giovedì 27 dicembre 2018

Dieci 10 anni di "Siamo Tutti Pedoni"



Riparte la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada Siamo Tutti Pedoni, promossa dai sindacati dei pensionati SPI Cgil, FNP Cisl, UILP Uil e dal Centro Antartide di Bologna: quest’anno al centro la riflessione sulle “strade complete”, un nuovo modello da importare per progettare le nostre città, strade che consentono la condivisione, l’accessibilità e la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Sempre preoccupanti i dati degli incidenti stradali. Nel 2017 c’è stato un incremento di oltre il 5% del numero di persone che hanno perso la vita mentre si muovevano a piedi sulle strade, l’aumento maggiore tra tutte le categorie di utenti della strada, con un totale di 600 vittime. E il 2018 non sembra presentare un miglioramento: eclatante ad esempio il caso di Roma dove già ai primi di ottobre si registravano 43 decessi tra i pedoni, un record negativo.

Ancora una volta, a fronte di un miglioramento complessivo della sicurezza sulle nostre strade, chi si muove a piedi vede invece peggiorare di anno in anno la propria sicurezza (quella reale e quella percepita!), specialmente se ha più di 70 anni. È infatti in questa fascia di età che si concentra il maggior numero di vittime e nella quale si registra il maggiore incremento del numero di persone coinvolte in incidenti stradali come pedoni.

È per questo che Siamo Tutti Pedoni, la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada promossa dal Centro Antartide di Bologna e dai sindacati dei pensionati SPI Cgil, FNP Cisl, UILP Uil, giunta alla decima edizione, torna a insistere su questi temi proprio nei mesi autunnali e invernali, mesi in cui si verifica il maggior numero di incidenti stradali che coinvolgono i pedoni come vittime.

Non si parla però più solo di sicurezza. Negli ultimi anni, infatti, la campagna, insieme alla rete nazionale di attori, associazioni, enti locali e ASL che aderiscono all’iniziativa, lavora per cambiare il modo stesso di pensare e organizzare le nostre città. Un passo avanti è il titolo di questa edizione (con il patrocinio di Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Anci e Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna) che approfondisce il concetto di ‘strade complete’: strade vivibili e accoglienti per tutti, che permettano a ogni utente della strada (pedoni, ciclisti, automobilisti) di muoversi in sicurezza e che favoriscano la camminabilità, l’accessibilità, la socialità e la convivenza.

“Ognuno può dare il suo contributo per creare città più ‘camminabili’ – affermano i tre Segretari generali di SPI Cgil, FNP Cisl, UILP Uil, Ivan Pedretti, Ermenegildo Bonfanti, Romano Bellissima. Un impegno corale per migliorare concretamente la qualità della vita delle nostre città e sviluppare le comunità. Le città non devono essere solo un insieme di strade su cui spostarsi e di luoghi in cui lavorare e dormire, ma anche luoghi di socializzazione e di incontro tra persone e generazioni, in cui praticare attività fisiche, ludiche, culturali, sociali e coltivare benessere e bellezza”.

Tanti i materiali attraverso i quali si sviluppa la campagna Tra questi un libretto che include testi di approfondimento, infografiche, vignette delle matite di Gomboli, Rebori e l’immancabile Diabolik, messaggi dei testimonial Piero Angela, Marco Orsi (vice campione mondiale di nuoto), Rebecca Tarlazzi (campionessa mondiale di pattinaggio artistico a rotelle), Orman Marval (ricevitore della Fortudo Baseball Unipolsai Bologna). Nei prossimi mesi eventi in diverse città italiane sperimenteranno sul campo la creazione di ‘strade complete’ con speciale attenzione proprio agli over65, anche concretizzando gli obiettivi del Tavolo nazionale per l’educazione stradale permanente che si concentra proprio su questa fascia di età. Sperimentazioni sono già avviate in alcune città italiane, ad esempio a Udine con il progetto Udine sta bene in strada.

La campagna vive anche sui social e sul territorio nazionale con gli appuntamenti locali organizzati dai diversi aderenti.

giovedì 20 dicembre 2018

Ivass e Ania aderiscono a struttura cybersecurty Certfin

Ivass e Ania aderiscono al CERTFin, la struttura altamente specializzata sulla cybersecurity costituita da Banca d'Italia, Abi e Consorzio ABI Lab per rafforzare la collaborazione contro le minacce informatiche legate allo sviluppo delle nuove tecnologie e dell'economia digitale, garantendo una sempre maggiore sicurezza degli operatori del mondo bancario, assicurativo e finanziario italiano e dei servizi digitali offerti a famiglie, imprese e PA.

È quanto stabilito dalla convenzione firmata dal Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, dal Presidente dell'IVASS, Salvatore Rossi, dal Direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, dal Direttore generale dell'ANIA, Dario Focarelli e dal Presidente di ABI Lab, Pierfrancesco Gaggi, ad integrazione dell'accordo sottoscritto alla fine del 2016 per costituire il CERTFin. La nuova convenzione prevede, tra l'altro, l'ingresso di IVASS ed Ania nel Comitato Strategico a cui sono affidate le decisioni di indirizzo dell'organismo. Basato sul principio della cooperazione tra pubblico e privato, il CERTFin ha il compito di innalzare la capacità di gestione dei rischi cyber degli operatori bancari, assicurativi e finanziari e la cyber resilience del settore finanziario italiano, attraverso il supporto operativo e strategico alle attività di prevenzione, preparazione e risposta agli attacchi informatici e agli incidenti di sicurezza.

Inoltre viene svolta un'attenta attività di raccolta di dati, indicazioni e segnalazioni e di analisi dei principali fenomeni connessi all'universo della cybersecurity che possono avere impatto sul settore, consentendo l'efficiente e tempestivo scambio di informazioni tra gli operatori bancari e finanziari attivi in Italia. Basti pensare che, dall'avvio della sua attività nel 2017, l'organismo ha già inviato oltre 2200 segnalazioni relative a più di 1800 fenomeni rilevati e analizzati.

mercoledì 19 dicembre 2018

Indagine Ivass: continuano a scendere i prezzi delle assicurazioni

Prosegue, anche se in misura minore rispetto al passato, il calo delle tariffe rc auto, che rimangono fortemente differenziate a livello territoriale. Rimane sostanzialmente stabile la diffusione della scatola nera, il dispositivo che rileva il comportamento degli assicurati alla guida. Sono le indicazioni che emergono dalle anticipazioni rese note dall’Ivass sui prezzi pagati per l’assicurazione obbligatoria di rc auto e aggiornati al 30 settembre 2018.

L’indagine completa sarà pubblicata nelle prossime settimane nel Bollettino Statistico Iper dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni.

Il premio medio è diminuito dello 0,3% rispetto ai primi nove mesi del 2017 e si attesta a 419 euro; il 5% degli assicurati paga meno di 376 euro. E’ particolarmente elevato, rileva l’Ivass, il costo per i giovani: gli assicurati con età inferiore a 25 anni (che rappresentano l’1,4% del totale), hanno pagato un premio medio di 745 euro, cioè quasi il doppio rispetto alla media complessiva.

 I prezzi sono ampiamente differenziati nella penisola: in Campania il premio medio è pari a 539 euro contro i 303 della Valle d’Aosta. Il differenziale tra la provincia con i prezzi medi più elevati (Napoli) e quella con i prezzi medi più bassi (Oristano), pari a 336 euro, si è ridotto su base annua del -1% (4 euro).

