lunedì 30 aprile 2018

RcAuto, si cambia tutto

Cambiano alcune regole in materia di rc auto. L’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) ha emanato nei giorni scorsi due Provvedimenti che introducono una nuova disciplina dell’attestato di rischio (il documento che indica il numero d’incidenti provocati nei cinque anni precedenti) e nel sistema bonus malus definiscono nuove regole per il riconoscimento della classe di merito di Conversione Universale (classe di Cu) e la sua evoluzione nel tempo.

Il primo Provvedimento (71/2018) completa il più ampio processo di dematerializzazione dell’attestato di rischio, avviato con il Regolamento Ivass 9 del 19 maggio 2015, e consentirà di valutare con maggiore precisione la sinistrosità dell’assicurato. Attualmente l’attestato (e quindi il premio) non tengono conto dei sinistri cosiddetti “tardivi”, liquidati cioè dopo il termine del periodo di osservazione (vale a dire negli ultimi sessanta giorni prima della scadenza del contratto), oppure di quelli pagati anche parzialmente – qualunque ne sia il motivo - dopo la scadenza stessa. Oggi questi sinistri sfuggono all’attestato di rischio se l’assicurato cambia compagnia: in futuro, invece, ne terrà conto.

Attraverso il nuovo processo informatico introdotto, le imprese potranno infatti aggiornare la posizione relativa a un assicurato con i movimenti derivanti da tutti i sinistri, compresi quelli pagati parzialmente, anche al di fuori del periodo di osservazione o comunque dopo la scadenza di contratto, e anche quando cambia impresa. A questo scopo verrà utilizzato lo Iur – Identificativo univoco di rischio – ovvero un codice determinato dall’abbinamento tra il proprietario (o un altro avente diritto) e ciascun veicolo di sua proprietà o detenuto a titolo di usufrutto, locazione finanziaria e patto di riservato dominio.

“L’attesa di risultato derivante dall’introduzione delle nuove norme in esame”, spiega l’Ivass, “è di una più equa tariffazione dei premi rc auto, soprattutto a beneficio degli automobilisti virtuosi, eliminando quindi possibili elusioni e arbitraggi consentiti dalle differenti interpretazioni della precedente”.

Il secondo provvedimento chiarisce invece alcuni dubbi interpretativi dell’attuale normativa che determinano disparità di trattamento nei confronti degli assicurati tra le diverse compagnie. Vengono previsti benefìci per alcune categorie di assicurati che in precedenza erano penalizzate, per esempio portatori di handicap, conviventi di fatto e uniti civilmente. “Con questo provvedimento”, sostiene l’Istituto di vigilanza, “ci si propone in primo luogo d’individuare nuove casistiche di mantenimento ed evoluzione della classe di merito, 
tenendo in considerazione quelle che rivestono carattere di maggiore impatto sociale, per adeguarle all’evoluzione delle condizioni di mercato e degli interessi dei contraenti, assicurati e aventi diritto alla prestazione assicurativa. Le altre due finalità sono di garantire il principio della continuità della storia assicurativa acquisita, prevedendo meccanismi di rilevazione di eventuali sinistri anche in relazione a contratti con formule tariffarie diverse dal bonus-malus, come “a franchigia” e “a tariffa fissa”, e a quelli di durata temporanea. Infine ci si propone di fornire regole più chiare in relazione, in particolare, ad alcune casistiche che negli anni sono state oggetto di interpretazioni e applicazioni disomogenee da parte delle imprese”.

Le imprese si adegueranno alle nuove disposizioni per gli attestati di rischio elaborati dal primo giugno 2018, relativi ai contratti di durata annuale in scadenza dal primo agosto 2018. Per le polizze temporanee, invece, le nuove regole scatteranno il primo gennaio 2019.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it

venerdì 27 aprile 2018

Mercato Noleggio Lungo e Breve Termine a Marzo 2018: il lungo termine continua a crescere, il breve si stabilizza


 A marzo il noleggio a lungo termine ha continuato il suo trend positivo: nel terzo mese dell’anno il comparto ha immatricolato 36.155 veicoli (Passenger Cars + Light Commercial Vehicles), con una crescita di 3.278 unità sullo stesso mese del 2017 (+10%). Dopo aver preso il comando della graduatoria a febbraio, Leasys mantiene il primo posto su ALD Automotive. Il player di NLT controllato da FCA Bank ha targato 24.433 veicoli nel 2018 rispetto ai 23.115 dello stesso periodo del 2017, con una crescita del 5,7%. ALD Automotive, pur facendo segnare un incremento del 22% (20.422 unità contro le 16.746 dello scorso anno) si deve accontentare della piazza d’onore. Terza, come lo scorso anno, rimane Arval con 14.971 immatricolazioni nel trimestre e un aumento del 10,3%, allineato dunque alla media del mercato di marzo, ma leggermente inferiore a quella del trimestre.

Il comparto del breve termine si è mantenuto sostanzialmente stabile a marzo (mese importante per l’inflottamento dei rent-a-car): +0,7%. Ha immatricolato infatti 34.182 unità contro le 33.937 del marzo precedente. Il saldo del primo quarto dell’anno, grazie a un gennaio eccezionale, è però ancora largamente positivo: +11,8%. Da gennaio a marzo il RAC ha immatricolato complessivamente 78.109 Passenger Cars e Light Commercial Vehicles (furono 69.874 nel 2017). La classifica dei player rimane immutata: leader di mercato nel rent-a-car rimane Avis-Maggiore, con Hertz al secondo posto ed Europcar sul gradino più basso del podio.

Nel terzo mese del 2018 il noleggio a lungo termine ha immatricolato 36.155 veicoli (Passenger Cars più Light Commercial Vehicles), con una crescita rispetto a marzo del 2017 del 10% (sono 3.278 unità in più). A marzo le società NLT Top, cioè i player “generalisti”, hanno quasi doppiato le vendite dei noleggiatori “Captive”, quelli controllati dalle Case costruttrici: 22.771 per i primi, 12.828 per i secondi. I Top player hanno incrementato le immatricolazioni del 16,7%, gli operatori Captive sono rimasti sui livelli del 2017.

ALD Automotive ha chiuso il primo trimestre con un incremento molto evidente: +22%, ma questa performance non è bastata a mantenere la prima posizione conquistata nella seconda parte del 2017 e replicata fino a gennaio: nei primi tre mesi del 2018 ha targato 20.422 vetture e veicoli commerciali leggeri, con un aumento di 3.676 unità. La sua market share 2018 è del 21,6% (lo scorso anno era del 20%). Leasys è tornata al comando grazie soprattutto a un febbraio eccellente e a un buon mese di marzo: complessivamente ha immatricolato 24.433 unità e raggiunto una quota di mercato del 25,8% (era del 27,6% l’anno scorso). L’incremento delle vendite è stato del 5,7%, pari a 1.318 targhe in più. Arval mantiene la terza posizione detenuta negli scorsi mesi, e conserva un trend di crescita significativo (+10,3%), pari a 1.397 unità in più (la market share scende di poco: da 16,2% a 15,8%). Arval, però, deve guardarsi alle spalle, perché LeasePlan, l’ultimo dei “magnifici 4”, è in forte ascesa: ha immatricolato nel trimestre 2018 13.858 veicoli (contro i 14.971 di Arval, quindi soltanto 1.100 unità in più). LeasePlan ha fatto segnare un balzo in avanti rispetto al primo trimestre 2017 del 22,1%, pari a 2.513 targhe in più.

Volkswagen continua in questo primo scorcio dell’anno a mantenere un trend di crescita eccellente: +47,3%, perché è passata da 4.366 a 6.430 immatricolazioni. A marzo Alphabet ha nuovamente scavalcato Car Server. Il noleggiatore di proprietà di BMW ha immatricolato 3.342 veicoli (+31%), Car Server 2.896 (+16,7%). Nelle posizioni di rincalzo, Mercedes e Athlon non sono riuscite a mantenere il volume dei contratti del 2017: la captive di Stoccarda, in particolare, è scesa nel trimestre del 29,4%, immatricolando 2.309 veicoli contro i 3.272 del 2017. Più contenuto, invece, il passivo di Athlon, anch’essa controllata da Daimler: solamente il 2,6% in meno (da 1.817 a 1.769 unità). In ottima forma è Sifà, che sale del 45,1%, registrando 1.458 nuove immatricolazioni. Nelle retrovie, PSA cede del 7,3%, Renault del 28,1%.

Diamo ora un’occhiata alla classifica delle immatricolazioni di noleggio a lungo termine del comparto LCV: nei commerciali leggeri Arval è ritornata in testa, soffiando la prima posizione a Leasys. Arval ha immatricolato da gennaio a marzo 2.170 Light Commercial Vehicles, Leasys si è fermata poco sotto: a 2.136 unità. Terza è ALD Automotive con 1.907 targhe di autocarri. A breve distanza LeasePlan che ne ha targati da gennaio a marzo 1.866. La graduatoria, dunque, presenta sostanziali novità rispetto a quella di fine 2017, dove leader di mercato tra gli LCV era ALD, seguita da Leasys, Arval e LeasePlan. I giochi del 2018, però non sono affatto chiusi.

Il forecast di Dataforce sul 2018 continua a prevedere che il comparto del noleggio a lungo termine crescerà ancora, superando le 300.000 targhe (la stima è attorno a 305.000 unità) con un incremento rispetto al 2017 del 15,4%.

Dopo un gennaio in forte crescita (+30,8%), e un febbraio positivo (+16,6%), il comparto dei rent-a-car a marzo ha fatto segnare un sostanziale pareggio: +0,7%. Il saldo del trimestre è attivo di 11,8 punti, pari a un incremento delle immatricolazioni di 8.230 unità. Marzo è un mese di forte inflottamento per i rent-a-car: non si sono dunque registrate le anomalie che hanno caratterizzato gli scorsi mesi. Il comparto sembra rientrato nella normalità dopo aver anticipato, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, una parte consistente delle immatricolazioni. Continua invece l’anomalia del vertiginoso aumento delle immatricolazioni di noleggio dei concessionari: +134,3% nel primo trimestre, pari a 5.380 veicoli in più (da gennaio a marzo i dealer ne hanno immatricolati 9.385 contro i 4.005 del 2017). Ormai è palese che la maggior parte di queste immatricolazioni devono essere considerate alla stessa stregua delle km zero.

