Corsa al monopattino: vendite in crescita del +140% nei primi 7 mesi del 2020


Complice il clima estivo, la voglia di mobilità sostenibile e i timori legati al Coronavirus, tra gennaio e luglio 2020 c’è stato un boom di vendite per il comparto E-Mobility. Secondo le rilevazioni GfK, sono stati venduti in totale oltre 125.000 unità nei canali della Tecnologia di consumo e il valore del mercato è cresciuto del +140%.

Negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, le strade italiane hanno visto la diffusione di un nuovo mezzo di trasporto: il monopattino elettrico. Un mezzo che si è diffuso grazie anche ai servizi di sharing, ma che molti hanno deciso di acquistare per sperimentare nuovi modi di spostarsi, specialmente in città. 

Secondo i dati GfK, in Italia il comparto E-Mobility (che comprende monopattini elettrici, skateboard elettrici, hoverboard e one wheel) ha registrato nei primi 7 mesi del 2020 una crescita a valore del +140%, rispetto allo stesso periodo del 2019. La tipologia di prodotto di gran lunga più venduta è stata quella del monopattino elettrico, che negli ultimi mesi è arrivato a pesare a valore oltre il 90% del comparto. Sono escluse da questo perimetro le biciclette elettriche e a pedalata assistita.

Complessivamente, tra gennaio e luglio 2020 sono stati vendute oltre 125.000 unità. Il picco di vendite si è registrato nel mese di luglio (+52,6% a unità) ma il trend in forte crescita ha caratterizzato tutto il periodo successivo al lockdown, complice sia il clima estivo, sia probabilmente la voglia di dotarsi di nuovi mezzi di trasporto individuali (quindi più sicuri sul fronte del contagio) ed ecologici. Un ulteriore stimolo alle vendite è sicuramente arrivato anche dal Bonus Mobilità 2020, che si applica anche all’acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica acquistati a partire dal 4 maggio 2020.

Nel periodo considerato, il prezzo medio di vendita dei dispositivi per la mobilità elettrica è stato di 320 euro, in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 2019, quando si attestava a 193 euro.


Nota metodologica

Attraverso la metodologia Retail Panel, GfK raccoglie in maniera continuativa i dati di vendita dei Technical Consumer Goods in oltre 70 Paesi in tutto il mondo. 

I dati contenuti in questo comunicato si basano sui dati di sell-out riferiti al canale Mass Market (Ipermercati, Supermercati, Cash & Carry, Mercatoni), Consumer Electronic Store, Canali specialisti IT e Internet Sales (Pure Player Generalisti e Click & Mortar). Il periodo considerato è quello compreso tra gennaio e luglio 2020.

 

Con il 103° Giro d’Italia, riparte la Campagna Sara


Sara Assicurazioni si conferma anche per il 2020 Top Sponsor del Giro d’Italia, e raddoppia l’impegno partecipando anche come Sponsor Maglia Rossa del Giro-E che, nella competizione riservata alle bici a pedalata assistita (E-Road Bike), premia il leader della Classifica Sprint. 

L’impegno di Sara Assicurazioni nel ciclismo testimonia l’attenzione della Compagnia Assicuratrice Ufficiale dell’ACI ai temi della sicurezza sulle strade e della nuova mobilità dolce, con le sue forme innovative, dai monopattini alle bici elettriche, sempre più diffusi nelle città italiane. Nell’attuale congiuntura rappresenta inoltre la vicinanza e il sostegno di Sara alla ripartenza del Paese dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Per rafforzare la visibilità dell’iniziativa, Sara ha pianificato una campagna TV che, riprendendo la creatività dello scorso anno, sarà trasmessa - a partire dal 4 ottobre - per tre settimane sulle reti RAI e per due settimane su La7, Mediaset, SKY ed Eurosport.

La pianificazione TV sarà affiancata da una campagna video sul digital (articolata parte su canali RCS collegati al Giro come gazzetta.it e relativo social, parte geolocalizzata con Citynews per seguire le singole tappe e parte su siti premium come repubblica.it, corriere.it, ansa.it, ... ).

Sono previste inoltre uscite stampa su La Gazzetta dello Sport, Sport Week, Bell’Italia e L’Automobile.


Sharing Mobility, ecco lo scenario futuro

Nell'ambito della 4^ edizione della Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility si è tenuto l'incontro digitale “Born To Ride (Sharing)”, dove si è discusso delle sfide che attendono i vari servizi di sharing mobility nei prossimi mesi. 

All'interno del ventaglio delle soluzioni di mobilità condivisa i “servizi di trasporto non di linea” sia tradizionali che quelli abilitati recentemente dalle tecnologie digitali rivestono un'importanza capitale. Durante l'incontro si è parlato del contesto italiano, approfondendo in particolare gli aspetti che definiscono il quadro normativo e le prospettive del settore. 

Intervenuto come relatore insieme ad esperti provenienti dal mondo accademico e rappresentanti delle istituzioni, Lorenzo Pireddu, General Manager di Uber Italia, ha sottolineato: “In 10 anni di attività abbiamo registrato 15 miliardi di viaggi tramite l'app Uber, portando i benefici della nostra tecnologia ai cittadini di 10mila città e offrendo opportunità di lavoro a circa 5 milioni di autisti in tutto il mondo. In questi anni abbiamo contribuito a cambiare il modo in cui le persone si spostano nelle città, partendo dalle macchine per arrivare a essere un vera e propria piattaforma di mobilità. Anche in Italia vogliamo offrire la nostra collaborazione per risolvere il problema del trasporto urbano, portando i benefici delle piattaforme digitali sempre di più nel nostro Paese e generando così valore per l'intero settore. In Italia, infatti, esiste una domanda che non è ancora soddisfatta e le sessioni che ogni giorno registriamo nella nostra applicazione per richiedere una corsa ne sono la prova. Il recente lancio di Uber Taxi a Napoli, che ci sta dando riscontri molto positivi, va proprio in questa direzione e conferma che una piattaforma tecnologica come Uber può aiutare il settore ad uscire dalla crisi”.

 

La CO2 diventa roccia: il progetto Audi per la decarbonizzazione


Ridurre la quantità di anidride carbonica che si trova nell'atmosfera è una priorità per Audi, che punta a  diventare carbon neutral entro il 2050. Per raggiungere questo ambizioso risultato si adottano tecnologie all’avanguardia e le misure più innovative per la protezione del clima: una di queste è proprio il processo di conversione messo a punto dalla start-up elvetica Climeworks, con cui Audi sta collaborando. Il progetto prevede di catturare l'aria dall'ambiente, filtrare la CO2 che si trova al suo interno e infine trasportarla nel sottosuolo, dove attraverso un processo naturale si trasforma in roccia.

Il progetto è stato attivato in Islanda, dove Climeworks ha costruito un impianto in grado di filtrare ogni anno 4.000 tonnellate di anidride carbonica presenti nell'atmosfera, mineralizzandole sottoterra. Di queste, 1.000 tonnellate contribuiranno a migliorare il bilancio di sostenibilità di Audi.

Nella prima parte del processo l’aria viene aspirata dall'ambiente e convogliata in un collettore. Qui passa attraverso un filtro speciale selettivo che cattura e fissa la CO2 grazie al materiale adsorbente, ossia un materiale in grado di accumulare una sostanza gassosa sulla sua superficie, attraverso un processo chimico-fisico.

Quando il filtro è saturo, viene riscaldato a 100° C utilizzando il calore di scarto prodotto dal vicino impianto geotermico, provocando il rilascio delle molecole di anidride carbonica. A questo punto, l'aria che è stata privata della CO2 torna nell'atmosfera, mentre l’anidride carbonica accumulata viene portata sotto la superficie terrestre, dove i processi naturali la mineralizzano, senza lasciare tracce.

