FLESSIONE PIU’ LENTA DELLE TARIFFE RCA

di Roberto Bagnoli
Continua il calo delle tariffe rc auto, che negli ultimi cinque anni sono diminuite del 22%. Rispetto ai precedenti mesi, però, la flessione è via via minore. E’ lo scenario delineato dalla rilevazione dell’Ania sul premio medio dei contratti rinnovati nel mese di settembre 2017. I premi analizzati in questa statistica sono in prevalenza quelli riportati nella comunicazione scritta che l’impresa invia all’assicurato almeno trenta giorni prima della scadenza annua della polizza. All’indagine campionaria ha partecipato la stragrande maggioranza del mercato: le compagnie coinvolte, infatti, detengono circa l’85% della raccolta. Oltre al totale dei premi, l’indagine Ania ha riguardato le tre principali tipologie di veicoli (autovetture, motocicli e ciclomotori). La statistica si riferisce alla sola garanzia rc auto, e sono escluse le flotte auto assicurate con libro matricola e le polizze temporanee. I premi analizzati non includono le imposte e il contributo al Servizio sanitario nazionale.

La rilevazione di settembre comprende oltre 2,7 milioni di contratti, per un incasso pari a oltre 855 milioni di euro: il 76,8% erano relativi ad autovetture, il 7,8% a motocicli e il 2,7% a ciclomotori. L’analisi prende in considerazione soltanto le polizze che giungono al rinnovo nei portafogli delle imprese di cui si conosce il premio pagato nell’annualità precedente. Sono quindi esclusi i nuovi contratti assunti nel mese che, almeno in parte, si riferiscono ad assicurati che cambiano compagnia per ottenere un premio più vantaggioso, e ottengono quindi una riduzione mediamente più elevata di quella che si può ottenere non cambiando impresa. Il premio fornito dalle imprese, inoltre, non tiene conto di variazioni contrattuali o ulteriori sconti rispetto all’anno passato, che gli assicurati ottengono al momento dell’effettivo pagamento del premio. Per questa ragione, sottolinea l’Ania, le variazioni medie di premio riportate nella statistica sono inferiori a quelle che effettivamente si rilevano per tutti gli assicurati.

Peri il totale dei contratti, tra settembre 2016 e lo stesso mese del 2017 il premio medio prima delle tasse per le polizze rinnovate relative al totale dei veicoli è diminuito da 361 a 349 euro, il 3,5% in meno: il calo è stato del 3,2% per le autovetture (premio medio 353 euro), dell’1,1% per i ciclomotori (161 euro). Il premio medio relativo ai motocicli è diminuito infine dello 0,7%, attestandosi a 261 euro.

Anche nel 2017 è proseguita quindi, sia pure in misura inferiore rispetto agli anni precedenti, la flessione dei premi medi rc auto cominciata alla fine del 2012.  Dal settembre 2012 al settembre 2017, il premio medio si è ridotto del 22% (-99 euro in valori assoluti). Negli ultimi trimestri il calo mostra tuttavia un progressivo rallentamento. Per stimare l’effetto complessivo sulla spesa degli assicurati, si è tenuto conto che le imposte (15,7%) e il contributo al Servizio Sanitario Nazionale (10,5%) nel 2017 incidono mediamente per il 26,2% del premio prima delle tasse, sostanzialmente in linea con il 2016. Dal settembre 2016 allo stesso mese dell’anno in corso, il premio medio rc auto dopo le tasse è sceso da 456 a 440 euro. Le polizze rc auto sono circa 40 milioni: se si applicasse all’intero portafoglio, il calo di 14 euro a veicolo determinerebbe una riduzione dei premi pagati (imposte comprese) di oltre 600 milioni di euro.

I risultati dell’analisi Ania vengono in parte confermati anche dalla rilevazione che mensilmente viene effettuata dall’Istat.  Dopo tre anni consecutivi in cui il tasso tendenziale è sempre risultato in diminuzione, a settembre 2016 la rilevazione mensile dell’Istituto centrale di statistica ha segnato un’inversione di tendenza: negli ultimi tre trimestri la variazione è risultata in lieve ma progressivo aumento (a settembre 2017 era pari a +1,6%). “L’indice dei prezzi rc auto rilevato dall’Istat”, spiega però l’Ania, “si basa unicamente sui prezzi massimi di riferimento, i cosiddetti prezzi di listino, che non corrispondono ai prezzi effettivamente pagati per l’acquisto o il rinnovo della polizza. La variazione dell’indice, tuttavia, è un utile indicatore per attestare come si muovono le tariffe teoricamente praticate”.

www.iomiassicuro.it










Nuove proposte di Sara Assicurazioni ed ACI Global per i collezionisti di auto storiche

Al Salone Auto e Moto d’Epoca di Padova è stata presentata la nuova polizza Sara Vintage, con cui la Compagnia assicurativa ufficiale dell’ACI introduce innovativi standard nel mercato a tutto vantaggio dei possessori di auto veramente storiche.

Allo stesso salone è stata anche presentata la nuova linea di servizi ACI Global “Passione d’Epoca”, relativa al trasporto di auto e moto storiche, al presidio e supporto durante prestigiose manifestazioni sportive ed alle attività di verifica tecnica, manutenzione e restauro dei veicoli storici.


ANIA: IL RUOLO DELLE ASSICURAZIONI E IL LORO SVILUPPO IN ITALIA


Il ruolo dell’assicurazione nell’economia e lo sviluppo del settore assicurativo in Italia  L’assicurazione svolge un ruolo fondamentale nelle economie, nella duplice veste di gestore  di rischi e investitore istituzionale. Da un lato, infatti, l’assicurazione assume su di sé le  conseguenze dannose di eventi rischiosi che potrebbero mettere a repentaglio l’equilibrio  economico di famiglie e aziende, fornendo così la sicurezza indispensabile per pianificare i  risparmi e svolgere attività economiche: un’azienda assicurata può programmare le proprie  attività senza il timore che un grave sinistro ne pregiudichi la prosecuzione, così come una  famiglia assicurata si protegge contro i rischi più rilevanti e ottimizza le decisioni di consumo  e di risparmio. 

Dall’altro lato, il fatto che l’assicurazione preveda l’acquisizione dei ricavi (sotto forma dei  premi versati dagli assicurati) prima di provvedere all’erogazione dei relativi costi (sotto  forma di prestazioni corrisposte ai danneggiati e ai beneficiari) fa sì che essa disponga di  risorse  finanziarie  da  investire nell’economia,  rendendo  così le  assicurazioni  un tipico  investitore istituzionale di lungo termine (gli investimenti degli assicuratori italiani hanno  superato nel 2016 i 700 miliardi di euro). 

Le cifre del mercato assicurativo italiano attestano la rilevanza dell’industria sul piano  economico. A fine 2016, la raccolta di premi versati dai clienti ha raggiunto 143 miliardi di  euro, il 9,0% del PIL, di cui 107 miliardi nelle assicurazioni sulla vita e 36 nelle assicurazioni  contro i danni ai beni, alle persone e al patrimonio. Le somme corrisposte a favore degli  assicurati per sinistri e altre prestazioni sono state nel 2015 pari a 147 miliardi di euro. 

Delle 220 imprese di assicurazione stabilite in Italia, circa un terzo fa capo a soggetti  economici esteri, soprattutto europei, denotando il mercato italiano come un mercato  aperto.  Sul  fronte  della  distribuzione,  i  canali  sono  molteplici:  bancari  e  postali,  agenti  di  assicurazione, broker assicurativi, canali diretti, consulenti finanziari, in una tendenza verso  la multicanalità che caratterizza, con diverse modalità, tutti i mercati assicurativi europei. 

Nelle assicurazioni di protezione contro i danni ad esclusione della copertura obbligatoria  r.c. auto, tuttavia, il settore assicurativo italiano ha recuperato solo parzialmente il ritardo  che lo caratterizza rispetto ai principali Paesi europei nel 2015, il rapporto tra i premi e il PIL  era pari allo 0,9% per l’Italia, mentre era almeno il doppio in Spagna, Germania, Francia e  Regno Unito.  L’industria  assicurativa  italiana  è  caratterizzata  anche  da  una  indiscutibile  solidità:  il  patrimonio netto ammontava, a fine 2015, a 66 miliardi e il capitale detenuto effettivamente  è ampiamente superiore a quello minimo previsto dalla legge. Il nuovo regime Solvency II  entrato recentemente in vigore, ha introdotto un ulteriore rafforzamento della stabilità del  sistema, grazie a requisiti patrimoniali basati sui rischi cui le imprese sono effettivamente  esposte, miglioramento della governance e del risk management.

