Nuovi servizi di mobilità, le idee arrivano dalla Corea


Hyundai ha annunciato una partnership strategica con Grab, il principale player di servizi di mobilità on-demand del Sud-Est Asiatico. L’accordo consentirà al brand di esplorare nuove opportunità nella sharing-economy e di guidare la mobilità futura in uno dei mercati in più rapida crescita del mondo. Hyundai e Grab collaboreranno per sviluppare e proporre innovativi servizi di trasporto, tra cui una nuova piattaforma che utilizzerà la Hyundai IONIQ elettrica. Attualmente Grab fa registrare una media di 3.5 milioni di corse al giorno e 2.3 milioni di conducenti in 8 Paesi e 168 città.

“L’investimento di Hyundai segna l’inizio di una nuova e stimolante partnership con Grab, portando il brand ancora più vicino alla realizzazione della propria visione di mobilità del futuro. Il ruolo di Hyundai nel campo dei veicoli eco-friendly, insieme all’esperienza di Grab nel mercato sud-est asiatico, permetterà di presentare ai clienti servizi davvero innovativi. Questo è comunque solo l’inizio: continueremo infatti a incrementare le collaborazioni con i migliori fornitori di servizi di mobilità nel mondo” ha dichiarato Young Cho Chi, Chief Innovation Officer e capo della divisione Strategy & Technology Hyundai.

Anche Anthony Tan, Group CEO e Co-founder di Grab, ha commentato il nuovo accordo: “Stiamo entrando nella prossima fase di crescita di Grab, e non vediamo l’ora di iniziare a lavorare a fianco di Hyundai per continuare il processo di innovazione della mobilità nel sud-est asiatico. Siamo lieti di accogliere Hyundai nel nostro network mondiale di alleati strategici, e siamo sicuri che la collaborazione con importanti partner spingerà Grab verso una crescita di lungo periodo”.



Mercato Noleggio Lungo e Breve Termine a dicembre 2017: quasi mezzo milione di auto a noleggio nel 2017


Nell’intero 2017 il noleggio a lungo termine ha immatricolato 296.660 veicoli (Passenger Cars più Light Commercial Vehicles), con una crescita rispetto allo stesso periodo del 2016 del 11% (sono quasi 30.000 unità in più). A dicembre il mercato ha chiuso praticamente in pareggio: il tasso incrementale del comparto è stato modesto (+0,7%, con 16.419 nuove targhe rispetto alle 16.309 del dicembre 2016). Dopo l’exploit di novembre, a dicembre le società NLT Captive, cioè i player controllati dalle Case costruttrici (+32,1%, con Leasys in testa), hanno fatto registrare una crescita del 3,5%, mentre gli operatori “Top”, cioè i “generalisti”, hanno fatto segnare un saldo negativo di 3,9 punti percentuali.

ALD Automotive conclude l’anno mantenendo saldamente la prima posizione conquistata nel 2017: da gennaio a dicembre ha targato 65.966 vetture e veicoli commerciali leggeri (il miglior risultato della storia per un noleggiatore in Italia), con un aumento di 15.239 unità (+30%). La sua market share 2017 è del 22,2% (lo scorso anno era del 19%). Leasys insegue a poco più di 3.000 targhe di distanza: nei 12 mesi ha immatricolato 62.627 unità (+4.076 sul 2016, pari a un incremento del 7% e una quota di mercato del 21,1%). Arval mantiene la terza posizione detenuta negli scorsi mesi, con un calo delle immatricolazioni del 13,5%, pari a 8.019 unità in meno (e market share scesa da 22,2 a 17,3%). Occorre ricordare, però, che il colosso francese controllato dal Gruppo bancario BNP Paribas è l’unico tuttora focalizzato esclusivamente sul mercato business. Il suo ingresso sul mercato dei privati avverrà ufficialmente nei prossimi mesi, con un prodotto dalla forte connotazione innovativa, e sicuramente nel 2018 recupererà il gap sui concorrenti ALD e Leasys.

Al quarto posto LeasePlan, che ha targato 38.314 veicoli nell’intero 2017 e occupa una quota di mercato del 12.9% (-0,8 punti rispetto al 2016). LeasePlan ha immatricolato 1.727 veicoli in più rispetto allo scorso anno (+4,7%). Complessivamente le “fab4” del noleggio a lungo termine hanno conquistato nel 2017 una quota del 73,5%: in pratica tre noleggi su quattro sono appannaggio di ALD, Leasys, Arval e LeasePlan. Nel restante quarto del mercato, la battaglia tra i player si è fatta serrata: ben quattro aziende hanno superato quota 10.000 unità (Volkswagen, Car Server, Mercedes e Alphabet). Alcuni con tassi di crescita molto elevati: Volkswagen +39,8%, Car Server +33%, Alphabet +14,1%. Volkswagen occupa saldamente la quinta piazza; quest’anno la società di noleggio controllata dalla Casa di Wolfsburg ha targato 16.498 veicoli. Car Server, che quest’anno ha scavalcato Mercedes, è sesta assoluta. L’azienda di Reggio Emilia, con 3.004 nuove targhe in più, è cresciuta del 33%, anche grazie agli ottimi risultati nell’ultima parte dell’anno. Mercedes ha realizzato pressappoco gli stessi volumi del 2016: 11.155 immatricolazioni contro le 11.415 dello scorso anno. A insidiare ormai da vicino Mercedes c’è Alphabet, con un aumento delle vendite di 1.311 unità in più. Athlon (che appartiene al Gruppo Daimler) nel 2017 ha fatto registrare un tasso di crescita del 27,7%. Nelle posizioni di rincalzo ci sono sempre Renault-Nissan, Sifà e PSA, tutte e tre protagoniste di un eccellente 2017: Renault-Nissan +33,3%, Sifà +87,5% e PSA +156,1%.

La graduatoria del NLT relativa alle sole Passenger Cars vede una situazione simile a quella del comparto nel suo complesso, ma con Mercedes e Alphabet davanti a Car Server, mentre la classifica dei soli Light Commercial Vehicles vede al secondo posto Arval, azienda tradizionalmente forte nel comparto dei veicoli da lavoro, dietro ad ALD e davanti a Leasys.

Il forecast di Dataforce sul 2018 prevede che il comparto del noleggio a lungo termine crescerà ancora, seppure in misura meno accentuata rispetto al 2017: supererà sicuramente le 300.000 targhe (la stima è attorno a 305.000 unità).

A dicembre il comparto dei rent-a-car ha fatto segnare l’ennesimo risultato straordinario: +59,9%, sebbene i volumi di fine anno siano per tradizione piuttosto bassi: solamente 5.670 immatricolazioni. Comunque un’eccellente chiusura d’anno rispetto alle sole 3.545 unità del dicembre 2016. Il cumulato annuo cresce di oltre 20 punti percentuali (esattamente del 20,9%). Il RAC consolida quindi ulteriormente la sua corsa al rialzo, sebbene una fetta cospicua delle immatricolazioni degli ultimi mesi abbia avuto origine non tanto da un’impennata della domanda di noleggi business o leisure, quanto da forzature di mercato che alcuni Costruttori hanno chiesto agli operatori a fronte di maggiori sconti e azzeramento dei costi di giacenza. In sostanza, alcuni operatori del comparto del breve termine hanno anticipato a quest’anno una parte dell’inflottamento programmato nei primi mesi del 2018, anche tenendo ferme fino a fine anno le vetture già targate nei piazzali: questo fenomeno avrà ripercussioni negative sulle immatricolazioni dei primi mesi del 2018.

Ne è un chiaro esempio la forte crescita delle immatricolazioni uso noleggio dei dealer. A dicembre 2016 questo canale aveva immatricolato 740 vetture e veicoli commerciali leggeri, quest’anno invece è arrivato a 2.125 unità (+187,2%). Facile supporre che alcuni (o molti) di questi veicoli verranno riversati sul mercato delle km zero. Il dato cumulativo dei Dealer NLT è un impressionante 23.367 targhe: quanto un operatore di primo livello. Parallelamente, gli operatori Top (ossia i rent-a-car più dimensionati) hanno performato anch’essi molto bene a dicembre: + 31%, ma nettamente al di sotto della media del mercato). Quote in fortissimo rialzo, invece, per gli operatori di medie dimensioni (+503,8%) e volumi in flessione per i noleggiatori più piccoli.

Leader di mercato nel NBT rimane sempre Avis, i cui numeri inglobano anche le immatricolazioni di Maggiore. Con una quota del 26,8%, pari a 48.400 veicoli targati da gennaio a dicembre (con un ultimo mese dell’anno caratterizzato da volumi trascurabili), Avis è cresciuta di 3.757 unità (+8,4%), ma ha perso 3,1 punti percentuali di market share. Seconda è ancora Hertz, che si mantiene sui livelli di immatricolazioni del 2016 (38.279 nuove targhe contro le 38.760 dello scorso anno). Anche Hertz scende di quota (-4,7%, passando da una market share del 25,9 a una del 21,2%). Al terzo posto Europcar, che ha aumentato le immatricolazioni del 6,9%, ma ha anch’essa perso in market share (passa infatti dal 9,6 all’8,5%). Al quarto posto Goldcar (controllata da Europcar), che è cresciuta a un tasso vicino alla media del mercato (+18%).