Il trasporto a 2.000 metri sottoterra è garantito dall'acqua della centrale elettrica di Hellisheiði che scorre attraverso l'impianto. Quando si trovano in profondità, le molecole di CO2 hanno una reazione naturale con la roccia basaltica e attivano un processo di mineralizzazione: in questo modo vengono convertite in carbonati, con un processo che dura diversi anni, e permette di immagazzinare in modo permanente la CO2 nel sottosuolo. L'acqua, invece, ritorna nel ciclo della centrale geotermica. L'impianto di Climeworks sarà in funzione 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, con una capacità di filtraggio di 4.000 tonnellate di CO2 all'anno. Per ottenere lo stesso risultato in modo naturale servirebbero 80.000 alberi. La tecnologia sviluppata da Climeworks permette di immagazzinare nel sottosuolo, in modo efficace e permanente, il 90% della CO2 filtrata dall'aria. Inoltre, è un sistema scalabile e riproducibile per grandi quantità – offre quindi un enorme potenziale per il futuro. L'Islanda è uno dei molti luoghi della Terra che offre le condizioni ideali per questo processo: l'origine vulcanica la rende una delle aree geotermiche più potenti del mondo.

Questo vuol dire che grandi quantità di energia e calore provenienti dal pianeta possono essere convertiti in elettricità in modo economico e virtualmente neutro per quanto riguarda la CO2. Inoltre, la roccia islandese ha la composizione ideale per immagazzinare grandi quantità di anidride carbonica.

"L'adsorbimento di anidride carbonica dall'atmosfera è una tecnologia innovativa e ci aiuta a raggiungere gli obiettivi climatici del Gruppo. Con il progetto Climeworks stiamo contribuendo alla decarbonizzazione, seguendo il nostro approccio olistico” dichiara Hagen Seifert, Responsabile della Sostenibilità Audi.

Audi collabora con Climeworks dal 2013; due anni fa la partnership ha portato alla costruzione di uno stabilimento a Hinwil (Svizzera) che filtra la CO2 dall'aria e la fornisce all'industria delle bevande per convertirla in acido carbonico. Audi sta anche supportando la start-up svizzera con il suo know-how tecnologico, ad esempio per lo sviluppo di nuovi prototipi di scambiatori di calore.

Fonte: AUDI AG

Il Gruppo Sara chiude un brillante primo semestre 2020: risultato netto di 44,4 milioni di Euro

Il Consiglio di Amministrazione di Sara Assicurazioni spa, riunitosi in data odierna, ha approvato la Relazione Semestrale Consolidata.

I numeri mettono in evidenza una raccolta - in premi lordi contabilizzati - pari a 361,1 milioni di Euro, in aumento del 2% rispetto al dato del primo semestre 2019. Il risultato netto consolidato del semestre è pari a 44,4 milioni di Euro in aumento rispetto al 2019 (34,5 milioni di Euro).

La solvibilità di Gruppo si mantiene su livelli molto elevati (Solvency Ratio 280,6%). "Grazie ai progressi compiuti nel percorso di trasformazione digitale, siamo riusciti ad affrontare questa difficile congiuntura migliorando i risultati del 2019 - ha commentato il Direttore Generale Alberto Tosti - La nostra infrastruttura informatica e i progressi compiuti nelle competenze digitali ci hanno permesso, anche durante il lockdown, di garantire l'operatività della Compagnia al 100%, fornendo ai nostri clienti assistenza da remoto in ogni fase del rapporto contrattuale. Questi risultati positivi, che non sarebbero stati possibili senza il contributo determinante di Agenti e Dipendenti, ci rendono orgogliosi e ci permettono di proseguire con determinazione nella direzione intrapresa.”


Auto nuova, il 44% dei potenziali clienti si fiderebbe di Amazon


Comprare l’auto con un click, magari su Amazon. Secondo 4 italiani su 10 l’acquisto online dell’automobile è infatti una possibilità sempre più concreta, anche sui siti di e-commerce. È l’anticipazione dell’annuale Automotive Customer Study di Quintegia che sarà presentato nel corso dell’Automotive Dealer Day (mercoledì 16 e giovedì 17 settembre), in formato digital per questa edizione 2020. 

Stando ai risultati della survey, condotta su un campione rappresentativo di oltre 3400 rispondenti in tutta Italia, nel 2020 rappresentano il 41% i consumatori che sarebbero interessati ad acquistare una vettura direttamente sul web, un dato in crescita rispetto al 34% dello scorso anno e rafforzato anche dall’indagine su un campione “smart” di persone tra i 18-54 anni, early adopter di nuove tecnologie e caratterizzate da uno stile di vita attivo e da comportamenti di acquisto innovativi, che si dichiarano pronti a comprare l’auto da remoto in ben l’80% dei casi. 

Sul fronte delle piattaforme, i siti ufficiali delle case automobilistiche si confermano la scelta più sicura per il 78% degli intenzionati all’acquisto online, seguiti da quelli dei concessionari (50%) e dai professionisti dell’e-commerce (15%), con Amazon che, singolarmente, conquista la fiducia del 44% dei potenziali “e-buyer” e dell’85% del campione “smart”, in cui solo 1 rispondente su 100 esclude completamente la possibilità di rivolgersi per l’auto al colosso dell’e-commerce. E se la comodità della gestione da casa (51%), la trasparenza dell’offerta (29%) e la convenienza economica (28%) sono le prime motivazioni per i rispondenti a favore dell’acquisto online, tra le ragioni del no prevale la necessità del supporto di una persona esterna (in diminuzione dal 62% del 2019 al 53% di quest’anno), il bisogno di vedere l’auto (29%) e la paura di non riuscire a gestire la delicatezza dell’acquisto dal punto di vista amministrativo (19%). 

L’Automotive Dealer Day è il principale evento dedicato al b2b dell’ecosistema auto in tutta Europa. Con la partecipazione di oltre 4.800 operatori, nel 2019 ha registrato la presenza di circa il 70% dei concessionari nazionali, 14 case automobilistiche e 6 associazioni di categoria, per fare il punto su un comparto che vale 195 miliardi di euro di giro d’affari complessivo e che incide per l’11,1% sul Pil del Paese. 


Inaugurato a Mirafiori il progetto pilota Vehicle-to-Grid


Si è svolta – nella suggestiva sede dell’Heritage Hub all’interno del comprensorio di Mirafiori di FCA a Torino – la conferenza stampa internazionale per l’inaugurazione sul piazzale logistico del Drosso dell’impianto pilota Vehicle-to-Grid (V2G) che, quando sarà interamente completato, diventerà il più grande del genere al mondo.

Alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, dei rappresentanti delle Commissioni Parlamentari interessate ai temi della giornata, delle massime cariche della Regione Piemonte e della Città di Torino – oltre a numerosi altri ospiti istituzionali e giornalisti nazionali e internazionali – FCA, ENGIE Eps e Terna hanno presentato il progetto V2G descrivendone le sue caratteristiche e le modalità di funzionamento. L’impianto V2G di Mirafiori è un progetto “100% made in Italy”. Da un lato è l’opportunità concreta per il sistema industriale italiano di assumere un ruolo da protagonista nello sviluppo del futuro della mobilità sostenibile. Dall’altro è il risultato del lavoro comune di tre aziende leader nei propri settori che, attraverso l’utilizzo di una tecnologia innovativa, iniziano a sperimentare una soluzione di ricarica bidirezionale che beneficia di un’aggregazione fisica in un unico punto di interconnessione con la rete elettrica, capace di interagire con altre risorse energetiche presenti in loco.

La tecnologia V2G consente ai veicoli di scambiare in modo intelligente energia con la rete, rendendoli una risorsa preziosa per il sistema elettrico nazionale gestito da Terna contribuendo alla realizzazione di un sistema più sostenibile e rappresentando un’opportunità per ottimizzare i costi di esercizio delle vetture a vantaggio degli automobilisti, nonché una concreta possibilità per contribuire a un sistema elettrico più sostenibile.

La tecnologia bidirezionale – che consente sia di caricare la vettura sia di restituire potenza alla rete – funzionerà in modo efficace quando auto e infrastruttura di ricarica parleranno un linguaggio comune, oggetto della sperimentazione avviata con l’inaugurazione dell’impianto.

Il V2G rappresenta dunque una importante opportunità ed è per questo motivo che FCA – insieme con i partner ENGIE Eps realizzatore tecnico dell’impianto e Terna gestore della rete elettrica nazionale ad alta e altissima tensione – si è impegnata in un progetto all’avanguardia, un esempio di vera innovazione.

