Sicurezza stradale, ecco il massimo della protezione degli occupanti nei veicoli più piccoli


I veicoli leggeri elettrici a quattro ruote (detti anche quadricicli) sono l'ultima tendenza nell'ambito della mobilità urbana per brevi tragitti. Per poter offrire anche su questo tipo di veicoli sistemi di sicurezza altamente efficaci per gli occupanti, ZF è divenuta partner per la fornitura di sistemi di protezione degli occupanti nell'ambito del progetto europeo BEHICLE. Il nome del progetto deriva dall'abbreviazione di BEst in class veHICLE, un obiettivo che il piccolo e veloce veicolo elettrico a tre posti soddisfa pienamente. In questo, un ruolo importante lo ha avuto anche ZF, i cui esperti nella sicurezza hanno sviluppato un innovativo sistema di airbag e cinture di sicurezza a quattro punti, che è stato integrato nel veicolo. ZF ha collaborato anche alla fase di simulazione e collaudo. Il risultato: BEHICLE è stato progettato per essere il primo veicolo nella sua categoria a ottenere 5 stelle Euro NCAP. Finora, veicoli simili appartenenti alla stessa classe hanno ottenuto al massimo due stelle.
Nel mercato in crescita della micromobilità, i veicoli più richiesti sono i quadricicli da città appartenenti alla categoria L7e, che offrono al massimo 15 kW per un peso a vuoto massimo pari a 400 kg (senza batterie). Tuttavia, ai pregi di questi veicoli ultraleggeri, fanno da contraltare una serie di limitazioni relative alla protezione degli occupanti: finora nelle valutazioni Euro NCAP nessuno dei modelli di serie ha mai ottenuto più di due stelle.

"Il nostro obiettivo di contribuire alla Vision Zero prevede anche lo sviluppo di nuove concept car e nuove soluzioni, come BEHICLE. Sin dall’inizio del progetto, abbiamo messo a disposizione la nostra competenza nell'ambito della protezione degli occupanti. Il risultato di questo lavoro è che BEHICLE è stato progettato per l’ottenimento delle 5 stelle EURO NCAP, che finora non è mai stato assegnato a nessun veicolo di questa categoria", ha dichiarato il dottor Michael Büchsner, Vice President e General Manager della Divisione Occupant Safety Systems Global di ZF.
Le particolarità strutturali del veicolo, quali il sedile di guida centrale e la mancanza dei montanti B, hanno rappresentato una grossa sfida in tema di protezione degli occupanti, che ZF ha superato sviluppando innovativi sistemi di ritenuta passiva: una speciale cintura di sicurezza a quattro punti e airbag laterali e a tendina di nuova concezione.

In caso di incidente la cintura di sicurezza a quattro punti, progettata come cintura dall’alto, garantisce una maggiore protezione rispetto ai tradizionali sistemi a tre punti. In BEHICLE tale sistema è applicato in modo unico: due riavvolgitori con pretensionatore e limitatore di forza sono integrati nella parte posteriore del cielo dell’abitacolo. Le linguette di chiusura sporgono lateralmente davanti alla testa del guidatore per poter essere facilmente afferrate e allacciate. Le rispettive fibbie di chiusura si trovano a sinistra e a destra del sedile di guida, e l'illuminazione le rende facilmente individuabili dal guidatore. Le cinture sono inoltre dotate della tecnologia di bloccaggio DLT (Dynamic Locking Tongue) proveniente dalle auto di serie: in caso di urto, un piccolo componente nella linguetta di chiusura regola la forza di ritenuta della cintura in modo che il carico esercitato sul torace e sulle spalle dei passeggeri sia inferiore a quello esercitato sul bacino.

Inoltre, i nuovi airbag laterali rinforzati di ZF contribuiscono a soddisfare i relativi requisiti durante i crash test. A differenza di quanto avviene nei veicoli tradizionali, i sistemi di ritenuta non sono alloggiati nello schienale, bensì nella traversa di alluminio della portiera. Inoltre, la configurazione degli airbag laterali tiene in considerazione che la posizione centrale del sedile di guida consente di avere maggiore spazio tra il guidatore e la portiera e che gli airbag non sono più regolabili longitudinalmente al sedile.

Gli airbag a tendina, posizionati lungo i montanti A e C tramite delle cinghie esterne, offrono un'ulteriore efficace protezione in caso di urto laterale.

I sistemi di sicurezza passiva di ZF si aggiungono ai miglioramenti strutturali della sicurezza apportati da altri partner del progetto BEHICLE alla parte frontale, all'abitacolo e alle portiere.

SARA SCOMMETTE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE



 “Cominciamo da qui: il business assicurativo ha un ciclo “invertito”. Ossia prima incassiamo i premi e poi paghiamo... facciamo quindi il prezzo senza conoscere ancora il costo del servizio. Ecco perché  se uno pensa all’intelligenza artificiale e alla sua attitudine predittiva capisce subito quale possono essere i benefici per il nostro settore”: così Alberto Tosti, Direttore Generale Sara Assicurazioni, intervenuto presso l’hub dell’innovazione romano di LUISS ENLABS, all’evento “THE ROAD TO SUPERINTELLIGENCE - Innovating Corporates & Institutions with Artificial Intelligence”. Un appuntamento di presentazione del programma di incubazione sull’intelligenza artificiale AI WorkLab, lanciato da LVenture Group, holding quotata sull’MTA di Borsa Italiana che investe in startup e gestisce l’acceleratore LUISS ENLABS, in partnership con BNL Gruppo BNP Paribas, BNP Paribas Cardif, Sara Assicurazioni, Cerved Group e Payback.

“Non dobbiamo dimenticare infatti – ha continuato Tosti - che i dati che arrivano alle assicurazioni sono molto più variabili che in passato. Pensate solo alle immagini e ai video... Una rivoluzione. Ecco perché nel nostro mondo servono nuovi strumenti per costruire regole diverse”.

“E, a proposito di intelligenza artificiale – ha continuato il direttore Generale di Sara Assicurazioni - va detto che molte applicazioni - sempre nel nostro mondo - sono legate a questo tipo di innovazione. Pensiamo solo alla domotica conispositivi in rete che hanno sensori  e la capacità di raccogliere informazioni e poi intraprendere azioni quasi umane. Così in una visione futura in cui l’assicuratore dovrà condividere servizi e informazioni con i propri clienti si andrà sempre di più verso la riduzione dei rischi e degli incidenti.

Sara Assicurazioni nella  partnership con la Luiss è  inizialmente entrata per l'interesse verso un investimento innovativo. Poi ci siamo resi conto che avviare una partnership commerciale con lventure sarebbe stata una strategia  coerente con la visione della nostra compagnia. Volevamo – in sintesi - un mondo che ci “contaminasse” con le sue innovazioni. E già il fatto di organizzare alcune cose in questo luogo pensavo fosse interessante...”.

“A proposito di investimenti – ha quindi concluso Tosti -  non bisogna mai dimenticare di fare i conti con la propria capacità economica. Tanto per capirci, Sara assicura 2 auto su 100. Ma ci sono concorrenti che ne assicurano 20... Però, al di là delle dimensioni, in questo particolare progetto mettiamo a disposizione 4 dirigenti apicali, figure chiave che conoscono i molto bene il nostro settore. Daremo il contributo migliore per garantire il raggiungimento dei risultati sperati”


Le auto d'epoca promuovono il turismo con "ruote nella storia"


Tutela culturale, promozione turistica e coesione territoriale sono i valori fondanti di “Ruote nella Storia”, il programma di appuntamenti, raduni ed incontri per gli appassionati di automobilismo d’epoca che ACI lancia lungo tutto lo Stivale, con il supporto degli Automobile Club territoriali. L'iniziativa nasce dalla sinergia di ACI Storico, il club degli appassionati di auto d’epoca all’interno del più ampio sodalizio di automobilisti italiani, con l’associazione “Borghi più Belli d'Italia" che aggrega i Comuni all’interno della Consulta del Turismo dell’ANCI per valorizzare e promuovere il patrimonio di storia, arte e cultura dei piccoli centri italiani.

“Ruote nella Storia” offre ai cultori e ai possessori di auto storiche nuove occasioni di incontro e di divertimento, proponendo giornate alla scoperta di affascinanti borghi italiani a bordo di vetture di oltre trent’anni di età.

Sono stati fissati i primi tre appuntamenti per il 2017: l’1 ottobre a Sperlonga (Latina), il 15 ottobre a Locorotondo (Bari) e il 5 novembre a Borghetto sul Mincio (Verona). Ogni giornata prevede un fitto programma di eventi con raduno dei partecipanti, verifiche tecniche, visita guidata a un’eccellenza turistica del territorio, pranzo conviviale insieme a Giancarlo Minardi - ambasciatore di ACI Storico - e poi il clou atteso dagli appassionati delle corse: la sfida di regolarità con il cronometro e i pressostati, a partecipazione facoltativa.

“Ruote nella Storia non è una gara – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia e di ACI Storico, Angelo Sticchi Damiani – e infatti le vetture non presentano numeri sugli sportelli o sul cofano, perché la passione a quattro ruote non è un elemento di sfida ma di aggregazione. Non si vince e non si perde: ci si diverte. ACI Storico si è sempre contraddistinto per un approccio differente al mondo dell’heritage e questa manifestazione conferma il nostro spirito innovativo, forte di oltre 100 anni di storia e tradizione”.

“La presenza di auto d’epoca nelle piazze dei Borghi Più belli d’Italia – afferma il presidente dell’omonima associazione, Fiorello Primi - non può che dare un pizzico di fascino in più a luoghi che già di fascino e di bellezza ne hanno in quantità. La collaborazione con un partner prestigioso come ACI si rivela molto importante per la nostra associazione e per i nostri borghi e contribuirà ad aumentare la visibilità di questi piccoli centri che rappresentano, ormai senza dubbio, il nucleo centrale e vitale dell’ Italia più autentica e “fascinosa” che tutto il mondo ci invidia”.

Con “DRINK OR DRIVE” la sicurezza stradale sbarca in Sardegna



Al Rally in Costa Smeralda arriva la campagna di comunicazione sociale, “Drink or Drive”, per sensibilizzare i giovani sui rischi connessi all’assunzione di alcol prima di mettersi alla guida di veicoli a motore.

Guida solo se sei sobrio! E’ il suggerimento rivolto agli studenti delle scuole della provincia di Sassari che, dal 28 al 30 settembre, potranno effettuare una simulazione di guida in stato di ebbrezza, per capire davvero quali pericoli si corrono.

Sono 5.876 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza, su un totale di 58.981, di cui il 10% legato al consumo di alcol. Educare i giovani a guidare sempre sobri. Dal 28 al 30 settembre, il Parco chiuso del “Rally in Costa Smeralda” ad Arzachena, ospiterà le prove in auto per gli studenti e per tutti coloro che vorranno capire, in modo del tutto gratuito, come cambiano i riflessi con il mezzo e con la strada quando si è bevuto più di un bicchiere di alcol. L’iniziativa nasce grazie alla sintonia di intenti fra il Provveditorato agli Studi di Sassari, la Capitaneria di Porto di Olbia, il Rally in Costa Smeralda e l'associazione Drink or Drive che, dopo il tour del 2014 e 2015 svoltosi in 55 città italiane, arriva in Sardegna e coinvolgerà gli studenti dei licei di Olbia, Palau, Arzachena e la Maddalena, per arrivare poi a coinvolgere tutti gli istituti della parte settentrionale dell'isola.