Il 20,6% dei nuovi contratti prevede clausole di riduzione del premio legate alla presenza della scatola nera: non si registrano significative variazioni nelle installazioni del dispositivo su base annuale e trimestrale. La diffusione è molto eterogenea su base territoriale: si va infatti dal 60,6% nella provincia di Caserta al 3% in quella di Bolzano. A proposito della scatola nera, devono essere ancora emanati i decreti attuativi sugli sconti obbligatori, previsti dalla Legge sulla concorrenza, per gli assicurati che la fanno installare sulla propria auto.

L’indagine Iper è stata avviata nell’ultimo trimestre 2013 e prende in esame gli importi dei premi effettivamente pagati per la garanzia obbligatoria di rc auto, rilevati da un campione (basato sulla banca dati Sita dell’Ania) di contratti di durata annuale per la copertura di autovetture a uso privato. Non comprende quindi autocarri, ciclomotori, natanti e auto a diverso uso. La rilevazione comprende le principali componenti che concorrono alla determinazione del prezzo finale (tasse, sconti sul prezzo di listino, provvigioni agli intermediari) e le principali clausole contrattuali.

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martedì 18 dicembre 2018

Primo volo del taxi a guida autonoma




Modulare e multimodale sono due aggettivi che caratterizzeranno la mobilità del futuro, quando i confini tra cielo e terra saranno sempre più sottili. Pensato proprio secondo questa convinzione, il Pop.Up Next è un veicolo sviluppato congiuntamente da Audi, Italdesign e Airbus combinando un’auto elettrica a guida autonoma con un drone passeggeri. Presentato come concept allo scorso Salone di Ginevra, il modello in scala 1:4 del Pop.Up Next ha effettuato il primo volo di test in modalità completamente autonoma durante l’Amsterdam Drone Week e lo ha poi ripetuto ogni giorno della manifestazione.

Durante la dimostrazione la capsula passeggeri e il modulo di terra si sono spostati su strada fino a raggiungere il modulo aereo; quindi la capsula si è sollevata sganciandosi dal modulo di terra per agganciarsi al modulo aereo. Questi si sono poi sollevati in volo e, dopo aver attraversato i circa 80 metri di lunghezza dell’arena, sono atterrati in un'area dedicata sul lato opposto, dove un secondo modulo di terra ha agganciato la capsula, concludendo così la simulazione.

Il modello dinamico in scala 1:4 dimostra che il progetto, iniziato nel 2017 con il Pop.Up e proseguito quest’anno con il Pop.Up Next, procede in modo spedito e sta entrando nella fase di sviluppo tecnico. Nello specifico, il modello dinamico serve per testare le funzionalità di base del perfetto allineamento necessario all'aggancio e allo sgancio della capsula dai moduli.

“Con questo progetto, iniziato con Airbus nel 2016, possiamo dimostrare che la mobilità del futuro non sarà il terreno di gioco di singoli player, ma diventerà il punto di fusione di know how, tecnologie e competenze professionali provenienti dai più svariati settori, automobilistico, aerospaziale, urbanistico e sociale solo per citarne alcuni” ha dichiarato Jörg Astalosch, AD di Italdesign, che ha poi aggiunto: “La futura mobilità urbana è un settore ancora inesplorato in cui dovremo lavorare molto nei settori delle infrastrutture, delle normative, dei rapporti con le municipalità e dei servizi”.

lunedì 17 dicembre 2018

Pippo Baudo sceglie la polizza Sara Serenetà

Fra i primi ad acquistare SERENETA’, la polizza SARA che contrasta la solitudine degli anziani, un big della TV, Pippo Baudo. Il popolarissimo presentatore ha voluto dare un significato speciale alla sua adesione, non avendo problemi di solitudine, circondato com’è dall’affetto di familiari,  colleghi e amici, e impegnato in nuovi progetti.

“Ho voluto esprimere solidarietà agli anziani soli –ha dichiarato Baudo- che rischiano la depressione con tutte le preoccupanti conseguenze negative che la medicina ci indica. La  solitudine degli anziani, grazie al positivo aumento delle aspettative di vita, sta diventando un grave problema nella nostra società. La polizza SERENETA’ è uno strumento utile per contribuire a risolverlo. Mi permetto di suggerire a ogni figlio che vive lontano per lavoro, di  regalarla al genitore che vive da solo per il prossimo Natale”.

Da un esame delle polizze finora sottoscritte risulta che per il 65 per cento sono state stipulate da uomini e il 35 per cento da donne. La grande maggioranza (70 per cento) nel nord del Paese.



venerdì 14 dicembre 2018

Come funziona il sistema ADAS Mobileye - VIDEO


Sara Assicurazioni riduce il costo dell’RCA per i veicoli dotati del sistema anticollisione retrofit Mobileye

Esclusivi vantaggi tariffari (20% di sconto) sull’assicurazione RC Auto saranno riconosciuti da Sara Assicurazioni a chi possiede veicoli dotati dei più efficaci e innovativi sistemi di sicurezza Mobileye.

Sara Assicurazioni, Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, è da sempre particolarmente sensibile al tema della sicurezza stradale. Questa iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza dei sistemi ADAS installati sul veicolo, premiando con uno sostanzioso risparmio sul costo della polizza chi sceglie di avvalersene pur non avendo un’auto nuova. In caso di incidente, questi sistemi posso davvero fare la differenza a vantaggio del guidatore, dei passeggeri del veicolo e anche degli utenti stradali più vulnerabili (pedoni e ciclisti).

Mobileye è un dispositivo aftermarket che, installato sulle autovetture, consente di rilevare ben 6 diversi tipi di comportamenti pericolosi legati alla guida. Mobileye, attraverso un semplice allarme sonoro e video al verificarsi dell’evento critico, riesce ad allertare il guidatore con un anticipo fino a 2.7 secondi rispetto al possibile impatto, dandogli la possibilità di rimediare o attenuare le conseguenze dell’evento.

Secondo una recente ricerca, 8 incidenti su 10 sono infatti causati da episodi di distrazione della durata di soli 3 secondi. Un Importante studio internazionale in ambito assicurativo ha dimostrato che grazie ai sistemi ADAS è possibile ridurre o mitigare gli effetti del 75% circa degli eventi di distrazione che sono causa di incidente stradale.

Queste le principali funzioni dei sistemi ADAS  (Advance Driver Assistance Systems, in italiano sistemi di assistenza avanzata alla guida) Mobileye: Avviso di collisione frontale, avviso di collisione con pedone o ciclista, cambio involontario di corsia, avviso di ridotta distanza di sicurezza, segnalazione sul display del limite di velocità, controllo automatico fari abbaglianti.
E’ noto che il parco veicoli in Italia è tra i più vecchi d’Europa. Il sistema anticollisione Mobileye, oggetto dell'accordo con SARA Assicurazioni rende tutte le auto più “intelligenti” e più sicure, anche quelle non di ultima generazione, garantendo l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale su veicoli di ogni età, perfino quelli storici.

"La sicurezza stradale è sempre stato per noi tema particolarmente importante – ha commentato Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni,  “Per questo abbiamo deciso di premiare gli automobilisti che scelgono di dotare la propria vettura dei sistemi di sicurezza più avanzati tecnologicamente con uno sconto del 20% sul premio dell’assicurazione RCA. Questi strumenti possono realmente contribuire alla ridurre gli incidenti stradali e a migliorare la sicurezza sulle strade.”