La realizzazione dell’impianto in soli quattro mesi, nonostante il “lockdown” imposto dall’emergenza COVID-19, ha consentito di trasformare quello che è tipicamente solo un costo (la sosta dei veicoli in attesa di essere consegnati alla rete di vendita) in un beneficio che potrebbe in un futuro non troppo remoto essere sfruttato da chi gestisce una flotta di veicoli. Infatti, un numero (potenzialmente elevato) di mezzi parcheggiati per periodi lunghi in un unico luogo rappresenta l’opportunità per fornire servizi alla rete in maniera “aggregata”.

La prima fase di costruzione dell’impianto ha previsto l’installazione di 32 colonnine V2G in grado di connettere 64 veicoli, con l’obiettivo di sperimentare la tecnologia e la gestione logistica del parcheggio. Entro la fine del 2021 il V2G del Drosso sarà esteso per consentire l’interconnessione fino a 700 veicoli elettrici, risultando l’infrastruttura più grande al mondo di questo tipo mai realizzata. La gestione della seconda fase sarà principalmente dettata da logiche di economicità: gli obiettivi saranno fornire servizi alla rete elettrica di Terna e garantire un risultato economico positivo per FCA ed ENGIE Eps.

A copertura del parcheggio destinato alle vetture collegate al V2G, ENGIE Italia è partner nella realizzazione di una maxi-pensilina composta da circa 12 mila pannelli fotovoltaici che andranno ad alimentare con energia elettrica “green” i locali di produzione e di logistica: un impianto che permetterà di produrre su base annua oltre 6.500 MWh di energia, risparmiando così all’ambiente ogni anno oltre 2.100 tonnellate di CO2. Si tratta quindi di un progetto che rappresenta un significativo contributo verso la decarbonizzazione in ambito industriale.

La conferenza stampa è stata suddivisa in due parti, la prima strutturata come un talk show durante il quale le tre aziende coinvolte hanno approfondito le motivazioni per cui hanno scelto di far parte di questo progetto.

Roberto Di Stefano (responsabile e-Mobility per la region EMEA di FCA) ha spiegato che “la tecnologia Vehicle-to-Grid rappresenta un’importante opportunità per ottimizzare i costi di esercizio delle vetture a vantaggio degli automobilisti, oltre a una concreta possibilità per contribuire alla sostenibilità della performance della rete elettrica. Tuttavia, serve un contesto normativo favorevole al V2G. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito criteri e modalità per favorire la diffusione della tecnologia Vehicle-to-Grid in Italia, con lo scopo di agevolare la diffusione dei veicoli elettrici e l’incremento delle risorse di flessibilità di cui il sistema elettrico necessita, per consentire una adeguata integrazione delle fonti rinnovabili. Ora dovrà seguire un completo framework normativo, riferito alla giusta remunerazione dei servizi di stabilizzazione alla rete e a copertura dei costi aggiuntivi associati all’installazione dei dispositivi di connessione bidirezionali e dei sistemi di misura, ai fini dell’erogazione dei servizi ancillari”.

Per Massimiliano Garri (direttore Innovazione e Soluzioni Digitali Terna) “Il progetto di mobilità elettrica V2G presentato oggi con FCA ed ENGIE Eps è il risultato di un virtuoso percorso condiviso di ricerca e sviluppo che rafforza il ruolo centrale di Terna come soggetto abilitatore della transizione energetica. Le e-car rappresentano una potenziale fonte di energia molto rilevante e una grande opportunità per contribuire a realizzare un sistema elettrico più sostenibile e decarbonizzato. L’interazione intelligente e bidirezionale tra auto e rete, inoltre, consente a Terna di poter disporre di maggiori risorse di flessibilità e servizi innovativi che, unite alle nostre competenze distintive, garantiscono una gestione del servizio sempre più affidabile ed efficiente”.

Infine, Carlalberto Guglielminotti (amministratore delegato di ENGIE Eps) ha affermato che “nel 2030, prevedendo che anche solo il 5 per cento dei veicoli circolanti in Europa siano elettrici, gli EV diverranno la tecnologia dominante che rivoluzionerà la rete elettrica e deciderà ogni singolo equilibrio all’interno dei mercati dell’energia europei. ENGIE Eps, già pioniere e leader nel settore delle micro-reti e nello stoccaggio di energia, non poteva sottrarsi dal raccogliere la sfida di gestire questo enorme cambiamento nel mondo dell’energia, offrendo come di consueto una soluzione tecnologica innovativa. Ecco perché dal 2017 ENGIE Eps ha effettuato importanti investimenti in ricerca e sviluppo, insieme con FCA, per realizzare la tecnologia Vehicle-to-Grid, che oggi inauguriamo. Il V2G è infatti la soluzione che permetterà il più grande cambio di paradigma all’interno del sistema della mobilità elettrica e dei sistemi elettrici mondiali. Noi di ENGIE Eps siamo estremamente orgogliosi di aver permesso la sua realizzazione rendendo la transizione energetica, di per sé già inarrestabile, finalmente più veloce e più sostenibile”.

La seconda parte dell’evento è stato invece dedicata agli approfondimenti tecnici e alle conclusioni di Pietro Gorlier (Chief Operating Officer della region EMEA di FCA) e del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Pietro Gorlier ha affermato che “per FCA la mobilità sostenibile è un pilastro fondamentale su cui si basano tutte le nostre attività. Solo in Italia – anche con il lancio delle produzioni legate alla mobilità elettrica ed elettrificata – FCA sta investendo cinque miliardi di euro, che toccano tutti i nostri stabilimenti, di cui due per il comprensorio di Mirafiori. In questo contesto, oltre al V2G si inseriscono numerosi altri progetti, come i pannelli fotovoltaici della Solar Power Production Units: una superficie di 150 mila metri quadrati in grado di produrre 15 MW di elettricità e contribuendo così alla riduzione delle emissioni per oltre 5 mila tonnellate di CO2. O il Battery Hub che prevede l’assemblaggio di batterie con l’uso di tecnologie all’avanguardia.

È ora importante che si definiscano gli aspetti normativi, sui quali le istituzioni stanno lavorando, e che si lanci un piano nazionale per l’infrastruttura di ricarica pubblica e privata che supporti il crescente numero di veicoli elettrificati”.

Con un videomessaggio registrato, ha voluto essere presente all’evento anche la commissaria europea all’Energia Kadri Simson, sottolineando che “i sistemi energetici europei beneficeranno in modo significativo della partecipazione dei veicoli elettrici in tutti i mercati dell’energia elettrica in qualità di fornitori di elettricità – direttamente o attraverso aggregatori. Ci permetterà di utilizzare più elettricità rinnovabile per una più consistente decarbonizzazione”.

Nelle sue considerazioni conclusive, il ministro Stefano Patuanelli ha dichiarato che il Ministero dello Sviluppo Economico si confronta e dialoga costantemente con le parti coinvolte nella costruzione della mobilità del futuro nel nostro Paese, e ha assicurato il massimo impegno del suo dicastero nel costruire il quadro regolatorio e i relativi incentivi necessari a supportare lo sviluppo delle tecnologie abilitanti per la mobilità elettrica. Il V2G si configura come soluzione centrale per accrescere l’accessibilità a questa forma di mobilità. L’implementazione di questo progetto pone l’Italia in una posizione di leadership in Europa.

Infine, la giornata si è conclusa con l’inaugurazione dell’impianto da parte del ministro Patuanelli e del presidente FCA John Elkann, che hanno collegato una nuova Fiat 500e a una colonnina bidirezionale nell’impianto V2G sul piazzale logistico del Drosso a Mirafiori, Torino.

  

Ecco gli ultimi risultati dei Crash test Aci-EuroNcap


Esordio per il nuovo protocollo Euro NCAP 2020, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d'Italia. Punteggio massimo di 5 stelle per la Toyota Yaris che supera, brillantemente, i rinnovati test. 

Alla base del nuovo protocollo Euro NCAP 2020 - che, da quest’anno, impone limiti più severi - un nuovo test di urto frontale contro barriera mobile, una differente ripartizione tra i ‘pesi’ delle diverse prove, con maggior rilevanza dei sistemi di sicurezza attiva e nuovi scenari di test per i sistemi ADAS. 

Il primo modello testato con questi nuovi protocolli - la Toyota Yaris – ottiene il massimo risultato. 