Il “Rally in Costa Smeralda” è un importante progetto di marketing territoriale, articolato su più fronti: oltre alla sua valenza sportiva, gratificata dalla bellezza dei percorsi proposti agli equipaggi in gara e al pubblico di appassionati, il progetto si rivolge anche ai giovani. Troppi giovani si avvicinano al mondo nei motori in modo inconsapevole, senza avere ben chiara l'importanza e la pericolosità dei propri gesti quando, magari al termine di una serata in allegria, si sono superati i limiti alcolici consentiti. La prova al fianco degli esperti dell'associazione Drink or Drive dura solo un minuto, ma è sufficiente per far comprendere il pericolo e, si spera, salvare delle vite.

L’idea di “Drink or Drive” è di Nicolò Malfatti, che l’ha avuta osservando i suoi coetanei in un pub. Troppo alcol e la convinzione di essere invincibili costituiscono una miscela esplosiva che può fare molti danni. Così Nicolò ha sentito il bisogno di fare qualcosa e ha coinvolto suo padre Andrea Malfatti, presidente dell’associazione Drink or Drive, nell’ideare una simulazione di guida sotto l'effetto dell'alcol, per far capire quanti rischi inutili si corrono. Grazie a un particolare visore, infatti, i ragazzi possono mettersi alla guida simulando ciò che vedrebbe un ubriaco.

“La sempre maggiore attenzione da parte del legislatore verso i giovani, alla guida sotto gli effetti dell’alcol, e il conseguente inasprimento delle sanzioni – afferma Andrea Malfatti, presidente di “Drink or Drive” - richiede, da parte di tutti, una maggiore attenzione a quelle attività di carattere squisitamente preventivo che, aumentando la conoscenza e la coscienza personale, possono ridurre i rischi che il fenomeno comporta”.

Oltre al provveditore agli studi di Sassari, prof.ssa Anna Massenti, la collaborazione con le scuole è a cura della prof.ssa Maria Antonietta Sanna, delegata alle attività speciali per il Provveditorato agli studi di Sassari, con la collaborazione del Comandante Trogu della Capitaneria di Porto di Olbia e di Great Event, società organizzatrice dell'evento.

L'associazione Drink or Drive porta in tutta Italia le proprie iniziative per la guida sicura e ha realizzato anche la app “Sono sobrio”, grazie alla quale si può facilmente calcolare il proprio tasso alcolico prima di mettersi alla guida, semplicemente con uno smartphone. Il problema della guida sicura riveste una notevole rilevanza sociale. Secondo i dati forniti dall’ACI, infatti, la mortalità per incidenti stradali raggiunge il massimo nelle ore notturne (dalle 3 alle 6), con 4,64 decessi ogni 100 incidenti, contro una media giornaliera pari a 1,96. I più coinvolti sono i giovani dai 20 ai 49 anni di età (1.321 in totale, pari al 51,7 per cento), con un picco per la fascia 20-24 anni.

Da questi dati traspare la correlazione fra eventi mortali e possibile assunzione di alcol o droghe da parte di soggetti giovani prima di mettersi alla guida di notte. Carabinieri e Polizia Stradale rilevano che nel 2015 (ultimi dati Istat) sono stati 5.876 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza, su un totale di 58.981. Il 10% degli incidenti rilevati dai Carabinieri e dalla Polizia Stradale nel 2015 è risultato perciò legato al consumo di alcol. Un dato approssimato per difetto, poiché Carabinieri e Polizia Stradale intervengono soprattutto negli incidenti su strade extraurbane e solo nel 20% di quelli in ambito urbano. Ed è proprio sulle strade cittadine che si verificano con maggior frequenza gli incidenti correlati all’alcol (più della metà, nel 2015, rispetto al totale per guida sotto l’effetto di alcol).

Il lavoro di promozione portato avanti in tutta l’Italia dall’associazione Drink or Drive, realizzato con il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell'ACI e il coinvolgimento diretto dei ragazzi, spesso refrattari ai discorsi “su ciò che non si fa”, ha dato in questi anni risultati insperati, facendo provare ai giovani quanto può essere pericolosa la guida quando non si è lucidi.

“THE ROAD TO SUPERINTELLIGENCE”: PRESENTATO A LUISS ENLABS IL PROGRAMMA “AI WORKLAB”


Ieri, lunedì 25 settembre, presso l’hub dell’innovazione romano di LUISS ENLABS, si è tenuto “THE ROAD TO SUPERINTELLIGENCE - Innovating Corporates & Institutions with Artificial Intelligence”, l’evento di presentazione del programma di incubazione sull’intelligenza artificiale AI WorkLab, lanciato da LVenture Group, holding quotata sull’MTA di Borsa Italiana che investe in startup e gestisce l’acceleratore LUISS ENLABS, in partnership con BNL Gruppo BNP Paribas, BNP Paribas Cardif, Sara Assicurazioni, Cerved Group e Payback.

L’evento è stato l’occasione per discutere e approfondire opportunità e sfide legate all’intelligenza artificiale, che promette di accelerare il progresso tecnologico portando innovazione nelle corporate e nelle istituzioni. A fare gli onori di casa, sono stati Luigi Capello, CEO di LVenture Group e LUISS ENLABS, e Augusto Coppola, Direttore dei Programmi di Accelerazione di LUISS ENLABS, che ha presentato il programma AI WorkLab. Si è tenuto poi un panel dedicato a spiegare le ragioni del coinvolgimento delle corporate partner di AI WorkLab e il loro interesse verso l’intelligenza artificiale e moderato da Barbara Gasperini, penna autorevole del Corriere della Sera, durante il quale sono intervenuti:

• Michele Cicoli - CDO BNL Gruppo BNP Paribas
• Andrea Veltri - Chief Marketing Officer BNP Paribas Cardif
• Alberto Tosti - Direttore Generale Sara Assicurazioni
• Michele Cermele - AD Cerved Credit Management SpA
• Bruno Coletta - Head of Marketing e CRM Payback Italia
L’evento è stato arricchito dagli interventi di Paolo Merialdo, Professore Associato della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma Tre e Guido Scorza, Responsabile Affari Regolamentari del Team per la Trasformazione Digitale Presidenza del Consiglio dei Ministri, e da una “fireside chat” conclusiva di Luigi Capello con Marco Trombetti, CEO di Translated e Founder di Pi Campus.

AI WorkLab si inserisce tra le iniziative di Open Innovation che LVenture Group organizza per creare connessioni tra startup e grandi aziende, che hanno già dato vita a 15 progetti imprenditoriali che in meno di 6 mesi hanno raccolto oltre 1 milione di euro. “Questa volta, puntiamo sull’intelligenza artificiaIe per portare l’innovazione nel mondo delle corporate: si parla di un giro d’affari da 12,5 miliardi di dollari nel 2017, +59,3% rispetto al 2016 e, secondo le stime, nel 2025 il valore di questo mercato sfiorerà i 60 miliardi di dollari” ha detto Luigi Capello, CEO di LVenture Group e LUISS ENLABS – “Nel prossimo futuro, l’AI sarà centrale per la competitività delle aziende ed essere il partner scelto da queste ultime per rimanere al passo con i tempi ci da conferma del nostro posizionamento come leader italiani nel settore dell’innovazione”.

“Se c’è una certezza, è che i temi di policy incroceranno nel prossimo futuro quelli dell’intelligenza artificiale” ha detto durante l’evento Guido Scorza, Responsabile Affari Regolamentari Nazionali ed Europei Team Digitale Presidenza del Consiglio dei Ministri “È necessario creare una cultura multidisciplinare per portare avanti questo settore interfacciandosi con tutte le figure di riferimento: programmi come questo, non possono che supportare e favorire la nascita di un trend di questo tipo.”

AI WorkLab offrirà ai team selezionati tramite una call aperta fino al 30 novembre 2017 la possibilità di trasformare la propria idea imprenditoriale in una startup con il supporto degli esperti di LUISS ENLABS e delle aziende partner, ricevendo un grant di 2.500 euro (equity free) e accedendo a un percorso di tre mesi che inizierà a gennaio 2018 e si svolgerà a Roma, presso la sede di LUISS ENLABS.

Ania, l'andamento dei premi

La lieve crescita registrata dai premi dell’intero settore Danni alla fine del II trimestre 2017 è la conseguenza di:
• una diminuzione nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una flessione dell’1,6%;
• un aumento negli altri rami Danni, i cui premi sono cresciuti del 2,2%.

Più nel dettaglio, nel comparto Auto si è registrata una diminuzione del 3,1% nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi (7,1 mld) e una crescita del 5,9% nel ramo Corpi veicoli terrestri. Si tratta, per il ramo R.C. Auto, della ventesima variazione tendenziale trimestrale negativa consecutiva. Va, tuttavia, evidenziato come il trend di diminuzione, iniziato nel 2012, sia andato progressivamente rallentando nel corso degli ultimi sei trimestri.

Il ramo Corpi Veicoli terrestri (essenzialmente le garanzie incendio/furto, kasko totale e parziale dei veicoli), invece, con 1,5 miliardi di raccolta premi a fine giugno 2017, è risultato in crescita del 5,9% rispetto all’anno precedente, consolidando ulteriormente la ripresa del comparto avviatasi nel 2015, proseguita poi nel 2016 e nella prima metà del 2017, conseguenza ancora della crescita di nuove immatricolazioni (+8,8% da inizio anno alla fine di giugno 2017).

Per quanto riguarda gli altri rami Danni, questi risultano ancora positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e si incrementano complessivamente del 2,2%; si registra in particolare una variazione positiva superiore alla media nei seguenti rami: Infortuni (+3,1%), Tutela legale (+5,3%), Malattia (+6,1%), Assistenza (+6,3%), Perdite pecuniarie (+18,3%) e Corpi veicoli ferroviari (+81,3%); sono invece risultati in calo i premi del ramo Credito (-1,3%), Incendio (-1,8%), Cauzione (-3,0%), Corpi veicoli marittimi (-3,9%), R.C. Aeromobili (-11,8%) e Corpi veicoli aerei (-39,4%).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E. (46 imprese che rappresentano oltre il 95% in termini di premi su un totale di 79 imprese attualmente autorizzate), alla fine di giugno 2017, sono stati contabilizzati 2,1 mld di premi in diminuzione dello 0,5% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2016 (era -2,3% la variazione alla fine di giugno del 2016). Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale dei premi è stato del 12%: in particolare, nel settore Auto il peso è stato del 4,9% mentre negli altri rami danni del 18%. In alcuni rami tale quota è stata superiore al 40% come nei rami Merci trasportate (42,9%), R.C. Aeromobili (50,6%) e nel ramo Credito dove l’incidenza di tali imprese è stata pari a circa l’80%. Tale quota resta particolarmente ridotta ed inferiore al 5% nei rami R.C. Auto (4,2%) e Malattia (4,9%). Il settore Auto è risultato in riduzione dello 0,9%; in particolare, il ramo Corpi veicoli terrestri ha registrato un aumento superiore a quello registrato dalle imprese nazionali (8,2% vs 5,7%) mentre il ramo R.C. Auto ha registrato una contrazione più marcata (-4,1% vs -3,0%). In diminuzione rispetto al 2016, il volume premi dei restanti rami Danni (-0,4%).