Con 195,3 miliardi di euro contro i 189 del 2017 (+3,3%)


Sarà dell’11,10% l’incidenza della spesa per gli autoveicoli sul prodotto interno lordo italiano del 2018. La stima è stata fatta dall’Osservatorio Autopromotec, che ha determinato in 195,3 miliardi di euro il totale delle spese sostenute dalle famiglie e dalle imprese italiane per l’acquisto e l’esercizio degli autoveicoli (quindi non solo delle autovetture, ma anche di veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus). Questa imponente spesa è superiore del 3,3% rispetto alla spesa corrispondente relativa al 2017, quando ammontava a 189 miliardi.



Come mostra la tabella, la prima voce di spesa per importanza è quella relativa all’esborso per i carburanti a cui sono stati destinati nel 2018 ben 60,7 miliardi di euro, con un’incidenza complessiva sul totale della spesa del 31,1%. Rispetto al 2017 vi è stata una crescita notevole (+8,3%) dovuta all’aumento dei consumi, ma soprattutto ai rincari dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio. Al secondo posto nella graduatoria della spesa vi è l’acquisto di autoveicoli a cui nel 2018 sono stati destinati 50,3 miliardi, contro i 50,2 del 2017. Come si vede, l’incremento è molto lieve (+0,2%).
Terza voce per importanza è quella per la manuntezione e la riparazione che assorbe un quinto della spesa globale e cioè 39,3 miliardi nel 2018, contro i 38,4 del 2017. L’incremento tra i due anni è del 2,5% ed è dovuto a diversi fattori tra cui i più importanti sono l’incremento del parco circolante degli autoveicoli (crescita stimata dall’Osservatorio Autopromotec intorno all’1,3%) e anche la crescita dei prezzi per la manutenzione e la riparazione (+1,3%).

Al quarto posto nella graduatoria della spesa vi è l’esborso per i premi di assicurazione r.c.a., incendio e furto. Nel 2018 le famiglie e le imprese italiane hanno pagato per l’auto alle compagnie di assicurazione circa 17,7 miliardi. Si tratta di una cifra rilevante che è di poco superiore (+0,3%) rispetto alla spesa corrispondende del 2017. Quinta voce per importanza è quella relativa ai pedaggi autostradali che nel 2018 hanno assorbito 8,3 miliardi di euro, con una crescita del 3,4% sul 2017 dovuta ad una intensificazione del traffico e, in misura modesta, anche ad adeguamenti tariffari. Seguono poi i ricoveri e i parcheggi, a cui vanno circa 8 miliardi con un incremento dell’1,1% sul 2017, e le tasse automobilistiche che hanno dato al sistema un gettito di 6,9 miliardi (+1,2% sul 2017). In chiusura di graduatoria troviamo i pneumatici (4,1 miliardi, +2,5% sul 2017).

Per completezza, va detto che nella graduatoria delle voci di spesa degli autoveicoli non sono comprese le multe, gli oneri finanziari per gli eventuali acquisti dilazionati e, per il trasporto merci, le retribuzioni del personale. Nonostante queste non marginali esclusioni, dallo studio dell’Osservatorio Autopromotec emerge con grande chiarezza come il settore automobilistico e dei trasporti su strada dia un contributo di assoluto rilievo all’economia nazionale quantificato per il 2018, come si diceva in apertura, per l’11,10% del PIL.

Questi dati derivano da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione è in programma dal 22 al 26 maggio 2019 presso il quartiere fieristico di Bologna.

giovedì 13 dicembre 2018

Allarme batterie: 19 milioni di auto potrebbero bloccarsi da un momento all'altro

Secondo recenti statistiche elaborate dal Club automobilistico tedesco ADAC, circa il 40% di tutti i guasti alla macchina è causato dalla batteria. Un’indagine realizzata da Johnson Controls evidenzia inoltre come in Italia il 32% delle batterie sia in gravi condizioni e circa 19 milioni di auto potrebbero bloccarsi da un momento all'altro.

L’inverno è il periodo dell’anno in cui le temperature fredde costituiscono un problema per una batteria già indebolita dalle elevate temperature del periodo estivo, responsabili della riduzione del ciclo di vita di una batteria.

Esse, infatti, ne causano l’autoscarica e provocano un invecchiamento precoce delle sue componenti elettrochimiche.

Vi sono, inoltre, altre cause che possono provocare il guasto di una batteria. Se la macchina viene usata raramente o solo per brevi distanze, l’alternatore non è in grado di caricare completamente la batteria e le utenze elettriche contribuiscono a scaricarla ulteriormente.

Nelle vetture moderne la batteria non fornisce solo energia elettrica per l’accensione e l’avviamento del veicolo, ma fa parte di un complesso sistema elettrico che fornisce energia a una serie di funzioni di comfort e di risparmio del carburante quali il climatizzatore e i sistemi start-stop. Per questo motivo, almeno una volta l’anno e prima dell’inverno, gli automobilisti dovrebbero far testare la batteria in officina.Se il test accerta che la batteria dovrebbe essere sostituita, è dunque consigliabile avvalersi del supporto di personale esperto e di moderne tecnologie per procedere alla sostituzione in tutta sicurezza.


mercoledì 12 dicembre 2018

ASSEGNATI A ROMA I PREMI "PASQUALE DE VITA"

Si è tenuta a Roma, in occasione della presentazione del “Preconsuntivo petrolifero 2018”, la cerimonia di consegna della seconda edizione del Premio Giornalistico e del Premio di Studio intitolati a “Pasquale De Vita”, promosso da Unione Petroliera e Sara Assicurazioni, con il patrocinio dell’Aci – Automobile Club d’Italia e in collaborazione con la rivista Energia, con l’intento di favorire l’impegno nella divulgazione di una approfondita e corretta informazione sulle industrie petrolifera ed automobilistica, sulle loro dinamiche industriali, economiche, tecnologiche, volte ad accrescerne l’efficienza energetica, la sostenibilità ambientale, l’interesse dei consumatori.
Quest’anno il premio di Studio è andato a Valeria Sarli (foto), dell’Istituto Ricerche sulla Combustione del CNR di Napoli, per lo studio “Catalytic diesel particulate filters with highly dispersed ceria: Effect of the soot-catalyst contact on the regeneration performance”.

Un lavoro di elevata qualità tecnico/ingegneristica e di grande interesse applicativo, originalità innovativa e capacità divulgativa sull’ottimizzazione della capacità di rigenerazione dei filtri antiparticolato, attraverso un approccio originale in grado di fornire una nuova modalità operativa per la soluzione del problema tecnico. Apprezzabile l’estensione dell’indagine, la cura dell’ampiezza della caratterizzazione svolta e la capacità di raccordare i dati sperimentali.

Il Premio Giornalistico è invece andato a Pietro Saccò (foto), del quotidiano l’Avvenire, per l’articolo “Addio al petrolio scontato ma senza rimpianti”, pubblicato il 30 settembre 2016.
L’articolo proposto, particolarmente interessante e chiaro, esposto in maniera divulgativa e accattivante, sviluppa in modo strutturato l’intreccio delle variabili politico-economiche connesse all’evoluzione del prezzo del petrolio degli ultimi anni, descrivendo il ruolo e le strategie dei principali attori coinvolti. Ripercorre quindi i passaggi fondamentali che hanno contraddistinto le vicende economiche a seguito della caduta del prezzo del petrolio dell’estate 2014.

martedì 11 dicembre 2018

Extreme Programming: un nuovo modo di scrivere i software

Nel nuovo centro IT di Lisbona gli esperti lavorano a coppie sullo stesso codice contemporaneamente, riducendo al minimo il margine di errore.

