martedì 27 febbraio 2018

ETSC (European Transport Safety Council): 8.000 tra bambini e ragazzi under14 sono morti a causa di incidenti stradali: il 50% viaggiava a bordo di un’auto

In Europa, negli ultimi dieci anni, 8.000 tra bambini e ragazzi under14 sono morti a causa di incidenti stradali: il 50% viaggiava a bordo di un’auto, il 33% è stato investito mentre camminava o attraversava la strada, il 13% andava in bicicletta. Ogni 13 under 14 che muoiono in Europa, 1 (il 7.7%) muore per incidente stradale. È il quadro, assai poco confortante, che emerge dal “Rapporto sulla sicurezza dei bambini”, presentato oggi dall’European Transport Safety Council (Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti), di cui è parte anche l’Automobile Club d’Italia.

In Italia - nonostante il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale “Orizzonte 2020” abbia adottato la Vision Zero per i bambini - nel 2016, 49 under14 sono morti sulla strada. Il 2 maggio prossimo la Commissione Europea dovrebbe annunciare un aggiornamento - atteso da quasi dieci anni - relativo alla regolamentazione della sicurezza dei veicoli, mentre l’Unione Europea sta mettendo a punto la strategia per la sicurezza stradale per il prossimo decennio.

Secondo l’ETSC, per evitare che così tanti giovanissimi muoiano sulle strade, è fondamentale introdurre misure che moderino la velocità. Per questo, il Consiglio invita con forza la Commissione Europea a richiedere che tecnologie come ISA (Intelligent Speed Assistant; il sistema intelligente di adattamento della velocità) e AEB (Automated Emergency Braking; la frenata automatica di emergenza) siano di serie sulle auto nuove.

 “Tecnologie ‘smart’, economicamente vantaggiose e collaudate come il sistema di adattamento intelligente della velocità e la frenata automatica di emergenza – ha dichiarato Antonio Avenoso, Direttore Esecutivo dell’ETSC – sono fondamentali per salvare la vita dei giovanissimi come lo sono le cinture di sicurezza. Il vero cambiamento, però, si realizzerà solo quando, queste tecnologie - esattamente come le cinture di sicurezza - saranno montate di serie su tutte le auto nuove e non saranno solo optional per pochi”.

Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità stimi che l’uso dei seggiolini garantisca l’80% di probabilità di salvare una vita, il rapporto ETSC evidenzia come assenza, scorretta installazione o inadeguatezza di tali sistemi rappresentino ancora un serio problema in tutti i paesi dell’Unione Europea.

ETSC invita, inoltre, gli Stati europei a ridurre l’IVA sui seggiolini - seguendo l’esempio di Cipro, Croazia, Gran Bretagna, Polonia e Portogallo - e chiede più Zone30 intorno alle scuole e nelle aree pedonali.

lunedì 26 febbraio 2018

Sara Assicurazioni – Andamento dell’esercizio 2017. Crescono i clienti, progredisce la solvibilità e utile netto sopra le previsioni

Il Consiglio di Amministrazione  di Sara Assicurazioni S.p.A., ha esaminato la situazione economica provvisoria sull’andamento dell’esercizio 2017 di Sara Assicurazioni.  Le evidenze contabili mettono in luce un andamento favorevole dell’esercizio 2017. Nonostante la perdita di premio medio sulla RCA abbia contrassegnato anche il 2017, il buon posizionamento competitivo, unito all’ingaggio corale della rete agenziale, ha prodotto premi lordi contabilizzati per un valore di 559 milioni di Euro con un miglioramento dell’1,8% rispetto al 2016. L’inversione del trend sulla raccolta premi (tornato positivo a distanza di anni) è stato accompagnato dalla conferma della solidità tecnica della compagnia che ha chiuso il 2017 con un risultato netto di circa 60 milioni, in linea con l’esercizio precedente. Progressi significativi nella solvibilità SII che nel 2017 passa al 286% dal 239% del 2016.

Positivi anche i risultati della controllata Sara Vita che ha registrato nel 2017 premi lordi contabilizzati per 90,9 milioni di Euro, in aumento del 4,3% rispetto al 2016 e rileva un risultato netto pari a 2,4 milioni di Euro, inferiore rispetto all’esercizio 2016 ma in linea con le previsioni.

venerdì 23 febbraio 2018

Istat: "Sempre più vecchi e sempre più soli"

La pubblicazione dell’annuario dell’ISTAT 2017 sulla popolazione italiana conferma che siamo un Paese nel quale crescono sempre di più anzianità e solitudine. Il dato che risalta maggiormente  è il clamoroso aumento, nel giro di 12 mesi, delle famiglie composte da una sola persona, che passano dal 20,5 al 31,6 del totale. Dello stesso segno è l’aumento degli anziani soli over 65 che già nel 2016 rappresentavano il 48,7 per cento delle famiglie single. L’annuario ISTAT del 2017 rileva infine  che torna ad aumentare la speranza di vita che sale  per gli uomini da 80,1 anni  a 80,6, mentre per le donne si passa da 84,6 anni a 85,1.

Proprio tenendo conto delle rilevazioni dell’ISTAT, SARA assicurazioni ha proposto, il 10 novembre 2017, SERENETA’, la prima polizza in Europa che contrasta la solitudine degli over 65 con adeguati indennizzi  se subiscono azioni malavitose (furti, rapine , scippi) o incidenti domestici. Ma accanto a questo tipo di copertura assicurativa tradizionale c’è un servizio decisamente innovativo, svolto da un Call Center dedicato, una sorta di maggiordomo sempre disponibile, che organizza eventi e propone all’anziano assicurato SARA  attività fisiche, culturali, turistiche e di socializzazione. Obiettivo scongiurare  la depressione che la solitudine può provocare.  Lo slogan di SERENETA’ riassume la filosofia  di SARA su questo importante  problema della società italiana: “La terza età non è una malattia, la solitudine può diventarlo”.

mercoledì 21 febbraio 2018

Auto elettriche, ma quanto sono davvero vicine?

di  Nicola Odinzov 

Tutti ne parlano, tutti sembrano pronti a investire, case automobilistiche, fornitori di energia, enti pubblici e imprese di ogni settore, ma la mobilità elettrica è proprio così vicina?