GLI ACCORDI SUL CLIMA RISCHIANO DI RIMANERE “PAROLE AL VENTO” UN LIBRO DI ALBERTO CLO’ SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Di Nicola Odinzov

“La questione climatica è maledettamente seria perché coinvolge tutti noi, il nostro vivere quotidiano e il nostro futuro quindi il mondo deve adoperarsi con determinazione per cercare di superare quella che è prospettata come il rischio di una fine del mondo”, queste le parole di Alberto Clô che nel suo ultimo libro “Energia e clima. L’altra faccia della medaglia” esamina il rapporto tra l’evoluzione di nuove energie ed i cambiamenti climatici che colpiscono il pianeta, affermando che la questione energetica è strettamente legata alle nuove politiche sul cambiamento climatico che devono però tener conto della situazione politico-economica mondiale.

Transizione energetica, riduzione delle emissioni di CO2 e produzione di energie alternative saranno una risposta efficace contro il global warming? Vengono passati in rassegna tutti gli accordi climatici sottoscritti dalle potenze mondiali, fino a quello di Parigi del 2015, che mostrati come l’uovo di Colombo rischiano però di rimanere parole al vento, poiché si scontrano con i costi da sostenere, i lunghi cicli di sostituzione delle fonti energetiche, le difficili sfide tecnologiche ed i tempi per pervenire ad una utopistica società zero-carbon. Sarà certamente la tecnologia a venirci in aiuto e risolvere il problema, ma non senza un profondo cambiamento del nostro sistema di valori. Se è vero che l’Accordo di Parigi costituisce un grande risultato politico-diplomatico per la lotta congiunta al surriscaldamento globale è anche vero che gli Stati firmatari non stanno facendo nulla di concreto rispetto a quel che bisognerebbe fare.

Analizzando i cicli di sostituzione delle fonti energetiche, Clô afferma che per comprendere tutti gli elementi che contribuiscono a realizzare una nuova transizione energetica, e quindi sostituire le fonti fossili con le nuove rinnovabili, è necessario analizzare e collocare storicamente le grandi transizioni energetiche del passato, considerando le molteplici cause che vi hanno contribuito. La storia non preordina il futuro ma è l’unico strumento da cui trarre insegnamenti per affrontarlo. Tema principale nel dibattito sui cambiamenti climatici non è tanto se essi si stiano o meno verificando, quanto su come, in che misura, a quale velocità e quali effetti avranno. 

Le posizioni della comunità scientifica e quindi dei vari Stati sono due: da una parte quella della mitigazione, dall’altra la strategia dell’adattamento. La prima, spiega Clô, mira ad intervenire sulle cause dei cambiamenti climatici, riducendo le emissioni di gas serra attraverso la sostituzione delle fonti fossili e la riduzione dei consumi. La seconda, è volta a prevenire o contenere i danni che dovessero derivare da emergenze climatiche attraverso la costruzione di infrastrutture più resilienti. Secondo Clô, le due strategie si devono considerare complementari e non antitetiche, poiché se da un lato la mitigazione appare più risolutiva, dall’altro è altamente costosa, mentre la strategia dell’adattamento appare, per contro, meno costosa ma anche meno conclusiva.

In sostanza, Clô spiega che, in uno scenario mondiale dove è necessario considerare le diversità dei Paesi, la possibilità di rispondere anche parzialmente alla sfida dei cambiamenti climatici poggia su tre condizioni: capacità degli Stati nell’adozione di misure per la tutela ambientale economicamente possibili; adozione di regole comuni per il commercio internazionale che non ostacolino le politiche climatiche ed impediscano comportamenti opportunistici degli Stati; istituzione di un’autorità sovranazionale che disponga del potere, se non di imporre, almeno di coordinare le politiche nazionali sollecitando gli Stati ad adottare strumenti specifici e istituti innovativi.


car2go conquista i 150.000 clienti a Roma e introduce una nuova flotta nella Capitale



La Capitale raggiunge il grande traguardo dei 150.000 clienti car2go, che hanno guidato fino ad oggi oltre 20 milioni di chilometri utilizzando il servizio. Per celebrare questo successo, che continua dopo tre anni e mezzo dal lancio a Roma, car2go introdurrà una flotta totalmente rinnovata e composta da 300 smart fortwo e 300 smart forfour di ultima generazione. I nuovi veicoli sono caratterizzati da una tecnologia telematica ancora più veloce e dal nuovo brand. L’arrivo nella flotta delle smart fortwo è già in corso, mentre le smart forfour verranno introdotte in ottobre.

Assicurazioni nel mondo - Portogallo

di NICOLA ODINZOV

I mercati finanziari portoghesi, pesantemente influenzati dall'adozione della politica monetaria della BCE e dal debito pubblico dell'area dell'euro, hanno risentito molto della crisi economica mondiale.

Tuttavia, nel maggio 2014 il Programma triennale di assistenza finanziaria sottoscritto dal Portogallo con la Banca Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione Europea si è ufficialmente concluso con una “clean exit”, ovvero senza ricorso ad ulteriori crediti di sostegno e nel 2015 la ripresa economica del paese, sostenuta dalle esportazioni e dal turismo, è apparsa consolidata, con una crescita del PIL dell’1,6 per cento.

Essenziale il ruolo assunto dall’aumento dei consumi che, pur rispecchiando una maggior disponibilità delle famiglie ed un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, sono cresciuti ben oltre il reddito disponibile, portando ad una riduzione del tasso di risparmio delle famiglie. Le stime del FMI indicano per il 2017 una diminuzione del 10,6 per cento del tasso di disoccupazione, che rimane ancora al di sopra della media dei paesi UE (soprattutto per quanto riguarda quello giovanile, che supera il 30 per cento) ma fa ben sperare nel prossimo futuro. Al governo portoghese resta il difficile ma necessario obiettivo di ridurre il deficit di bilancio e il debito pubblico, valutato nel 2016 al 130,8 per cento.

José Galamba de Oliveira, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’APS, la Associação Portuguesa de Seguradores, nella prefazione all’edizione 2016/2017 del “Panorama do Mercado Segurador” afferma che la ripresa dell'economia portoghese ha avuto un impatto positivo sulla crescita del ramo non vita, in particolare nei settori auto e salute, ma tale impatto non è stato sentito a livello di redditività a causa di due fattori che hanno portato ad una riduzione significativa dei risultati finanziari: bassi tassi di interesse e aumento dei sinistri in alcuni rami.

A ciò si aggiunga che oggi l’industria assicurativa portoghese deve affrontare grandi e difficili sfide sia economiche e legislative, come l’adeguamento alla direttiva Solvency 2, sia tecnologiche e di innovazione digitale, ed infine prendere in considerazione i cambiamenti dei consumatori e i nuovi rischi che i processi di modernizzazione comportano. In questo senso, il settore dovrà proseguire il processo di trasformazione e aggiornamento avviato negli anni precedenti, riuscendo a proporre nuove polizze, nuove coperture assicurative e un nuovo modo di fare business.

La legge portoghese stabilisce per tutti i possessori di veicoli a motore la polizza di Responsabilidade Civil Obrigatória, che fornisce la classica copertura RC. Il premio dipende da vari fattori: marca e modello dell'auto, potenza motore, data d’immatricolazione, età e storico di guida dell’assicurato, nonché tipo di lavoro e area di residenza. Le polizze auto portoghesi sono basate sul sistema Bonus Malus (Prémio Bonus Malus) con sconti che vanno dal 20 al 45 per cento per i virtuosi della guida. Alla polizza obbligatoria possono essere aggiunte polizze come la Responsabilidade Civil Facultativa Juridica a copertura di eventuali spese legali, la Seguro Contra Todos che copre praticamente tutto, la Assistência em Viagem per guasti al motore, perdita di chiavi, foratura degli pneumatici, roture dei cristalli, etc. e la Condutor Profissional, rivolta a chi ha un reddito dipendente dalla guida.

