per via della volontà di Benvenuti di riavvicinarsi alla famiglia, è stata condivisa con il CdA che, insieme a tutto il personale dell’azienda e ai dirigenti, ha espresso la sua gratitudine al Direttore per quanto fatto in questo periodo. Spiega Pietro Benvenuti: “Ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno creduto in me e auguro un futuro pieno di successi all’Autodromo Nazionale Monza e a tutti coloro che vi lavorano”.

Il Consiglio di Amministrazione ha pertanto conferito ad interim procura gestoria ad Alfredo Scala che assume tutti i poteri che erano in capo al Direttore Generale e le relative deleghe. Il CdA ha ringraziato Scala per il senso di responsabilità dimostrato nell’accettazione dell’incarico in un momento di grande emergenza a poco più di un mese dallo svolgimento del Formula 1 Gran Premio d’Italia.

Conclude Redaelli: “Lavoreremo insieme per continuare le attività già impostate per il futuro e sono certo che il solo pensiero a quei prevedibili magici momenti del 2022, quando sarà celebrato il centenario della fondazione del circuito, farà scatenare in tutte le persone coinvolte così tanta adrenalina da far superare ogni asperità”. (d.c.)

MILANO MONZA MOTOR SHOW SI TRASFERISCE A MILANO SALONE DIFFUSO NELLE PIAZZE DELLA CITTÀ E VETRINA IN PIAZZA DUOMO



L’edizione autunnale del Milano Monza Open-Air Motor Show si trasferisce a Milano dal 29 ottobre all’1 novembre 2020.

Sarà un salone a cielo aperto, gratuito per il pubblico e diffuso su oltre 40 tra piazze e vie di Milano di cui piazza Duomo sarà la vetrina dell’intera manifestazione: attorno al Duomo saranno esposte le anteprime nazionali e le auto rappresentative delle case automobilistiche, una per brand. Inoltre, sempre in piazza Duomo, i presidenti dei brand, al volante delle novità assolute di ciascun marchio, saranno protagonisti del video emozionale che interpreterà l’anima dinamica di questo nuovo format.

E sarà Milano il cuore del Milano Monza Open-Air Motor Show: le piazze e le vie della città, tra cui via Montenapoleone, diventeranno headquarter delle case auto e motociclistiche che esporranno le loro novità di prodotto su pedane tutte uguali, scoperte e illuminate, dando al pubblico la possibilità di conoscere e vedere i modelli attualmente in commercio, con particolare attenzione alle motorizzazioni green.

Modelli che il pubblico potrà provare su strada, previa prenotazione su portale dedicato, nell’altra area comune della manifestazione che sarà al Castello Sforzesco: i test drive delle auto elettriche e ibride plug-in saranno in piazza Castello, quelli delle vetture full hybrid, mild hybrid e delle altre motorizzazioni si troveranno in piazza Sempione.

Racconta Andrea Levy, presidente Milano Monza Open-Air Motor Show: “La situazione attuale ci ha condotti a un’evoluzione del format della nostra manifestazione che, diventando diffusa su un territorio ampio come quello di Milano, scongiura i rischi di assembramento e regala alla città e a tutto il sistema automotive la possibilità di ripartire, con tutte le accortezze del caso. Le case automobilistiche, e anche quelle motociclistiche, avranno così la possibilità di mostrare al pubblico delle vere e proprie anteprime assolute e questo sarà possibile grazie al supporto del Comune di Milano, che ha sposato il progetto. L’Autodromo di Monza sarà il tempio della passione, dove si daranno appuntamento i brand con l’anima racing, i collezionisti e i club, i quali si divertiranno girando sul circuito di Formula 1 e l’Anello Alta Velocità”.

Un’occasione importante che unisce i desideri di mettersi in gioco del sistema automobilistico italiano e della città di Milano, così come commentato da Roberta Guaineri, Assessore al Turismo del Comune di Milano: “Milano accoglie con entusiasmo questa manifestazione, una vetrina diffusa in molte zone della città per mettere in mostra il meglio della produzione automobilista internazionale, con particolare attenzione ai modelli più sostenibili ed ecologici. Un evento che sono certa contribuirà a rilanciare la nostra bella città nel mondo dopo mesi di blocco forzato per l’emergenza sanitaria”.

Il concept del Milano Monza Open-Air Motor Show si è modellato per far incontrare la voglia di ripartenza del settore automobilistico con l’attenzione necessaria in questo periodo: così le pedane avranno tutte un QR code con le informazioni sul modello fornite dai brand, in modo da evitare code per richieste informative, e saranno previsti percorsi con tenditori per separare ingressi e uscite dalle installazioni.

Sul sito www.milanomonza.com sarà caricata una mappa della manifestazione, così che il pubblico possa orientarsi e stabilire i suoi percorsi preferiti di visita. Inoltre sul sito si troveranno anche le indicazioni per prenotare le prove di test drive in città di tutte le motorizzazioni, con particolare attenzione ai modelli elettrici, ibridi plug-in e ibridi.

Nel Cortile del Castello Sforzesco il pubblico troverà prototipi e one-off dei più grandi carrozzieri che hanno disegnato la storia dell’automobilismo mondiale. Non mancherà la piazza dedicata al classico e al motorsport, con collezionisti e club che esporranno le auto più significative dell’automotive.

Milano e Monza unite dalla passione per le quattro ruote ma non solo: con la Journalist Parade i più autorevoli giornalisti italiani e stranieri uniranno, idealmente, le due location della manifestazione con una sfilata che dal centro di Milano arriverà in Autodromo, una parata a bordo delle ultime novità delle case automobilistiche che li porterà a girare sia sul circuito di Formula 1 che sul circuito antico con le due sopraelevate. E in Autodromo si svolgeranno anche le attività di track day delle case automobilistiche, dei club, oltre alle parate degli appassionati che sceglieranno Milano Monza Motor Show e il Tempio della Velocità per far correre la propria passione

Mobilità post COVID, cresce la propensione all’acquisto di auto ibride ed elettriche


7 italiani su 10, complice ancora il timore di contagi, indicano l’auto come il mezzo di trasporto preferito per i propri spostamenti. Il 12% si affida alle 2 ruote (equamente ripartito tra bici e scooter), il 2% a monopattini e car sharing. Aumenta la propensione per l’acquisto di auto elettriche ed ibride (il 60% le preferisce per ragioni di risparmio economico e minore inquinamento).  WhatsAPP e test drive a domicilio, i nuovi strumenti del concessionario per avvicinare i clienti.

Sono questi i principali trend che emergono dalla nuova survey mensile “Come cambiano le abitudini ai tempi del COVID”, condotta a cavallo tra i mesi di giugno e luglio da Areté (azienda leader nella consulenza strategica fondata da Massimo Ghenzer) per fotografare i cambiamenti in atto nel mondo della mobilità.

L’indice di fiducia degli italiani per l’auto resta ai massimi livelli dall’inizio della pandemia: il 69% la indica quale mezzo di trasporto preferito per i propri spostamenti abituali. Di questi il 20% la sceglie per evitare qualsiasi rischio di contagio.

La restante quota di mobilità del 31% se la contendono, ad esclusione del 9% di persone che si muovono prevalentemente a piedi, i mezzi pubblici (indicati dal 7% del campione), bicicletta e scooter (entrambi al 6%), monopattini condivisi e car sharing (entrambi all’1%).
Complice la crescente offerta sul mercato di modelli ibridi (a prezzi sempre più contenuti) e il dibattito sul tema incentivi di queste settimane, aumenta in modo significativo la propensione all’acquisto di vetture elettrificate (ibrido + elettrico): 6 automobilisti su 10 si dicono favorevoli all’acquisto di queste auto. Il 55% di questi potenziali clienti è mosso da ragioni economiche di convenienza collegate ai minori consumi e alla ridotta manutenzione, il 43% ritiene in questo modo di inquinare di meno. In deciso calo l’appeal del diesel, solo il 9% degli intervistati dice di voler procedere all’acquisto di una vettura a gasolio.

 La ricerca fotografa, inoltre, due interessanti trend prodotti dalla pandemia. Da una parte, la voglia di ritorno alla normalità ben testimoniata dall’aumento delle persone che per avviare la trattativa per l’acquisto di un’auto preferiscono recarsi fisicamente in concessionaria, ben 8 su 10.  Dall’altra, lo smart working di questi mesi ha coinvolto ampie fasce di popolazione, contribuendo a intensificare l’uso di social media e di piattaforme di audio e video conference: metà degli intervistati si dichiara favorevole a ricevere comunicazioni dal concessionario, anche in modalità audio e video, attraverso WhatsAPP. Le fasce orarie preferite per questo tipo di contatti sono il pomeriggio e la sera, dopo le ore 20.