 Nel 2017 le vetture elettriche in Europa sono arrivate a quota 501.798 unità, con 150.000 nuove immatricolazioni durante l’anno, Norvegia al primo posto con 33.791 autovetture. Le major automobilistiche non perdono occasione per dichiarare che convertiranno la produzione dei propri motori da termici in elettrici e sgomitano per produrre il modello migliore. Toyota, che venti anni orsono debuttò con Prius, aprendo la strada della mobilità sostenibile, ha annunciato un piano progressivo di investimenti da 13 miliardi di dollari entro il 2030 con una decina di nuovi modelli full electric, ibridi o fuel cell a idrogeno. Smart dal 2020 dirà addio alle motorizzazioni termiche e Mercedes-Benz intende arrivare a proporre entro il 2025 un modello elettrico per ogni gamma allo stesso prezzo di quello con motore termico.

Oramai, secondo i più le auto elettriche sono la sola alternativa a quelle a combustibile fossile e dopo il clamore suscitato dal recente scandalo dieselgate, l’interesse verso le auto a zero emissioni sembrava rinnovato. In realtà, prezzi troppo alti, assenza di infrastrutture per la ricarica, scarsa autonomia delle batterie e tempi di ricarica ancora troppo lunghi sembrano ancora non essere controbilanciati dai vantaggi del possedere un’auto elettrica.

Stato, Regioni e Aziende elettriche, incalzati dalle case auto e dal crescente inquinamento atmosferico, incentivano l‘ammodernamento e lo sviluppo di una rete di rifornimento - le tanto agognate “colonnine” - capace di soddisfare le richieste future e sostenere le vendite di auto elettriche, mentre l’esenzione totale e parziale dal pagamento del bollo o l'entrata gratuita nelle varie ZTL dovrebbero allettare chi vive nel centro delle grandi città.

Insomma, sembra che tutti si stiano dando da fare, ma... Ma quanto ci vorrà per avere una rete in grado di soddisfare la richiesta energetica di tante auto elettriche? A novembre 2017 l’AD di Enel Francesco Starace ha annunciato l’installazione entro il 2020 di 7000 colonnine, per poi arrivare a 14.000 nel 2022. Il “Piano nazionale per l’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici” prevede la copertura capillare di tutte le Regioni italiane (isole incluse), ma la situazione attuale in Italia è molto diversa, oserei dire quasi tragica. Le infrastrutture di ricarica pubblica sono poco più di 4000, circa una ogni 14.000 italiani, e la maggior parte a velocità di ricarica standard, troppo poche e troppo lente per garantire la mobilità al parco auto di un Paese.

Ma quanto costa produrre un’auto elettrica? Anche Sergio Marchionne ci ha ripensato. Lo scorso ottobre l’amministratore delegato di FCA l’aveva addirittura definita “una minaccia all’esistenza del pianeta”, ma in un’intervista rilasciata a Bloomberg ha dichiarato che “entro il 2025 la metà delle auto prodotte al mondo sarà elettrificata e i veicoli a gas e a benzina cederanno il passo a quelli ibridi ed elettrici. I produttori di auto hanno meno di un decennio per reinventarsi o rischiano di essere travolti dal cambiamento nel modo di alimentare, guidare e acquistare i veicoli”.

Per molti le parole di Marchionne potranno sembrare manna dal cielo, ma c’è sempre un rovescio della medaglia. Partendo dalle batterie, quelle agli ioni di litio, il cui prezzo oggi incide tra il 20 e il 30 per cento sul costo finale dell’auto, e senza considerare i costi di estrazione, la produzione di una singola batteria per una Tesla model S libera nell'atmosfera circa 17,5 tonnellate di diossido di carbonio, che equivalgono alle emissioni prodotte in oltre otto anni di guida da una normale auto con motore termico. Altro problema è rappresentato dalle grandi quantità di rame necessarie per la realizzazione dei motori, metallo sempre più raro sul pianeta. Dunque, sebbene le case automobilistiche e i grandi player dell’energia sembrino pronti a scommettere sull’elettrico e sulla mobilità sostenibile, l’auto elettrica è ancora in fasce, potrebbe crescere anche velocemente, ma sfide e problemi da affrontare non sono pochi e nemmeno semplici.

martedì 20 febbraio 2018

Gli italiani, nel 2017, per acquistare benzina e gasolio auto hanno speso 53,3 miliardi

53,3 miliardi. E’ questa la cifra spesa dagli italiani nel 2017 per acquistare benzina e gasolio auto. Il dato deriva da un’elaborazione compiuta dal Centro Studi Promotor su dati ufficiali sui consumi e sui prezzi dei carburanti diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico.Quella per l’acquisto di carburanti e la voce di spesa più elevata per gli utilizzatori di autoveicoli italiani. Decisamente più contenuta e infatti la spesa per gli acquisti di autoveicoli che il Centro Studi Promotor per il 2017 ha stimato in 49,4 miliardi e per la manutenzione e le riparazioni che nel 2017 hanno generato un esborso  di 41,6 miliardi.

I 53,3 miliardi spesi dagli italiani per benzina e gasolio auto superano di 2,7 miliardi  la spesa corrispondente del 2016 (+5,3%). Questo incremento non è dovuto ad un aumento dei consumi, che anzi sono in calo dell’1,9%, ma dalla dinamica dei prezzi alla pompa che ha portato il prezzo medio ponderato per la benzina da 1,443 euro del 2016 a 1,528 euro del 2017 con incremento del 5,9%, mentre il prezzo medio ponderato del gasolio è passato da 1,281 euro del 2016 a 1,383 euro del 2017 con un incremento dell’8%. La spesa per l’acquisto di benzina e gasolio auto in Italia è particolarmente elevata per la fortissima tassazione. Dei 53,3 miliardi spesi per italiani ben 33,8 miliardi, cioè il 63,5% sono finiti nelle casse dell’Erario, mentre alla produzione e alla distribuzione dei prodotti petroliferi di benzina e gasolio sono andati 19,5 miliardi.

lunedì 19 febbraio 2018

IN LINEA IL NUOVO LIBRO SULLE ASSICURAZIONI NEL MONDO



La grande campagna sociale dell'Aci



Una grande campagna sociale sulle reti televisive nazionali, per promuovere una nuova cultura della mobilità è quella appena lanciata dall’Automobile Club d’Italia, con il Patrocinio del Ministro dello Sport e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le profonde trasformazioni tecnologiche del mondo auto ci consegnano l’opportunità di dar vita a una nuova Cultura della Mobilità: più dinamica, razionale e flessibile, più sicura per tutti gli utenti della strada, più rispettosa dell’ambiente e degli altri.

