venerdì 30 marzo 2018

Sara Assicurazioni, una storia nata nel 1946

Sara Assicurazioni, primo esempio europeo di joint venture tra un’associazione di consumatori - l’ACI - e una compagnia di assicurazioni, è nata nel 1946 con l’obiettivo di mettere a disposizione degli automobilisti un’ampia gamma di servizi assicurativi.

Sara Assicurazioni è ad oggi la compagnia ufficiale dell’Automobile Club d’Italia ed è punto di riferimento per le famiglie italiane e per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale e del tenore di vita. La sua organizzazione commerciale è formata da una struttura che comprende oltre 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita. Oltre a Sara Assicurazioni, del Gruppo fa parte Sara Vita, compagnia specializzata nell'area del risparmio, della previdenza e della tutela, con un’offerta articolata anche nell’area degli investimenti.

giovedì 29 marzo 2018

Ania, ecco le linee guida “Contratti semplici e chiari”


Cambiano le polizze di assicurazione grazie alle nuove linee guida “Contratti semplici e chiari” elaborate da ANIA, associazioni degli agenti, dei broker e dei consumatori. Le linee guida intendono favorire la consapevolezza del consumatore nel momento in cui acquista una polizza, rendendone più comprensibile il contenuto e le coperture assicurative in essa contenute.

Le linee guida contengono novità riguardo alla struttura e al linguaggio dei contratti, che diventano entrambi maggiormente comprensibili. Questa iniziativa segue un invito dell’IVASS, l'Autorità di vigilanza del settore, che ha condiviso sia la metodologia sia il lavoro ottenuto in quanto permetterà effettivamente una migliore tutela del consumatore. Il Consiglio Direttivo di ANIA ha deliberato di adottare le linee guida con una progressiva applicazione ai nuovi prodotti.

a quanto già previsto dalle linee guida condivise con gli altri stakeholders, ANIA ha raccomandato alle imprese l’inserimento nei propri contratti di un termine per la liquidazione del danno definito da ciascuna impresa anche in relazione alla tipologia di ogni contratto. Le linee guida sono consultabili sul sito di ANIA, www.ania.it.


mercoledì 28 marzo 2018

Osservatorio ACI “Muoversi con Energia"

Monitorare il complesso scenario della transizione energetica e i suoi mutamenti, attraverso l’analisi critica di una serie di tavoli tematici che vedranno impegnati Eni, Snam, Enel, Enea, IM-CNR, Confindustria energia, Unione petrolifera, Assogasmetano, Elettricità futura, FCA, RSE, RIE e Fondazione Caracciolo ACI.

È questo il senso dell’Osservatorio ACI “Muoversi con Energia”, che si è insediato oggi a Roma per analizzare le strategie industriali e politiche con le quali l’Italia - rispettando gli equilibri economici del sistema Paese - intende raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI: “La sfida più urgente per il mondo dell’auto è quella di ridurre l’inquinamento. Azione prioritaria la sostituzione del parco circolante con autoveicoli dotati di motori di nuova generazione in grado di sfruttare qualunque sistema di propulsione e rispondere in modo efficace all’esigenza di limitare i consumi energetici e le emissioni allo scarico”.

Giuseppina Fusco, Presidente della Fondazione Caracciolo centro studi ACI: “Mettere insieme i più importanti attori coinvolti nel settore e dare continuità e chiarezza ad un dibattito di grande importanza per il nostro Paese era una sfida ed oggi è realtà. Questa è una giornata importante, perché ‘Muoversi con energia’ sancisce l’impegno convinto delle istituzioni, del mondo della ricerca, dell’industria e di tutti gli operatori verso una mobilità sempre più inclusiva e sostenibile".

martedì 27 marzo 2018

La fotografia del mondo assicurativo? Eccola

L’anno scorso il fatturato dell’industria assicurativa ha sfiorato i 131 miliardi di euro con un calo, in termini omogenei, del 2,4% rispetto al 2016. A questa diminuzione ha contribuito la contrazione dei premi del settore vita, solo parzialmente controbilanciata dall’incremento dei premi danni.

Malgrado la flessione accusata l’anno scorso, l’incidenza dei premi totali sul Pil (Prodotto interno lordo) rimane comunque significativa, e pari al 7,6%. E’ lo scenario che emerge dai dati Ania sulla raccolta 2017.

"Si tratta di risultati che dimostrano la vitalità del settore assicurativo”, ha sottolineato la presidente Ania Maria Bianca Farina, “che conferma la sua centralità in tema di risparmio e protezione delle persone, delle famiglie e delle imprese. Nell’attuale situazione italiana, caratterizzata da un’economia in ripresa e da un contesto socio-economico ancora fragile, le assicurazioni possono contribuire sempre di più alla sostenibilità dello sviluppo economico e alla coesione sociale”.

Nel 2017 i premi raccolti nei rami vita sono stati pari a 98,6 miliardi di euro, con una  diminuzione del 3,6% rispetto al 2016. I dati confermano, comunque, la buona tenuta del business per la chiusura dell’esercizio nonostante l’avvio dell’anno passato fosse stato contraddistinto da significativi cali dei nuovi premi. Vi è stata, poi, un’accelerazione delle nuove polizze nella seconda metà dell'anno, e anche i primi dati di gennaio 2018 indicano un positivo avvio dell’anno in corso, con un +8% dei nuovi premi rispetto allo stesso mese del 2017.

L’anno scorso la diminuzione più rilevante della raccolta si è riscontrata per le polizze tradizionali di tipo rivalutabile: in particolare il ramo I – vita umana ha contabilizzato un volume premi a fine 2017 pari a circa 63 miliardi di euro, - 15% rispetto all’anno precedente. Il calo è legato al perdurante scenario di bassi tassi d’interesse, che comprime le aspettative di rendimento per la clientela e la capacità delle imprese di offrire garanzie di rendimento minimo. Il ramo III  (Unit linked) ha invece registrato a fine 2017 un aumento del 30% con un volume premi pari a 31,3 miliardi, in pratica su livelli simili a quelli del 2015. Nel 2017, inoltre, è proseguito un forte sviluppo di prodotti “multiramo", risultanti dalla combinazione di una componente assicurativa tradizionale a rendimento minimo garantito e da più opzioni di investimento di tipo unit-linked.

Per quanto riguarda invece i rami danni, nel 2017 la raccolta è stata pari a 32,3 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% rispetto al 2016). Il settore torna a crescere dopo cinque anni consecutivi di calo e un volume premi che dai 36,4 miliardi del 2011 aveva raggiunto i 32,0 miliardi nel 2016. La dinamica è il risultato di una lieve diminuzione nell’auto (-0,8%), e di un aumento negli altri rami, i cui premi sono cresciuti del 3,2%.

Nel comparto auto si è registrata una diminuzione del 2,2% nella rc auto e una crescita del 6,3% nei corpi veicoli terrestri. Per la rc auto si tratta della sesta variazione negativa consecutiva, pur in un contesto di tassi di riduzione via via decrescenti: dal 2011 al 2017 i premi sono diminuiti di oltre il 25% e il volume premi del 2017 (pari a 13,2 miliardi di euro) èdiminuito di oltre 4,5 miliardi rispetto ai quasi 18 del 2011. “Diversi fattori hanno contribuito al complessivo calo dei premi rc auto”, sostiene l’Ania, “peraltro, in presenza di un parco di veicoli assicurati che è rimasto sostanzialmente invariato. Tra i più rilevanti è importante menzionare la diminuzione del numero dei sinistri, la crescente diffusione delle polizze legate a dispositivi telematici, che hanno avuto un ruolo determinante nel ridurre i premi degli assicurati virtuosi che hanno accettato il monitoraggio del proprio stile di guida, e infine la crescente competizione fra le imprese, che hanno potuto beneficiare della riduzione di sinistrosità e, quindi, di costi tecnici positivi, sia pure in progressiva e importante contrazione”.