Leo Dias e Tiago Mendes lavorano nel nuovo centro di sviluppo software che il Gruppo Volkswagen ha aperto a Lisbona e durante il giorno si confrontano continuamente. I due sviluppatori siedono ognuno davanti al proprio grande monitor, ma vedono le stesse informazioni: uno sfondo nero, linee di testo colorate e un codice in fase di scrittura a cui entrambi lavorano contemporaneamente. Mentre uno dei due scrive nuove stringhe e dice a voce alta cosa ne pensa, l'altro commenta, corregge e supporta il lavoro del collega. Questo schema dura qualche ora, poi i due si scambiano di ruolo, seguendo il protocollo dell'extreme programming. Lavorando in coppia è più facile scrivere un software preciso e quasi privo di bug.

“Lavorando in questo modo siamo più veloci e ci divertiamo di più”, spiega Tom George, uno dei due responsabili dell'SDC di Lisbona ed ex-direttore di quello di Wolfsburg. “Ne risulta che i software siano scritti così bene che impieghiamo pochissimo tempo a sistemare i bug”, aggiunge Stefan Gotthardt, l'altro responsabile e fondatore del Digital:Lab di Berlino. Insieme hanno portato in Portogallo questa nuova procedura di sviluppo del software.

L'extreme programming è un approccio nato nella Silicon Valley: “Abbiamo studiato quello che fanno le aziende hi-tech di successo, come la Pivotal di Palo Alto” racconta Martin Hofmann, CIO del Gruppo Volkswagen. Far lavorare le persone in coppia mantiene la mente elastica, previene la formazione dei cosiddetti “monopoli di idee” e aiuta a condividere le proprie conoscenze con gli altri colleghi. Un altro pregio di questa metodologia è che rende i team di lavoro indipendenti: ognuno di questi è composto da due project manager, due designer e da quattro a otto sviluppatori. Ogni mattina il gruppo decide chi lavora su ogni progetto e quali saranno le coppie a portare avanti lo sviluppo.

Per il Gruppo Volkswagen, l'SDC di Lisbona è un tassello importante nella strategia di digitalizzazione, per la quale alcune partnership strategiche con aziende hi-tech all’avanguardia sono in fase di definizione. Ma allo stesso tempo il Gruppo sta anche aumentando rapidamente le proprie conoscenze sui software. “Costruiamo il know-how necessario in modo decentralizzato” aggiunge Hoffman. “Per avere con noi i talenti migliori, dobbiamo andare là dove si trovano”. L'SDC di Lisbona è il terzo dopo quelli di Wolfsburg e Berlino e presto vi inizieranno a lavorare 300 specialisti IT.

Anche il processo di selezione è piuttosto innovativo: non se ne occupano le risorse umane, bensì ogni singolo team di sviluppo. In una prima fase i candidati sostengono un colloquio via Skype e un test di programmazione. Se lo superano vengono poi invitati a partecipare per un giorno alle attività del centro, mettendo così alla prova le loro abilità di comunicare, formulare idee e fare domande in modo positivo verso gli altri membri del team. In questo modo i candidati possono capire subito se questo tipo di lavoro è adatto a loro e se saranno in grado di rispettare le regole della squadra: niente email e navigazione internet durante il giorno, niente orari flessibili e nemmeno lavoro a casa.


lunedì 10 dicembre 2018

Ivass: ecco la foto del settore assicurativo nei primi sei mesi dell'anno

di Roberto Bagnoli

Il comparto vita traina la crescita della raccolta nel primo semestre 2018. In base ai dati resi noti dall’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), nei primi sei mesi dell’anno i premi incassati nei rami vita e danni sono stati pari a 75 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2017.

In particolare, le Imprese vigilate dall’Ivass raccolgono premi per 69,8 miliardi di euro (93,1%del totale) con un incremento del 5,1% su base annua, mentre le Rappresentanze dello Spazio economico europeo (comprende i paesi dell’Unione europea, oltre a Islanda e Liechtenstein e Norvegia) realizzano una raccolta di 5,2 miliardi di euro, anch’esse in aumento del 5,4% rispetto al primo semestre 2017.

L’incremento complessivo deriva dall’espansione del settore vita, prevalente nel mercato italiano con oltre i tre quarti dei premi raccolti (56,2 miliardi di euro) e in aumento di 3,1 miliardi di euro (+6,2%) su base annua. Il settore sta progressivamente recuperando la flessione registrata negli ultimi due anni, e che aveva seguito l’espansione registrata nel biennio 2013- 2015. Nei primi sei mesi 2018 la raccolta cresce in tutti i rami: per i due prevalenti, ossia il I (in cui rientrano le tradizionali polizze rivalutabili) e il III (polizze unit e index linked, agganciate rispettivamente a fondi comuni d’investimento e Sicav, oppure indici di Borsa e altri parametri di riferimento), la raccolta aggiuntiva su base annua è rispettivamente di 1 miliardo e di 515 milioni di euro. L’incremento più consistente si registra per il ramo V (capitalizzazioni), che cresce di ben 1,6 miliardi di euro su base annua (+124,3%). La nuova produzione cresce di 2,7 miliardi di euro su base annua (+7,3%) e sostiene lo sviluppo del settore, in particolare con il ramo I che è aumentato di 1,8 miliardi di euro, +8,9% su base annua.

Con 18,8 miliardi di euro raccolti nel primo semestre 2018, il comparto danni  contribuisce alla crescita complessiva con un incremento di 396 milioni di euro rispetto al 2017, +2,2: Le variazioni positive che si sono succedute in tutto il 2017 e nel primo trimestre 2018 hanno condotto il settore a una sostanziale stabilità dopo il lungo ciclo regressivo iniziato alla fine del 2011. La lieve flessione della rc auto  (-0,1% sul 2017) non influisce sulla performance positiva dell’intero comparto auto (+1% su base annua), determinata dall’incremento del ramo corpi di veicoli terrestri. Per quanto riguarda gli altri principali rami danni, a fronte del calo degli infortuni, si osserva una crescita generalizzata, più marcata nel malattia, negli altri danni ai beni e nella rc generale.

Nella distribuzione dei prodotti vita, gli sportelli bancari e postali confermano il primato nella raccolta (59,6% del totale), incrementata su base annua di 2 miliardi di euro. I premi tramite agenzie in economia e gerenze e broker segano un incremento di 2,1 miliardi di euro. Con una raccolta pari a 850 milioni di euro, i promotori finanziari accusano un calo nella loro quota di mercato.

Le agenzie con mandato confermano il primato nella distribuzione del settore danni (70,9% del totale complessivo e l’84,4% della rc auto), risultando in aumento su base annua. Anche gli altri canali di intermediazione risultano in crescita rispetto al primo semestre 2017, con la sola eccezione di agenzie in economia e gerenze.

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venerdì 7 dicembre 2018

Aci:"Incentivare il ricambio coniugando ambiente e inclusione sociale"

Con riferimento all’emendamento alla Legge Finanziaria cosiddetto “bonus-malus”, approvato in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e riguardante l’acquisto di nuove autovetture, ACI registra la rinnovata attenzione verso una mobilità sempre più sostenibile ma, al contempo, richiama al principio dell’inclusione di tutti nei processi di trasformazione e alla concretezza per un reale e rapido abbattimento dell’impatto da traffico.

Il giudizio di ACI, pertanto, è molto positivo per la parte “bonus” ossia per gli incentivi a chi è già nelle condizioni di poter ricorrere all’alimentazione elettrica, ma segnala quanto ancor più prioritaria sia la riduzione e lo svecchiamento del parco circolante italiano.