Viaggiare in coppia, uno studio rileva i principali motivi di litigi e discussioni in auto



Uno studio effettuato dal sito web HAPPY-CAR rivela come la stragrande maggioranza delle coppie che viaggia in auto abbia avuto una discussione in viaggio. Le cause sono molteplici, alcune sono facilmente immaginabili, altre possono risultare sorprendenti a molti. Le domande del sondaggio erano svariate, dalla durata del viaggio, il tipo di auto utilizzato, se il litigo ha portato ad una rottura e quali sono state le cause.


Dal GPS all’eccessiva velocità, tutte le cause per un litigio in auto
Proponendo un questionario ai suoi clienti sparsi per tutta Europa, HAPPY-CAR ha ricevuto oltre 1100 questionari riempiti con ragioni e conseguenze di una litigata in auto. Episodio mai gradevole che ha però coinvolto il 79% degli intervistati che hanno ammesso di aver avuto almeno una volta un battibecco con il proprio compagno. La causa principale che ha scatenato un litigio per il 28,1% dei “litiganti” è stata la strada da seguire, con o senza GPS. Quasi lo stesso numero di partecipanti ha dichiarato che l’elemento scatenante è stato lo stile guida ritenuto inappropriato da chi sedeva al lato del conducente. Con il 20,9% delle risposte, la terza causa principale di una discussione in auto è l’eccessiva velocità che evidentemente causa non pochi nervosismi.


Le coppie italiane in linea con il resto d’Europa
E gli innamorati del Belpaese come si comportano? Non troppo diversamente stando ai dati di HAPPY-CAR; il 20% degli intervistati era infatti di origini italiane e la percentuale di chi ha ammesso di aver litigato in macchina sale all’86%. Anche per gli italiani però, le causa principale che ha innescato il litigio è stato il tragitto da seguire (26%), mentre in seconda posizione è l’eccessiva velocità a mettere zizzania nella coppia (25%), lo stile di guida invece è solo in quarta posizione. Curiosamente, risulta che le coppie italiane litigano più spesso in autostrada. All’altro estremo della classifica invece, meno del 2% ha dichiarato che mangiare in macchina ha innescato un litigio, mentre nel 2,91% l’addormentarsi mentre l’altro guida è stata la causa scatenante. Il 3% delle coppie ha litigato perché uno dei due, ehm…..ha inquinato l’aria dell’abitacolo!


consigli degli esperti
Oltre alcuni dati che possono far sorridere, il 12% delle coppie in Europa si è divisa a causa di una discussione durante un viaggio auto. Per questo motivo, HAPPY-CAR ha contattato Cathryn Mora, terapeuta e coach di coppia: “è importante creare una buona atmosfera, prima e durante un viaggio in auto. Solo cosi si può conservare quel buon umore che evita le frizioni”. I suoi consigli sono:
• Affrontare il viaggio con l’auto pulita e organizzata
• Viaggiare con bevande, snack, un sacchetto per la spazzatura e dei fazzoletti
• Programmare insieme il tragitto in anticipo
• Effettuare delle soste per ammirare il panorama, stirare le gambe e dare un bacio al partner!
• Permettere a tutti gli occupanti dell’auto, anche i bambini, di scegliere a turno la musica.

La psicoterapeuta Carole Lieberman spiega come “stare confinati in uno spazio cosi stretto come un’auto, può far emergere vecchie questioni di coppia mai del tutto sopite e far scaturire cosi una discussione”. Curioso invece come i viaggi più lunghi causino meno litigi – “Lunghi periodi in auto sono sinonimo di vacanza, quindi le coppie sono più di buon umore e rilassate, quindi meno propense ai litigi”, commenta cosi l’esperta.


Gli pneumatici premium sono considerati più sicuri dalla maggior parte degli automobilisti europei

La maggior parte degli automobilisti è consapevole che gli pneumatici premium, anche se spesso hanno un prezzo più elevato, offrono benefici come il risparmio di carburante e - ancora più importante - una maggiore sicurezza e durata nel tempo. Un'indagine condotta da Nokian Tyres lo conferma: in Italia è il 61% degli automobilisti a considerare gli pneumatici premium come più sicuri, mentre in Romania si sale all’87%. In Bulgaria la percentuale è del 70%, in Francia e Germania del 59%, in Polonia del 58% e in Repubblica Ceca del 54%.

Il battistrada degli pneumatici economici potrebbe sembrare simile a quello degli pneumatici premium, ma non c'è un modo affidabile per garantire le sue prestazioni. All'inizio di ogni progetto di sviluppo degli pneumatici, Nokian Tyres crea diversi prototipi: questi servono come punto di partenza per la progettazione di tutte le altre parti degli pneumatici, come il corpo e le proporzioni della mescola della gomma.

"La distinzione tra uno pneumatico di alta qualità e pneumatici a buon mercato o modelli entry-level diventa più evidente in condizioni estreme, come durante la frenata sul bagnato, in condizioni di rischio di aquaplaning e quando si spinge ai limiti la sterzata. Uno pneumatico premium è come una cintura di sicurezza: la maggior parte del tempo, non se ne ha realmente bisogno, ma in una situazione difficile può salvare la nostra vita così come la vita degli altri”, dice Matti Morri, Technical Customer Service Manager di Nokian Tyres.

Inoltre, i produttori premium sottopongono i loro pneumatici a test approfonditi. Durante la fase di sviluppo del prodotto, gli pneumatici di alta qualità sono soggetti sino a 300 diversi test. In Nokian Tyres, questo significa continue prove indoor e test completi con auto reali – per esempio, nel Testing Center “White Hell” di Ivalo, e in condizioni climatiche estive, presso il Nokia Testing Center e su diversi circuiti dell’Europa centrale. È molto probabile che gli pneumatici a buon mercato non superino test così esaustivi.

La buona notizia è che più di due terzi degli automobilisti intervistati in tutti i Paesi considera gli pneumatici come un fattore di sicurezza molto importante: in testa la Romania (91%), seguita dalla Bulgaria (89%), dall’Italia (87%), dalla Germania (85%), dalla Polonia (79%), dalla Repubblica Ceca (78%); mentre la percentuale più bassa è riportata dalla Francia, dove solo il 65% degli automobilisti considera gli pneumatici come un aspetto importante per la sicurezza stradale.

"È completamente corretto presumere che gli pneumatici siano fondamentali per una guida sicura, contribuendo in tal modo alla sicurezza stradale in generale. Gli pneumatici trasmettono la forza necessaria per sterzare, frenare e accelerare tra il veicolo e la superficie stradale. Ecco perché sono la caratteristica di sicurezza più attiva di ogni veicolo. Quattro piccole aree, a mala pena più grandi di un palmo della mano, tengono il veicolo sulla strada e garantiscono che non si perda il controllo della propria auto," spiega Matti Morri, Technical Customer Service Manager di Nokian Tyres.

Gli automobilisti dovrebbero ricordare che anche i migliori pneumatici estivi si usurano. Per ridurre i consumi e aumentare la sicurezza, gli pneumatici devono essere sottoposti a controlli regolari. Nella maggior parte dei Paesi europei, lo spessore minimo richiesto per il battistrada è di 1,6 mm. Gli pneumatici estivi con uno spessore così sottile non sono però sicuri. I rischi aumentano notevolmente, soprattutto in condizioni di pioggia, quando lo spessore del battistrada di uno pneumatico si consuma fino ad arrivare al di sotto dei 4mm.

Gli pneumatici estivi premium con bassa resistenza al rotolamento possono far risparmiare fino a 0,5 litri di carburante ogni 100 km, e grazie ad un'eccellente aderenza sul bagnato, possono migliorare significativamente la sicurezza di guida. In media, gli pneumatici dell’asse si logorano due volte più velocemente degli pneumatici a rotolamento libero. Si raccomanda di alternare gli pneumatici ogni 8.000 chilometri.  La pressione corretta è un altro punto essenziale. La pressione consigliata dai produttori di auto di solito offre il migliore comfort di guida. Si suggerisce di controllare la pressione degli pneumatici almeno una volta al mese. In condizioni di guida normali, una pressione leggermente superiore può prolungare la durata della vita degli pneumatici, riducendo anche il consumo di carburante.


Il Gruppo Volkswagen lancia la “Roadmap E”: l’iniziativa di elettrificazione più completa nell’industria automobilistica

Con la “Roadmap E” il Gruppo Volkswagen sta avviando la più completa iniziativa di elettrificazione dell’industria automobilistica: l’intero portfolio di modelli verrà elettrificato al più tardi entro il 2030. Ciò significa che, per allora, esisterà almeno una versione elettrificata di ognuno dei circa 300 modelli della Casa automobilistica, per tutte le Marche e in tutti i mercati. Questo rende Volkswagen il primo grande Gruppo ad aver messo una data all’elettrificazione della propria intera gamma. Solo per il fabbisogno della propria flotta, saranno necessari più di 150 gigawatt ora di capacità all’anno entro il 2025, che equivalgono ad almeno 4 gigafabbriche di celle per batterie. Per soddisfare questa domanda, l’Azienda ha lanciato una gara per uno dei più grandi volumi di approvvigionamento nella storia del settore: più di 50 miliardi di Euro.

“Abbiamo recepito il messaggio e daremo risultati. Non si tratta di una vaga dichiarazione di intenti, ma di un impegno forte che, da oggi, diventa il metro di misura con il quale misuriamo la nostra performance”, ha affermato Matthias Müller, CEO del Gruppo Volkswagen, durante la Group Media Night alla vigilia dell’IAA di Francoforte. “La trasformazione del nostro settore non si può arrestare, e noi la guideremo”, ha continuato Müller.

Nel programma per il futuro “TOGETHER – Strategy 2025”, presentato nel giugno del 2016, il Gruppo aveva già identificato chiaramente la mobilità elettrica come area chiave e si era posto l’obiettivo di diventare il numero uno al mondo in questo campo entro il 2025.

L’Azienda stima che, nel 2025, circa un nuovo veicolo del Gruppo su quattro potrebbe essere puramente elettrico, arrivando fino a 3 milioni di unità all’anno a seconda dello sviluppo del mercato.

All’IAA di quest’anno, con la “Roadmap E” il Gruppo presenta la fase successiva, dando un ulteriore slancio alla pianificazione del prodotto per accelerare in modo consistente l’elettrificazione della gamma. Le Marche introdurranno un totale di 80 nuovi modelli elettrificati entro il 2025, inclusi circa 50 veicoli alimentati puramente a batteria e 30 ibridi plug in. Negli anni successivi questa cifra aumenterà decisamente fino a che non sarà prevista una versione elettrificata di ognuno dei circa 300 modelli del Gruppo, in tutti i segmenti in tutto il mondo al più tardi entro il 2030, in linea con quanto promesso. “Con la ‘Roadmap E’, apriamo un nuovo capitolo della nostra storia e prepariamo la scena per la svolta definitiva della mobilità elettrica. Poi starà ai Clienti decidere quanto velocemente saranno ampiamente accettate”, ha spiegato Müller.