Nelle posizioni di rincalzo, troviamo invece operatori che hanno fatto segnare aumenti significativi: in ordine di classifica, Locauto (+28,5%) e Rent a Car Italy (+53,6%). Da sottolineare che a partire dalle graduatorie di fine anno, Dataforce ha separato i dati degli operatori Win Rent e Sixt che, dal 2017, operano in maniera autonoma. I due noleggiatori hanno ottenuto risultati eccellenti nel 2017, perché assieme hanno raddoppiato le immatricolazioni rispetto al 2016 (suddividendosi le quote in parti uguali). Tra i noleggiatori di medie dimensioni, Noleggiare, che in graduatoria precede sia WinRent sia Sixt, ha triplicato le targhe; Autovia è cresciuta del 67,3%, hanno targato molto di più (rispettivamente +182,8% e +72,1%), mentre De Montis ha aumentato la sua flotta soltanto del 7,9%. In flessione le immatricolazioni di Car2Go (-17,4%), che però aveva incrementato il suo parco di car sharing in maniera significativa nel 2016.

Sito web abusivo, ecco la segnalazione dell'IVASS

L'IVASS, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, rende noto che è stata segnalata la promozione di polizze Rc auto tramite il sito internet www.polizzetemporaneecosta.it non riconducibile ad alcun intermediario iscritto nel Registro Unico degli Intermediari.

L'attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso il sito, attualmente offline, si legge in una nota, è quindi irregolare e, conseguentemente, l'Ivass ne ha chiesto l'oscuramento.

L'istituto raccomanda di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione tramite internet di contratti assicurativi, soprattutto se di durata temporanea, verificando, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell'attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito www.ivass.it.

VEDERE BENE AL VOLANTE: LA MIOPIA NOTTURNA

di Luisa Mosello

“Occhio" alla guida. Sempre, in ogni momento e in qualsiasi condizione. Sì, perché se l’attenzione al volante non è mai troppa è la vista il suo strumento principale. Da tenere ben presente, come in un appuntamento al primo “sguardo”.

Battute a parte, vedere bene mentre si sta guidando è cosa essenziale, anche se spesso sottovalutata. Si pensa che basta un paio di occhiali se si hanno problemi di vista, miopia o astigmatismo che sia, e invece possono esserci mille rischi in agguato anche per chi non ha bisogno di lenti. Da qui l’allarme sicurezza evidenziato anche dalla ricerca “Vista e Guida Sicura 2017” a cura di GrandVision Italy che individua nella maggioranza degli automobilisti un buon 77% che non considera il “vederci bene” una priorità.

Riscontrando che quasi il 30% degli intervistati non si è sottoposto a nessun un controllo visivo dal medico oculista da più di 2 anni.

Numeri che non corrispondono a quelli messi in luce da diversi studi che indicano come nel nostro Paese gli incidenti legati alla vista oscillano dal 20 al 60%. Tra i disturbi visivi più pericolosi in automobile l’abbagliamento dei fari degli altri veicoli, la visuale limitata e il sole forte.

Fra le principali difficoltà ci sono quelle inevitabilmente legate alla guida notturna anche da parte di chi non ha difetti visivi diagnosticati. Per questo va presa attentamente in considerazione la cosiddetta “acuità visiva a luminanza ridotta” legata alla struttura del globo oculare e nella pupilla all’apertura al centro dell’iride. In pratica funziona così: la contrazione e il rilassamento di quest’ultima aumentano o riducono la luce che entra nell’occhio regolando il diametro della pupilla.

Che se di giorno è stretto, durante la notte si allarga per compensare la riduzione di luce e adattarvi la visione. Ci sono persone che pur vedendo benissimo con il sole alto dopo il tramonto lamentano qualche difficoltà.

In questo caso si è alla presenza di un’emeralopia, il più delle volte sintomo di un difetto ottico tipico delle persone anziane. Perché la capacità di adattamento al buio spesso diminuisce con l’avanzare dell’età il cristallino diventa meno trasparente, la dinamica pupillare meno efficiente. Da tener d’occhio, per l’appunto, anche quella che viene definita miopia notturna.

Ovvero l’intensificarsi del disturbo anche se di poco al cospetto delle stelle. Per tutti, sia per chi ha problemi visivi certificati sia per chi non li ha, o crede di non averli, è fondamentale assicurarsi che gli occhi alla guida abbiano sempre il comando della strada.

In qualsiasi situazione. Per chi vuole essere ancora più sicuro esistono occhiali di varie marche realizzati appositamente per questo scopo destinati anche a chi a uno sguardo di lince. Sono infatti in grado di eliminare il fastidio e il pericolo rappresentato dall’abbagliamento dei fari, il riverbero, oltre ad aumentare la sensibilità e la percezione dei colori al crepuscolo e sotto la luna.


S&P PREVEDE RIPRESA VITA E RAMI DANNI

di Roberto Bagnoli

Un miglioramento dell’indicatore che misura il “rischio” del comparto, connesso a una ripresa della raccolta sia nel comparto vita sia nei rami danni. E questo all’interno di una previsione di miglioramento complessivo dell’economia italiana. Sono le positive previsioni dell’agenzia di rating S&P sulle prospettive del mercato assicurativo per il 2018.

Alla luce delle previsioni di crescita del Prodotto interno lordo e della riduzione della concentrazione degli investimenti nei titoli di Stato italiani, l’agenzia ha migliorato da intermedio a moderato il giudizio sull’esposizione delle imprese assicurative italiane a fattori esterni di rischio; è un valore in linea con quelli assegnati a Germania, Olanda e Spagna, mentre il basso rischio viene attribuito soltanto al mercato francese e a quello britannico.

“Anche se le compagne italiane restano quelle più esposte al rischio domestico”, spiega Taos Fudji, director financial istitutions di S&P global ratings , “negli ultimi due anni c’è stata una graduale riduzione. Nel settore vita le riserve tecniche investite in titoli di Stato italiani sono passate da circa il 55% a meno del 50%, nei danni da oltre il 30% a circa il 24%: ci aspettiamo che questo trend prosegua in modo graduale nei prossimi anni”.

Per il settore vita, S&P prevede per il 2018 un’inversione di tendenza nella raccolta, che dopo il boom del triennio 2013-2015 ha accusato una contrazione complessiva del 16% fra il 2016 e il 2017: per il 2018 i premi sono previsti a 102,9 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno scorso. Secondo l’analista di S&P, la ripresa sarà dovuta a un movimento strutturale.

“Circa il 20% del risparmio degli italiani è allocato in polizze vita, rispetto al 30% di paesi come Francia e Germania, quindi c’è uno spazio strutturale di crescita”, sottolinea Fudji, “inoltre la direttiva Mifid 2 aiuterà molto il settore, perché le polizze vita si adattano bene a questo cambiamento normativo. Una spinta favorevole dovrebbe venire anche dall’apertura dell’Ivass a una possibile modifica alle attuali regole che dovrebbe consentire alle compagnie una maggiore flessibilità nel gestire i rendimenti ottenuti dalle gestioni separate; pur in uno scenario di tassi d’interesse che dovrebbero rimanere bassi, quest’innovazione renderà le polizze vita più appetibili”.

Anche nel comparto danni S&P prevede per il 2018 un ritorno al segno positivo per la raccolta. I premi totali dovrebbero attestarsi a 33,1 miliardi di euro, il 2% in più rispetto al 2017. Dopo cinque anni di calo, dovrebbero tornare a crescere quelli rc auto, previsti a 16,3 miliardi di euro (+2% rispetto al 2017), mentre negli altri rami dovrebbero attestarsi a 16,8 miliardi di euro, il 3% in più sul 2017. “Dopo il peggioramento del combined ratio (spese più sinistri rispetto ai premi, ndr ) nel biennio 2016-2017”, spiega Fudji, “le tariffe rc auto dovrebbero stabilizzarsi. Il trend dei risarcimenti per i danni fisici è migliorato, ma rimane fragile”.

Le previsioni di S&P sono abbastanza positive anche per quanto riguarda l’economia italiane nel suo complesso. L’agenzia di rating stima un incremento del Pil italiano pari all’1,6% nel 2017, mentre per il 2018 è atteso un +1,5%; rimane stabile l’ outlook perché se da un lato è prevista una ripresa, dall’altro lato sull’Italia continua a pesare l’elevato debito pubblico.

www.iomiassicuro.it

GENTILONI: LA SOLITUDINE E’ UNA DELLE MALATTIE SOCIALI PIU’ PERICOLOSE TOSTI: IN ITALIA CI SI PUO’ ASSICURARE PER CONTRASTARLA

di CARLO LUNA

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervistato da Claudio Cerasa per “IL FOGLIO” ha definito la solitudine “Una delle malattie sociali più pericolose del nostro tempo”. Ha preso atto che il primo ministro inglese, Theresa May, “addirittura ha proposto di istituire un ministero sul quale non andrebbero fatte troppe ironie: il ministero della solitudine. La sicurezza effettiva che aumenta e l’insicurezza percepita che aumenta sono problemi crescenti della nostra società. E non si tratta solo di un cattivo racconto che possono fare i giornali e la televisione del mondo in cui viviamo”.