I veicoli maggiormente inquinanti, ossia omologati Euro 0, 1, 2 e 3, rappresentano ben il 38% del totale (circa 15 milioni su 38,5), presumibilmente utilizzati nei brevi e medi percorsi metropolitani, con alta criticità sugli inquinanti come per la sicurezza stradale.

Bisogna evidenziare come il balzo positivo tecnologico sia avvenuto già a partire dagli Euro 4. Queste motorizzazioni infatti, emettono la metà degli inquinantirispetto agli Euro 3, che -a loro volta- in confronto agli Euro 6, ne emettono addirittura il 130% in più. In termini di sicurezzapoi, un veicolo Euro 3 (che ha dai 13 ai 18 anni di vita) aumenta di 5 volte il rischio di lesioni gravi o morte, in caso di incidente, rispetto alle ultime Euro 6.

La proposta di ACI, con l’obiettivo di contribuire a ridurre significativamente e in tempi brevi l’impatto inquinante della mobilità, è di introdurre incentiviper sostituire una vettura vecchia con un usato più recente (da Euro 4 in poi), più sicuro e meno inquinante, favorendo chi non si può permettere una nuova auto. L’incentivo usato su usato, anche tra privati, non solo ridurrebbe drasticamente gas serra e inquinanti, ma ridurrebbe anche il totale del troppo vasto parco auto italiano.

ACI esprime, invece, qualche perplessità sulla parte “malus” del provvedimento. In concreto, potrebbe rendere più difficile migliorare il parco automobilistico italiano, spingendo gli italiani a “tenersi” la vecchia auto, specie i meno abbienti, con un effetto reale che potrebbe addirittura essere contrario e opposto rispetto ai positivi e certamente condivisibili intendimenti della norma. In più, si aprirebbe una difficile fase per il mercatodell’auto, già in sofferenza specialmente per quanto concerne le motorizzazioni diesel, con pesanti conseguenze anche occupazionali. 

ACI, infine, ricorda che già oggi le auto con maggiori emissioni pagano una sovrattassa annuale, perché il bollo autoè commisurato in base alla potenza e in base alla omologazione ambientale (più alto per l’Euro 0 e via via a scalare più basso per gli Euro 6). Inoltre i veicoli più potenti, con oltre 250 CV anche se ibridi, attualmente sono gravati dal superbollo.

ACI si augura che da questo confronto possa nascere una visione complessiva e positiva verso i bisogni degli italiani, a partire dai meno agiati, come verso l’intero settore automotive (secondo in Europa per dimensione e addetti) dando la necessaria stabilità e progressività al mercato, perché queste necessarie ma impattanti trasformazioni richiedono certezze e pianificazione sul medio-lungo periodo.

Dalla rivista ENERGIA - Ma il metano ti da una mano?

Dopo quasi quattro anni di ribassi, nel corso del 2018 i prezzi del gas naturale sono tornati a salire sensibilmente giungendo a livelli inattesi. Il rialzo si è verificato a partire dal mese di marzo, quando un’ondata di gelo a fine stagione invernale ha dato il via agli aumenti.

Se a gennaio le quotazioni all’ingrosso sull’hub italiano PSV segnavano 19,9 €/MWh, a marzo il prezzo medio mensile era già salito a 23,3 €/MWh. Con l’avanzare della stagione primaverile e poi con l’estate su tutti i mercati europei le quotazioni, invece di diminuire per effetto della stagionalità, vedevano una crescita pressoché costante fino a toccare in settembre al PSV i 29 €/MWh (+46% rispetto a gennaio), per poi assestarsi a 27,1 €/MWh in ottobre, livelli non più raggiunti dal 2012/2013.

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giovedì 6 dicembre 2018

Usato, per i prossimi acquisti il diesel resta la prima scelta degli italiani

I limiti posti dalle amministrazioni alla circolazione delle auto diesel stanno modificando le abitudini di acquisto degli italiani, ma l’usato, al contrario del nuovo, continua a registrare il segno positivo. Secondo il Centro Studi di AutoScout24 (www.autoscout24.it), il portale di annunci auto e moto, leader in Europa, nel mese di novembre il diesel rappresenta ben il 61% delle richieste totali, e nei prossimi 12 mesi il 44% di chi è intenzionato ad acquistare un’auto si sta orientando sempre su una vettura a gasolio e solo il 28% su una a benzina. E anche i prezzi medi in vendita nel periodo settembre-ottobre restano sui livelli del 2017 (-2,1%), tranne per le auto più datate euro 3 o inferiori in cui il calo è del -7,4%.  Per sei utenti su dieci, comunque, tutte le misure contro il diesel non influiscono assolutamente nella loro scelta.

Ma l’intenzione di acquisto varia notevolmente in base alla dimensione della città in cui si vive: nei centri al di sotto di 50mila abitanti, infatti, il diesel primeggia con il 48% dei consensi, ma nelle città superiori a 250 mila abitanti la situazione si inverte e la prima scelta diventa un veicolo a benzina (per il 38%), mentre la quota del diesel cala al 30%. Nella decisione anche le differenze di genere contano, con gli uomini che risultano più fedeli al gasolio rispetto alle automobiliste.

Analizzando sempre gli orientamenti d’acquisto nei prossimi dodici mesi, anche a livello geografico il diesel resta la motorizzazione preferita, ma con differenze significative tra le tre aree: se al Nord il 38% intende acquistare un’auto a gasolio, contro il 34% a benzina, il divario aumenta se ci si sposta al Centro (42% diesel vs 25% benzina) sino al Sud Italia e nelle Isole (59% diesel vs 15% benzina). Inoltre, l’analisi ha confrontato il trend in tre città metropolitane, scoprendo che le vetture a benzina sono nettamente preferite a Milano (28% diesel vs 46% benzina) e Torino (29% vs 43%), mentre nella capitale le due motorizzazioni si equivalgono (33% vs 32%).

Gli utenti sono stati interrogati anche sul giudizio relativo alle misure applicate nelle loro città per limitare il traffico e, nonostante le intenzioni siano senza dubbio virtuose, gli automobilisti sono tendenzialmente scettici: per il 43%, infatti, non saranno sufficienti a ridurre l’inquinamento e creano troppi disagi, e i più contrari sono gli uomini (44%). Ma le limitazioni influenzeranno l’utilizzo dell’auto? Per molti in nessun modo (50%), mentre il 41% sta valutando l’acquisto di un’auto più ecologica e l’8% opterà per un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici. Da notare come anche nelle città più grandi come Milano, Roma e Torino, solo una piccola quota si orienterà sui servizi di car sharing.

Il diesel, dunque, almeno nell’usato, sembra che nei prossimi mesi non sia destinato alla sua definitiva “rottamazione” e chi lo sceglie lo fa innanzitutto per una questione di risparmio (per il 38%) e perché è in linea con i km che si percorrono mediamente (32%), ma anche per il piacere di guida e le performance del motore (23%).
 