Buoni i punteggi in tutte le prove effettuate, pochissime le criticità: marginali la protezione del torace del conducente e dei femori di conducente e passeggero, penalizzati i punteggi a causa della struttura, potenzialmente dannosa, del cruscotto.

In una prova relativa allo scontro laterale, valutata marginale l’escursione del manichino verso il lato opposto, anche se la Yaris è dotata di airbag centrali per la protezione dell’interazione dei passeggeri negli impatti laterali.

Punteggio massimo per la protezione dei bambini a bordo nel caso di impatto laterale, qualche criticità solo nelle istruzioni di montaggio per alcuni loro sistemi di ritenuta.

Buona la protezione del pedone in caso di investimento, ad eccezione dell’impatto della testa con alcune aree in corrispondenza dei montanti del parabrezza.

Il freno automatico di emergenza, Autonomous Emergency Braking - AEB, di serie sulla Yaris, ha mostrato un buon funzionamento, adeguata la protezione in tutte le prove effettuate con impatti evitati o mitigati sia per la protezione nei confronti degli utenti vulnerabili, (pedoni e ciclisti), che nelle interrelazione con gli altri veicoli.

Buona, nel complesso, sia la dotazione di ADAS che il funzionamento, da evidenziare la presenza di una telecamera che monitora lo stato di attenzione del conducente.

“Anche in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando e anche se Euro NCAP alza l’asticella e rende più severi i test, i costruttori dimostrano di investire in sicurezza - ha dichiarato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani. Benché la Yaris rientri nella categoria delle utilitarie, ha dimostrato ottimi livelli di protezione attiva e passiva, questa è la strada che occorre continuare a seguire”.

Sempre in questa sessione di prove, con l’ausilio di due test aggiuntivi, la versione ibrida Renault CLIO E-TECH, (valutazione 5 stelle), si aggiunge alla tabella delle varianti della CLIO V testata lo scorso anno (protocollo Euro NCAP 2019). Analogamente per l’Audi e-tron Sportback, (5 stelle con il protocollo 2019), la versione Sportback verrà aggiunta alla tabella delle varianti dell’Audi e-tron.

 

Il nuovo Ponte Morandi riparte grazie alle eccellenze italiane

A due anni dal terribile crollo del ponte Morandi, responsabile di 43 vittime, oltre 500 sfollati e una ferita ancora aperta nel cuore della città e dell’intero Paese, il nuovo viadotto Genova San Giorgio firmato Renzo Piano è stato inaugurato in presenza delle massime autorità politiche. 

La cerimonia si è conclusa con un arcobaleno che ha abbracciato la vallata attorno al Polcevera, il torrente su cui sorge il nuovo ponte, auspicando una nuova svolta virtuosa anche sotto il profilo occupazionale messo a rischio dalla pandemia. 

Dietro alla realizzazione del progetto da 202 milioni di euro, definito dal premier Giuseppe Conte “un’opera mirabile, frutto del genio italico”, c’è infatti una cordata di piccole e medie imprese italiane che ha impiegato più di mille professionisti e 330 aziende, chiamate per l’occasione a uno sforzo straordinario.

Tra le novità installate sul viadotto spiccano uno speciale sistema di deumidificazione (pensato per scongiurare la formazione di condensa salina e danni da corrosione), due robot che effettueranno continue “radiografie” alla struttura, senza interrompere il traffico e dispositivi d’eccellenza per quanto riguarda la sicurezza stradale. 

A occuparsi di quest’ultimo aspetto è stata SMA Road Safety, impresa campana dal curriculum internazionale, grazie alla partecipazione a progetti internazionali di primissimo piano come l’Eurasia Tunnel di Istanbul, le nuove autostrade di Doha in Qatar e il ponte marittimo Sheikh Jaber Causeway nella Kuwait Bay, il quarto più lungo al mondo ed esempio di architettura avveniristica costato miliardi di dollari. 

I dispositivi installati dall’azienda di Marcianise sul nuovo ponte sono attenuatori d’urto, indispensabili per la messa in sicurezza di punti critici e appartenenti alla famiglia Leonidas: testati con furgoncini pick-up da 2000 kg lanciati a 130 km/h. I prodotti di SMA proteggono gli ostacoli fissi (caselli autostradali, pilastri, cuspidi, barriere) in caso di impatto senza mai compromettere l’incolumità dei passeggeri a bordo dell’abitacolo.

Nello specifico, la sicurezza stradale del nuovo viadotto Genova San Giorgio è assicurata da Leonidas 80 SemiWide Slim, l’unico attenuatore sul mercato per le diramazioni asimmetriche, e il modello Leonidas 80 WideSlim.  

Inoltre, per il Porto di Genova, SMA Road Safety ha deciso di donare un Armadillo, attenuatore d’urto adatto alla protezione delle cuspidi e studiato appositamente per gli amanti delle due ruote, spesso vittime di protezioni inadeguate. 

“Contribuire alla rinascita del nuovo ponte Morandi è stato un onore, – spiega il CEO di SMA Roberto Impero – “e il nostro auspicio è che l’attenzione verso la sicurezza stradale diventi sempre più un punto centrale nel dibattito pubblico. Dispositivi inadeguati causano ogni anno decine di migliaia tra morti e feriti: un costo umano, sociale e anche economico che il nostro straordinario Paese non merita di pagare. Ci auguriamo che il nuovo ponte di Genova rappresenti un punto di rinascita anche sotto questo aspetto, affinché non ci siano più famiglie e sopravvissuti a piangere quotidianamente i propri morti sulle strade italiane”. 


Il Gruppo Volkswagen, promotore dell’e-mobility, garantisce una maggiore trasparenza nell’approvvigionamento di materie prime per le batterie

In quanto promotore della mobilità elettrica, il Gruppo Volkswagen garantirà maggiore trasparenza e responsabilità nelle proprie catene di approvvigionamento di materie prime per le batterie. A questo scopo, l’Azienda ha stretto una partnership strategica con RCS Global, agenzia specializzata nell’analisi della catena di fornitura. Il focus è sullo svolgimento di audit dei fornitori, per verificarne la conformità in tema di rispetto dei diritti umani, sicurezza delle condizioni di lavoro e tutela dell’ambiente lungo tutta la catena, fin dalle miniere.

Un anno fa il Gruppo ha introdotto un rating di sostenibilità per i fornitori diretti, ora un ampio sistema sviluppato da RCS Global traccia l’aderenza ai criteri di sostenibilità di subfornitori, raffinerie, fonderie, miniere e impianti di riciclo. Le nuove linee guida consegnate ai fornitori contribuiscono attivamente nell’apportare migliorie nel caso in cui vengano identificati rischi o lacune. Gravi violazioni possono portare alla revoca dell’incarico. Ciò si applica, ad esempio, a piccoli operatori di miniere quando il lavoro minorile non può essere escluso. L’approccio si basa sulle Due Diligence Guidelines dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD).

Nell’ambito della collaborazione con RCS Global è già stato possibile identificare 134 subfornitori e 18 miniere all’interno della catena di approvvigionamento per le batterie del Gruppo Volkswagen, e la maggior parte di questi ha già affrontato l’audit. L’estensione della partnership ha anche permesso lo sviluppo di misure di adeguata verifica per ogni tipo di materia prima rilevante, grazie a un ampio sistema gestionale, nonostante il gran numero di aziende presenti nella catena.

“La collaborazione con RCS Global ci aiuta a comprendere meglio quali fonti di materie prime e quali fornitori fanno parte della nostra catena e a misurare la loro performance in termini di responsabilità. In contatto diretto con i subfornitori, possiamo spiegare e monitorare meglio le nostre aspettative di approvvigionamento responsabile e verificare in modo più efficace le misure concordate a seguito degli audit sulla sostenibilità” ha affermato Ullrich Gereke, Responsabile della Strategia di Approvvigionamento.

Nicholas Garrett, CEO di RCS Global Group, ha dichiarato: “L’ampliamento della nostra partnership con il Gruppo Volkswagen, uno dei costruttori di vetture e veicoli commerciali leader a livello mondiale, dimostra l’impatto positivo che le aziende possono ottenere con un deciso orientamento all’approvvigionamento sostenibile. RCS Global è un partner fondamentale per l’industria, in un campo in rapida espansione come quello della catena di fornitura per le batterie dei veicoli elettrici. Questa collaborazione è un altro tassello importante nel nostro viaggio”.