Il primo ministro italiano ricorda che “ numerose città hanno oltre il 40 per cento di nuclei familiari con una sola persona e in questi nuclei familiari, specie tra quelli più poveri e meno mobili, basta una piccola paura per sentirsi minacciati. In più, come ha notato Pinker, il dato che spesso si sottovaluta è che la percezione dell’insicurezza è legata anche a due fattori che oggi si trovano sempre di più in Italia: la diffusione del benessere e l’invecchiamento della popolazione. Se aumenta il tuo benessere hai più paura di perderlo. Più invecchia la popolazione e più si sente fragile, talvolta minacciata dallo ‘straniero’. Non è un sentimento da liquidare con facilità: lo ha spiegato  bene -  conclude Gentiloni- anche il Santo Padre , ma è un sentimento che ha bisogno di risposte vere, e quelle risposte oggi hanno bisogno di Europa”.

Alberto Tosti, Direttore generale di SARA ha commentato definendola “esemplare e incoraggiante” l’analisi del Capo del governo su un tema che è all’attenzione della Compagnia assicuratrice ufficiale dell’ACI da diverso tempo. Grazie a SARA in Italia ci si può assicurare contro la solitudine. A novembre la Compagnia ha presentato SERENETA’, una polizza per contrastare una delle malattie sociali più serie del nostro tempo.

Tecnologie e innovazioni, dall'illuminazione al veicolo autonomo: al North American International Auto Show (NAIAS) di Detroit va in scena il futuro


Sensori, telecamere, radar e LiDAR integrati all’interno di proiettori anteriori e gruppi ottici posteriori. Ma anche esperienza “ride and drive” per scoprire la tecnologia “sensor fusion” attraverso una demo: al CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas va in scena il futuro dell'auto.

Anche sulla base del recente investimento in LeddarTech, società specializzata nello sviluppo di sensori LiDAR a stato solido, Magneti Marelli ha sviluppato lo “Smart Corner” integrando telecamera, radar e LiDAR nei proiettori anteriori e fanali posteriori. In occasione del NAIAS, il prodotto finale è installato su un veicolo di serie. Lo “Smart Corner” mette a disposizione dei car maker le funzionalità richieste per la guida autonoma, garantendo al contempo elevati standard di design e performance di illuminazione. Infatti questa soluzione permette una riduzione dei costi di produzione e del peso, eliminando la necessità di ulteriori cablaggi e connessioni e dell’allocazione separata degli stessi nell’ambito del veicolo.

Magneti Marelli consente ai visitatori di vedere in azione la tecnologia di “sensor fusion”, dando la possibilità di provarla su un veicolo di serie. Si tratta del processo che permette di raccogliere dati e input provenienti da diversi sensori e “fonderli” insieme, per generare una descrizione dell’ambiente circostante il veicolo più precisa e completa, rispetto a quella che potrebbe essere restituita individualmente da singoli sensori. Questa dimostrazione dal vivo evidenzia la capacità dell’azienda di combinare i dati di radar e LiDAR (sia grezzi, che elaborati) per rilevare e tracciare i veicoli circostanti in un ambiente autostradale.


SerenEtà è l’innovativa soluzione assicurativa dedicata agli over 65


SerenEtà  è un prodotto assicurativo che ha la peculiarità di offrire un pacchetto di servizi a valore accanto ad una copertura assicurativa utile a tutelare l’assicurato da alcuni eventi tipici di questo specifico target.

SerenEtà fornisce le coperture assicurative quali truffa tra le mura domestiche, rapina e scippo fuori l’abitazione, rimborsa anche le spese sostenute per il rifacimento dei documenti personali sottratti o per la sostituzione delle serrature delle porte di ingresso dell’abitazione.

SerenEtà prevede anche un’indennità in caso di  infortuni con frattura, lussazione o ustione di 2°e 3°.

SerenEtà offre anche una serie di servizi di concierge, grazie all’associazione diretta dell’assicurato  con la società Paspartù. Tali servizi potranno essere richiesti dall'assicurato direttamente al numero dedicato  gestito da Paspartù che metterà a disposizione un assistente personale  che soddisferà le necessità dell’assicurato, nei limiti dei servizi previsti all'interno delle condizioni generali del regolamento di associazione con Paspartù.


SerenEtà ti garantisce su:

Truffa tra le mura domestiche

Rapina e scippo

Infortuni (fratture, lussazioni e ustioni)

Servizi di concierge (assistenza informatica, prenotazione ristoranti, invio auto con conducente, chef a domicilio, etc)

Lo sviluppo della rete di ricarica per le auto elettriche, ecco la strategia


L’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace e il Direttore della Divisione Globale e-Solutions Francesco Venturini hanno presentato il Piano nazionale per l’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici che vedrà la posa di circa 7mila colonnine entro il 2020 per arrivare a 14mila nel 2022. Il programma prevede una copertura capillare in tutte le Regioni italiane e contribuirà alla crescita del numero dei veicoli elettrici e ibridi circolanti. Il Piano è stato presentato presso l’autodromo di Vallelunga, che diventerà il primo polo tecnologico di Enel in tutta Italia per la ricerca sulla mobilità elettrica.

Enel investirà tra i 100 e i 300 milioni di euro per lo sviluppo di una rete capillare di ricarica composta da colonnine Quick (22 kW) nelle aree urbane e Fast (50 kW) e Ultra Fast (150 kW), per la ricarica veloce, in quelle extraurbane. Circa l’80% dei punti di ricarica verrà installato nelle zone cittadine, di cui il 21% nelle grandi aree metropolitane e il 57% nelle altre città, e il restante 20% circa a copertura nazionale, per garantire gli spostamenti di medio e lungo raggio, nelle zone extraurbane e nelle autostrade. Tra queste ultime rientrano le stazioni di ricarica del progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries), co-finanziato dalla Commissione Europea, che prevede l’installazione, in tre anni, di 180 punti di ricarica lungo le tratte extraurbane italiane. Nel 2018 verranno installate oltre 2500 infrastrutture di ricarica distribuite su tutto il territorio nazionale.

“La realizzazione in tutta Italia di questa avanzata infrastruttura di ricarica rappresenta un importante passo avanti per il Paese dal punto di vista tecnologico – afferma l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, Francesco Starace. “Siamo fortemente impegnati a dare all’Italia un contributo decisivo all’evoluzione di un sistema di mobilità sostenibile. Questo porterà grandi benefici per l’ambiente, il sistema economico, le imprese e i cittadini. Il mondo energetico sta attraversando una profonda fase di cambiamento che coinvolge tutti i suoi aspetti e apre grandi opportunità grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, come quelle legate alla e-mobility, che cambiano le abitudini delle persone, migliorandone la vita quotidiana all’interno e all’esterno delle aree urbane”.

“La mobilità elettrica è ormai una realtà. Con il Piano infrastrutturale vogliamo eliminare la “range anxiety”, l’ansia di restare a secco di energia, per chi guida un’auto elettrica – dichiara il Direttore della Divisione Globale e-Solutions di Enel, Francesco Venturini. “Per questo motivo realizzeremo una rete capillare che contribuirà ad aumentare il numero di vetture elettriche in circolazione in Italia, coinvolgendo tutti coloro, del pubblico e del privato, che credono come noi nel nostro paese e nelle nostre capacità di innovazione. Un piano molto ambizioso sviluppato e sostenuto integralmente da Enel”.

Durante l’evento è stato inoltre svelato il design della nuova colonnina di ricarica in ambito urbano “quick”, progettata da Marco Susani e Defne Koz, che aumenta le possibilità di interazione con il cliente e può essere gestita più agevolmente e velocemente. Il punto di ricarica, integrando funzionalità tecnologiche come wireless, Bluetooth, WiFi e NFC (Near Field Communication), abilita nuovi servizi per i clienti.

L’infrastruttura sviluppata da Enel, che già oggi conta circa 900 colonnine in tutto il territorio nazionale, è stata progettata per soddisfare le diverse esigenze di ricarica dei clienti. Si tratta di funzionalità possibili grazie alla piattaforma in Cloud, Electro Mobility Management System (EMM), che permette il monitoraggio e la gestione di tutte le postazioni da remoto. L’integrazione tra le stazioni di ricarica di Enel e la piattaforma EMM consente poi di abilitare i servizi di Smart Charging; funzionalità che permettono ai clienti di gestire al meglio la ricarica. Infine, grazie alla recente acquisizione della società californiana eMotorWerks, annunciata a fine ottobre, Enel sarà in grado di offrire le soluzioni collegate alla tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G), che in cambio della messa a disposizione delle batterie dei veicoli per la stabilizzazione della rete garantiscono vantaggi economici per i clienti.