Invece gli operatori Top (ossia i rent-a-car più dimensionati, che rappresentano oltre il 70% del mercato) hanno perso nel primo trimestre il 3,2% delle immatricolazioni, facendo seguire al -1,7% di febbraio un ben più consistente -16,7% a marzo. Numeri da capogiro (fatte le debite proporzioni) per i player di medie dimensioni: +335,6%, perché sono passati da 1.426 a 6.211 nuove targhe. Anche i concessionari, come detto, sono in gran spolvero.

Leader di mercato nel NBT rimane sempre Avis, i cui numeri inglobano anche le immatricolazioni di Maggiore. Nel primo trimestre, però, il noleggiatore top in Italia sembra essere quello che ha fatto segnare la battuta d’arresto più importante: -22,1%. In realtà l’operatore è, tra i Top, quello che ha fatto più ricorso al Rent to Rent, facendo così sembrare in caduta le sue immatricolazioni (che passano da  26.027 a 20.279) e  la sua market share (che scende dal 37,2% al 26%). Viceversa, Hertz continua a premere sull’acceleratore, passando dalle 14.778 targhe del primo trimestre 2017 alle 16.244 di quest’anno (+9,9%). Europcar, che nei mesi scorsi aveva mantenuto le immatricolazioni in sostanziale equilibrio, è in leggera flessione: -4,6% (si tratta di sole 318 unità in meno). Locauto, invece, ha aumentato del 42,7% le immatricolazioni, avvicinandosi alla posizione di Europcar, dato che, per ora, va preso con le molle visto che Locauto è attiva anche nel settore del noleggio di lungo termine anche se il “core business” rimane il breve.  Nella graduatoria segue Goldcar (Gruppo Europcar) che, mentre a gennaio e febbraio ha raddoppiato le nuove targhe, a marzo ha tirato il freno: ora il saldo è in negativo del 7,8%.

Noleggiare si conferma in grande spolvero anche nel mese di marzo, chiudendo il trimestre a 3.074 immatricolazioni contro le 499 del 2017, continuando quindi il trend di crescita iniziato nella seconda parte dello scorso anno.  Da questo mese Sicily by Car e Rent a car Italy,  verranno monitorate insieme, essendo la stessa azienda che opera con i due brand distinti, rispettivamente  per la Sicilia e sul resto del terriorio italiano. Il risultato del primo trimestre 2018 segna un +4% ( da 3.404 a 3.541 unità) e posiziona il gruppo al 6° posto assoluto in classifica.  Volumi in forte crescita per Sixt, ( quintuplicati rispetto al primo trimestre 2017) dovuti principalmente alla strategia dell’operatore di posizionarsi come unica scelta di leisure travel per il clienti tedeschi in virtù di accordi siglati con i maggiori tour operator, cui fa da contraltare il rallentamento di WinRent. In ascesa due operatori di medio calibro: Autovia e DeMontis.


 

giovedì 26 aprile 2018

Sara Bi-Fuel, nuova polizza vita multiramo della Sara

Sara Vita entra nel mercato dei piani individuali di risparmio lanciando Sara Bi-Fuel PIR, l’innovativa polizza vita multiramo che permette di massimizzare i vantaggi fiscali e investire sulla crescita delle piccole e medie imprese italiane.

Sara Vita è la Compagnia del Gruppo Sara Assicurazioni specializzata nell’area del risparmio, della previdenza e tutela, con un’offerta articolata anche nell’area degli investimenti.
Sara Bi-Fuel PIR è una polizza “a doppia alimentazione”. Il 70% del capitale è investito nel Fondo Interno Assicurativo SARA PMI ITALIA che, attraverso una gestione dinamica e proattiva affidata ai team finanziari di Sara Vita, punta ad accrescere il valore dell’investimento selezionando le realtà imprenditoriali italiane o europee, ma con stabile organizzazione in Italia, con le migliori opportunità di crescita.

Il restante 30%, invece, è investito in Fondo Più, la Gestione Separata di Sara Vita che, grazie a un approccio prudente e diversificato, vanta risultati storicamente superiori alle medie di mercato, e offre rendimenti stabili nel tempo insieme alla garanzia sul capitale investito e alla sicurezza di una rivalutazione riconosciuta e consolidata annualmente.
Sara Bi-Fuel PIR è una polizza vita a premio unico, con importo investibile da 5.000 € fino a 30.000 € ogni anno, e la possibilità di integrare l’investimento iniziale con versamenti aggiuntivi da 2.000 € a 30.000€.

Sara Bi-Fuel PIR è anche molto conveniente, perché unisce i benefici fiscali dei piani individuali di risparmio con i vantaggi di una polizza assicurativa.

Mantenendo infatti l’investimento per almeno 5 anni, e versando su base annua fino a 30.000€ per un massimo di 150.000€ in cinque anni, si ha diritto all’esenzione dall’imposta sui redditi. Non solo: l’investimento è esente anche da quella di successione, e i premi versati non pagano le imposte sulle assicurazioni. È inoltre possibile designare i beneficiari in caso di morte anche al di fuori dagli aventi diritto alla successione.

Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni e Sara Vita, afferma: “Sara Vita è una Compagnia da sempre vicina ai propri clienti, e attenta a sviluppare soluzioni innovative ed efficaci per dare sicurezza e serenità a chi vuole progettare per tempo il proprio futuro. Con Sara Bi-Fuel PIR abbiamo voluto cogliere le opportunità e i vantaggi offerti dalla nuova formula dei piani individuali di risparmio, introdotti dalla Legge di Stabilità 2017, mettendo a disposizione della nostra clientela uno strumento davvero innovativo, che consenta di valorizzare i propri risparmi, azzerando il carico fiscale, e investire nelle realtà imprenditoriali italiane più dinamiche e promettenti, contribuendo anche a sostenere l’economia del Paese.”

 “Il lancio del nostro prodotto legato ai PIR – prosegue Tosti – si inserisce in un momento molto positivo per il Gruppo Sara. Nonostante una dinamica congiunturale complessa, nel 2017 Sara Assicurazioni ha ottenuto risultati davvero soddisfacenti, con premi lordi contabilizzati per un valore di 559 milioni di euro, in rialzo dell’1,8% rispetto al 2016, e un risultato netto di circa 60 milioni, in linea con l’esercizio precedente e superiore alle attese societarie. Anche i risultati di Sara Vita sono stati positivi, con premi lordi contabilizzati per 90,9 milioni di euro, in aumento del 4,3% rispetto al 2016, e un risultato netto pari a 2,4 milioni.”

martedì 24 aprile 2018

Super-car dei VIP: il costo annuo supera gli 11.000 euro


Balotelli spende quasi 11.500 euro annui per la sua Bentley Continental Supersports, mentre Paris Hilton circa 10.500 per la sua McLaren 650S SPIDER. Sono solo alcuni esempi dei costi annui che i VIP sosterrebbero per mantenere le loro super-car in Italia, rilevati dall’ultimo osservatorio pubblicato da SosTariffe.it. Tra i volti noti considerati si trovano Flavio Briatore (Jaguar XL 220), Michelle Hunziker (Porsche 911 Turbo S) e David Beckham (Rolls Royce Phantom).

Sono molti gli ammiratori dei VIP del mondo dello spettacolo, cinema o sport che hanno pensato almeno una volta: “quanto vorrei avere un’auto così” e che fantasticano immaginandosi al volante di un potente bolide. Tuttavia non c’è solo il prezzo di acquisto dell’auto in sé da considerare nella spesa per ottenere e utilizzare le supercar dei VIP.  Il costo per mantenere le auto di lusso, infatti, non si ferma alla sola spesa per l’acquisto, ma ogni anno, proprio come accade per le automobili più modeste, è necessario pagare l’assicurazione auto, il carburante, e il bollo (che per le auto di questo tipo diventa superbollo).

Quanto possono arrivare a spendere i VIP per le proprie supercar? SosTariffe.it ha cercato di scoprirlo analizzando alcune delle auto di proprietà di alcuni dei volti più noti e amati del mondo del cinema, della tv e dello sport. Alcuni di questi personaggi spendono oltre 10.000 euro l’anno per mantenere le proprie auto di lusso, come rilevato da SosTariffe.it per Mario Balotelli, che paga 11.488 euro per una Bentley Continental Supersport e Paris Hilton che, se vivesse in Italia, spenderebbe 10.492 euro per McLaren 650S SPIDER.

Il sito di confronto di polizze auto e moto ha rilevato tutti i costi fissi che ogni anno il VIP è tenuto sborsare per mantenere l’auto: superbollo, carburante e assicurazione auto. Le spese più alte, secondo SosTariffe.it, sono le prime due, mentre l’assicurazione auto sembra avere - in proporzione - un costo leggermente più basso (comunque sempre più alto rispetto alle automobili meno lussuose).

Ad esempio Mario Balotelli, che tra i VIP analizzati è quello con i costi fissi annui più alti, potrebbe spendere ogni anno circa 7.232 euro di superbollo per la sua Bentley Continental Supersports dal valore di 255.000 euro circa. In Italia, invece. Paris Hilton pagherebbe il bollo più salato di tutti i VIP analizzati: oltre 7.500 annui per la McLaren 650S SPIDER.

Bollo quasi irrisorio al confronto per Carlo Cracco, il quale spenderebbe appena 328 euro per l’Abarth 595 (personalizzata apposta per lo chef con il nome Abarth 500 Blue Gradient) regalatagli per il matrimonio dal testimone Lapo Elkann, anche lui oggetto di questa indagine di SosTariffe.it. Tra le molte macchine di proprietà del rampollo di casa Agnelli, infatti, c’è anche l’Alfa Romeo 4C Coupé, che sembra essere la più abbordabile tra le auto analizzate (spese fisse che ammontano a 2.842 euro l’anno), grazie anche al bollo annuo che non arriva ai 560 euro.