Il ramo corpi veicoli terrestri, con 2,8 miliardi di raccolta a fine 2017, è risultato invece in crescita del 6,3% rispetto al 2016, dopo che nei sette anni precedenti (2008-2014) i premi si erano ridotti di circa il 30%. Si tratta del terzo anno positivo di crescita: l’incremento dei premi di questo ramo è fortemente correlato con la vendita di nuove vetture, che secondo i dati Aci era crollata di oltre il 40% nel periodo 2009-2013 per poi aumentare del 45% nel periodo 2014-2017.

Gli altri rami danni stati positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale; rispetto a una crescita complessiva del 3,2%, si è registrata una variazione superiore alla media in particolare nei rami perdite pecuniarie, malattia, tutela legale e assistenza. L’incidenza dei premi degli altri rami sul totale della raccolta danni è salita dal 49,4% del 2016 al 50,4% del 2017, mentre quella del settore auto è diminuita dal 50,6% al 49,6%.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it









lunedì 26 marzo 2018

SaraPerTe, il servizio tracking sinistri di Sara Assicurazioni, premiato da Efma /Accenture con l’Insurance Innovation of the Month Award

Attribuito a Sara Assicurazioni da Efma/Accenture un importante riconoscimento per il nuovissimo servizio di assistenza clienti  SaraPerTe, un’applicazione innovativa che, tramite chatbot, consente a clienti e danneggiati di ricevere tempestivamente informazioni sullo stato del loro sinistro, Auto e Non Auto.

Grazie a questo riconoscimento la chatbot SaraPerTe ottiene anche la nomination per partecipare all’Efma Accenture Innovation Award 2018.

Sempre attenta all’innovazione e alla customer satisfaction, Sara Assicurazioni, Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, è una tra le prime compagnie del panorama assicurativo italiano a mettere a disposizione di clienti (e non) un assistente virtuale in grado di consultare il sistema sinistri e fornire tempestive informazioni a clienti, controparti, legali e carrozzieri.
SaraPerTe è accessibile tramite Telegram e Facebook Messenger tutti i giorni H24, ricercando rispettivamente “SaraPerTe_Bot” e “Sara Assicurazioni - Assistenza Sinistri”, e si affianca ai tradizionali canali informativi a disposizione della clientela, che potrà sempre rivolgersi al Centro liquidazione competente.

Dopo aver utilizzato il servizio SaraPerTe, sarà possibile lasciare il proprio feedback – per monitorare il livello di gradimento – ed eventualmente un recapito telefonico per essere ricontattati


martedì 20 marzo 2018

L’ANIA PUBBLICA I DATI SULLA RACCOLTA PREMI PER L’ANNO 2017

Anche nel 2017 la raccolta premi complessiva ha superato i 130 miliardi grazie a una accelerazione del Vita nella seconda metà dell'anno mentre è continuata, per il sesto anno consecutivo, il calo dei premi R.C. Auto (-2,2%), pur in un contesto di tassi di riduzione decrescenti.

Per la Presidente ANIA Maria Bianca Farina: "Si tratta di risultati che dimostrano la vitalità del settore assicurativo che conferma la sua centralità delle persone, delle famiglie, delle Imprese in tema di risparmio e protezione."

“Nella situazione attuale italiana - continua la Presidente dell’ANIA - caratterizzata da un’economia in ripresa e da un contesto socio-economico ancora fragile, le Assicurazioni possono contribuire sempre di più alla sostenibilità dello sviluppo economico e alla coesione sociale”.
Raccolta Premi Complessiva – Sulla base delle informazioni fornite anticipatamente dalle imprese di assicurazione, l’ANIA ha raccolto i dati relativi ai premi lordi contabilizzati nel 2017 per il portafoglio diretto italiano dei rami Danni e Vita. Le imprese che hanno fornito i dati sono quelle:
con sede legale in Italia
con sede legale in paesi europei ed extra-europei con rappresentanza stabilita in Italia
operanti in regime di libera prestazione di servizi (LPS) ma che fanno parte dell’Albo gruppi IVASS.

Le informazioni sono da considerarsi ancora provvisorie. Nel 2017 la raccolta complessiva dei premi delle imprese di assicurazione nazionali e delle rappresentanze per l’Italia di imprese extra europee  ha sfiorato i 131 miliardi con un calo, in termini omogenei, del 2,4% rispetto al 2016 (Tav. 1). A questa diminuzione ha contribuito la contrazione dei premi del settore Vita (-3,6%) solo parzialmente controbilanciata dall’aumento dei premi del settore Danni (+1,2%).

L’incidenza dei premi totali (Vita e Danni) sul Prodotto Interno Lordo rimane comunque significativa e pari al 7,6%; in particolare nel settore del risparmio, le prime indicazioni per il 2017 confermano il ruolo centrale delle polizze Vita che continuano a rappresentare una delle forme più importanti di impiego, pari a quasi il 16% dello stock di attività finanziarie delle famiglie italiane, in aumento da circa il 15% del 2016.

Le rappresentanze di imprese europee operanti in Italia in regime di stabilimento  hanno registrato nel 2017 una variazione positiva dei premi contabilizzati (+0,7%). L’aumento ha riguardato sia il settore Vita (+1,2%) sia il settore Danni (+0,2%). Con un volume premi (per il campione di imprese rilevato) pari a 8,9 miliardi, le rappresentanze di imprese europee incidono per circa il 6% della raccolta premi totale. Si stima che questa incidenza sfiorerebbe il 7% qualora si fossero ricevuti i premi da parte di tutte le rappresentanze europee.

Le imprese operanti in libera prestazione di servizi (LPS) facenti parte di gruppi assicurativi che hanno aderito alla rilevazione (la quasi totalità) hanno contabilizzato quasi 13 miliardi di premi registrando una diminuzione dell’1,4% rispetto al 2016. Tali imprese esercitano esclusivamente il ramo III – polizze Linked e rappresentano circa l’8% della raccolta premi totale.

Rami Vita – Con riferimento alle sole imprese nazionali e alle rappresentanze di imprese extra europee, nel 2017 la raccolta premi nei rami Vita è stata pari a 98,6 miliardi in lieve diminuzione del 3,6% rispetto al 2016, dopo tre anni di raccolta superiore ai 100 miliardi (Tavola 2). I dati confermano, comunque, la buona tenuta del business Vita per la chiusura dell’esercizio nonostante l’avvio dell’anno passato fosse stato contraddistinto da significativi cali dei nuovi premi emessi (prevalentemente nei primi quattro mesi); vi è stata, poi, una accelerazione delle nuove polizze nella seconda metà dell'anno e anche i primi dati del mese di gennaio 2018 indicano un positivo avvio dell’anno corrente (+8% dei nuovi premi rispetto a quelli di gennaio dell’anno ancora precedente).