Tre le grandi tematiche declinate dalla campagna: Sicurezza Stradale, Mobilità intelligente, Sport motoristici.

La sicurezza stradale richiama i comportamenti alla guida corretti, gli sviluppi nella sicurezza passiva e attiva dei veicoli con la guida assistita, l’evoluzione dei sistemi di regolazione dei flussi di traffico e il dialogo tra i veicoli.

La mobilità intelligente racconta le nuove formule di utilizzo dei veicoli, l’interoperabilità tra mezzi individuali e collettivi, le applicazioni digitali e lo sviluppo dell’alimentazione elettrica.
Attraverso gli sport motoristici, infine, si vogliono raffigurare gli sviluppi tecnologici più avanzati, di cui le auto da competizione sono vettore insostituibile verso le auto di ogni giorno, evidenziando, allo stesso tempo, i positivi valori dello sport: dal riguardo verso tutti (a partire dagli avversari), all’eguaglianza tra i sessi, dall’attenta preparazione alla concentrazione alla guida.

“Con questa grande Campagna Sociale, l’ACI parla della Mobilità di oggi e del prossimo futuro: Una mobilità fatta di maggiore sicurezza, di alimentazioni alternative dei veicoli, di servizi digitali attesi dai cittadini. Come protagonisti-testimonial, abbiamo scelto i bambini – ha spiegato Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI – per due ragioni: perché sono quelli che ci fanno le domande più importanti e più difficili; domande alle quali noi adulti dobbiamo dare risposta, e perché, con i loro gesti ingenui e spontanei, ci invitano a comportamenti di guida maturi e responsabili.”
ACI, in virtù del suo ruolo di guida del movimento automobilistico italiano da oltre un secolo, intende stimolare la formazione di una cultura collettiva del trasporto individuale.

“La Campagna deriva dalla consapevolezza di ACI che queste trasformazioni riguarderanno a breve la quotidianità di decine di milioni di italiani e richiederanno innanzitutto un diverso atteggiamento, una diversa cultura dell’auto e del suo utilizzo. – afferma Ludovico Fois, Responsabile Comunicazione e Consigliere per le Relazioni Esterne e Istituzionali di ACI – L’impegno di ACI parte quindi dal bisogno di portare l’automobilismo italiano nel nuovo millennio, con una nuova Cultura della Mobilità che deve “farsi strada” in ognuno di noi, per questa ragione abbiamo deciso di trasmettere gli spot sulle principali TV nazionali generaliste.”

La campagna televisiva prevede un totale di oltre 300 passaggi in tre settimane complessive di programmazione, a partire dal 26 novembre con l’obiettivo atteso di raggiungere i 50 milioni di italiani maggiorenni, e proseguirà a dicembre sulle principali testate quotidiane con approfondimenti e focus informativi.




venerdì 16 febbraio 2018

Dormire fa bene, ma non al volante

di Luisa Mosello

Nelle braccia di Morfeo, sí ma non al volante. Fra i rischi da scongiurare in assoluto sulla strada c’è proprio quello di addormentarsi alla guida. Bastano pochissimi istanti di perdita d’attenzione e l’incidente è dietro l’angolo, o all’incrocio che sia.

Basta guardare i giornali in questi giorni per scoprire che in tutta Italia da nord a sud una delle cause principali dei sinistri sia proprio il pericolosissimo colpo di sonno. Se ne parla spesso, ma non è mai abbastanza perché si riesca a fare opera di prevenzione efficace. Ed evitare tanti morti e feriti sulle strade. Sprofondare in quell’abbraccio del citato Morfeo, che normalmente dovrebbe ristorare e dare il meritato riposo, mentre si è in marcia puó trasformarsi in un viaggio senza ritorno.

Troppo spesso questo rischio è sottovalutato e non sempre si riconoscono i veri motivi di tante stragi avvenute di notte e non solo. Per questo tipo di problema, che puó essere un colpo di sonno, una sonnolenza, un’apnea non esiste un test specifici come quello esistente per riscontrare tracce di alcol o droga a cui far riferimento.

Anche se secondo gli ultimi studi scientifici individuati dalla Associazione italiana di medicina del sonno questo stato di alterazione della veglia per molti versi è simile all’essere ubriachi. Una ricerca condotta su un gruppo di automobilisti con nessuna patologia, infatti, attraverso un simulatore ha riscontrato la stessa condizione “compromessa” riguardo lo stato di attenzione sia dopo aver bevuto (con un tasso alcolemico pari a 0,8 mg/dl) sia dopo una notte insonne.

Ecco perché è bene fare molta attenzione ad alcuni sintomi, per non abbassare mai la guardia. E soprattutto lo sguardo, che deve rinanere sempre fisso, e lucido, sulla carreggiata. È meglio fermarsi se per esempio si nota che la testa in alcuni momenti non sta dritta e ha la tendenza a ricadere avanti, o gli occhi bruciano e le palpebre si abbassano continuamente.

E ancora: se si vede la strada a tratti in modo sfocato e  si guida in maniera brusca con la tendenza a sbandare non riuscendo a mantenere la giusta traiettoria, meglio non correre rischi. Per evitarli si dovrebbe dormire nella giusta quantità (e qualità) di sonno, non meno di 5 ore continuative. Al di sotto di questa soglia si è riscontrato che le probabilità di incidenti aumentino di circa il 4 %. Anche l’alimentazione puó influire negativamente sull’attenzione in auto: meglio evitare pasti pesanti con cibi grassi e molto calorici e naturalmente bevande alcoliche.