Il 50% del campione preferisce essere contattato nei giorni lavorativi, 4 su 10 sono pronti a dedicare il sabato all’acquisizione di informazioni sulla potenziale nuova auto.
Si conferma l’apprezzamento per il test drive a domicilio (il 60% lo desidera), introdotto inizialmente per ragioni di sicurezza e ora richiesto da molti clienti. Si tratta di uno strumento che potrebbe rivelarsi strategico soprattutto per avvicinare anche gli scettici alla guida di vetture ibride ed elettriche.

Tra le conferme si registra anche l’apprezzamento per il noleggio: il 10% degli italiani dichiara di voler rinunciare all’acquisto dell’auto per provare l’esperienza del noleggio a lungo termine, evitando così di investire somme consistenti e potendo contare su costi di mobilità fissi.

“La nostra nuova rilevazione mensile”, sottolinea Massimo Ghenzer - Presidente di Areté, “conferma la centralità dell’auto nel panorama della mobilità degli italiani. Un messaggio che le istituzioni sembrano ignorare, o ancora peggio, non comprendere. Gli incentivi stanziati di recente sono un primo positivo passo verso le esigenze delle famiglie italiane e della filiera automotive, ma, anche guardando a quanto hanno previsto altri Paesi europei, è ancora troppo poco. Con l’attuale copertura economica prevista dal Governo gli incentivi sono destinati ad esaurirsi in tempi stretti e riguarderanno solo poche decine di migliaia di automobili. Una goccia destinata a perdersi nel mare dei 38 milioni di veicoli del nostro vetusto parco auto”.


L'analisi dell'Aci sugli incidenti stradali del 2019

Italia 2019: diminuiscono morti (3.173 contro i 3.334 del 2018 -4,8%), sostanzialmente stabili i feriti (241.384, erano 242.919 nel 2018: -0,6%) e incidenti (172.183 rispetto ai 172.553 dell’anno precedente: -0,2%). Un decesso su due appartiene alla categoria degli utenti vulnerabili.
I costi sociali dell’incidentalità stradale sono stimati in 16,9 miliardi di euro, pari all’1% del PIL nazionale.

Questi i dati essenziali del Rapporto ACI-ISTAT, che anche quest’anno viene diffuso alla vigilia dell’esodo estivo.

“Se da una parte i dati ci riportano un calo di incidenti, morti e feriti, dall’altra registriamo, purtroppo, un aumento delle vittime nelle categorie vulnerabili, in particolare tra i ciclisti e gli utenti delle due ruote in generale” - dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. “L’auto rimane il principale mezzo di trasporto, ma aumenta il numero di chi sceglie forme di mobilità dolce o la micro mobilità elettrica per muoversi in città - continua il presidente dell’ACI. Questo comporta il rispetto delle regole da parte di tutti e, soprattutto, la realizzazione di adeguate infrastrutture e percorsi dedicati. Dobbiamo rivedere la mobilità in ottica sostenibile ed ecocompatibile a tutti i livelli, tenendo sempre in primo piano la nostra incolumità e quella degli altri utenti della strada. La sicurezza stradale deve essere una priorità, la si persegue osservando sempre le regole del Codice della Strada, ma, soprattutto, usando la massima prudenza a bordo di qualsiasi mezzo: sia esso un’auto, una moto, una bicicletta elettrica o un monopattino, allo stesso modo negli spostamenti a piedi. Preoccupa, anche, il forte coinvolgimento dei giovani conducenti. Auspichiamo il consolidamento dell’esperienza di guida con corsi specifici di perfezionamento da seguire dopo aver ottenuto la Patente di guida. Paesi nei quali è già obbligatorio (Austria e Svizzera), ne hanno dimostrato l’efficacia”.

“Siamo giunti quasi alla conclusione della decade in corso sulla sicurezza stradale, l’obiettivo 2020 di dimezzamento delle vittime in incidenti stradali è però ancora troppo lontano in Italia. Malgrado i netti miglioramenti registrati nel 2019, il numero dei morti sulle strade, in modo particolare per alcune categorie di utenti più vulnerabili, a tutt’oggi rimane molto alto” - afferma Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat. “Il contenimento del traffico e della mobilità nel periodo di lockdown ha fatto registrare una forte diminuzione di incidenti e vittime ma con ogni probabilità non sarà sufficiente per raggiungere l’obiettivo europeo. Anche la mobilità, fortemente connessa all’incidentalità stradale, vede continuamente modificati nel tempo i suoi modelli, fondamentale monitorare i cambiamenti fornendo ai decisori un’offerta di dati mirata e tempestiva. L’impegno futuro nel nostro Paese dovrà concentrarsi sui target previsti dall’agenda europea 2030 e nel lungo periodo orientato verso la vision zero 2050”.

Nell’Unione Europea, nel 2019, è diminuito il numero delle vittime di incidenti stradali: poco più di 24.000 rispetto ai 25.191 dell’anno precedente (-2,3%). In Italia ogni milione di abitanti si sono verificati 52,6 decessi per incidente stradale (48,1 nella UE), cifra che conferma il nostro Paese al 16° posto della graduatoria europea.


 CHI?
Giovani 20/29 anni e anziani ultrasettantenni prime vittime; bambini invariati.
Le fasce d’età più a rischio risultano i giovani tra 20 e 29 anni (466 morti: 14,7% del totale; 75 decessi per un milione di residenti) e gli anziani tra 75 e 89 anni (571 morti: 18% del totale; 90,8 decessi per un milione di residenti).
Per gli uomini si rilevano picchi in tre fasce d’età: 50-54 (223 morti), 20-24 (212), 45-49 (207). Per le donne frequenze maggiori per le età 75-89 (153 morti in totale).
Stabili, nel 2019, le vittime tra i bambini 0-14 anni (35 rispetto ai 34 dell’anno precedente). Molte le iniziative per la protezione dei bimbi in auto e le campagne di sensibilizzazione per la sicurezza dei più piccoli che, si auspica, porteranno a risultati migliori e consentiranno di raggiungere l’obiettivo “nessun decesso sulle strade per i bambini”.

Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti è particolarmente alto il numero di quelli tra i 40 e i 54 anni (29,2%), seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni (18,3%), ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani (9,2% con età 70 anni e più). Rispetto ai patentati la probabilità di essere coinvolti in un incidente è più elevata nei giovanissimi, mentre decresce a partire dai 25 anni: tra 20 e 24 anni il rapporto conducenti/patentati è pari a 13 per mille, nelle età adulte (35-49 anni), l’8 per mille, per gli anziani, invece, il 5 per mille. Anche rispetto alla popolazione il coinvolgimento dei conducenti è più elevato per le classi di età 20-24 e 25-29 anni, con valori, rispettivamente, pari a 9,7 e 9 per mille abitanti.

Aumentano ciclisti e motociclisti; diminuiscono pedoni e ciclomotoristi.
L’aumento dei morti ha riguardato, in modo particolare, i ciclisti (253; +15,5%), i motociclisti (698; +1,6%) - che si confermano tra  le categorie più a rischio - diminuiscono i pedoni (534; -12,7%) e ciclomotoristi (88; -18,5%).
L’aumento a due cifre dei ciclisti è associato ad una crescita del 3,3% degli incidenti stradali nei quali sono coinvolti e ad una sempre maggiore diffusione dell’uso delle due ruote per gli spostamenti.
Nel complesso, gli utenti vulnerabili rappresentano il 49,6% dei decessi (1.573 su 3.173).
Nel 2019, inoltre, si sono registrate 1.411 vittime tra conducenti e passeggeri di autovetture (-0,8%), e 137 tra gli occupanti dei veicoli per il trasporto merci (-27,5%).

DOVE?
Aumentano gli incidenti in città, diminuiscono in autostrada e sulle strade extraurbane.
Nel 2019 è leggermente aumentato il numero di incidenti in città (127.000; +0,2%) e diminuito sulle autostrade (9.076; -3,8%) e, in modo più contenuto, sulle strade extraurbane (36.107; -0,7%). Diminuiscono i feriti in tutti gli ambiti: in città (168.794; -0,5%), in autostrada (15.009; -3,4%) e su strade extraurbane (57.581; -0,3%). Calano anche i decessi: all’interno dei centri abitati (1.331; -5,0%) in autostrada (310; -6,1%) e sulle strade extraurbane (1.532; -4,4%). Rilevante il calo dei decessi nei grandi Comuni (-22%).