Il Piano nazionale verrà sviluppato in collaborazione con i Comuni e le Regioni interessate, dove Enel investirà direttamente nelle infrastrutture di ricarica, e insieme ai soggetti privati che vorranno partecipare al progetto, con un contributo da parte dell’azienda che potrà arrivare fino al 65% dell’investimento. Si tratta, in particolare, dell’installazione delle colonnine di ricarica in aree private accessibili al pubblico di Piccole e medie imprese (Pmi), di liberi professionisti e lavoratori autonomi (SOHO) e di esercizi commerciali e Gdo come: palestre, supermercati, centri commerciali, agriturismi e hotel.

A Vallelunga sarà realizzato inoltre il primo polo tecnologico Enel in Italia per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni per la mobilità elettrica che aggregherà istituti di ricerca e startup che operano nel settore.
Ad oggi, nel centro, sono installate e operative più di 20 infrastrutture di ricarica di tecnologia Enel che permetteranno:
- lo sviluppo e i test delle infrastrutture di ricarica in un ambiente reale, in cui coinvolgere le diverse case automobilistiche che frequentano il circuito;
- la creazione di un centro di competenza specialistico per lo sport racing per lo sviluppo e i test di nuove soluzioni per i veicoli elettrici e per le stazioni di ricarica;
- i test di servizi per la mobilità sostenibile quali sistemi di pagamento e di controllo di accesso alle infrastrutture di ricarica, e-car sharing;
- lo sfruttamento delle competenze di ACI Vallelunga sul tema della sicurezza stradale con corsi di guida sicura specifici per guidatori di veicoli elettrici.

RIVISTA ENERGIA: "Auto elettrica, i costosi metalli critici per equipaggiarla possono ritardarne la diffusione"


La Rivista trimestrale “Energia” , diretta da Alberto Clò, mette in risalto un problema che se non risolto potrebbe rallentare la sostituzione del parco auto a combustione interna (benzina, gasolio, gas) con le vetture elettriche: il prezzo dei metalli impiegati nelle batterie, in particolare del litio e del cobalto.

“Energia” ha diffuso nel suo quarto numero del 2017, disponibile on line, uno studio di Daniel Quiggin , ricercatore britannico  dell’Environment and Resources di Chatham House.

“In prospettiva – scrive Quiggin – una delle principali incognite sarà il prezzo dei metalli critici necessari per le batterie dei veicoli elettrici. Su questo fronte la speculazione impazza e si sprecano le ipotesi di un’imminente scarsità di litio , a causa di una  domanda crescente e del raddoppio dei prezzi negli ultimi due anni”. Il ricercatore pone due domande. La prima è :” E’ un ostacolo facilmente superabile o queste previsioni pessimistiche potrebbero davvero avverarsi”?  La seconda: ”Cosa possono fare concretamente governi e imprese per garantire una stabile fornitura del materiale necessario e spianare quindi la strada verso la rivoluzione dei veicoli elettrici”?
Rileva il ricercatore britannico che “La domanda globale di litio è prevista raddoppiare – se non addirittura triplicare – entro la metà del decennio 2020, alimentando, lo spettro di una crisi di offerta tra il 2023 e il 2025”. Su scala mondiale la produzione di litio è cresciuta del 16% nel 2016 in risposta alla domanda di batterie per veicoli elettrici. C’è infine  un secondo minerale, il cobalto, la cui situazione, secondo Quiggin,  è ancora più preoccupante.

Ecco l'intero articolo di "Energia"


In discesa la raccolta nell’assicurazione obbligatoria di rc auto,

di Roberto Bagnoli

Diminuisce la raccolta nell’assicurazione obbligatoria di rc auto, a causa del calo delle tariffe, mentre i premi incassati segnano un incremento nelle altre garanzie. L’indicazione viene dal Bollettino Statistico sull’attività assicurativa nel comparto auto 2011-2016, realizzato dall’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Lo studio può essere consultato al seguente link, https://www.ivass.it/pubblicazioni-e-statistiche/statistiche/bollettino-statistico/index.html.

Nel 2016 i premi incassati complessivamente nel settore  auto si sono attestati a 16,160 miliardi di euro; l’incidenza sul totale dei rami danni è calata dal 58,5% nel 2011 a 50,6% nel 2016.
Nel 2016 nella rc auto sono stati raccolti 13, 526 miliardi di euro di premi (–4,9% rispetto al 2015); per il quinto anno consecutivo si registra una flessione della raccolta. L’incidenza dei premi rc auto sul totale dei rami danni è stata del 42,3%, in calo per il quinto anno consecutivo (la quota ammontava a 49,6% nel 2012). Nel 2016 il premio pagato per veicolo assicurato, al netto degli oneri fiscali e parafiscali, era pari a 349 euro, in calo del 5,8% rispetto al 2015. La raccolta è concentrata per il 45,9% nelle regioni del Nord; le compagnie operative sono 43, 4 in meno rispetto al 2015; la raccolta premi di sette imprese è superiore a 500 milioni di euro.

Il parco veicoli registra un leggero incremento: nel 2016, infatti, quelli assicurati erano 38.777.518, l’1% in più rispetto al 2015. L’incidenza delle provvigioni di acquisizione e d’incasso sui premi, pari all’11,2% è in lieve aumento rispetto al 10,6% del 2011. L’incidenza delle altre spese (di acquisizione e amministrazione, una cui parte è indipendente dal valore dei premi e dal numero dei contratti) è aumentata per effetto della diminuzione dei premi stessi. Ciò ha determinato un aumento del 3,2% dell’expense ratio (spese più sinistri), che nel 2016 si è attestato al 21,4% rispetto al 18,2% del 2011. La composizione delle spese di gestione è stata caratterizzata da una diminuzione della quota delle provvigioni (52,4% nel 2016, rispetto al 57,7% del 2011).

L’andamento tecnico accusa un leggero peggioramento, con un incremento sia del risarcimento medio, che si è attestato a 2.476 euro rispetto ai 2.457 del 2015, sia della frequenza sinistri, salita al 6,2% rispetto al 6,1% nel 2015. L’utile tecnico ha accusato un forte calo attestandosi a 695 milioni di euro, il 52% in meno  nel confronto con il 2015.

Nel ramo corpi veicoli terrestri la raccolta ha registrato nel 2016 un incremento, attestandosi a 2,634 miliardi di euro di premi , il 7,3% in più rispetto al 2015. L’incidenza sul totale del comparto danni è dell’8,2%, in aumento di circa mezzo punto percentuale rispetto al 2015. Anche in questo settore sono diminuite le imprese operative, che si sono attestate a 49 rispetto alle 52 del 2015.
Nel 2016 sono stati denunciati in Italia 1.004.117 sinistri con seguito accaduti nello stesso anno, il 19,2% in meno rispetto al 2011. Il risarcimento medio per i sinistri accaduti nel 2016 è di 1.367 euro rispetto ai 1.337 del 2015). Nel 2016 l’utile tecnico del ramo corpo veicoli terrestri è stato pari a 235 milioni di euro, l’11% in meno rispetto all’esercizio 2015. La flessione è stata determinata dagli aumenti degli oneri per sinistri (1.463 milioni nel 2016, +4,7%) e delle spese di gestione, che nel 2016 sono state pari a 804 milioni di euro, il 9,7% rispetto al 2015.

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IN GRAN BRETAGNA UN MINISTRO CONTRO LA SOLITUDINE: IN ITALIA LA PRIMA POLIZZA PER GLI ANZIANI SOLI

“ Con la nomina di Tracey Crouch a Ministro per la solitudine, Il governo britannico è il primo a fare una scelta così importante, a conferma di quanto sia grave un  fenomeno negativo che sta crescendo in tutti i Paesi industrializzati. In classifica   L’Italia è al terzo posto dopo Giappone e Spagna, ma contro la solitudine ci si può assicurare”. Questo il commento del Direttore Generale di SARA, Alberto Tosti, alla notizia che il Primo Ministro Britannico, Theresa May, ha inserito nel suo governo un “Minister for loneliness” per contrastare la solitudine degli over 65.

Il 10 novembre 2017 SARA, Compagnia ufficiale dell’ACI, ha  presentato “Serenetà” una polizza che con soli 130 euro l’anno tutela gli anziani in caso di azioni malavitose (truffe, rapine, furti, scippi) e li assiste anche con un call center dedicato  dalle 9 alle 19, proponendo iniziative ricreative e di socializzazione. Agli anziani viene proposto di partecipare a viaggi, visite culturali, attività di educazione fisica, spettacoli cinematografici e teatrali.

La continua crescita delle truffe (+ 19%) e la diffusione delle cadute ( sono il 50 % degli incidenti domestici, con le fratture come conseguenza più frequente) hanno generato l’esigenza di offrire una copertura mirata per gli eventi tipici di questo target.

A questo  si aggiunge un pacchetto di servizi di valore, con una specie di “maggiordomo” telefonico  a disposizione del cliente per aiutarlo a soddisfare le sue esigenze quotidiane ricreative e di socializzazione, o semplicemente offrendo compagnia nei momenti di solitudine.