La “Roadmap E” si accompagna anche a un ulteriore incremento delle spese per capitale per la mobilità elettrica. Fino al 2030, il Gruppo stanzierà più di 20 miliardi di Euro in investimenti diretti per produrre nuovi veicoli basati su due piattaforme per trazioni elettriche completamente nuove, per aggiornare gli stabilimenti e formare la forza lavoro, per le infrastrutture di ricarica, per la commercializzazione e le vendite e, ultima ma non meno importante, per la tecnologia e la produzione di batterie.

Il Gruppo sta affrontando quest’ultima tematica con una strategia di medio e lungo termine a più fasi, partendo dall’aggregazione nel Centro di Eccellenza di Salzgitter delle attività di sviluppo, acquisti e controllo qualità delle celle per batterie e moduli del Gruppo. Qui la marca Volkswagen sta anche predisponendo la prima linea pilota per aggregare know-how sulla loro produzione. Entro il 2025, soltanto per l’equipaggiamento della propria flotta il Gruppo necessiterà di 150 gigawatt ora di capacità per batterie agli ioni di litio.

Per soddisfare questo enorme fabbisogno, è stata lanciata una gara di appalto per stringere partnership strategiche a lungo termine in Cina, Europa e Nord America. Il piano di approvvigionamento è uno dei più grandi nella storia dell’industria automobilistica, con un volume totale degli ordini di oltre 50 miliardi di Euro soltanto per i futuri modelli di volume del Gruppo basati sul Modular Electrification Toolkit. Questo soddisferà la domanda per la prima ondata di mobilità elettrica. Con uno sguardo al futuro, il Gruppo si sta già preparando per la generazione successiva, le batterie a stato solido, e mira a portare questa tecnologia lungimirante alla maturità di mercato assieme a partner. Müller ha sottolineato: “Per noi, la trasformazione della mobilità e la transizione dell’energia sono inseparabili e creare rapidamente una infrastruttura di ricarica completa, nelle città e nelle autostrade, è fondamentale per il successo. In Europa e in particolare in Germania, roccaforte dell’industria automobilistica, si deve fare molto di più. Soltanto allora la fiducia dei Clienti crescerà e le vetture elettriche si diffonderanno e raggiungeranno quote di mercato rilevanti negli anni a venire. Sono convinto che questo si realizzerà soltanto se i politici, l’industria dell’energia e le Case automobilistiche lavoreranno in collaborazione”.

Allo stesso tempo, l’annuncio della spinta sull’elettrificazione sottolinea l’impegno del Gruppo Volkswagen per una trasformazione regolare del sistema, con i motori a combustione interna odierni come ponte indispensabile verso l’era a zero emissioni. “Per il momento, offriremo l’intera gamma di trazioni, dalla convenzionale a quella completamente elettrica, per permettere una mobilità di massa sostenibile e conveniente. Non è una scelta casuale, ma dettata dalla voce della ragione”, ha affermato Müller.

Studi indipendenti dimostrano che gli attuali motori a combustione interna del Gruppo Volkswagen si qualificano fra i più puliti e più efficienti del settore. I più recenti Diesel Euro 6 ottengono performance sopra la media nel nuovo ciclo WLTP in condizioni di guida reali e nei prossimi anni il Gruppo continuerà a investire nel miglioramento continuo delle proprie trazioni convenzionali.

Ad esempio, in futuro il convertitore catalitico SCR diventerà una caratteristica standard di ogni nuovo motore Diesel prodotto dal Gruppo e tutti i nuovi benzina saranno equipaggiati con un filtro antiparticolato. Con la prossima generazione di motori, dal 2019 in poi, sono attesi miglioramenti significativi per quanto riguarda consumi ed emissioni. Inoltre, il Gruppo sta lavorando a carburanti sintetici ricavati da energie rinnovabili che possano trasformare i motori a combustione interna in sistemi di trazione a zero emissioni. Il Gruppo sta anche espandendo significativamente la propria gamma di veicoli a metano e, capitanato da Audi, sta sviluppando la tecnologia delle celle a combustione verso la maturità di mercato.

Car sharing, crescita senza fine


Di Roberto Bagnoli

Trentaquattro italiani su cento ritengono che l’auto o lo scooter condivisi siano preferibili a quelli proprietà. E’ l’indicazione che emerge da una ricerca del Monitor Allianz Global assistance, condotta in collaborazione con l’istituto di ricerca Nextplora. Da diversi anni la mobilità mondiale si sta ridisegnando, adattandosi alle innovazioni tecnologiche che ogni anno subiscono importanti miglioramenti. In questo processo lo sviluppo del car sharing rappresenta uno dei fenomeni più rilevanti, anche se in Italia la sua diffusione rimane decisamente minore rispetto a quella che ha in altri paesi. Il car sharing è nato negli anni Ottanta e Novanta in molti paesi europei e americani. In Italia la sperimentazione è cominciata nel 2001 a Milano e si sta progressivamente allargando, anche grazie alla Settimana della mobilità, in corso in questi giorni (fino al 22 settembre) in centoventi città italiane. L’iniziativa interessa cinquanta paesi e oltre duemila città nel mondo.

In base alla ricerca Nextplora, otto italiani su dieci conoscono il car sharing; il 24% delle persone intervistate ha utilizzato almeno una volta il servizio, anche se nella maggior parte dei casi in maniera discontinua. Tra questi, il 6% ha dichiarato di servirsi delle “macchine condivise” più di una volta a settimana, l’11% sostiene di utilizzarle al massimo una volta nell’arco di sette giorni e il 31% meno di cinque volte l’anno.

I milanesi si classificano primi tra coloro che hanno già sperimentato il servizio (37%), seguiti rispettivamente da fiorentini (33%) e i palermitani (26%). Questi ultimi utilizzano un servizio di car sharing caratterizzato da postazioni fisse, in cui è obbligatorio lasciare i veicoli al termine del noleggio. Roma detiene il primo e il secondo posto rispettivamente come parco auto e numero di noleggi, mentre è la quarta città in Italia per utilizzo del servizio (25%).
La diffusione del car sharing è fortemente legata alle diverse fasce d’età: hanno già usufruito del servizio il 37% dei giovani compresi fra i 25 e i 34 anni, contro il 13% degli over 65. Tra gli aspetti più apprezzati vi è sicuramente il fattore economico, indicato dal 40% delle persone, che considera questa formula più economica rispetto ai tradizionali mezzi di trasporto privati. Numerosi intervistati optano però per la doppia preferenza, scegliendo anche la comodità (24%) e indicando il servizio come più ecologico rispetto all’auto di proprietà (28%).

In base alla ricerca Nextplora, sul piano assicurativo l’informazione di chi ricorre al car sharing è piuttosto scarsa: nonostante la notorietà di alcuni operatori del mercato, infatti, il 55% degli intervistati si è dichiarato non consapevole sulle condizioni della copertura per il guidatore, per l’auto o lo scooter e sui servizi di assistenza stradale previsti in caso di necessità. Il 72% degli intervistati ritiene, tuttavia, che le condizioni di assistenza e di assicurazione sulla persona siano aspetti che differenziano il servizio fra le diverse società.
Roberto Bagnoli

www.iomiassicuro.it

ASSICURAZIONI NEL MONDO - Spagna

di Nicola Odinzov

Il 2017 è iniziato con ottime prospettive per il mercato assicurativo spagnolo, l’anno passato è stato caratterizzato da una crescita record, con una raccolta complessiva di 63,8 miliardi di euro ed un incremento generale del 12 per cento.

A fare da traino le polizze vita che, in controtendenza rispetto al mercato internazionale, sono cresciute del 22 per cento. Positivo anche il ramo danni con un più 4,49 per cento, ed in generale anche RC auto e coperture malattia. Segnali che hanno certamente confermato il risveglio economico del Paese.

In Spagna operano tra le più grandi società assicurative del mondo. Leader del mercato, con il 13,2 per cento delle quote ed un ammontare pari a 5,793 milioni di euro di premi emessi è la spagnola MAPFRE, seguita da Santander Seguros con una quota di mercato del 5.48 per cento e premi emessi per 2,421 milioni di euro. In sesta posizione troviamo il Gruppo Generali, con una quota di mercato pari 4,54 per cento e polizze stipulate per un totale di 2,006 milioni di euro.

Sono oltre 32 milioni i veicoli circolanti in Spagna, la legge prescrive che ogni veicolo circolante o fermo debba avere il “seguro obbligatorio” ovvero l’assicurazione di responsabilità civile. L’inosservanza della legge espone a sanzioni che variano tra i 600 e i 3000 euro. L’importo della sanzione dipende da molti fattori: se il veicolo era in circolazione o era fermo, se mezzo privato o di lavoro, se l’infrazione è ripetuta e durata del periodo in cui il veicolo è stato privo di assicurazione. In aggiunta a ciò, fino alla presentazione di una polizza valida, il veicolo viene messo sotto sequestro in un deposito giudiziario il cui pagamento giornaliero ricade sul proprietario. Tuttavia, sono circa 2 milioni i veicoli che, in barba alla legge, circolano sulle strade spagnole privi di assicurazione. Per combattere questa situazione, la Dirección General de Tráfico ha messo in atto un sistema attraverso il quale la rilevazione dei veicoli non assicurati non avviene solo mediante controlli di polizia. Dal 2016 telecamere, radar e lettori di targhe, incrociando i dati ottenuti con quelli del Consorcio de Compensación de Seguros e quelli della DGT, rilevano ogni auto priva di assicurazione sanzionando automaticamente il proprietario.

Come nella maggior parte del mondo, anche in Spagna oltre la polizza di responsabilidad civil obligatoria è possibile stipulare polizze aggiuntive come polizza Asistencia en viaje che copre rotture ai cristalli e spese penali nell’eventualità di una causa giudiziaria; la polizza Incendio y robo a copertura non solo di furto e incendio, ma anche eventi naturali (ad esempio una roccia che cade colpendo l’auto) e spese penali; la polizza Todo riesgo che, oltre ad includere le precedenti, assicura per i danni al veicolo causati dal conducente o da terzi; la polizza Seguro de ocupantes che paga i danni a conducente e passeggeri anche nel caso di colpa in un sinistro stradale.

I premi assicurativi in Spagna sono tra i più bassi nell'UE, ma variano molto in base ad alcuni fattori: 1) Tipo di auto e utilizzo. Le automobili vengono suddivise in otto categorie, in base alle prestazioni, ai costi di riparazione, a dove e a quanto vengono utilizzate. Alcuni premi sono basati sul numero di chilometri percorsi ogni anno ed al modo in cui il veicolo viene utilizzato, se per affari o per piacere.
2) Età, esperienza e record sinistri. I conducenti con meno di due o tre anni di esperienza e quelli di età superiore a 70 anni di solito pagano premi più elevati.

