ASSICURAZIONI NEL MONDO - IL BRASILE

Di NICOLA ODINZOV


Il contesto politico ed un ambiente economico esterno sfavorevole hanno contribuito a indebolire l'ottimismo riguardo le prospettive di crescita di un’America Latina già provata dalla disoccupazione, mentre valute deboli ed aumento dell'inflazione hanno diminuito ulteriormente la spinta ad investire e la propensione ai consumi. Il settore esterno non è purtroppo riuscito a compensare la debole domanda interna, con una conseguente crescita negativa dell'economia latino americana nel 2016. In particolare, il rapporto delle Nazioni Unite - divulgato a Santiago del Cile - descrive un comportamento eterogeneo dei vari Paesi.

In Brasile, alle difficoltà economiche si sono aggiunte anche la crisi politica, col Congresso che ha cessato di sostenere il Governo, e le tante denunce contro partiti e politici per corruzione e finanziamenti illeciti alle campagne elettorali.

Secondo i dati divulgati dalla Fundación MAPFRE, il volume dei premi nel settore assicurativo brasiliano nel 2015 è stato di poco superiore ai 55 milioni di dollari, con una crescita reale dello 0,7%, registrando di fatto un forte rallentamento, con un calo in termini reali di quasi tutti i segmenti. Tuttavia, i segmenti Vita e Danni si sono comportati diversamente. Il primo, che rappresenta il 60,3% del mercato, ha continuato a crescere, mentre il secondo ha subito una contrazione. I premi di assicurazione sulla vita nel mercato brasiliano sono saliti nel 2015 A 33,2 milioni di dollari. Tale crescita è dovuta all’incremento delle assicurazioni VGBL (Vida Gerador de Beneficio Livre), che rappresentano il 77,6% sul totale dei premi vita.
Alla guida del ramo vita, tre compagnie brasiliane: BRASILPREV, BRADESCO e ITAÚ con il 73,3% del mercato, e solo una piccola presenza straniera (Zurich per l’Europa) con quote di mercato comprese tra il 5 e il 6%.

Nel segmento danni, la fetta più importante con il 56,1% dei premi, continua ad essere quella delle polizze auto, comunque scesa di un 7,3%.  Anche qui a guidare la classifica sono tre compagnie brasiliane (PORTO-ITAÚ, BB MAPFRE e BRADESCO), ed anche qui una scarsa penetrazione da parte delle compagnie europee.

Era il 1925, quando una compagnia italiana, la Generali Assicurazioni, aprendo un ufficio in Avenida Rio Branco, a Rio de Janeiro, si affacciava sul mercato brasiliano. Da allora la compagnia italiana ha accresciuto la sua presenza nel Paese, senza però mai raggiungere una posizione importante come ad esempio in Argentina. C’è da evidenziare che in Brasile l'RC auto è regolamentata in modo molto diverso rispetto all’UE, ed avere polizze con massimali che coprono totalmente i rischi non è obbligatorio. Dunque, in caso di incidente, il danno deve essere rimborsato dal proprietario dell'auto. In realtà, esiste un'assicurazione obbligatoria ma è di poche decine di Real, ed ha una copertura limitata a circa 3.000 Real. Quindi, chi ne ha la possibilità stipula una polizza aggiuntiva detta Casco, per tutelarsi contro danni maggiori, il cui costo è proporzionato al valore dell’auto ed alla franchigia inserita nel contratto.
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