Nel 2017, la diminuzione più rilevante della raccolta dei premi contabilizzati si è riscontrata per i prodotti tradizionali: in particolare il ramo I – Vita umana ha contabilizzato un volume premi a fine 2017 pari a circa 63 miliardi in diminuzione di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Il calo è legato al perdurante scenario di bassi tassi di interesse che comprime le aspettative di rendimento per la clientela e la capacità delle imprese di offrire garanzie di rendimento minimo. Il ramo V – capitalizzazione, con poco più di 2,5 miliardi di premi è anch’esso diminuito (-7%). Nel complesso i due rami (I e V) hanno superato i 65 miliardi, volume inferiore a quanto contabilizzato nei quattro anni precedenti.

Il ramo III – Polizze Linked ha invece registrato a fine 2017 un aumento del 30% contabilizzando un volume premi pari a 31,3 miliardi tornando ai livelli del 2015. La crescita è dovuta alla necessità di cercare, in un contesto di tassi di mercato contenuti, forme di investimento in grado di ottenere nel medio periodo rendimenti al netto dei costi positivi, accettando una quota maggiore di rischio. Nel 2017, inoltre, è proseguito un forte sviluppo di prodotti “multiramo", risultanti dalla combinazione di una componente assicurativa tradizionale a rendimento minimo garantito (ramo I) e da più opzioni di investimento di tipo unit-linked (ramo III).

I due restanti rami, IV – Malattia (90 milioni) e VI – Fondi Pensione (1,9 miliardi), infine, hanno registrato anch’essi una crescita rispettivamente del 13,2% e del 9,8%.
L’incidenza della raccolta Vita sul Prodotto Interno Lordo è risultata lievemente in calo ed è pari al 5,7% nel 2017.

Per quanto riguarda le rappresentanze in Italia di imprese UE, i premi contabilizzati alla fine del 2017 sono stati pari a 4,4 miliardi con un aumento dell’1,2% rispetto al 2016, quasi esclusivamente allocabili a polizze di tipo linked (circa l’80% dei premi totali raccolti da tali imprese). Si sottolinea che i risultati di questo comparto possono essere influenzati dalla non completa disponibilità di dati, essendo questi relativi a un campione di imprese pari a circa l’80% del totale.

Sono, infine, pari a circa 13 miliardi i premi raccolti dalle imprese europee in regime di libera prestazione di servizi, tutti contabilizzati nel ramo III – Polizze Linked. Tale volume risulta comunque in diminuzione dell’1,4% rispetto a quanto risultava nel 2016. Va evidenziato che dei quasi 48 miliardi di premi totali relativi a contratti di tipo Linked, oltre il 25% è contabilizzato da imprese che operano in regime di libera prestazione di servizi.

Rami Danni – Nel 2017 la raccolta premi nei rami Danni delle imprese nazionali ed extra-europee è stata pari a 32,3 miliardi in aumento dell’1,2% rispetto al 2016 (Tav. 3). Il settore torna a crescere dopo cinque anni consecutivi di calo e un volume premi che dai 36,4 miliardi del 2011 aveva raggiunto i 32,0 miliardi nel 2016.
La dinamica è il risultato di:
una lieve diminuzione nel settore Auto, i cui premi sono rimasti sostanzialmente stabili        (-0,8%);
un aumento negli altri rami Danni, i cui premi sono cresciuti del 3,2%.

Più specificatamente, nel comparto Auto si è registrata una diminuzione del 2,2% nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi e una crescita del 6,3% nel ramo Corpi veicoli terrestri. Si tratta, per il ramo R.C. Auto, della sesta variazione negativa consecutiva, pur in un contesto di tassi di riduzione via via decrescenti: dal 2011 al 2017 i premi sono diminuiti di oltre il 25% e il volume premi del 2017 (pari a 13,2 miliardi) risulta diminuito di oltre 4,5 miliardi rispetto ai quasi 18 miliardi contabilizzati nel 2011. Diversi fattori hanno contribuito al complessivo calo del volume premi del ramo R.C. Auto, peraltro, in presenza di un parco di veicoli assicurati che è rimasto sostanzialmente invariato. Tra i più rilevanti è importante menzionare:

- la diminuzione del numero dei sinistri (effetto a sua volta sia delle difficili condizioni economiche del paese che negli anni 2012-2015 hanno portato a un significativo calo dell’utilizzo dei mezzi privati sia dell’introduzione, nella primavera del 2012, della legge sui danni fisici lievi che ha avuto effetti molto positivi sulla riduzione dei sinistri fraudolenti);
- l’uso progressivo e sempre più diffuso dei prodotti assicurativi legati a device telematici che hanno avuto un ruolo determinante nel ridurre i premi degli assicurati virtuosi che hanno accettato il monitoraggio del proprio stile di guida;
- la forte e crescente competizione fra le imprese le quali hanno potuto beneficiare della sopra citata riduzione di sinistrosità e, quindi, di costi tecnici positivi sia pure in progressiva e importante contrazione.

Il calo dei premi contabilizzati dell’anno 2017, a parità di un parco di veicoli pressoché invariato, è evidente anche dai valori dei premi medi praticati che vengono monitorati dall’IVASS a livello trimestrale, limitatamente alle sole autovetture ad uso privato. Sulla base di questi dati e comparando l’ultimo dato di fine settembre 2017 con l’analogo periodo del 2016 (con l’obiettivo di eliminare effetti di stagionalità), risulta che il premio medio R.C. Auto era pari a 420 euro in diminuzione dell’1,3%.

Il ramo Corpi veicoli terrestri (ossia le garanzie incendio/furto, kasko dei veicoli), invece, con 2,8 miliardi di raccolta premi a fine 2017, è risultato in crescita del 6,3% rispetto all’anno precedente, dopo che nei sette anni precedenti (2008-2014) i premi contabilizzati si erano ridotti di circa il 30%. Si tratta del terzo anno positivo di crescita (+3% nel 2015 e +6,5% nel 2016). La crescita dei premi di questo ramo è, infatti, fortemente correlata con la vendita di nuove vetture che era crollata, secondo i dati ACI, di oltre il 40% nel periodo 2009-2013 ma che è cresciuta del 45% nel periodo 2014-2017.

Per quanto riguarda gli altri rami Danni, questi sono stati positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e, rispetto a una crescita complessiva del 3,2%, si è registrata una variazione positiva superiore alla media nei seguenti rami: Perdite pecuniarie (+14,3%), Malattia (+9,5%), Tutela legale (+6,3%) e Assistenza (+5,9%); sono invece risultati in calo i premi del settore Trasporti nel suo complesso (-2,0%), il ramo Cauzione       (-1,3%) e il ramo Credito (-2,6%). Tra i restanti rami più rappresentativi in termini di volume premi si evidenziano i rami Infortuni (3.087 mld, +2,6%), Incendio (2.402 mld, +1,0%), Altri danni ai beni (2.799 mld, +1,5%) e R.C. Generale (2.924 mld, +0,9%).

L’incidenza dei premi degli altri rami Danni sul totale premi del comparto Danni è salita dal 49,4% del 2016 al 50,4% del 2017 mentre quella del settore Auto è diminuita dal 50,6% al 49,6%. I rami più rappresentativi, in termini di market share (dopo il settore Auto), rimangono gli Infortuni (9,5%), il ramo R.C. Generale (9,0%) e il ramo Altri danni ai beni (8,7%).
Nel 2017, l’incidenza della raccolta Danni sul Prodotto Interno Lordo è pari all’1,9%, come nell’anno precedente.