Tra il 1990 e il 2015, il numero di veicoli a motore in Portogallo è più che raddoppiato, passando dai circa 2,2 milioni del 1990 ai 5,8 milioni del 2015, ma il numero degli incidenti stradali con esito mortale è diminuito, con un calo medio annuo della mortalità del 7 per cento. La significativa riduzione del numero di vittime del traffico è dovuta soprattutto alle campagne di sensibilizzazione promosse sui media, ai piani di sicurezza stradale e alla recente revisione del codice della strada, che ha introdotto nuove regole e inasprito le sanzioni per i trasgressori. Basti pensare che fino al 2013, il tasso alcolemico consentito era di 0,5 g/litro. A seguito della revisione del codice, per neopatentati e chi per di professione conduce veicoli (ambulanze, taxi, autobus, mezzi pesanti e trasporto di merci pericolose) il limite è sceso a 0,2 g/litro. Prevenire è meglio che curare, così il 20 aprile 2017 l’Autoridade Nacional de Segurança Rodoviária ha approvato “PENSE 2020”, la nuova strategia sulla sicurezza stradale che entro il 2020 si propone di ridurre ulteriormente i decessi a seguito di incidenti ad un massimo di 41 per milione di abitanti.

Italia in prima linea sulla chiamata di emergenza eCall

A partire dal 31 marzo 2018 auto e furgoni di nuova omologazione in Europa dovranno essere dotati di eCall, il sistema che invia automaticamente una chiamata georeferenziata in caso di emergenza o incidente a una centrale che in tutta Europa risponde al numero 112.

Lo sviluppo di questo sistema, in grado di risparmiare ogni anno fino a 2.500 vite e più di 20 miliardi di euro in spesa sociale, è stato fin dagli albori anticipato dal progetto HeERO, giunto alla terza fase (I_HeERO 2015-2017), i cui risultati sono stati illustrati a Torino nell’ambito della V edizione di Smart Mobility World.

I_HeERO ha coinvolto nel nostro Paese un consorzio di 12 partner istituzionali e privati, tra cui l’Automobile Club d’Italia, tutti impegnati a implementare il modello da adottare per l’attivazione del servizio eCall nel sistema pubblico di emergenza sull’intero territorio.

“Siamo stati i primi in Europa ad approntare già nel 2013 un sistema eCall completo e funzionante su strada e non in laboratorio – ha dichiarato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani - grazie alla sinergia di tutti i partner coinvolti nel progetto e alla sperimentazione che ha visto protagonista a Varese un qualificato campione di soci ACI”.

L’obiettivo raggiunto da I_HeERO è stato quello di integrare l’operatività della centrale 112 di Varese, che per prima ha condotto la sperimentazione sul campo di eCall nel 2010, con la nuova centrale di Trento, consentendo l’interscambio dei dati con protocolli automatici e la creazione di modelli organizzativi comuni e condivisi.

I_HeERO ha inoltre anticipato la possibilità di realizzare un sistema con funzionalità estese, in cui operatori del settore possano sviluppare servizi di assistenza a valore aggiunto. “La comunicazione in tempo reale di ogni criticità segnalata tramite eCall alle centrali di infomobilità consentirebbe di ridurre del 15% i costi di congestione – afferma Sticchi Damiani – e ACI sta coordinando questa implementazione con la propria piattaforma Luceverde, oggi operativa in diverse città”.

Il prossimo step istituzionale del progetto è rappresentato dalla definizione del disciplinare tecnico operativo eCall da portare entro novembre 2017 al Tavolo tecnico della Commissione Consultiva, che dovrà dare finalmente piena operatività – d’intesa con il Ministero dell’Interno, quello dello Sviluppo Economico e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti – a questo fondamentale sistema di gestione delle emergenze stradali che contribuirà all’obiettivo europeo di dimezzare le vittime stradali entro il 2020.

In Italia una pioggia di punti sulle patenti

I numeri delle patenti in Italia, sono da record: abbiamo complessivamente 38.731.069 di patenti attive. Tra le prime dieci Regioni per presenza di patenti, è in testa la Lombardia con 6,4 milioni di patenti pari al 16,64%, seguita dal Lazio con 3,7 milioni, pari al 9,67%. Terza la Campania con 3,3 milioni, pari all'8,65%. A seguire il Veneto con 3,3 milioni di patenti, la Sicilia, con 3,1 milioni, l'Emilia Romagna con 2,9 milioni, il Piemonte con 2,8, milioni, la Toscana con 2,49, la Puglia con 2,47 e la Calabria con 1,1 milioni di patenti attive.

 I dati, aggiornati al 26 maggio sono suddivisi per Regioni e sono pubblicati sul portale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove è stato pubblicato un nuovo dataset relativo alle "Patenti di guida" che contiene l'elenco delle patenti di guida attive, cioè delle autorizzazioni amministrative alla guida di autoveicoli e motoveicoli, provenienti dall'archivio nazionale abilitati alla guida su strada gestito dalla Motorizzazione.

 Relativamente ai punti patente, sono più della metà (il 54,49%) le persone con il massimo di 30  punti, mentre si attesta al 43,% il numero di persone che hanno tra i 29 e i 20 punti patente. Intorno al 2% il dato relativo a coloro i quali si ritrovano con punti tra 19 e 10 mentre risulta infinitesimale (0,24%) il dato di quelli con un numero esiguo, ossia tra 9 e zero, di punti sulla patente.

SARAINCASA. L’UNICA ASSICURAZIONE CHE TI DICE COME SI STA IN CASA TUA.



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Il pneumatico del futuro "legge" la strada

Continental introduce due nuove concept tecnologici di pneumatici che consentiranno una sicurezza e un comfort sempre maggiori in futuro.

I due sistemi permettono il monitoraggio continuo delle condizioni del pneumatico, nonché l'adattamento delle caratteristiche del pneumatico stesso che si adatta alla situazione e alle condizioni di circolazione prevalenti. Le tecnologie, chiamate ContiSense e ContiAdapt, faranno il loro debutto ufficiale al Salone dell’automobile di Francoforte 2017 (IAA) accompagnate da uno studio sui pneumatici.

ContiSense nasce dallo sviluppo delle mescole di gomma elettroconduttrici capaci di permettere l’invio di segnali elettrici da un sensore all’interno del pneumatico fino ad un ricevitore nell’auto. I sensori di gomma monitorano continuativamente sia la profondità di battistrada che la temperatura. Se i valori registrati risultano superiori o inferiori ai limiti predefiniti, il sistema avvisa immediatamente l’automobilista. Se qualcosa dovesse penetrare il battistrada un circuito nel pneumatico si chiude, innescando un immediato warning all’automobilista – in maniera più rapida rispetto ai sistemi utilizzati oggi, che avvertono l’automobilista quando la pressione ha già iniziato a diminuire. In futuro, il sistema ContiSense sarà dotato di ulteriori sensori che potranno anche essere utilizzati singolarmente. In questo modo le informazioni sulla superficie stradale, come la temperatura o la presenza di neve, possono essere percepite dal pneumatico e trasmessa all’automobilista. I dati possono essere così trasmessi all’elettronica automobilistica o via bluetooth ad uno smartphone.

ContiAdapt abbina micro-compressori integrati nella ruota per modificare la pressione pneumatici con un cerchione a larghezza variabile. Il sistema può così modificare la misura dell’area di contatto, che in presenza di diverse condizioni di strada è un fattore decisivo sia per la sicurezza che per il comfort. Quattro diverse combinazioni assicurano il perfetto adattamento in condizioni di strada normali, di fondo bagnato, sconnesso e scivoloso. Per esempio, un’area di contatto minore combinata con una pressione alta producono una bassa resistenza al rotolamento e una guida efficiente dal punto di vista energetico su strade lisce e asciutte. Al contrario una più ampia area di contatto abbinata a minore pressione pneumatici, assicura una presa ideale su strade scivolose. Il sistema permette creare una situazione di pressione molto bassa, al di sotto di 1 bar, per aiutare l’auto ad uscire da un’area di parcheggio con un fondo di neve alta ad esempio, o nell’attraversamento di un tratto ghiacciato pericoloso.

ContiSense e ContiAdapt sono accompagnate da un concept di pneumatico che consente di sfruttare pienamente entrambi i vantaggi dei due sistemi. Il disegno del pneumatico è provvisto di tre diverse zone di battistrada per la guida su superfici bagnate, scivolose o asciutte. A seconda della pressione e della larghezza del cerchio, vengono attivate diverse zone di battistrada e il concept di pneumatico adotta l’impronta richiesta in ogni singolo caso. In tal modo, le caratteristiche del pneumatico adattano il prodotto ad affrontare le condizioni della strada o le preferenze dell’automobilista.