Anche abusare di farmaci puó avere effetti negativi sullo stato di veglia.  Discorso a parte per chi è affetto dalla  sindrome delle Apnee ostruttive nel sonno che è a rischio incidente in maniera significativamente superiore rispetto a chi non ne soffre: una media di 4,5 volte in piú, anche rispetto a chi beve o assume droghe e tranquillanti.

mercoledì 14 febbraio 2018

SARA : UN CORSO DI GUIDA SICURA INSIEME AL NONNO



Nonno e  nipote neopatentato in pista per un giorno intero insieme in Autodromo a Vallelunga, per prendere parte a una full immersion sulla sicurezza  stradale e conseguire il relativo diploma. E’ questa una delle opportunità che otterranno  gli over 65 in possesso  di SerenEtà, la polizza contro la solitudine  presentata  da Sara Assicurazioni. La Compagnia ufficiale dell’ACI  ha perfezionato oggi una convenzione con la direzione dell’Autodromo che riconoscerà a  nonno e nipote uno sconto del 30 per cento.

Il corso intende trasmettere ai partecipanti la cognizione dei rischi connessi con l’uso degli autoveicoli anche in funzione degli inevitabili limiti fisici, comportamentali e strutturali di conducenti, veicoli e strade.

Il corso dura circa 8 ore e prevede una parte teorica iniziale e quattro sessioni pratiche in pista, con una sosta per il pranzo.

La teoria riguarda: la dinamica del veicolo; i sistemi di controllo dinamici (cosa sono, come funzionano, a cosa servono); impostazione di guida e utilizzo dei sistemi di ritenuta; tecniche di frenata e di sterzata; cause e tipologie degli incidenti; il concetto di sicurezza e la riduzione del rischio; le alterazioni dello stato psico-fisico del conducente.

Gli esercizi  in pista avverranno su auto del Gruppo FCA ( Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Abarth) e riguardano: la posizione corretta di guida e le tecniche di sterzata; la frenata d’emergenza e lo scarto dell’ostacolo; il sotto/sovrasterzo e l’ impostazione di curva; il controllo della sbandata.
Nonno e nipote riceveranno un attestato-diploma di partecipazione e avranno diritto  ad un significativo sconto sulla polizza Rc auto da parte di Sara Assicurazioni.

Sorpresa, inversione di tendenza per i prezzi dell'RcAuto

di Roberto Bagnoli

Per i prezzi della rc auto si sta manifestando un’inversione di tendenza: dopo anni di cali, (con una diminuzione complessiva superiore al 20% negli ultimi cinque anni), ora ci sono chiari segnali di rialzo.

E’ l’indicazione che emerge dall’indagine Iper svolta dall’Ivass e aggiornata al terzo trimestre 2017. In base all’analisi statistica dell’Istituto di vigilanza, al 30 settembre 2017 il premio medio era pari a 420 euro, il 2% in più rispetto ai 412 alla fine del precedente trimestre.

Quest’incremento ha inciso fortemente sul calo dei prezzi su base annua, che si è ridotto all’1,3% contro il -5,9% dell’anno precedente. Il 50% degli assicurati paga meno di 378 euro, il 90 % meno di 648 euro e solo il 10% ha un premio inferiore a 237 euro. Il premio medio per classe di età va dai 726 euro per gli assicurati con meno di ventiquattro anni (1,4% dei contratti analizzati), ai 394 per quelli ultrasessantenni, che rappresentano il 33% del totale. Le donne pagano in media 413 euro rispetto ai 425 degli uomini.

E’ sempre forte la dispersione dei prezzi fra le varie aree del paese. Napoli e Prato sono le province in cui la garanzia obbligatoria di rc auto costa di più, con un premio medio rispettivamente di 637 e 616 euro. Fra i grandi centri, il prezzo pagato in media dagli assicurati è pari a 410 a Milano, 427 a Torino e 491 euro a Roma. Le città più economiche, invece, sono Aosta e Biella, rispettivamente con 313 e 315 euro. I prezzi tendono a essere maggiormente differenziati nelle provincie del Nord Ovest e nella capitale e più omogenei nelle province meridionali, “dove”, sostiene l’Ivass, “storicamente il sistema di bonus malus è stato meno efficiente nel catturare la sinistrosità, e in cui un’elevata percentuale di assicurati è nella prima classe di merito. Nelle province di Vibo Valentia, Reggio Calabria, Crotone, Enna, Napoli e Caserta oltre l’87% degli assicurati è assegnato alla classe più virtuosa e, di conseguenza, la variabilità dei premi è ai valori minimi”.

Prosegue, anche se in misura minore, il trend di crescita delle polizze telematiche: in base all’indagine Ivass, al terzo trimestre 2017 il 20,3% dei contratti prevede una scatola nera, il dispositivo che rileva il comportamento degli automobilisti alla guida. Caserta è la città in cui la scatola nera è più diffusa, con il 58% del totale. Iper è un’indagine statistica sui prezzi effettivi per la garanzia rc auto ed è stata avviata dall’Ivass nell’ultimo trimestre 2013. Contiene informazioni sui premi effettivamente pagati per la rc auto (e non sui prezzi di listino/tariffe), come rilevati da un campione di contratti di durata annuale per le vetture a uso privato. Non ne fanno parte autocarri, ciclomotori, natanti e auto a uso non privato.

L’indagine analizza inoltre le principali componenti che concorrono alla determinazione del prezzo finale (cioè tasse, sconti sul listino e provvigioni corrisposte agli intermediari), e le principali clausole contrattuali. 
Il campione si basa sulla banca dati Sita dell’Ania che contiene le coperture attive durante l’ultimo giorno del trimestre di riferimento e sui contratti di durata annuale stipulati o rinnovati durante questo periodo.

www.iomiassicuro.it









martedì 13 febbraio 2018

STRAORDINARIO EXPLOIT DI SARA AL VERTICE DELLE CLASSIFICHE SULLA RCA

di Nicola Odinzov 


Cresce la soddisfazione degli italiani nei confronti delle compagnie di assicurazione del Paese e i premi delle RC auto si sono allineati alla media europea, anzi in alcuni casi sono più convenienti.

Secondo la ricerca appena pubblicata da Affari e Finanza di Repubblica, fra le assicurazioni “offline” spiccano i progressi di SARA, che in un solo anno ha scalato numerose posizioni in diverse classifiche. La compagnia di assicurazione ufficiale dell’Automobile Club d’Italia è stata giudicata la migliore per le tariffe RC auto con garanzie accessorie, mentre occupa la seconda posizione per l’RC auto pura e la terza per l’RC auto con scatola nera e torna ad essere la prima per l’RC moto. Un vero e proprio exploit, tenuto conto del fatto che lo scorso anno non era riuscita a salire sul podio in nessuna categoria.