3) Città di residenza. I premi a Madrid sono più alti che in altre grandi città, mentre sono più bassi nelle zone rurali. Se l’auto è custodita in garage alcune compagnie applicano un ulteriore sconto.

Ania, la fotografia del settore

Alla fine del II trimestre 2017 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano sono stati pari a 18,2 mld in lieve aumento (+0,4%) rispetto alla fine del II trimestre del 2016. Si tratta della prima variazione tendenziale positiva dopo cinque anni consecutivi di calo. Vi ha contribuito un’ulteriore decelerazione del tasso di variazione dei premi del comparto Auto nonché una crescita dei premi degli altri rami danni. Nel dettaglio, i premi del ramo R.C. Auto sono stati pari a 7,1 mld in calo del 3,1% rispetto al II trimestre del 2016 (il calo era pari a -6,2% nel II trimestre 2016), mentre i premi del ramo Corpi veicoli terrestri sono stati pari a 1,5 mld, in crescita di quasi il 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche gli altri rami danni confermano il trend positivo degli ultimi trimestri, contabilizzando alla fine del II trimestre oltre 9,5 mld di premi con un tasso di crescita del 2,2%.


Premi del portafoglio diretto italiano dei rami danni – al II trimestre
I premi lordi del portafoglio diretto italiano contabilizzati nel settore Danni riportati nella seguente tabella sono forniti trimestralmente e in via anticipativa dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei. A questa rilevazione hanno partecipato la totalità delle imprese nazionali e 46 rappresentanze di imprese europee che, in termini di quota mercato, rappresentano oltre il 95% del totale (sono attualmente 79 le imprese ammesse a operare in Italia in regime di stabilimento nel settore danni).

Relativamente alla totalità delle imprese (italiane, rappresentanze di imprese U.E. ed extra U.E.), i premi rilevati alla fine del II trimestre 2017 sono stati pari a 18.203 mln, in lieve aumento (+0,4%) rispetto a quanto rilevato alla fine del II trimestre del 2016.

Caro sosta, quando tenere ferma l'auto costa più che usarla...

I Comuni portano le strisce blu fino alle periferie e ne aumentano le tariffe, mentre i costi dei garage sono alle stelle: il risultato è che, spesso, tenere un’auto ferma può essere più costoso che utilizzarla. A denunciare l’ennesimo salasso per i consumatori è Quattroruote di settembre con un’indagine sul territorio che esamina le tariffe in vigore a Milano, Torino, Roma e Napoli.

Le cifre sono ormai da primato, ma oltre a questo il mensile registra una nuova e importante tendenza: se, infatti, un tempo vittime del caro parcheggio erano soprattutto i centri storici, ora le amministrazioni locali stanno inondando con colate di strisce blu anche le aree periferiche. A Milano si paga per lasciare la macchina in strada persino in un quartiere lontano dal cuore della città come Gratosoglio, mentre a Roma la giunta della sindaca Virginia Raggi ha da poco annunciato l’intenzione di volerle estendere fino al limite del Grande raccordo anulare, includendo i quartieri dell’Eur, della Magliana e di Monteverde e persino località come Ostia e Acilia. L’estensione riguarderà anche Torino, dove si pagherà nel quartiere Campidoglio, in piazza Bengasi e nelle circoscrizioni Vanchiglia, barriere Nizza e Borgo Po.

Tariffe in costante aumento. L’hit parade delle strisce blu vede al vertice Milano, dove all’interno della Cerchia dei Bastioni, a partire dalla seconda ora, il prezzo per la sosta nelle strisce blu è di ben 4,5 euro l’ora (3 euro, per la prima), di poco inferiore a quello praticato da molti autosili e garage. Seguono, in questa classifica, Torino e Napoli con 2,5 euro l’ora per il parcheggio nelle strisce blu della Ztl centrale (nella città campana, gli euro richiesti sono 2 per la prima ora); chiude la graduatoria Roma, con 1,2 euro l’ora, sempre all’interno della Ztl. La convenienza della Capitale è però destinata ad avere vita breve, visto che la sindaca Raggi ha già annunciato l’intenzione di portare la spesa oraria, sia per le zone centrali sia per quelle semi-centrali, a 3 euro l’ora.

Quattroruote ha poi preso in esame i costi di un campione di dieci garage, autorimesse e autosili delle zone centrali o semicentrali delle quattro città, rilevandone le tariffe orarie e mensili per una vettura media (Alfa Romeo Giulietta o Volkswagen Golf).

Per quanto riguarda il costo per un’ora di sosta, le strutture più care sono risultate quelle di Roma, con una richiesta anche di 7 euro, contro i 5 di Milano, i 4 di Napoli e i 3,5 di Torino. L’hit parade del caro sosta mensile vede al vertice sempre la Capitale, con una richiesta media, per le dieci strutture esaminate, di ben 483 euro, contro i 253 di Milano, i 201 di Napoli e i 166 di Torino. Da record il costo mensile di una struttura nel cuore di Roma, vicina a Montecitorio: ben 854 euro al mese. Non mancano, però, altri operatori che chiedono più di 500-600 euro, contro le punte di 350 a Milano e Napoli e di 300 a Torino.

Ecco come sarà il car sharing del futuro: la visione della smart


Con smart vision EQ fortwo il marchio smart presenta una nuova visione della mobilità urbana e di un trasporto pubblico locale personalizzato, altamente flessibile e dalla massima efficienza. Questa nuova, sorprendente concept a guida autonoma va a prendere i passeggeri direttamente nel luogo richiesto. L'utilizzatore capisce che si tratta della propria vettura grazie a possibilità di personalizzazione innovative: con la griglia Black Panel del frontale e le ampie superfici di proiezione laterali, smart vision EQ fortwo offre un livello di ‘tailor made’ della vettura mai vista prima d'ora nel car sharing. Tolto l’impegno della guida, i passeggeri possono rilassarsi nello spazioso abitacolo. Questa show car è la prima vettura del Gruppo Daimler a rinunciare coerentemente a volante e pedali.

Con smart vision EQ l'auto torna al centro del ‘villaggio’: smart prima elettrica, prima in sharing, si prepara ad essere anche la prima vera auto a guida autonoma. smart vision EQ fortwo collega, infatti, in rete i singoli ambiti di competenza della strategia aziendale CASE in modo ideale, al fine di offrire agli utenti in città una mobilità intuitiva e personalizzata al massimo. La sigla CASE identifica i quattro elementi chiave della mobilità del futuro: collegamento in rete (Connected), guida autonoma (Autonomous), utilizzo flessibile (Shared & Services) e trazioni elettriche (Electric).

Con smart vision EQ fortwo presenta al Salone di Francoforte un inedito studio del nuovo brand di prodotti e tecnologie EQ. Entro il 2022 Mercedes-Benz Cars ha pianificato la produzione di oltre dieci nuove auto elettriche, dalla piccola smart fino ai grandi SUV. smart, pioniere della mobilità elettrica già dal 2007, è oggi l’unico costruttore al mondo ad offrire sull’intera gamma anche la scelta 100% elettrica.

“smart vision EQ fortwo è la nostra visione della mobilità urbana del futuro e rappresenta il prototipo per il car sharing più radicale in assoluto: completamente autonomo, estremamente comunicativo, simpatico, ampiamente personalizzabile e naturalmente elettrico”, ha dichiarato Annette Winkler, responsabile mondo di smart. “Con la smart vision EQ fortwo diamo un volto agli argomenti che Mercedes-Benz Cars utilizza nella strategia CASE per descrivere come si immagina la mobilità futura».

smart vision EQ fortwo offre una nuova visione del car sharing. Visto che il passaggio futuro dall'’urban traffic’ al ‘city flow’ comporterà benefici non solo per gli utenti, ma per l'intera comunità, anche le città e i Comuni rappresentano un target delle future soluzioni di car sharing di smart. Già oggi, in qualche angolo del mondo, ogni 1,4 secondi viene noleggiata una vettura car2go. Attualmente car2go conta oltre 2,6 milioni di clienti nel mondo: una tendenza in continua crescita. I più recenti studi prevedono che entro il 2025 la quota di utenti del car sharing nel mondo quintuplicherà, toccando i 36,7 milioni. car2go è molto apprezzato anche per il fatto che, grazie al principio del free-floating, il car sharing diventa spontaneo e flessibile: infatti, l'auto non deve essere ritirata né restituita in stazioni fisse, bensì può essere presa a noleggio e riconsegnata ovunque nel territorio coperto dal servizio.

Autonomous: il prototipo smart vision EQ fortwo dimostra quanto in futuro la guida autonoma possa rendere il car sharing ancora più comodo, semplice ed economicamente conveniente. Grazie all'intelligenza collettiva e alla guida autonoma, smart vision EQ fortwo inaugura una nuova era del car sharing: gli utenti non devono cercare la prima auto che si libera, poiché sarà questa a trovarli e ad andare a prenderli direttamente nel luogo desiderato. Grazie all'intelligenza collettiva e alla conseguente previsione dei bisogni, l'auto sarà probabilmente nelle immediate vicinanze. Si omette così il tragitto verso l'auto da noleggiare. I veicoli collegati tra loro sono sempre in movimento. Il rendimento aumenta, mentre il volume del traffico e le superfici destinate ai parcheggi nelle aree urbane diminuiscono.

Connected: smart vision EQ fortwo viene chiamata mediante un dispositivo mobile. L'utilizzatore capisce che si tratta della “sua” vettura grazie a possibilità di personalizzazione innovative, offerte dal Black Panel del frontale (formato: 44 pollici/105 x 40 cm) e dalle ampie superfici di proiezione laterali. I display a LED al posto dei fari mostrano sia una grafica classica (da sportiva a neutra) sia forme simili a occhi, attraverso le quali la vettura può comunicare a un livello più umano. Anche le luci posteriori, accanto alla rappresentazione classica, possono fornire informazioni dettagliate, come avvertenze o comunicazioni relative al traffico. La griglia frontale serve, da un lato, alla personalizzazione, dall'altro alla comunicazione con l'ambiente circostante (ad esempio fornendo informazioni ai passanti mentre attraversano la strada). Le porte della show car sono rivestite da una pellicola commutabile: quando l'auto è occupata vi si possono visualizzare informazioni su eventi locali, meteo, news oppure l'ora. Dalla griglia Black Panel si può apprendere se la vettura è occupata da una o due persone.

Chi lo desidera può inoltre mettersi in contatto con utenti interessati attraverso la funzione «sharing 1+1», che suggerisce possibili compagni di viaggio sulla base del loro profilo impostato e delle destinazioni richieste e che possono poi essere accettati o rifiutati. Quando si viaggia in due vengono visualizzati sull'ampio display dell'abitacolo interessi comuni, come gli ultimi concerti ai quali i viaggiatori hanno assistito oppure gli sport praticati. In questo modo il tempo libero che si recupera grazie alla guida autonoma può essere impiegato per lo scambio e l'interazione.

Electric: smart vision EQ fortwo dispone di un accumulatore agli ioni di litio con capacità di 30 kWh. Quando non è in uso, raggiunge autonomamente una stazione di ricarica per fare rifornimento di energia. In alternativa le auto possono collegarsi mediante induzione alla rete elettrica, cedere corrente e alleggerire la rete fungendo da “batterie collettive”. smart svolge così un ruolo importante nell'organizzazione della rivoluzione energetica.