Sempre Cracco, insieme a Balotelli, è tra i VIP che potrebbe spendere più in benzina ogni anno (oltre 2.500 euro), ma se si trovasse in Italia anche Brad Pitt con la sua Audi Q7 dovrebbe spendere molto per il carburante: circa 1.969 euro. Oltre 1.900 euro spesi anche da Flavio Briatore per rifornire la sua Jaguar XJ 220, modello unico prodotto in 350 pezzi, con una velocità massima potenziale di 350 km all’ora e un prezzo che è ben sopra gli 80.000 euro.

Fabrizio Corona, prima che venisse incarcerato, potrebbe aver speso circa 1.800 euro per rifornire l’auto con la quale si è visto spesso in giro: l’Audi A8 (del valore di circa 80.000 euro, ma che pare Corona abbia preso da un autonoleggio e mai più restituita).

Per quanto riguarda l’RC base per queste super auto, SosTariffe.it ha stimato che i costi non sono poi così alti come si potrebbe pensare. Ad esempio Michelle Hunziker per la Porsche 911 Turbo S, regalata dal marito Trussardi in versione fuxia, potrebbe dover spendere quasi 1.031 euro ogni anno.
Tra le donne analizzate in questo studio, tuttavia, è Belén Rodríguez che ha la spesa più alta per l’assicurazione: la show girl potrebbe spendere, infatti, 1.741 euro circa per la sua Mercedes Classe G AMG del valore di 90.000 euro.

L’uomo VIP con l’assicurazione auto più bassa, invece, sembra invece essere David Beckham che per proteggere la sua Rolls Royce Phantom spenderebbe in Italia circa 1.080 euro.

Anche nel caso in cui si riuscisse ad acquistare una di queste auto, l’unica spesa sulla quale si potrebbe ottenere un margine di risparmio è quella per l’assicurazione auto.


lunedì 23 aprile 2018

Vademecum per scegliere il seggiolino per auto più sicuro

Negli ultimi dieci anni in Europa 4.000 minori sotto i 14 anni di età sono rimasti coinvolti in incidenti d’auto mortali: è questa infatti la causa del 50% dei decessi infantili (dati European Transport Safety Council). Le statistiche evidenziano che nella maggior parte dei casi i bambini non erano assicurati con gli appositi sistemi di ritenuta, come previsto dalla legge sulla sicurezza stradale. La sicurezza dei bambini in auto è tutelata dall’utilizzo obbligatorio di seggiolini omologati. Ma cosa significa omologazione? Quali sono i criteri con cui un genitore deve scegliere il seggiolino? A quali elementi prestare attenzione? CSI, società del gruppo IMQ e centro di eccellenza nell’attività di testing nel settore automotive, ha predisposto un breve vademecum per rispondere a queste domande e aiutare i genitori nell'acquisto consapevole dei seggiolini più idonei.

SCELTA DEL SEGGIOLINO: I CRITERI DA SEGUIRE
Verificare l’omologazione: per legge, prima di essere immessi sul mercato, i seggiolini auto devono essere omologati. L'omologazione indica che il seggiolino è stato sottoposto da appositi laboratori, riconosciuti dai Ministeri dei Trasporti, a specifici test necessari per verificare la conformità del prodotto ai requisiti di sicurezza minimi previsti dalle normative europee. Le principali normative di riferimento ad oggi sono quelle stabilite da due regolamenti internazionali: l’UN ECE R44 (e successive revisioni) ma soprattutto il più recente UN ECE R129 (e successive revisioni). Il riferimento dell'omologazione si trova sull'etichetta del seggiolino.
Leggere l’etichetta: oltre all'omologazione, l'etichetta riporta moltissime informazioni utili nella scelta del seggiolino.

Quella dei seggiolini omologati secondo la normativa UN ECE R44 riporta le seguenti informazioni:

- Marchio azienda
- Normativa di riferimento
- Compatibilità con le auto*
- Fascia di peso: indica la fascia di peso del bambino. Se è presente la lettera Y, significa che il seggiolino è dotato di un dispositivo di ritenuta a 5 punti con “spartigambe”.
- Marchio di omologazione: indica il Paese in cui è stata ottenuta l’omologazione: 1 = Germania, 2 = Francia, 3 = Italia, 4 = Paesi Bassi, ecc. (secondo i regolamenti ECE-Onu, il numero identificativo del Paese è preceduto dalla lettera “E” maiuscola).
- Numero di omologazione
- Numero progressivo di produzione (non sempre presente): numero univoco assegnato al modello specifico di seggiolino, utilizzato per la tracciabilità (Lotto).

L'etichetta dei seggiolini omologati secondo la UN ECE R129 (la normativa più recente) riporta le seguenti informazioni:
- Compatibilità con le auto*: viene introdotta la dicitura i-Size caratteristica per i seggiolini omologati secondo questo Regolamento.
- Classificazione altezza: definisce la fascia di altezza e la massa corporea del bambino
- Marchio di omologazione europea: indica il Paese in cui è stata ottenuta l’omologazione: 1= Germania, 2 = Francia, 3 = Italia, 4 = Paesi Bassi, ecc. (secondo i regolamenti ECE-Onu, il numero identificativo del Paese è preceduto dalla lettera “E” maiuscola).
- Numero di omologazione: indica il numero della norma e delle successive modifiche di riferimento.
- Numero progressivo di produzione (non sempre presente): numero univoco assegnato al modello specifico di seggiolino, utilizzato per la tracciabilità (Lotto).

* Verificare la compatibilità con la propria auto:
L'etichetta dei seggiolini omologati secondo la UN ECE R44 prevede le seguenti categorie:
- “Universal” – compatibile con tutti i posti auto indicati come “Universal” e quindi dotati di cintura per adulti a 3 punti.
- “Semi-universal” - compatibile con tutti i posti auto indicati come “Universal”.
In entrambe le categorie può essere riportata la dicitura ISOFIX, in questo caso il seggiolino può essere installato con il sistema ISOFIX solo nelle posizioni auto che hanno l’indicazione ISOFIX.
L'etichetta dei seggiolini omologati secondo la UN ECE R129 prevede le seguenti categorie
- “i-Size” - compatibile con tutti i posti auto indicati come “i-Size”. Include obbligatoriamente il fissaggio con sistema ISOFIX per seggiolini fino a un’altezza di 100 cm e opzionale per seggiolini con altezza superiore ai 100 cm.
- “Specific Vehicle” – indica che può non esserci compatibilità con tutti i veicoli. Può essere presente una lista veicoli che ne indica la compatibilità. Si consiglia comunque di verificare la compatibilità con il proprio veicolo.

Verificare la coerenza con peso e altezza del bambino che utilizzerà il seggiolino – sull’etichetta è indicata la classificazione di altezza e peso a cui è rivolto il prodotto.

UTILIZZO DEL SEGGIOLINO: I CRITERI DA SEGUIRE
Quando utilizzarlo: in Italia il seggiolino deve essere utilizzato obbligatoriamente per bambini fino ai 150 cm di altezza e per qualsiasi spostamento In Italia gli incidenti sono la principale causa di morte nei bambini dagli 0 ai 14 anni: nel 37% dei casi si tratta di incidenti stradali e molti si verificano in strade urbane, dove si pensa che vi siano meno possibilità di collisioni (dati Regione Lombardia).
Come posizionarlo: il seggiolino deve essere posizionato in senso contrario di marcia secondo quanto indicato nel manuale d’uso (si consiglia fino ai 15 mesi) e preferibilmente sul sedile posteriore, ricordandosi sempre di attivare il blocco maniglie dell’auto. Se lo si posiziona sul sedile anteriore, attenzione a disattivare il sistema di Airbag per i seggiolini montati in opposto senso di marcia.
Controllare periodicamente la corretta installazione
Verificare il posizionamento del bambino: per quanto possibile deve essere collocato nella posizione più corretta in modo da ridurre al minimo eventuali lesioni in caso di urto seguendo quanto riportato nel manuale d’istruzione.
Verificare lo schienale: ricordarsi che secondo le ultime revisioni normative della UN ECE 44 (seggiolini omologati dopo febbraio 2017) e la nuova normativa UN ECE R129, i bambini alti meno di 125 cm che viaggiano su un seggiolino omologato non possono più essere trasportati con un seggiolino senza schienale.

Cosa fare dei vecchi seggiolini? Tutti i seggiolini attualmente in circolazione (con la sola esclusione di quelli conformi alle norme più datate, la UN ECE R44 01 e la UN ECE R44 02, in vigore fino a metà anni 90, attualmente fuorilegge) possono ancora essere utilizzati. Tuttavia, dato che quelli prodotti con riferimento alle norme più aggiornate (UN ECE R44 04 e UN ECE R129) promettono una maggiore sicurezza, CSI consiglia, ove possibile, il ricorso ai dispositivi più moderni.

"Una condotta rigorosa da parte dei genitori, adottando tutte le precauzioni possibili, è fondamentale per garantire l’efficienza dei sistemi di sicurezza". Raccomandano gli esperti CSI. "Ma soprattutto occorre ricordare che il seggiolino va utilizzato sempre, su ogni percorso e a qualsiasi velocità. Se il bimbo non è ben assicurato, anche un urto a bassa velocità può essere estremamente dannoso per il piccolo. Da ricordare, poi, che il 40% degli incidenti mortali si verifica su percorsi inferiori ai 3 km, soprattutto in città".