“Stiamo osservando attentamente i fenomeni e i trend più rilevanti che riguardano il mondo delle auto, per capire come la loro evoluzione influenza le decisioni di acquisto delle famiglie italiane - afferma Tommaso Menegazzo, Responsabile del Centro Studi di AutoScout24 -. Le auto diesel, le cui vendite sono in flessione sul mercato del nuovo, sembrano rimanere ancora attraenti sul mercato dell’usato, soprattutto al centro-sud e nei piccoli centri che risentono meno delle limitazioni alla circolazione. D’altro lato, l’interesse per l’elettrico è sicuramente in crescita, ma i numeri sono ancora ridotti ed è un settore in cui lo sviluppo tecnologico è talmente rapido che vetture anche recenti diventano subito obsolete. Per questo è un mercato che riguarda prevalentemente il nuovo.” 
 

mercoledì 5 dicembre 2018

La libertà di ricaricare il veicolo elettrico ovunque

In teoria, trovare una stazione in cui ricaricare la batteria e pagare dovrebbe essere molto semplice, ma la realtà spesso è ben diversa. Quello che gli utenti trovano nelle stazioni di carica è di solito un'intricata varietà di combinazioni di operatore, connettore, tariffa e metodi di pagamento.

Allo scopo di aiutare i conducenti delle auto elettriche ad individuare con esattezza la stazione presso cui possono ricaricare la loro automobile, Bosch unisce le sue forze a quelle del sito web tedesco clever-tanken.de. Con oltre 20 milioni di visite ogni mese (IVW/Google Analytics agosto 2018), clever-tanken.de è leader del mercato per le informazioni sul prezzo dei carburanti in Germania. Il risultato della collaborazione è Clever Laden ("carica intelligente"), una nuova funzionalità dell'App del sito web di confronto prezzi. L'App non solo mostrerà i prezzi di benzina, diesel e GPL, ma anche dove trovare le stazioni di carica in tutta la Germania.

I filtri integrati ordinano le stazioni di carica in base alla loro disponibilità, alla capacità di carica e al connettore richiesto. L'App semplifica inoltre il processo di carica uniformando il sistema di pagamento e di accesso. "Bosch e clever-tanken.de mettono fine alla giungla di opzioni per la ricarica dei veicoli elettrici. Clever Laden offre agli automobilisti l'accesso senza vincoli alle stazioni di carica" ha dichiarato Markus Heyn, membro del Board of Management di Robert Bosch GmbH.

Non sono solo prezzo e tempi di ammortamento a disincentivare l'acquisto di un veicolo elettrico, ma anche la disponibilità delle stazioni di carica e la relativa infrastruttura svolgono un ruolo fondamentale.Secondo la BDEW, l'associazione tedesca per acqua ed energia, nel luglio 2018 in tutto il paese erano presenti 13.500 stazioni di carica accessibili e dotate di funzionalità internet. Grazie alla rete di carica Bosch, Clever Laden è in grado di coprire circa l'85% di esse. "Chi guida un veicolo elettrico teme di rimanere bloccato nel nulla senza avere accesso ad una stazione di carica. Con Clever Laden non sarà più così. In futuro l'App mostrerà agli automobilisti il punto esatto in cui poter ricaricare la batteria del veicolo" ha proseguito Heyn. L'App sarà in grado di individuare le stazioni libere, quale tipologia di connettore deve avere il cliente, la capacità di carica disponibile ed il prezzo totale dell'elettricità. L'automobilista non deve far altro che scaricare l'App Clever Tanken sul proprio smartphone ed in seguito selezionare il sistema di propulsione "elettrico" in modo da poter visualizzare le stazioni di carica vicine, in forma di elenco o su una mappa.

Clever Laden non solo aiuta ad orientarsi nella giungla di opzioni delle stazioni di carica, ma ne semplifica anche tutta la procedura: senza dover prima controllare da soli questioni tecniche e contrattuali, i guidatori di veicoli elettrici possono utilizzare l'App per avviare e pagare la procedura di carica in qualsiasi stazione archiviata nel sistema. Per rendere possibile questo servizio Bosch ha siglato accordi con gli operatori delle stazioni di carica. Per poter utilizzare l'App, gli automobilisti non devono far altro che iscriversi e disporre di un account PayPal o di una carta di credito. Questa soluzione risulta vantaggiosa anche per gli operatori del servizio, che con Clever Laden aumentano la capacità di utilizzo della loro infrastruttura per la carica. "Questa collaborazione punta ad offrire servizi intuitivi a chi guida un veicolo elettrico, riducendo i disagi dell'attuale panorama di opzioni di ricarica e pagamento. Questo favorirà l'interesse degli automobilisti verso la mobilità elettrica" ha affermato Steffen Bock, fondatore e CEO di clever-tanken.de.

Dietro l'app Clever Laden opera una potente rete di sistemi IT, che sono connessi in tempo reale e fanno in modo che l'App sia sempre aggiornata e gli automobilisti siano in grado di sapere in qualsiasi momento se una stazione di carica è già occupata o disponibile. La tecnologia di base è fornita da Bosch IoT Suite, un pacchetto software per il cloud per sviluppare applicazioni sull'Internet of Things. Copre i vari enti regionali che erogano l'energia, i fornitori delle stazioni di carica e anche i servizi dei partner quali, per esempio, le transazioni di pagamento. Dal 2016 Bosch offre app che aiutano a individuare stazioni di carica, ad eseguire la carica ed effettuare il pagamento. Disponibile tramite case automobilistiche come Renault, il servizio Bosch è già utilizzato da molte migliaia di utenti di veicoli elettrici. Clever Laden ora estende il servizio a tutti i veicoli elettrici, di qualunque produttore.
 

martedì 4 dicembre 2018

La storia dell’auto? E' una storia italiana

di Nicola Odinzov

La paternità del primo motore a scoppio della storia spetta certamente a due ingegneri italiani, Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, che nel 1853 realizzarono il primo prototipo funzionante. Fu tuttavia Karl Benz, giovane ingegnere tedesco, che il 29 gennaio 1886 presentò all’Ufficio Brevetti dell’Impero germanico a Berlino la sua singolare “invenzione”, la prima automobile della storia, la Patent Motorwagen.

Da allora nell’industria automobilistica si sono susseguiti cambiamenti e innovazioni tecnologiche che hanno rappresentato vere e proprie rivoluzioni. Molti dispositivi oggi di serie hanno cambiato radicalmente il modo di guidare e viaggiare in automobile. Basti pensare al cambio sincronizzato di De Dion del 1896. Chi ha provato l’emozione di guidare un’auto dei tempi passati sa bene quanto abbia semplificato la guida, evitando di dover fare la doppietta, manovra indispensabile per non grattare gli ingranaggi del rapporto da innestare, eguagliandone la velocità.

Il riscaldamento, che sfruttava il calore del liquido di raffreddamento motore, fu inventato da Daimler nel 1897, ma fino al secondo dopoguerra mettersi alla guida durante l’inverno significava ancora doversi coprire con sciarpe e cappotti.

Italia patria di santi, poeti e navigatori, ma anche d’inventori. È italiano il primo impianto elettrico di serie su un’autovettura. L’impianto a 6 volt, che alimentava luci interne, clacson e fari, debutta nel 1913 a bordo di una Lancia Theta, ed è ancora la Lancia che nel 1923 presenta, al posto del telaio a longheroni, una nuova struttura a scocca portante e le sospensioni anteriori a ruote indipendenti.
Oggi, autonomia e consumo e vengono rilevati da dispositivi installati su qualunque auto, ma in passato per conoscere la quantità di carburante era necessario introdurre un’asticella di legno nel serbatoio. Non sono trascorsi molti anni da quando era necessario agire singolarmente su ogni portiera per aprire o chiudere l’auto. Oggi è sufficiente la pressione su un semplice tasto, e alcune auto riconosco addirittura il proprietario ed azionano autonomamente le portiere a seconda questi si avvicini o si allontani.