Le rappresentanze di imprese aventi sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 4,4 miliardi, in linea con quanto rilevato nel 2016. Il settore Auto è risultato in lieve aumento (+0,6%); in particolare, mentre il ramo Corpi veicoli terrestri registra un aumento dei premi più rilevante rispetto a quello delle imprese italiane (+8,5% vs +6,3%), i premi dei rami R.C. Auto e natanti hanno registrato una diminuzione (-2,1%) in linea con quanto registrato dalle imprese nazionali (-2,2%). È rimasto pressoché costante rispetto al 2016, il volume premi dei restanti rami Danni (+0,1%). Oltre che nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi che, per queste rappresentanze costituisce il 13,9% del business Danni complessivo, si registra un’incidenza molto significativa nel ramo R.C. Generale (27,9%), nel settore Credito e Cauzioni (13,0%) e nel ramo Infortuni (9,6%).                                                     
                                                     

NOTA METODOLOGICA 
Premi lordi contabilizzati del lavoro diretto italiano. Comprendono tutti gli importi maturati durante l’esercizio per i contratti di assicurazione, indipendentemente dal fatto che tali importi siano stati incassati o che si riferiscano interamente o parzialmente a esercizi successivi; sono in ogni caso esclusi gli importi delle relative imposte e dei contributi riscossi per rivalsa. 
I premi comprendono, tra l’altro:
quelli ancora da contabilizzare, allorché il premio può essere calcolato soltanto alla fine dell’anno;
i premi unici e i versamenti destinati all’acquisto di una rendita periodica;
nell’assicurazione Vita, i premi unici risultanti dalla riserva per partecipazioni agli utili e ristorni, nella misura in cui tali premi debbano essere considerati come premi sulla base dei contratti;
i sovrappremi per frazionamento di premio e le prestazioni accessorie degli assicurati destinate a coprire le spese dell’impresa;
le quote di premio di pertinenza dell’impresa acquisite in coassicurazione.
I premi lordi contabilizzati vengono determinati al netto degli annullamenti afferenti i premi dell’esercizio (D.Lgs n. 173/97 - Art. 45). Tali premi sono ottenuti dai bilanci civilistici delle singole imprese di assicurazione che vengono redatti secondo i principi contabili locali e non secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS.
In particolare la rilevazione riguarda tutti i premi del lavoro diretto italiano, ossia quelli raccolti dalle imprese con sede legale in Italia, inclusi i premi sottoscritti dalle loro sedi secondarie in paesi dell’Unione Europea e quelli raccolti dalle stesse in libera prestazione di servizi (Voce 3 dei Moduli di Vigilanza IVASS n.17 e Voce 4 dei Moduli di Vigilanza IVASS n.20).
Le variazioni percentuali annue dei premi contabilizzati sono calcolate a perimetro di imprese omogeneo, ossia considerando lo stesso insieme di imprese negli ultimi due anni.
Settore Auto. In tale raggruppamento sono compresi il ramo 3 (Corpi veicoli terrestri), il ramo 10 (Responsabilità civile veicoli terrestri) e il ramo 12 (Responsabilità civile veicoli marittimi, lacustri e fluviali).

venerdì 16 marzo 2018

Bilancio 2017: risultati molto positivi e crescita per il Gruppo Sara

Approvato a Roma dal Consiglio di Amministrazione di Sara Assicurazioni il progetto di Bilancio 2017.

Positivi i risultati della Compagnia, che presenta un utile lordo di 90,3 milioni e un utile  netto dopo le imposte di 60,8 milioni di euro, in leggero aumento rispetto all’esercizio precedente (60,4 milioni di Euro). I premi lordi contabilizzati della Compagnia, sono stati pari a 558,8 milioni di Euro, in aumento  dell’1,8% rispetto al 2016.

Il CdA di Sara, proporrà all’Assemblea di destinare circa il 60% degli utili a riserva, a ulteriore rafforzamento del requisito di solvibilità (SCR), già in deciso progresso: al 31.12.2017 è pari a circa il 286% del SCR richiesto da Solvency II.

In crescita anche la controllata Sara Vita, che chiude l’esercizio con una raccolta premi pari a 91 milioni di Euro, in aumento del 4,3% rispetto al 2016, e un utile netto di 2,4 milioni di Euro (4,7 milioni di Euro nel 2016). Il CdA proporrà di destinare gli utili interamente a riserva. In miglioramento anche l’indice di solvibilità, che evidenzia una copertura del 239%.

Il bilancio consolidato del Gruppo evidenzia una raccolta premi di 648,9 milioni di Euro, in aumento  del 2% rispetto al 2016 e presenta un utile lordo di 94 milioni di Euro ed un utile netto pari a 69,1 milioni di Euro, lievemente inferiore rispetto all’esercizio 2016 (71 milioni di Euro). L’indice di solvibilità del Gruppo è pari al 270%, in aumento rispetto al 2016.

“Il Gruppo SARA – ha commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti – forte di risultati positivi e di una robusta solvibilità - sosterrà con energia i più adeguati investimenti a supporto della crescita e dell’innovazione al fine di confezionare il miglior servizio per la rete agenziale che rappresenta, insieme al rinnovato management e ai dipendenti, il principale valore dell’impresa assicurativa.”

Ania, polizze più comprensibili con le linee guida

Polizze più comprensibili, in modo da avere un cliente più informato sul prodotto assicurativo che sta per sottoscrivere: è l’obiettivo delle nuove linee guida Contratti semplici e chiari, che sono state elaborate da Ania, associazioni degli agenti, dei broker e dei consumatori.

“Le linee guida intendono favorire la consapevolezza del consumatore nel momento in cui acquista una polizza”, spiega un comunicato stampa dell’Ania, “rendendone più comprensibile il contenuto e le coperture in essa contenute. Quest’iniziativa segue un invito dell’Ivass, che ha condiviso sia la metodologia sia il lavoro ottenuto, perché permetterà effettivamente una migliore tutela del consumatore.

Il Consiglio direttivo di Ania ha deliberato di adottare le linee guida con una progressiva applicazione ai nuovi prodotti. Oltre a quanto già previsto dalle linee guida, l’Ania ha raccomandato alle compagnie l’inserimento nei propri contratti di un termine per la liquidazione del danno definito da ciascuna impresa anche in relazione alla tipologia di ogni contratto”.

Nell’elaborazione della propria documentazione, molti dei partecipanti al gruppo di lavoro hanno analizzato le polizze disponibili sul mercato, in particolare quelle per la casa. Il documento si concentra su profili generali relativi al contratto e alla sua struttura, escludendo il contenuto delle previsioni contrattuali perché si tratta di elementi che rientrano nella libertà di ogni singola impresa, il che favorisce, tra l’altro, la concorrenza. “L’intera tematica della conformità dei prodotti assicurativi ai bisogni del cliente”, spiega l’Ania, “è peraltro oggetto di un riesame complessivo alla luce dell’introduzione nell’ordinamento delle norme di attuazione dell’Idd (la Direttiva sulla distribuzione che entrerà in vigore a ottobre 2018, ndr)”.

Il gruppo di lavoro propone in primo luogo di superare la distinzione tra Condizioni generali e Condizioni speciali, e articolare il Contratto in varie sezioni. Il formato può essere cartaceo o elettronico: quest’ultimo può consentire l’utilizzo di alcune funzionalità che potrebbero rendere il contratto maggiormente fruibile dal cliente. Riquadri, finestre o pop-up dinamici possono costituire strumento di maggiore comprensibilità se finalizzati a fornire chiarimenti o approfondimenti su termini o temi specifici.