PERCHÉ?
Prime cause: distrazione, mancata precedenza e velocità elevata
Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano, anche nel 2019, le prime tre cause di incidente (85.457, complessivamente il 38,2% delle circostanze).
Tra le altre cause più rilevanti: distanza di sicurezza (20.207), manovra irregolare (15.574), il comportamento scorretto verso il pedone (7.800) o del pedone (6.647), presenza di buche o ostacoli accidentali (6.458): rispettivamente il 9%, il 7%, il 3,5%, il 3,% e il 2,9% del totale.
Sulle strade urbane la prima causa di incidente è il mancato rispetto di precedenza o semafori (16,6%), seguito dalla guida distratta (14,1%); sulle strade extraurbane la guida distratta o andamento indeciso (17,9%), mancata distanza di sicurezza (12,8%) e velocità troppo elevata (12,2).

Violazioni principali: velocità, segnaletica, cinture di sicurezza/seggiolini e uso del cellulare
Lo scorso anno le sanzioni per le violazioni al Codice della Strada sono aumentate complessivamente del 6,7%: le voci principali, oltre al superamento dei limiti di velocità (2.525.283), vedono ai primi posti l’inosservanza del rispetto della segnaletica (410.933; +12,4%), il mancato uso di lenti o l’uso improprio dei telefoni cellulare (162.363; +18,6%), il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini (257.234; +26,7%).
Segno più anche per le sanzioni per guida in stato di ebbrezza alcolica (42.485; +8,4%), diminuite, invece, quelle per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (5.340; -1,2%).

QUANDO?
Agosto si conferma il mese più pericoloso
I mesi estivi sono il periodo con il maggior numero di incidenti e vittime. Agosto è il mese più pericoloso per il numero di incidenti gravi (2,2 morti ogni 100 incidenti); sulle strade extraurbane si contano 5 vittime ogni 100 incidenti. Giugno e luglio quelli con più incidenti nel complesso, (rispettivamente 16.916 e 16.481). Di notte (tra le 22 e le 6 del mattino) e nelle ore di buio aumentano sia l’indice di mortalità che quello di lesività (rispettivamente morti e feriti ogni 100 incidenti). Particolarmente elevato l’indice di mortalità per pedoni e ciclisti nelle ore notturne sulle strade extraurbane.

Aumenta (di poco) la mobilità
In ripresa la mobilità: lo scorso anno le prime iscrizioni di veicoli sono aumentate dello 0,8% rispetto al 2018, mentre il parco veicolare dell’1,4%. Le percorrenze autostradali sono aumentate dello 0,8% in complesso e dell’1,9% per i veicoli pesanti.

Prossimi traguardi, previsti anche nel nuovo Piano Nazionale della Sicurezza Stradale in preparazione, l’obiettivo 2030 di ulteriore diminuzione di vittime e feriti gravi e, quello, più ambizioso, di vision zero nel 2050.

La mobilità e l’incidentalità stradale ai tempi del COVID19: primi dati del 2020

L’arrivo della pandemia da COVID-19 ha modificato radicalmente le abitudini e imposto una forte battuta d’arresto della nostra mobilità: un ritorno positivo è sicuramente dato dalla diminuzione di incidenti stradali dovuta alla minore esposizione al rischio. I primi dati, forniti dalla Polizia Stradale e dall’Arma dei Carabinieri per gli incidenti stradali con lesioni a persone (circa un terzo degli incidenti totali registrati), nel periodo gennaio-aprile 2020, mostrano in maniera evidente gli effetti dell’entrata in vigore dei Decreti, che hanno istituito prima le zone rosse in alcune regioni del Nord Italia e successivamente il confinamento di tutta la popolazione sull’intero territorio nazionale. Dall’analisi dei dati di incidentalità emergono diminuzioni che toccano anche punte del 90% durante il mese di aprile, mediamente il decremento degli incidenti stradali è stato di circa il 72% a marzo e 85% ad aprile. Anche nelle città la diminuzione di incidenti è stata consistente: dai primi dati raccolti, dalla rilevazione trimestrale sulle Polizie Locali dei comuni capoluogo, emerge una diminuzione nel mese di marzo superiore al 70% sia per gli incidenti sia per i decessi e di oltre l’80% in aprile. La ripresa della mobilità, a seguito della graduale riapertura delle attività e della riacquisizione della libertà di movimento per la popolazione, ha avuto un effetto anche sull’incidentalità che già nel mese di maggio 2020 ha fatto registrare un aumento.

Situazione analoga si registra per il mercato automobilistico, con prime iscrizioni crollate fino a -90% per le autovetture, -97% per i motocicli e -83% per i veicoli merci. Nei primi 5 mesi del 2020, in media, queste diminuzioni hanno comportato, nel complesso, un calo del 45,1% (-46,8% per le autovetture, -39,1% per i motocicli, -37,3% per i veicoli industriali).

Sara Assicurazioni, rimo semestre 2020, effetto pandemia mitigato

Il Consiglio di Amministrazione di Sara Assicurazioni S.p.A. ha esaminato le situazioni economiche pro forma del primo semestre 2020 di Sara Assicurazioni e Sara Vita, funzionali alla redazione della reportistica Solvency II. I risultati IFRS delle società, (Sara Assicurazioni 34,4 milioni di Euro e Sara Vita 3,4 milioni di Euro) contribuiscono alla stima di un risultato consolidato pari a 41,7 milioni di Euro, in crescita rispetto al 2019, con un aumento del 2,7% della raccolta premi.

La situazione individuale “Local GAAP” di Sara Assicurazioni, che tiene anche conto degli oneri connessi alle agevolazioni alla clientela riferite principalmente alle sospensioni ed ai rinnovi, esprime una raccolta premi di 300,5 milioni, superiore rispetto alle attese e inferiore dell’1,1% rispetto al 2019, e un utile netto di 40,9 milioni di Euro superiore sia alle previsioni che al risultato del primo semestre 2019.

Sara Vita rileva nel primo semestre 2020, un aumento della raccolta premi (+25,6% rispetto al 2019 e superiore alle previsioni) mentre il risultato netto è negativo (-3,3 milioni di Euro), inferiore rispetto al 2019, ma superiore rispetto alle previsioni.

La solvibilità si mantiene su livelli molto positivi, L’indice di solvibilità di Sara Assicurazioni risulterà superiore al 300% mentre quello di Sara Vita si attesterà oltre il 170%.

“In questa difficile congiuntura abbiamo ancora una volta dimostrato la validità della strada intrapresa. - ha commentato il Direttore Generale Alberto Tosti - I progressi compiuti sulle competenze digitali e sull’infrastruttura informatica ci hanno consentito di rimanere sempre operativi al 100%, garantendo ai nostri clienti assistenza da remoto in ogni fase del rapporto contrattuale. Siamo orgogliosi di questi risultati positivi, che non sarebbero stati possibili senza la reattività e la resilienza di Agenti e Dipendenti.”

Sara Assicurazioni top sponsor Giro d’Italia 2020 e sponsor di maglia della Tirreno/Adriatica


Sara Assicurazioni anche quest’anno corre al fianco del ciclismo italiano: la Compagnia, infatti, sarà Top Sponsor del 103° Giro d’Italia e, in aggiunta, sarà presente nelle principali manifestazioni dedicate alle due ruote vestendo la maglia bianca anche della Tirreno/Adriatica prevista in settembre.

In dettaglio, Strade Bianche, storica gara con partenza e arrivo a Siena che si svolgerà l’1 agosto, la Milano-Torino (5 agosto), la Milano-Sanremo (8 agosto), la GranPiemonte (12 agosto) e Il Lombardia (15 agosto) vedranno la presenza di Sara lungo il tracciato. A settembre sarà poi la volta della Tirreno-Adriatico, in programma dal 7 al 14, nella quale la Compagnia sarà Sponsor della Maglia Bianca, vestita dal leader della classifica Giovani. Chiuderà poi il Giro d’Italia, che attraverserà il Paese dal 3 al 25 ottobre.

Queste sponsorizzazioni confermano l’attenzione di Sara alla mobilità e alle sue mutevoli forme, dai monopattini alle bici elettriche, sempre più presenti sulle nostre strade e che negli ultimi mesi hanno registrato un vero e proprio boom di diffusione, con tutta una serie di rischi nuovi e specifici.