La nuova normativa UN/ECE R129 in dettaglio
La nuova normativa europea è entrata in vigore nel 2013 ed è rivolta ad aumentare gli standard di sicurezza attraverso 3 diverse fasi che riguardano sia i seggiolini con sistema ISOFIX sia quelli che prevedono l’installazione con cintura di sicurezza.
La prima fase della normativa, che ha introdotto il termine “i-Size” e in vigore dal 2013, riguarda i bambini che non superano i 105 cm di altezza. In primo luogo, ridefinisce i criteri di classificazione dei seggiolini, che non si distingueranno più a seconda del peso del bambino, ma secondo la sua altezza. Una novità importante introdotta dalla normativa riguarda l’obbligo d’installazione del seggiolino in senso contrario di marcia fino ai 15 mesi, poiché in caso di impatto frontale le forze vengono distribuite sulla superficie più ampia della schiena, garantendo una maggior protezione del collo e della testa del bambino. Il trasporto in senso contrario di marcia si consiglia debba avvenire sul sedile posteriore, qualora il posizionamento del seggiolino fosse sul sedile anteriore, sarà necessario assicurarsi della disattivazione dell’airbag. La normativa precedente, la UN ECE R44, non prevedeva alcuna prova dinamica per gli impatti laterali, al contrario, il Regolamento 129 introduce l’obbligo di un test dinamico che riproduce un impatto laterale con l’intrusione della portiera nel veicolo. È stato dimostrato che nel 50% dei casi i seggiolini non vengono installati correttamente attraverso l’uso delle cinture di sicurezza, la nuova normativa ha introdotto l’obbligo di installazione dei seggiolini fino a 100 cm con il sistema ISOFIX che permette una maggior facilità di attacco e un minimo rischio di errore.
La seconda fase della normativa è entrata in vigore nell’estate del 2017 e si rivolge ai bambini che vanno dai 100 cm a 150 cm di altezza. La sostanziale differenza rispetto la fase precedente riguarda i sistemi di installazione dei seggiolini: non è obbligatorio il sistema ISOFIX, i bambini più grandi potranno viaggiare con o senza questo tipo di installazione. La R129-02 non permette l’omologazione di seggiolini auto senza schienale e introduce l’obbligo del seggiolino fino almeno a 135 cm. (l’obbligo di uso del seggiolino è regolamentato a secondo dei Paesi di riferimento, in Italia rimane fissato a 150 cm).
La terza fase della normativa, ancora in fase di revisione e probabilmente entrerà in vigore da febbraio 2019, definirà l’utilizzo dei sistemi di ritenuta installati con cinture di sicurezza per adulti. Dopo un periodo di transizione, la precedente normativa R44 sarà gradualmente sostituita.

Il codice della strada
Ancor prima della normativa R129 è il Codice della Strada a imporre precise regole per la sicurezza dei bambini in auto: l’articolo 172 del Codice della Strada obbliga all’utilizzo di dispositivi di ritenuta omologati per i bambini di statura inferiore a 150 cm. In caso di mancato rispetto di quest’obbligo si è soggetti a una sanzione che va dagli € 80 ad aumentare nei casi previsti dalla legge, oltre alla sospensione della patente dai 15 giorni ai due mesi nel caso di doppia sanzione per la stessa infrazione nell’arco di due anni.

I test effettuati da CSI
CSI è laboratorio riconosciuto per effettuare i testi necessari per l'omologazione dei seggiolini auto da numerosi Ministeri internazionali (Olanda, Irlanda, Germania).
Tra i principali test necessari all'omologazione ricordiamo i seguenti:
test dinamici che simulano urto frontale, posteriore e laterale
test che verificano il trattenimento del bambino durante una condizione di capovolgimento del veicolo
test che verificano che il comportamento del seggiolino durante l’impatto fra la testa del bambino e le parti rigide.
test di resistenza su tutti i componenti (fibbie, cinturini, regolatori,…)
Ulteriori test di tipo volontario possono essere richiesti da clienti, quali ad esempio test dinamici a più alte velocità e di resistenza meccanica a carichi più elevati da quelli prescritti dalle normative di riferimento.

venerdì 20 aprile 2018

Accordo Ania-Polizia per ridurre le frodi assicurative

Il Vice Capo della Polizia - Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Nicolò Marcello D'Angelo e la Presidente della Fondazione ANIA, Dott.ssa Bianca Maria Farina, hanno stipulato oggi la convenzione per la consultazione da parte delle Forze di Polizia dei dati detenuti dalla Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici, per il tramite del portale del Servizio per il Sistema Informativo Interforze della Criminalpol.

L'Ania- -Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici- che rappresenta tutte le imprese del ramo che operano nel nostro Paese, oltre all'archivio storico della parte RC auto metterà a disposizione a breve la eventuale presenza a bordo del veicolo della cosiddetta "Black Box", anche i dati assicurativi del settore Ramo Vita - Danni - e della Circolazione Natanti. Il protocollo d'intesa, ampliando le possibilità di consultazione rispetto ai dati già forniti dalla predetta Associazione, rappresenterà, a regime, un importante strumento investigativo per le finalità di prevenzione e repressione dei reati da parte delle Forze di Polizia e un importante elemento di maggior tutela per i cittadini.

“La convenzione stipulata oggi - ha commentato Maria Bianca Farina - è un passo importante, un altro tassello di una storica collaborazione tra l’ANIA e le Forze dell’Ordine che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla lotta alle frodi. Grazie a questo accordo, l’ANIA potrà supportare le imprese associate nell’offrire ulteriori servizi e benefici ai cittadini”.

RASSEGNA STAMPA - L'intervista di Alberto Tosti su Insurance Review







giovedì 19 aprile 2018

Sticchi Damiani Presidente SARA - Approvato il bilancio 2017, rinnovate le cariche sociali

L’Assemblea dei Soci di Sara Assicurazioni spa ha nominato Presidente l’Ingegnere Angelo Sticchi Damiani. L’Assemblea aveva in precedenza preso atto della volontà di Rosario Alessi di lasciare l’incarico di Presidente, dopo 25 anni di assiduo impegno.

I soci di Sara hanno ringraziato Alessi per il servizio svolto con intelligenza, misura e passione, e hanno apprezzato la sua disponibilità a rimanere al servizio della Compagnia come vice Presidente.

L’Assemblea degli Azionisti di Sara Assicurazioni ha inoltre approvato il bilancio individuale relativo all’esercizio 2017, che chiude con un utile netto pari a 60.846.762,20 Euro, e il bilancio consolidato 2017, che chiude con un utile netto di 69.100.457,36 euro e che contiene, al suo interno, la Dichiarazione Consolidata di carattere non Finanziario.

L’Assemblea ha approvato la proposta di riparto dell’utile di esercizio 2017, destinando  36.492.267,20 Euro alla Riserva Straordinaria e 24.354.495,00 Euro alla distribuzione di dividendi. A ciascuna azione ordinaria verrà distribuito un dividendo pari a 1,33 Euro per  azione ed a ciascuna azione privilegiata verrà distribuito un dividendo pari a 1,39 Euro per azione.

Inoltre l’Assemblea ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione e il nuovo Collegio Sindacale, entrambi in scadenza, che resteranno in carica fino all’approvazione del bilancio al 31/12/2020, determinandone i relativi compensi.

Il Consiglio di Amministrazione risulta composto da Angelo Sticchi Damiani, nominato Presidente, e dai Consiglieri Rosario Alessi, Massimo Arlotta Tarino, Albina Candian, Donatella Di Nicola, Piero Gavazzi, Franco Pardini, Alessandra Rosa e Alberto Tosti. 

Il Collegio Sindacale risulta composto da Guido Del Bue - Presidente, Chiara Francesca Ferrero – Sindaco effettivo, Mario Zibetti – Sindaco effettivo, Antonella Bientinesi – Sindaco supplente e Vincenzo Maurizio Dispinzeri – Sindaco supplente.

Il fascicolo del bilancio di esercizio approvato e del bilancio consolidato corredati della relazione del Collegio Sindacale e delle relazioni della Società di Revisione sono disponibili presso la sede sociale e sul sito internet della Società www.sara.it all’interno della sezione Investor.

Sconti obbligatori rc auto, via libera dell'Ivass

Via libera dell’Ivass al Regolamento sugli sconti obbligatori rc auto, previsti dalla Legge sulla concorrenza, la numero 124 del 4 agosto 2017. Il provvedimento è stato emanato dall’Istituto di vigilanza in attuazione dell’articolo 132-ter, commi 2 e 4 del Codice delle assicurazioni private, introdotto dall’articolo 1, comma 6, della stessa Legge sulla concorrenza.

Lo sconto obbligatorio è applicato al premio di tariffa al netto delle imposte e del contributo al Servizio sanitario nazionale, ed è pari a una percentuale calcolata preventivamente dall’impresa. La norma prevede due tipi di sconto obbligatorio.

Il primo, su proposta dell’impresa e previa accettazione degli assicurati, riguarda l’esistenza di almeno una delle tre seguenti condizioni (comma 1 dell’articolo 132 ter):
1) ispezione preventiva del veicolo, a spese dell’assicuratore;
2) installazione o presenza sul veicolo (se portabili) di meccanismi elettronici che ne registrano l’attività, quali la scatola nera o equivalenti;
3) installazione o presenza sul veicolo di meccanismi elettronici che impediscono l’avvio del motore in caso di tasso alcolemico del guidatore superiore ai limiti di legge per la conduzione di veicoli a motore.

In questi due ultimi casi la percentuale di sconto non può essere ridotta per tener conto degli eventuali costi d’installazione e gestione dei meccanismi elettronici.

Il secondo tipo di sconto, definito “aggiuntivo”, si applica agli assicurati che, negli ultimi quattro anni, non hanno provocato sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria (e che quindi, nel periodo di osservazione, abbiano raggiunto nel complesso una quota di responsabilità non superiore al 49%), purché abbiano installato o installino meccanismi elettronici che registrino l’attività del veicolo, quali la scatola nera o equivalenti, e risiedano nelle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato, individuate dall’Ivass (vedi tabella allegata).
Le polizze devono indicare gli sconti obbligatori in valore assoluto e in percentuale.

 “Con il Regolamento”, spiega l’Ivass, “ s’intende perseguire l’obiettivo della norma primaria, che tende a garantire agli assicurati il riconoscimento di sconti sul premio in ragione della riduzione del rischio a carico dell’impresa connesso al ricorrere di una o più delle condizioni di cui al comma 1 dell’articolo 132-ter (scatola nera, dispositivi di blocco del motore in caso di tasso alcolemico superiore ai limiti di legge, ispezione preventiva del veicolo, ndr) , nonché alla progressiva riduzione delle differenze dei premi rc auto applicati sul territorio nazionale, a parità di rischio, nei confronti degli assicurati virtuosi residenti nelle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato”. Il Regolamento entra in vigore il novantesimo giorno dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it











mercoledì 18 aprile 2018

Potrebbe l'intera Francia presto diventare una gigantesca Zona a basse emissioni?