Nel 1931, al Ministero delle Corporazioni Ufficio delle proprietà intellettuali, fu registrato a nome di Elio Trenta il brevetto del primo cambio automatico, ma sarà la General Motors nel 1940 ad installare l’Hydra-Matic, precursore del moderno cambio automatico, sui modelli di serie Oldsmobile.
Fu la Buick Y Job Concept la prima a montare alcune innovazioni poi adottate su le auto di serie: tra queste la capotte e gli alzacristalli elettrici.

Il 4 novembre 1939 al 40esimo Automobile Show di Chicago la Packard Motor Co. di Detroit presentò la prima automobile dotata di climatizzatore d’aria manuale, ma per quello automatico si dovrà attendere fino al 1964.

Le automobili moderne dispongono di veri e propri sistemi infotainment e pensare alla prima ingombrante e costosa autoradio con comando a filo, la Motorola modello 5T 71 del 1930, fa oggi sorridere.

Sul fronte della protezione le cinture di sicurezza hanno rappresentato un vero e proprio salto in avanti. Dai modelli addominali, installati nel 1949 dalla Nash Motor, passando per quelli a tre punti di attacco, inventati nel 1959 dalla Volvo, fino ai moderni con arrotolatore e pretensionatore, le cinture di sicurezza hanno costituito la base di tutti i sistemi prevenzione delle lesioni in caso d’incidente. L’Airbag, brevettato da John W. Hetrick nel 1952, apparve in Europa solo nel 1981 come optional sui modelli più prestigiosi della Mercedes-Benz.Nel 1997 in seguito al famoso "test dell'alce” la Mercedes Classe A fu dotata di serie del controllo elettronico di stabilità (ESP) che dal 2014 è obbligatorio su ogni nuova vettura commercializzata in Europa, Stati Uniti e Australia.
È oramai una realtà che l’industria automotive sia impegnata nello sviluppo di auto ibride ed elettriche e non è certo un segreto che le batterie abbiano un ruolo primario. Si parla di accumulatori a celle cilindriche, a celle prismatiche ed a "pouch cells", ma fu il comasco Alessandro Volta nel 1799 ad inventare il primo accumulatore di elettricità della storia.

In conclusione è più che giusto riconoscere che l’Italia si è certamente guadagnata un ruolo importante nella storia dell’industria automobilistica.  Non solo per la fama di rombanti Ferrari, Lancia o Maserati, che hanno trasformato alcune automobili in veri e propri status symbol, ma anche attraverso piccole-grandi invenzioni di alcuni uomini, spesso poco conosciuti e che meritano di essere ricordati.

lunedì 3 dicembre 2018

Caro-carburanti in frenata da metà ottobre


Con una crescita del 4,7% in ottobre i consumi di benzina e gasolio auto hanno messo a segno nei primi dieci mesi del 2018 una crescita del 2,6% sul 2017. Ben più alto però è l’incremento della spesa per le famiglie e le imprese italiane. Questa spesa nello stesso periodo è stata di 49,55 miliardi con un incremento del 9,8% sullo stesso periodo del 2017 anche per l’aumento del prezzo del greggio. Dei 49,55 miliardi di spesa, come emerge dalle elaborazioni del Centro Studi Promotor, l’Erario ha beneficiato per 29,780 miliardi (+4,6%), mentre alla componente industriale, cioè alla quota destinata alla produzione e alla distribuzione, sono andati 19,375 miliardi (+19%).

La tendenza del prezzo del greggio si è però invertita con effetti positivi sui prezzi alla pompa a partire da metà ottobre. Le quotazioni del greggio sembrano destinate a non esaurirsi nel breve periodo e di conseguenza si può ritenere che il costo per le famiglie e le imprese italiane per i consumi di benzina e gasolio auto nel 2019 sarà inferiore a quello del 2018.

“E’ indubbiamente un elemento positivo da considerare - ha affermato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - anche nel valutare le prospettive per il mercato automobilistico italiano nel 2019, anno in cui continueranno ad influire sulle immatricolazioni buona parte dei fattori che stanno impedendo di superare nel 2018 la soglia dei 2.000.000 di immatricolazioni, fattori a cui potrebbe aggiungersi anche l’impatto del rallentamento della crescita economica”. 

venerdì 30 novembre 2018

Attuari, una categoria in forte espansione

Nel mondo gli attuari sono circa 100mila, in Europa viaggiano verso i 24mila. In Italia poco più di 1.000, un numero destinato inevitabilmente a crescere nei prossimi anni sull'onda dello sviluppo della professione con particolare riferimento alla gestione dei rischi, soprattutto quelli aziendali, ai fondi sanitari, all'evoluzione dei mercati assicurativi, previdenziali e finanziari. Sono alcuni dei dati diffusi oggi in occasione del XII congresso nazionale della categoria.

Gli attuari lavorano sia come liberi professionisti sia come dipendenti presso società di assicurazioni, enti del settore previdenziale, università, istituti di vigilanza come l'Ivass (assicurazioni) e la Covip (fondi pensione), mondo finanziario, imprese non finanziarie, gestione dei dati, welfare. In particolare nel mondo assicurativo la presenza degli attuari si allarga sempre di più rispetto ai tradizionali ambiti di attività. Oggi troviamo attuari anche nell'area gestionale, nell'informatica, nella pianificazione e controllo e in altri settori.

Per l'attuario il rischio è una sorta di habitat naturale. Gli attuari sono molto ricercati e i tempi per trovare lavoro sono molto brevi, e questo ormai da anni. Per diventare attuari occorre una laurea magistrale in Finanza, oppure in Scienze Statistiche, oppure ancora in Scienze Statistiche, Attuariali e Finanziarie, poi superare l'Esame di Stato e iscriversi all'albo.

Gli attuari sono esperti di statistica, matematica applicata, probabilità, finanza e tecniche attuariali. Il loro mestiere, all'interno delle compagnie di assicurazione come degli enti pensionistici, riguarda molteplici aspetti dal calcolo delle tariffe agli accantonamenti tecnici, e in ogni caso la valutazione dei rischi, attività che si sta sempre più estendendo al mondo finanziario, alle imprese non finanziarie, ai fondi sanitari, alla gestione dei dati, al welfare, agli eventi di natura globale e sistemica.

giovedì 29 novembre 2018

Marco Brachini, direttore marketing Sara: "SerenEtà, un maggiordomo a disposizione del cliente per aiutarlo a soddisfare le sue esigenze quotidiane"

“SERENETA’”è il primo prodotto che Sara Assicurazioni dedica ad un target ampio e specifico come quello degli over 65.

Oltre a tutelare il cliente da alcuni degli eventi tipici di questa fascia di età (la truffa all'interno della propria abitazione, lo scippo della pensione, la frattura del femore,...) ha la peculiarità di offrire un pacchetto di servizi  di valore, quale "un maggiordomo" a disposizione del cliente per aiutarlo a soddisfare le sue esigenze quotidiane.

E' l'unica assicurazione che con 130€ l'anno sostiene gli anziani nella vita di tutti i giorni. Il prodotto nasce da una puntuale analisi di mercato in cui è emerso  che, al 1/01/2017, 13,5 milioni di italiani hanno superato i 65 anni (22% della popolazione + 3p.p. rispetto alla media europea), e, più in generale, il 48,7% delle famiglie "single" è composto da una persona anziana.