In due mesi di presenza sul mercato assicurativo, Serenetà è stata acquistata più dagli uomini ( 62 per cento) che dalle donne (38   per cento) . Al primo posto le regioni del Nord, seguite da quelle del  Sud  e del Centro. Le richieste più frequenti riguardano gli spettacoli teatrali, il telefono amico, i viaggi e i tornei di carte.

Ma quali sono le auto più sicure del mondo? Queste

Sono tutti a “cinque stelle” i 7 modelli vincitori, nelle diverse categorie, dei test Euro NCAP 2017, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia. Parliamo di Volkswagen Arteon, T-Roc e Polo, Volvo XC60, Opel Crossland X, Subaru XV e Impreza.

La maggior parte dei nuovi modelli testati ha raggiunto il punteggio massimo - le  cinque stelle, appunto - nonostante i protocolli di valutazione siano stati resi più severi, un evidente segnale della maggiore sicurezza dei nuovi veicoli. I brillanti risultati sono dovuti alla sempre maggiore diffusione dei sistemi di assistenza alla guida: la frenata automatica per rilevazione dei pedoni, (testati per la prima volta da Euro NCAP nel 2016), è risultata disponibile nell'82% delle auto esaminate, (nel 62% dei casi parte della dotazione di serie); i sistemi di assistenza e controllo della velocità sono risultati presenti nel 92% delle nuove vetture testate (dotazione di serie nell’82% dei casi). Notevoli miglioramenti, poi, si sono registrati anche nella sicurezza passiva con particolare riferimento alla protezione degli adulti e dei bambini a bordo

Di seguito le migliori di ogni categoria:

‘Executive’: VW Arteon
Ottime le performance del modello Volkswagen che primeggia in tutte le valutazioni, con eccellenza assoluta nella protezione dei bambini a bordo e dei pedoni, anche grazie alla presenza del dispositivo ‘cofano attivo’.

‘Large Off-Road’: Volvo XC60
Il suv della Volvo è risultata la ‘star’ della propria categoria. In diverse prove ha ottenuto il massimo dei punteggi (urto laterale contro barriera e palo). Menzione particolare al sistema di frenatura automatica di emergenza (AEB), di serie su tutti i modelli XC60, che ha ottenuto il massimo del punteggio in tutte le prove di funzionalità ‘testate’, con collisioni sempre evitate. Unici ‘nei’ la protezione del torace del passeggero posteriore in caso di urto frontale ‘pieno’ contro barriera e la protezione della testa del pedone in caso di urto con alcune zone del cofano.

‘Small Off-Road’: VW T-Roc
Anche il suv della Casa tedesca T-ROC si è messo in evidenza per l’ottima protezione di adulti e bambini a bordo, ha ottenuto il massimo punteggio nelle prove di urto laterale, contro barriera e palo. Qualche piccola criticità per la testa del pedone che impatta contro la base del cofano o dei montanti del parabrezza. Molto buone le performance dei sistemi di assistenza alla guida (ADAS) presenti di serie su questo modello, optional solo il sistema di controllo della velocità.

‘Supermini’: VW Polo
Per la Polo ottima la protezione di adulti e bambini a bordo, massimo punteggio per la protezione nel caso di urto laterale e contro il palo. Piccole defaillance nell’urto del pedone contro il cofano a livello dei montanti del parabrezza ed in alcune piccole aree del cofano. Tutti i modelli della ‘piccola’ VW hanno di serie il freno automatico di emergenza (AEB).

‘Small MPV’: Opel Crossland X
Il suv Opel ha ottenuto 5 stelle, anche se il modello testato non disponeva del freno automatico di emergenza (AEB), previsto solo come optional. Eccellenti i punteggi nei test della protezione dei bambini in caso di urto frontale contro barriera e nella protezione delle gambe del pedone in caso di urto contro il paraurti. Scarsamente influenti, invece, le piccole defaillance rilevate: bassa protezione del torace del passeggero posteriore in caso di urto frontale con barriera e regolazione non ottimale dei poggiatesta posteriori, con scarsa protezione al colpo di frusta.

‘Small Family Car’: Subaru XV e Impreza
I due modelli Subaru testati - XV e Impreza - sono strutturalmente identici e con lo stesso allestimento. La leggera differenza di altezza ha comportato, però, l’effettuazione di test suppletivi per l’Impreza. Ottimi i risultati di entrambi, con massimo punteggio per la protezione di tutte le parti del corpo in caso di urto contro la barriera laterale e massima valutazione per la protezione dei bambini a bordo. Leggera penalizzazione nella valutazione della protezione del passeggero posteriore a causa dello scivolamento del bacino del dummy sotto la cintura di sicurezza. Nella prova di impatto con il pedone, l’Impreza è risultata penalizzata dalla diversa conformazione del cofano anteriore.

“Nel 2017, i modelli che si sono distinti nelle diverse categorie rispetto ad altri modelli equivalenti lo devono soprattutto alla generosa dotazione di sistemi ADAS di assistenza alla guida - afferma il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani. Un dato che ci spinge a lanciare un duplice appello a tutti i costruttori, affinché investano nello sviluppo e nella promozione di sistemi di assistenza alla guida sempre più efficaci ed efficienti e ai “decisori”, affinché rendano obbligatorio per tutti i nuovi modelli almeno il freno automatico di emergenza (sistema AEB, Autonomous Emergency Braking)”.


SerenEtà, la polizza Sara senza segreti

SerenEtà rappresenta la sintesi virtuosa di come Sara guarda all’innovazione e di come, in Sara, tramutiamo l’innovazione in cose concrete con lo scopo di realizzare soluzioni sempre nuove, utili e – soprattutto - semplici. Non solo innovazione digitale, trend da cui SARA si è fatta opportunamente travolgere, ma anche innovazione sociale. Nell’ambito più ampio di un percorso di trasformazione digitale che dal mio arrivo alla direzione generale stiamo conducendo, abbiamo colto con entusiasmo l’ispirazione del nostro presidente che ci ha invitato a concepire un prodotto assicurativo e di servizio per combattere la solitudine dei meno giovani. Il prodotto è particolarmente innovativo sotto 3 differenti punti di vista:

1. È stato sviluppato nell’ambito di Eureka!, il primo esperimento di open innovation che abbiamo condotto in Compagnia. L’esperimento ci ha permesso di mettere insieme dipendenti e risorse di agenzia in una no-stop di 24H (hackathon) con lo scopo di sviluppare soluzioni innovative di prodotto atte a individuare elementi di distintività per la nostra compagnia e di servizio a valore per i nostri assicurati. A questo, si è aggiunta la felice intuizione del nostro presidente che, dandoci ulteriori stimoli, ci ha permesso di finalizzare quanto fatto in Eureka! con una soluzione espressamente dedicata al target degli over 65.

2. SerenEtà è un bundle che coniuga la copertura assicurativa a un pacchetto di servizi a valore sviluppato secondo la logica di una conciergerie in grado di assistere il cliente su una serie di servizi. E’ quindi una polizza che va oltre la polizza, proponendo un pacchetto che permette all’assicurato di essere protetto (parte assicurativa) e, al contempo, di sfruttare una serie di servizi studiati ed erogati dalla conciergerie telefonica (parte a valore non assicurativa).

3. SerenEtà è una soluzione unica, nessuno oggi in Italia offre un prodotto assicurativo dedicato alla fascia di età 65-85 a cui viene associata una componente di servizio particolarmente interessante e a un prezzo assolutamente accessibile (130E finiti per anno).

SerenEtà si colloca coerentemente nel nostro modello di offerta e ci aiuta a sviluppare al meglio la nostra strategia di sviluppo. E’ un prodotto che nasce con una logica di servizio che ci aiuta a rendere più distintiva e unica la nostra offerta così come il nostro posizionamento di brand che vogliamo spingere sempre più oltre l’auto. E’ un prodotto che ci permette di estendere le copertura dei nostri assicurati così da favorire la nostra crescita organica sviluppando al meglio le azioni di cross selling.



In sintesi un prodotto che ben si colloca nell’ambito della nostra strategia di diversificazione dall’auto con modalità innovative anche in ambito sociale, contando sulla professionalità della nostra rete di agenti che si conferma il nostro prezioso canale di intermediazione con la clientela, in un territorio come l’Italia dove la relazione umana, rispetto a quella esclusivamente digitale, spesso ancora prevale nei rapporti commerciali.

Ciclisti su strada: un morto ogni 32 ore, ma molte le regole non rispettate

I numeri parlano chiaro; in Italia si usa sempre più spesso la bicicletta per i percorsi urbani, ma purtroppo non sempre prestando attenzione alle regole del codice della strada e, anche per questo, gli incidenti mortali che coinvolgono ciclisti sono aumentati del 9,6% in un anno (Fonte Istat); un decesso ogni 32 ore. Facile.it ha voluto indagare su quali siano le regole non rispettate da chi in città viaggia sulle due ruote a pedali e i dati emersi tracciano il quadro di una lunga serie di gravi leggerezze, spesso pericolosissime.