Continental considera entrambe le tecnologie soluzioni promettenti per il futuro grazie all’adattabilità degli pneumatici alle diverse esigenze della guida automatizzata e all’elettrificazione.
La bassa resistenza al rotolamento, ad esempio, permette alle auto elettriche di coprire distanze maggiori con una singola ricarica. Al tempo stesso, I pneumatici possono essere adattati alle preferenze degli automobilisti o in risposta ad improvvisi cambiamenti del tempo. Queste tecnologie sono i logici step successivi nello sviluppo futuro del sensore REDI, introdotto nel mercato da Continental nel 2014, creato per stabilire la comunicazione intelligente tra veicolo e pneumatico. I nuovi concept fanno seguito al ContiSeal, la tecnologia che consente di sigillare automaticamente le forature, e il ContiSilent per ridurre sensibilmente il rumore del pneumatico e della strada.
Capace di segnare oltre un secolo di esperienza nella tecnologia del pneumatico con expertise
in-house nei settori dell’elettronica auto e dell’IT automotive, Continental allinea i suoi prodotti con i futuri requisiti della guida autonoma e la mobilità elettrica.


Impegno dell'Ania a tutto campo nel mondo assicurativo


In Italia l’estensione delle polizze incendio a copertura delle catastrofi naturali è ancora molto limitata. Gli italiani, in maggioranza, sono comunque favorevoli ad una copertura assicurativa se questa è in grado di garantire risarcimenti certi in tempi rapidi e corrispondenti al valore di ricostruzione delle abitazioni. Sono le principali evidenze di due studi condotti dall’ANIA, l’Associazione delle imprese assicuratrici, sull’emergenza delle catastrofi naturali e sul ruolo che il mercato delle polizze può svolgere per mitigarne le conseguenze. Al 30 settembre 2016 risultavano attive - segnala ANIA Trends (settembre 2017) - 435 mila polizze per la copertura del rischio terremoto o del rischio alluvione (o di entrambi) pari a 610 mila abitazioni. Anche se, in meno di un decennio, il numero delle coperture sulle catastrofi naturali è molto cresciuto (nel 2009 si stimavano 20 mila polizze per circa 35 mila abitazioni) rimane vero che, in valore assoluto, l’ombrello assicurativo protegge appena il 2% delle abitazioni private. È soltanto l’inizio di un cammino, insomma.

Per le caratteristiche del suo territorio l’Italia è un paese molto esposto alle calamità naturali.  Dai dati elaborati da ANIA, infatti, risulta che il 35% delle abitazioni è situato nelle zone 1 e 2 a più alta pericolosità sismica e questa percentuale sale a quasi il 55% quando si considera il rischio alluvionale. Nel complesso il 78% delle abitazioni è esposto ad un rischio alto o medio alto tra terremoto e alluvione. In particolare sei dei dieci più costosi terremoti verificatisi in Europa nel periodo 1970-2016 sono avvenuti nella penisola (fig. 1). L’ultimo in ordine di tempo, quello che ha colpito le regioni del Centro Italia nel corso del 2016 e nei primi mesi del 2017, ha causato danni per oltre 23,5 miliardi di euro, di cui 12,9 miliardi si riferiscono a danni ad edifici privati (fonte: Dipartimento della Protezione civile). La ferita al patrimonio immobiliare delle regioni colpite è stata profonda. Dal rapporto sull’attività del Commissario straordinario, diffuso a fine settembre, risulta che le unità immobiliari coinvolte nel sisma sono state ben 341mila. E la fase di emergenza non può certo dirsi conclusa se al 2 ottobre scorso risultavano essere state consegnate alle popolazioni - i dati vengono dalla Protezione civile - soltanto 966 soluzioni abitative d’emergenza rispetto alle 3.699 “casette” richieste dai 51 comuni terremotati. Molto limitato sarà l’apporto del settore assicurativo al risarcimento dei danni considerato che la quota dei danni coperti da una polizza non supera l’1 per cento.

La bassa penetrazione dei prodotti assicurativi è la diretta conseguenza del ruolo totalizzante che fino ad oggi lo Stato ha sempre svolto nel risarcimento dei danni subiti per le catastrofi naturali. È un’attività che ha pesato mediamente per 3 miliardi l’anno sulle casse pubbliche, escludendo il picco dell’ultimo periodo. L’apporto dello Stato per il ristoro dei danni al patrimonio immobiliare privato non è stabilito a priori da leggi o regolamenti. È stato sempre deciso ex post da decreti ministeriali che di volta in volta hanno fissato l’entità dei risarcimenti - nel corso degli anni la percentuale è variata tra il 70 ed il 100 per cento - graduandone normalmente l’intensità per le prime e le seconde abitazioni.



Tutto ciò ha ingenerato la convinzione, diffusa largamente tra l’opinione pubblica, che vi sia una sorta di diritto al risarcimento pubblico. Si tratta di una falsa credenza confermata nella recente quick survey condotta da GfK per conto dell’ANIA. Il 46% delle famiglie interpellate (la quota supera il 50% nelle regioni del Centro e fra quanti ritengono di abitare nelle zone a rischio sismico o alluvionale) ritiene che lo Stato ha l’obbligo di rimborsare, totalmente o parzialmente, le case danneggiate in seguito ad un terremoto o ad un’inondazione. Peraltro la diffusione di polizze assicurative non gode neppure di incentivi fiscali. In un Paese che da sempre detiene un tasso di proprietà immobiliare tra i più alti d’ Europa quanti decidono di sottoscrivere una polizza subiscono per intero l’imposta prevista sui contratti assicurativi (il 22,25% del premio versato).

Grazie al parcheggio autonomo, si gettano le basi per la guida autonoma

Per Bosch, la guida autonoma sta iniziando ad assumere una forma sempre più concreta. Assieme a Daimler, l'azienda sta per lanciare sulle strade urbane flotte altamente automatizzate di veicoli in sharing. Il debutto è già programmato per l'inizio del prossimo decennio. Questo migliorerà nettamente i flussi del traffico e contribuirà a far crescere la sicurezza. Secondo un sondaggio su scala globale, la metà dei consumatori accoglierebbe con favore un'auto a guida autonoma capace di sollevarli dal gravoso compito della guida e in grado di destreggiarsi nel traffico cittadino. Bosch ha già compiuto i primi passi verso la guida autonoma: dall'inizio del 2018, le auto nel parcheggio del Mercedes-Benz Museum di Stoccarda cercheranno da sole un posto auto e parcheggeranno in piena autonomia, senza bisogno di un guidatore. Questo riduce lo stress e consente di utilizzare in modo più efficiente i posti disponibili: con lo stesso spazio si potrà ospitare il 20% di veicoli in più. Questo parcheggio autonomo è reso possibile dall'infrastruttura di parcheggio intelligente fornita da Bosch. "Bosch non si limita più alla fornitura di componenti per veicoli. Stiamo usando l'intera gamma di tecnologie dell'azienda per mettere in pratica soluzioni di mobilità davvero innovative", ha continuato Denner.

Sicurezza stradale: nuova collaborazione tra ACI e AGI Agenzia Italia

Mobilità, innovazione, motori e lifestyle, sicurezza e cultura sportiva. Sono questi i temi al centro della nuova collaborazione editoriale tra ACI Automobile Club d’Italia e AGI Agenzia Italia che prevede la realizzazione di contributi multiautore sulle principali piattaforme multimediali dell’agenzia nel settore dei motori e della sicurezza stradale, realtà in continua evoluzione.

Obiettivo della collaborazione è la diffusione di una nuova cultura dell’automobile, grazie al presidio dei molteplici versanti della mobilità. L’evoluzione culturale e tecnologica che ha caratterizzato la società negli ultimi anni richiede, infatti, sempre più un nuovo approccio alla mobilità, che guardi all’automobile non solo come ad un mezzo di trasporto ma anche come fattore di costume, sociale, economico e sportivo. Una mobilità nuova che esalti, quindi, le responsabilità di ciascuno e che spinga verso atteggiamenti etici e sostenibili del muoversi, a beneficio della società presente e futura.