In base all’articolo 166 comma 2 del Codice delle assicurazioni private, devono essere riportate con caratteri di particolare rilievo grafico alcune clausole contrattuali, in particolare recanti decadenze, nullità, limitazioni delle garanzie ovvero oneri a carico del contraente o dell'assicurato. Per quanto riguarda questi caratteri di particolare rilievo grafico, sono state individuate varie soluzioni, quali l’utilizzo del grassetto o del maiuscoletto; l’utilizzo di colori diversi; l’utilizzo di sfondo pieno tono su tono.
Le linee guida puntan
o in modo particolare sulla semplificazione dei testi. “'L’utilizzo di formule semplificate ed effettivamente intellegibili da parte del consumatore comporterebbe anche riflessi positivi nel mercato”, si sottolinea, “contribuendo ad aumentare la percentuale di penetrazione dell’assicurazione in Italia, al momento più bassa della media europea. Le condizioni contrattuali devono essere espresse in modo chiaro e trasparente, e deve esistere una corrispondenza tra rubrica e contenuto dell’articolo (per esempio, anziché “Casa sicura”, con esclusioni che limitano la garanzia ai soli eventi piovosi, bisognerebbe scrivere direttamente “Garanzia pioggia”).
Nel contratto o negli allegati si potrebbero introdurre riquadri esplicativi o box di consultazione, per esempio in materia di franchigie sarebbe utile dettagliare come si applicherebbe una franchigia relativa, una in giorni oppure uno scoperto. S’introdurrebbe così una forma di comunicazione più colloquiale e vicina al grado di preparazione e conoscenza del cliente medio.
Andrebbe indicato il nome commerciale del prodotto. La denominazione commerciale non deve contraddire l’effettivo contenuto del contratto, in modo da non determinare aspettative non rispondenti alla garanzia prestata. Nella copertina dovrebbero essere riportati denominazione, logo e simbolo dell’impresa e del gruppo di appartenenza, tipologia contrattuale e relativo nome commerciale, edizione del contratto.
Le linee guida propongono infine d’inserire una pagina di presentazione per anticipare cosa il cliente troverà nel contratto ed evidenziare particolari forme di comunicazione o aiuto, come i box di consultazione ,e un indice che indichi la pagina di ciascun argomento e permetta un orientamento semplice e rapido...

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it









mercoledì 14 marzo 2018

Donne al volante? Meglio degli uomini

Tra gli incidenti stradali imputabili a colpe dei conducenti solo un quarto (il 26,6%) è causato da donne, mentre i restanti tre quarti (il 73,4%) sono causati da uomini. Questo dato, elaborato dal Centro Studi Contintental sulla base delle statistiche sugli incidenti stradali nel 2016 rese note dall’Istat, contribuisce a smentire il luogo comune che le donne siano più distratte degli uomini alla guida.


Se da un lato le donne dimostrano di essere attente alla sicurezza quando sono parte attiva della circolazione, dall’altro lato bisogna anche dire che ci vuole più attenzione nei confronti delle donne quando sono attori passivi nella circolazione stradale. Infatti, come risulta da un’elaborazione del Centro Studi Continental, dal 1981 al 2016 il numero di uomini che sono stati coinvolti in un incidente stradale riportandone qualche conseguenza è calato del 4,2%. Nello stesso periodo il numero di donne che hanno riportato conseguenze dal coinvolgimento in un incidente stradale è aumentato del 36%.

“Non è una sorpresa – dichiara Alessandro De Martino, ad di Continental Italia – che le donne al volante siano più attente, che pongano in essere una serie di comportamenti più rispettosi delle regole e che, di conseguenza, sia statisticamente più sicuro far guidare una donna rispetto ad un uomo. A margine di questa considerazione rilevo peraltro come ci sia ancora molto da fare in tema di sicurezza stradale, anche se gli incidenti diminuiscono con un trend ormai piuttosto consolidato. – (si è passati dai quasi 7.000 morti all’anno del 2001 ai 3.283 del 2016, fonte ISTAT) - Le strade infatti sono un ecosistema complesso, nel quale viaggiano contemporaneamente mezzi di diverso tipo, peso e ingombro, guidati da professionisti o da semplici automobilisti, motociclisti, ciclisti. Lo sviluppo tecnologico, e l’avvento dei sistemi di assistenza alla guida - che prefigurano i veicoli a guida autonoma -  danno un contributo essenziale alla sicurezza della strada e dei suoi utenti. Occorre però, da parte di tutti, un comportamento responsabile. Oltre l’80% degli incidenti infatti è provocato da errori umani o comportamenti al di fuori delle regole. Nessuna tecnologia potrà mai sostituire una guida consapevole e i quasi 10 morti al giorno per incidente stradale sono un fatto inaccettabile.”


martedì 13 marzo 2018

Assistenza auto: lieve tendenza alla diminuzione dei prezzi



In febbraio è emersa una lieve tendenza alla diminuzione dei prezzi praticati dalle officine di autoriparazione. Il dato emerge dal Barometro sul sentiment del settore dell’assistenza auto elaborato dall’Osservatorio Autopromotec sulla base di un’inchiesta condotta su un campione rappresentativo di officine di autoriparazione. Il 14% degli interpellati dichiara infatti di attendersi una diminuzione dei prezzi nei prossimi 3/4 mesi, mentre soltanto il 5% ritiene che vi possano essere aumenti. La tendenza alla diminuzione dei prezzi è comunque molto lieve dato che l’81% degli interpellati ritiene che i prezzi si manterranno stabili. Anche per il volume di attività delle officine, la stragrande maggioranza (73%) degli operatori interpellati ritiene che l’attività si manterrà sostanzialmente stabile, mentre tra gli altri prevalgono lievemente le indicazioni di aumento (15%) rispetto a quelle di diminuzione (12%).

Dalla rilevazione emergono, oltre che le tendenze, anche la situazione in febbraio. Per l’attività di autoriparazione, il 25% degli interpellati lamenta un basso volume di affari, mentre il 12% è di parere opposto e la maggioranza (63%) valuta l’attività normale. Sempre con riferimento alla situazione di febbraio, per i prezzi la maggioranza degli interpellati (82%) indica una situazione di normalità, mentre solo il 3% giudica il livello elevato e il 15% lo ritiene invece basso. 

A proposito di prezzi, il Barometro sul sentiment del settore dell’assistenza auto, nella sua edizione di marzo, pubblica un confronto tra l’andamento dei prezzi al consumo per l’intera collettività e quello relativo ai prezzi per le attività di manutenzione e riparazione di mezzi di trasporto privati. Le differenze tra i due indici non sono molto rilevanti, ma si registra comunque una maggiore stabilità dei prezzi delle operazioni delle officine di autoriparazione, che si sono mantenuti piuttosto stabili e nel corso del 2017 hanno avuto crescite mensili rispetto agli stessi mesi del 2016 (cioè variazioni tendenziali) comprese tra un +1,4% e un +1,3% da gennaio a giugno per poi stabilizzarsi intorno al +1,2%. L’indicatore dei prezzi al consumo per l’intera collettività, che in gennaio 2017 faceva registrare un incremento tendenziale sullo stesso periodo del 2016 dell’1%, ha avuto invece incrementi crescenti fino ad aprile (mese in cui ha toccato il picco dell’1,9%), per poi scendere e stabilizzarsi su incrementi dello 0,9% da novembre a gennaio.