Assicurazioni nel mondo - Tailandia

di Nicola  Odinzov

Dopo il colpo di stato del 2014, la crescita della Tailandia ha subito un brusco rallentamento, soprattutto a causa della debole economia, ed il calo delle vendite automobilistiche ha portato con sé anche uno stallo nella crescita dei premi assicurativi. Nel 2015, con lo stabilizzarsi della situazione politica, il paese ha cominciato a riprendersi.

L’anno seguente, il volume totale dei premi assicurativi era già cresciuto del 9 per cento. Seconda solo a Singapore, a poco più del 5 per cento, la penetrazione delle assicurazioni in Tailandia è piuttosto bassa ma buona rispetto ad altri paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Tutti concordano sul fatto vi sia notevole spazio per crescere, poiché la penetrazione è ancora al di sotto dei tassi riscontrati nelle economie avanzate. Hong Kong e Giappone, per esempio, sono entrambi superiori al 10 per cento.

L'agenzia di rating Fitch ha previsto che l'invecchiamento della popolazione tailandese ed una maggior domanda di protezione sosterranno la crescita dei prodotti assicurativi, soprattutto quelli legati alla protezione della ricchezza, il cui aumento ha prodotto una diversificazione dei canali assicurativi tradizionali, dando origine a nuovi metodi di distribuzione in forte diffusione come la bancassicurazione.

Il settore assicurativo tailandese è regolato dall’Office of Insurance Commission, che opera sotto la supervisione del Ministero delle Finanze. Agli assicuratori non autorizzati è vietato svolgere attività all'interno del paese, ma la legge non impedisce l’acquisto di polizze da società estere per coprire rischi interni. Le polizze godono della protezione da parte del General Insurance Fund e del Life Insurance Fund, ma il risarcimento è limitato a soli 30.100 USD per polizza.

Nel 2015 sono state apportate importanti modifiche al Life and Non-Life Insurance Acts del 1992. Con i nuovi emendamenti, è ora possibile alle società di assicurazione raccogliere fondi emettendo titoli di debito ed utilizzare il denaro di polizze non rivendicato da oltre 10 anni.

Significative le modifiche che hanno permesso a società straniere di possedere fino al 25 per cento del capitale di un'impresa di assicurazione tailandese, con facoltà del ministro delle finanze di innalzare tale limite fino al 49 per cento, anche allo scopo di fronteggiare situazioni di difficoltà finanziaria nelle quali una compagnia locale può venire a trovarsi.

L'adesione della Tailandia all’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico è stato un passo importante per lo sviluppo del settore assicurativo ma, ad eccezione della Birmania dove la proprietà straniera di una compagnia di assicurazioni non è consentita, il limite del 49% rimane ancora il più basso tra quelli dei paesi membri. Swiss Re rileva inoltre che, mentre la maggior parte dei paesi sono molto più aperti, la Tailandia ha un divieto di fatto all'emissione di nuove licenze di assicurazione.
La Thai Life Assurance Association ha dichiarato che principale impedimento alla crescita è l'elevato indebitamento delle famiglie. Saranno necessarie ulteriori correzioni normative e liberalizzazioni per rilanciare il mercato, mentre l'utilizzo di nuovi sistemi e piattaforme tecnologiche aiuterà le compagnie a ridurre i costi operativi.

A questo proposito, sono state segnalate alcune novità come il Viriyah Smart Claim, sviluppato dalla compagnia Viriyah, che utilizza dispositivi mobili e Google Maps in modo da semplificare le indagini sugli incidenti stradali, mettendo a punto anche un programma di riparazione dei piccoli danni entro le 24 ore dalla collisione.

Il mercato assicurativo thai del 2016 ha avuto un reddito da premi del settore vita pari a circa 16 milioni di dollari USA, mentre quello del settore danni è stato di circa 6 milioni. La Thai Life Assurance Association ha previsto che nel 2017 il reddito da premi nel settore vita crescerà almeno del 6 per cento portandosi a 17 milioni di dollari. Una delle ragioni della prevista crescita è che l'attuale basso tasso di interesse sta spingendo le compagnie di assicurazione a spostarsi più su prodotti collegati agli investimenti che ad uno specifico target di clienti. Il presidente dell'associazione, Nusara Banyatpiyaphod, ha dichiarato che molte compagnie assicurative, per affrontare le circostanze economiche, si stanno concentrando su piani di pagamento rateizzati, in quanto alcuni clienti possono non essere in grado di pagare un unico premio, aggiungendo che la tecnologia digitale giocherà un ruolo importante nel settore. Per tanto, i nuovi prodotti dovranno essere più semplici ed avere un’immediata comprensione che ne consenta l’acquisto tramite i canali digitali.

Nonostante i miglioramenti normativi, l'agenzia di rating Standard & Poor sottolinea che in futuro i deboli e obsoleti modelli di catastrofe degli assicuratori tailandesi potrebbero esporre gli stessi a rischi considerevoli e causare gravi perdite. L’agenzia afferma inoltre che la concorrenza eccessiva e la battaglia per le quote di mercato, portando a compromessi nella gestione dei rischi, espongono ulteriormente il settore a perdite.

Anche la Tailandia obbliga ad avere un’assicurazione auto per danni, ma non è il conducente ad essere assicurato, bensì il veicolo. La CTPL o Comprehensive Third-Party Liability, assicurazione obbligatoria per guidare in Tailandia, si ottiene insieme alla registrazione dell'auto con un pagamento annuale e funge da copertura per le persone coinvolte in un incidente. Le tariffe della CTPL variano da 20 a 30 dollari USA, ma questa piccola somma consente al governo di garantire solo una copertura base. Così sono le compagnie di assicurazione ad offrire polizze di copertura volontaria più complete, a seconda del premio pagato.

Oggi in Thailandia circolano più di 37 milioni di veicoli e il tasso d’incidenti è altissimo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le strade del paese tra le più pericolose al mondo, seconde solo a quelle libiche. Ogni anno sulle strade tailandesi perdono la vita circa 24.000 persone, il 73 per cento delle quali a bordo di mezzi a due ruote. La Tailandia ha delle belle strade, spiega Ratana Winther, direttore dell’Asia Injury Prevention Foundation Thailand, ma spesso chi guida tende ad andare troppo veloce, quindi il killer numero uno sulla strada è la velocità. Ulteriore problema è il diffuso mancato rispetto della legge, soprattutto quando si ha la consapevolezza di non venire condannati se si commette un’infrazione. Negli ultimi anni diversi casi hanno visto il coinvolgimento in gravi incidenti stradali di rampolli appartenenti a ricche ed influenti famiglie tailandesi che nonostante la colpa ne sono usciti senza alcuna conseguenza. Nel 2012 il nipote di Chaleo Yoovidhya, l'uomo che ha fatto fortuna con la bevanda Red Bull, investì un poliziotto uccidendolo mentre correva a bordo della sua Ferrari. Altro caso quello di una ragazza di 16 anni, appartenente ad una nota famiglia tailandese, che alla guida di un’auto priva di patente uccise nove persone a bordo di un pulmino. In ambedue i casi le condanne furono lievi o quasi nulle.

In conclusione, Il 2017 per il mercato assicurativo tailandese sarà un anno di transizione. La crescita sostenibile e l’aumento dei redditi continueranno ad incrementare la domanda di prodotti assicurativi, mentre il progresso nella tecnologia digitale aumenterà le aspettative dei clienti per prodotti assicurativi sempre più innovativi. Va tuttavia sottolineato che, i fattori preoccupanti sopra evidenziati potrebbero compromettere l'economia e così il mercato assicurativo del paese.

Assicurazioni nel mondo - Gran Bretagna

di Nicola  Odinzov
“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.” A quanto pare gli inglesi votando l’uscita del paese dall’Unione Europea hanno preso alla lettera le parole di Sir Winston Churchill. La decisione della Gran Bretagna avrà sicuramente un impatto importante sul settore assicurativo, e non solo per le organizzazioni con sede nel Regno Unito.

Attraverso l'UE, gli assicuratori britannici hanno attualmente accesso ad un mercato da 500 milioni di persone ed una notevole quantità di polizze di assicurazione e riassicurazione è distribuita e sottoscritta attraverso il Regno Unito. John Nelson, presidente dei Lloyd's di Londra, ha sottolineato che l'adesione all'UE aveva portato tre vantaggi per l'industria assicurativa britannica: diritti di passaporto; accordi bilaterali negoziati dall'UE con i paesi terzi ed infine l’80 per cento del capitale impiegato dai Lloyd's proviene dall'estero ed è in parte attratto proprio dall'accesso al mercato unico.

Grande impatto avrà la Brexit sulla forza lavoro, costringendo le aziende rivedere le proprie strategie in un'epoca nella quale i modelli di business sono in rapida evoluzione, in particolare riguardo la sfida digitale. Alcune società opteranno per spostare la sede in paesi UE, altre rimarranno.

Molti lavoratori, attratti nel paese soprattutto dalla natura cosmopolita di Londra, sono preoccupati per il proprio posto di lavoro a causa della potenziale crisi economica e della possibilità che le imprese con sede nel Regno Unito spostino la propria attività altrove. Per queste ultime, il trasferimento di personale o la creazione di centri operativi completamente nuovi al di fuori del Regno Unito potrebbero essere un'impresa complicata, dovendo tener conto di molti fattori e delle prospettive economiche a lungo termine del paese scelto. In realtà, lo status di Londra come primo centro finanziario è probabile rimanga intatto. Londra è la prima classificata nell'indice Global Financial Centers, gode di un'infrastruttura completa e globale, una lingua internazionale ed una concentrazione di competenze.

Nel Regno Unito l'industria automobilistica impiega direttamente circa 160.000 persone nella produzione e altre 799.000 in tutto il settore. Sono più di 30 produttori di automobili con oltre 70 modelli di veicoli prodotti e, secondo una recente indagine, il risultato del referendum è andato contro tre quarti delle imprese del settore. Mike Hawes, direttore generale della Society of Motor Manufacturers and Traders, ha affermato che se i cittadini britannici hanno scelto un nuovo futuro fuori dall'Europa il governo deve mantenere la stabilità economica e assicurare un accordo con l'UE a tutela degli interessi della produzione automobilistica del Regno Unito. La Toyota, con stabilimenti a Burnaston, Derbyshire e Deeside, in una lettera ai suoi dipendenti ha dichiarato che l’uscita del Regno Unito dalla UE rende improbabile il mantenimento degli attuali accordi commerciali. Ciò significherà pagare dazi su automobili, parti e ricambi. Ian Robertson, direttore vendite e marketing di BMW ha detto che BMW non ha alcun piano B e non esiste un problema immediato. Il Regno Unito è il loro quarto mercato in ordine di grandezza, ma la Brexit potrebbe avere un impatto sui futuri piani d'investimento.

