giovedì 31 maggio 2018

Le regole per la massima sicurezza in auto dei bambini

CYBEX - azienda che pone la sicurezza come base della propria filosia riassunta nel principio SDF (sicurezza, design, funzionalità) – ricorda a tutti i genitori quali sono i 10 errori da non compiere che possono sfociare in gravi situazioni in caso di incidente:

tenere i bambini in braccio durante il viaggio: in caso di incidente, il piccolo verrà strappato dalle braccia.
Allacciarsi insieme al bambino con la stessa cintura si sicurezza: la cintura di sicurezza non si trova nella posizione ideale e quindi perde la sua funzione primaria
Non stringere a sufficienza le cinture del bambino
Posizionare il bambino nella navicella sul sedile posteriore: in caso di uno scontro frontale, il bambino sarà sollevato dalla navicella e catapultato in avanti.
Non usare nessun sistema di ritenuta per il bambino: anche alle più basse velocità, un incidente più essere fatale.
Lasciare l’airbag anteriore attivato
Installare i seggiolini per neonati (“ovetti”) sul sedile passeggero anteriore con l’airbag frontale attivato: in caso di incidente si possono verificare gravi traumi.
Installare il seggiolino Gruppo 0+ nel senso di marcia: uno scontro frontale può provocare la rottura del collo del bambino perché la sua testa in questa fascia di età è ancora troppo pesante rispetto al resto del corpo.
Installare il seggiolino in modo errato: in posizione o senso errati, allacciato con l’uso della cintura sbagliata, oppure con cintura non bene posizionata o non ben tesa, può costituire un rischio di gravi lesioni. Come regola generale, più è stretto il collegamento fra il seggiolino ed il veicolo, maggiore è la protezione offerta.
Usare il seggiolino in modo improprio: un seggiolino in qualsiasi modo modificato, con parti mancanti o alterate, non può più garantire la sicurezza del bambino. Le parti mancanti possono anche portare a conseguenze mortali. Anche una semplice vite mancante è sufficiente a provocare una rottura in caso di impatto.

Queste sono semplici regole da seguire per garantire la massima sicurezza dei bambini, oltre anche alla necessità di scegliere sempre il seggiolino corretto a seconda dell’età, dell'altezza e del peso del bambino.

mercoledì 30 maggio 2018

MOBILITÀ PIÙ SICURA CON GLI ADAS (ADVANCED DRIVER ASSISTANCE SYSTEMS) ACCORDO ACI – SARA ASSICURAZIONI – MOBILEYE

La guida distratta sta portando ad una impennata drammatica di sinistri e perdite di vite umane. 9 su 10 sono gli incidenti da attribuire al fattore umano, tra cui distrazione del conducente, mancata precedenza e velocità non adeguata. Secondo una ricerca americana (VTRC + NHTSA) 8 incidenti su 10 sono causati da una distrazione di soli 3 secondi.

Un importante studio internazionale in ambito assicurativo ha dimostrato che, grazie ai sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), è possibile ridurre del 73% le cause di incidente stradale attraverso un semplice allarme sonoro 1,5 secondi prima dell’impatto. Il parco veicoli in Italia è tra i più vecchi d’Europa ma non ci sono risorse sufficienti per garantirne l'auspicabile rinnovo in tempi rapidi.

Il sistema anticollisione Mobileye - oggetto dell'accordo con ACI e SARA Assicurazioni - rende tutte le auto più intelligenti e più sicure, anche quelle non di ultima generazione, importando le tecnologie di intelligenza artificiale sui veicoli di ogni età, perfino quelli storici. Il Mobileye - che non fuma, non beve, non telefona, non si addormenta e non si distrae mai - è il “co-pilota” ideale per tutti, soprattutto per i giovani e per quegli anziani che non hanno più i riflessi ed i tempi di reazione di una volta. Per tutte queste ragioni e per accrescere gli standard di sicurezza della mobilità SARA Assicurazioni prevede uno sconto del 20% sulla garanzia RCA. Ecco i 6 elementi, che formano il concetto di sicurezza stradale “integrale” dei sistemi Mobileye.

1. AVVISO DI COLLISIONE FRONTALE (FCW) - Un veicolo dotato di un allarme di collisione frontale avvisa di una imminente collisione con un veicolo o un motociclo, sia in autostrade che aree urbane, fino a 2.5 secondi prima della collisione, fornendo il tempo necessario per reagire.
2. MONITORAGGIO DELLA DISTANZA DI SICUREZZA (HMW) - Un veicolo dotato di tale funzione aiuta il guidatore a mantenere la “distanza di sicurezza” dal veicolo che precede e fornisce un avviso se la “distanza di sicurezza” diventa troppo pericolosa.
3. AVVISO DI COLLISIONE CON PEDONI (PCW) - Un veicolo dotato di un allarme di collisione con pedoni avvisa di una imminente collisione con un pedone, in aree urbane, fornendo il tempo necessario per reagire.
4. AVVISO DI COLLISIONE CON CICLISTI (CCW) - Un veicolo dotato di un allarme di collisione con ciclisti avvisa di una imminente collisione con un ciclista, in aree urbane, fornendo il tempo necessario per reagire.
5. AVVISO DI SUPERAMENTO CORSIA (LDW) - Un veicolo dotato di allarme di superamento corsia avvisa con segnali visuali e audio quando c’è una deviazione non intenzionale della striscia che divide le corsie.
6. AVVISO SUPERAMENTO LIMITE DI VELOCITA’ E LETTURA CARTELLI STRADALI (SLI) - Un veicolo dotato di tale funzione riconosce i segnali stradali e i cartelli dei limiti di velocità (incluso i segnali elettronici) e li segnala al guidatore, anche qualora superasse i limiti di velocità. 
A questi sei elementi si aggiunge la dashcam integrata del Modello 7 pix, presentato oggi, in anteprima nazionale, durante la conferenza stampa di Roma:
7. SISTEMA TELECAMERA VIDEO INTEGRATA A FINI ASSICURATIVI
Una telecamera incorporata nei sistemi Mobileye cattura e sovrascrive un video della strada da percorrere con punti chiave come data e tempo, velocità del veicolo, avvisi Mobileye, violazione del limite di velocità e segnali della vettura attivati. Utilissima nel caso di sinistro senza colpa.

“La sicurezza è un diritto universale – dichiara Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell'Automobile Club d'Italia – è con questo accordo estendiamo a tutti, anche quelli che non possono permettersi un veicolo di ultima generazione e “superaccessoriato”, come i giovani e gli anziani, la protezione delle tecnologie ADAS, in grado di salvare vite umane ed incrementare la responsabilizzazione dei conducenti. La guida autonoma è ancora lontana ma la tecnologia che ne è alla base è già fruibile. Grazie a questo accordo ACI si conferma leader nel guidare le scelte e i comportamenti degli automobilisti verso la mobilità del futuro”.

"La sicurezza stradale è da sempre al centro delle nostre attenzioni - ha commentato Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni, Compagnia Assicuratrice ufficiale dell'ACI.  Per questo abbiamo deciso di premiare con uno sconto del 20 per cento sulla RCA gli automobilisti che scelgono dotazioni di sicurezza tecnologicamente avanzate, che possono dare un contributo concreto alla riduzione dell'incidentalità. Riteniamo, infatti, che l'innovazione tecnologica sia uno strumento strategico per migliorare la sicurezza sulle nostre strade."
“Oggi la tecnologia ci permette di raggiungere traguardi impensabili anche solo qualche anno fa – conclude Raz Peleg, Direttore Europa Centrale/Est Mobileye - Noi siamo convinti che l'innovazione possa migliorare la vita delle persone. È la missione di Mobileye. L'accordo con ACI e SARA Assicurazioni conferma con questi due importanti protagonisti italiani l'impegno verso la sicurezza stradale ed una mobilità sempre più efficiente e sostenibile. L'Italia è la prima per un accordo di questo tipo”.

Chi è Mobileye
Mobileye - recentemente acquistata dal colosso americano INTEL per 15.3 miliardi di dollari - è una dei protagonisti di primo piano delle tecnologie per la sicurezza attiva dei veicoli nonché di guida autonoma, forte di una presenza nel 70% delle case automobilistiche con i suoi sistemi anticollisione. Molte realtà in Italia hanno già implementato la tecnologica Mobileye per la sicurezza delle proprie auto, come recentemente Bayer Italia - azienda globale con competenze chiave nei settori di Salute e Agricoltura - che opera nel nostro Paese con una flotta di oltre 1.200 veicoli.


Storia delle assicurazioni - Dai sensali ai Lloyd's

di NICOLA ODINZOV

Il progressivo aumento della domanda di assicurazione fa crescere il numero dei finanziatori del negozio con lo scopo di frazionare il rischio. Così, i vari interessati si accordavano per l'esercizio del negozio assicurativo, impegnandosi a coprire il rischio pro-quota, dividendo perdite e profitti in proporzione alle somme investite. In questa moltitudine di domande e offerte s’inserisce la figura del sensale il quale, ben informato sulla posizione delle navi nei porti e sulle merci in movimento, svolge la funzione di riunire domanda e offerta, anche in situazioni difficili, portando le parti ad un accordo d’innanzi ad un notaio o sostituendosi a quest’ultimo mediante scrittura privata o semplice apodixia o polizza di piazza.

Per gli assicuratori veneziani, l’intensa pirateria nell'Adriatico si rivelò una ghiotta occasione di profitto e, fino agli inizi del 1700, non è affatto raro trovare polizze "sulla libertà personale" dei naviganti che impegnavano l'assicuratore a pagare un capitale ai familiari se l’imbarcato veniva catturato e fatto schiavi dai pirati.