I media francesi hanno reso noto questa settimana che, nel caso di picchi di inquinamento atmosferico, possono essere imposti divieti di circolazione sulla base del bollino Crit’Air anche nell’intero dipartimento della Drôme. Pertanto, nel prossimo futuro, i divieti di circolazione per i diesel potrebbero essere applicati su larga scala in 24 dipartimenti, poiché in Francia la classe 5 di bollino, che riguarda solo i diesel più datati, sarà esclusa per prima dalla circolazione. I francesi sono invitati ad acquistare il bollino in ogni caso. La Francia avrà presto più zone ambientali della Germania?

L’inquinamento atmosferico è più intenso nei mesi invernali, poiché le condizioni meteorologiche favoriscono la concentrazione di inquinanti. Ciò è stato riscontrato in molte parti della Francia, dove si sono verificati di recente picchi di inquinamento atmosferico nei dipartimenti del Nord, dell’Alsazia e del Loiret.

Inoltre, la Commissione europea ha avviato procedure di infrazione nei confronti di alcuni paesi che hanno superato da tempo i valori limite consentiti. Tra l’altro, la Germania e la Francia sono state convocate a giustificare le loro violazioni dei valori limite a tutela dell’aria. Nicolas Hulot, Ministro dell’Ambiente francese, ha quindi invitato le città ad elaborare rapidamente piani per un’aria pulita e a presentare misure concrete entro la fine di marzo 2018. Per tale motivo, sono previste a breve termine ulteriori zone ambientali in Francia.

Si è già osservata una tendenza da parte di un numero crescente di dipartimenti a includere il bollino Crit’Air nelle misure da adottare in caso di picchi di inquinamento atmosferico. Se l’inquinamento prodotto dalle emissioni di polveri sottili, ossido di azoto od ozono fosse particolarmente elevato in queste aree, potrebbero essere imposti improvvisamente divieti di circolazione per determinate categorie EURO con un preavviso di un giorno.

La particolarità delle nuove zone consiste nel fatto che, sebbene sia stato sancito che i divieti di circolazione possono essere dichiarati in caso di inquinamento molto elevato, non esistono tuttavia aree predefinite all’interno della zona in cui sono previsti tali divieti. L’area interessata è determinata individualmente ed è valida solo durante un picco di inquinamento atmosferico! Maggiori informazioni sono disponibili sul sito crit-air.fr.
   

martedì 17 aprile 2018

Sara premiata con un rendimento del 70% grazie all'investimento sugli asset alternativi al fianco di Optimum Asset Management

Sara Assicurazioni chiude con successo l’operazione di investimento nel fondo Immobiliare “Optimum Evolution Fund SIF – Property II”.

Tra i primi investitori istituzionali italiani a credere nelle prospettive del mercato immobiliare di Berlino, con focus su asset di pregio, Sara raccoglie i frutti di un progetto che l’ha vista per 5 anni al fianco di Optimum Asset Management.

Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni, Sara Vita, ha dichiarato che “la sfida che ci fu proposta ormai 5 anni fa dal management di Optimum è stata premiata con un rendimento del 70%. A testimonianza dell'importanza dell'iniziativa abbiamo poi registrato l'ingresso di  primari investitori internazionali che hanno dato ulteriore forza a tutta l'operazione.”


lunedì 16 aprile 2018

RcAuto, continua il calo dei prezzi: indagine Ivass

di Roberto Bagnoli

Continua (anche se in modo meno marcato) il calo dei prezzi rc auto, e dopo anni di frenata nei prossimi mesi potrebbe delinearsi un’inversione di tendenza. Si restringe, anche se rimane ampia, la forbice fra le varie aree territoriali e rallenta la crescita della scatola nera che rileva il comportamento degli assicurati alla guida. E’ lo scenario che emerge dalla periodica indagine Iper realizzata dall’Ivass con l’aggiornamento al 31 dicembre 2017.

Alla fine dell’anno scorso il premio medio per la garanzia rc auto era pari a 420 euro (contro i 417 alla fine del quarto trimestre 2016), e la metà degli assicurati ha pagato un premio inferiore a 375 euro. Nel corso dell’anno passato il trend di riduzione dei prezzi si è progressivamente attenuato. “Nel quarto trimestre 2017 i prezzi della copertura rc auto si sono ridotti del −0,8% rispetto al trimestre precedente e del −0,6% su base annuale”, spiega l’Istituto di vigilanza, “la riduzione su base annuale si è pressoché dimezzata rispetto al terzo trimestre del 2017 (−1,3%),  e questo trend consente di ipotizzare che la diminuzione dei prezzi sia destinata a cessare nel breve periodo”.

I prezzi mantengono un’ampia differenziazione nel territorio: Napoli e Prato, le province più costose, hanno un premio medio superiore a 600 euro (rispettivamente 623 e 606 euro), le restanti province con prezzi superiori a 493 euro sono Firenze, Pistoia, Massa Carrara, Reggio Calabria, Crotone e Latina. Quelle in cui l’assicurazione obbligatoria costa di meno sono Oristano (295 euro), seguita da Aosta, Campobasso e Biella, rispettivamente con 303, 310 e 311 euro. I prezzi tendono a essere maggiormente differenziati nelle province del Nord-Ovest e a Roma, mentre sono più omogenei nelle province meridionali.

Negli ultimi dodici mesi solo 13 province, distribuite nel meridione e in Sicilia, presentano prezzi ancora in diminuzione per oltre il 2% su base annuale Reggio di Calabria ha registrato la più ampia riduzione dei prezzi (–3,3%), mentre in quattro province (Trento, Vicenza, Terni e Varese) i prezzi medi sono costanti rispetto al quarto trimestre del 2016.

Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso è proseguito, anche se con una lieve decelerazione, il trend di crescita delle polizze telematiche: il 20,5% dei contratti stipulati nel quarto trimestre del 2017 contiene clausole di riduzione del premio legate alla scatola nera. Il dispositivo è particolarmente diffuso nelle province dove il premio medio è più elevato. Il primato va a Caserta, con il 60% dei contratti, seguita da Napoli con il 53%; questi dati si confrontano all’estremo opposto con il 3,7% di Bolzano, il 6,2% di Trento o il 6,6% di Belluno.

Nell’ultimo trimestre 2017 si è leggermente ridotta la mobilità degli assicurati: il 9,9% per cento dei contratti stipulati è trasferito a diversa compagnia, con una diminuzione dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2016.

L’indagine Iper è stata avviata nell’ultimo trimestre 2013 e prende in esame gli importi dei premi effettivamente pagati per la garanzia obbligatoria di rc auto, rilevati da un campione (basato sulla banca dati Sita dell’Ania) di contratti di durata annuale per la copertura di autovetture a uso privato. Non comprende quindi autocarri, ciclomotori, natanti e auto a diverso uso. La rilevazione comprende le principali componenti che concorrono alla determinazione del prezzo finale (tasse, sconti sul prezzo di listino, provvigioni agli intermediari) e le principali clausole contrattuali.

www.iomiassicuro.it









venerdì 13 aprile 2018

Gran finale per AI Worklab “Incubating Superintelligence”

Si è appena tenuto presso l’edificio WeGil in Trastevere il Gran Finale di “AI Worklab”, il programma di incubazione sull’intelligenza artificiale lanciato da LVenture Group – holding di partecipazioni quotata sull’MTA di Borsa Italiana che investe in startup digitali supportandone la crescita attraverso il suo acceleratore LUISS ENLABS, nato da una joint venture con l’Università LUISS “Guido Carli” – in partnership con Sara Assicurazioni, BNL Gruppo BNP Paribas, BNP Paribas CardifCerved Group e Payback.

L’evento ha dato la possibilità alle startup che hanno concluso il programma di presentare a una platea interessata di rappresentanti del mondo delle corporate, investitori, istituzioni e stampa specializzata i loro progetti imprenditoriali basati sulla tecnologia AI, settore sempre più decisivo per il progresso tecnologico e lo sviluppo dell’innovazione nel mondo delle imprese e delle istituzioni.
Il programma, svolto nell’ambito delle iniziative di Open Innovation promosse da LVenture Group in partnership con le corporate per creare connessioni tra startup e grandi aziende nel campo dell’innovazione, ha fatto segnare numeri importanti. La call ha visto la presentazione di 220 candidature ed è stata alimentata da un roadshow di 5 tappe (svolto nei mesi di ottobre e novembre in collaborazione con le aziende partner) che ha toccato le città di Torino, Trento, Pisa, Roma e Napoli e ha portato ad analizzare 35 progetti diversi.

“Siamo particolarmente soddisfatti del successo di AI Worklab, per l’elevato numero di candidature e per le potenzialità raggiunte dalle startup selezionate. Il programma ha puntato sull’intelligenza artificiale come strumento di innovazione nel mondo delle corporate e il grande interesse suscitato
dimostra come il tema sia fondamentale per la competitività delle aziende – ha affermato Luigi
Capello, CEO di LVenture Group e Founder di LUISS ENLABS introducendo l’evento – “La
collaborazione con i nostri partner, in un settore in costante crescita e strategico per il futuro, conferma il posizionamento di LVenture Group ai vertici dell’innovazione”.