La Society of Motor Manufacturers and Traders ha calcolato che il costo finale di un’automobile in Gran Bretagna aumenterà almeno di 1500 sterline, ma secondo il Royal Automobile Club ci sono poche prove che suggeriscano che la decisione di lasciare l'UE renderebbe più costoso l'acquisto di un'auto. Il Regno Unito è uno dei mercati automobilistici più importanti d'Europa, per cui i costruttori vorranno rimanere competitivi. Tuttavia, rinegoziare le tariffe commerciali tra Regno Unito e UE potrebbe rendere più economico l’acquisto di auto all'estero e portare ad un ritorno delle importazioni "grigie" non ufficiali provenienti dall'Europa.

Il ritiro definitivo della Gran Bretagna dall'UE è ancora a due anni di distanza, ed i termini non sono ancora stati negoziati, ma il primo ministro Theresa May ha dichiarato che il governo non rimarrà nel mercato unico, altrimenti significherebbe non lasciare l'UE. Questo ha portato gli assicuratori principali a costituire società controllate con sede in paesi UE per poter continuare ad operare. Il gigante dell’assicurazione auto Admiral e Royal London, la più grande società di assicurazioni vita del Regno Unito sembrano interessate a stabilire una base in Irlanda mentre American International Group ha annunciato che stabilirà una compagnia di assicurazioni a Lussemburgo e Markel Corporation ha scelto di costituire una società di assicurazioni in Germania.

La Gran Bretagna non ha mai aderito alla Convenzione di Schengen, quindi i controlli esistenti rimarranno. Una volta all'interno dell'UE, gli automobilisti britannici potranno comunque viaggiare liberamente, con i costi sanitari coperti dall'attuale European Health Insurance Card, ma la durata del soggiorno potrebbe essere limitata. Il RAC ha inoltre avvertito che i nuovi accordi commerciali post-Brexit significheranno quasi certamente un più stretto controllo doganale e tempi più lunghi per l’ingresso o l’uscita dal Regno Unito.

La direttiva Europea sull'assicurazione auto, che garantisce agli automobilisti europei la copertura in tutta Europa, non potrà più essere applicata, aumentando potenzialmente i costi di una polizza che permetta ai cittadini britannici di guidare all'estero.

Nonostante le statistiche confermino il maggior numero degli incidenti auto causati da giovani uomini rispetto alle donne della stessa fascia d’età, nel dicembre 2012 il governo britannico dovette adeguarsi alla direttiva sui diritti dell'uomo che, stabilendo l’uguaglianza tra sessi, impedì agli assicuratori britannici di differenziare i rischi assicurativi per le polizze auto a seconda che queste fossero stipulate da uomini o da donne. Con l’uscita della Gran Bretagna dall’UE questo potrebbe cambiare e compagnie come la Foxy Lady Insurance, riservata ai membri del FOXY Lady Drivers Club che possono legittimamente essere solo donne, potrebbero trarne vantaggio.
I negoziati, ma sarebbe meglio dire il braccio di ferro, tra Gran Bretagna ed UE saranno lunghi e complicati e ad oggi non è possibile fare previsioni. È difficile stimare quale sarà l'impatto economico e strutturale a lungo termine della Brexit, soprattutto perché la natura dei futuri rapporti tra Regno Unito e UE non è ancora chiara.

RcAuto, prezzi in discesa

di Roberto Bagnoli

Continuano a scendere i prezzi dell’assicurazione obbligatoria di rc auto, che negli ultimi anni sono diminuiti del 21%. Rispetto ai precedenti mesi, però, il calo mostra un progressivo rallentamento. Sono le indicazioni che emergono dalla rilevazione dell’Ania sul premio medio dei contratti rinnovati nel mese di giugno 2017. I premi oggetto di questa statistica sono in prevalenza quelli riportati nella comunicazione scritta che l’impresa invia all’assicurato almeno trenta giorni prima della scadenza annua della polizza. All’indagine campionaria ha partecipato la stragrande maggioranza del mercato: le compagnie coinvolte, infatti, detengono circa l’85% della raccolta.

Oltre al totale dei premi, l’indagine Ania ha riguardato le tre principali tipologie di veicoli (autovetture, motocicli e ciclomotori). La statistica si riferisce alla sola garanzia rc auto, e sono quindi escluse le flotte auto assicurate con libro matricola e le polizze temporanee. I premi analizzati non includono le imposte e il contributo al Servizio sanitario nazionale.

La rilevazione di giugno comprende oltre 2,7 milioni di contratti per un incasso pari a oltre 935 milioni di euro: il 71,8% si riferivano ad autovetture, il 9,4% a motocicli e il 3,7% a ciclomotori. L’analisi prende in considerazione soltanto le polizze che giungono al rinnovo nei portafogli delle imprese di cui si conosce il premio pagato nell’annualità precedente. Sono quindi esclusi i nuovi contratti assunti nel mese che, almeno in parte, sono relativi ad assicurati che cambiano compagnia per ottenere un premio più vantaggioso, e ottengono quindi una riduzione mediamente più elevata di quella che si può ottenere non cambiando impresa. Il premio fornito dalle imprese, inoltre, non tiene conto di variazioni contrattuali o ulteriori sconti rispetto all’anno passato, che gli assicurati ottengono al momento dell’effettivo pagamento del premio. Per questa ragione, sottolinea l’Ania, le variazioni medie di premio riportate nella statistica sono inferiori a quelle che effettivamente si rilevano per tutti gli assicurati.

Peri il totale dei contratti, tra giugno 2016 e giugno 2017 il premio medio prima delle tasse per le polizze rinnovate relative al totale dei veicoli è diminuito da 355 a 344 euro, il 3,1% in meno: il calo è stato del 3,6% per le autovetture (premio medio 355 euro), dell’1,5% per i motocicli (240 euro) e infine dello 0,4% per i ciclomotori (148 euro).

Anche nel 2017 è proseguita quindi, sia pure in misura inferiore rispetto agli anni precedenti, la flessione dei premi medi rc auto cominciata alla fine del 2012.  Da quando è stata avviata la rilevazione, il premio medio per il totale dei veicoli si è ridotto di 91 euro in valori assoluti e del
21% dal giugno 2012 al 2017, con un tasso di riduzione che negli ultimi trimestri mostra tuttavia un progressivo rallentamento. Per stimare l’effetto complessivo sulla spesa degli assicurati, si è tenuto conto che le imposte (15,7%) e il contributo al Servizio Sanitario Nazionale (10,5%) nel 2017 incidono mediamente per il 26,2% del premio prima delle tasse, sostanzialmente in linea con il 2016. Dal giugno 2016 allo stesso mese dell’anno in corso, il premio medio rc auto dopo le tasse è sceso quindi da circa 448 a 434 euro. Le polizze rc auto sono circa 40 milioni: se si applicasse all’intero portafoglio, il calo di 14 euro a veicolo determinerebbe una riduzione dei premi pagati (inclusivi delle imposte) di oltre mezzo miliardo di euro.

I risultati dell’analisi Ania vengono in parte confermati anche dalla rilevazione che mensilmente viene effettuata dall’Istat.  Dopo tre anni consecutivi in cui il tasso tendenziale è sempre risultato in diminuzione, a settembre 2016 la rilevazione mensile dell’Istituto centrale di statistica ha segnato un’inversione di tendenza: negli ultimi tre trimestri la variazione è risultata in lieve ma progressivo aumento (a giugno 2017 era pari a +1,8%). “L’indice dei prezzi rc auto rilevato dall’Istat”, spiega però l’Ania, “si basa unicamente sui prezzi massimi di riferimento, i cosiddetti prezzi di listino, che non corrispondono ai prezzi effettivamente pagati per l’acquisto o il rinnovo della polizza. La variazione dell’indice, tuttavia, è un utile indicatore per attestare come si muovono le tariffe teoricamente praticate”.


www.iomiassicuro.it










Pneumatici ricostruiti: impatto da 1,9 miliardi di euro sul PIL europeo

Nell’Unione Europea il settore dei pneumatici ricostruiti genera un impatto occupazionale complessivo di 32.000 posti di lavoro (di cui 19.000 nei cinque maggiori Paesi dell’UE, ovvero Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) e contribuisce al prodotto interno lordo dell’UE con 1,9 miliardi di euro. Questi dati, riferiti all’anno 2015, emergono da uno studio della società di consulenza internazionale EY sull’impatto socio-economico del settore dei pneumatici ricostruiti in Europa, e sono resi noti nel nostro Paese da Airp, l’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici.

Lo studio di EY mette in evidenza come il settore dei pneumatici ricostruiti costituisca una grande risorsa per l’economia europea e coinvolga direttamente e indirettamente decine di migliaia di aziende tra ricostruttori, rivenditori e consumatori (su tutti le società di autotrasporto). Un altro aspetto che emerge con forza dallo studio è il grande contributo offerto dal settore della ricostruzione di pneumatici alla sostenibilità ambientale. Rispetto alla produzione di un pneumatico nuovo a basso costo, cioè non in grado di andare oltre il suo primario ciclo di vita e quindi non ricostruibile, il processo di ricostruzione consente di far risparmiare il 70% delle materie prime e di limitare le emissioni in atmosfera di CO2 e di particolato rispettivamente del 24 e del 21%.

Tuttavia, riporta lo studio di EY, nonostante il ruolo strategico della ricostruzione per lo sviluppo sostenibile, negli ultimi anni il mercato europeo del ricostruito ha fatto registrare una notevole contrazione. Nei cinque maggiori Paesi dell’UE la quota di utilizzo di pneumatici ricostruiti sul totale del mercato dei pneumatici di ricambio per autocarro è passata infatti dal 37% del 2010 al 30% del 2015. Tale fenomeno è dovuto alla concomitanza di diversi fattori, dalle difficoltà del settore dell’autotrasporto negli anni della crisi alla crescente concorrenza sul mercato di pneumatici nuovi a basso costo, ma di qualità tale da non poter essere sottoposti a ricostruzione. Inoltre, sempre nei cinque maggiori Paesi dell’UE, sono stati 3.200 i posti di lavoro persi tra il 2010 e il 2015 nel settore del ricostruito: una tendenza negativa che potrebbe anche continuare qualora l’attuale situazione di mercato non fornisse segnali di rafforzamento.

Qualora ciò si verificasse, l’Unione Europea vedrebbe indebolirsi una risorsa importante per contribuire al contenimento dei costi del trasporto di merci e soprattutto perderebbe una battaglia nella campagna per la difesa dell’ambiente. Airp è impegnata a valorizzare anche nella comunicazione le valenze positive della ricostruzione di pneumatici ma occorre che anche il Palazzo faccia la sua parte, considerando anche che nelle flotte pubbliche la legge stabilisce che la quota del 20% dei pneumatici di ricambio sia costituita da pneumatici ricostruiti.
 

Da oggi su Google Maps i viaggi in carpooling condivisi su BlaBlaCar

Google insieme a BlaBlaCar conferma la sua volontà di proporre agli utenti le soluzioni di mobilità più comuni per viaggiare da un punto A a un punto B. Ora i viaggi in carpooling condivisi su BlaBlaCar sono integrati tra le modalità di trasporto consigliate dall’app Google Maps.