L’intenso traffico commerciale delle Repubbliche marinare favorì non poco lo sviluppo delle assicurazioni e non è un caso che proprio a Venezia nel 1681 venne costituita la "Compagnia di Assicuratori in Venezia", la prima compagnia di assicurazioni con un fondo di garanzia formato da capitale sociale e premi incassati. Rispetto alla "Compagnia" costituita a Genova nel 1424 la compagna veneziana è la prima compagnia assicurativa con capitale proprio, distinto dal patrimonio dei soci, una vera e propria società per azioni.
Nel XVII Secolo, soprattutto in Gran Bretagna, in seguito al violento incendio di Londra del 1666, nascono una moltitudine di piccole mutue assicuratrici e si sviluppa la pratica della coassicurazione. È il preludio alla storia delle moderne assicurazioni.

La grande avventura dei Lloyd's ebbe inizio nel "Coffee House" di Edward Lloyd's in Tower Street, sulle rive del Tamigi, dove sin dal 1660 era sorto un vero e proprio centro di informazioni aggiornate sulle le navi mercantili, i comandanti, gli armatori, gli utili e gli assicuratori. Era l’anno 1668 ed un orologiaio, un certo Edward Bransby, dopo essere stato derubato di alcuni orologi decise di pubblicare un’inserzione sulla London Gazette, offrendo una ghinea di ricompensa a chi gli avrebbe fatto ritrovare la refurtiva. Come indirizzo diede quello del Caffè di Edward Lloyd’s. Stava nascendo la prima borsa mondiale di assicurazione e riassicurazione. Chi voleva garantirsi da un possibile danno non faceva altro che presentare un foglio con le sue richieste e coloro i quali erano disposti a correre il rischio, in cambio di un determinato premio, i cosiddetti underwriters o sottoscrittori, non dovevano far altro che apporre il proprio nome in fondo al foglio. “Paying all valid claims”, questo sarebbe divenuto il motto dei Lloyd’s. 

La messa al bando della riassicurazione da parte del governo inglese, tra il 1746 e il 1864, salvo insolvenza, bancarotta o decesso dell’assicuratore, pesò fortemente sullo sviluppo dei Lloyd's, che solo nel 1774 aprirono il loro primo vero ufficio, alcune stanze al primo piano della borsa londinese al Royal Exchange, dove sarebbero rimasti più di ottanta anni. Per riconoscimento ufficiale del Parlamento, i Lloyd’s dovranno attendere sin al 1871, ma oramai la strada era aperta.

Nel 1958 fu inaugurata la sede di Lime Street, dove ancora si trova la Lutine Bell, la campana recuperata da una fregata francese affondata nel 1799 con un carico d'oro assicurato dai Lloyd's, che in passato veniva suonata ogni volta che una nave era in ritardo. Il Lloyds Act del 1982 trasformò la corporazione in società per azioni, aprendo il capitale anche al pubblico, ma tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 le ingenti perdite registrate misero i Lloyd’s in ginocchio. Dei 34.000 soci oltre 1.500 furono dichiarati falliti, fu un periodo durissimo e difficile al quale pochi sarebbero riusciti a sopravvivere. Oggi i Lloyd's accettano rischi ingenti e complessi in più di 200 Paesi e territori del mondo, rappresentando il principale mercato mondiale per le assicurazioni Marine, Property e Casualty.
(4-CONTINUA)

Bibliografia
Corso di Diritto Commerciale Marittimo giusta i principi e secondo l’ordine del codice di commercio - P. S. Bulay-Paty – Tipografia Bertani, Antonelli E C., Livorno 1841;
I pirati dell'Adriatico – Giacomo Scotti – Lint Editoriale, 2003;
Il rischio è il nostro mestiere: storia dei Lloyd's di londra - D. E. W. Gibb - Golden Book, 1978;

martedì 29 maggio 2018

Il noleggio a lungo termine? Piace alla metà degli italiani

In attesa degli sviluppi dell’elettrico, il vero driver del mercato delle quattro ruote si chiama noleggio a lungo termine (Ntl). Con la metà degli italiani attratti da un canale che da aziendale si sta orientando anche verso il segmento dei privati. Dato questo che sale addirittura al 70% per chi è in procinto di cambiare l’auto entro un anno. A dirlo, un estratto dell’indagine sul nuovo feeling tra gli italiani e l’auto realizzata da Quintegia su un campione nazionale (circa 1.400 i responsabili di acquisto intervistati).

Nel complesso, l’all-inclusive legato all’auto (+23% le immatricolazioni Ntl ad aprile) sarà preso in considerazione al momento dell’acquisto dal 50% del campione, mentre una quota rilevante (44%) non ne esclude l’ipotesi ma ha bisogno di maggiori informazioni e solo il 6% è contrario. In generale, l’identikit del consumatore interessato alla nuova formula alternativa all’acquisto tradizionale di auto con un unico canone mensile in cui sono compresi bollo, assicurazione, manutenzioni e riparazioni, è prevalentemente giovane, maschio, prevede un breve ciclo di vita dell’auto, richiede auto premium e percorre più di 50 km al giorno.

Per il partner Quintegia, Luca Montagner: “La nuova forma di ‘possesso soft’, che in termini di mercato è cresciuta in 4 anni del 93%, è per la survey lo specchio di un neo-pragmatismo degli italiani rispetto all’auto, dove il vero lusso si chiama praticità. E sebbene la market share di questo canale di vendita sia lievitata in breve tempo a quasi il 15%, sono ancora ampi i margini di crescita: la sua evoluzione, allo studio di molte case, prevede un’elasticità ancora maggiore di chi privilegia il mezzo al possesso, con la possibilità – compresa nel prezzo - di cambiare auto di volta in volta a seconda delle occasioni”. Per 2 utenti su 3 tra i privati interessati al nuovo approccio, è la semplificazione nel processo di acquisizione (‘tutto compreso, non devo pensare a niente’) il vero plus, prima ancora del vantaggio finanziario di programmare un costo fisso mensile (55%). Ma anche flessibilità (‘possibilità di cambiare l’auto facilmente’) e comodità (‘assistenza, servizi inclusi’) sono sostantivi determinanti rispettivamente per il 44% e il 35% del campione. Tra i freni, oltre alla ‘non conoscenza’ (40%), quelli del costo (‘alla fine andrei a spendere di più’) per il 38%, al concetto di possesso ‘ci tengo che l’auto sia mia’ (33%) e alla durata della proprietà (‘tengo l’auto per un periodo molto lungo’).

lunedì 28 maggio 2018

Sempre più diffusi il bike sharing e l’uso della bicicletta per andare al lavoro

Tra le forme di mobilità condivisa che si sono affermate maggiormente negli ultimi anni il bike sharing è sempre più diffuso nelle maggiori città italiane.

Di pari passo, l’uso della bicicletta è cresciuto anche tra i cosiddetti commuters, cioè coloro che utilizzano diversi mezzi di trasporto per compiere un tragitto -  classico esempio è il casa – lavoro. La bicicletta assume sempre più il ruolo di mezzo ideale per raggiungere le stazioni ferroviarie o le fermate di tram o bus e, in alcuni casi, sono le stesse aziende che offrono ai lavoratori incentivi per l’uso di biciclette al posto delle auto. In questo scenario è sempre più attuale la questione della sicurezza dei ciclisti che sono sulla strada.

Dal 2011 al 2016 in Italia gli incidenti stradali che coinvolgono biciclette sono passati dal 5.167 a 5.191, con un aumento dello 0,5%. Non è tanto questa leggera crescita a destare preoccupazione, quanto il fatto che nel periodo di tempo preso in considerazione il numero di incidenti stradali, in generale, è diminuito del 14,5%. Questa discrepanza, che emerge dai dati elaborati dal Centro Studi Continental su dati Istat, evidenzia dunque che è necessario porre maggiore attenzione alla sicurezza di coloro che utilizzano per i propri spostamenti la bici, che sono tra gli utenti più vulnerabili presenti sulle strade.

Continental, che è fortemente impegnata sui temi della sicurezza stradale e che ha in Vision Zero la propria visione strategica, si prefigge l’obiettivo di azzerare gli incidenti, i feriti e le vittime della strada. “Cogliamo l’occasione del Giro d’Italia, di cui Continental è partner - sottolinea Alessandro De Martino, amministratore delegato di Continental Italia – per augurare buon Giro a tutti gli appassionati e per lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza dei ciclisti. Gli utenti della strada devono poter condividere in maniera più sicura gli spazi comuni, ponendo particolare attenzione al rispetto delle categorie più vulnerabili, tra le quali ci sono – appunto - i ciclisti. Nell’ecosistema rappresentato dalla strada le biciclette occupano un posto particolare, confinate ai lati della carreggiata quando è presente una pista ciclabile ed in diretta condivisione con i mezzi a motore nel resto dei casi. A chi va in bici va garantita la massima sicurezza e riconosciuto il merito di limitare la produzione di sostanze inquinanti”.

L’elaborazione del Centro Studi Continental da cui derivano i dati sugli incidenti stradali che coinvolgono biciclette offre anche altri interessanti spunti di analisi. La necessità di una rinnovata attenzione nei confronti della sicurezza dei ciclisti è testimoniata anche dal fatto che il numero di biciclette coinvolte in un incidente stradale dal 2011 al 2016 è sempre oscillato intorno alle 17.500 / 18.000 unità all’anno, senza dimostrare progressi sensibili.