“L'esperienza dell'acceleratore è stata decisamente positiva – ha commentato Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni - la nostra partecipazione in qualità di tutor ci ha permesso di vedere da vicino alcune promettenti start up che siamo orgogliosi di aver accompagnato in questo percorso.”
Delle 10 startup selezionate per il  percorso di AI Worklab, 9 sono riuscite a concludere il programma, presentando i propri progetti tutti realizzati nell’ambito di settori specifici legati all’intelligenza artificiale (InsurTech, Document & Data Management, Customer Behaviour, Cybersecurity):

AI Med è un’assistente vocale per la salute domestica che, sulla base dei dati raccolti tramite IOT, indossabili ed elaborati dal motore AI, avvisa le persone sulle possibili malattie future;
Getcoo ha sviluppato DART (Direct Acquisition and ReTrieval), una tecnologia proprietaria di intelligenza artificiale per il Content-Based Image Retrieval (CBIR) che rispetto a soluzioni concorrenti identifica specifici oggetti e non categorie;
MultiplAI utilizza la tecnologia AI nel settore sanitario, focalizzandosi sulla complessa integrazione di dati multimodali per creare nuove conoscenze ed identificare con certezza quali terapie e farmaci produrranno i risultati più efficaci per i singoli pazienti;
MyMedReport è una piattaforma cloud crittografata efficientemente connessa con utente, laboratorio di analisi privato e medico curante che offre un servizio di gestione completa ed intelligente delle analisi ematiche;
Pigro offre assistenti virtuali per il customer care, in grado di rispondere fino al 70% delle richieste senza alcun intervento umano, recuperando le risposte dai set di dati esistenti;
Priya è il primo dispositivo multisensoriale dotato di AI che si prende cura dei bambini fin dai primi giorni di vita, monitorando continuamente il loro stato di benessere e avvisando prontamente il genitore in caso di necessità con allerte dettagliate, in tempo reale, sullo smartphone;
Secretairy è un chatbot che permette di ricevere automaticamente report personalizzati semplicemente tramite messaggi o email, migliorando così l’efficienza delle aziende;
TrueYou fornisce un’accurata analisi psicometrica della personalità degli utenti, usando i loro profili social per abbinare con efficacia personalità compatibili e aiutando così ad avere interazioni più significative e senza incomprensioni;
Verse è una piattaforma che utilizza crowdsourcing e blockchain per permettere ad ogni AI di imparare a conversare in maniera più equa ed efficiente, fornendo alle persone la proprietà sul loro lavoro e alle aziende strumenti essenziali per creare intelligenze artificiali migliori.

Con il programma AI Worklab le startup hanno ricevuto un grant e seguito un percorso di tre mesi che, attraverso il sostegno operativo degli esperti di LVenture Group, LUISS ENLABS e delle aziende partner, tra le quali Sara Assicurazioni, ha trasformato idee innovative in veri e propri progetti imprenditoriali: “Siamo riusciti a sviluppare progetti che, partendo da una fase embrionale, sono oggi in grado di affrontare il mercato e di presentarsi alle corporate e agli investitori” – ha affermato Augusto Coppola, Direttore dei programmi di accelerazione di LUISS ENLABS – “Su questo aspetto il coinvolgimento dei nostri partner è stato fondamentale, grazie alla loro capacità di individuare opportunità di supporto ai progetti stessi. Allo stesso modo, sono convinto che il programma abbia contribuito ad evidenziare l’apporto fornito dai percorsi di Open Innovation nel campo dell’innovazione e della crescita delle imprese, specie in un settore come quello dell’intelligenza artificiale, già oggi di grande rilievo e che acquisirà un ruolo sempre più centrale nel futuro.”

giovedì 12 aprile 2018

Cellulare alla guida, a Ravenna lo si combatte sul serio. Ecco come


di Nicola Odinzov
Forse è il suo passato nell’Arma o i tanti incidenti stradali dei quali si è dovuto occupare durante la carriera e che magari non sarebbero avvenuti se i colpevoli non avessero utilizzato il telefonino alla guida; fatto sta che il comandante della Polizia Municipale di Ravenna, Andrea Giacomini ha intrapreso una vera e propria battaglia contro l’uso improprio dello smartphone in auto. Eh sì perché, se prima era possibile solo effettuare delle telefonate, i moderni smartphone permettono di tutto, dall’invio di mail, ai messaggi, con app dedicate come Whatsapp e iMessage, fino ad arrivare ai selfie o a girare vere e proprie clip video. Ma attenzione, perché gli stessi smartphone e tablet memorizzano ogni cosa sotto forma di piccoli file log e metadati, che contengono tutte le informazioni sulle attività, le app in uso, gli orari e persino la posizione. Insomma ad un tecnico esperto non sfuggirebbe che nel momento in cui è avvenuto l’incidente si stava postando qualcosa su Facebook, scrivendo su una chat o inviando una mail.
Così, da quando è al comando della Polizia Municipale di Ravenna, Andrea Giacomini ha adottato una politica di tolleranza zero per chi, in barba alle norme del codice della strada, utilizza il proprio smarphone alla guida dell’auto, ed è lo stesso comandante che, raggiunto telefonicamente, ce ne spiega il perché. "Il fine - afferma Giacomini - non è punire, ma prevenire e dissuadere, invitare cioè gli automobilisti al rispetto delle regole, soprattutto per la loro stessa incolumità e quella degli altri.” “Ad oggi - prosegue il comandante – sono soprattutto i giovani a non rispettare le regole, poiché sanno che attualmente l’uso del telefono alla guida non costituisce reato, ma solo illecito amministrativo ed è proprio per questo che il legislatore dovrebbe rivedere la norma, distinguendo tra chi telefona senza utilizzo del vivavoce e chi digita e ne fa un uso diverso come fotografare o filmare.”  “In questi ultimi casi - afferma il comandante - la sanzione andrebbe inasprita e assimilata a quella prevista per la guida in stato di ebrezza”.
Sulla dibattuta questione della privacy legata ai dati sensibili contenuti nello smartphone, il comandante cita sapientemente alcune sentenze della Cassazione e l’art. 354 del Codice di Procedura Penale, il quale dispone la possibilità oggettiva di sequestrare del telefono.
“Nel caso di grave incidente stradale - afferma Giacomini - non esiste privacy, il controllo del cellulare non è considerato alla stregua delle intercettazioni telefoniche, non serve un mandato della magistratura e l’autorità giudiziaria può legittimamente ordinarne l’esibizione e controllare se al momento dello scontro risultino telefonate, sms, chat su Whatsapp, foto, video o post su Facebook”. In caso di rifiuto scatta il sequestro e il cellulare viene affidato al laboratorio di tecnologie forensi del comando di Polizia o al Reparto tecnologie informatiche dell’Arma per essere esaminato, “ma ad oggi - continua Giacomini - noi abbiamo avuto un solo caso di sequestro del terminale, con accertamenti ancora in corso” e nessuna delle richieste di controllo del telefono è mai sfociata in episodi spiacevoli fra automobilisti agenti della Polizia.
Tauttavia, anche in caso di sequestro, il vero impedimento può derivare dai sistemi di crittografia utilizzati dai iOS e Android, i due principali sistemi operativi degli smartphone, che rendono praticamente impossibile a chiunque l’accesso al telefono senza password. “Ovviamente - afferma Giacomini - la legge non consente di obbligare una persona a sbloccare il proprio terminale, ma se è vero che il giudice ha bisogno di prove concrete per emettere una sentenza è altresì vero che il comportamento da parte del proprietario del telefono, orienterebbe comunque la decisione del magistrato.”

mercoledì 11 aprile 2018

Bilancio 2017: risultati molto positivi e crescita per il Gruppo Sara

Approvato a Roma dal Consiglio di Amministrazione di Sara Assicurazioni il progetto di Bilancio 2017.

Positivi i risultati della Compagnia, che presenta un utile lordo di 90,3 milioni e un utile  netto dopo le imposte di 60,8 milioni di euro, in leggero aumento rispetto all’esercizio precedente (60,4 milioni di Euro). I premi lordi contabilizzati della Compagnia, sono stati pari a 558,8 milioni di Euro, in aumento  dell’1,8% rispetto al 2016.

Il CdA di Sara, proporrà all’Assemblea di destinare circa il 60% degli utili a riserva, a ulteriore rafforzamento del requisito di solvibilità (SCR), già in deciso progresso: al 31.12.2017 è pari a circa il 286% del SCR richiesto da Solvency II.

In crescita anche la controllata Sara Vita, che chiude l’esercizio con una raccolta premi pari a 91 milioni di Euro, in aumento del 4,3% rispetto al 2016, e un utile netto di 2,4 milioni di Euro (4,7 milioni di Euro nel 2016). Il CdA proporrà di destinare gli utili interamente a riserva. In miglioramento anche l’indice di solvibilità, che evidenzia una copertura del 239%.

Il bilancio consolidato del Gruppo evidenzia una raccolta premi di 648,9 milioni di Euro, in aumento  del 2% rispetto al 2016 e presenta un utile lordo di 94 milioni di Euro ed un utile netto pari a 69,1 milioni di Euro, lievemente inferiore rispetto all’esercizio 2016 (71 milioni di Euro). L’indice di solvibilità del Gruppo è pari al 270%, in aumento rispetto al 2016.

“Il Gruppo SARA – ha commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti – forte di risultati positivi e di una robusta solvibilità - sosterrà con energia i più adeguati investimenti a supporto della crescita e dell’innovazione al fine di confezionare il miglior servizio per la rete agenziale che rappresenta, insieme al rinnovato management e ai dipendenti, il principale valore dell’impresa assicurativa.”

martedì 10 aprile 2018

La soluzione assicurativa contro il cyber risk firmata Sara Assicurazioni

Finalmente una soluzione assicurativa contro il cyber risk pensata per le esigenze di professionisti e piccole medie imprese: Data & Privacy Protection, il nuovo prodotto di Sara Assicurazioni, Compagnia Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.

Data & Privacy Protection è uno scudo assicurativo completo e flessibile, studiato per imprese o studi professionali che lavorano con dati sensibili e di valore, archiviano grandi quantità di informazioni e processano transazioni con carte di credito.

Con Data & Privacy Protection è possibile tutelarsi in caso di violazioni informatiche per danni causati a terzi, danni subiti per l’interruzione della propria attività o causati dalla perdita di dati sensibili o archivi informatici. Prevede un pacchetto base di garanzie integrabile con opzioni personalizzate. Nel pacchetto base sono già inclusi servizi di assistenza come la consulenza legale o di esperti informatici.

Da maggio 2018 entreranno in vigore nuove norme in materia di Privacy che aumentano responsabilità e obblighi di chi tratta dati sensibili. Con Data & Privacy Protection è possibile tutelarsi efficacemente contro il rischio informatico anche in funzione di quanto previsto dalla nuova normativa europea in campo di data protection.