“Rispondere con continuità e con capacità di innovazione alle esigenze e ai problemi del mondo automobilistico è oggi una delle sfide principali che ACI si trova ad affrontare quotidianamente” – ha dichiarato Ludovico Fois, Consigliere per le Relazioni Esterne e Istituzionali dell’Automobile Club d’Italia, nonché Direttore Editoriale della rivista l’Automobile – “Questa nuova sinergia con AGI rappresenta un valore aggiunto che ci consente di diffondere una nuova cultura dell’automobile”.

“Il mondo dei motori si è trasformato in modo straordinario, interpretando e spesso creando i diversi modelli di crescita sociale e culturale. Una trasformazione che, anche grazie ai nuovi processi innovativi e digitali, prosegue oggi in maniera più radicale” – ha sottolineato il Direttore di AGI, Riccardo Luna – “Noi di AGI siamo quindi contenti di poter raccontare insieme ad ACI questi cambiamenti e queste nuove tendenze, espressione di una cultura dell’automobile condivisa e di un linguaggio comune”.

Tecnologie per la sicurezza

di NICOLA ODINZOV

Non è una novità che la tecnologia sia parte integrante della vita di ogni giorno. Auto a guida autonoma, smartphone, smart wool (tessuti riscaldabili se collegati ad una piccola batteria) e persino smart cities. Direct Line non è nuova allo studio e all’utilizzo di tecnologie per la sicurezza, già nel 2016 aveva sviluppato e testato un sistema per la prevenzione di incidenti in aree rurali poco illuminate. La versione beta di Fleetlights, questo il nome del sistema, è costituita da alcuni droni dotati di luci LED ad alta intensità che, richiamati attraverso una app da smartphone, possono raggiungere in poco tempo chi li chiama, adattarsi automaticamente alla velocità e al movimento di quest’ultimo e illuminarne la strada.


Di recente, è ancora Direct Line in collaborazione con Saatchi & Saatchi a presentare a Mitcham, nell'area a sud-ovest di Londra, Smart Crossing, un progetto innovativo sviluppato dalla società di progettazione urbana Umbrellium, che mira a ridurre o eliminare del tutto i 7000 incidenti stradali che ogni anno si verificano nel Regno Unito in prossimità dei passaggi pedonali. In poche parole Smart Crossing è un passaggio pedonale adattivo, dotato di una tecnologia capace di variare e reagire in tempo reale a seconda delle situazioni.

Cuore del sistema è una superficie stradale intelligente con tecnologia LED in grado di coprire un’area di 22 metri per 7,5 che permette ai pedoni di muoversi in sicurezza, creando le linee di attraversamento pedonale. Ciò avviene in modo completamene autonomo ed in qualunque condizione di luce, ma soprattutto in tempo reale, incrociando i dati provenienti da telecamere che monitorano continuamente il transito di pedoni, ciclisti ed automobilisti sulla strada. Smart Crossing ha molteplici funzioni: può illuminare la strada intorno ai pedoni per renderli visibili quando si trovano in un punto cieco per un automobilista o adattarsi automaticamente a gruppi di persone, come bambini che attraversano fuori da una scuola. Inoltre, utilizza i colori per catturare l'attenzione dei pedoni, spesso distratti dai telefoni cellulari, sollecitandoli a “guardare” in modo da rendere più sicura la vita della generazione “testa bassa”.

Usman Haque, partner fondatore di Umbrellium ha affermato che Smart Crossing risponde dinamicamente in tempo reale utilizzando una tecnologia progettata con colori che i pedoni conoscono e comprendono e disegni pratici che aiutano chi attraversa una strada a sentirsi sicuro. Si tratta di riportare i passaggi pedonali alla velocità di una città moderna, poiché quelli attuali sono stati ideati in altri tempi, quando la relazione uomo-città era completamente diversa. Will John, Direttore Creativo di Saatchi & Saatchi London, ha dichiarato che “le strade sono il cuore battente di qualsiasi città, sono piene di vita, ma non si adattano o non rispondono a quella vita. Una soluzione smart è una strada smart, una strada che ti può guardare e proteggere.

Direct Line ha esaminato tutti i tipi di passaggi pedonali con l'obiettivo di reinventarli dando una soluzione più intelligente e sicura, poiché gli attraversamenti attuali non sono in grado di evitare gli incidenti. Smart Crossing è pronto per cambiare il futuro, cambiare il modo di attraversare la strada, prevenendo il pericolo e sollecitando i pedoni a fare maggior attenzione.

Inquinamento domestico, ecco il grafico


Smart Led Road Crossing - Video


Inquinamento domestico, italiani preoccupati e poco informati


Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche.

L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio, seconda solo al fumo di sigarette.

Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. Al punto che, come emerge dall’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 52% degli italiani ammette di averne una conoscenza limitata e addirittura più di uno su tre (35%) ne ignora del tutto l’esistenza.

Tra le minacce domestiche più temute dagli italiani, si collocano ai primi posti la presenza di sostanze nocive nell’aria (57%), l’inquinamento e le alterazioni dell’acqua (56%) e le fughe di gas (55%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici, generati ad esempio dai dispositivi wi-fi o telefoni cellulari (41%), mentre solo il 24% dei connazionali si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (60%) e curandone l’igiene e la pulizia (58%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 47% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.

Meno numerosi, invece, gli italiani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (25%), o acquistando un depuratore dell’acqua (24%).

Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide gli italiani. Se il 57% dei connazionali dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 43% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene quasi l’80% degli italiani. Come? Il 40% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 30% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 9% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.


“La casa è un bene fondamentale per gli italiani e da sempre richiama il tema della sicurezza e della protezione. Proprio per questo abbiamo pensato a un servizio che, oltre alle specifiche coperture assicurative, sia in grado di segnalare all’assicurato una serie di rischi generati dalla qualità dell’ambiente domestico in cui viviamo e che possono generare, se non individuati, possibili pericoli - afferma Marco Brachini, Direttore Marketing di Sara Assicurazioni.
Come Sara Assicurazioni, a fianco di una già riconosciuta eccellenza e professionalità nel settore auto, disponiamo anche di profonde competenze rispetto al mondo casa e famiglia, dove offriamo una tutela a 360°.”

Nuova spinta per la mobilità elettrica

LeasePlan Corporation N.V., una società leader a livello globale nella gestione delle flotte aziendali, ha annunciato oggi in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York che entrerà a far parte dei soci fondatori del progetto EV100, una nuova importante iniziativa nel campo dei trasporti a livello mondiale, tesa a dare impulso all’adozione dei veicoli elettrici nei parchi auto aziendali. LeasePlan ha anche annunciato che trasformerà la flotta utilizzata dai propri dipendenti con veicoli ad alimentazione elettrica – diventando la prima azienda nel campo della gestione flotte a effettuare questo cambiamento.

Il progetto EV100, una nuova iniziativa di mercato a livello globale tesa a dare impulso all’adozione dei veicoli elettrici (EV – “electric vehicles” in inglese) e alle relative infrastrutture, è stata lanciata da The Climate Group oggi a New York dove i leader dell’industria e dei governi si sono riuniti per la Settimana del Clima. Si tratta dell’unica iniziativa di questo genere che ha lo scopo di incoraggiare l’impegno delle aziende a livello globale verso l’impiego dei trasporti elettrici e i cui membri promettono di trasformare le loro flotte alimentate a benzina e diesel in flotte formate da veicoli elettrici entro il 2030. LeasePlan è uno dei dieci partner fondatori del progetto EV100. Altri partner di EV100 sono Unilever, Baidu, Gruppo IKEA, HP Inc., Vattenfall, PG&E, Deutsche Post DHL e Metro AG. LeasePlan è la sola azienda del settore automobilistico che si sia unita all’iniziativa.

Il CEO Tex Gunning afferma: “I veicoli elettrici sono What’s next. Siamo quindi lieti di entrare a far parte dei soci fondatori dell’iniziativa EV100 e di collaborare con alcune delle più grandi aziende al mondo per accelerare e facilitare il passaggio alla mobilità elettrica. Tutti insieme, possiamo esercitare un impatto importante: oltre la metà delle auto che circolano attualmente sulle strade, infatti, sono di proprietà aziendale. Siamo anche molto orgogliosi di annunciare che la flotta stessa utilizzata dai dipendenti di LeasePlan diventerà elettrica, rendendoci la prima tra le grandi aziende di noleggio veicoli a effettuare questo cambiamento. La nostra ambizione è quella di permettere a tutti i nostri dipendenti di guidare auto elettriche entro il 2021. Incoraggiamo inoltre altre aziende a compiere la stessa scelta: trasformare la propria flotta con l’alimentazione elettrica è uno dei modi più semplici in cui le aziende possono ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica e contribuire a contrastare il cambiamento climatico. LeasePlan si impegna fortemente a sostenere le altre aziende che desiderano compiere questo passo.”