E’ inoltre possibile compiere un ulteriore approfondimento dell’analisi sugli incidenti che coinvolgono biciclette, che possono essere suddivisi in incidenti a veicoli isolati e incidenti tra veicoli. Gli incidenti a veicoli isolati nel 2016 erano il 35,4% sul totale, mentre gli incidenti tra veicoli erano il 64,6%. Nel comparto degli incidenti tra veicoli i più frequenti sono gli incidenti con autovetture (43,4%), seguiti da quelli con un’altra bicicletta (6,8%) e dagli incidenti con motocicli (4,4%). Tra gli incidenti a veicoli isolati invece, la tipologia più frequente è la caduta dal veicolo (10,4%), seguita dalla fuoriuscita dalla carreggiata (10,1%) e dall’investimento di un pedone (6,6%).

venerdì 25 maggio 2018

Così le compagnie dovranno migliorare la propria digitalizzazione

Le BigTech, cioè le grandi multinazionali del comparto tecnologico come Google, Amazon, Facebook, Apple e Alibaba, sono ormai pronte a fare il proprio ingresso nel mercato assicurativo. Per conservare i propri clienti, attrarne di nuovi e competere nel nuovo scenario, le compagnie dovranno migliorare la propria digitalizzazione e sviluppare modelli operativi in linea con le sfide future. E’ lo scenario che emerge dal World Insurance Report 2018 di Capgemini (uno dei leader mondiali nei servizi di consulenza e tecnologia), realizzato in collaborazione con Efma, un’organizzazione globale no-profit fondata da banche e compagnie per agevolare lo scambio di conoscenze fra i manager dei due settori. Il World Insurance Report 2018 analizza venti mercati in tutto il mondo e offre informazioni su preferenze, aspettative e comportamenti dei consumatori.

“L'uso dei dati e la capacità di offrire un’esperienza del cliente veramente digitale sono e saranno fattori chiave per le compagnie del futuro”, sostiene Raffaele Guerra, Vice-Presidente esecutivo e Responsabile per il settore assicurativo di Capgemini Italia, “i colossi del settore tecnologico come Amazon e Google rappresentano una minaccia reale. Le assicurazioni, abituate per natura a valutare rischi, devono urgentemente analizzare lo scenario per evolversi e sopravvivere”.

Il mercato assicurativo sta comunque recuperando terreno nell’offerta di un servizio al cliente avanzato e basato sulla tecnologia: si classifica al terzo posto, alle spalle del settore dei beni di consumo e di quello bancario. Il divario, però, cresce se si considerano i soli clienti della Generazione Y, cioè quelli tra i 18 e i 34 anni. Se da un lato oltre il 32% di loro sostiene di avere avuto un'esperienza positiva con la propria banca, infatti, il 26% dichiara lo stesso della propria compagnia.
Secondo lo studio di Cap Gemini ed Efma, indipendentemente dalla fascia d’età i clienti considerano i canali digitali altrettanto importanti rispetto a quelli “convenzionali”.

Più della metà degli intervistati, per esempio, valuta positivamente la possibilità di gestire transazioni via Web, e oltre il 40% del campione ritiene che le App rappresentino un canale fondamentale. Il 38% dei clienti fra i 18 e i 34 anni è interessato a ricevere offerte in modo proattivo e personalizzato da parte delle imprese assicuratrici anche attraverso canali alternativi.

“L’evoluzione delle preferenze dei clienti guida gli investimenti delle compagnie verso la digitalizzazione”, sottolinea lo studio, “la rivoluzione causata da fattori ambientali, tecnologici e organizzativi e le ambizioni delle BigTech rendono necessaria la creazione di modelli operativi agili.

La collaborazione tra assicurazioni tradizionali e InsurTech è quindi vitale per uno sviluppo efficace ed efficiente delle competenze digitali nel settore”.

Più dell’80% delle compagnie afferma che le preferenze in costante cambiamento dei consumatori sono il vero fattore critico per sviluppare la digitalizzazione. Le imprese assicuratrici stanno investendo in tecnologia: quasi due terzi di esse stanno testando smart watch e dispositivi indossabili che tengono sotto controllo lo stato di salute, oltre il 55% sta investendo in tecnologie per il riconoscimento vocale, mentre più di un terzo ha implementato tecnologie telematiche.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it



ETSC – European Transport Safety Council: obiettivo 2030, 25mila morti in meno sulle strade

Salvare 25mila vite umane, dimezzando, entro il 2030, sia il numero dei morti sulle strade europee che le lesioni gravi: sono questi gli obiettivi del “3rd Mobility Package”, un importante pacchetto di misure annunciato dalla Commissione Europea e accolto con favore sia dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC) che dalla FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile.

La Commissione ha, inoltre, proposto l’adozione di serie su tutte le auto nuove di ISA (Intelligent Speed Assistance - Sistema di Adattamento Intelligente della Velocità) e AEB (Automated Emergency Braking - Sistema Autonomo di Frenata d’Emergenza), tecnologie che potrebbero contribuire a salvare più di 2.000 vite umane ogni anno.

“Il più grande passo avanti per la sicurezza stradale in Europa dall’introduzione della cintura di sicurezza”, lo ha definito Antonio Avenoso, Direttore Esecutivo di ETSC.

Nel ricordare che “l’infortunio stradale resta la prima causa di morte per i giovani di tutto il Continente” e che non è “mai abbastanza presto per adottare queste misure essenziali”, Avenoso ha sottolineato come sia “assolutamente decisivo che gli Stati Membri UE e il Parlamento Europeo diano il loro sostegno a questi piani, senza cedimenti alle pressioni delle case automobilistiche, che stanno già tentando di indebolire alcune parti della proposta di sicurezza per i veicoli.”

giovedì 24 maggio 2018

Nel primo trimestre 2018 risultati e crescita superiori alle previsioni per Sara Assicurazioni e Sara Vita

Molto soddisfacenti i risultati conseguiti da Sara Assicurazioni e Sara
Vita nel primo trimestre 2018, secondo la situazione economica pro forma al 31 marzo
presentata al Consiglio di Amministrazione riunito oggi a Roma.

La crescita conferma il trend positivo già rilevato nell’esercizio 2017 ed evidenzia una raccolta
premi (al lordo delle cessioni in riassicurazione) pari a 143 milioni di Euro, in aumento del
4,8% rispetto al 1° trimestre 2017 e migliore rispetto alle previsioni.

Molto soddisfacente il risultato netto al 31 Marzo 2018, che si attesta a 21,7 milioni di Euro,
superando sia il consuntivo di Marzo 2017, che le previsioni.

Grazie a questi risultati, il ratio di Solvibilità Solvency II di Sara Assicurazioni è pari al 275% al
31 marzo 2018.

Per quanto riguarda la controllata Sara Vita, la raccolta premi ha raggiunto i 25 milioni di
Euro, in aumento sia rispetto al primo trimestre 2017 (+17,7%), che rispetto alle previsioni.

Brillante il risultato netto di 2,5 milioni di Euro, superiore a quello del 31 Marzo 2017 e
migliore delle previsioni.

Il ratio di solvibilità Solvency II di Sara Vita raggiunge il 203% al 31 Marzo 2018.

“Il trend positivo già rilevato nel 2017 si conferma anche in questo primo trimestre 2018 – ha
commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti –. Questi risultati, ottenuti in un mercato
sempre più competitivo, ci confermano la validità delle nostre strategie e del percorso di
innovazione intrapreso.”

ACI ritira il Premio P.A. Sostenibile al Forum PA di Roma per il progetto sugli pneumatici fuori uso


Nell’ambito dei ‘100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030’ è stato premiato, al Forum PA 2018 il ‘Sistema di gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) derivanti dalla demolizione dei veicoli fine vita’.

Il progetto ha realizzato un sistema di raccolta e gestione degli Pneumatici Fuori Uso basato su una piattaforma informatica che collega migliaia di operatori economici. Governato dal Comitato di gestione degli PFU, istituito presso l’ACI, assicura che il contributo ambientale sugli pneumatici di primo equipaggiamento sia impiegato per remunerare le imprese che procedono al ritiro da veicoli a fine vita e ne curano la gestione del riciclo per la realizzazione di nuovi manufatti, prima tra tutti, asfalti modificati ad elevate proprietà meccaniche e fonoassorbenti, pavimentazioni sportive, pannelli insonorizzanti ed elementi di arredo urbano. Il fatturato annuo, interamente coperto dal contributo ambientale, è pari a circa 6 milioni di euro sia sul versante dei contributi che su quello dei corrispettivi erogati. 

Il progetto, oltre ad avere finalità di tutela ambientale, realizza i seguenti obiettivi: 1) processo di raccolta e gestione degli PFU compiutamente tracciato e monitorato; 2) destinazione degli PFU al recupero di materia in luogo di destinazioni più inquinanti; 3) risparmio indotto nell’utilizzo di risorse naturali (gomma vergine) dall’impiego delle materie prime seconde ricavate dagli PFU. Il progetto persegue anche la finalità di favorire una crescita sostenibile dell’economia, promuovendo attività imprenditoriali di raccolta e gestione del rifiuto e l’impiego produttivo delle materie prime seconde risultanti dal recupero (granulo e polverino di gomma).

Grazie a questo sistema si riduce la dispersione degli pneumatici nell’ambiente ed il loro abbandono in discariche abusive, con la possibile conseguenza di incendi e la produzione di immissioni nocive per l’ambiente. Nel 2017 l’avvio a riciclo di 25.778 tonnellate di PFU ha comportato minori emissioni in atmosfera di circa 51.630 tonnellate di CO2. 

Queste caratteristiche fanno del Sistema di gestione degli PFU un modello perfettamente in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 di crescita economica ed occupazionale inclusiva e sostenibile, di innovazione ecocompatibile, di utilizzo responsabile ed efficiente delle risorse.