Questo lo spaccato che emerge dal rapporto annuale dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, come conferma il suo direttore Christian Bieker.

A pochi mesi dall’approvazione della legge sulla Concorrenza (L.124/2017) che, vale la pena ribadire, ha introdotto novità di rilievo anche nel settore assicurativo, dallo sconto per chi accetta di montare la scatola nera, alla libertà di scegliere la propria officina di fiducia per riparare il proprio mezzo danneggiato in un sinistro, l’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, leader nelle ricerche di mercato, ha  pubblicato come ogni anno il suo rapporto sulle compagne di assicurazione in Italia, confrontando premi applicati e soddisfazione dei clienti, fino a certificarne i diversi livelli di eccellenza e assegnare i così detti “bollini blu” a quelle compagnie che offrono il servizio migliore.

I parametri presi in considerazione nell’analisi sono otto, fra cui assistenza ai clienti, liquidazione dei danni, rapporto qualità prezzo ed il nuovo parametro dell’innovazione che, attraverso l’evoluzione telematica del mercato, con l’incremento delle scatole nere e delle offerte personalizzate a queste connesse, è quello con la crescita maggiore. Delle oltre 30 compagnie prese in esame, confrontando più di 5700 premi offerti al pubblico, il mercato tradizionale sembra essere molto più movimentato e concorrenziale rispetto a quello online. Dunque, se è vero che in Italia i premi RC auto continuano a scendere e le scatole nere ad aumentare, dando al Paese della leadership europea in materia telematica, l’obbligatorietà dell’assicurazione auto rimane sempre un tema scottante, soprattutto per il peso che comporta sul portafoglio degli automobilisti, ma alcune compagnie come Sara non sono rimaste insensibili al problema ed i risultati si vedono.

lunedì 12 febbraio 2018

CONVACTION SARA 2018

Alessi: “Il valore sociale ed etico dell’assicurazione”

Tosti: “Ottimi i numeri di SARA per il 2017, da consolidare nell’anno in corso. Gli agenti primi clienti della Compagnia.

Il presidente di SARA, Rosario Alessi, ha invitato i quadri della Compagnia a riflettere sul valore sociale del compito svolto dalle Assicurazioni.
“La funzione di garantire  vita, beni e servizi che viene svolta dalle Compagnie di assicurazioni – ha detto Alessi-  ha non solo un importante valore economico ma ha anche  un valore sociale ed etico. Deve rendere più garantita l’esistenza degli assicurati e, al tempo stesso, aiutarli a contrastare le situazioni di difficoltà e di isolamento.

SARA, come tutte le altre Compagnie, ha un proprio Codice etico. E’ cosa buona e giusta, ma il valore etico dell’assicurazione non si esaurisce nella protezione dei rischi per la vita delle persone, per gli incidenti stradali, per le necessità economiche. Il valore etico si completa e si esalta quando  l’assicurazione propone strumenti per contrastare i nuovi mali della società moderna. E uno dei mali che affliggono i paesi più industrializzati è la crescente solitudine degli anziani.

La struttura di SARA ha confezionato SERENETA’, una polizza per contrastare la solitudine degli over 65. E’ stata in grado di confezionare brillantemente e in tempi brevi un prodotto ad alto valore etico, per i sinistri che indennizza (tipici di questo target) ma soprattutto per le occasioni di dialogo, incontro e di socializzazione che suggerisce e promuove. E il valore etico si completa con un prezzo assolutamente accessibile. Siamo i primi e siamo soli sul mercato.

Nella sua relazione, il DG Alberto Tosti, ha premesso la seguente definizione di SARA:” Una bella compagnia al servizio degli agenti”.  Ha poi  rilevato che nel 2017 “nonostante la pressione di nuovi competitor e l’erosione di quote di mercato alle reti tradizionali- continuando nella sua azione di selezione dei rischi- SARA chiude con una crescita che, sebbene moderata, conferma l’inversione di tendenza”. Nel settore della RCA SARA ha aumentato il numero degli assicurati di 44.323 unità  con un incremento del 4,7 per cento”.

La qualità del nuovo assetto organizzativo è stata “una delle cose buone” del 2017, insieme con l’incremento di pezzi e fatturato, conservando equilibrio tecnico e redditività e progredendo nei Rami Elementari”. E’ stato inoltre anticipato il budgeting e sono stati proposti sul mercato prodotti innovativi come Bifuel, Nuvap e Serenetà.

Novità anche per quel che riguarda la comunicazione  che deve essere “chiara, coerente e sistematica” e deve comportare la “riconoscibilità del mittente”.



venerdì 9 febbraio 2018

"La solitudine è una delle malattie sociali più pericolose del nostro tempo”. Lo dice Gentiloni

di CARLO LUNA

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervistato da Claudio Cerasa per “IL FOGLIO” ha definito la solitudine “Una delle malattie sociali più pericolose del nostro tempo”. Ha preso atto che il primo ministro inglese, Theresa May, “addirittura ha proposto di istituire un ministero sul quale non andrebbero fatte troppe ironie: il ministero della solitudine. La sicurezza effettiva che aumenta e l’insicurezza percepita che aumenta sono problemi crescenti della nostra società. E non si tratta solo di un cattivo racconto che possono fare i giornali e la televisione del mondo in cui viviamo”.

Il primo ministro italiano ricorda che “ numerose città hanno oltre il 40 per cento di nuclei familiari con una sola persona e in questi nuclei familiari, specie tra quelli più poveri e meno mobili, basta una piccola paura per sentirsi minacciati. In più, come ha notato Pinker, il dato che spesso si sottovaluta è che la percezione dell’insicurezza è legata anche a due fattori che oggi si trovano sempre di più in Italia: la diffusione del benessere e l’invecchiamento della popolazione. Se aumenta il tuo benessere hai più paura di perderlo. Più invecchia la popolazione e più si sente fragile, talvolta minacciata dallo ‘straniero’. Non è un sentimento da liquidare con facilità: lo ha spiegato  bene -  conclude Gentiloni- anche il Santo Padre , ma è un sentimento che ha bisogno di risposte vere, e quelle risposte oggi hanno bisogno di Europa”.

