LEGGERO CALO DEI PREZZI RCA

di Roberto Bagnoli

Continua, anche se in misura più lieve, il calo dei prezzi RC auto, che negli ultimi cinque anni sono diminuiti di circa il 22%. La conferma viene dalla rilevazione dell’Ania sul premio medio dei contratti rinnovati nel mese di marzo 2017. I premi oggetto di questa statistica sono in prevalenza quelli riportati nella comunicazione scritta che l’impresa invia all’assicurato almeno trenta giorni prima della scadenza annua della polizza. All’indagine campionaria hanno partecipato compagnie che rappresentano circa l’85% della raccolta premi. Oltre al totale dei premi, l’indagine Ania ha riguardato le tre principali tipologie di veicoli (autovetture, motocicli e ciclomotori). La statistica si riferisce alla sola garanzia RC auto, e sono quindi  escluse le flotte auto assicurate con libro matricola e le polizze temporanee. I premi analizzati non includono le imposte e il contributo al Servizio sanitario nazionale.

A marzo sono stati rilevati circa 2,7 milioni di contratti per un incasso premi pari a oltre 935 milioni di euro: il 75,8% si riferivano ad autovetture, il 7,3% a motocicli e il 2,1% a ciclomotori. La rilevazione considera le sole polizze che giungono al rinnovo nei portafogli delle imprese di cui si conosce il premio pagato nell’annualità precedente. Sono quindi esclusi i  nuovi contratti assunti nel mese che, almeno in parte, si riferiscono ad assicurati che cambiano compagnia per ottenere un premio più vantaggioso, e ottengono quindi una riduzione in media più elevata di quella che si può ottenere non cambiando impresa. Il premio fornito dalle imprese, inoltre, non tiene conto di variazioni contrattuali o ulteriori sconti rispetto all’anno passato, che gli assicurati ottengono al momento dell’effettivo pagamento del premio. Per questa ragione, sottolinea l’Ania, le variazioni medie di premio riportate nella statistica sono inferiori a quelle che effettivamente si rilevano per tutti gli assicurati.

Peri il totale dei contratti, tra marzo 2016 e marzo 2017 il premio medio prima delle tasse per le polizze rinnovate relative al totale dei veicoli è diminuito da 362 a 351 euro, il 3,1% in meno: il calo è stato del 3,6% per le autovetture (premio medio 354 euro), e dello 0,8% per i motocicli (236 euro). In controtendenza invece il premio medio dei ciclomotori, che a marzo 2017 segna un aumento del +1,7%, per un importo pari a 153 euro.

Anche nel 2017 è proseguita quindi, sia pure in misura inferiore rispetto agli anni precedenti, la flessione dei premi medi RC auto cominciata alla fine del 2012.  Da quando è stata avviata la rilevazione, il premio medio per il totale dei veicoli si è ridotto di 98 euro in valori assoluti e del
22% dal marzo 2012 al 2017, con un tasso di riduzione che negli ultimi trimestri mostra tuttavia un progressivo rallentamento. Per stimare l’effetto complessivo sulla spesa degli assicurati, si è tenuto conto che le imposte (15,7%) e il contributo al Servizio Sanitario Nazionale (10,5%) pesano nel 2017 mediamente per il 26,2% del premio prima delle tasse, sostanzialmente in linea con il 2016.

Dal marzo 2016 allo stesso mese dell’anno in corso, il premio medio rc auto dopo le tasse è sceso quindi da circa 457 a 443 euro. Tenuto conto le polizze RC auto sono circa 40 milioni, se si applicasse all’intero portafoglio il calo di 14 euro a veicolo determinerebbe una riduzione dei premi pagati (inclusivi delle imposte) di oltre mezzo miliardo di euro.  I risultati dell’analisi vengono confermati anche dalla rilevazione che mensilmente viene effettuata dall’Istat.  Dopo tre anni consecutivi in cui il tasso tendenziale è sempre risultato in diminuzione, a settembre 2016 la rilevazione mensile dell’Istituto centrale di statistica registra un’inversione di tendenza: negli ultimi tre trimestri la variazione è risultata in lieve ma progressivo aumento (a marzo 2017 era pari a +1,2%). “L’indice dei prezzi rc auto rilevato dall’Istat”, spiega l’Ania, “si basa unicamente sui prezzi massimi di riferimento (cosiddetti prezzi di listino), che non corrispondono ai prezzi effettivamente pagati per l’acquisto o il rinnovo della polizza. La variazione dell’indice, tuttavia, è un utile indicatore per attestare come di recente sia in atto una chiara inversione di tendenza nelle tariffe praticate”.


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