L’annuncio odierno rappresenta una nuova pietra miliare nella strategia della sostenibilità di LeasePlan, tesa a raggiungere un livello di emissioni zero della propria flotta totale entro il 2030. Alcuni elementi chiave di questa strategia sono rappresentati dall’educazione dei consumatori in merito al What’s next nel campo dei veicoli a basse emissioni, dalla facilitazione dell’adozione di veicoli a basse emissioni attraverso proposte attraenti per i clienti messe a punto dall’Electric Vehicle Experience Centre di LeasePlan, dall’impulso allo sviluppo di un mercato sofisticato di veicoli di seconda mano comprendente autovetture a noleggio in ottimo stato e di alta qualità e dal passaggio all’alimentazione elettrica della flotta stessa dei dipendenti di LeasePlan entro il 2021.

Groupe PSA lancia in Italia Free2Move Lease, marchio dedicato al noleggio lungo termine multimarca rivolto a clienti aziendali e privati

Groupe PSA lancia la propria sfida nel settore del noleggio a lungo termine con Free2Move Lease, una proposta che unisce le competenze del secondo Gruppo automotive europeo ed il know how di un operatore del noleggio multimarca.


La nascita del marchio Free2Move Lease si inserisce all’interno di “Push To Pass”, il piano strategico di crescita organica e redditizia di Groupe PSA che ha l’ambizione di diventare il fornitore di servizi per la mobilità preferito dai clienti entro il 2030.

Free2Move Lease risponde a una tendenza di mercato orientata sempre più verso una mobilità che privilegia l’uso alla proprietà, analogamente a quanto già evidenziato da altri settori economici.

In occasione del lancio di Free2Move Lease, Massimo Roserba, direttore generale di Groupe Psa Italia, ha dichiarato: “La nostra società è in profonda trasformazione. Il Cliente, da sempre al centro delle nostre attività, richiede approcci sempre più innovativi che assecondino i suoi nuovi stili di consumo e di fruizione della mobilità.

Per rispondere a questa nuova esigenza, all’interno del piano strategico Push To Pass di Groupe Psa, è nato il brand Free2Move, che ingloba, a livello mondiale, tutti i nostri servizi di mobilità. Tra questi, lanciamo ora in Italia, Free2Move Lease, il marchio dedicato al noleggio lungo termine multimarca rivolto a clienti privati ed aziendali.

L’introduzione di una nuova attività di business, si inserisce in un momento particolarmente favorevole di Groupe Psa nel nostro Paese. Nei primi 8 mesi, infatti, abbiamo conseguito una crescita del 16,1% rispetto al +8,4% fatto registrare dalla media del mercato, con una quota del 9,7% ed una crescita di 0,64 punti percentuali rispetto al 2016. L’incremento è il migliore tra tutti quelli fatti registrare dai Gruppi automotive nel competitivo mercato italiano.

Le ragioni del trend positivo sono da ricercare nel successo di tutti gli ultimi prodotti lanciati e in una riorganizzazione aziendale improntata all’eccellenza del management e ad una visione condivisa da tutto il Team”.

La nascita del nuovo Marchio è accompagnata dalla creazione di una business unit dedicata, affidata ad Andrea Valente, che avrà l’obiettivo di posizionare Free2Move Lease tra i principali players di un mercato in espansione.

In Italia, infatti, la situazione del mercato del noleggio a lungo termine è in crescita costante negli ultimi 4 anni e ha fatto registrare, a fine 2016, 227.826 unità con una quota del 12,3% sul mercato automotive totale. Analogamente il fatturato derivante da contratti di noleggio segna un +11,7% rispetto all’anno precedente, con un balzo di mezzo miliardo di euro, superiore a quello complessivo conseguito nei tre anni precedenti.

“Free2Move Lease, è tra i pochi operatori “Captive” multimarca sul mercato italiano ed è in grado di rivolgersi a tutti i tipi di clienti, dal privato alle grandi flotte aziendali, in maniera diretta o tramite l’eccellenza e la capillararità dei concessionari del Gruppo - ha dichiarato Andrea Valente, General Manager Free2Move Lease Italia – il nostro obiettivo è di sviluppare e ampliare rapidamente la nostra area di business introducendo servizi innovativi e moderni come richiesto da un mercato in trasformazione”.   

L’offerta che propone Free2Move Lease ai Clienti BtoB, permette di semplificare la mobilità globale grazie a servizi tradizionalmente associati al noleggio a lungo termine, ma anche a nuovi servizi:

Free2Move Connect Fleet, servizio di gestione connessa delle flotte per ridurre il TCO (Total Cost of Ownership – costo totale di possesso) che si basa sui dati accurati provenienti dalla centralina telematica del costruttore installata a bordo;

Free2Move Fleet Sharing, servizio di car-sharing per i professionisti che semplifica la condivisione dei veicoli e riduce le spese di viaggio (spese chilometriche, taxi, noleggio a breve, ecc.).

I viaggi in auto sono passati dal 60,6% sul totale del 2015 al 64,2% sul totale del 2016


L’automobile resta il mezzo preferito dagli italiani per i propri viaggi per vacanze o per ragioni di lavoro, intendendo per viaggio uno spostamento che comporta almeno un pernottamento fuori casa. Nel 2016 la percentuale di viaggi realizzati per vacanza o lavoro per i quali è stata scelta l’auto come mezzo di trasporto è stata del 64,2%. Si tratta di un dato in crescita di 3,6 punti percentuali rispetto al 2015, quando i viaggi in auto erano pari al 60,6% dei viaggi totali. Questi dati derivano da un’elaborazione di Federpneus (Associazione Nazionale dei Rivenditori Specialisti di Pneumatici) su fonte Istat.
 
Dietro l’auto, al secondo posto della classifica dei mezzi di trasporto più utilizzati dagli italiani per i viaggi per vacanze e per lavoro, troviamo notevolmente più distaccato l’aereo, con una quota che nel 2016 è stata pari al 16,1% dei viaggi totali, in leggera crescita rispetto al 2015 (+1,3 punti percentuali).

Al terzo posto il treno, preferito solo nel 10,3% dei casi e in calo di 2,5 punti percentuali rispetto al 2015. Seguono poi in ordine, con quote minori, il pullman (passato dal 4,6% del 2016 al 3,4% dell’anno precedente), la nave (scesa dal 2,7% al 2,1%) e i veicoli per turismo itinerante come caravan e autocaravan (in calo dal 2,3% all’1,4%).

Ciò che dunque emerge con forza dai dati sopra esposti è il ruolo di fondamentale rilevanza svolto dall’auto nel nostro Paese. D’altra parte, l’eccellente stato di salute attraversato dall’auto nel mercato della mobilità in Italia è confermato dai dati più significativi sullo scenario automotive. Infatti nel 2016 il parco autovetture ha superato la soglia dei 37,8 milioni di veicoli. Il tasso di motorizzazione nazionale è pari a 62,4 auto ogni 100 abitanti, valore fra i più alti a livello europeo e in crescita di 2,3 punti rispetto al 2008.

Proprio in virtù di quanto detto emerge la necessità di porre particolare attenzione alla manutenzione del parco circolante di autovetture. In particolare, ricorda Federpneus, è di fondamentale importanza, per viaggiare con serenità e in tutta sicurezza, un controllo periodico dell’efficienza dei pneumatici, che sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e la strada e devono quindi garantire un’efficienza ottimale in tutte le condizioni topografiche, climatiche e dinamiche di marcia. Un aspetto importante da monitorare con frequenza è la pressione di gonfiaggio, che deve essere conforme a quella riportata dal costruttore sul libretto d’uso del veicolo.