Il Barometro sul sentiment del settore dell’assistenza auto è un nuovo strumento di analisi dell’Osservatorio Autopromotec che si propone di esaminare, sulla base di rilevazioni originali condotte in collaborazione con il Centro Studi Promotor, il sentiment di un campione rappresentativo di operatori che gestiscono officine di autoriparazione, con particolare riferimento all’andamento dell’attività di officina e al livello dei prezzi di officina.
L’Osservatorio Autopromotec da oltre 20 anni conduce studi, analisi e attività di comunicazione sull’aftermarket automobilistico a supporto del contesto economico a cui è dedicata Autopromotec, che è la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico. La prossima edizione di Autopromotec si svolgerà presso il quartiere fieristico di Bologna dal 22 al 26 maggio 2019.

lunedì 12 marzo 2018

Ma quanto si spende per mantenere l'auto?

Per mantenere l’auto in Italia si spendono in media 1.515 euro ogni anno. La Campania è la regione dove le spese sono più alte, il Friuli Venezia Giulia è all’opposto della classifica. A incidere maggiormente sul costo fisso è il carburante (53% in media), seguito da assicurazione auto (24,8%), bollo e revisione (11,3%). Sono le principali evidenze dell’ultimo Osservatorio del comparatore SosTariffe.it. Per ricavare una stima il più verosimile possibile, SosTariffe.it ha effettuato tutte le rilevazioni prendendo come campione una tra le vetture più vendute in Italia, la Panda.

In Campania il 44% della spesa totale (2.156 euro) è destinato all’assicurazione auto (941 euro), il 38,4% al carburante (828 euro) e il restante 9% (194 euro) viene impiegato per bollo auto e revisione. Il Friuli Venezia Giulia è la regione con il costo fisso annuo per l’auto più basso: 1.117 euro all’anno, circa 400 in meno rispetto alla media nazionale. Tra le altre regioni dove la vita degli automobilisti sembra più economica troviamo la Valle D’Aosta (1.260 euro) e l’Emilia Romagna (1.314 euro).
Il costo che incide maggiormente (circa il 52,6%) sul totale annuo è quello relativo al carburante; la regione con la spesa maggiore è il Molise, dove per questa voce ogni anno si spendono circa 1.174 euro, il 62,6% del totale. Questo dato non dipende tanto dal costo della benzina, che in Molise è in linea con la media italiana, ma dal numero di chilometri percorsi in auto dagli abitanti di questa regione (in media circa 15mila l’anno), tra i più alti d’Italia. Tra le altre regioni dove la spesa per il carburante supera i 1.000 euro annui troviamo l’Umbria (1.162 euro e 15mila km annui percorsi) e il Veneto (1.061 euro annui spesi in benzina, per percorrere oltre 13.900 km).

A risparmiare di più alla stazione di rifornimento sono i guidatori di Sicilia, Lazio, Marche, Liguria, Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia, dove il costo per la benzina non arriva ai 700 euro annui. In Liguria, in particolar modo, si è arrivati ad avere questi costi grazie a un utilizzo decisamente minore dell’auto: in questa regione, infatti, il costo del carburante è tra i più elevati d’Italia (oltre 1, 6 euro al litro) e i liguri hanno una percorrenza media molto più bassa (poco più di 7.800 chilometri l’anno), in modo da riuscire a risparmiare.

Nonostante rappresenti circa il 24,8% della spesa totale annua per l’auto, la rc auto non è la voce che incide maggiormente su questi costi fissi. Secondo SosTariffe.it, nel nostro Paese mediamente si spendono 375 euro (per assicurare un autoveicolo dato riferito alla Fiat Panda): da sempre la regione dove questo costo è più alto è la Campania, deve in media supera i 940 euro. Non è sempre vero che più si sale al Nord e più questa voce si riduce. Anche se il Friuli Venezia Giulia rimane la regione in cui la rc auto ha il costo medio più basso (appena 188 euro), tra le altre zone con le polizze più convenienti troviamo la Basilicata (244 euro), l’Emilia Romagna (279 euro), l’Abruzzo (290 euro) e la Sardegna (293 euro).

Bollo auto – una delle tasse più odiate dagli italiani - e revisioni incidono poco sulle spese fisse analizzate da SosTariffe.it: poco più dell’11%, con un costo medio di 171 euro. Le regioni in cui questa spesa supera la media nazionale sono Campania, Abruzzo (dove bollo e revisione hanno i costi più alti, 194 euro l’anno), seguite da Veneto, Calabria, Liguria, Lazio, Marche, Molise e Toscana.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it









venerdì 9 marzo 2018

SARA ASSICURAZIONI CORRE LA ROMA OSTIA



Sara conferma il suo impegno nel mondo del running sponsorizzando la mezza maratona più amata e partecipata in Italia: la 44° edizione della Roma-Ostia HalfMarathon, che il prossimo 11 marzo partirà da Via Cristoforo Colombo per raggiungere il Lido di Ostia.
Sara ha identificato nel running un veicolo di valori sani e positivi a cui rivolgere sforzi e risorse e si è posta come compagnia di riferimento per tutto questo variegato mondo .
I valori che accompagnano i runners, dagli allenamenti fino alle gare, sono infatti l'impegno, la determinazione e la partecipazione, ma anche l'attenzione alla salute e la sensibilità alla cura dell'ambiente: tutti valori che Sara condivide e persegue realmente anche attraverso i suoi prodotti.

Durante la competizione, Sara Assicurazioni sarà presente con i suoi Agenti e con una sua squadra per creare un link diretto con la comunità dei runners.

Per questo proprio ai runner oggi Sara propone ottime coperture assicurative a condizioni estremamente vantaggiose.

SaraDefender, ad esempio, è la protezione ideale contro gli infortuni perché offre una tutela ampia e completa in qualsiasi momento delle giornata: nella pratica sportiva amatoriale ma anche al lavoro, a casa, in viaggio e nel tempo libero. Una copertura efficace per vivere la propria passione sportiva in tutta serenità, garantendosi un capitale da utilizzare per coprire le spese sanitarie o qualsiasi altra esigenza, in caso di infortunio.

SarainCasa, invece, è l’assicurazione completa per la protezione della casa, del patrimonio familiare e degli amici a 4 zampe. Una polizza pluripremiata, che per la terza volta si è aggiudicata i Sigilli Qualità assegnati dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza come migliore polizza Casa.
I runner che si presenteranno presso un’agenzia Sara, potranno sottoscrivere sia SarainCasa che SaraDefender a condizioni particolarmente vantaggiose, con uno sconto del 30% e possibilità di addebito mensile su conto corrente, a partire da 15€ al mese.

La mission aziendale 
Sara Assicurazioni, Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, è una compagnia fortemente innovativa ma di lunga tradizione, in grado di dare risposte puntuali alle esigenze e alle aspettative dei clienti.
Sara si posiziona come compagnia assicurativa per la famiglia, punto di riferimento per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale  e del tenore di vita dell’individuo.
Con questo biglietto da visita Sara - che opera in Italia da oltre 70 anni - si presenta sul mercato mettendo in campo tutto il suo bagaglio di competenze, per offrire prodotti assicurativi di elevata qualità e trasparenza.

L’investimento nella soddisfazione del cliente 
Sara, sempre sensibile a temi di elevata valenza sociale, dedica la medesima attenzione al servizio al cliente attraverso un’offerta assicurativa tra le più complete in Italia, una vasta gamma di proposte per la famiglia, la casa, l’attività professionale, la previdenza e il risparmio: tutte soluzioni innovative che si basano su flessibilità e reale personalizzazione.