Il Gruppo Volkswagen è convinto che una rete di fornitura sostenibile sia garanzia di successo per l’Azienda nel lungo termine, soprattutto per quanto riguarda la mobilità elettrica. Le linee guida del Gruppo vietano espressamente qualsiasi forma di sfruttamento del lavoro minorile o forzato per l’estrazione di materie prime come il cobalto, e queste direttive vengono continuamente rafforzate, ad esempio tramite l’introduzione del rating di sostenibilità e, più di recente, con la più stretta collaborazione con RCS Global.

La sostenibilità è un fattore cruciale nella produzione di tutti i modelli Volkswagen. Inoltre, la ID.31 e la ID.42 escono dalle linee di produzione con un bilancio neutrale in termini di CO2 e sono consegnate ai Clienti con un'impronta di carbonio (carbon footprint) neutra. Tutta l’energia elettrica che arriva alla fabbrica di Zwickau, lo stabilimento automobilistico per auto elettriche più efficiente e più grande in Europa, dove si producono entrambi i modelli della famiglia ID., proviene al 100% da fonti rinnovabili. L’impianto integra anche una centrale termoelettrica a blocco ad alta efficienza con produzione combinata di calore ed energia. La produzione di celle batteria, acquistate esternamente dal Gruppo Volkswagen, è inevitabilmente un processo ad alta intensità energetica. Per questa ragione, il Gruppo ha stabilito che i propri fornitori di celle debbano utilizzare esclusivamente energia pulita nelle loro attività produttive.

1 ID.3 – consumo energetico combinato in kWh/100 km (NEDC): 15,4-14,5, emissioni di CO2 in g/km: 0; classe di efficienza: A+

2 ID.4 – la vettura è un prototipo e non ancora disponibile per la vendita

 

SARA ASSICURAZIONI MAIN SPONSOR DELLA 60° EDIZIONE DEL SALONE NAUTICO DI GENOVA


Sara Assicurazioni, Compagnia ufficiale dell’ACI, conferma il suo impegno al fianco dell’Italia che riparte sponsorizzando la 60° edizione del Salone Nautico, in programma a Genova dall’1 al 6 ottobre. Un appuntamento imperdibile per appassionati e operatori del settore dedicato a una delle eccellenze del made in Italy .

Sara, insieme ad ACI, è da sempre impegnata a sostenere manifestazioni ed eventi caratterizzati da tradizione, rappresentatività e valorizzazione del territorio.

Anche in qualità di Compagnia Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, Sara ha identificato nello sport e nella passione per il mare un vettore di valori sani e positivi a cui rivolgere sforzi e risorse e si è posta come punto di riferimento per tutte le esigenze assicurative di questo variegato mondo. 

“Sara Assicurazioni è particolarmente orgogliosa di essere main sponsor del Salone Nautico di Genova”  ha commentato Alberto Tosti Direttore Generale di Sara Assicurazioni. “l'evento più rappresentativo del Mediterraneo per il mondo della nautica da diporto, una vetrina di respiro internazionale per un settore d’eccellenza del nostro paese, che acquista un valore particolare nel momento della ripartenza dopo l’emergenza Covid 19.” 

“Sostenere questo genere di iniziative è sicuramente il modo più efficace per essere al fianco degli italiani e sostenere questa fase di ripartenza” ha dichiarato Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship, “Per noi è un’opportunità per  testimoniare la nostra vicinanza alla clientela e alla rete agenziale e rafforzare la nostra presenza di marca.”

A sottolineare questo impegno e questa partecipazione, Dimensione Mare, la proposta assicurativa firmata Sara Assicurazioni, studiata specificamente per gli appassionati di nautica. Un’assicurazione specifica e completa, con la possibilità di personalizzare il livello e l'ampiezza della copertura in modo da soddisfare ogni esigenza.


Aumentano i costi di riparazione dei veicoli


Le esposizioni di responsabilità civile sono in crescita per gli assicuratori di tutto il mondo. Fattori quali l'aumento dei contenziosi, i ricorsi collettivi e le sentenze dei tribunali, i costosi e frequenti richiami nei settori automobilistico e alimentare, l'impatto dirompente dei disordini civili in un numero crescente di Paesi e le preoccupazioni per l’ambiente (qualità dell'aria e aumento delle multe e dei costi di risanamento), avranno probabilmente un impatto sulle imprese e sui loro assicuratori in futuro,  il tutto a fronte di un serissimo fenomeno pandemico. Questo quanto emerge dal nuovo rapporto di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) che evidenzia 5 trend. 

“I premi nel mercato dell'assicurazione di responsabilità civile sembrano aver subito una svolta negli ultimi mesi, comunque negli Stati Uniti permangono alcuni fattori determinanti come la “social inflation” e le decisioni prese dai tribunali, che uniti all'aumento delle esposizioni per le aziende non statunitensi che operano negli USA e all'aumento dei richiami di prodotto nel settore automobilistico, stanno mettendo sotto pressione gli assicuratori di responsabilità civile", afferma Ciara Brady, Global Head of Liability di AGCS. "A ciò si aggiungono le incerte prospettive economiche, l'instabilità politica e le conseguenze imprevedibili del coronavirus, che stanno rendendo difficile il mercato per clienti, broker e assicuratori".


Trend 1:  “Social inflation” negli Stati Uniti e aumento dei ricorsi collettivi a livello globale 


La “social inflation” è un fenomeno particolarmente diffuso negli Stati Uniti, spinto dal crescente emergere di promotori di cause legali, dall'aumento dei risarcimenti riconosciuti dalle giurie nei tribunali, dai più generosi risarcimenti ai lavoratori e dai nuovi concetti di illecito civile e di negligenza. L'importo medio delle 50 principali sentenze statunitensi dal 2014 al 2018 è quasi raddoppiato, passando da 28 a 54 milioni di $.  


Il supporto e  finanziamento alle le controversie legali è in aumento non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa e in altre parti del mondo. Assistiamo ad una crescente tendenza alle class action, visto che per i consumatori diventa più facile intraprendere azioni collettive. Paesi che non sono storicamente associati a questa pratica come l'Arabia Saudita e il Sudafrica, sono considerati "a medio rischio" rispetto al fatto che un'azienda possa affrontare un'azione collettiva, secondo quanto emerge dalla guida al finanziamento delle controversie nei Paesi di AGCS.


Un altro fattore che influenza la dimensione delle transazioni legali negli Stati Uniti è la crescente complessità dell'ordine degli avvocati, con consulenti specializzati e psicologi che vengono impiegati per influenzare la decisione della giuria. Il sistema legale negli Stati Uniti ha visto un deterioramento della fiducia dei consumatori nei confronti delle aziende e questo sta provocando nervosismo negli individui e loro raggruppamenti nei confronti di quelle che sono percepite come "avide imprese commerciali” e che si traduce in verdetti "bomba".


Secondo gli esperti di AGCS, è troppo presto per individuare una tendenza inversa, ma la chiusura dei tribunali a causa della pandemia di Covid-19 potrebbe rallentare la “social inflation”, poiché i querelanti si rendono conto che potrebbero passare anni prima che il loro caso venga giudicato da una giuria e quindi potrebbero essere più disposti a patteggiare senza arrivare alla causa.


Trend 2: aumento dei costi di riparazione e di richiamo dei veicoli


Negli ultimi anni si è registrato un numero crescente di richiami nell'industria automobilistica sia negli Stati Uniti che in Europa. Negli Stati Uniti, nel 2019 sono stati effettuati 966 richiami per motivi di sicurezza che hanno interessato oltre 50 milioni di veicoli, più di due al giorno. In Europa, il numero di ritiri ha raggiunto i 475 per il 2019 - la cifra annuale più alta nell’ultimo decennio e l'11% in più rispetto all'anno precedente. In molti casi, i componenti sono prodotti da uno dei pochi fornitori che serve l'intero settore, il che espone la situazione a rischi di cumulo con la  conseguenza che i richiami sono diventati più importanti e più costosi nel tempo. Ad esempio, un airbag o un motore potrebbe essere richiamato a causa di un difetto, incidendo sia su molte aziende che su diversi modelli.