Il sondaggio, realizzato lo scorso novembre su un campione di circa 1.000 italiani maggiorenni, ha evidenziato come in cima alle regole non rispettate dai ciclisti ci sia quella di dotare la bicicletta di faretti e catarifrangenti (87%), seguita a poca distanza dal mancato utilizzo del casco (71%).

Va detto che, sovente, i ciclisti fanno le spese di imprudenze commesse da automobilisti con cui, in virtù della cronica scarsezza di piste ciclabili delle nostre città, sono costretti a condividere la carreggiata. Per questo motivo, però, sebbene il codice della strada non ne imponga l’uso ai ciclisti, sarebbe molto importante dotarsi di uno specchietto retrovisore, montato in appena 3 biciclette ogni 10.

Continuando a scorrere la classifica dei comportamenti imprudenti messi in atto dai ciclisti (e questa volta sì, contrari anche al codice della strada) ci si imbatte in un altro elemento connesso all’assenza di piste ciclabili; il 60% dei rispondenti al sondaggio ha dichiarato di pedalare sul marciapiede facendo lo zig zag fra i pedoni. È curioso notare come questo sia l’unico caso in cui le donne “imprudenti” rappresentino la maggioranza dell’insieme (51% vs 49%).
Ultima delle infrazioni messe in pratica da più di un ciclista su due (53%), il mancato utilizzo del giubbotto catarifrangente.

Anche la troppa sicurezza in se stessi può essere pericolosa e dovrebbero ben saperlo il 33% di intervistati che, se vanno in bicicletta in gruppo non viaggiano in fila indiana, ma uno accanto all’altro o il 17% che, addirittura, viaggia senza mettere le mani sul manubrio.

Sotto al 10%, ma comunque tutti molto pericolosi, anche gli ultimi comportamenti entrati nella classifica prodotta dall’indagine di Facile.it; il 9% degli intervistati porta con sé anche passeggeri maggiorenni, il 6% resta in sella alla bici anche quando ha il cane al guinzaglio e, con somma pigrizia e sprezzo del pericolo, il 4% si lascia trainare da un amico in auto tenendosi alla portiera.

La tecnologia delle celle a combustibile per i sistemi di alimentazione energetica a zero emissioni


Con l’anteprima mondiale della Mercedes-Benz GLC F-CELL all’IAA di Francoforte di quest’anno, Daimler ha presentato l’ultima generazione della sua tecnologia a celle a combustibile.

Più piccoli del 30%, più potenti del 40% e con dimensioni che ne consentono l’alloggiamento nel vano motore dei veicoli Mercedes-Benz, i nuovi sistemi di celle a combustibile si presentano flessibili come non mai, anche per applicazioni estranee al settore automobilistico. Daimler, con la sua affiliata al 100% NuCellSys, in collaborazione con Mercedes-Benz Research and Development North America (MBRDNA) e Daimler Innovations Lab1886, amplia il campo applicativo dell’innovativa tecnologia delle celle a combustibile. Insieme a Hewlett Packard Enterprise (HPE), Power Innovations (PI) e al National Renewable Energy Laboratory (NREL), l’azienda impiega le celle a combustibile sviluppate per il settore automobilistico in sistemi di alimentazione energetica stazionari.

I partner offrono un esempio concreto di alimentazione elettrica dei centri di elaborazione dati sostenibile e indipendente, offrendo al contempo un importante contributo alla rivoluzione energetica.

L'eterna questione del cellulare alla guida

di Luisa Mosello

Cellulare alla guida? No grazie. Ma (purtroppo) solo in teoria. A parole si è tutti d’accordo: l’uso del telefonino in macchina è da condannare, è causa frequente di incidenti, insomma non dovrebbe avere vita facile. In pratica ce l’ha eccome visto che la stretta di vite sui furbetti (e incoscienti) dello “smartphone sempre in pista” finora non c’è stata.

Rimarranno infatti sulla carta gli emendamenti approvati dalla commissione Trasporti della Camera che prevedevano il raddoppiamento delle multe e il ritiro immediato della patente. Emendamenti reputati inammissibili dalla commissione Bilancio della Camera per “l’estraneità dell’argomento alla materia della legge”. E pochi giorni fa cancellati. Almeno per il momento. L’argomento peró non è per nulla estraneo a quanti di staccarsi, fisicamente, dal telefonino proprio non ne voglion sapere. Nulla riesce a farli desistere dal prender in mano l’ormai inseparabile rettangolo iper tecnologico con cui si convive a stretto giro di messaggi, post e like a ripetizione.

Eppure le idee da usare come deterrente esistono. E passano attraverso mille “strade”, per l’appunto, dalla tecnologia al gusto.  Qualche esempio? Fra le soluzioni piú innovative quella individuata di recente in Canada da un gruppo di ricercatori della University of Waterloo. Si basa sull’intelligenza artificiale e punta a combattere la (pericolosa) distrazione degli automobilisti cellular-dipendenti attraverso un sistema basato su una combinazione di algoritmi e micro telecamere. In pratica funziona con un meccanismo che rileva i movimenti della mano di chi guida. Indicando quelli che rappresentano una minaccia alla sicurezza stradale e avvisando l’automobilista disattento di correggere tempestivamente il suo comportamento.

Si stanno anche studiando software e hardware da integrare direttamente alle auto del futuro in grado di attivare la guida automatica quando viene rilevato il pericolo rappresentato da una telefonata che in questo caso “non salva la vita”, come recitava una vecchia pubblicità, ma la mette seriamente a rischio.

Oppure, invece di ricorrere alla tecnologia, si potrebbe far leva su qualche piacevole incentivo, una sorta di premio ai piú virtuosi. Come ha fatto qualche tempo fa una nota casa automobilistica in Giappone. Esattamente nella prefettura di Aichi che da oltre un decennio registra il più alto tasso di incidenti stradali con morti e feriti del Sol Levante, il 60% dei quali provocati dall’uso continuo del  telefono. Qui chi non usava il cellulare in macchina venivano omaggiati con tanto di colazione o dopo pasto gratis. Attraverso lo slogan-promessa: “Molla lo smartphone, ti offro un caffè”.

Per conquistare l’ambito e gustoso trofeo bastava scaricare un’applicazione dal nome eloquente “Driving Barista” che consentiva la rilevazione della distanza percorsa dal guidatore senza toccare l’apparecchio. Quindi avviarla, naturalmente e rigorosamente solo prima di mettersi al volante. La tazzina premio arrivava dopo i primi 100 chilometri in sicurezza. Per averne un’altra  era necessario percorrerne altri 200, per testare la forza di volontà dello smartphone addict. 
Chissà magari prima o poi l’esperimento avrà un seguito nel nostro Paese.





Casey l'assistente vocale di Bosch che si trasforma in passeggero

Di Nicola Odinzov
“Che programma preferisce?” Queste le prime parole pronunciate da KITT, la Supercar Pontiac Firebird Trans Am, guidata da David Hasselhoff nella famosa serie tv. Erano gli anni ’80 e l’idea di poter guidare un’auto controllata da intelligenza artificiale che rispondesse ai comandi vocali sembrava un sogno. Il tempo è volato e se Alexa, Siri, Cortana e Bixby hanno già preso il comando di smartphone, computer ed elettrodomestici, mentre la domotica non è più una novità all’interno delle abitazioni moderne, ora è il turno di Casey, l’assistente vocale progettato e sviluppato da Bosch che dovrebbe eliminare ogni possibile distrazione per gli automobilisti.

“Sono Casey, il tuo nuovo passeggero. Sei pronto per iniziare?” Queste parole stanno per mettere fine a tutto quel caos di pulsanti, schermi, menù e sottomenu presenti nell’abitacolo di ogni automobile. “Abbiamo deciso di trasformare l’assistente vocale in passeggero” ha affermato Dirk Hoheisel, membro del Board di Robert Bosch GmbH. In passato, le funzioni di comando vocale erano limitate e complicate. Mancato riconoscimento della voce o delle parole, lunghe attese del bip per poter dare il comando, tutto questo sarà solo un ricordo lontano. Casey, ma lo si può ribattezzare con qualunque nome, è in grado di comprendere le parole come farebbe una qualunque persona.

Il sistema di riconoscimento vocale elabora la struttura delle frasi in oltre trenta lingue, non solo l’inglese, ma anche le sue varianti americane, australiane e neozelandesi, ed esegue i comandi impartiti e queste competenze vengono migliorate costantemente, grazie alla capacità di auto apprendimento del sistema. Ovviamente Casey include tutti quei servizi selezionabili attraverso l’infotainment dell’automobile, dalla telefonia alla messaggistica, alla musica, alla navigazione, alla climatizzazione, etc. poiché non va dimenticato che secondo uno studio di Allianz Center for Technology la maggior parte degli incidenti stradali sono causati proprio dalla distrazione, nel tentativo di selezionare o regolare qualcosa all’interno dell’abitacolo dell’auto.