 “Con Data & Privacy Protection abbiamo dato una risposta innovativa ed efficace alle nuove esigenze del mercato. – ha commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti – Basti pensare che negli ultimi 5 anni il 42% delle imprese ha subito cyber attacchi e solo nel 2017 sono stati spesi ben 900 milioni di Euro per la protezione informatica. Con Data & Privacy Protection l’imprenditore o il professionista possono tutelarsi dal rischio data breach e garantirsi, in caso di sinistro, un servizio H24 di ripristino dati”

lunedì 9 aprile 2018

L'Aci lancia "Open Parco Veicoli”

E’ online su www.opv.aci.it “Open Parco Veicoli”, il sito che l’Automobile Club d’Italia dedica all’approfondimento statistico del parco veicolare: uno strumento facile, flessibile ed affidabile per realizzare in modo semplice ed efficace le analisi sui dati del parco veicolare.

Il sito, richiamato anche nel portale www.aci.it, contiene i dati relativi alla consistenza del parco veicoli al 31 dicembre di ogni anno e permette ad analisti, studiosi e addetti della filiera automotive di elaborare statistiche e tabelle secondo le proprie esigenze, da scaricare nei formati più comuni (excel, csv e pdf). La presenza di grafici facilita in molte occasioni la descrizione e la comprensione dei dati.

I numeri oggi pubblicati descrivono lo scenario nazionale con variabili in termini di anno di riferimento e classificazione euro e categoria di veicoli. A breve saranno inoltre disponibili i dettagli territoriali, con tanti approfondimenti per regione, provincia e comuni capoluogo.


venerdì 6 aprile 2018

Re-styling per la polizza casa pluripremiata di Sara Assicurazioni

 Restyling per SarainCasa, la polizza pluripremiata di Sara Assicurazioni – Compagnia Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia - che anche nel 2017 è stata qualificata dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza prodotto Casa Top del mercato per rapporto qualità /prezzo.
Introdotta la garanzia Alluvione e Inondazione che potrà essere acquistata insieme alla garanzia Terremoto, per una tutelarsi in caso di eventi catastrofali.
Da evidenziare il beneficio fiscale introdotto dalla legge di Bilancio 2018  che prevede  la defiscalizzazione (pari al 22,25%) e la detrazione Irpef del 19% dell’importo del premio relativo a garanzie legate a calamità naturali.
Ampliata e rinnovata per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, la polizza SarainCasa propone altre importanti novità per chi vuole tutelare la propria abitazione, i propri cari e i propri beni tra le quali segnaliamo in particolare:
Rivisitazione della sezione Tutela Legale, con inserimento massimali più elevati
Introduzione garanzia Furto di Impianti fotovoltaico/solari
Estensione della copertura al Furto del bagaglio in autovetture assicurate con Sara
Estensione della Responsabilità Civile Vita familiare ai  danni  da  violazione della privacy tramite uso di social network da parte di minori (cyber-bullismo)

Sono previsti sconti progressivi per chi assicura più abitazioni ed è possibile pagare tramite addebito su conto corrente (SDD) a partire da 15 euro al mese.

giovedì 5 aprile 2018

Sara Vita lancia Sara Bi-Fuel PIR: la polizza “a doppia alimentazione” che investe sulla crescita delle PMI italiane

Sara Vita entra nel mercato dei piani individuali di risparmio lanciando Sara Bi-Fuel PIR, l’innovativa polizza vita multiramo che permette di massimizzare i vantaggi fiscali e investire sulla crescita delle piccole e medie imprese italiane.

Sara Vita è la Compagnia del Gruppo Sara Assicurazioni specializzata nell’area del risparmio, della previdenza e tutela, con un’offerta articolata anche nell’area degli investimenti.
Sara Bi-Fuel PIR è una polizza “a doppia alimentazione”. Il 70% del capitale è investito nel Fondo Interno Assicurativo SARA PMI ITALIA che, attraverso una gestione dinamica e proattiva affidata ai team finanziari di Sara Vita, punta ad accrescere il valore dell’investimento selezionando le realtà imprenditoriali italiane o europee, ma con stabile organizzazione in Italia, con le migliori opportunità di crescita.

Il restante 30%, invece, è investito in Fondo Più, la Gestione Separata di Sara Vita che, grazie a un approccio prudente e diversificato, vanta risultati storicamente superiori alle medie di mercato, e offre rendimenti stabili nel tempo insieme alla garanzia sul capitale investito e alla sicurezza di una rivalutazione riconosciuta e consolidata annualmente.
Sara Bi-Fuel PIR è una polizza vita a premio unico, con importo investibile da 5.000 € fino a 30.000 € ogni anno, e la possibilità di integrare l’investimento iniziale con versamenti aggiuntivi da 2.000 € a 30.000€.

Sara Bi-Fuel PIR è anche molto conveniente, perché unisce i benefici fiscali dei piani individuali di risparmio con i vantaggi di una polizza assicurativa.

Mantenendo infatti l’investimento per almeno 5 anni, e versando su base annua fino a 30.000€ per un massimo di 150.000€ in cinque anni, si ha diritto all’esenzione dall’imposta sui redditi. Non solo: l’investimento è esente anche da quella di successione, e i premi versati non pagano le imposte sulle assicurazioni. È inoltre possibile designare i beneficiari in caso di morte anche al di fuori dagli aventi diritto alla successione.

Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni e Sara Vita, afferma: “Sara Vita è una Compagnia da sempre vicina ai propri clienti, e attenta a sviluppare soluzioni innovative ed efficaci per dare sicurezza e serenità a chi vuole progettare per tempo il proprio futuro. Con Sara Bi-Fuel PIR abbiamo voluto cogliere le opportunità e i vantaggi offerti dalla nuova formula dei piani individuali di risparmio, introdotti dalla Legge di Stabilità 2017, mettendo a disposizione della nostra clientela uno strumento davvero innovativo, che consenta di valorizzare i propri risparmi, azzerando il carico fiscale, e investire nelle realtà imprenditoriali italiane più dinamiche e promettenti, contribuendo anche a sostenere l’economia del Paese.”

 “Il lancio del nostro prodotto legato ai PIR – prosegue Tosti – si inserisce in un momento molto positivo per il Gruppo Sara. Nonostante una dinamica congiunturale complessa, nel 2017 Sara Assicurazioni ha ottenuto risultati davvero soddisfacenti, con premi lordi contabilizzati per un valore di 559 milioni di euro, in rialzo dell’1,8% rispetto al 2016, e un risultato netto di circa 60 milioni, in linea con l’esercizio precedente e superiore alle attese societarie. Anche i risultati di Sara Vita sono stati positivi, con premi lordi contabilizzati per 90,9 milioni di euro, in aumento del 4,3% rispetto al 2016, e un risultato netto pari a 2,4 milioni.”


Vola il car sharing, ecco perché

Nel triennio 2015-2017 in Italia i servizi di mobilità condivisa come il bike e il car sharing sono aumentati del 50% è quanto emerge dal Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility presentato in occasione della II Conferenza Nazionale organizzata dall'Osservatorio Nazionale della Sharing Mobility.

E se Milano in Italia è il fiore all’occhiello “il nostro paese è senza dubbio un capofila in Europa - secondo Andrea Leverano, uno dei pionieri del car sharing in Italia oggi Amministratore Delegato di DriveNow Italy,  società di car sharing del Gruppo Bmw presente a Milano con 500 veicoli – Milano in particolare, ma anche altri centri urbani si stanno infrastrutturando in maniera qualitativamente eccellente per offrire servizio di mobilità condivisa a cittadini e, considerando la vocazione del nostro paese, ai turisti”.

“Il dato di crescita, che va verso un costante e significativo ulteriore incremento va osservato anche in un’ottica di cambio di mentalità delle nuove generazioni. Laddove i servizi di car sharing sono adeguatamente sviluppati, ad esempio Milano, – spiega Leveranno - cade la necessità di una doppia o tripla auto per famiglia dacché i giovani per primi non sentono la necessità di un’auto propria per gli spostamenti”.

“Il car sharing e bike sharing,– continua Andrea Leverano di DriveNow (Gruppo BMW) peraltro non sono antagonisti coi mezzi di trasporto pubblico bensì il contrarioUn nostro studio* ha infatti dimostrato che una presenza percentuale del 10% del car sharing induce una riduzione del 25% dell’auto privata e, contestualmente un incremento del 10% circa della fruizione del servizio di trasporto pubblico”.



mercoledì 4 aprile 2018

Paese che vai prezzo che trovi

Ecco svelato il mistero delle migrazioni di auto e persone che si recano in altri paesi per acquistare o per piazzare auto. L’analisi di Dat-Italia, società leader nel settore automobilistico, evidenzia i prezzi per i modelli più venduti nel 2015 in Italia con i prezzi attuali sia per le auto nuove che per quelle usate (3 anni 45.000km).

“In Italia – spiega l’ing. Antonio Coppola, direttore generale di Dat-Italia - la Smart  Fourtwo Coupe nuova costa circa il 15% in più che in Germania, Austria e Spagna, e da noi si svaluta anche molto meno. Quest’auto, era tra le più vendute del 2015, ma non nel 2017, anno in cui il suo prezzo è stato aumentato di oltre il 5%, favorendo l’aumento di prezzo di quelle usate che si sono vendute più delle nuove.
Quindi conviene comprare la Smart in Germania, Austria e Spagna e rivenderla in Italia.
Conviene comprare all’estero anche la Toyota Aygo (circa il -10% in Germania, -14% in Austria e -4% in Spagna), inoltre, in Italia si svaluta molto meno che negli altri paesi.
La 500 costa più in Italia (la 500 L -11% in Germania a -6% in Spagna) ed in Italia mantiene tale vantaggio anche sull’usato.
Anche la MINI costa di più in Italia, mentre sull’usato il prezzo è analogo a quello degli altri 3 paesi.
A parte questi casi particolari, per le auto nuove, conviene comprare in Italia Peugeot 208 e 308, Mercedes Classe A, BMW serie 2, Opel Corsa.
Per le nuove, la Spagna offre prezzi migliori per la Renault Captur (-13%) e la Ford Focus (-6%).
Mentre la Germania sembra essere il paradiso dell’usato con ribassi che vanno dal 6% per una Jeep Renegade al 21% per una BMW serie 2 oppure anche una Smart For Two.