La crescente complessità della tecnologia è un altro importante fattore di perdite per l'industria, essendo necessari tempi più lunghi, manodopera specializzata per effettuare le riparazioni, una formazione più specifica per i meccanici e gli altri riparatori e il prezzo crescente dei pezzi di ricambio.


Trend 3: rischi per la sicurezza alimentare e richiami costosi 


I richiami di prodotti alimentari sono in aumento a livello globale a seguito di mutate circostanze:  la produzione globale, un minor numero di operatori in catene di fornitura complesse, un maggiore controllo normativo, insieme ad una migliore tecnologia che consente una puntuale tracciabilità e il rilevamento di agenti patogeni. I produttori devono riconoscere questi fattori, essere meticolosi con i loro fornitori e condurre audit regolari. La pandemia di coronavirus potrebbe avere un impatto significativo sui richiami alimentari in futuro e porre sfide non ancora affrontate: da un lato, gli standard igienici sono aumentati drasticamente, il che potrebbe ridurre i rischi di contaminazione che sono una delle cause principali dei richiami di alimenti e bevande. Dall'altro lato, secondo gli esperti di AGCS, anche l'esposizione al rischio potrebbe aumentare. a causa delle nuove metodologie, delle fabbriche temporaneamente chiuse e riavviate, della forza lavoro che opera da remoto, della diminuzione delle visite di ispezione e delle supply chain irregolari.


Trend 4: le rivolte e i disordini civili si aggiungono ai danni materiali


Le proteste dei “gilet gialli” in Francia, i disordini civili in Cile, Hong Kong e Bolivia e, più recentemente gli episodi a tema razziale negli Stati Uniti sono esempi di alto profilo dell'aumento dei disordini civili a livello globale: la violenza politica causa sempre più spesso danni alle proprietà, disagi, perdita di attrattiva e di entrate per molte imprese. Ad esempio, si prevede che i disordini civili in seguito alla morte di George Floyd in molte città statunitensi abbiano causato perdite per oltre 1 miliardo di dollari. Sono numerose le richieste di risarcimento notificate in seguito a scioperi, sommosse e tumulti civili o per danni conseguenti a saccheggi. Secondo gli esperti di AGCS, l'epidemia di coronavirus potrebbe aver temporaneamente raffreddato queste situazioni in alcuni Paesi, ma le questioni sociali di fondo non sono state risolte e ulteriori proteste si verificheranno probabilmente nel prossimo futuro.


Trend 5: qualità dell'aria dopo il coronavirus


Gli episodi di inquinamento ambientale possono avere conseguenze dannose per un'azienda. Due rischi sono particolarmente importanti: i problemi di qualità dell'aria all’interno degli ambienti con la crescita di legionella e muffe e, in secondo luogo, l’incremento di controversie legali, multe e azioni correttive, in quanto cresce la consapevolezza pubblica circa le conseguenze dell'inquinamento e dell'impoverimento del capitale naturale.  


I rischi di muffe e legionella sono stati esacerbati dalla chiusura di edifici commerciali o alberghi a seguito del  coronavirus: quando i sistemi per il controllo della qualità dell'aria e delle acque rimangono inattivi per un certo periodo gli impianti sono più suscettibili alla contaminazione batterica. La continua crescita di muffe non rilevata può essere, inoltre, dovuta al fatto che i proprietari di immobili ritardano le attività di manutenzione programmata o di ristrutturazione. Un altro sviluppo interessante è l'aumento dell'uso delle cosiddette “enforcement undertakings” nel Regno Unito: in alternativa alle azioni legali e alle sanzioni per i reati ambientali, le società devono riparare o ripulire i siti, o fornire rimedi simili per adempiere alla sanzione.


Principali cause di richieste di risarcimento e potenziali impatti del coronavirus


Il rapporto analizza anche alcune delle principali cause dei sinistri di responsabilità civile nel settore assicurativo negli ultimi cinque anni - gli incidenti dovuti a prodotti difettosi rappresentano la metà del valore di tutti i sinistri - ed esamina come l'epidemia di coronavirus stia già avendo un impatto significativo sul settore  


Con un numero sempre maggiore di persone che rimangono a casa durante la pandemia e con la chiusura temporanea di molti negozi, aeroporti e aziende, le notifiche di incidenti di scivolamento e caduta, che sono una delle principali cause dei sinistri di responsabilità civile, hanno subito un rallentamento. Tuttavia, il mercato potrebbe registrare un aumento delle richieste di risarcimento da parte di terzi per lesioni o danni alla proprietà a seguito di insufficienti protezioni contro il coronavirus, così come un incremento di azioni dei dipendenti contro i datori di lavoro che potrebbero non averli adeguatamente tutelati. Le richieste di risarcimento per danni da RC prodotto e di richiamo degli stessi tendono a seguire l’andamento dell'attività economica, quindi ci potrebbe essere un impatto in queste aree a seguito della recessione. Da considerare anche che la ripresa della produzione dopo periodi di fermo totale può dare luogo a incidenti dovuti ad errore umano.


 


AL “MILANESE” PIERRE GASLY LA TESSERA DI SOCIO ONORARIO ACI

"La vittoria a Monza è stata una grande soddisfazione, è un successo che sognavo fin da quando ero bambino e che resterà sempre nel mio cuore. Ho deciso di abitare a Milano perché è una città che mi piace e sono felice che Automobile Club Milano dalle mani del suo presidente Geronimo La Russa mi abbia consegnato la tessera di socio onorario”. Queste le parole di Pierre Gasly, pilota di Formula 1, che oggi, nella sede di Automobile Club Milano, in Corso Venezia, ha ritirato la tessera.

“Il successo conquistato nel Gran Premio d’Italia dalla scuderia italiana AlphaTauri con la monoposto condotta al traguardo da Pierre Gasly ci ha riempito il cuore di gioia. Noi siamo particolarmente felici di annoverare sul nostro territorio, sia pure come milanese di adozione, un ‘purosangue del volante’ del suo livello, capace di scatenare emozioni indelebili”, ha affermato Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano.

“Abbiamo quindi deciso di consegnargli la nostra tessera di socio onorario per ringraziarlo della gioia che ha donato agli appassionati del Motorsport vincendo a Monza il Gran Premio d’Italia 2020, per dargli il benvenuto nella nostra città e per rafforzare ulteriormente la sua milanesità e il suo legame con l’Italia”, ha concluso La Russa.


Auto elettrica: Nissan raggiunge quota 500.000 LEAF prodotte al mondo


In occasione del World EV Day, Nissan celebra il traguardo di 500.000 LEAF prodotte a livello globale, confermando il successo del primo veicolo 100% elettrico per il mercato di massa.

Il traguardo, che arriva a quasi 10 anni dal lancio del primo modello, è stato raggiunto nello stabilimento Nissan di Sunderland, in Inghilterra, dove sono state prodotte oltre 175.000 LEAF dal 2013 di cui circa 5.700 unità circolanti sul territorio italiano.

Il sito di Sunderland continua ancora oggi a produrre Nissan LEAF secondo i più elevati standard qualitativi per garantire che ogni singola unità non solo trasmetta innovazione e prestazioni, ma contribuisca anche a promuovere una mobilità più sostenibile.

Nel corso degli anni, Nissan LEAF si è aggiudicata prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, fra cui l’“European Car of the Year” nel 2011, il “World Car of the Year” nel 2011 e il “Car of the Year Japan” nel 2011-2012, ma soprattutto ha saputo conquistare la fiducia di centinaia di migliaia automobilisti.

La proprietaria della Nissan LEAF numero 500.000 è la norvegese Maria Jansen.

“Mio marito ed io abbiamo scelto di acquistare Nissan LEAF nel 2018 ed è stato amore a prima vista”, ha dichiarato Jansen. “Siamo molto fieri di avere la 500.000a Nissan LEAF prodotta. Grazie alla maggiore autonomia e alle tecnologie avanzate, soddisfa pienamente le nostre esigenze.”

Fra le tecnologie all’avanguardia pensate per aumentare sicurezza, comfort e controllo su strada, emergono il sistema e-Pedal per guidare con un solo pedale e il ProPILOT, il sistema “hands-on, eyes-on” che consente all’auto di fermarsi, ripartire e rimanere al centro della carreggiata.