Alberto Tosti, Direttore generale di SARA ha commentato definendola “esemplare e incoraggiante” l’analisi del Capo del governo su un tema che è all’attenzione della Compagnia assicuratrice ufficiale dell’ACI da diverso tempo. Grazie a SARA in Italia ci si può assicurare contro la solitudine. A novembre la Compagnia ha presentato SERENETA’, una polizza per contrastare una delle malattie sociali più serie del nostro tempo.

mercoledì 7 febbraio 2018

Lo studio: cosa c'è nei preventivi per assicurare l'auto

di Roberto Bagnoli

L’assistenza stradale è la copertura accessoria più scelta quando si acquista la garanzia obbligatoria di rc auto: è la principale indicazione che emerge dall’ultimo studio del comparatore SosTariffe.it, che ha analizzato i preventivi calcolati nel 2017 e individuato le coperture più diffuse in base al sesso dell’acquirente. Tra le evidenze anche il loro costo medio, che per le donne è di circa dieci euro in meno.

In base allo studio, circa l’87% dei preventivi calcolati sul sito nel 2017 per assicurare l’auto contiene almeno una garanzia accessoria. La più diffusa (viene scelta nell’89% dei casi per quanto riguarda gli uomini e nel 90,4% per le donne), è l’assistenza stradale, che copre eventuali spese per carro attrezzi o traino fino all’officina in caso di problema all’auto riscontrato durante la marcia.

Praticamente a pari merito vi sono altre due garanzie accessorie molto diffuse: tutela legale (scelta dall’88,6% degli uomini e dal 90,1% delle donne) e infortuni al conducente (88,5% dagli uomini e 90,2% per le donne).

Anche la copertura furto e incendio è parecchio “gettonata: questa copertura, infatti, risulta inclusa nel 57% di tutti i preventivi richiesti a SosTariffe.it da uomini e nel 58% di quelli relativi a donne. La polizza per proteggere i vetri dell’auto è più richiesta dalle donne: per loro, infatti, la garanzia cristalli è stata scelta quasi nel 49% dei casi, rispetto al 43,8% degli uomini.

Si attestano intorno al 30% (donne) e 31% (uomini) le richieste per le garanzie Mini Kasko e collisioni, mentre rimangono al 20% le domande per quella che protegge l’auto da eventi e calamità naturali. Meno richieste le altre coperture accessorie: Kasko completa (8,7% per uomini e 9,4% per donne) e atti vandalici (8,8% uomini e 9,1% per donne).

Se si rapporta il totale delle richieste pervenute per ogni garanzia accessoria al sesso del richiedente, si scopre che, in media, gli uomini sembrano i più interessati alle garanzie accessorie. Il 70% dei preventivi pervenuti con una richiesta di almeno una polizza accessoria, infatti, proviene da guidatori di sesso maschile, mentre il restante 30% da donne. Le uniche garanzie per le quali le richieste di donne superano il 31% sono Kasko completa e Cristalli (quest’ultima sembra essere tra le più apprezzate dalle donne).

A incidere sulle scelte degli italiani relativamente all’acquisto delle singole garanzie accessorie è anche il loro costo. Una delle conclusioni dello studio di SosTariffe.it è che mediamente esse costano meno per le donne che per gli uomini: la media dei costi di tutte le garanzie accessorie rilevati è pari a 92,9 euro per gli uomini e 82,7 per le donne

Le maggiori differenze di prezzo tra i due sessi vengono rilevate sulle copertue Kasko completa (che costerebbe circa 40 euro in meno per le donne), furto e incendio (23 euro in meno) e atti vandalici (12 euro in meno). In linea generale la garanzia complementare più economica è la tutela legale, che ha un costo medio di cerca 16 euro, mentre quella più cara è la Kasko completa, che va dai 228 euro delle donne ai 269 euro per gli uomini.

www.iomiassicuro.it

martedì 6 febbraio 2018

IL SEMAFORO, IERI, OGGI E DOMANI

di Luisa Mosello
Intelligente, con il timer, a misura di smartphone. Addio al vecchio semaforo. Ora a regolare traffico, incroci e attraversamenti ce n’è davvero per tutti i gusti “stradali”. L’obiettivo è quello di ottimizzare le esigenze di sicurezza nella vita urbana sempre piú diversificata e con mille problemi di viabilità. Ecco perché si punta a nuove tecnologie in grado di stare al passo anzi alla guida dei tempi. Che corrono, per l’appunto. E che devono essere fermati in maniera ottimale, per pochi secondi o minuti, proprio da questo strumento cosí indispensabile nelle nostre città, piccole o grandi che siano. Il suo nome deriva dal greco antico e significa portatore di segnali. Il primo esemplare, a gas, risale al 1868 e fu installato a Londra. Quello a illuminazione elettrica è invece del 1914 a Cleveland.

Mentre per la nascita del tipo che conosciamo tutti, con i tre colori, rosso, verde e giallo, si deve aspettare il 1920 a New York. In Europa il primo semaforo moderno arriva nel 1922 a Parigi, in Italia a Milano nel 1925 all’incrocio fra piazza Duomo, via Torino e via Orefici, l’anno dopo a Roma. Quello pedonale fa il suo esordio molti anni dopo, nel 1961, a Berlino Est.

Dall’origine delle”lanterne semaforiche” si arriva al presente e al futuro. Basti pensare a quelle dotate di timer con il conto alla rovescia. Vale  a dire con il conteggio dei secondi che precedono l’accensione della luce rossa. Utile per sapere con estrema precisione quanto tempo si ha a disposizione per attraversare un incrocio in totale sicurezza.

Per chi invece non riesce a staccare mai, ma proprio mai, gli occhi dal cellulare esistono anche i semafori a terra per pedoni. Come quelli installati in Germania e in Olanda. Sono sul manto stradale e per questo sono visibili anche ai dipendenti da smartphone che molto spesso rischiano incidenti anche gravi per distrazione.

Infine i nuovi semafori cosiddetti intelligenti che dovrebbero snellire il traffico, ottimizzandone i flussi e i tempi. Essendo in grado di cambiare colore e passare dal verde al rosso “capendo” quando e il caso di farlo. Come? Regolandosi a seconda di quanti veicoli passano in quel momento, dando prima di tutto il via libera ai mezzi pubblici in arrivo agli incroci. A Roma dopo Natale fa ne sono stati installati una quarantina che interessano i quartieri Prati, Parioli e Flaminio. Via via si provvederà a coprire le zone piú trafficate della Capitale e a seguire l’esempio che già era stato sperimentato su alcuni tratti di via Nomentana, via Aldrovandi e via Casilina.

