IL SEMAFORO, IERI, OGGI E DOMANI

di Luisa Mosello
Intelligente, con il timer, a misura di smartphone. Addio al vecchio semaforo. Ora a regolare traffico, incroci e attraversamenti ce n’è davvero per tutti i gusti “stradali”. L’obiettivo è quello di ottimizzare le esigenze di sicurezza nella vita urbana sempre piú diversificata e con mille problemi di viabilità. Ecco perché si punta a nuove tecnologie in grado di stare al passo anzi alla guida dei tempi. Che corrono, per l’appunto. E che devono essere fermati in maniera ottimale, per pochi secondi o minuti, proprio da questo strumento cosí indispensabile nelle nostre città, piccole o grandi che siano. Il suo nome deriva dal greco antico e significa portatore di segnali. Il primo esemplare, a gas, risale al 1868 e fu installato a Londra. Quello a illuminazione elettrica è invece del 1914 a Cleveland.

Mentre per la nascita del tipo che conosciamo tutti, con i tre colori, rosso, verde e giallo, si deve aspettare il 1920 a New York. In Europa il primo semaforo moderno arriva nel 1922 a Parigi, in Italia a Milano nel 1925 all’incrocio fra piazza Duomo, via Torino e via Orefici, l’anno dopo a Roma. Quello pedonale fa il suo esordio molti anni dopo, nel 1961, a Berlino Est.

Dall’origine delle”lanterne semaforiche” si arriva al presente e al futuro. Basti pensare a quelle dotate di timer con il conto alla rovescia. Vale  a dire con il conteggio dei secondi che precedono l’accensione della luce rossa. Utile per sapere con estrema precisione quanto tempo si ha a disposizione per attraversare un incrocio in totale sicurezza.

Per chi invece non riesce a staccare mai, ma proprio mai, gli occhi dal cellulare esistono anche i semafori a terra per pedoni. Come quelli installati in Germania e in Olanda. Sono sul manto stradale e per questo sono visibili anche ai dipendenti da smartphone che molto spesso rischiano incidenti anche gravi per distrazione.

Infine i nuovi semafori cosiddetti intelligenti che dovrebbero snellire il traffico, ottimizzandone i flussi e i tempi. Essendo in grado di cambiare colore e passare dal verde al rosso “capendo” quando e il caso di farlo. Come? Regolandosi a seconda di quanti veicoli passano in quel momento, dando prima di tutto il via libera ai mezzi pubblici in arrivo agli incroci. A Roma dopo Natale fa ne sono stati installati una quarantina che interessano i quartieri Prati, Parioli e Flaminio. Via via si provvederà a coprire le zone piú trafficate della Capitale e a seguire l’esempio che già era stato sperimentato su alcuni tratti di via Nomentana, via Aldrovandi e via Casilina.

Funzionano grazie a dei particolari "occhi elettronici" che guarderanno la città come dire “dal basso in alto”, direttamente sotto il manto stradale. Attraverso un sistema che riesce a  contare principalmente bus e tram in transito e regolare cosí gli incroci piú caldi, ovvero quelli maggiormente sottoposti ai carichi di traffico piú intensi. Dopo la Capitale questi sensori intelligenti stanno arrivando in altre parti d’Italia, da nord a sud, in Lombardia come in Abruzzo.