In primo piano anche l'impegno di Sara sul tema della sicurezza nelle strade, da sempre centrale per la Compagnia Assicuratrice Ufficiale dell’ACI, e l’attenzione ai rischi vecchi e nuovi che i ciclisti, tra i soggetti più vulnerabili, corrono.

Secondo i dati Istat riferiti al 2019, gli incidenti stradali che hanno coinvolto biciclette sono cresciuti del 3,3% rispetto al 2018 e sono stati 253 i decessi, in aumento del 15,5% sull’anno prima. Inoltre, evidenzia una ricerca FIAB-ANCMA, sono più di 300 mila i furti di bicicletta che vengono denunciati ogni anno (da cui si può supporre un numero di eventi totali decisamente maggiore).

Sara propone agli utenti della mobilità green soluzioni assicurative mirate: Bici2Go, la polizza pensata specificamente per coprire i rischi legati all’utilizzo della bicicletta, e MiMuovo, l’innovativa soluzione pensata per chi utilizza bici elettriche, monopattini, skateboard, sharing, noleggio a breve termine e trasporto pubblico

“Sara Assicurazioni è orgogliosa di essere a fianco delle  principali competizioni del ciclismo italiano, che riprende a correre dopo l’emergenza Covid-19 - afferma Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni – Il ciclismo è permeato di valori positivi, che Sara condivide: impegno, determinazione ma anche sicurezza e sostenibilità. Vogliamo anche sottolineare la nostra attenzione alle nuove forme di mobilità elettrica e condivisa e alle nuove esigenze di protezione e sicurezza”.

Il buco nero delle auto rubate



Scende per la prima volta al 36% il tasso di recupero delle auto rubate. Lo scorso anno delle 95.403 vetture sottratte (oltre 261 al giorno e 11 ogni ora), solo 34mila sono state ritrovate. Di oltre 61mila auto si sono perse le tracce, instradate su mercati esteri o utilizzate per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. 1 auto su 4 è stata rubata in Campania. Panda, 500 e Lancia Ypsilon i modelli preferiti dai ladri. Napoli “caput furtorum”, con oltre 17mila episodi. Continua a crescere l’appeal dei SUV, che crescono dell’11%: boom dei furti di Nissan Qashqai.
Sono questi i principali trend che emergono dal “Dossier sui Furti d’Auto”, elaborato da LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati, che ha raccolto e analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno sul 2019 e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno.
I dati relativi allo scorso anno tracciano uno scenario nazionale a macchia di leopardo con alcune “zone rosse” in cui il rischio furto è decisamente elevato (soprattutto per alcuni modelli), e altre significativamente più tranquille.
Le aree a rischio (1 furto su 4 avviene in Campania) e quelle “theft free” (8 Regioni)
Nel 2019 i furti d’auto si sono concentrati prevalentemente in 5 Regioni, quelle tradizionalmente più “appealing” per questo business. Il primato spetta alla Campania con 23.554 furti: 1 episodio su 4 a livello nazionale è avvenuto qui. A distanza, seguono Lazio (17.021), Puglia (16.389), Sicilia (13.178) e Lombardia (10.013). Complessivamente, in queste Regioni si registra l’84% delle complessive sottrazioni.
Il calo del numero delle auto rubate, nel 2019 95.403 (oltre 261 al giorno e 11 ogni ora), ha segnato una decisa polarizzazione del fenomeno, a testimonianza di un business criminale che si focalizza sulle Regioni di origine delle organizzazioni criminali e in quelle in cui queste intessono maggiormente i propri interessi economici. Si registrano fenomeni emergenti come bande criminali dedite al furto di specifici modelli in alcune città per periodi più o meno lunghi, che proseguono nella propria attività fino al raggiungimento di un determinato numero di vetture sottratte da rimettere in commercio.
A preoccupare particolarmente è il continuo calo dei recuperi, lo scorso anno 34.196 vetture sono state restituite ai legittimi proprietari. Delle restanti oltre 61.000 auto si sono perse le tracce, instradate verso mercati esteri (soprattutto est Europa) o utilizzate per alimentare il redditizio business dei pezzi di ricambio. Così il tasso nazionale di recupero delle auto rubate è sceso dal 40% al 36%, toccando la percentuale più bassa degli ultimi anni.
In alcune aree il furto apre una vera e propria corsa contro il tempo per ritrovare l’auto. Trascorse le prime 24 ore, infatti, le percentuali di rintracciarla si riducono al minimo. Campania e Lazio, rispettivamente con il 33% e il 26% dei recuperi, sono le Regioni in cui le Forze dell’Ordine incontrano maggiori difficoltà nel riportare a casa i veicoli.
Decisamente interessanti sono anche i dati relativi alle province più colpite da questa piaga. Il podio resta prerogativa di tre piazze da sempre nel mirino dei ladri d’auto: Napoli, con 17.767 furti, Roma (15.835 sottrazioni) e Catania (7.441). Completano questa poco virtuosa top ten delle province a “bollino rosso” Bari (6.595), Milano (6.523), Torino (3.857), Foggia (3.437), Palermo (3.254), Caserta (2.961) e Barletta-Andria-Trani (2.560).
Le auto più rubate? Panda, Cinquecento e Punto.
I brand del Gruppo FCA giocano un ruolo di primo piano, con ben 6 modelli tra i 10 più rubati. Sommando FIAT (36.847 veicoli rubati e circa il 39% dei furti nazionali), Lancia (6%) e Alfa Romeo (5%), si raggiunge l’esatta metà del business furti in Italia. La particolarità di questi tre marchi è data da un tasso di recupero di veicoli superiore alla media nazionale, che oscilla tra il 40% e il 44%. Ben sotto la media recupero nazionale del 36%, invece, tutti gli altri brand su cui si concentrano le attenzione dei ladri: Ford (solo il 31% viene recuperato), Volkswagen (28%), Renault (27%), Opel (28%), Mercedes (21%), Audi (28%), Smart (27%).
Nessuna sorpresa arriva dalle prime 5 posizioni della classifica delle auto più rubate, dove si confermano Panda (11.299 sottrazioni), 500 (7.989), Punto (6.664), Ypsilon (4.540) e Golf (2.301).
Con 1.965 sottrazioni entra nella top ten anche la Giulietta. Chiudono la graduatoria la Fiesta (1.953), la Fortwo Coupè (1.794), la Clio (1.772), la 500L (1.627). Complessivamente le 10 vetture “preferite” dai ladri rappresentano il 44% del mercato furti totale.
Dall’analisi del dettaglio territoriale, emergono alcuni spunti utili a comprendere le peculiarità del fenomeno furti d’auto nelle principali piazze. Più in generale, nelle tre province del sud Italia si conferma l’egemonia dei brand FCA: a Napoli è presente nella top ten anche la Seicento, a Bari le prime 5 posizioni sono occupate da modelli dell’ex costruttore nazionale, che a Catania presidia addirittura le prime 7. Roma conferma il legame con il mondo Smart: nella provincia capitolina spariscono oltre la metà delle Fortwo (801) rubate in tutta Italia.
Milano evidenzia due new entry, rispetto al dato nazionale, in chiusura di top ten: Polo e Focus. Nella provincia meneghina la Golf è la terza auto più rubata, dopo Cinquecento e Panda.