"Autobiskeri" nuova campagna di sicurezza stradale Aci-Sara - VIDEO


mercoledì 7 marzo 2018

A proposito di patente e patentati

di Luisa Mosello

Alla guida del mondo. Ovvero: prendere la patente, ovunque, in ogni angolo del pianeta, rappresenta una conquista. Fin da quando, alla fine dell’Ottocento, questa “chiave” per aprire la strada alla voglia di mobilità venne offerta per la prima volta in due Paesi come la Francia e la Prussia. Il primo permis de conduire fu rilasciato in terra francese nel 1883. Ad avere questo privilegio fu un uomo

Léon Serpollet che aveva costruito un triciclo a vapore che così poteva guidare, ma senza mai superare la velocità di 16 km/h. In Prussia invece uno dei primissimi documenti di guida fu rilasciato nel 1888 a un tale Karl Benz.

Da noi in Italia si deve aspettare qualche anno, per l’esattezza il 1901 quando viene promulgato il primo regolamento che si riferisce concretamente alla patente di guida. Si tratta di una disposizione presente in un Regio Decreto, il numero 416 datato 28 luglio 1091 che recita:"Gli automobilisti che devono circolare sulle strade ordinarie saranno sottoposti alle opportune prove". Questo decreto prevedeva il rilascio di una sorta di libretto per annotare eventuali multe.

Chi fu l’italiano che aprí, letteralmente, la strada a questo magico e ambito permesso? Un torinese di nome  italiano cui fu rilasciata la "patente", nel 1901, Bartolomeo Tonietto, che di mestiere faceva, manco a dirlo, l’autista di casa Savoia. E l’altra metà del cielo? La prima donna a prendere la patente fu una siciliana, Francesca Mancusio, nata a Caronia. A lei andó il "certificato di idoneità a condurre automobili con motore a scoppio", il 5 giugno 1913 ad opera della prefettura di Palermo, dopo aver conseguito il certificato di abilitazione. Da allora ad oggi che si contano, e a volte si perdono, i punti sembra esser passato un secolo. Ed è cosi…Fra scuole guida, esami, test di teoria e pratica, di strada (per l’appunto, ancora una volta) se n’è fatta eccome. In discesa. E anche in salita, come sembrava essere il percorso di Bebe Vio. Campionessa pluri premiata alle prese con il volante e le sue regole non era proprio agio. Già bocciata alla teoria non ha perso le speranze, si è impegnata e finalmente ce l’ha fatta.

“Finalmente sei Mia", è stato il suo (atteso) esclamativo postato qualche giorno dalla stessa Bebe sui social. Seguito da una frase di grande soddisfazione:"Sono felicissima di potermi spostare in auto senza più chiedere aiuto a nessuno!".

L’ennesima vittoria della piccola grandissima donna dello sport senza confini che ha ancora una volta vinto la sua battaglia per superare i limiti (imposti) della disabilità. Anche in tema di guida automobilistica, spesso vista come un miraggio da chi ha un handicap. Un argomento molto importante perché legato all’indipendenza rappresentata dall’automobile. Per questo la gioia di avercela fatta è stata un fiume in piena. Che ha finito con travolgere quanti l’avevano presa un po’ in giro per le sue bocciatture. Facendo, sempre sui social, nomi e cognomi: “Cari Alessandro Cattelan, Fabio Fazio e Federico Russo, statev'accuort, Bebe è a bordo!". La patente B (come l’iniziale del suo nome) è servita.

lunedì 5 marzo 2018

Generali approva la strategia sul cambiamento climatico. Disinvestirà 2 miliardi di euro dal carbone

Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali S.p.A, riunitosi sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, ha approvato la strategia sul cambiamento climatico.

Da tempo il Gruppo Generali sta attivamente adeguando il proprio business rendendolo sempre più sostenibile, in coerenza con l’impegno della comunità nell’affrontare le grandi sfide globali, a cominciare da quella del cambiamento climatico. La strategia approvata oggi, a cui seguiranno specifiche policy, è in linea con i principi del Global Compact, cui Generali ha aderito da tempo, e della Paris Pledge for Action definita nell’ambito di COP 21, cui Generali ha aderito nel 2015.

La strategia prevede azioni su investimenti e underwriting, che rappresentano le attività core del Gruppo.  Per quanto riguarda gli investimenti, Generali, in qualità di asset owner (general account investment), aumenterà l’esposizione verso attività green, disinvestendo inoltre progressivamente dalle società legate al carbone. Rispetto all’underwriting, aumenterà l’offerta di prodotti a valenza ambientale, mantenendo un’esposizione minima al settore del carbone.

Il Group Ceo, Philippe Donnet, ha affermato: “La tutela dell’ambiente e l’adozione di azioni efficaci per fronteggiare il cambiamento climatico rappresentano temi centrali per Assicurazioni Generali. Con questa strategia d’azione, che dà seguito a una serie di iniziative avviate da tempo, la Compagnia rafforza il proprio ruolo di leader come impresa responsabile, per contribuire a una società sana, resiliente e sostenibile.”


venerdì 2 marzo 2018

SerenEtà, la polizza nel dettaglio


SerenEtà  è un prodotto assicurativo che ha la peculiarità di offrire un pacchetto di servizi a valore accanto ad una copertura assicurativa utile a tutelare l’assicurato da alcuni eventi tipici di questo specifico target.

SerenEtà fornisce le coperture assicurative quali truffa tra le mura domestiche, rapina e scippo fuori l’abitazione, rimborsa anche le spese sostenute per il rifacimento dei documenti personali sottratti o per la sostituzione delle serrature delle porte di ingresso dell’abitazione.

SerenEtà prevede anche un’indennità in caso di  infortuni con frattura, lussazione o ustione di 2°e 3°.

SerenEtà offre anche una serie di servizi di concierge, grazie all’associazione diretta dell’assicurato  con la società Paspartù. Tali servizi potranno essere richiesti dall'assicurato direttamente al numero dedicato  gestito da Paspartù che metterà a disposizione un assistente personale  che soddisferà le necessità dell’assicurato, nei limiti dei servizi previsti all'interno delle condizioni generali del regolamento di associazione con Paspartù.


SerenEtà ti garantisce su:

Truffa tra le mura domestiche

Rapina e scippo

Infortuni (fratture, lussazioni e ustioni)



Servizi di concierge (assistenza informatica, prenotazione ristoranti, invio auto con conducente, chef a domicilio, etc)

giovedì 1 marzo 2018

L'intervento del presidente Rosario Alessi al convegno annuale della Sara


Cari amici,
Gli agenti sono una risorsa imprescindibile per ogni Compagnia di assicurazione perché sanno bene che i clienti si conquistano e si mantengono soprattutto col contatto diretto fra persone. A questo fine, il rapporto umano istaurato e coltivato da ogni Agente è fondamentale.

Tutto ciò non esclude l’assoluta necessità di comprendere e utilizzare quello che la rivoluzione digitale sta modificando, a vertiginosa velocità, nel nostro modo di vivere, di lavorare, di consumare. Alberto Tosti ha su questo tema idee ben chiare e i risultati raggiunti finora  lo confermano. Sempre Tosti ha definito SARA “una bella compagnia al servizio degli Agenti”. Una Compagnia unita e solida.

E mi fa piacere rilevare la costante collaborazione di tutti i componenti il Consiglio di Amministrazione, con una menzione particolare per Reale Mutua. Una collaborazione profonda e fattiva.

Sull’innovazione oggi è con noi un autentico protagonista, il giornalista Riccardo Luna. Fondatore dell’edizione italiana del prestigioso mensile Wired; nominato dal Governo Digital Champion e attuale direttore dell’Agenzia Giornalistica Italia. Lo ascolterò con molta attenzione e stima.