D’ora in poi, per chiamare un contatto in rubrica, basterà pronunciarne il nome. Casey è in grado di riconoscere tra più nomi identici, e chiamare quello che ritiene più congeniale alla situazione o al momento, magari in base all’orario, collegandosi con un collega d’ufficio piuttosto che un amico.

L’assistente virtuale della Bosch impara le abitudini del guidatore e può, ad esempio, suggerire la mattina il percorso per arrivare in ufficio e la sera quello per tornare a casa, analizzando la situazione del traffico e consigliando il percorso migliore. In Bosch dichiarano che le capacità di Casey vanno ben oltre quelle della concorrenza. Casey non ha bisogno di alcuna connessione dati esterna, il sistema di infotainment dell’auto si occupa dei calcoli senza inviare nessun dato su I cloud e Casey rimane insieme al conducente, proprio come un compagno di viaggio, anche in galleria, nelle zone con scarsa copertura o in altri paesi, quando il proprio smartphone è spento. Insomma, in futuro non saremo più costretti a guidare da soli perché potremo sempre contare su un amico che viaggia accanto a noi. Sarà un amico virtuale ma, salvo crash del sistema, in auto non ci lascerà mai soli.

I passeggeri del Trasporto Pubblico Locale nei capoluoghi di provincia italiani sono diminuiti del 10,5%

Dal 2011 al 2015 i passeggeri annui del TPL (Trasporto Pubblico Locale) nei comuni capoluogo di provincia italiani sono passati da 3.807,2 milioni a 3.405,7 milioni, con un calo di circa 400 milioni, che corrispondono al 10,5% in meno. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Istat.

Questi dati confermano che, nelle scelte di mobilità, i mezzi pubblici sono sempre più in fondo alla graduatoria delle preferenze degli italiani, mentre i mezzi privati continuano a raccogliere consensi. A conferma di questa tendenza vi è anche l’indice di soddisfazione elaborato dall’Isfort rispetto all’uso dei vari mezzi di trasporto da parte degli italiani. In questo indice all’auto viene assegnato un punteggio di 8,4 (in una scala che va da un minimo di 1 ad un massimo di 10), mentre il punteggio della moto è di 8,1. Il mezzo di trasporto pubblico che più si avvicina a quelli privati è la metropolitana, con un punteggio di 7,2. Treno locale e autobus invece si collocano appena sopra la sufficienza, con un punteggio di 6,3.

Una maggiore efficienza del trasporto pubblico contribuirebbe a decongestionare i centri cittadini rendendoli più sicuri e più puliti. Già oggi è possibile agire in questo senso. Continental, ad esempio, ha sviluppato una gamma di pneumatici progettata appositamente per i veicoli pesanti adibiti al trasporto di persone, ed ha messo a disposizione delle aziende di trasporto anche un programma di servizi, denominato Conti360° Fleet Services, finalizzato ad ottenere una gestione più efficiente, più sicura e meno inquinante dei mezzi in flotta. “Grazie ai prodotti ed ai servizi di alta qualità che mette in campo – sottolinea Enrico Moncada, Responsabile della Business Unit Truck Replacement di Continental Italia – Continental si sta affermando sempre di più come Solution Provider vincente e come un punto di riferimento per le esigenze delle aziende di trasporto”.

Dalle elaborazioni del Centro Ricerche Continental Autocarro risulta che è Roma la città capoluogo di provincia italiana con il maggior numero di passeggeri annui del TPL, pari a quasi 1.200 milioni nel 2015. A Roma, in questa graduatoria, segue Milano (quasi 600 milioni), Torino (circa 250 milioni) e poi ancora Venezia, Genova, Napoli, Bologna, Firenze, Trieste e Brescia. E’ interessante notare che nella graduatoria dei primi dieci capoluoghi di provincia italiani per numero annuo di passeggeri del TPL vi sono sia città che dal 2011 al 2015 hanno fatto registrare una diminuzione sia città che invece, in controtendenza rispetto all’andamento generale, hanno fatto registrare un aumento. In particolare queste ultime sono Torino, Venezia, Bologna, Firenze e Brescia. Queste città rappresentano quindi case history virtuosi da studiare per poter applicare il modello gestionale che ha portato ad una crescita dei passeggeri del TPL anche alle città che hanno fatto registrare dati negativi.


Siamo Tutti Pedoni, Konsumer Italia aderisce alla campagna per la sicurezza stradale promossa dal Centro Antardide e dai sindacati


Torna anche quest’anno la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada Siamo Tutti Pedoni, promossa dal Centro Antartide di Bologna e dai sindacati pensionati SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil con il patrocinio di: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Anci e Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna.

Nonostante la diminuzione del numero di morti e di incidenti stradali complessivo degli ultimi 5 anni, le nostre città si rivelano spazi ancora pericolosi e di difficile convivenza tra i diversi utenti della strada. Quasi la metà delle vittime della strada complessive (il 44,5 %) tra pedoni, ciclisti, automobilisti e motociclisti perde la vita nei nostri centri urbani. Tra le persone che ogni anno perdono la vita in incidenti stradali in Italia, i pedoni continuano ad essere un gruppo particolarmente vulnerabile e rappresentano più di un sesto del totale: sono 570 le persone che solo nel 2016 sono rimaste vittima di incidenti stradali mentre si spostavano a piedi. Un numero, per intenderci, equivalente al totale di tutti i passeggeri di un treno ad alta velocità, a pieno carico. Di questi il 62% ha più di 65 anni, a dimostrazione che i più anziani sono la categoria a maggiore rischio. 275 sono invece le vittime tra i ciclisti per il 2016. Tra l’altro le prime anticipazioni sui dati 2017 sembrano segnare un nuovo dato negativo.

Si conferma quindi la necessità di proseguire questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua nona edizione, a cui anche Konsumer Italia ha aderito in quanto solidale con i suoi obiettivi.
“Ci affianchiamo a questa iniziativa meritoria aderendo alle finalità da essa promosse – afferma Fabrizio Premuti, Presidente Konsumer Italia-. La tutela dei soggetti più deboli figura infatti tra gli scopi della nostra associazione e, dunque, sosteniamo appieno la promozione di una cultura della sicurezza stradale di ampio respiro, affiancando ai temi della mobilità sostenibile quello della salute e della rigenerazione degli spazi pubblici urbani”.

La campagna, che parte in questi giorni, si compone di una serie di azioni, a partire dalla diffusione nazionale della pubblicazione “Rigeneriamo la città” che include proprio approfondimenti sul rapporto tra mobilità in città, salute sicurezza e vivibilità, dati dell’OMS su bambini e movimento autonomo in città, accanto ai consigli dei testimonial, primo fra tutti Piero Angela, vignette, illustrazioni e infografiche sulla mobilità pedonale.

Siamo Tutti Pedoni proseguirà con eventi dedicati nelle varie città aderenti, con l’attività sulla pagina Facebook e sui social, e soprattutto culminerà in primavera con la realizzazione di una serie di interventi di “urbanismo tattico” in alcune città proprio per sperimentare sul territorio nazionale pratiche di rigenerazione urbana temporanee e a basso costo che coinvolgeranno i cittadini nella riappropriazione di alcuni spazi dedicati alla mobilità dolce e alla socialità urbana. 


Auto: uomini e donne al volante, ancora grande la distanza

Quanti sono gli italiani con più di 15 anni che hanno una patente di guida attiva per auto o moto? Dove abitano? Quanti gli uomini al volante e quante le donne? Secondo l’analisi di Facile.it, in Italia ci sono 38,6 milioni di patenti attive* intestate agli over 15, equivalenti al 73,8% della popolazione.
Il sito, specializzato nel confronto delle polizze RC auto e moto, rielaborando i dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è riuscito a tracciare la mappa delle patenti di guida attive in Italia.

Se si analizza il rapporto tra residenti over 15 e patenti attive a guidare classifica è la Valle d’Aosta, dove il 79,64% della popolazione ha la patente di guida; segue il Veneto, con il 78,21% e le Marche, con il 78,16%. Leggendo l’elenco nel senso opposto, invece, emerge che le aree con il rapporto più basso tra licenze di guida e residenti sono la Campania (67,43%), la Calabria (69,18%) e la Liguria (70,12%).

Se si guarda al numero totale di patenti intestate agli over 15, emerge una classifica differente e tutto sommato in linea con la distribuzione della popolazione sul territorio italiano; al primo posto si trova la Lombardia, che da sola conta ben 6,43 milioni di patentati, pari al 16,6% del totale, seguita dal Lazio, con 3,74 milioni di guidatori (9,7%) e dalla Campania con 3,35 milioni (8,7%). Nelle ultime posizioni si trovano invece la Valle d’Aosta, con solo 87 mila guidatori abilitati, il Molise (198 mila) e la Basilicata (358 mila).