“E’ evidente – conclude Coppola - come da una analisi di questo tipo sia possibile capire e seguire l’evoluzione delle migrazioni di auto che da un paese vanno in altri per essere acquistate e vendute. In molti, costruttori, importatori, commercianti, vorrebbero dominare e strumentalizzare i mercati per svuotare parchi usati, traendone profitto, per vendere auto nuove. E’ sorprendente vedere come il gusto, le abitudini e le infrastrutture nei differenti paesi influenzino il mercato ed i prezzi”.
 

Bosch trasforma l’auto in un sistema salvavita



Una pietra miliare nello sviluppo della sicurezza stradale: il 31 marzo 2018, il sistema automatico di “chiamata d’emergenza”, eCall, diventa obbligatorio in tutta l’Unione Europea. Ciò significa che dovrà sempre essere presente nel veicolo un dispositivo di primo soccorso digitale che invii automaticamente una chiamata con richiesta di intervento in caso di incidente. “La connettività dei veicoli apre enormi possibilità. Tramite il sistema automatico eCall, i veicoli connessi ora diventeranno anche dispositivi salvavita,” ha affermato Dirk Hoheisel, membro del Board of Management di Bosch. Tutti i nuovi modelli di autovetture omologati per il mercato UE dopo il 31 marzo 2018, dovranno avere il sistema eCall come dotazione di serie. Questi veicoli monteranno un modulo eCall standardizzato che avvisa automaticamente il pronto intervento locale componendo il numero 112, valido in tutta Europa. I soccorsi potranno quindi arrivare più velocemente e precisamente sul luogo dell’incidente. L’UE calcola che eCall salverà 2500 vite ogni anno e ridurrà del 15% il numero di persone che riportano lesioni gravi a seguito di un incidente. Bosch offre una vasta gamma di sistemi eCall con soluzioni e servizi telematici. Grazie alla presa telematica eCall, anche le auto immatricolate prima del 31 marzo potranno avvalersi di questa soluzione.

Indossare il gilet ad alta visibilità, posizionare il triangolo di veicolo fermo, chiamare i soccorsi: sono molte le cose a cui pensare in caso di emergenza e ogni secondo è importante. Purtroppo molte persone non riescono a pensare lucidamente dopo un incidente. In caso di incidenti molto gravi, le vittime possono perdere conoscenza o rimanere bloccate all’interno del veicolo e non essere in grado di chiedere aiuto autonomamente. Sono proprio queste le situazioni in cui il sistema automatico eCall entra in azione e diventa un dispositivo salvavita indispensabile. Il sistema riconosce esattamente dove ha avuto luogo l’incidente, indipendentemente se accade di notte su una strada deserta o in autostrada, e invia automaticamente le informazioni utili ai servizi di soccorso. “eCall invia la chiamata di emergenza più rapidamente di quanto possa fare una persona e mette in moto immediatamente la macchina dei soccorsi” ha spiegato Hoheisel. Sul cruscotto è inoltre installato un tasto SOS che gli occupanti del veicolo possono utilizzare per inviare manualmente la chiamata di emergenza. In entrambi i casi viene prima stabilita una connessione audio tra il veicolo e la squadra di soccorso locale per comunicare più dettagli sull’incidente. Se il conducente non risponde, i soccorritori si recano direttamente sul luogo dell’incidente. Grazie alla geolocalizzazione precisa basata sulle coordinate del GPS, i soccorritori sono anche in grado di capire in quale senso di marcia è avvenuto l'incidente. Questo consente di risparmiare tempo prezioso, perché evita di entrare in autostrada nella corsia opposta. Questo dispositivo consente pertanto ai soccorritori di arrivare sul luogo dell’incidente il 40% più rapidamente se accade nelle aree urbane, mentre nelle aree rurali il tempo di arrivo si può persino dimezzare.

Le principali case automobilistiche già da anni forniscono ai loro clienti il servizio eCall all’interno del sistema di navigazione o di infotainment del veicolo. Con questo tipo di soluzione, ciò che viene installato sul veicolo non è un modulo eCall standard, bensì una centralina elettronica che un veicolo connesso utilizza per comunicare con il mondo esterno. Bosch definisce questa centralina elettronica Connectivity Control Unit (CCU). È il cuore della mobilità connessa e il centro di smistamento delle comunicazioni per eCall e altri servizi e funzionalità. La CCU registra un impatto quando vengono attivati gli airbag o i pretensionatori delle cinture di sicurezza dell’auto e avvisa i servizi di soccorso o il centro chiamate di emergenza di Bosch nel giro di pochi secondi. La CCU tuttavia può fare molto altro. È collegata ad altri sensori nel veicolo e rileva, per esempio, il numero di cinture di sicurezza in uso e, quindi, quante sono le persone nel veicolo. Di conseguenza non solo i soccorsi arrivano prima sul luogo dell’incidente, ma anche meglio preparati poiché è possibile richiedere direttamente il numero di ambulanze appropriato.

Chiunque abbia avuto un incidente all’estero e abbia dovuto spiegare la situazione alle squadre dei servizi di emergenza locali sa bene quale ostacolo possa rappresentare la lingua. Per questo il servizio eCall di Bosch parla perfettamente 16 lingue. A differenza del servizio eCall standard, che invia una notifica ai servizi di emergenza locale chiamando il 112, Bosch eCall avverte prima il call center di emergenza di Bosch che è servito da operatori 24/7, 365 giorni all’anno. In base alle impostazioni di lingua del navigatore, i nostri collaboratori del team eCall sanno qual è la lingua del conducente e possono chiedergli immediatamente e direttamente quali sono le sue condizioni e che cosa è successo. In questo modo non si creano problemi di comunicazione, specialmente in una situazione critica come un incidente. Il team di Bosch coordina poi tutte le operazioni di soccorso con i servizi di emergenza locali nella loro lingua. Questo intervento facilita il lavoro ai soccorritori locali in quanto possono sapere con precisione ciò che è accaduto e intervenire in maniera adeguata. Se il conducente non risponde alla chiamata del centralino di emergenza Bosch, i nostri collaboratori avvisano immediatamente i soccorritori. Il servizio non è limitato solo all’Europa. Bosch rende disponibile eCall in più di 50 paesi in tutto il mondo, incluso Giappone, Brasile e Nord America. Diverse case costruttrici, come ad esempio Daimler, stanno già scegliendo il servizio eCall multilingue di Bosch.

La data di omologazione del veicolo determina la dotazione di serie del sistema automatico eCall. L’obbligo di dotazione del sistema eCall nell’UE si applica ai nuovi modelli di veicolo sottoposti per la prima volta alla procedura di approvazione della UE, a partire dal 31 marzo 2018 e prima di uscire sul mercato. I modelli di veicoli con un’omologazione precedente possono continuare a essere prodotti e venduti senza eCall. “Bosch ritiene che nessuna macchina sia troppo vecchia per salvare vite umane. Per questo abbiamo realizzato la soluzione di retrofit eCall, che consta di una presa telematica eCall,” ha continuato Hoheisel. Il primo dispositivo di soccorso digitale retrofit per qualsiasi veicolo si inserisce semplicemente nella presa a 12 volt dell’auto, l'accendisigari. Non serve recarsi in officina per installarlo. Grazie al sensore di accelerazione integrato, registra gli impatti e la gravità dell’incidente. Utilizza il Bluetooth per inviare queste informazioni a un’app sullo smartphone del conducente, che a sua volta avverte il centro assistenza o i soccorsi. Anche con la soluzione retrofit viene prima stabilita una connessione audio con il conducente. Se il conducente non risponde, i soccorritori vengono inviati immediatamente sul luogo dell’incidente.

I motociclisti sono tra gli utenti della strada più a rischio, per loro la possibilità di perdere la vita in un incidente è 18 volte superiore rispetto agli automobilisti. Per questo motivo Bosch sviluppa il servizio eCall non solo per le autovetture ma anche per i veicoli a due ruote. Una speciale CCU per motocicli acquisisce i dati operativi della moto e li utilizza per rilevare gli incidenti. Grazie al modulo GPS integrato, la posizione esatta dell’incidente viene trasmessa al centralino dei servizi di emergenza offrendo un tempestivo intervento.

martedì 3 aprile 2018

RASSEGNA - Serenetà nel lancio d'agenzia AdnKronos

ASSICURAZIONI: SERENETA', LA POLIZZA CHE CONTRASTA SOLITUDINE ANZIANI =

Roma, (AdnKronos) - Premiata nell'ambito degli Italy Protection Awards la polizza SerenEtà il programma assicurativo di Sara Assicurazioni, Compagnia ufficiale dell'Aci, che associa la protezione assicurativa in caso di truffe e infortuni a una serie di servizi che hanno l'intento di combattere la solitudine degli anziani.
In Italia, nella fascia di età compresa fra 65 e 85 anni, ci sono 13,5 milioni di donne e uomini. Gli Italy Protection Awards premiano ogni anno le eccellenze in campo assicurativo e hanno riconosciuto la novità assoluta rappresentata da SerenEtà.

Il Direttore Generale, Alberto Tosti ha sottolineato che il prodotto è stato sviluppato nell'ambito del primo esperimento di Open Innovation della Compagnia, cui si è aggiunta "la felice intuizione del nostro presidente che ha dato ulteriori stimoli. SerenEtà è un bundle che coniuga la copertura assicurativa a un pacchetto di servizi a valore, sviluppato secondo la logica di una conciergerie in grado di assistere il cliente su una serie di servizi. E' quindi una polizza che va oltre la polizza. E' una soluzione unica: nessuno oggi in Italia offre un prodotto assicurativo dedicato alla fascia di età 65/85 a cui viene associata una componente di servizio particolarmente interessante, a un prezzo assolutamente accessibile. In sintesi - ha concluso Tosti - un prodotto che ben si colloca nell'ambito della nostra strategia di diversificazione dall'auto con modalità innovative anche in ambito sociale, contando sulla professionalità della nostra rete di agenti che si conferma il nostro prezioso canale di intermediazione con la clientela".

Per Marco Brachini, Direttore Marketing della Compagnia, SerenEtà è "l'unica assicurazione che con 130 euro l'anno sostiene gli anziani nella vita quotidiana. Si tratta del primo prodotto che la Compagnia dedica ad un target ampio e specifico di 13,5 milioni".

(Rem/AdnKronos)