Inoltre, la continua crescita delle truffe agli over 65 (+19% denunce nel 2016) e la diffusione delle cadute che rappresentano il 50% degli  incidenti domestici per gli anziani (le fratture risultano essere la conseguenza più frequente) hanno generato l'esigenza  di offrire una copertura assicurativa mirata a tutelare gli eventi tipici di questo target.  Il pacchetto assicurativo di SERENETA’ offre un rimborso per la truffa tra le mura domestiche oppure per lo scippo nel giorno della pensione e, inoltre, un indennizzo per un infortunio che ha generato una frattura, una lussazione o un’ustione di 2°/3° grado.

A questo, si aggiunge un pacchetto di servizi gestito da una società esterna specializzata in servizi di concierge che accudisce il cliente nella gestione delle sue attività quotidiane, ricreative o semplicemente offrendo compagnia nei momenti di solitudine”.

mercoledì 28 novembre 2018

Ericsson, Einride e Telia alimentano furgoni sostenibili a guida autonoma grazie al 5G

Einride, Ericsson e Telia stanno “mettendo in moto” il 5G. L'obiettivo è dare vita a un ecosistema per il trasporto autonomo completamente elettrico che innovi le modalità di gestione delle flotte.
Le soluzioni Ericsson Radio System ed Ericsson Cloud Core per 5G erogano connettività ad alte prestazioni al T-pod di Einride, un veicolo senza conducente in funzione in modo continuo negli impianti logistici di DB Schenker a Jönköping, in Svezia.


L’alta capacità di trasmissione e la bassa latenza del 5G saranno pietre miliari per le future soluzioni per il settore dei trasporti. Il T-pod di Einride e il sistema di trasporto autonomo, alimentato dal 5G, possono potenzialmente sostituire oltre il 60% dell’attuale trasporto su strada con un'alternativa economicamente competitiva e sostenibile.

Il 5G rappresenta un'opportunità per gli operatori di telecomunicazioni che possono attingere a nuove fonti di reddito generate dalla digitalizzazione dei settori industriali. Il report di Ericsson sul potenziale di business del 5G mostra che entro il 2026 gli operatori potranno beneficiare di opportunità di mercato a livello globale, il cui valore arriverà fino a 619 miliardi di dollari.

lunedì 26 novembre 2018

Auto: sono 5 milioni i diesel Euro 3 o inferiori a rischio stop


Nonostante le auto diesel Euro 3 e inferiori stiano vivendo grandi e crescenti limitazioni alla circolazione, che sembrano convergere verso una loro progressiva messa al bando, e in molte regioni la loro facoltà di circolazione sia già fortemente limitata, sono tantissime quelle che risultano ancora iscritte nei registri della motorizzazione; quasi 5 milioni (4.911.447), equivalenti al 12,9% dell’attuale parco auto private destinate al trasporto persone presente in Italia. 


Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (aggiornati al 31 ottobre 2017), è riuscito a disegnare la mappa delle automobili diesel presenti sul territorio e ha evidenziato anche come le Euro 3 o inferiori siano quasi un terzo (29,89%) delle auto private alimentate a gasolio ancora potenzialmente in circolazione. Va detto che parte di questi veicoli, anche se iscritti nei registri della motorizzazione, potrebbero non essere più in uso, ma è pressoché impossibile conoscerne il numero preciso.  

Interessante notare, si legge nell’analisi, come il peso percentuale delle auto diesel Euro 3 o inferiori vari sensibilmente da regione a regione, con una forbice compresa tra l’8,5% e il 22%.
Guardando la distribuzione territoriale emerge chiaramente come la diffusione di questo tipo di vetture sia maggiore, proporzionalmente, nelle regioni del Meridione, che occupano le prime otto posizioni della classifica nazionale. 

In vetta si trovano il Molise e la Basilicata, aree dove più di 1 auto privata su 5 è un diesel Euro 3 o inferiore (rispettivamente il 21,9% e il 21,7%); segue la Calabria con una percentuale pari al 19% e la Puglia, con il 18,5%. Giù dal podio, ma con valori decisamente superiori alla media nazionale anche Sicilia (17,2%), Campania (16,7%) e Abruzzo (15,4%).
Osservando la graduatoria nel senso opposto, invece, è la Valle d’Aosta a risultare prima. In quella regione solo l’8,5% delle auto private appartiene alla categoria diesel Euro 3 o inferiore; a seguire si trovano Toscana (8,7%), Friuli Venezia Giulia (9,1%) e Liguria (9,4%). Al quinto posto si posiziona la Lombardia (9,5%), che precede solo di poco le altre due regioni che hanno recentemente introdotto lo stop ai diesel Euro 3: l’Emilia Romagna (9,7%) e il Piemonte (10%).
Se si analizza la distribuzione delle automobili private diesel Euro 3 o inferiori in termini assoluti, invece, è la Lombardia, con i suoi 587.515 veicoli, a guadagnare il primo posto. Seguono la Campania, con 577.087 auto di questa categoria e la Sicilia (564.591).

Estendendo l’analisi a tutti i veicoli presenti nell’archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione, emerge che, in totale, i mezzi diesel Euro 3 o inferiori ancora regolarmente immatricolati sono più di 8 milioni (8.268.179), pari al 15,8% del parco mezzi italiano potenzialmente circolante; se si guarda al numero totale di veicoli alimentati a diesel (includendo quindi anche gli Euro 4, 5 e 6), i mezzi sono più di 22,3 milioni (il 42,9% del totale). 
Anche da un punto di vista assicurativo il diesel Euro 3 non è conveniente rispetto all’Euro 6. Facile.it ha verificato le differenze nelle tariffe RC prendendo in considerazione due modelli uguali ed evidenziando come il best price* disponibile per assicurare l’auto più inquinante risulti superiore di oltre il 10% rispetto a quella con emissioni minori (277,81 euro per il diesel Euro 3 contro i 248,88 euro necessari pe il veicolo Euro 6).

«Ad incidere sull’RC auto non è, di per sé, la classe ambientale di appartenenza del veicolo quanto piuttosto la sua anzianità», spiega Diego Palano, Responsabile BU assicurazioni di Facile.it. «Le auto diesel Euro 3 o inferiori, ormai da anni fuori produzione, hanno un’età media decisamente più alta rispetto a quella dei nuovi Euro 6 e per questo le compagnie assicurative applicano premi più cari.». 
A seguire le tabelle con i dati regionali sul numero di auto private destinate al trasporto persone diesel Euro 0 – 1 – 2 – 3 presenti nell’archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione (ad ottobre 2017) e il loro peso percentuale sul totale.


Regione
Numero auto private
per trasporto persone
diesel Euro 0-1-2-3
% auto private
per trasporto persone
diesel Euro 0-1-2-3
ABRUZZO
134.316
15,4%
BASILICATA
79.404
21,7%
CALABRIA
238.294
19,0%
CAMPANIA
577.087
16,7%
EMILIA ROMAGNA
274.837
9,7%
FRIULI VENEZIA GIULIA
71.475
9,1%
LAZIO
530.165
13,4%
LIGURIA
79.560
9,4%
LOMBARDIA
587.515
9,5%
MARCHE
123.141
12,2%
MOLISE
45.887
21,9%
PIEMONTE
293.381
10,0%
PUGLIA
439.461
18,5%
SARDEGNA
151.047
14,5%
SICILIA
564.591
17,2%
TOSCANA
204.111
8,7%
TRENTINO ALTO ADIGE
71.162
11,5%
UMBRIA
83.806
13,4%
VALLE D'AOSTA
7.654
8,5%
VENETO
354.553
11,5%
ITALIA
4.911.447
12,9%