Assicurazioni nel mondo - Russia

di Nicola Odinzov

“Dio salvi lo Zar”, cosi intonava l’ultimo inno nazionale dell’impero russo, un impero tragicamente finito con l’eccidio di Ekaterinburg e la morte dei Romanov. Da quel lontano 27 febbraio 1917, che vide le truppe imperiali fraternizzare con il popolo in rivolta, la Russia è passata attraversato enormi mutamenti. I palazzi imperiali hanno lasciato il posto a moderni appartamenti e le automobili hanno sostituito cavalli e carrozze, ma la nuova Russia di Putin per certi versi non è forse così lontana da quella Russia imperiale ripudiata e sconfitta dal comunismo.

In Russia le auto sono circa 250 ogni 1000 residenti, ma le condizioni delle strade non sono tra le migliori. Vaste aree sono prive di controllo, terra di nessuno dove delinquenti e psicopatici alla guida di SUV ed automobili sempre più grandi e potenti fanno da padroni. Aree dove non è raro assistere a risse, pestaggi o conflitti a fuoco in seguito a banali incidenti stradali o presunte mancanze di rispetto di un automobilista nei confronti di un altro. I tribunali russi non amano le richieste di risarcimento verbali, pur non facendosi scrupoli nell’infliggere anche condanne detentive a chi si rende colpevole di atti violenti o danneggiamenti della proprietà privata. Il ricorso a false testimonianze e minacce in caso di incidente è piuttosto frequente, ecco spiegato il perché del crescente utilizzo delle dashcam  (telecamera che so  istalla sul cruscotto) da parte degli automobilisti russi.

Il mercato assicurativo della Federazione Russa è controllato dalla Banca Centrale e solo i membri della Russian Motor Insurers Union possono emettere polizze. È superfluo precisare che in Russia non è consentito operare a compagnie di assicurazione straniere, salvo accordi di riassicurazione con le compagnie russe, ad esempio nel caso di polizze sanitarie di cittadini stranieri. Il SOGAZ Insurance Group, al primo posto tra le 10 compagnie di assicurazione russe più importanti, nel 2016 ha fatturato circa 2 miliardi di euro, pari a poco meno di 1/5 del fatturato totale delle prime dieci compagnie di assicurazione del Paese.

Gli automobilisti russi hanno l’obbligo acquistare una polizza RC e quei conducenti che ad un controllo della polizia dovessero risultarne sprovvisti rischiano multe fino a 8 volte il salario minimo. Il premio della OSAGO, ovvero Obligatory Insurance of Civil Responsibility, è uguale per tutte le compagnie di assicurazione, dipende dalla zona di residenza, dal modello di auto, dalla potenza del motore, dall'età del conducente, dall'esperienza di guida, e garantisce il rimborso dei danni causati a terzi in un incidente stradale in caso di colpa. In aprile la Banca Centrale Russa ha aumentato i premi assicurativi OSAGO del 40%, ciò significa che in alcune regioni della Russia, poiché le compagnie hanno facoltà di aumentare il premio fino ad un 20%, il costo finale della polizza è cresciuto fino al 60%, rendendo quasi impossibile l’acquisto alle classi meno abbienti.

Durante una recente diretta televisiva con gli ascoltatori, il Presidente Putin ha ricevuto la telefonata della signora Galina Zagorskaya, una pensionata di Blagoveshchensk nell'Estremo Oriente della Russia, la quale ha affermato che l’auto consente alla sua famiglia di sopravvivere, di recarsi dove possiedono un piccolo pezzo di terra da coltivare, perché la pensione di 14.000 rubli mensili (225 euro) non è sufficiente al sostentamento della famiglia, ma a causa dell’aumento ciò non le sarà più possibile poiché non potrà acquistare una polizza e utilizzare l’auto. Putin ha promesso che avrebbe chiesto sia al Governo che alla Banca Centrale di interessarsi della questione, precisando però che le ragioni dell’aumento sono molte: il crescere delle passività per le assicurazioni, dovuto all’aumento del costo dei risarcimenti alle persone coinvolte negli incidenti stradali, passato da 160.000 rubli (2550 euro circa) a 500.000 rubli (8000 euro); l’aumento dei prezzi dei ricambi delle auto importate, conseguenza del forte indebolimento del rublo nei confronti del dollaro e, allo stesso tempo il calo del mercato automobilistico russo, sceso del 42,5% rispetto al marzo 2016.

Con molte probabilità la signora Galina sarà costretta a rinunciare o tornare forse a quel vecchio cavallo messo in pensione da SUV e fuoristrada, ma sempre pronto a percorrere le impervie strade della campagna russa in cambio di un po’ d’avena e qualche carota.