Furti di SUV +11%: boom per il Nissan Qashqai
Nell’ambito del fenomeno furti un segmento di business in continuo sviluppo è quello dei SUV, da diversi anni sempre più diffusi sul mercato e ambiti anche dai ladri d’auto che lo scorso ne hanno sottratti 5.140, l’11% in più dell’anno precedente.
I dati della Top Ten evidenziano il boom del Nissan Qashqai (917 unità sottratte e + 49% rispetto al 2018) che si conferma SUV più ricercato. Nella top 5 dei più rubati è seguito da Range Rover Sport (502), Range Rover Evoque (374) Kia Sportage (323) e Toyota RAV 4 (321).
Una menzione speciale merita anche il BMW X3 che entra di diritto nella top 10 dei più rubati con 270 unità sparite e +85% rispetto al 2018.
La Campania si conferma area a rischio anche per i SUV: qui avvengono oltre la metà (473) dei furti di Qashqai.
Il principale allarme per i proprietari degli Sport Utility Vehicle nasce dal tasso di recupero (fermo a una media del 30%), decisamente più basso di quello delle autovetture (-6 punti percentuali). Meno di un SUV rubato su 3 viene ritrovato dopo il furto, a testimonianza di quanto gli interessi della criminalità organizzata si siano orientati su questi veicoli, sottratti e fatti sparire dalla circolazione con estrema rapidità.
“Il fenomeno dei furti d’auto è in costante evoluzione”, afferma Maurizio Iperti, AD di LoJack Italia, “I nostri dati fotografano una vera e propria emergenza legata oggi ai mancati recuperi delle auto rubate (oggi il 64% del totale). Il dato preoccupa ancor di più in quanto in questi mesi, dopo il calo dovuto al lockdown, il business dei furti ha recuperato il terreno perduto ed è tornato a rappresentare una piaga per diverse aree del nostro Paese. Attraverso la tecnologia in radiofrequenza e il supporto sul campo del nostro team Law Enforcement da anni siamo al fianco delle Forze dell’Ordine per contrastarla. Per compiere un ulteriore passo in avanti nella lotta contro questo fenomeno, a settembre renderemo disponibile LoJack Premium Touch, un’innovativa e unica soluzione di recupero veicoli con doppia tecnologia destinata ad aumentare in maniera esponenziale la possibilità di recupero di un’auto in caso di furto e dotata di un’app”.

SaraCheckUp: la ricetta giusta per la tua salute

In un momento storico così delicato, dove la salute di ognuno di noi può essere in pericolo, Sara ha ideato una polizza per essere sicuri di stare sempre bene.

Inoltre, acquistando la polizza, ottieni subito in regalo un Apple Watch Serie 5.

Con l'arrivo del COVID-19 il concetto di salute ha assunto un valore ancora più importante e quotidiano nella vita di ognuno di noi. Essere consapevoli e tenersi informati è il primo passo per una buona prevenzione e per dare il giusto valore alla tua salute. Per questo motivo abbiamo pensato a SaraCheckUp, la polizza che ti protegge e protegge le persone a cui vuoi bene, per avere una vita al pieno delle proprie possibilità, senza pensieri.

ACI LANCIA “AUTO3D”, PIATTAFORMA WEB DOVE SCEGLIERE, COMPRARE E GESTIRE UN’AUTOMOBILE


Auto3D è la nuova piattaforma web realizzata dall’ACI che aiuta gli automobilisti nella scelta, nell’acquisto e nella gestione di un veicolo nuovo, usato o a km0. Al link https://auto3d.aci.it prende forma uno spazio digitale sicuro, dove il garante delle informazioni e delle interazioni è l’Automobile Club d’Italia con la sua tradizione, il suo presidio territoriale e tutto il suo know how.

Gli automobilisti sono guidati in tre sezioni che sviluppano un percorso tridimensionale: “look” per individuare il veicolo corrispondente alle proprie esigenze, ricavando in tempo reale ogni informazione utile sulle caratteristiche del mezzo, i consumi, le dimensioni, la capacità di carico, le dotazioni di sicurezza e l’impatto ambientale; “buy” per acquistare l’auto selezionata, approfittando delle offerte di case automobilistiche e concessionari, oppure individuare soluzioni alternative all’acquisto attraverso formule di noleggio e sharing; “drive” per gestire il veicolo nel tempo con tutta la comodità dei servizi e delle applicazioni ACI.

“Siamo certi che i soci e gli automobilisti troveranno in Auto3D la competenza e la garanzia dell’ACI al loro servizio – dichiara Vincenzo Pensa, Responsabile Transizione Digitale – Direzione Sistemi Informativi e Innovazione ACI - declinate in una nuova forma attraverso le opportunità che il digitale offre”.

L’efficacia e la sicurezza della piattaforma sono incrementate dalla collaborazione con importanti marchi, come Findomestic, Ariel Car e Mia Car.

Tariffe RcAuto, calo senza fine

di Roberto Bagnoli

Continua il calo nelle tariffe rc auto: alla flessione ha contribuito il lock down, cioè il sostanziale blocco della circolazione deciso a marzo a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-10. In base alle statistiche dell’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), nel primo trimestre 2020 il prezzo effettivamente pagato per la garanzia obbligatoria  per i contratti stipulati nel periodo è stato pari in media a 392 euro. Il 50% degli assicurati paga meno di 352 euro, il 90% meno di 607 e solo il 10% meno di 219 euro.

Il prezzo medio trimestrale indica una diminuzione su base annua del -3,4%. L’Ivass ha approfondito l’andamento per verificare se e in quale parte il calo sia stato determinato dai provvedimenti governativi emanati a marzo per contrastare il diffondersi del virus, o se sia stato invece prodotto da un’effettiva riduzione di prezzo da parte delle imprese. 
L’analisi mensile mostra che l’emergenza sanitaria ha avuto un indiretto effetto sui prezzi, riconducibile al calo del numero dei nuovi contratti (-26%) presenti nel campione utilizzato nell’indagine, a causa dei veri e propri crolli delle immatricolazioni (-85%) e dei passaggi di proprietà (-62%). I “nuovi rischi” (mediamente più costosi), hanno subìto su base annua una riduzione di prezzo del -4,9%, contro il -2,6% di quelli preesistenti.

I prezzi della rc auto continuano a essere fortemente differenziati a livello territoriale. Il differenziale di premio imponibile (al netto delle imposte) tra le città più e meno costose, cioè Napoli e Aosta, è pari a 222 euro (468 contro 246). Nell’ultimo anno, nessuna provincia ha registrato aumenti del premio medio. Nel Sud Italia, dove la rc auto è mediamente più costosa rispetto al resto d’Italia, è più evidente il trend di diminuzione dei prezzi.

L’eterogeneità di prezzo è distribuita per classi di rischio del bonus malus e, all’interno della stessa classe, in relazione all’età dell’assicurato. Il prezzo pagato dagli assicurati più rischiosi (inseriti nelle classi di conversione universale che vanno dall’undicesima alla diciottesima) è più che doppio rispetto a quello degli assicurati virtuosi, in prima classe (747 contro 364 euro).
I prezzi rc auto sono più elevati per i giovani: gli under 25 in prima classe pagano 275 euro in più rispetto agli assicurati tra i 45 e i 59 anni, e 290 euro in più rispetto agli over 60.

Continua ad aumentare la diffusione della scatola nera, il dispositivo che tiene sotto controllo il comportamento alla guida: nei primi tre mesi 2020, il tasso di penetrazione si è attestato al 22,2%, in aumento di un punto percentuale su base annua.

L’indagine Iper è stata avviata nell’ultimo trimestre 2013 e prende in esame i premi effettivamente pagati per la rc auto, rilevati da un campione (basato sulla banca dati Sita dell’Ania) di contratti di durata annuale per le auto a uso privato. Non comprende quindi autocarri, ciclomotori, natanti e auto con diverso uso. La rilevazione include le principali componenti che concorrono alla determinazione del prezzo finale (tasse, sconti sul prezzo di listino, provvigioni agli intermediari) e le principali clausole contrattuali.

www.iomiassicuro.it

Sticchi Damiani: "Alla Coppa d’Oro delle Dolomiti premiati per i nostri sforzi"

Domenica scorsa, il Tour dei Sestieri di Cortina, alla scoperta della parte “nascosta” della Regina delle Dolomiti, in un evento competitivo con una prova cronometrata che ha visto trionfare nuovamente la 508C del 1939 di Giovanni Moceri e Valeria Dicembre; poi la cerimonia di premiazione presso il Miramonti Majestic Grand Hotel che ha chiuso ufficialmente l’edizione 2020 della Coppa d’Oro delle Dolomiti.
“Siamo stati premiati per i nostri sforzi, ma credo siano stati premiati anche i partecipanti” apre il Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, ricordando i numerosi sforzi richiesti per l’organizzazione di questa edizione, “quello che conta è lo spirito, la passione che ci unisce e che condividiamo, lo spirito di ACI Storico”.

“Non è stato facile per la situazione attraversata, abbiamo deciso di andare avanti e siamo soddisfatti del risultato” interviene Marco Rogano, Direttore Generale di ACI Sport S.p.a.
Un intervento anche di Lucio De Mori, Presidente dell’Automobile Club Belluno, che condivide la gioia per il successo organizzativo, ma sempre con uno sguardo al futuro: “con l’AC Belluno faremo sempre meglio, perché Belluno e Cortina lo meritano.”