Il premio è stato ritirato dal dott. Vincenzo Pensa, Direttore della Direzione Sistemi Informativi e Innovazione dell’Automobile Club D’Italia e Presidente del Comitato Pneumatici Fuori Uso (PFU).

mercoledì 23 maggio 2018

Auto Connessa: “gli automobilisti scelgono l’assistenza in caso di emergenza e la protezione del veicolo”

Gli automobilisti italiani stanno iniziando a sperimentare concretamente i vantaggi in termini di sicurezza e comfort legati all’uso delle auto connesse. I servizi più apprezzati sono quelli che forniscono supporto pratico a veicolo e driver; su tutti, l’assistenza per la manutenzione periodica, per i guasti meccanici o in caso di incidente.
Un automobilista su tre è pronto già oggi a sostenere un costo extra per averli.

Sono questi i principali risultati della ricerca “La telematica al servizio dei dealer” presentata da Massimo Ghenzer – Presidente di LoJack Italia, la società americana parte del colosso della telematica CalAmp, nel corso dell’Automotive Dealer Day, l’evento europeo di riferimento per gli operatori del settore automotive in corso presso la Fiera di Verona.

Lo studio ha indagato l’effettivo grado di interesse degli automobilisti per i servizi telematici più diffusi a bordo delle vetture.
In generale i servizi telematici più richiesti sono risultati quelli di assistenza al veicolo: in particolar modo la localizzazione della vettura (72% delle preferenze), che consente non solo di tutelarsi contro eventuali furti, ma anche di rilevare con esattezza la sua posizione e l’assistenza tempestiva (24 ore su 24), che in caso di anomalia della vettura consente al concessionario di intervenire a supporto del driver localizzandolo e inviando il soccorso stradale se necessario, indicata dal 51% del campione.
Al terzo posto, tra le funzioni di mobilità avanzata più apprezzate, c’è l’assistenza e il supporto in tempo reale in caso di incidente o furto (49%).

Che la sottrazione dell’auto continui a rappresentare una delle principali paure per gli italiani appare evidente anche dal fatto che il 43% dei driver indichi come funzione strategica anche la protezione della vettura connessa (indicata dal 43% del campione) quando si trova nelle aree a rischio, grazie a un sistema di segnalazione di eventuali movimenti non consentiti.
Una percentuale significativa (35%) di automobilisti ritiene invece decisiva la possibilità di consultare telefonicamente in caso di malore o incidente uno staff di medici all’interno della Centrale Operativa.

Chiudono la classifica delle più interessanti possibilità offerte dalle auto connesse, le funzioni di infotainment per il driver: la possibilità di verificare i percorsi (indicato dal 44% del campione), il parental control con cui monitorare ad esempio il superamento dei limiti di velocità (30%) dei propri familiari, la disponibilità del wi-fi a bordo (26%) e il controllo del proprio stile di guida (22%).
A fronte dell’elevato interesse per le diverse funzionalità a bordo delle connected car, 1 driver su 3 è disposto a pagare i servizi, mentre il 66% si aspetta che vengano inseriti dal concessionario tra i servizi acquistati insieme all’auto.

“Come dimostra la nostra ricerca oggi i dealer hanno davanti una sfida decisiva: rivoluzionare il proprio approccio commerciale, trasformandosi da fornitore statico di beni e servizi a partner dinamico del cliente. Con LoJack Connect Smart Dealer”, ha evidenziato il Presidente LoJack – Massimo Ghenzer al termine della presentazione dei dati, “i concessionari possono oggi organizzare le attività in modo mirato, sulla base di dati certi sullo stato di salute dell’auto provenienti da un monitoraggio continuo sui veicoli. Un cruscotto che verifica e segnala quando contattare il cliente, nei momenti di reale bisogno. In questo modo diventa facile aumentare il numero dei passaggi in officina, vendere servizi aggiuntivi, migliorare la relazione con il cliente, sostituire l’auto con una nuova. Oggi connettività, analisi in tempo reale e Big Data forniti da LoJack costituiscono l’energia cinetica al servizio della crescita del business e dell’innovazione”.

La partecipazione di LoJack al Dealer Day è stata anche occasione per il colosso della telematica californiano Calamp, società proprietaria di LoJack, di ribadire la volontà di investire sul mercato italiano. “Dal nostro osservatorio”, ha sottolineato Justin Schmid Senior Vice President & General Manager Telematics Systems CalAmp, “il polo italiano costituisce un esempio di mercato maturo al quale LoJack garantisce l’offerta di nuovi servizi di mobilità avanzata, modulabili in base alle diverse esigenze di dealers, case automobilistiche, noleggiatori ed assicurazioni, consentendo di analizzare in maniera sofisticata e in tempo reale le informazioni provenienti dai veicoli, migliorando la customer experience e generare revenue per il proprio business”.

Al Dealer Day è stata anche presentata la versione rinnovata e personalizzabile dal singolo dealer dell’APP SmartDrive by LoJack® Connect che consente all’automobilista di avere sotto controllo molteplici fattori relativi alla sicurezza propria e del bene auto. Due le nuove funzioni presentate: il “Car Shield” con cui, tramite l’App, il driver può attivare la protezione dell’auto, ricevendo una notifica di spostamento non autorizzato nel caso il veicolo si muova all’esterno dell’area in cui è stata attivata la funzione; il Driving Style che prevede l’analisi degli stili di guida dei singoli driver sulla base di alcuni parametri (velocità, partenze e frenate brusche, ad esempio), assegnando loro un punteggio che, in base al grado di correttezza di guida, li qualifica in una di queste cinque categorie: driver tranquillo, prudente, regolare, nervoso, aggressivo.

Tra le altre funzioni offerte da SmartDrive, la precisa localizzazione dell’auto e la possibilità di verificare percorsi e chilometraggi compiuti, grazie alle quali, in definitiva, si può affidare la gestione dell’efficienza della propria mobilità a un sistema integrato che pensa a tutto per la serenità dentro e fuori dall’auto.

martedì 22 maggio 2018

STORIA DELLE ASSICURAZIONI 3 - LA LETTERA DI CAMBIO E LE “TONTINE”

Di Nicola Odinzov

Fino al XIII secolo la mercanzia viaggiante per mare veniva garantita dal cosiddetto  contratto di cambio marittimo con pegno, che individuava “il capitale prestato e la somma convenuta per il profitto marittimo; gli oggetti su i quali l’imprestito è assicurato; i nomi della nave e del capitano; quello di chi dà e di chi prende ad imprestito; se l’imprestito ha luogo per un viaggio, per qual viaggio e per qual tempo; l’epoca del rimborso.”

L’accordo prevedeva che il compratore anticipasse il prezzo di acquisto concedendo di fatto una sorta di prestito al mercante il quale trasferiva il rischio di perdita ad un terzo che in caso di sinistro perdeva il capitale investito.

“De li Assicuratori - Che quando fanno dette sicurtà è loro dolce cosa a toccare il danaio ma, quando viene il disastro della perdita è tutto il contrario e ciascuno tira il culo indietro e fanno volentieri senza pagare.” Così scriveva Francesco di Marco Datini illustre mercante Pratese del XIV secolo, figura di transizione tra l'uomo medievale e moderno, ritenuto da molti l’inventore della lettera di cambio, nuovo contratto che si diffuse all’inizio del XIV secolo.

La lettera di cambio prevedeva che il mercante vendesse all’assicuratore la merce da trasferire in altro porto, riservandosi il diritto di riacquistarla ad un prezzo prestabilito una volta giunta a destinazione. La differenza tra prezzo di vendita e prezzo di riacquisto costituiva il premio dell'assicuratore.
Dopo la metà dello stesso secolo, con la formula del mutuo, il contratto di assicurazione conosce un’ulteriore evoluzione. L'assicuratore dichiarava di aver ricevuto dal proprietario della merce una somma che si impegnava a restituire entro un certo termine, ma il contratto si riteneva nullo qualora la merce fosse arrivata a destinazione. L'impegno dell'assicuratore di restituire la somma non era altro che l'indennizzo da corrispondere in caso di sinistro.

Verso la fine del XIV secolo nasce un nuovo tipo di negozio giuridico, la compravendita a termine, che si conserverà fin quando al contratto assicurativo stipulato dinnanzi ad un notaio non verrà sostituito da una semplice scrittura privata. L'assicuratore dichiarava all'assicurato di aver acquistato la merce e prometteva di pagarne il prezzo ad una certa scadenza, ma l'impegno di corrispondere il prezzo sarebbe stato nullo se la mercanzia avesse raggiunto la destinazione finale. Anche in questo caso si trattava di un negozio simulato poiché nella realtà nulla era stato venduto, comprato o trasferito.

Pericolo e rischio sono sempre stati alla base di ogni contratto assicurativo. Inizialmente la richiesta di protezione riguardava solo le merci, ma abbiamo visto che nel periodo in cui i mari furono solcati da navi che sventolavano il vessillo dei pirati, si diffusero anche assicurazioni che prevedevano il pagamento del riscatto e, in caso di morte del prigioniero, divenivano vere e proprie polizze vita poiché il risarcimento andava ai familiari.