Si deve poi verificare che non ci siano tagli, abrasioni, rigonfiamenti sospetti, consumi irregolari del battistrada ed altre anomalie, che possono compromettere l’affidabilità del pneumatico. Per eseguire correttamente queste operazioni sarebbe comunque opportuno rivolgersi ad operatori esperti e qualificati, come i rivenditori specialisti di pneumatici, che hanno a loro disposizione i sistemi di diagnosi più efficaci e all’avanguardia per eseguire i controlli in piena sicurezza.

Il pneumatico moderno è sempre più performante e tecnologico, al passo con le innovazioni del veicolo, con il quale deve costantemente dialogare, e lo deve fare al meglio. Il rivenditore specialista di pneumatici possiede la professionalità e la strumentazione adeguata per offrire un servizio al pneumatico a regola d’arte. La professionalità è stabilita anche per legge. Infatti la legge 122/92 “Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell’attività di autoriparazione”, disciplina e regolamenta le diverse categorie di autoriparatori tra cui il gommista, il quale deve avere e mantenere una serie di requisiti tecnici e attrezzature specifiche, al fine di garantire un più elevato grado di sicurezza stradale.

“L’intelligenza artificiale sta diventando un fattore concorrenziale chiave”


Come pensano le persone? Su che basi prendono decisioni? Come può l’intelligenza artificiale aiutarle in futuro? All’Information Technology Center Munich (Data Lab) del Gruppo Volkswagen, un team internazionale di esperti cerca le risposte. La squadra include specialisti IT e di robotica, data scientist, programmatori, fisici e matematici che collaborano strettamente. Insieme stanno preparando il Gruppo Volkswagen per il futuro. Su decine di monitor si visualizzano righe di codice, grafici e diagrammi 3D. Quello che compare sugli schermi in linguaggio macchina potrebbe aiutare in futuro ad accelerare i processi aziendali, a ottimizzare il flusso del traffico e a guidare i veicoli autonomi in sicurezza nel traffico.

L’Information Technology Center Munich (Data Lab) è il centro di competenza del Gruppo Volkswagen per il machine learning e l’intelligenza artificiale (IA)

“Studiamo e creiamo algoritmi che possano identificare e predire schemi e regole in modo sempre più affidabile” ha affermato Patrick van der Smagt

“Stiamo sviluppando sistemi di apprendimento, studiamo e creiamo algoritmi che possano identificare e predire schemi e regole in modo sempre più affidabile” ha affermato Patrick van der Smagt, responsabile per la ricerca sull’IA al Data Lab. Uno dei campi di studio di cui si occupano lui e il suo team sono le reti neurali artificiali, nelle quali l’algoritmo raccoglie informazioni in numerose fasi e le compara con ciò che ha già appreso. In questo modo, il sistema riesce a individuare schemi e regole in maniera sempre più affidabile. “Stiamo conducendo della ricerca di base in questo ambito” ha affermato van der Smagt. “Il Gruppo Volkswagen è all’avanguardia”.

“Quali procedure aziendali e operazioni sono adatte per l’impiego dell’IA e come si può implementare questo approccio?” chiede Duman

A qualche porta di distanza, lungo un corridoio vetrato, alla teoria segue la pratica. Hakan Duman e il suo team si occupano dell’applicazione di questi sistemi di intelligenza artificiale così avanzati. Nel Data Lab, Duman è a capo del reparto Data Science e IA applicata. “Testiamo i sistemi e ci poniamo sempre molte domande: dove possono essere utilizzati in modo efficace? Quali procedure aziendali e operazioni sono adatte per il loro impiego e come si può implementare questo approccio?” afferma Duman.

Il suo team sta lavorando a svariati progetti che si concentrano principalmente sulle applicazioni e sulle procedure all’interno dell’Azienda che includono, per esempio, sistemi di IA per robot intelligenti che in futuro dovranno lavorare a fianco degli esseri umani. Un altro progetto si focalizza sull’ottimizzazione del flusso del traffico di prossima generazione. Il team sta lavorando anche alla possibilità di proteggere i dati sensibili dagli attacchi degli hacker usando sistemi di IA avanzati.

Ci spostiamo nello stabilimento di Wolfsburg, sede del Gruppo Volkswagen. Il CIO Martin Hofmann siede in un ufficio arredato in modo essenziale. “L’intelligenza artificiale sta diventando un fattore concorrenziale chiave e costituirà un elemento fondamentale per molte tecnologie e procedure aziendali” ha dichiarato Hofmann. “Ecco perché stiamo gettando le basi per lo sviluppo indipendente e l’utilizzo di sistemi di IA altamente performanti nel Gruppo. Abbiamo un obiettivo chiaro: non vogliamo lasciare il know-how agli altri”.

Non si tratta solo di una questione di fattibilità: “Lavoriamo molto sugli aspetti etici. Per noi l’uso dell’intelligenza artificiale non è fine a se stesso, ma deve essere sempre sensato. Questa è un’altra ragione per cui adottiamo sistematicamente un approccio open source. Ampie parti del software sono rese disponibili al pubblico e il lavoro di sviluppo viene portato avanti dagli specialisti in modo trasparente e verificabile. Hofmann sottolinea: “L’intelligenza artificiale darà supporto alle persone, ma saranno sempre loro a prendere decisioni”.

Martin Hofmann, CIO del Gruppo, sottolinea: “L’intelligenza artificiale darà supporto alle persone, ma saranno sempre loro a prendere decisioni”

Nell’Information Technology Center Munich, centro di competenza sull’intelligenza artificiale del Gruppo, le persone tengono il dito sul pulsante. Qualche volta nel vero senso della parola, ad esempio quando qualche riga di codice non funziona come dovrebbe. A volte tutto ciò che si può fare, anche in un centro high-tech, è premere il pulsante di riavvio.

Sara Vita lancia SaraBi-Fuel: la polizza vita a doppia alimentazione che da più sprint agli investimenti

Con il nuovo prodotto Sara Bi-Fuel si arricchisce il catalogo prodotti Sara Vita – la Compagnia del gruppo Sara Assicurazioni specializzata nell’area del risparmio, della previdenza e della tutela, con un’offerta articolata anche nell’area degli investimenti.
Sara Bi-Fuel è una soluzione innovativa per la gestione del risparmio che abbina sicurezza e rendimento e offre la possibilità di cogliere le opportunità dei mercati finanziari: è la soluzione ideale per chi vuole investire i propri risparmi ottenendo buoni rendimenti, contenendo i rischi e beneficiando di tutti i vantaggi dei prodotti assicurativi.

Sara Bi-Fuel è una polizza "a doppia alimentazione": una parte del capitale è investita in Fondo Più, la Gestione Separata Sara Vita che offre stabilità di rendimenti  nel tempo, l'altra in Fondi Interni Assicurativi, che aggiungono dinamismo al risultato degli investimenti.

Sara Bi-Fuel è una polizza vita a premio unico: è possibile investire un capitale a partire da 5.000€ fino ad un massimo di 1Mln in un’unica soluzione, con una durata variabile da 5 a 20 anni.

Alla sottoscrizione – in base alla propria propensione al rischio e al proprio orizzonte temporale - è possibile scegliere tra 4 profili di investimento,  con rischio variabile in base al mix di allocazione del premio tra la Gestione Separata Fondo Più (garantita e con consolidamento annuale dei risultati) e i  Fondi Interni Assicurativi - Sara Obbligazionario e Sara Azionario, gestiti dagli esperti di Sara Vita e legati all’andamento dei mercati finanziari. Il mix tra i Fondi Interni può essere variato dopo solo un mese.

E’ possibile seguire l’evoluzione dell’ investimento ogni settimana, consultando le performance su Il Sole 24 ore e sara.it.

UNA RICERCA PER I RISCHI INFORMATICI “SILENTI”

Gli assicuratori sono sempre più preoccupati per i rischi informatici cosiddetti “silenti”, dovuti cioè a polizze non concepite in modo specifico contro il cyber risk. Circa la metà dei manager intervistati prevede che l’esposizione a questi rischi dovrebbe risultare in crescita durante il prossimo anno e potrebbe causare potenziali perdite. 

E’ lo scenario delineato dal Silent Cyber Risk Outlook Report, un’analisi su rischio informatico realizzata da Willis Re, uno dei maggior broker riassicurativi a livello mondiale. Gli intervistati sono stati invitati a valutare la misura in cui, nei prossimi dodici mesi, l’esposizione ai rischi informatici potrà aumentare la probabilità che accada un sinistro. Circa la metà dei manager ritiene che il rischio di un sinistro per danni ai beni o di responsabilità civile, a causa di rischi informatici “silenti” sia superiore a uno su cento, mentre circa un quarto ritiene che sia oltre uno su dieci; questo dato rimarca anche il grado d’incertezza intorno alla potenziale esposizione.