Con oltre 14,8 miliardi di km a zero emissioni dal 2010, i proprietari di LEAF hanno risparmiato all’ambiente oltre 2,4 milioni di tonnellate di CO2.

Durante i recenti lockdown, la diminuzione delle attività ad elevata emissione di CO2 si è tradotta in un sensibile miglioramento della qualità dell’aria in tutto il mondo e, secondo le ricerche, il 68% della popolazione europea è a favore dell’adozione di misure per evitare il ritorno ai precedenti livelli di inquinamento atmosferico2.

“Nel corso dei lockdown, i consumatori hanno avuto modo di sperimentare cosa significa vivere con un’aria più pulita e un minore inquinamento acustico”, ha commentato Helen Perry, head of electric passenger cars and infrastructures Nissan Europe. “Oggi più che mai, sono pronti a compiere passi concreti verso un futuro più sostenibile, e guidare Nissan LEAF è uno di questi”.

Un obiettivo sempre più raggiungibile grazie a una ampia gamma 100% elettrica e una rete infrastrutturale di ricarica sempre più capillare.

Infatti Nissan LEAF è disponibile anche nella versione e+ con batteria da 62kWh e nuove tecnologie di connettività. Grazie all’autonomia estesa fino a 385 km* con singola carica nel ciclo combinato WLTP è possibile muoversi in totale sostenibilità e sicurezza.

Nissan LEAF e+ consente di effettuare ad esempio il tragitto casa-lavoro di oltre 75 km al giorno per un’intera settimana lavorativa o fino a 385 km con singola carica.

Inoltre, muoversi a zero emissioni sul territorio nazionale ora è più facile grazie al programma di sviluppo delle infrastrutture che Nissan sta implementando presso la propria rete con l’installazione di 85 colonnine Fast Charge che consentono ai circa 5.700 clienti di Nissan LEAF in Italia di percorrere fino a oltre 770 km con singola ricarica.


RIFORMA CODICE DELLA STRADA STICCHI DAMIANI (ACI): “IL CODICE DELLA STRADA SI MUOVE NELLA DIREZIONE SBAGLIATA”


“ACI è sempre soddisfatta quando il Legislatore si occupa di sicurezza stradale - la nostra battaglia quotidiana – soprattutto, se interviene per semplificare il Codice della Strada, trasformandolo in un Codice dei Comportamenti, che indichi come ci si deve comportare quando ci si muove su una strada. In questa occasione, però, purtroppo così non è. Anzi: ci si muove nella direzione opposta”, è quanto ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando la nuova proposta di riforma del Codice della Strada.

“Riteniamo, ad esempio un errore – ha proseguito Sticchi Damiani - scrivere nel CdS che la durata del giallo debba essere almeno di 3 secondi, perché può creare malintesi e far tarare tutti i gialli semaforici sui 3 secondi, come se fossero tutti uguali. L’individuazione della giusta durata del giallo semaforico deriva, invece, da un calcolo complesso e unico per ogni incrocio”.

 “Non ci sembra corretta anche la possibilità di istallare autovelox perfino sulle strade locali dove vige il limite orario di 30 Km/h. L’autovelox – ha rilevato il Presidente dell’ACI - è un utile strumento per controllare e limitare la velocità degli utenti nei punti più critici o pericolosi, nei quali è opportuno avere la certezza che la velocità venga ridotta, in modo da consentire di guidare in sicurezza. È, viceversa, diseducativo - quando non addirittura pericoloso - l’autovelox diffuso, magari installato per far cassa e nemmeno correttamente segnalato, secondo quanto previsto dalla normativa”.

 “Una particolare attenzione meritano, inoltre – secondo Sticchi Damiani - tutti i provvedimenti riguardanti le biciclette. Restiamo fermamente contrari alle bici contromano ed alla possibilità che possano transitare sulle corsie riservate al trasporto pubblico. I dati di incidentalità ci dicono che si tratta di pratiche estremamente pericolose, anche in considerazione dell’esposizione al rischio del ciclista rispetto ai veicoli a quattro ruote: più di 50 volte superiore!”

 “Inoltre - a leggere la proposta - sembrerebbe che, in città, basti imporre il limite di 30 km/h e la bicicletta possa fare tutto: avere la precedenza su tutti, procedere in senso di marcia opposto a quello dei veicoli, andare appaiati e magari sorpassare. Questa sorta di “deregulation” della mobilità ciclabile ha, secondo noi, un forte effetto diseducativo: alle biciclette tutto è permesso e, per conseguenza, anche ai monopattini elettrici, che sono equiparati ai velocipedi, mentre è evidente che, nella mobilità metropolitana, l’anarchia non va assolutamente d’accordo con la sicurezza stradale!”

“Infine, sembrerebbe che da domani anche gli operatori ecologici possano emettere multe o far rimuovere i veicoli. Ci auguriamo che le cose non stiano così e che la proposta riguardi solo l’ampliamento delle funzioni degli ausiliari del traffico che – ricordiamo - devono limitarsi a segnalare l’infrazione al Corpo di Polizia Municipale. Né vogliamo prendere in considerazione la possibilità che queste nuove figure si sostituiscano al Corpo di Polizia Municipale”.

 “In conclusione, è positiva l’attenzione alla sicurezza in ambito urbano, dove ancora sono troppi numerosi gli incidenti ed i morti. Ma siamo preoccupati che l’applicazione alla realtà di tali norme, inserite nel CdS, risulti difforme e differenziata da Comune a Comune, creando confusione e comportamenti insicuri agli utenti della strada”.


Innovazione Nissan nella produzione di parti in fibra di carbonio

 


Un materiale utilizzato per aeroplani, razzi e auto sportive può trovare applicazione nelle vetture di massa grazie a un nuovo processo di produzione messo a punto da Nissan.

Il nuovo processo accelera lo sviluppo di parti di automobili in plastica rinforzata con fibra di carbonio o CFRP. Leggero ma estremamente resistente, questo materiale può essere utilizzato per realizzare auto più sicure e più efficienti nei consumi. Impiegato nelle parti alte della carrozzeria, permette inoltre di abbassare il centro di gravità di un'auto, rendendola più agile e divertente da guidare.

Nissan intende produrre in serie parti in CFRP, da impiegare in più vetture della gamma. Rispetto ai metodi convenzionali, i tempi di sviluppo dei componenti si ridurrebbero della metà e i tempi per lo stampaggio di circa l'80%.

I vantaggi della fibra di carbonio sono noti da tempo, ma il suo costo elevato e la difficoltà di modellare le parti in CFRP hanno finora ostacolato la produzione di massa.

Nissan ha messo a punto un nuovo approccio all’attuale metodo di produzione, noto come stampaggio a trasferimento di resina a compressione, nel quale la fibra di carbonio è preformata e inserita in uno stampo, mantenendo un piccolo spazio tra fibra e stampo superiore, nel quale viene poi iniettata la resina e lasciata indurire.

Gli ingegneri di Nissan hanno sviluppato tecniche per simulare accuratamente la permeabilità della resina nella fibra di carbonio, utilizzando un sensore di temperatura interno e visualizzando il comportamento del flusso di resina attraverso uno stampo trasparente. Grazie a tale simulazione si è ottenuto un prodotto stampato di alta qualità con tempi di sviluppo più brevi.



Rivoluzione furti: con LoJack Premium Touch, sono le auto a dare la caccia ai ladri



La lotta contro i furti di auto compie un ulteriore, significativo, passo in avanti. Nasce LoJack Premium Touch, il nuovo servizio ideato da LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp (NASDAQ:CAMP) leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati, che abbina la tecnologia della radio frequenza (non schermabile, in grado di rilevare i veicoli in posti nei quali gli altri sistemi sono meno efficaci, come container e parcheggi sotterranei) a quella telematica.

La vera novità dei nuovi device LoJack è rappresentata dalla tecnologia innovativa Mesh, che aumenta in maniera esponenziale la possibilità di recupero in caso di furto, trasformando ogni veicolo equipaggiato in un rilevatore di vetture rubate. Grazie a questa tecnologia gli automobilisti possono così contribuire concretamente a contrastare la piaga dei furti d’auto anche solo percorrendo le strade della propria città a bordo della vettura. 