Se è vero che l’origine delle assicurazioni è indissolubilmente legata al Belpaese, la prima polizza di assicurazione contro il rischio d’incendio non nasce in Italia bensì ad Amburgo in Germania nel 1591, ad opera di un gruppo di fabbricanti di birra. In vero, nel Medio Evo il concetto di “solidarietà” era già sviluppato e ne sono testimonianza le “Gilde Nordiche” che garantivano un sostegno finanziario anche nei casi d’incendio. Ma a differenza dei sodalizi medievali di mutua assistenza, nel contratto di tedesco si fa riferimento esplicito ad un risarcimento del danno in caso d'incendio.
Figura particolare delle assicurazioni sulla vita fu ideata dal banchiere napoletano Lorenzo Tonti che nel 1653 propose al Cardinale Mazzarino un sistema per fronteggiare la difficile situazione finanziaria in cui versava la corte francese al fine di facilitarne la contrazione di prestiti. Le “Tontine”, così chiamate dal nome del suo ideatore, erano una forma di rendita vitalizia basata su un ottimistico calcolo delle probabilità di vita, ma furono un grave errore da parte dello Stato poiché questo non avrebbe mai potuto garantire rendite vitalizie sul lungo periodo.

Il funzionamento era semplice, i sottoscrittori versavano la propria quota per costituire il capitale che avrebbe costituito la rendita. Il capitale veniva successivamente investito ed i sottoscrittori godevano degli utili derivanti dall’investimento fino alla loro morte. Il sistema delle Tontine prevedeva dunque che la rendita aumentasse con il trascorrere del tempo, grazie al decesso dei sottoscrittori. La morte di tutti i sottoscrittori chiudeva i giochi ed il capitale veniva destinato in base agli accordi sottoscritti.
Le Tontine ebbero grande successo in diversi Stati europei e rimasero in funzione fino a metà del XVIII secolo, dando vita a vere e proprie speculazioni, per non dire frodi. Come quella scoperta a Ginevra nel 1794 dove alcuni orfani venivano allevati al solo scopo di riscuotere la rendita. Fin quando il calcolo delle probabilità di Pascal nel 1662 e la tavola di mortalità di Halley nel 1693 non offrirono nuovi elementi sui cui basare le nuove polizze, l’assicurazione sulla vita subì per molti anni l’influenza delle Tontine. Vennero proibite definitivamente dai francesi nel 1763 e trasformate in vitalizi ordinari.

Bibliografia

Codice di Commercio colle note tratte dalle disposizioni legislative e dalle massime della giurisprudenza francese dal 1791 al 1842 – Nuova Compilazione Per cura di un Avvocato Toscano - Le Monnier Editore 1844;
Note Sull'assicurazione e Sugli Assicuratori Genovesi Tra Medioevo ed Età Moderna – Domenico Gioffrè – Società Ligure di Storia Patria;
Le leggi fiorentine sull' assicurazione nel medioevo - Livio Piattoli - Archivio Storico Italiano;
Fondo Datini – Archivio si Stato di Prato
Francesco Datini: vita e opere – Italia culturale

lunedì 21 maggio 2018

Bimbi dimenticati in auto, arrivano i seggiolini auto con i sensori integrati

Lo scorso Ottobre è stato presentato il primo prototipo di seggiolino auto con sistema BebèCare, sviluppato in collaborazione con Samsung, che ha messo a disposizione tutto il proprio know-how tecnologico e le proprie risorse e dispostivi e oggi Chicco, da sempre impegnata a trovare soluzioni per semplificare il più possibile la quotidianità delle famiglie, lancia sul mercato i primi due seggiolini auto con i sensori BebèCare integrati:
Chicco Oasys 0+ UP: omologato secondo la normativa ECE R44/04 per il trasporto in auto di bambini dalla nascita fino a 13 kg.
Chicco Oasys i-Size: omologato secondo la normativa i-Size (ECE R129) per il trasporto in auto di bambini con un’altezza compresa tra 40 e 78 cm (max 13 kg).

BebèCare è il primo sistema in Europa che, attraverso sensori integrati nel seggiolino, avvisa della presenza del bambino in auto, grazie all’APP Chicco BebèCare.

Il funzionamento è stato pensato per essere facile e intuitivo, basta connettere il seggiolino auto Chicco (dotato di sensori BebèCare) all’APP BebèCare, scaricabile gratuitamente e disponibile  sugli store e device Samsung: il sistema si attiva dopo alcuni secondi dal momento in cui il bambino viene posizionato sul seggiolino, segnalando la sua presenza a bordo attraverso la APP.
L’installazione della APP BebèCare e la predisposizione del dispositivo è semplice come il suo funzionamento (è disponibile un video tutorial sul sito www.chicco.it) e i sensori BebèCare sono i primi integrati nei seggiolini auto, per non compromettere le performance di sicurezza.
 “Per Chicco - afferma Marco Schiavon, Vice President Chicco Italia, Spagna e Portogallo – è fondamentale semplificare la vita, attraverso soluzioni che garantiscano ai genitori tutto il supporto necessario. Su un tema così importante come quello della sicurezza non potevamo che sentirci chiamati, anche moralmente, ad attivarci e la collaborazione con Samsung è frutto di questa attenzione costante rivolta alle famiglie. In questa partnership abbiamo messo in campo le rispettive esperienze e competenze per essere sempre al fianco di genitori e bambini. Siamo quindi orgogliosi di poter annunciare l’arrivo sul mercato dei primi due seggiolini auto Chicco con sensori BebèCare”


venerdì 18 maggio 2018

Furti auto, il calo continua

Diminuiscono i furti d’auto ma anche le vetture che vengono ritrovate. Le auto sono sempre più protette, insomma, ma di pari passo i ladri si aggiornano e riescono a eludere i moderni sistemi di sicurezza. E’ il quadro che emerge dal rapporto annuale sui furti in Italia nel 2017 elaborato dall’Euvid (European Vehicle Identification Database), cui contribuisce anche la Polizia stradale: è stato presentato nei giorni scorsi a Maranello al Meeting of Vehicle Identification Expert.

Nel 2017 i furti di autoveicoli in Italia sono stati 103.030, il 5,59% in meno rispetto ai 109.134 del 2016. I ritrovamenti, invece, sono stati 44.040, l’11,57% in meno nel confronto con i 49.801 dell'anno precedente. Nonostante diverse importanti operazioni effettuate dalla Polizia, che hanno portato a 536 denunce, 177 arresti e 372 sequestri per furto, i ladri riescono a farla franca più di prima grazie a nuove tecniche e un'elevata conoscenza delle tecnologie delle nostre auto.

Fca (che comanda la classifica delle auto più vendute in Italia) è in testa anche alla graduatoria di quelle più rubate: l’auto preferita dei ladri è la Panda con 9.719 unità, seguita da altri due modelli della stessa azienda, la Punto con 8.395 esemplari rubati e la Cinquecento con 7.008. Al quarto posto, ma nettamente staccata, sempre Fca con la Lancia Y (3.522 furti), mentre la prima straniera è la Volkswagen Golf con 2.830 vetture rubate nel 2017. Decisamente più bassi sono i numeri relativi al segmento dei Suv, in continua crescita per quanto riguarda le immatricolazioni. La più rubata della categoria è la Nissan Qashqai con "appena" 675 unità, seguono la Kia Sportage (433) e la Land Rover Range Rover (407), numeri che però non combaciano con il trend di mercato.

Come nel 2016, anche nel 2017 la Campania è la regione in cui sono avvenuti più furti: 20.293 veicoli rubati, che corrispondono al 19,7% del totale nazionale. Di poco inferiori sono i furti registrati nel Lazio, 18.690 per un peso del 18,1% su scala nazionale, seguito da Puglia (15.725) e Lombardia (13.161). Fra le città, Roma è in testa con 17.146 furti, seguita da Napoli con 13.935 e Milano con 8.213 Si tratta dei centri urbani con il maggior numero di abitanti, e questo dato porta a pensare che il maggior numero di furti sia direttamente proporzionale alla quantità di veicoli circolanti e non alla presenza di specifiche organizzazioni criminali.

 L'Emilia Romagna ha 3.164 furti e l'84% dei recuperi, mentre il ben più piccolo e meno popolato Molise (310mila residenti contro 4,45 milioni) ha 417 furti e soltanto il 18% di recuperi. Poche auto vengono ritrovate anche in Campania e Lazio che, a fronte rispettivamente di 23mila e 17.630 furti, hanno tassi di recupero del 33% e del 32%. La Puglia ha molti furti (circa 16 mila) ma un recupero del 46%, lo stesso della Lombardia che conta però 14 mila furti..

Dal rapporto della Polizia emerge inoltre un "identikit" dei nuovi ladri, sempre più veri e propri geni dell'informatica che applicano le proprie conoscenze per perseguire scopi illeciti. Spesso a specializzarsi nei furti di auto sono organizzazioni provenienti dall'Est Europa, che grazie a congegni tecnologici riescono a rubare un veicolo in pochissimo tempo senza causare alcun danno alla vettura, il che li rende ancora meno riconoscibili per una pattuglia della Polizia stradale. Secondo le forze dell’ordine, i due fini principali per cui vengono rubate le auto sono la vendita di componenti sul mercato nero e il reinserimento del veicolo con dati identificativi e documenti falsi. Il "topo d'auto" occasionale non esiste quasi più, e lascia il campo a bande criminali molto tecnologiche, per le quali la rottura di finestrini o serrature è solo un accessorio.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it









giovedì 17 maggio 2018

Aci Vallelunga: conclusa la 2ª edizione del progetto Driving challenge Safety campus

Ci si può innamorare del motorsport partendo da una lezione di guida sicura? E, viceversa, la passione per i motori può trasformarti in testimonial di sicurezza stradale? La risposta, assolutamente positiva, è arrivata ieri, mercoledì 9 maggio, dall’Autodromo di Vallelunga dove circa cinquanta ragazzi e ragazze provenienti da Umbria, Lazio, Emilia-Romagna e Puglia hanno affrontato l’ultima tappa stagionale del Driving challenge Safety campus.