Giovanni Moceri e Valeria Dicembre si aggiudicano la Coppa d’Oro delle Dolomiti per il secondo anno consecutivo, la quinta nel loro palmarès. A loro anche lo speciale Trofeo UBI Banca. Il Campione siciliano ha voluto cogliere l’occasione per congratularsi con l’organizzazione: “Si è celebrato a mio avviso un modello ideale di gare di regolarità in Italia. L’organizzazione, guidata da ACI Sport capitanata da Marco Rogano, è riuscita a dare delle regole certe, abbinando il giusto mix tra parte sportiva e ospitalità. Tutti gli organizzatori delle gare di regolarità in Italia dovrebbero venire ad apprendere quello che ACI Sport è riuscita a fare qui a Cortina.”

Con lui sul podio anche Antonino Margiotta e Vincenzo Bertieri con la Volvo Pv444 del 1947 e Osvaldo e Andrea Peli con la Fiat Balilla Coppa d’Oro del 1934.

Vincono la classifica Coppa d’Oro delle Dolomiti Legend Francesco e Dario Jannuzzi con la Porsche Carrera 3.2 Targa del 1984, mentre la Coppa d’Oro delle Dolomiti Tributo va a Alessandro e Costanza Valentini con la Porsche 964 Speedster del 1994.



I monopattini nella mobilità post-Covid: un mercato potenziale da 30 miliardi di dollari nel mondo


Il contesto urbano di oggi è sempre più congestionato con un aumento costante dell’inquinamento, che solo i lockdown forzati sono riusciti a contenere. Perciò, anche considerando le restrizioni o la diffidenza dei cittadini nell’uso dei mezzi pubblici, emerge sempre di più il bisogno di un’alternativa all’auto privata per spostarsi. In risposta a questa situazione, il mercato dei monopattini elettrici, o e-scooter, è migliorato in modo significativo negli ultimi anni e a dimostrarlo è sia la loro presenza in circa 350 città di tutto il mondo, sia gli investimenti che le aziende stanno effettuando per superare i vincoli operativi legati al loro sviluppo. Boston Consulting Group, nello studio “How E-Scooters Can Win a Place in Urban Transport”, ha studiato i potenziali sviluppi di quello che rappresenta uno dei fenomeni di consumo con la crescita più rapida a livello mondiale ma anche uno dei più controversi: mentre alcune città stanno limitando il loro utilizzo, con vincoli creati in funzione soprattutto della convivenza con gli altri mezzi di trasporto e con i pedoni, i leader del settore continuano ad incassare miliardi e i finanziamenti fluiscono senza sosta.

Dato il grande successo in città, i monopattini elettrici sono andati incontro ad una serie di migliorie che rendono i modelli di seconda generazione più robusti e con un ciclo di vita più lungo rispetto ai modelli precedenti (raddoppiato dai 12 ai 24 mesi di utilizzo), nonché dotati di nuovi elementi intelligenti come i sensori anti-vandalismo. Il prossimo livello di innovazione riguarderà le batterie, che saranno sostituibili in stazioni di ricarica poste in vari punti della città dove gli utenti potranno cambiarle in cambio di credito di viaggio, analogamente a quanto già avviene per il rifornimento delle auto nelle app di car-sharing.

Quali sono le prospettive reali di crescita del settore? Considerata la rapidità con cui anche il marketing legato ai monopattini elettrici si sta evolvendo, il consolidamento di questo mercato risulta inevitabile, dato che la prima ondata di diffusione è già in corso. In Europa le differenze di reddito disponibile nei vari Paesi costituiscono un elemento essenziale per capire quali città sono più adatte alla crescita del mercato dei monopattini. BCG ha formulato quattro elementi chiave (densità della popolazione, apertura all’uso delle bici, clima, numero dei giovani) che hanno permesso di individuare 750 città adatte a questo tipo di micromobilità negli Stati Uniti e in Europa, indicando più del doppio dei mercati attivi oggi e suggerendo un enorme potenziale di crescita.

Ad esempio, molte città europee come Copenhagen e Berlino sono più portate ad accogliere la crescita del mercato dei monopattini grazie alla loro cultura e alla presenza di spazi destinagli alle bici già da molto tempo. In altre città, la penetrazione degli e-scooter dipenderà dai progressi nella pianificazione urbana, cosa che aumenterebbe anche il livello di sicurezza e diminuirebbe il numero di incidenti, dato che l’80% di questi riguarda casi in cui le auto o i camion investono monopattini e biciclette. In questo caso, i policymaker delle singole città dovrebbero creare una normativa basata sulle iniziative di simili e sui data analytics forniti dagli operatori nel settore. Inoltre, questi devono anche definire regole della strada su misura insieme a requisiti di sicurezza pubblica, zone di parcheggio e di divieto di sosta. Investimenti infrastrutturali ben pianificati, comprese piste ciclabili e parcheggi designati, aumenteranno i livelli di sicurezza in città e incoraggeranno ad un uso maggiore e più responsabile dei monopattini.

Come indicano i progressi raggiunti e le spinte da parte del mercato, gli e-scooter sono qui per rimanere e, insieme alle altre forme di micromobilità, saranno i protagonisti della mobilità urbana del futuro. I fornitori e i leader politici delle città devono lavorare insieme per integrare adeguatamente gli e-scooter nel mix di mobilità del futuro e raggiungere l'obiettivo di utilizzare forme di mobilità diverse dalle auto e con un impatto minore sull’ambiente, senza contare le possibilità di guadagno nel lungo termine per il mercato europeo e statunitense che si aggirano tra i 25 e i 30 miliardi di dollari.

 

Premio di Studio e Premio Giornalistico «Pasquale De Vita»


Per incentivare lo studio e la divulgazione di una corretta informazione sul futuro della mobilità,
Automobile Club d’Italia, Sara Assicurazioni e Unione Petrolifera, in collaborazione con Rivista Energia, rilanciano per il 2020 i due premi dedicati alla memoria di «Pasquale De Vita» entrambi del valore di 2.500 euro.

La scadenza è prorogata al 30 settembre 2020

Saradanaio Bi-Fuel: il piano di accumulo a doppia alimentazione che fa rendere il tuo risparmio

Una nuova soluzione che combina i vantaggi di un piano di accumulo con il dinamismo di un piano di investimento: queste le caratteristiche vincenti di Saradanaio Bi-Fuel, la nuova proposta Sara Vita pensata per chi desidera sfruttare le opportunità di crescita dei mercati finanziari senza rinunciare alla stabilità della componente a capitale garantito collegata alla Gestione Separata.
Saradanaio Bi-Fuel è un prodotto di investimento assicurativo a Vita Intera a premi unici ricorrenti, con la  possibilità di versamenti aggiuntivi.

Saradanaio Bi-Fuel permette di gestire un portafoglio di investimenti più ampio che può essere personalizzato sia in base all’orizzonte temporale d'investimento che al profilo di rischio del Cliente, che può scegliere tra:
profilo BASE
profilo BILANCIATO
combinazione Scelta Libera che permette di personalizzare liberamente il mix tra Gestione Separata e Fondi Interni.

Chi seleziona il profilo BASE o BILANCIATO può, inoltre, sottoscrivere la speciale opzione LIFE CYCLE, che ha l’obiettivo di aiutare il Cliente nella gestione dell’investimento per tutta la durata del contratto.

Saradanaio Bi-Fuel, oltre alla prestazione base in caso di decesso dell’Assicurato, riconosce una tutela in più in caso di eventi negativi nel corso del contratto con due prestazioni aggiuntive: prestazione potenziata caso morte e prestazione invalidità, operanti nel periodo di pagamento dei premi. Nel corso del contratto sono poi previsti dei bonus di fedeltà.

“Con Saradanaio Bi-Fuel mettiamo a disposizione dei nostri clienti un piano di accumulo e di investimento con una formula moderna” ha commentato Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni e Sara Vita: “E’ un prodotto a doppia alimentazione e quindi a doppia potenza, pensato per chi vuol dare una crescita dinamica, al proprio risparmio, valorizzandolo in un’ottica di lungo termine, senza rinunciare alla prudenza. Una soluzione intelligente che arricchisce l’offerta di Sara Vita, la compagnia del Gruppo Sara Assicurazioni specializzata nel risparmio, nell’investimento, nella tutela e nella previdenza”



Tour automobilistico storico-gastronomico della Sabina

Domenica scorsa i collezionisti di auto storiche si sono ritrovati a Magliano Sabina, chiamati dall’Automobile Club Roma e dall’Automobile Club Rieti per partecipare alla prima edizione del “Tour Automobilistico storico-gastronomico della Sabina”. L’evento si è svolto sotto l’egida di ACI Storico, nell’ambito del progetto “Ruote nella Storia”, in un angolo suggestivo della campagna laziale, offrendo una boccata d’ossigeno al tessuto turistico ed economico del territorio.