Fra i possibili esempi di rischi informatici silenti vi sono attacchi sui sistemi di controllo d’impianti industriali che causano l’esplosione delle caldaie e procurano quindi gravi danni materiali e l’interruzione delle attività aziendali, oppure software nocivi che possono provocare malfunzionamenti agli ascensori, causando molti incidenti. Il rimborso delle polizze dipenderà dalle specifiche dettate dai singoli eventi e dai contratti che li coprono: questi sono solo alcuni esempi di come gli eventi informatici silenti possono procurare danni a causa di polizze non pensate in modo specifico per coprire il rischio Cyber.

 “Chi compra una polizza assicurativa deve considerare l’esposizione a rischi e sinistri sempre più originati da incidenti legati all’informatica e al digitale”, sostiene Guido De Spirt, country manager Italia di Willis Towers Watson, “i risultati dell’indagine sottolineano la necessità di mettere in atto a livello globale una strategia assicurativa per i rischi informatici e di avere polizze su misura, in modo da affrontare il rischio in modo adeguato non solo direttamente, ma anche per tutti quei casi in cui il sinistro è collegato indirettamente al patrimonio digitale e on-line presente nelle aziende ”.

 “Il grado di preoccupazione per l’esposizione al rischio informatico “silente” conferma quanto sia importante il nostro supporto ai clienti per aiutarli a gestire al meglio le loro esposizioni informatiche, conosciute e sconosciute”, aggiunge Mario Mascioli, Amministratore delegato di Willis Re Southern Europe, “negli ultimi due anni, il nostro strumento di modellazione PRISM-Re ci ha permesso di aiutare clienti e assicuratori a gestire in modo più efficace tutto il loro portafoglio informatico, individuando i rischi di contagio, monitorando i cambiamenti nei profili di rischio e i loro prezzi in base al rischio. I risultati del nostro sondaggio ci aiuteranno a calibrare il PRISM-Re, per far fronte sia alle esposizioni “sconosciute” sia a quelle già note”.

I risultati della ricerca variano in base al settore industriale: Information Technology, servizi pubblici, telecomunicazioni e servizi finanziari sono quelli che corrono il maggior rischio, dovuto forse alle minacce percepite per le infrastrutture. E’ interessante notare, però, che, anche se alcune delle più frequenti perdite dovute al rischio informatico avvengono in ambienti industriali, gli intervistati non prevedono un rischio particolarmente elevato per comparti come costruzioni, ingegneria, industria manifatturiera e delle risorse naturali: questo si deve forse al fatto che le imprese di questi settori non raccolgono molti dati personali sui clienti e, di conseguenza, potrebbero essere meno esposti di altri al cyber risk.

Roberto Bagnoli

www.iomiassicuro.it

LUISS ENLABS CON SARA ASSICURAZIONI E I SUOI PARTNER A TORINO IN CERCA DI ASPIRANTI STARTUP PER IL PROGRAMMA “AI WORKLAB”


Il 5 ottobre 2017, si terrà presso la sede dell’Automobile Club di Torino, in Piazzale San Gabriele di Gorizia 210, la prima tappa del Roadshow dedicato al programma di incubazione AI WorkLab, dedicato al settore dell’intelligenza artificiale e lanciato da LVenture Group, holding di partecipazioni quotata all’MTA di Borsa Italiana che ha creato l’acceleratore di startup LUISS ENLABS attraverso una joint venture con l’Università LUISS, in partnership con Sara Assicurazioni, BNL Gruppo BNP Paribas, BNP Paribas Cardif, Cerved, e Payback.

Questa prima tappa del Roadshow è organizzata da Sara Assicurazioni in collaborazione con l’Automobile Club Torino.

L’evento sarà l’occasione per scoprire di più sul programma e sul mondo delle startup e per presentare la propria idea. Durante la mattinata, dopo i saluti di benvenuto dell'AC Torino, interverranno Luigi Vassallo, Director ICT & Digital Innovation di Sara Assicurazioni, Michele Cermele AD di Cerved Credit Management Spa, tra i partner del Progetto AI WorkLab, e Augusto Coppola, Direttore dei Programmi di Accelerazione di LUISS ENLABS, che presenterà il programma AI WorkLab e terrà un workshop dal titolo “Come avviare una startup: dall’idea all’exit”. Nella seconda parte dell’evento, i partecipanti interessati a candidarsi per il programma potranno presentare i propri progetti e ricevere feedback immediato dagli esperti di LUISS ENLABS, aumentando così le chance di essere selezionati.

La call per partecipare ad AI WorkLab è aperta a startup e talenti individuali fino al 30 novembre 2017. I 10 team selezionati riceveranno un grant di 2.500 euro (equity free) e a gennaio inizieranno un percorso di 3 mesi volto a dar vita alle idee imprenditoriali e a testarle sul mercato, con il supporto degli esperti di LUISS ENLABS e delle aziende partner. Il programma rientra tra le iniziative di Open Innovation che LVenture Group organizza per creare connessioni reciprocamente benefiche tra startup e grandi aziende. Percorsi di questo tipo hanno già dato vita ad un totale di 15 progetti, di cui 8 hanno già raccolto oltre 1 milione di euro in meno di 6 mesi.

“Il settore dell’intelligenza artificiale è particolarmente interessante” ha detto Augusto Coppola, Direttore dei Programmi di Accelerazione di LUISS ENLABS “Si tratta di un mercato in crescita che, secondo le stime, raggiungerà un valore di quasi 60 miliardi di dollari nel 2025 e il cui sviluppo accelererà significativamente il progresso umano. Partecipare ad un programma come AI WorkLab, studiando questo settore e lavorando operativamente per applicare l'AI in diversi ambiti, è dunque un'occasione da non perdere per chi vuole rimanere al passo con i tempi.”

Nel prossimo futuro saranno proprio le grandi aziende a doversi confrontare con le opportunità e sfide legate all’intelligenza artificiale. “Siamo partner di AI WorkLab perché vogliamo essere laddove si fa innovazione e perché il tema di approfondimento, quello sulla AI, è di particolare interesse per il nostro settore di riferimento. Supportare il programma, inoltre, ci da modo di vivere una occasione di contaminazione culturale che non può che aiutarci a progredire”, ha aggiunto Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni spiegando il coinvolgimento di Sara Assicurazioni nell’iniziativa.

Quella di Torino è la prima tappa di un Roadshow che toccherà poi Trento, Pisa, Roma e Napoli nel corso dei mesi di ottobre e novembre.

L'exploit di Sara nel Financial RepTrak 2017 sull'articolo del Sole24Ore


#Rispettiamoci - Ciclo pedalata per la sicurezza stradale Centro Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga


Il Centro Guida Sicura ACI - SARA di Vallelunga (Roma), in qualità di partner tecnico della manifestazione ciclistica Gran Fondo di Roma 2017, ha ospitato il 30 Settembre 2017 l’iniziativa #Rispettiamoci.

La cronaca ci conferma la vulnerabilità dei ciclisti sulle strade, da qui è nata l’iniziativa “rispettiamoci” per lanciare un messaggio di sensibilizzazione, affinché venga divulgata la cultura del rispetto reciproco per tutti i mezzi che circolano sulle strade.

“Poiché l ’automobilista molto spesso è anche un ciclista e viceversa, vorremmo diffondere la consapevolezza che il rispetto reciproco sulla strada è un arricchimento culturale, un esercizio di civiltà, di buona convivenza, cortesia e buon senso che fa bene a tutti.” afferma il Presidente di ACI Vallelunga Dr Ruggero Campi .

L’iniziativa prevedeva una ciclo pedalata amatoriale che ha visto impegnati gli iscritti alla gran fondo che hanno raggiunto il Centro di Guida Sicura per partecipare a delle dimostrazioni di guida sicura per auto.

Una breve conferenza stampa ha introdotto l’iniziativa che prevedeva tra l’altro, per i partecipanti alla manifestazione, di usufruire di uno sconto per acquistare un corso di guida sicura da frequentare presso i Centri di Guida Sicura ACI SARA di Vallelunga o Lainate.

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