Il progetto di Aci Vallelunga, alla sua seconda edizione, è giunto infatti a conclusione raggiungendo in pieno gli obiettivi per cui era nato un anno fa: diffondere la cultura della sicurezza stradale, responsabilizzare i giovani al volante fornendo loro le conoscenze per affrontare i pericoli della strada e, allo stesso tempo, promuovere tra le nuove generazioni la passione per l’automobilismo sportivo.

Il binomio guida sicura-guida sportiva, d’altronde, è stato il leitmotiv del progetto che quest’anno ha toccato, oltre all’impianto romano, anche gli autodromi di Imola e Magione e coinvolto complessivamente circa 150 studenti medi superiori e universitari. “Abbiamo messo in moto un sistema – ha commentato con soddisfazione Ruggero Campi, presidente dell’Automobile club Perugia – che, certamente, darà importanti risultati. È un modo innovativo per affrontare il tema della sicurezza stradale: abbiamo inserito un sano spirito competitivo, ma tutti i partecipanti hanno potuto arricchire il loro bagaglio culturale grazie a questi corsi di alto livello.

Tutti loro sono adesso ambasciatori di guida sicura nelle proprie case, nelle proprie città e nelle proprie scuole, tra i propri coetanei e non. E, perché no, qualcuno di loro potrebbe anche divenire un vero e proprio pilota sportivo”. La manifestazione si è svolta in effetti come un vero e proprio campionato itinerante durante il quale, dopo aver ricevuto lezioni teoriche e pratiche di guida sicura, studenti dell’Iis ‘Cavour-Marconi-Pascal’ di Perugia, del Liceo delle scienze umane e liceo linguistico ‘Palumbo’ di Brindisi, dell’Università degli studi della Tuscia e del Campus di Ravenna si sono sfidati tra di loro sulle proprie capacità di guida.

Dopo varie selezioni, sono giunte alla finale quattro squadre, una per ogni regione. Qui i ragazzi si sono confrontati in simulazioni di pit-stop, prove con skid e, momento più atteso dai ragazzi, nella corretta guida su pista a bordo di auto sportive da corsa. Il titolo 2018 è andato al team romagnolo composto da Nicolò Benedetti, Daniele Pisciottu, Jacopo Zani, Veronica Biolcati e Margherita Rossi e guidato dalla professoressa Elena Fabbri. “Ci siamo divertiti un sacco – hanno confermato sul podio i ragazzi –. È stata un’esperienza indimenticabile e molto costruttiva. Molte volte ci troviamo in strada in situazioni di pericolo senza essere in grado di gestirle e, perciò, sono stati molto utili gli insegnamenti dei nostri istruttori.

Ma è stata anche l’occasione per conoscere e fare amicizia con tanti ragazzi e ragazze”. Il team laziale, classificato secondo, era guidato dal professore Pierluigi Fanelli e composto da Roberto De Cesare, Daniele Marone, Lorenzo Paoletti, Aurora Piazzai e Marco Chiodo; quello umbro, al terzo posto, guidato dalla professoressa Antonella Piccotti e composto da Alessio Raschi, Gabriele Baffetti, Gabriele Bellavita, Romelda Shtara e Federico Pala; quello pugliese guidato dal dirigente scolastico Maria Oliva, accompagnato dal professor Morelli e composto da Angelica Carriere, Camilla Marra, Debora Monaco, Antonella Tamborrano e Denise Torre. “L’entusiasmo che i ragazzi hanno messo in ogni tappa e in ogni prova – ha affermato Francesca Pasquino, vicepresidente dell’Autodromo dell’Umbria – ci ha emozionato e fatto ricordare le vere ragioni per cui siamo entrati nel mondo del motorsport. I ragazzi ci hanno, inoltre, indicato la strada migliore per perseguire la nostra mission: promuovere lo sport automobilistico unitamente alla guida sicura”. L’appuntamento è adesso al prossimo anno, con una nuova edizione che, a quanto annunciato, si configura ancora più ampia e appassionante.

mercoledì 16 maggio 2018

LA STORIA DELL’ASSICURAZIONE - A GENOVA LA PRIMA COMPAGNIA

Di Nicola Odinzov

Tracce di coassicurazione, basate sul frazionamento del rischio e non sul calcolo delle probabilità, sembrano risalire al 5000 a.C. in Cina, ma il primo vero documento di questo tipo ci riporta all’anno 1397. A quei tempi, l’aumento della domanda di assicurazione per il trasporto delle mercanzie aveva visto aumentare di pari passo anche i rischi. I capitali assicurati erano divenuti troppo alti per un singolo. Così, a Firenze un rischio da 2.100 scudi d’oro per un carico di merci in partenza su una nave provenzale venne per la prima volta ripartito tra diversi assicuratori. Lentamente iniziava a farsi strada il nuovo concetto di impresa assicurativa e nasceva una nuova figura professionale: l’assicuratore. Quest’ultimo doveva svolgere l’attività di assicurazione in maniera principale e professionale, ed avere una solidità patrimoniale tale da garantire il capitale assicurato.

Il 16 agosto 1424 segna una data storica ed è ancora una volta Genova ad essere la protagonista principale. Dinnanzi ad un notaio venne costituita una società denominata “Compagnia” con la quale i gentiluomini Galeotto e Tobia De’ Scipioni accettavano di contrarre società con tale Giuliano Dondi affinché questi “stipulasse assicurazioni per conto di tutti i soci, in qualunque maniera potesse escogitare, sia in mare che in terra, in qualunque luogo o parte del mondo". Ogni socio avrebbe partecipato agli utili o alle perdite in proporzione alle quote sottoscritte. Il capitale sociale non era ancora distinto da quello dei singoli soci, ma era nata la prima società di assicurazioni, ed era la prima volta in cui si contemplavano rischi diversi da quello marittimo.

Negli anni a venire dalla fertile mente degli assicuratori italiani nacquero le polizze più varie. A Genova, il 10 aprile 1427 venne stipulata la prima assicurazione sulla vita. Luca Gentile assicurò per 600 fiorini la vita della propria moglie Framenga in attesa di prole. Agli inizi del ‘500 il Monte di Pietà di Orvieto emise una polizza per la costituzione della dote di una figlia mediante versamento alla nascita di una somma che all'atto del matrimonio la banca avrebbe reso decuplicata.

Venezia giugno 1626, in casa dei signori Ziani rinomata famiglia di commercianti, gli affari un tempo prosperi, sono oramai un ricordo. La signora Ziani, in passato invidiata e ammirata da ogni veneziano, è furibonda. L’aria in famiglia si taglia col coltello. Debiti, non un ghello di dote per maritare la figliuola e del nipote, salpato tre mesi orsono con un ultimo carico di mercanzia messo insieme a fatica dal marito, ancora nessuna notizia. Il capofamiglia irrompe dalla porta con il sorriso stampato sulla bocca “Cara torneremo ad essere gli Ziani di un tempo, la nave è presa da pirati!” La signora Ziani con l’espressione di chi ha capito solo in parte, “Marco t’avverto che se è una delle tue solite trovate...” “No cara avremo 7000 scudi, Nicolo è preso dai turchi, venduto come schiavo per 500 lire e da li sta certa non tornerà.” “Oh che magnifica notizia!” esclamò la signora Ziani.
Certamente potrebbe sembrare che in famiglia Ziani regnassero follia e sadismo, ma non è così. Il signor Ziani aveva semplicemente stipulato una polizza del valore di 7000 scudi sulla “libertà dei naviganti”, una vera e propria polizza sulla libertà personale della quale, in caso di rapimento o morte dell’assicurato, era unico beneficiario.

Insomma, dai tempi in cui la teologia cristiana avversava l'istituzione dell'assicurazione assimilandola all'usura, di strada ne era stata fatta ed ogni giorno nascevano nuove polizze per ogni esigenza o richiesta.

(2-CONTINUA)

bibliografia
L’affascinante storia dell’assicurazione. Manifesti, libri, targhe, polizze di Ennio De Simone e Claudia Di Battista
Le leggi fiorentine sull'assicurazione nel medioevo su Archivio Storico Italianodi Livio Piattoli
Breve storia delle assicurazioni di Ennio De Simone Franco Angeli editore
Assicurazione in "Enciclopedia Italiana" su Treccani di Autori Vari
La nascita della polizza assicurativa: un po’ di storia… su LEGGEweb
Le assicurazioni, un primato genovese di Teresa Moccagatta
Cinquant'anni col diritto, Volume 2 di Antonio La Torre
Note Sull’assicurazione E Sugli Assicuratori Genovesi Tra Medioevo Ed Età Moderna di Domenico Gioffrè
Lo sviluppo della riassicurazione in Europa di Georg Pickel Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Parma

martedì 15 maggio 2018

Aci, arriva AVVISACI: su computer e smartphone tutte le notizie sulle pratiche automobilistiche

Basta registrarsi su www.aci.it o scaricare l’App “ACISpace” per ricevere - via e-mail o SMS - dal Pubblico Registro Automobilistico, tutte le informazioni riguardanti il proprio veicolo, identificato anche attraverso il nostro codice fiscale.

Grazie al nuovo servizio “AvvisACI” - realizzato dall’Automobile Club d’Italia - gli automobilisti possono, infatti, monitorare in tempo reale qualsiasi pratica relativa ad un loro mezzo registrato: immatricolazione; trascrizione dell’atto di vendita; iscrizione o cancellazione del fermo amministrativo; radiazione da parte dell'autodemolitore o per definitiva esportazione all'estero; perdita e rientro in possesso.

L'attivazione del servizio è gratuita, tra i vantaggi, la possibilità di evidenziare, tempestivamente, eventuali errori di registrazione e di poter contare su un valido strumento di contrasto alle truffe (intestazioni fittizie, clonazioni, ecc.).