“Ruote nella Storia” è un progetto dell’Automobile Club d’Italia, finalizzato alla promozione del turismo lungo lo Stivale attraverso la tutela della grande tradizione motoristica, che il mondo ci invidia. In risposta alle difficoltà economiche e sociali indotte dalla pandemia del Covid-19, ACI ha lanciato in questi giorni la campagna “Vieni via con me”, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che punta proprio al rilancio della mobilità delle persone come strumento strategico per l’economia del Paese.

In quest’ambito gli Automobile Club di Roma e Rieti sottolineano l’appeal delle auto storiche come volano per il turismo locale. Parteciperanno alla manifestazione i Club affiliati ACI Storico e i loro associati, tra cui il Club CANVES di Anzio/Nettuno e il Club “Gialloquaranta” di Roma.

Somo arrivati 50 veicoli, con modelli di particolare pregio, tra cui Alfa Romeo Duetto 1° serie, Lancia Fulvia 2C e Zagato, Jaguar XK150 cabrio e un esemplare Cisitalia esposto anche al Moma di New York. Il percorso si articola dalla sede dell’Automobile Club Roma lungo la Via Flaminia, con sosta al centro di Magliano Sabina.

“Con questa manifestazione – dichiara Giuseppina Fusco, presidente Automobile Club Roma e vice presidente nazionale ACI – vogliamo ancora una volta valorizzare il nostro patrimonio storico-automobilistico e promuovere la conoscenza dei luoghi più suggestivi della nostra Penisola, spesso nascosti, ma vogliamo anche lanciare un messaggio di fiducia verso i cittadini sulla ripartenza del nostro Paese, pur sempre richiamando l’esortazione a proseguire nello scrupoloso rispetto delle misure di contenimento della emergenza epidemiologica in corso”.

Nuova forma di mobilità condivisa che permette di creare la propria community con cui condividere la propria auto


Leasys, società controllata da FCA Bank e leader delle soluzioni di mobilità a 360 gradi, presenta la nuova app di I-Link, l’esclusivo servizio di car sharing personale pensato per soddisfare tutti quei clienti in cerca di soluzioni di mobilità innovative e soprattutto tecnologiche.
A 4 anni dalla nascita di U Go, la prima piattaforma di car sharing peer to peer lanciata da una rental company, Leasys allarga la famiglia dei servizi di condivisione dell’auto, in linea con i trend della disownership e della sharing economy ma anche con le attuali necessità di muoversi in sicurezza, contenendo al tempo stesso parte delle spese quotidiane.

I-Link è un prodotto di noleggio a lungo termine che, ispirandosi alle note app di messaggistica, permette la condivisione dell’auto con una comunità ristretta di persone. Una soluzione ideale per quanti, privati o liberi professionisti, necessitano di un’alternativa concreta alla proprietà di veicoli anche in ottica di contenimento dei costi di gestione della mobilità. Grazie ad I-Link, infatti, è possibile noleggiare una vettura, guidarla all’occorrenza e condividerla con la propria community quando non viene utilizzata.

Attraverso una piattaforma web, I-Link permette al player, intestatario del contratto di noleggio con Leasys, di creare una community di amici, parenti o colleghi, fino a un massimo di dieci user, con cui condividere la propria auto. Non è necessario scambiarsi le chiavi: grazie infatti all’App dedicata, disponibile su iOS e Android, lo user può geolocalizzare la vettura, prenotarla in base alla disponibilità e aprirla in modalità “keyless”, semplicemente avvicinando lo smartphone e digitando il proprio codice personale. Alla fine dello sharing, all’utente non resterà che lasciare il veicolo nell’area di riconsegna stabilita e terminare il viaggio sull’App.

Il player può decidere se condividere con i membri della community solo l’auto o anche la spesa del canone mensile di noleggio, in tal caso in base al tempo di prenotazione e utilizzo dell’auto, l’App calcolerà il rimborso che ogni user deve riconoscere al player.
Con I-Link, per il player e lo user, condividere l’auto e le spese di gestione sarà facile e sicuro.
leasys.com


Idea Fiat, il trasporto diventa elettrico


Una partnership all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione che contribuisce alla ripartenza economica del Paese in un settore, quello dei trasporti, maggiormente coinvolto dalle trasformazioni che stanno cambiando il mondo della mobilità. In questo ambito, Fiat Chrysler Automobiles e il Gruppo Arcese – azienda leader nel settore della logistica e del trasporto internazionale – hanno firmato un accordo che prevede, in anteprima rispetto al lancio commerciale, l’utilizzo da parte di Arcese di un prototipo del nuovo E-Ducato, il primo modello “full electric” di Fiat Professional, pensato per il trasporto su strada per il primo e l’ultimo miglio.
La partnership tra FCA e il Gruppo Arcese testimonia l’impegno delle due aziende nella costante ricerca di soluzioni innovative con cui soddisfare le esigenze dei propri clienti, e ridare slancio alla ripartenza dell’economia italiana: FCA lo sta facendo sviluppando soluzioni di trasporto dedicate esclusivamente alla mobilità sostenibile.

Il nuovo E-Ducato è frutto di questo impegno e risponde perfettamente alle aspettative di Arcese: servizi di distribuzione in ambito cittadino e “near urban” veloci, affidabili e soprattutto sostenibili, grazie all’abbattimento delle emissioni in atmosfera.
Durante un incontro recentemente organizzato all’FCA Safety Center di Orbassano, i team di Fiat Professional (rappresentato da Domenico Gostoli, responsabile di LCV Electrification Programs) e di Fleet & Business Sales (guidato da Ubaldo Della Penna) hanno presentato ai vertici aziendali del Gruppo Arcese il nuovo E-Ducato, con il quale il marchio si propone di offrire soluzioni complete di mobilità elettrica che – partendo dall’analisi dei fabbisogni energetici – possano coprire ogni singola missione e che siano in grado di offrire soluzioni che spazino dal veicolo alle infrastrutture, senza trascurare tutto il mondo di servizi che i nuovi ed emergenti canoni di mobilità richiedono ogni giorno di più.

In tale occasione Domenico Gostoli ha dichiarato che “Fiat Professional, coerentemente con la sua mission di marchio dedicato ai veicoli commerciali leggeri, è fiera di poter rispondere in maniera puntuale alle esigenze di mobilità sostenibile di un cliente della forza di Arcese, eccellenza storica nel mondo dei trasporti internazionali. L’integrazione delle rispettive professionalità diventa elemento chiave e fondamentale di due realtà con esigenze complementari, ma entrambe orientate verso lo stesso obiettivo di sostenibilità ambientale”.

E-Ducato propone autonomie di percorrenza – nel tipico ciclo di una “mission di consegna” in ambito urbano – da 200 a oltre 360 chilometri in normali condizioni ambientali a seconda del tipo di batteria, con differenti configurazioni di ricarica. La nuova propulsione elettrica non penalizza la volumetria di carico che rimane best in class nel segmento dei Large Van: da 10 a 17 metri cubi con portata fino a 1.950 chilogrammi, la migliore della categoria.

L’E-Ducato nasce quindi per soddisfare le nuove esigenze del trasporto sostenibile, semplificando la quotidianità di chi lavora nel mondo dei trasporti e deve superare “ostacoli” sempre più frequenti, come le zone a traffico limitato dei grandi centri urbani. Nell’ambito della nuova partnership, Arcese potrà utilizzare a partire da novembre, per un’applicazione pilota, un prototipo di E-Ducato allestito con batteria da 47 kWh per le consegne nel centro di Milano, effettuate dall’hub Arcese di Basiano. Questa sperimentazione permetterà a FCA di raccogliere, in un breve periodo di tempo, utili feedback e dati di guida relativi al nuovo mezzo, per ottenere i quali sarebbe stato necessario, dopo la commercializzazione, un uso da parte della clientela molto più lungo. Ciò permetterà a FCA di identificare in modo preciso il vero profilo del cliente sulla base dei dati giornalieri della sua “mission”, offrendogli così il miglior prodotto, su misura. Nello stesso tempo la sperimentazione offre ad Arcese la possibilità di valutare come potenziare con E-Ducato la flotta di autoveicoli a basso impatto ambientale destinati alle attività di primo e ultimo miglio.