Sono stati resi noti di recente dal quotidiano La Repubblica i risultati di un’importante ricerca dell’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza sulle Compagnie che operano in Italia. Ebbene l’exploit più importante è stato quello operato da SARA che è collocata al primo posto per le tariffe RC auto con garanzie accessorie, occupa la seconda posizione per l’RC auto pura e la terza per la RC auto con scatola nera. SARA ha infine riconquistato la prima posizione per le moto.

E’ la prima volta che siamo, in modo così massiccio, sul podio di questa lusinghiera classifica. Un successo che si deve al vostro lavoro e all’intensa collaborazione con il management e la struttura della Compagnia.. E di questo vi ringrazio. Commentando questa notevole performance il presidente Mihalich, che si è detto molto contento di essere socio di SARA.

Le riflessioni che farò le ho condivise con i quadri di SARA il 7 di febbraio. Le comunico oggi a voi che siete coloro che affrontano quotidianamente in campo aperto le difficoltà del mercato e la forte concorrenza che lo contraddistingue.

Il cambiamento digitale è generalizzato ed è sempre più profondo e complesso. Riguarda tutti, anche chi come me, per ragioni di età, ha avuto formazione ed esperienze molto diverse.

Siamo all’interno di un processo vorticoso del quale non è possibile prevedere con chiarezza tempi e sviluppi.

L’acronimo SARA, come ben sapete, è Società Assicurazione Rischi Automobilistici. Questa funzione nei primi 70 anni di attività l’abbiamo svolta correttamente e con successo, avendo come costante punto di riferimento la politica dell’ACI, svolgendo con i nostri prodotti assicurativi una funzione di mediazione fra l’assoluta esigenza di produrre reddito, indispensabile per una società di capitali, e la necessità di tener conto delle attese degli automobilisti che l’ACI organizza e tutela.

La partecipazione ai nostri lavori del presidente Angelo Sticchi Damiani conferma lo stretto legame fra noi ed io lo ringrazio caldamente per essere oggi qui presente.

Avevamo e abbiamo un percorso per così dire obbligato, per contemperare la necessità di mantenere i conti in ordine e produrre utili, e favorire gli automobilisti e, in primis, i soci dell’ACI.

L’itinerario intrapreso ha avuto come stella polare l’innovazione, presente nei comportamenti di SARA fin dalla sua prima polizza del 1946, stipulata a Napoli, che prevedeva uno sconto al rinnovo in caso di assenza di sinistri. Già anticipavamo allora il futuro meccanismo del bonus malus.

Siamo stati in seguito i primi a proporre con SARAFREE una polizza auto con la tariffa collegata ai chilometri effettivamente percorsi: le altre Compagna si sono accodate.

Oggi di fronte ai profondi cambiamenti in atto ci attendono nuove sfide.


Cominciamo da quello che è stato per decenni il terreno centrale del nostro business. Per un secolo e mezzo il rapporto fra l’uomo e l’automobile è stato fondato sulla proprietà. L’auto come bene strettamente personale e addirittura status symbol: io sono l’automobile che possiedo.

Tutto questo sta cambiando radicalmente: dall’auto personale ed esclusiva si sta passando all’auto condivisa. Dobbiamo raccordare la nostra politica commerciale a quest’importante novità che conquista ogni giorno nuovi proseliti. Le sole automobili per le quali l’esigenza della proprietà personale non cambierà mai sono le auto storiche e quelle di altissima gamma. Ma si tratta, nel primo caso, di autentiche “opere d’arte”, di antiquariato, e non di semplici mezzi di trasporto, mentre nel secondo siamo nel campo del lusso riservato a pochissimi privilegiati.

Il discorso sul cambiamento si completa ragionando sulle auto del futuro, quelle che si guideranno da sole, oggi in fase di avanzata sperimentazione. Non ho elementi certi per fare previsioni su quest’argomento ma il semplice buon senso mi suggerisce che per possedere un parco completo di auto che si guidano da sole ci vorrà ancora parecchio tempo. Decenni probabilmente.

Inoltre ci sarà di sicuro una fase transitoria assai complessa e difficile, nella quale le auto che si guidano da sole conviveranno sulle strade con quelle tradizionali e questo porrà problemi di rilievo alle autorità di governo e locali, al Parlamento, ai costruttori e anche alle Compagnie di assicurazione. Queste ultime, inoltre, se saranno in grado di leggere le novità già presenti e quelle che verranno, avranno anche l’occasione per ottenere il riconoscimento del valore sociale della loro presenza. Riappropriandosi di un’immagine positiva che indubbiamente loro spetta e che è stata erroneamente più volte messa in forse.

SARA, come tutte le Compagnie, ha un proprio Codice etico. E’ cosa buona e giusta, ho detto di recente, ma il valore etico dell’assicurazione non si esaurisce nella protezione dei rischi per la vita delle persone, per gli incidenti stradali, per le necessità economiche. Il valore etico si completa e si esalta quando l’assicurazione riesce anche a proporre strumenti per contrastare i nuovi mali della società moderna. E uno dei mali che affliggono Paesi come il nostro è la crescente solitudine degli anziani.

La struttura di SARA ha risposto positivamente quando ho ipotizzato una polizza contro la solitudine degli over 65. E’ stata in grado di confezionare in tempi brevi un prodotto ad alto valore etico, per i sinistri che indennizza (tipici di questo target, come le cadute) ma soprattutto per le occasioni di dialogo, amicizia e di socializzazione che suggerisce. E il valore etico si completa con un prezzo assolutamente accessibile. Quasi un regalo che voi e noi facciamo. Siamo i primi e siamo soli sul mercato.

Questa recentissima iniziativa ha rafforzato fortemente la nostra immagine esterna ma non va considerata fine a se stessa. Deve rappresentare un’opportunità, e non solo una testimonianza di sensibilità sociale e va interpretata come una sorta di biglietto da visita della Compagnia per accrescere la presenza sul mercato dei nostri prodotti nei settori non auto, e per favorire quindi il cross selling.

Di recente il tema da noi affrontato sotto il profilo assicurativo è venuto prepotentemente alla ribalta a livello politico internazionale. Il Capo del Governo britannico, Theresa May, ha nominato un ministro per la solitudine.

L’autorevole quotidiano Financial Times ha pubblicato un lungo servizio a questa pesante difficoltà sociale, sostenendo, fra l’altro che produce cattiva politica perché riduce il dialogo fra le persone che s’isolano e si ritirano ciascuno nella propria tribù. Concetti analoghi sono stati espressi negli Stati Uniti. Da noi Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha lodato l’iniziativa della collega britannica e dichiarato che il governo italiano ritiene il problema della solitudine degli anziani fra quelli da affrontare prioritariamente. Silvio Berlusconi ha sostenuto che se il centrodestra si affermerà, proporrà un ministero per la terza età.

Abbiamo affrontato per primi, nel settore assicurativo, un argomento che ha rilevanza crescente nel nostro e in altri Paesi, e lo sarà per molti anni ancora.

Il vostro lavoro e il vostro intelligente impegno saranno decisivi per nuovi successi e traguardi di SARA con l’obiettivo di aumentare la nostra presenza nel non auto e di proseguire costantemente sulla via dell’innovazione. Per tutto questo io e tutti noi vi saremo vicini ed esamineremo con interesse i vostri suggerimenti e le vostre proposte.

Grazie dell’attenzione.