Fino ad oggi sono stati oltre 32.000 gli utenti che hanno attivato il servizio AvvisACI e più di 26.000 le notifiche inviate.

Marzo, a marzo giù la produzione di auto del 18%

Secondo i dati preliminari di ANFIA, a marzo 2018 la produzione domestica di autovetture supera le 65.000 unità, in calo del 18% rispetto a marzo 2017. Nel primo trimestre dell’anno in corso, la produzione di autovetture registra una flessione del 12% (oltre 175.000 vetture).

Il totale degli autoveicoli prodotti nel primo trimestre 2018 ammonta a quasi 280.000 unità, in calo del 7% rispetto al primo trimestre 2017. Oltre il 50% delle vetture prodotte è destinato all’export, percentuale che sale se consideriamo la produzione di tutti gli autoveicoli destinati all’export, che superano il 60% del totale. A gennaio-aprile, il mercato italiano dell’auto ha riportato un aumento dello 0,3% (+6,5% nel mese di aprile). Ad aprile le immatricolazioni del Gruppo FCA hanno registrato una quota di mercato del 27%.

Negli altri comparti, ad eccezione dei rimorchi leggeri (-1% nel quadrimestre e +0,3% ad aprile), il mercato presenta un segno positivo nel cumulato: +2% per i veicoli commerciali leggeri (-4% nel mese), +15% per gli autocarri (+42% nel mese), +12,5% per gli autobus (+12% nel mese) e +11% per i rimorchi e semirimorchi pesanti (+6% nel mese). A febbraio 2018, il valore delle esportazioni di autoveicoli dall’Italia ammonta a 1,88 miliardi di Euro, il 5,2% del totale esportato e risulta in calo dell’1,3%. L’import di autoveicoli vale, invece, 2,92 miliardi di Euro (-1,1%), pari all’8,8% del totale importato in Italia. Gli Stati Uniti continuano a rappresentare, in valore, il primo Paese di destinazione per l’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 21%, seguiti da Francia e Germania, rispettivamente con una quota del 15% e del 12%.

In Italia, l’indice della produzione industriale nel suo complesso1 cresce del 3,6% a marzo, mentre chiude i primi tre mesi del 2018 a +3,4%. “La produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme, riporta a marzo 2018 un calo dell’1,9%, a seguito del +1,9% di febbraio e del +2,3% di gennaio - dichiara Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Nel comparto della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi si rileva a marzo, come già a febbraio, una crescita a doppia cifra (+15%). Il fatturato totale di questo specifico comparto cresce del 16,8% a febbraio 2018. 

Anche la produzione italiana di parti e accessori per autoveicoli e loro motori3 mantiene un segno positivo a marzo, con una crescita dell’1%”. 

Gli ordinativi per il settore automotive nel suo complesso risultano in flessione del 4% a febbraio (risultato di un calo dell’8,1% della componente interna e di un rialzo del 2,2% della componente estera). Nei primi due mesi del 2018 gli ordinativi diminuiscono del 2,2% (-5,3% nel mercato interno e +1,9% nel mercato estero). Gli ordinativi totali dell’industria, invece, presentano un rialzo del 3,4% nel mese di febbraio (+3,5% la componente interna e +3% la componente estera). Il fatturato5 del settore automotive, infine, presenta una diminuzione dello 0,1% a febbraio. Nei primi due mesi del 2018 il fatturato è in calo del 2,4%, -5,5% per il fatturato interno e +1,8% per quello estero. Per l’industria in senso stretto il fatturato risulta in crescita del 3,5% a febbraio (+3% sui mercati esteri e +3,7% sul mercato interno).

lunedì 14 maggio 2018

E' online "Open parco veicoli", il sito a cura di ACI con i numeri del parco veicolare

E’ online su www.opv.aci.it “Open Parco Veicoli”, il sito che l’Automobile Club d’Italia dedica all’approfondimento statistico del parco veicolare: uno strumento facile, flessibile ed affidabile per realizzare in modo semplice ed efficace le analisi sui dati del parco veicolare.

Il sito, richiamato anche nel portale www.aci.it, contiene i dati relativi alla consistenza del parco veicoli al 31 dicembre di ogni anno e permette ad analisti, studiosi e addetti della filiera automotive di elaborare statistiche e tabelle secondo le proprie esigenze, da scaricare nei formati più comuni (excel, csv e pdf). La presenza di grafici facilita in molte occasioni la descrizione e la comprensione dei dati.

I numeri oggi pubblicati descrivono lo scenario nazionale con variabili in termini di anno di riferimento e classificazione euro e categoria di veicoli. A breve saranno inoltre disponibili i dettagli territoriali, con tanti approfondimenti per regione, provincia e comuni capoluogo.

giovedì 10 maggio 2018

Viaggiare sicuri con i bambini: TÜV Italia illustra i nuovi standard per i seggiolini auto

Il tempo passato in auto, soprattutto in concomitanza con i grandi esodi estivi o per i tanti ponti festivi, è notevole, e più si allunga il tempo trascorso in auto, tanto maggiore deve essere la ricerca di comodità, tranquillità e sicurezza degli occupanti. Su questo tema nel corso degli anni si è lavorato molto, e l’avanzare della tecnologia ha permesso di incrementare la sicurezza e le attenzioni verso i passeggeri, anche quelli più piccoli, rendendo i loro viaggi in macchina più confortevoli e sicuri grazie all’ausilio di prodotti di grande qualità. Per incrementare ulteriormente la loro sicurezza è stato deliberato che i neonati, essendo ancora troppo piccoli, non possono assolutamente viaggiare su seggiolini rivolti in avanti.

Ed essendo la loro sicurezza importante, è obbligatorio difenderla. Di questo tema e di altri relativi alla sicurezza in auto ne hanno discusso esperti di 22 paesi in occasione del congresso "Protezione dei bambini in auto" sottotitolato "Successo passato e nuovi impegni per il futuro", organizzato a gennaio 2018 da TÜV SÜD. In questa sede, gli esperti del settore si sono concentrati in modo particolare sui seggiolini, che svolgono un ruolo importante nel trasporto sicuro dei bambini più grandi.

Tutti gli esperti di sicurezza concordano sul fatto che sia buona norma che i bimbi più piccoli (indicativamente fino ad almeno i 15 mesi) si debbano sedere rivolti al contrario rispetto al senso di marcia. Purtroppo, troppo spesso o troppo in fretta, i genitori abbandonano questa buona pratica mettendo in serio pericolo la propria e l’altrui sicurezza. Il nuovo Regolamento ECE R 129 (e successive revisioni), che sostituisce la precedente ECE R44 / 03 o 04, regola i requisiti dei moderni sistemi ISOfix e stabilisce appunto che i bambini fino ai 15 mesi di età (105 cm di altezza e 9 kg di peso) debbano essere trasportati con adeguati sistemi di ritenuta rivolti al contrario rispetto al senso di marcia.

Questo permette sia una facile installazione dei seggiolini nelle auto predisposte ("i size") sia una migliore protezione laterale. Se il seggiolino è posizionato sul sedile anteriore dell’auto va obbligatoriamente disattivato l’airbag lato passeggero. "Per la prima volta è disponibile una regolamentazione completa per i moderni sistemi ISOfix, anche se è previsto dalla normativa che le famiglie che hanno già seggiolini omologati ai sensi del regolamento ECE R44 / 03 o 04 non devono necessariamente sostituirli", ha affermato il Prof. Dr. Klaus Langwieder, da anni Presidente del Congresso organizzato da TÜV SÜD.

Oltre ai seggiolini per bambini più piccoli, un altro tema importante è quello dei seggiolini utilizzati da quelli più grandicelli, che prevengono i possibili infortuni causati dalle cinture di sicurezza, e che in Italia sono obbligatori fino ai 150 cm di altezza.

“L’introduzione dei nuovi test sul fissaggio isoFix previsti dal nuovo regolamento – chiarisce Pietro Vergani, Business Unit Manager COM Product Service Division di TÜV Italia - garantiscono un ancoraggio più rigido e pertanto più sicuro in quanto gli spostamenti del seggiolino in caso di urto si riducono notevolmente. La legislazione è sempre più orientata all’integrazione di criteri di valutazione più stringenti, che includano anche la valutazione del pericoloso impatto laterale oltre al classico test di urto frontale”.

In Italia, nel 2017, sono entrate in vigore le nuove norme sull’omologazione dei seggiolini auto che, tra le novità più significative, porta ad un divieto assoluto delle cosiddette “alzatine” e booster, che non potranno più essere omologati, per bambini fino ai 125 cm di altezza (dai 15 ai 36 kg di peso). La nuova norma prevede infatti che i bambini siano protetti da un rialzo con schienale e impone sanzioni sempre più severe per chi non rispetta queste norme. [*]

Nel settore della mobilità stiamo assistendo a costanti cambiamenti, dal car sharing, alle auto a guida autonoma, fino alle nuove forme di servizio taxi, cambiamenti che impongono a nuove importanti sfide nella progettazione, nello sviluppo e nella commercializzazione di prodotti per la sicurezza dei bambini in auto. L’utilizzo del car sharing, infatti, potrebbe facilmente dissuadere i genitori che utilizzano questo servizio ad acquistare i seggiolini per i loro bambini perché di difficile gestione.  Uno studio USA ha messo in evidenza come nelle auto non di uso famigliare non siano assolutamente disponibili sistemi di ritenuta per bambini adatti ad ogni tipo di viaggio, in particolare per famiglie con più figli. Secondo gli esperti, lo stesso vale per l'Europa e gli altri Paesi.