Funzionano grazie a dei particolari "occhi elettronici" che guarderanno la città come dire “dal basso in alto”, direttamente sotto il manto stradale. Attraverso un sistema che riesce a  contare principalmente bus e tram in transito e regolare cosí gli incroci piú caldi, ovvero quelli maggiormente sottoposti ai carichi di traffico piú intensi. Dopo la Capitale questi sensori intelligenti stanno arrivando in altre parti d’Italia, da nord a sud, in Lombardia come in Abruzzo.

lunedì 5 febbraio 2018

Comincia il Festival: ecco quanto costerebbe assicurare le auto delle canzoni


Domani comincerà il Festival di Sanremo e a condurlo sarà Claudio Baglioni; ma quanto dovrebbe pagare di assicurazione Baglioni se, invece che al volante della kermesse si trovasse a quello delle auto citate in alcune delle più famose canzoni italiane di ieri e di oggi?

A fare i calcoli è Facile.it, il principale portale italiano di confronto assicurativo che, in occasione del Festival sanremese, ha passato in rassegna i testi di centinaia di canzoni giocando a ipotizzare quale sarebbe il costo RC auto, ad esempio, per la Torpedo Blu di Giorgio Gaber, la Y10 bordeaux di Daniele Silvestri o, anche, il maggiolone cabriolet che apre il testo di Marlon Brando è sempre lui di Ligabue.

Per ciascuna delle auto si è ipotizzato che l’anno di immatricolazione fosse quello di pubblicazione della canzone nel cui testo è citata, che a guidarla fosse un sessantaseienne (Baglioni è nato il 16/05/1951) residente a Sanremo (in fondo per almeno 5 giorni è come se il conduttore risiedesse nella città dei fiori!) assicurato in prima classe di merito (Baglioni è un bravo ragazzo, no?). Se l’età della “signora a 4 ruote” era tale da renderla auto storica, si è deciso di considerarla ancora una “ragazza” e preso come campione un modello di pari cilindrata. Ecco cosa è venuto fuori.
Se Baglioni sedesse al volante della Topolino amaranto cantata nel 1975 da Paolo Conte dovrebbe pagare 290,76 euro, curiosamente la stessa cifra che gli costerebbe il premio annuo per assicurare la Fiat 1300 che dava il titolo alla canzone (Milletrè) portata al successo nel 1961 da uno dei nomi più illustri della storia di Sanremo: Domenico Modugno.

Le auto Fiat sono spesso protagoniste delle canzoni italiane, soprattutto nel periodo che va dalla fine degli anni ‘60 agli ‘80. La capostipite di questo filone automobilistico-musicale è, forse, la Torpedo blu di Giorgio Gaber. In realtà Torpedo è un tipo di carrozzeria che la Fiat realizzò per diversi modelli come la 501 o la 520, nel caso in cui Matteo Chiosso e Giorgio Gaber, gli autori di quella canzone del 1968, avessero in mente uno dei due modelli, oggi Baglioni per guidarle dovrebbe pagare un’assicurazione appena inferiore ai 400 euro (392,18€). E se, invece che alla Fiat, Chiosso e Gaber avessero pensato alla Cadillac Torpedo che guidava Al Capone? Beh, in quel caso il nostro Baglioni pagherebbe 404,66 euro. 

Erano anni complicati i ‘70 e lo si leggeva anche nei testi delle canzoni, come la Canzone di maggio scritta da Nicola Piovani e Fabrizio De Andrè (1973). In quella prendevano addirittura fuoco le Fiat 1100 che diventavano invece protagoniste dei pensieri dell’operaio cantato l’anno dopo da Rino De Andrè (L’operaio della Fiat, 1974). Alla catena di montaggio, però, quell’operaio monta Fiat 128 arrivando ad odiarle. Se Baglioni assicurasse una 1100 spenderebbe 373,63 euro, se si mettesse invece al volante di una delle 128 costruite dall’operaio di Rino Gaetano dovrebbe mettere a budget 306,95 euro.

Era sempre il 1973 quando proprio Claudio Baglioni portò al successo 70,80,90,100… dove Camilla, la sua Citroën 2CV era testimone dell’amore con Simona. Nel caso in cui Baglioni volesse ancora correre con Camilla sulle strade italiane il costo dell’RC auto sarebbe di 260,77 euro, il medesimo necessario per assicurare la protagonista di un altro testo di Baglioni la Bianchina di Cosa non si fa (2009).

Se il deus ex machina del Festival 2018 amasse le auto storiche, potrebbe scegliere l’Isotta Fraschini della sigla scritta per la trasmissione del 1977 Secondo voi da due icone di Sanremo: Pippo Baudo e Pippo Caruso. A cantare era Pippo Franco, per assicurare Isotta, oggi, servirebbero 313,65 euro.
Poco più di 319 euro, invece, sono quelli che servirebbero per assicurare la Fiat 600 che rivoleva indietro assieme alla sua gioventù Roberto Vecchioni in Luci a San Siro; da un vincitore della kermesse ad uno che alla gara di Sanremo non ha mai partecipato: Ligabue. Per assicurare il Maggiolone cabriolet di Marlon Brando è sempre lui (1990), canzone contenuta nell’album di esordio del cantante di Correggio, servirebbero 328,51 euro.

Sul Palco dell’Ariston è salito spesso, invece, Daniele Silvestri. Se Baglioni decidesse di guidare la Y10 bordeaux di cui scrisse Silvestri nel 1995, dovrebbe pagare 314,77 euro di RC auto, quasi 40 in meno di quelle che servirebbero per assicurare la Fiat Tipo di seconda mano che fa da pub, da disco e da divano a Caparezza nella sua Fuori dal tunnel (2003).