Insieme per rendere la mobilità sempre più facile
Dopo l’auto, i percorsi a piedi, la bicicletta e il treno, è il carpooling a fare il suo ingresso su Google Maps: da oggi i viaggi condivisi sulla piattaforma BlaBlaCar sono integrati tra le modalità di trasporto consigliate dal servizio di cartografia di Google.
D’ora in poi, gli utenti che cercheranno un percorso su Google Maps vedranno l’opzione carpooling tra le modalità di trasporto consigliate su Google Maps. Gli utenti interessati a effettuare un viaggio in carpooling che già dispongano dell’app di BlaBlaCar sul proprio smartphone saranno reindirizzati su BlaBlaCar direttamente ai risultati corrispondenti al percorso cercato; gli altri saranno rendirizzati automaticamente sull’App Store o su Google Play.

Il carpooling: una soluzione di mobilità per tutti
L’integrazione del carpooling in Google Maps è segno della popolarità raggiunta da questa modalità di viaggio che è diventata, in meno di 10 anni, una nuova soluzione per gli spostamenti interurbani. La popolarità del carpooling è tale che solo in Italia per le partenze di inizio agosto sono stati offerti sulla piattaforma oltre 260.000 posti per tutte le destinazioni di vacanza.

Una collaborazione globale
La collaborazione tra Google e BlaBlaCar è globale e sarà gradualmente estesa ai 22 Paesi in cui BlaBlaCar è presente. Philippe Cayrol, Head of Partnerships di BlaBlaCar, spiega: «La collaborazione con Google è una splendida notizia per tutti gli utenti che da Google Maps ora potranno avere accesso alle offerte di carpooling di BlaBlaCar e potranno così scoprire o ritrovare una soluzione di viaggio economica e conviviale. Siamo convinti che il trasporto del futuro sarà multimodale e integrato, e che proporre insieme su Google Maps le opzioni treno, mezzi pubblici e carpooling sia un passo in avanti in questa direzione.»
Gino Mattiuzzo, Partnership Manager di Google, aggiunge: «Vogliamo suggerire ai nostri utenti le migliori soluzioni di trasporto per ogni viaggio. Con la rapida espansione del carpooling, mostrare le offerte di passaggio disponibili su BlaBlaCar contribuirà ad ampliare la scelta dei mezzi di trasporto a disposizione di chi viaggia. E semplificherà il processo per gli utenti che vorranno prenotare il loro posto in auto direttamente dall’app di BlaBlaCar.»


Whoosnap partner di Octo Telematics per fornire foto assicurative attraverso la nuova app Insoore


Octo Telematics, provider globale nella fornitura di servizi telematici per il settore delle assicurazioni auto, ha annunciato oggi la partnership con Whoosnap, la piattaforma di fotografie on demand crowdsourced dedicata ai media e alle imprese.

Whoosnap ha sviluppato un'applicazione specifica per le assicurazioni, Insoore, disponibile su dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer, che fornisce all'industria assicurativa fotografie on demand realizzate da una comunità di fotografi amatoriali. Gli assicuratori avranno quindi accesso a immagini di veicoli e incidenti con costi ridotti e processi di gestione dei sinistri semplificati.

Durante la stipula o il rinnovo di una polizza assicurativa auto, gli assicuratori potranno accedere a Insoore per richiedere le immagini del veicolo in oggetto. Un fotografo certificato, parte della comunità, acquisirà le foto e le caricherà sulla piattaforma. Gli assicuratori potranno quindi acquistare le immagini a prezzi più convenienti rispetto alle tariffe applicate per foto professionali. Lo stesso processo potrà avvenire in caso di reclamo, in quanto gli assicuratori potranno richiedere prove dei danni del veicolo tramite immagini capaci di far valutare l'incidente avvenuto. La facile accessibilità alla app e alla piattaforma web-based consente che le foto siano caricate e utilizzate istantaneamente. L'autenticità delle stesse è garantita attraverso un sistema di certificazione.

Enrico Scianaro, CEO di Whoosnap, ha dichiarato: "Abbiamo creato Whoosnap per dare a brand e testate giornalistiche l'accesso on demand a news e foto di eventi straordinari, offrendo contemporaneamente a fotografi dilettanti la possibilità di guadagnare denaro dai loro scatti. Le compagnie assicurative possono utilizzare Insoore, per ridurre i costi e basarsi su prove fotografiche immediatamente disponibili e di qualità, sopratutto nelle pratiche di gestione dei claims. Questo strumento rappresenta un chiaro aiuto all'abbattimento dei costi e un utile ausilio al rafforzamento della collaborazione tra gli assicuratori e i loro clienti ".

Whoosnap, con Insoore, è il primo partner ad aderire alla nuova piattaforma IoT Next Generation Platform (NGP) di Octo. sviluppata con il supporto di Salesforce, Software AG, SAS, SAP, nonché grazie a società di consulenza come Deloitte e Capgemini, creando un ecosistema di aziende direttamente connesse agli assicuratori. Oltre ai servizi telematici di base forniti da Octo, le aziende che accedono alla piattaforma, potranno beneficiare di una gamma di prodotti e servizi offerti da terze parti. Queste offerte sono progettate per migliorare l'esperienza assicurativa e UBI (Usage Based Insurance) per i consumatori e gli assicuratori. NGP fornisce anche analisi e integrazione di dati derivanti dal crescente numero di auto connesse.

Jonathan Hewett, Chief Marketing Officer di Octo Telematics ha dichiarato: “Lo scenario del mondo assicurativo è stato cambiato dalla tecnologia e gli automobilisti cercano di avere pieno accesso a una gamma di prodotti con il solo tocco di un bottone. L'ecosistema insurtech dell'NGP è stato progettato per supportare aziende di qualsiasi dimensione, da brand riconoscibili come lo sono i nostri partner Software AG, SAP e SAS, fino ai piccoli innovatori. Dare il benvenuto in NGP a piccole ma eccitanti imprese come Whoosnap è a beneficio non solo di Whoosnap e della sua app Insoore, che guadagna un'esposizione molto più ampia e un maggiore accesso a nuovi clienti, ma anche all'intero ecosistema, continuando a sviluppare la nostra offerta olistica”.

Assicurazioni nel mondo - Australia

di Nicola Odinzov

Con i suoi 7.7 milioni di chilometri quadrati, gran parte di natura selvaggia, e 24,6 milioni di abitanti, il 60 per cento dei quali vive nelle moderne città principali, l’Australia è uno dei pochi continenti a non aver risentito della crisi globale e proseguito un trend positivo che oramai dura da ventisei anni. I dati forniti dall’Australian Bureau of Statistics mostrano nel 2016 un incremento del PIL pari al 2,6 per cento.

L'economia australiana gode di ottima salute, tanto dal vedersi riconosciuta la tripla A dalle principali agenzie di rating internazionali. Basso tasso di disoccupazione (5,7%), inflazione sotto controllo (1,5%), elevato volume degli investimenti stranieri ed esportazioni inportanti (prodotti energetici, minerali, metalli preziosi e prodotti agricoli), soprattutto verso Cina, Giappone e Corea del Sud, sono i punti di forza dell’economia australiana. A ciò si aggiungono gli efficaci programmi innovativi attuati dal Governo liberale di Turnbull per ridurre la pressione fiscale sulle aziende, aumentare la produttività, rendere più efficienti i trasporti, rilanciare la cantieristica navale, stimolare l'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica.

La prima polizza vita in Australia fu venduta più di 180 anni fa dalla Asteron, poi acquisita da Alliance Assurance. Oggi nel paese sono più di 20 i fornitori del mercato assicurativo vita. Nel 2016 i profitti dell'industria assicurativa australiana sono aumentati del 18 per cento. La diminuzione di catastrofi naturali, combinata ad un risparmio sui costi, ha portato ad un profitto complessivo di oltre 4 milioni di dollari.

L’utilizzo dell’auto sul territorio australiano è prevalentemente legato agli spostamenti nelle grandi città, poiché le distanze sono tali da permettere solo agli aerei di coprirle in tempi brevi. Anche in Australia vige l’obbligo di assicurazione RC per i veicoli a motore. Esistono quattro tipi di assicurazioni auto: la Compulsory Third Party, chiamata anche Green Slip o Transport Accident Charge, obbligatoria in tutti gli Stati e territori, la quale risarcisce solo i danni fisici subiti da terzi a seguito di un incidente stradale; la Comprehensive Insurance che copre anche i danni alla proprietà di terzi ed al proprio veicolo in seguito a collisioni per colpa; la Fire and Theft Only, una forma di assicurazione che copre i danni da incendio ed il furto del veicolo; la Third Party Property Only, che fornisce la copertura danni ai veicoli ed alla proprietà altrui danneggiata dal veicolo assicurato.
Negli ultimi anni, leggi ad hoc, progresso tecnologico ed evoluzione nella richiesta dei clienti, i quali vogliono oggi un accesso veloce, costante e conveniente ai servizi tramite dispositivi mobili e tecnologia digitale, hanno raggiunto anche il settore assicurativo australiano, mettendo in campo nuovi giocatori come le insurtech.

La crescita delle Insurtech è destinata a creare grandi opportunità nel settore, ma anche ad aumentare la concorrenza costringendo le compagnie tradizionali ad innovare ed evolversi. I moderni consumatori si aspettano un'assicurazione personalizzata, che consenta loro di assicurare solo ciò che vogliono per il periodo loro necessario. L'assicurazione individuale richiederà nuove tecnologie, maggior flessibilità, nuovi sistemi, procedure semplificate e prezzi concorrenziali, requisiti molto diversi da quelli con cui operano attualmente la maggior parte delle imprese assicurative nel paese.
Per innovare e accelerare, il settore assicurativo australiano ha il vantaggio di poter rivedere e studiare le sfide già affrontate con le finthec nel settore bancario e valutare quali siano le soluzioni migliori. Come le fintech hanno scosso il tradizionale sistema bancario, le insurtech sono destinate a sconvolgere e rivoluzionare il concetto tradizionale di assicurazione. Dunque, lavorare con partner che hanno svolto un ruolo chiave nella recente evoluzione del settore bancario potrebbe essere la soluzione go-to per l'industria assicurativa, permettendo a questa di sfruttare esperienze già acquisite da altri. A tutto ciò è da aggiungere l’imminente attuazione del progetto New Payments Platform la cui operatività, prevista per la fine del 2017, porterà in Australia una modifica significativa del panorama dei pagamenti, introducendo di fatto la capacità di pagare on-line in tempo reale, fornendo anche agli assicuratori la possibilità di transazioni in tempo reale.

Greg Medcraft, presidente della Australian Securities and Investments Commission, ha sottolineato che il 2016 è stato un anno molto impegnativo per l'industria assicurativa. Riforma del Diritto assicurativo, tecnologia e social media hanno molto influenzato il settore. Ora i clienti sono più forti e preparati di quel che erano in passato, le aspettative dei consumatori stanno cambiando e la diffusione dei social permette di dare la propria opinione, condizionando in positivo o negativo la scelta di ulteriori possibili consumatori. Ancora una volta, la sfida sarà tecnologica e la vittoria andrà a coloro i quali sapranno adeguarsi in tempi brevi alle nuove richieste, fornire prodotti e servizi innovativi e trasformare i propri modelli di business.