Il funzionamento è semplice: l’auto dotata del sistema LoJack Premium Touch segnala alla centrale operativa LoJack l’eventuale presenza nelle vicinanze di veicoli rubati dotati della stessa tecnologia.

In questo modo la “caccia al ladro” può contare, oltre che sulle antenne LoJack disseminate sul territorio nazionale che rilevano il segnale in radiofrequenza lanciato dalla vettura rubata, anche sui nuovi sistemi in movimento montati a bordo delle auto protette da LoJack, aumentando la velocità di recupero delle vetture rubate ed equipaggiate con la versione del device Classic (quella in cui è il cliente ad accorgersi del furto ed allertare la Centrale Operativa) già in circolazione. Un prezioso alleato per il team sicurezza LoJack che ogni giorno supporta sul campo le Forze di Polizia nelle attività di localizzazione, recupero e restituzione del veicolo al proprietario.

Altra novità assoluta è il nuovo sistema anti-jammer. Secondo stime LoJack, oltre il 30% dei furti di auto moderne oggi avviene anche grazie a device tecnologici, a conferma della continua trasformazione di questo business criminale da fenomeno tradizionale ad altamente tecnologico. L’utilizzo di dispositivi in grado di mettere fuori uso i sistemi antifurto a bordo del veicolo è ormai molto diffuso. Grazie a LoJack Premium Touch, in caso di sabotaggio o di tentativo di “jammerare” (rendere inattivi i sistemi antifurto di bordo) una delle due tecnologie, l’altra invierà un segnale di allarme al proprietario della vettura che potrà immediatamente verificare cosa sta accedendo ed eventualmente allertare le forze dell’ordine per scongiurare il furto, soprattutto per i veicoli premium solitamente sottratti con sofisticate tecniche di jamming / relay attack che aggirano la sicurezza dell'auto e per i quali la tecnologia Mesh può rappresentare un valido alleato. 

La nuova soluzione LoJack Premium Touch è, inoltre, dotata di un’App, facile da usare, grazie alla quale controllare i propri alert e mettersi in contatto con la centrale operativa LoJack in caso di bisogno. Tra le funzioni installate sull’APP: la localizzazione dell’auto, la ricezione di notifiche di allarme in caso di tentato di furto o di movimenti sospetti (quando l’auto entra o esce da una determinata area pre-impostata).

E, in caso di furto, è possibile contattare con soli due touch la centrale operativa, inviare l’immagine della denuncia fotografata con lo smartphone e far scattare rapidamente le ricerche.

“Con LoJack Premium Touch la guerra contro i furti d’auto compie un nuovo significativo passo in avanti”, evidenzia Maurizio Iperti, AD di LoJack Italia e Vice President di LoJack Europe. “Abbiamo da poco superato i 300.000 clienti attivi in Italia ed abbiamo deciso di festeggiare questo traguardo offrendo una soluzione che, grazie anche alla nuova app, migliora sensibilmente la Customer Experience. Inoltre, grazie ai nuovi dispositivi l’attività di rilevamento e recupero delle auto rubate da parte del nostro team sicurezza in collaborazione con le Forze dell’Ordine diventa ancora più rapida ed efficace. Una buona notizia per le speranze degli automobilisti vittime di furto che ora hanno maggiori chance di recuperare la propria vettura prima che venga cannibalizzata o instradata su mercati stranieri”. 


In linea il bimestrale telematico “ONDA VERDE”, il periodico dell’Automobile Club d’Italia per la mobilità sostenibile

 E’ online il n. 31 settembre-ottobre 2020 del bimestrale telematico “ONDA VERDE”, il periodico dell’Automobile Club d’Italia per la mobilità sostenibile.





TomTom lancia RoadCheck: un prodotto all’avanguardia per una guida autonoma più sicura


TomTom, (TOM2), lo specialista di tecnologie di localizzazione, lancia oggi TomTom RoadCheck, un prodotto pionieristico che consente alle case automobilistiche di decidere dove è sicuro per i conducenti attivare le funzioni di guida automatizzata dei loro veicoli.

Una guida automatizzata sicura non è sempre possibile durante i periodi di maltempo, nei tunnel  e in aree in continuo cambiamento, come i cantieri stradali. RoadCheck consente alle case automobilistiche di utilizzare i dati della mappa ad alta definizione (HD) di TomTom per definire il dominio di progettazione operativa (operational design domain o ODD) delle funzioni di guida automatizzata dei loro veicoli. Ciò consente alle case automobilistiche di decidere dove queste funzioni possono essere utilizzate in sicurezza.

Willem Strijbosch, capo dell’Autonomous Driving di TomTom, ha commentato: “Consentendo alle case automobilistiche di controllare dove possono essere attivate le funzioni di guida automatizzata, TomTom sta affrontando una sfida fondamentale del settore che è stata evidenziata dai nostri partner e clienti. TomTom RoadCheck, una tecnologia all'avanguardia nel settore, renderà più veloce il processo per una guida autonoma sicura."

Il portafoglio per la guida automatizzata di TomTom ora include: TomTom HD Map, TomTom ADAS Map, un servizio di segnalazione del pericolo, TomTom AutoStream, TomTom Vehicle Horizon e TomTom RoadCheck. "Con l'aggiunta di TomTom RoadCheck, siamo diventati i primi a offrire alle case automobilistiche un servizio completo di mappatura per una guida automatizzata davvero sicura", ha aggiunto Willem Strijbosch. TomTom RoadCheck sarà implementato in un modello di produzione da una casa automobilistica leader a livello mondiale nel 2021, a partire dagli Stati Uniti.

  

Dati Aci: vola il mercato dell'usato


Si conferma nel mese di agosto il trend positivo del mercato dell’usato. L’effetto degli incentivi per l’acquisto di nuovi autoveicoli non ha frenato i passaggi di proprietà, che al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale ), nel settore delle quattro ruote, hanno chiuso il bilancio di agosto con una crescita del 4% rispetto allo stesso mese del 2019. Anche nel mese di agosto il mercato dell’auto di seconda mano ha ampiamente surclassato quel del nuovo, con 198 unità passate di proprietà per ogni 100 vetture nuove vendute (190 nei primi otto mesi dell’anno).

Per quanto riguarda le prime iscrizioni, ancora in terreno negativo nonostante la forte ripresa favorita dagli incentivi in vigore dal 1° agosto, si segnalano nel mese di agosto le performance molto positive delle vetture ad alimentazione elettrica e ibrida (+224% le auto elettriche, +306% le ibride a benzina e +103% le ibride a gasolio), che raggiungono quote sempre più significative sul totale delle nuove auto vendute: quasi il 2% le elettriche, circa il 12 % le ibride a benzina e l’1,3% le ibride a gasolio. Discorso simile anche per il mercato dell’usato, laddove tuttavia si tratta ancora di numeri con incidenze sul totale inferiori o pari all’unità.

Buoni risultati anche per il settore delle due ruote, che ad agosto ha consolidato i successi registrati a giugno e  a luglio, con una variazione mensile positiva del 38,8% delle prime iscrizioni e del 19,9% dei passaggi netti di proprietà.

Nel periodo gennaio-agosto 2020 sono state rilevate complessivamente contrazioni del 22,2% per le autovetture, dell’8,8% per i motocicli e del 19,4% per tutti i veicoli.

Ancora in aumento, infine, il parco circolante italiano. Le radiazioni di autovetture hanno infatti subito ad agosto una contrazione dello 0,5% rispetto all’analogo mese del 2019 (generato in particolare da un calo dell’11,4% delle radiazioni per esportazione, mentre le demolizioni sono risultate in aumento del 3,8%), portando a 0,88 il tasso mensile unitario di sostituzione (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 88) e a 0,87 quello registrato nei primi otto mesi dell’anno. Segno più, al contrario, per le radiazioni dei motocicli, che hanno chiuso il mese di agosto in crescita dell’1,8%.

Nel periodo gennaio-agosto 2020 le radiazioni hanno archiviato decrementi del 29,1% per le autovetture, del 25,6% per i motocicli e del 28,8% per tutti i veicoli.

Tutti i dati di mercato sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it .