Ha suscitato non poche polemiche l’esclusione di Loredana Berté dall’elenco dei big ammessi al Festival; se per quest’anno la cantante non sarà presente a Sanremo, è invece presente nell’elenco delle canzoni che compongono la particolare play list creata da Facile.it. E lo è a pieno titolo visto che nel 2005 canta Mercedes Benz, dove dichiara di aver sognato per tutta la vita di guidare quella macchina e non la Porsche che guidano i suoi amici. Per assicurare la Mercedes Benz di Loredana a Baglioni servirebbero 308,38 euro.

Quella di Sanremo dovrebbe essere l’ultima apparizione come gruppo di Elio e le Storie Tese.  Anche loro hanno cantato le gesta di un’automobile e, quindi, rientrano di diritto in questa classifica. L’anno era il 1992, la canzone Cinquecento; per assicurare la quattro ruote degli Elii, Baglioni spenderebbe 300,11 euro.

Ma quale è l’auto più costosa, in termini assicurativi, fra quelle della musica italiana? Nessun dubbio per la classifica di Facile.it; la Lamborghini che dà il titolo alla canzone del 2017 di Gue Pequeno. Per assicurarla servirebbero ben 496,78 euro.

venerdì 2 febbraio 2018

SerenEtà è una novità assoluta nel panorama assicurativo

Contro la solitudine ci si può assicurare. Sara Assicurazioni, Compagnia ufficiale dell’ACI, propone la polizza SerenEtà, che associa la protezione assicurativa in caso di azioni malavitose e infortuni a una serie di servizi che hanno l’intento di combattere la solitudine degli anziani. In Italia, nella fascia di età compresa fra 65 e 85 anni, ci sono 13,5 milioni di donne e uomini. SerenEtà è una novità assoluta nel panorama assicurativo. 

Un call center dedicato sarà in ascolto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Ricercherà medici, veterinari e artigiani. Prenoterà ristoranti, spettacoli, trasporti, visite guidate, viaggi, palestre. Proporrà corsi di guida sicura mirati e di aggiornamento sul Codice della Strada. Sara Assicurazioni collaborerà con la Federazione Ginnastica del CONI per far  partecipare gli anziani assicurati al programma non agonistico “Salute e Fitness”. Ha inoltre preso accordi con l’Autodromo di Vallelunga e con “Il Cenacolo dei Viaggiatori”.

Infine Sara Assicurazioni in accordo con Beghelli, brand protagonista e di grande esperienza nel settore della teleassistenza e del telesoccorso, con il quale ha iniziato l’esame di un’intesa che prevederà la concessione di uno sconto esclusivo per gli assicurati che acquisteranno dispositivi e servizi di telesoccorso. Entro il prossimo mese verranno concordate anche le modalità operative.

Il call Center di SerenEtà ricorderà scadenze e compleanni, suggerirà occasioni di attività culturali e di socializzazione. Informerà sull’uso del computer e sui vantaggi dell’e-commerce. 
Giappone, Spagna e Italia sono i Paesi con la maggiore percentuale di anziani. In Italia la speranza  di vita per gli uomini è salita a 80,1 anni e a 84,7 anni per le donne. Il 48,7% delle famiglie composte da una sola persona è formato da over 65 e man mano che cresce l’età, le donne sole diventano quasi il doppio degli uomini. Si stima che il 10% degli anziani in Italia soffra della cosiddetta “solitudine maligna” che compromette la salute fisica ed emotiva.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto aprire ad anziani e disabili, il 29 settembre scorso a Castel Porziano ha dichiarato che: “Gli anziani arricchiscono la nostra società”. Gli ha fatto ecco la vice direttrice dell’OMS, Flavia Bustreo: ” Dobbiamo apprezzare l’importanza dell’invecchiamento, ma è necessario garantire che questi anni in più siano vissuti in salute e in modo dignitoso”.

Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI ha espresso il proprio compiacimento per l’iniziativa di SARA che “va nella giusta direzione di sostenere a 360 gradi gli anziani”. “In tal senso l’ACI ha anche il compito, in collaborazione con Sara Assicurazioni, di affiancare gli anziani nella scelta dell’auto più adatta, anche in considerazione del fatto che sono già in produzione modelli che assistono l’automobilista alla guida e che ce ne saranno sempre di più nel prossimo futuro”.
Rosario Alessi, presidente di Sara, ha espresso la convinzione che “nonostante le stucchevoli polemiche ricorrenti, l’attività delle Assicurazioni ha sempre avuto un elevato valore sociale”. “SerenEtà – ha aggiunto- possiede un valore sociale ancora più forte perché ha l’obiettivo di sconfiggere la solitudine” che è “un grave problema emergente nella società italiana”.
Il Direttore Generale, Alberto Tosti ha detto che il prodotto è stato sviluppato nell’ambito del primo esperimento di Open Innovation della Compagnia, cui si è aggiunta “la felice intuizione del nostro presidente che ha dato ulteriori stimoli”.

“SerenEtà è un bundle che coniuga la copertura assicurativa a un pacchetto di servizi a valore, sviluppato secondo la logica di una conciergerie in grado di assistere il cliente su una serie di servizi. E’ quindi una polizza che va oltre la polizza. E’ una soluzione unica: nessuno oggi in Italia offre un prodotto assicurativo dedicato alla fascia di età 65/85 a cui viene associata una componente di servizio particolarmente interessante, a un prezzo assolutamente accessibile. In sintesi – ha concluso Tosti - un prodotto che ben si colloca nell’ambito della nostra strategia di diversificazione dall’auto con modalità innovative anche in ambito sociale, contando sulla professionalità della nostra rete di agenti che si conferma il nostro prezioso canale di intermediazione con la clientela”.

Per Marco Brachini, Direttore Marketing della Compagnia, SerenEtà è “l’unica assicurazione che con 130 euro l’anno sostiene gli anziani nella vita quotidiana. Si tratta del primo prodotto che la Compagnia dedica ad un target ampio e specifico di  13,5 milioni”.

La continua crescita delle truffe (+ 19%) e la diffusione delle cadute (sono il 50 % degli incidenti domestici, con le fratture come conseguenza più frequente) hanno generato l’esigenza di offrire una copertura mirata per gli eventi tipici di questo target. A questo si aggiunge un pacchetto di servizi di valore, con una specie di “maggiordomo” a disposizione del cliente per aiutarlo a soddisfare le sue esigenze quotidiane ricreative e di socializzazione, o semplicemente offrendo compagnia nei momenti di solitudine.