“Siamo orgogliosi di essere tra i primi operatori logistici a partecipare a questa fase sperimentale grazie a una partnership che possiamo definire davvero all’avanguardia nell’ambito dell’elettrificazione – commenta Matteo Arcese, Executive President del Gruppo Arcese – La nostra è una collaborazione ormai pluriennale, che ci vede impegnati non solo come clienti di FCA, ma anche come fornitori di servizi di trasporto e logistica per alcuni brand del Gruppo. L’E-Ducato rappresenta per noi oggi un tassello importante che va a inserirsi nell’insieme di attività volte a raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati in allineamento con le politiche e le iniziative legislative dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore dei trasporti. Un’ulteriore conferma dell’impegno della nostra azienda nel rappresentare un modello d’impresa socialmente responsabile.”

Per Roberto Di Stefano, responsabile dell’ente e-Mobility di FCA, quello con Arcese “è un rapporto consolidato da anni di fruttuosa collaborazione e conoscenza reciproca. Lavorare insieme da tanto tempo ci aiuta a sviluppare idee innovative che possono fare la differenza per la mobilità del futuro. Il trasporto delle merci è una parte fondamentale in uno scenario complesso e in costante evoluzione. Questa nuova partnership con Arcese ci permetterà di lavorare al meglio per ripensare e migliorare il futuro della mobilità”.

Aci, bilancio positivo per i veicoli di seconda mano


In decisa ripresa il mercato dell’usato che chiude in positivo il bilancio del mese di giugno, con incrementi a due cifre per le due ruote, anche grazie alla presenza di una giornata lavorativa in più rispetto all’analogo mese del 2019. I passaggi di proprietà delle autovetture, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno registrato a giugno una variazione mensile positiva del 6,6% (+1,5% a livello di media giornaliera). Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 191 usate nel mese di giugno e 183 nell’intero primo semestre del 2020.

Sugli scudi, nel settore dell’usato, soprattutto le auto elettriche e quelle ibride a gasolio, che hanno riportato forti crescite sia in termini di passaggi di proprietà che di minivolture (ibride diesel: +179% i trasferimenti netti e +205,6% le minivolture - elettriche: +50,5% i passaggi netti e +154,3% le minivolture). Nonostante il pesante calo delle vendite di auto nuove, inoltre, elettriche e ibride hanno evidenziato a giugno risultati positivi anche per le prime iscrizioni: +132% le auto elettriche, +94% le ibride a benzina e +28,4% le ibride diesel.

Ottimi risultati nel mese di giugno per i passaggi di proprietà dei motocicli, che al netto delle minivolture hanno messo a bilancio un incremento mensile del 39,9% (33,2% in termini di media giornaliera).

Nel primo semestre 2020 si evidenziano tuttavia contrazioni complessive del 30,6% per le autovetture, del 20,2% per i motocicli e del 28,4% per tutti i veicoli. 

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Bilancio contrastato a giugno per le radiazioni, che hanno registrato un calo del 4,3% per le autovetture (-8,9% la media giornaliera), da segnalare tuttavia il dato in crescita delle demolizioni (+5%) a fronte di una flessione a due cifre delle esportazioni (-24,3%), e un aumento del 9,1% per i motocicli (+3,9% la media giornaliera). Ancora in crescita il parco circolante italiano, che per le auto evidenzia sia nel mese di giugno che nell’intero primo semestre dell’anno un tasso unitario di sostituzione pari a 0,86 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 86).

Il periodo gennaio-giugno 2020 ha archiviato per le radiazioni decrementi del 35,4% per le autovetture, del 32,6% per i motocicli e del 35% per tutti i veicoli.

Come velocizzare il rinnovo del parco auto circolante. La proposta Aniasa

E’ oggi necessario stimolare la domanda di mobilità sicura, eco-sostenibile e condivisa. Per svecchiare il nostro parco circolante, il secondo più anziano d’Europa, è necessario attuare misure in grado di promuovere la sostituzione dei veicoli più inquinanti con soluzioni di ultima generazione alla portata delle famiglie italiane che stanno fronteggiando la crisi. I dati dimostrano che l’ecobonus non ha prodotto la rottamazione dei veicoli più inquinanti, ma ha privilegiato gli acquisti di veicoli di gamma alta. Incentivare ‘l’usato fresco’ consentirebbe, invece, di produrre immediati benefici sulla domanda di mobilità, sull’ambiente e, non ultimo, sul fronte delle Entrate per l’Erario”.

Sono queste le principali evidenze emerse nel corso dell’audizione informale presso la decima Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato del Presidente ANIASA (l’Associazione che in Confindustria rappresenta i servizi di mobilità) Massimiliano Archiapatti.

Nel corso dell’audizione il Presidente ha ricordato l’annata record del 2019 per il settore del noleggio e del vehicle sharing che ha raggiunto quota 1,2 milioni di veicoli in circolazione e 517.000 veicoli immatricolati, attestandosi ormai stabilmente al 25% del mercato nazionale, per un valore di 11 miliardi di euro di acquisti di nuovi veicoli. Dall’inizio dell’emergenza COVID, anche il settore della mobilità a noleggio ha pesantemente risentito della crisi economica e del crollo della domanda turistica. Da febbraio a maggio le attività di car sharing hanno subito una contrazione del 70%, il breve termine dell’80%, il lungo termine ha finora tenuto.

Nel quadrimestre marzo-aprile-maggio-giugno le immatricolazioni del settore si sono bloccate: in soli 120 giorni si sono perse 173.000 nuove auto e veicoli commerciali, per un valore di quasi 4 miliardi di euro e quasi 1,1 miliardo di entrate per l’Erario in meno tra IVA e tasse varie.

Il Presidente Archiapatti ha poi ricordato come sono circa 324.000 i veicoli a noleggio usati  Euro6 che ogni anno vengono rivenduti dagli operatori, di cui 116.000 (36%) restituiti al costruttore (attraverso la formula del buy-back).

Il noleggio è da sempre un driver essenziale per la diffusione dei veicoli elettrici ed ibridi. Nel 2019 gli operatori del noleggio a lungo e a breve termine hanno immatricolato 3.800 vetture elettriche, il 36% del totale mercato pari a 10.500 unità; nello stesso periodo il noleggio ha immatricolato 22.000 vetture ibride, il 19% del totale mercato (116.000 unità).

Gli incentivi connessi all’ecobonus sono partiti ad aprile 2019, 210 milioni di euro disponibili per il 2019-2021. Sul fronte degli acquisti di auto con ecobonus (fonte Ministero dello Sviluppo Economico), da aprile 2019 al 10 giugno 2020 sono state completate 14.060 prenotazioni di autoveicoli per un impegno di 55,1 milioni di euro.

Delle 14.060 auto prenotate, ben 10.897 (76%) non hanno previsto la rottamazione di altro veicolo, solo 3.136 (il 22%) sono state comprate con contestuale rottamazione. Questo è un dato significativo che testimonia il mancato raggiungimento degli obiettivi che il Governo si era posto. I dati dimostrano che non c’è stato l’auspicato rinnovo di parco circolante, ma solo immissione di nuovi veicoli: 11.165 veicoli elettrici (79%) e 2.895 ibridi (21%).

Secondo lo studio condotto da ANIASA con Bain & Company, l’84% degli italiani sta ritardando o rinviando l’acquisto dell’auto. L’attuale grave crisi economica sta di fatto bloccando gli acquisti, provocando il collasso del mercato e rallentando il rinnovo del nostro parco circolante nazionale (38 milioni di veicoli), il secondo più anziano del Continente, con oltre il 30% del circolante ante Euro4 (oltre 14 anni di anzianità). Va abbandonato un approccio ideologico alla mobilità. Per questo l’Associazione ha avanzato al Governo una proposta che produrrebbe immediati benefici sulla domanda di mobilità, sull’ambiente e, non ultimo, sul fronte delle Entrate per l’Erario: estensione dell’ecobonus, oggi previsto solo per limitate fasce di veicoli, alle vetture usate con standard di emissioni Euro 6 a seguito di rottamazione di veicoli Euro 0, 1, 2, 3 e 4. Per venire incontro alle esigenze di cassa del Governo, l’ecobonus potrebbe essere erogato tramite credito d’imposta o mediante esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche e avrebbe il pregio di raggiungere classi sociali con minore capacità di spesa. Proprio quelle famiglie in possesso di veicoli più inquinanti e che senza supporto non cambierebbero la propria auto”.