Facile.it ha poi analizzato la distribuzione delle patenti in base al sesso, rilevando importanti differenze di genere; secondo i dati, a livello nazionale, solo il 63,21% della popolazione femminile over 15 ha una licenza di guida attiva, mentre se si guarda agli uomini, la percentuale sale di oltre 20 punti, arrivando a 85,16%. Esaminando più da vicino le differenze territoriali, emerge che le aree con la percentuale maggiore di donne con più di 15 anni intestatarie di patente di guida sono la Valle d’Aosta (70,32%), il Veneto (69,24%) e il Friuli Venezia Giulia (68,34%). Le regioni con le percentuali di guidatrici più basse sono invece la Campania (solo il 54,37% della popolazione femminile ha la patente), la Calabria (57,27%) e la Liguria (57,71%).

Guardando agli uomini, invece, le regioni con il rapporto più alto sono la Valle d’Aosta, dove l’89,56% della popolazione maschile over 15 ha la patente, le Marche (89,22%) e l’Umbria (88,50%). Le ultime posizioni in classifica sono invece occupate da Campania (81,47%), Calabria (81,80%) e Puglia (82,86%).

Se la patente di guida risulta quindi essere più comune tra gli uomini, ci sono aree nel Paese dove il divario tra i due sessi è più evidente; la Campania, ad esempio, è la regione dove il distacco si fa più sentire, con una distanza di oltre 27 punti percentuali a favore degli uomini. Seguono in classifica la Liguria (26,3 i punti percentuali di distanza) e il Molise (25,9 punti percentuali).

Alla Fiera di Roma (8-11 marzo 2018) debutterà Veicolo d’Occasione, realizzato in collaborazione con Ifema (la Fiera di Madrid) e ACI


Si chiama VO, Veicolo d’Occasione ed è la prima edizione italiana di uno dei saloni di maggior successo spagnoli. Sarà in programma a Fiera Roma dall’8 all’11 marzo 2018. Un appuntamento con autovetture d’occasione, usato di qualità, certificato e garantito. Una porta d’ingresso importante per entrare in un mercato in continua crescita che però necessita di garanzie al massimo livello, capaci di stimolare le vendite.

Un evento realizzato in collaborazione con l’ACI e organizzato da Fiera Roma e IFEMA, la Fiera di Madrid che ogni anno, dal 1997, organizza appunto VO in Spagna, il Salone del Veicolo d’Occasione con l’obiettivo di offrire nuovi canali di vendita a dealer e case produttrici per venire incontro alle esigenze degli automobilisti. Oggi con ben 21 edizioni alle spalle, il Salon VO Madrid è la fiera leader nel circuito nazionale ed europeo per il segmento, per area espositiva complessiva, numero di veicoli esposti, per vendite realizzate e volume di scambi, per rapporto visitatori/vendite. Attualmente oltre 3.900 veicoli cambiano proprietario ogni anno in fiera: vale a dire il 60% in totale dei veicoli esposti, con espositori che mettono a segno affari che valgono fino a 67 milioni di euro nei soli giorni di manifestazione.

“Con questo appuntamento del tutto nuovo nel panorama italiano – commenta l’Amministratore Unico di Fiera Roma Pietro Piccinetti – Fiera Roma intende proporsi come punto di riferimento per la mobilità, da un punto di vista economico e di sostenibilità ambientale. È un progetto ambizioso, che punta a promuovere il mercato dei veicoli usati incentivando una seconda vita delle auto, che si traduca in un più accessibile rinnovamento delle flotte, con tangibili ricadute benefiche sulla sicurezza stradale e l’ambiente. E risponde a una domanda che Roma ha espresso con forza nel tempo: da anni infatti esistono in città incontri spontanei tra venditori e acquirenti in contesti del tutto improvvisati e inadeguati. A garanzia del successo dell’operazione, c’è da una parte l’esperienza fieristica di IFEMA, primo organizzatore fieristico spagnolo. Dall’altra, la forza di un marchio universalmente autorevole quale è ACI, che certifica la validità dei veicoli e delle procedure del passaggio di proprietà”.

Il settore dell’auto usata ha necessità di incontrarsi nell’ambito di un evento capace di stimolare vendite di qualità visto che in Italia eventi commerciali con le caratteristiche di VO non esistono. Nel salone in programma a Fiera Roma, in aggiunta alle garanzie messe a disposizione dai rispettivi venditori, tutti i veicoli in mostra sono sottoposti a un’attenta e rigorosa ispezione tecnica da parte di una società specializzata. Ispezione effettuata solo poche ore prima che il veicolo venga messo in esposizione che accerta lo stato dei dispositivi di sicurezza, l’affidabilità meccanica, l’aspetto esteriore e il rispetto degli standard necessari alla commerciabilità, per determinare quali veicoli siano indirizzabili alla vendita, ovvero accettati dalla manifestazione.

Tutti i veicoli in mostra al Salone VO, inoltre, sono disponibili per il test drive realizzato insieme a un responsabile dell’organizzazione venditrice con percorso e durata già prestabiliti. Tutti i veicoli, infine, sono coperti da specifica assicurazione da parte dell’organizzazione venditrice. Un evento, dunque, che sostiene la sicurezza stradale, poiché incoraggia al rinnovamento delle flotte, alla sostituzione dei veicoli datati proponendo opzioni di seconda mano ma con i migliori equipaggiamenti e standard di sicurezza attivi e passivi: una scelta che si traduce nella sensibile diminuzione del numero degli incidenti sulle strade.

Il Salone del Veicolo d’Occasione mette a disposizione di visitatori ed espositori l’intera gamma dei servizi di assistenza amministrativa, come finanziamenti, assicurazione, pratiche di registrazione presso gli enti italiani preposti. Aspetto garantito dalla presenza di ACI che proprio a VO Roma allestirà uno sportello temporaneo del PRA in cui effettuare tanto visure sui certificati di proprietà dei mezzi, quanto direttamente passaggi di proprietà. E per rispondere alle esigenze degli automobilisti contemporanei il Salone mostrerà una molteplice gamma di soluzioni, tra application, servizi e prodotti – spesso offerti da realtà in start up - , che vanno a completare la propria scelta di acquisto (veicolo, finanziamento, polizze assicurative…). Nell’arena centrale di VO un team di esperti sarà a disposizione di tutti i potenziali acquirenti per rispondere a ogni curiosità, dubbio o richieste di approfondimento.

Condivise, elettriche e a guida autonoma: così saranno le auto nell’immediato futuro

Entro il 2030 il 25% dei chilometri percorsi da auto private, negli Stati Uniti, sarà effettuato con auto condivise, elettriche e a guida autonoma (SAEV: shared autonomous electric vehicles), con una diminuzione dei costi di viaggio pari al 60%. E’ una delle principali evidenze contenute nel report “The Reimagined Car: Shared, Autonomous, and Electric” redatto da The Boston Consulting Group, società di consulenza manageriale globale con uffici in tutto il mondo, e dedicato alla mobilità del futuro.

Car sharing (servizi come Uber e Lyft), guida autonoma ed elettrificazione dei veicoli sono dunque i tre principali trend che, insieme, stravolgeranno nel breve periodo il nostro modo di muoverci in auto, tanto è vero che molti progetti pilota sono già in corso. Si tratta del cambiamento più significativo degli ultimi cento anni per la mobilità statunitense e dal 2020 impatterà in particolare agglomerati urbani con oltre un milione di abitanti, consentendo agli automobilisti delle grandi città di avere accesso a forme di trasporto più economiche e convenienti: un cittadino di Chicago che percorre annualmente circa 16.000 km in macchina, ad esempio, potrebbe spendere l'equivalente di circa 6.000 euro in meno all'anno.

La disruption dunque non risparmierà il settore dell’automotive: anche se la domanda totale di veicoli non subirà grandi variazioni, entro il 2030 più di 5 milioni di auto convenzionali potrebbero essere sostituite da una combinazione di mezzi elettrici autonomi in flotte urbane e da macchine parzialmente autonome per uso personale. Questo - ammonisce The Boston Consulting Group - è un campanello d’allarme per gli attori del settore automotive, case automobilistiche e fornitori, che devono cominciare, se non lo hanno già fatto, ad analizzare il loro stato dell’arte e a sviluppare nuovi modelli per adattarsi ai nuovi paradigmi di mobilità. Alcuni riusciranno a reinventarsi come provider o fornitori di mobilità ‘come servizio’, altri invece diventeranno obsoleti e usciranno dal mercato. È necessario, per tutti, un intervento decisivo e immediato.

Non mancheranno ricadute sulle città, che avranno sempre più sfide legate alla pianificazione urbana, ma anche conseguenze positive in termini di diminuzione del traffico e dell’inquinamento. Tuttavia, alcune città potrebbero decidere di limitare o di regolare il fenomeno delle auto condivise per evitare impatti troppo negativi sui trasporti pubblici, o di investire in flotte di auto autonome per uso pubblico.

Infine, altri business connessi alla mobilità dovranno modificarsi, o nascere: il mercato assicurativo vedrà una diminuzione del numero di incidenti, quello dell’energia dovrà affrontare il calo della domanda di benzina a fronte dell’aumento di quella di energia elettrica, il mondo digitale si vedrà costretto a fare spazio a nuovi attori chiamati a gestire le flotte di auto condivise elettriche a guida autonoma.