In Italia il Codice della Strada (art. 172) stabilisce che i bambini di altezza inferiore ai 150 cm quando viaggiano in autoveicoli adibiti al trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o con noleggio al conducente, possano non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta, a patto che occupino un sedile posteriore e siano accompagnati da un passeggero di almeno 16 anni di età.

Altra tematica importante è quella dei metodi utilizzati nelle prove, che recentemente sono state oggetto di un accurato miglioramento.  Attualmente, infatti, si è previsto l’utilizzo di manichini infantili, sempre più simili agli umani, oltre a migliorare i metodi di simulazione (modelli umani).

Al fine di garantire i più alti standard di sicurezza applicabili, i laboratori di TÜV Italia rappresentano un punto di accesso alla rete internazionale dei laboratori TÜV SÜD, che offrono un ampio panorama di prove di validazione nonché omologazione in accordo ai più recenti regolamenti applicabili.

“Dobbiamo incrementare la sicurezza in auto”, conclude Pietro Vergani. “Molto è già stato fatto, dall’obbligo dell’utilizzo delle cinture di sicurezza alla produzione di sistemi più performanti, ma molto è ancora da fare soprattutto per quanto riguarda i più piccoli che per loro natura non hanno la possibilità di “scegliere”. È necessario sviluppare una cultura della sicurezza perché la vita è il nostro bene più importante”.

martedì 8 maggio 2018

Sara Assicurazioni riduce il costo dell’RCA per le autovetture con elevati standard di sicurezza

Esclusivi vantaggi tariffari sull’assicurazione RC Auto saranno riconosciuti da Sara Assicurazioni a chi acquisterà vetture nuove dotate dei più efficaci e innovativi sistemi di sicurezza.
Sara Assicurazioni, Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, è da sempre particolarmente sensibile al tema della sicurezza stradale. Questa iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza dei sistemi di sicurezza attiva e passive installati sul veicolo che si guida. In caso di incidente, questi sistemi posso davvero fare la differenza a vantaggio del guidatore, dei passeggeri del veicolo e anche degli utenti stradali più vulnerabili (pedoni e ciclisti).

Grazie al primo esempio di un simile accordo in Italia, Sara utilizzerà i risultati dei test condotti da Euro NCAP per individuare gli autoveicoli di nuova produzione con standard di sicurezza elevata ai quali sarà riconosciuto uno sconto fino al 25% sulla polizza RC Auto.

L’Euro NCAP (European New Car Assessment Program, www.euroncap.com/it) è il programma indipendente europeo che si occupa di definire le modalità di valutazione della sicurezza attiva e passiva delle automobili nuove tramite l’introduzione di specifici protocolli di prova ideati e condotti da Euro NCAP, così da poter offrire ai consumatori informazioni accurate, attendibili e comparabili.

“Da sempre – ha commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti – Sara dedica particolare attenzione al tema della sicurezza stradale focalizzandosi sull’importanza di una guida attenta e prudente. Oggi vogliamo premiare con uno sconto sull’assicurazione RCA gli automobilisti virtuosi che scelgono veicoli con dotazioni di sicurezza all’avanguardia. Questa iniziativa è parte del più ampio contributo di Sara al miglioramento della sicurezza stradale, favorendo la riduzione degli incidenti e riducendo il rischio di danni agli automobilisti e agli utenti stradali più vulnerabili.”

Michiel Van Rantigen, Segretario Generale di Euro NCAP, ha aggiunto che “Euro NCAP accoglie calorosamente questa nuova iniziativa di Sara Assicurazioni, l'assicuratore ufficiale dell’ACI, nostro socio italiano. Accrescere la consapevolezza sui sistemi di sicurezza e dei loro benefici potenzialmente salvavita è il cuore della nostra mission. Offrire sconti assicurativi dedicati in questo modo innovativo contribuirà a creare un mercato per la sicurezza, uno sviluppo che vorremmo incoraggiare e vedere diffuso presto in tutta l'Unione Europea.”



lunedì 7 maggio 2018

Ania: la chiave di lettura sulla sentenza della Corte di Cassazione sulla qualificazione dei contratti


La sentenza della Corte di Cassazione non prende posizione sulla qualificazione dei contratti assicurativi sulla vita ma si riferisce a un caso specifico, caratterizzato dal ruolo assunto da una società fiduciaria. Il caso oggetto del giudizio riguarda, in particolare, errori di trasparenza e di comportamento relativi a un singolo prodotto, commercializzato nel 2006.

Non si rilevano nella pronuncia della Suprema Corte conclusioni che mettano in dubbio la connotazione di prodotto assicurativo con riferimento alle polizze con contenuto finanziario, che peraltro già allora risultavano soggette a precisi obblighi di trasparenza e regole di condotta.

Da sempre, del resto, le normative italiana ed europea identificano come prodotti assicurativi sulla vita polizze con caratteristiche specifiche, indipendentemente dalla garanzia di restituzione del capitale. Le polizze sulla vita sono contraddistinte da garanzie di tipo finanziario e demografico, cioè legate alla vita dell’assicurato (esempio: caso morte e conversione in rendita). Pertanto nessun dubbio può essere espresso sulla natura assicurativa di questi prodotti.

Frequenza sinistri? Ecco la fotografia dell'Ania

La frequenza sinistri è rimasta sostanzialmente stabile a livello complessivo e in aumento invece per i veicoli a due ruote: in leggero incremento, invece, il costo medio dei risarcimenti. E’ il quadro dell’andamento tecnico registrato nel 2017 dal ramo rc auto e dalla Card (Convenzione per il risarcimento diretto, con cui viene gestita la stragrande maggioranza degli incidenti stradali), secondo i dati raccolti dall’Ania. Alla statistica hanno partecipato 30 imprese che rappresentano la quasi totalità del mercato. In particolare, sono state raccolte informazioni relative a 37,5 milioni di assicurati e oltre 2 milioni di incidenti.

Escludendo i sinistri che vengono denunciati tardivamente, nel 2017 la frequenza per il totale dei veicoli si è attestata al 5,57% rispetto al 5,58% del 2016. “Se nel 2015 e nel 2016 si era assistito a una ripresa della sinistrosità”, spiega l’analisi dell’Ania, “questa sembra essersi arrestata nel 2017. Dopo un quadriennio 2013-2016 in cui il prezzo al consumo del carburante era costantemente diminuito (-20% per la benzina, -25% per il gasolio per auto e -31% per il Gpl), nel 2017 si è assistito a un significativo aumento, con un +5,9% per la benzina, +8% per il gasolio per auto e +12,4% per il Gpl, secondo il Ministero per lo sviluppo economico. Quest’ andamento potrebbe aver spinto a un minore utilizzo dei veicoli, e aver quindi influito sull’incidentalità stradale. Il trend della frequenza osservato nell’ultimo anno sarebbe anche giustificato da quello dei consumi di carburante che, secondo i dati ancora provvisori dello stesso Ministero, nel 2017 sono diminuiti dell’1,8%”.

“L’analisi della sinistrosità effettuata secondo il criterio della data effettiva di accadimento del sinistro comporta un effetto di stagionalità negli andamenti trimestrali”, spiega l’Ania, “generalmente, infatti, nel primo trimestre il numero dei sinistri denunciati alle imprese è solo una porzione di quelli effettivamente avvenuti in questo periodo perché una parte di questi (particolarmente quelli accaduti a ridosso della fine del trimestre) verranno registrati nei trimestri successivi. Questo fenomeno si consolida poi con il passare dei mesi, per cui analizzando l’andamento della frequenza nei vari trimestri si osserva un trend in crescita”.

Per il terzo anno consecutivo, anche nel 2017 i motoveicoli registrano un incremento della frequenza, +2,8%; a quest’andamento hanno contribuito sia i ciclomotori (+2,3% rispetto al 2016), sia i motocicli a uso privato (+2,4%). Si registra invece una leggerissima diminuzione per la frequenza delle autovetture, che nel 2017 si attesta al 6,06% rispetto allo 6,08% nel 2016. La frequenza per gli autocarri accusa invece un aumento dell’1,5%.

Il costo medio dei sinistri accaduti e liquidati (cosiddetti “sinistri gestiti di generazione corrente”) nel 2017 è stato pari a 1.766 euro, con un incremento dello 0,9% rispetto ai 1.751 del 2016. Ha contribuito a quest’andamento sia il +3,9% registrato dai risarcimenti a favore dei terzi trasportati, sia quello più contenuto dei danni Cid, +0,8%. Risulta invece quasi invariato l’importo liquidato dei sinistri che non sono rientrati nel sistema di risarcimento diretto (i cosiddetti sinistri No Card), per i quali nel 2017 il risarcimento medio è stato pari a 3.018 euro, rispetto ai 3.014 del 2016.

Nel 2017 l’incidenza dei sinistri rientrati nella Card è stata pari all’82,5% del totale dei sinistri gestiti dalle imprese che hanno partecipato alla statistica. Questa percentuale risulta in lieve diminuzione rispetto all’82,6% del 2016, e si registra quindi un contenuto incremento dei sinistri che non rientrano nella procedura di risarcimento diretto (18,4% rispetto a 18,2%). Il fenomeno si è registrato in particolare per le autovetture (da 85,3% a 85,2%) e per gli autocarri (da 66% a 65,6%), mentre risulta in aumento l’incidenza per i motoveicoli (da 82,6% a 82,9%), e in particolare per i ciclomotori a uso privato (da 81,8% a 83,1%).

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it









venerdì 4 maggio 2018

L'Aci vince Automobile l’Excellence Advertising Award

L’ACI - Automobile Club d’Italia si è aggiudicata l’Excellence Advertising Award Region 1 2018 della FIA, il prestigioso premio che la Federazione Internazionale dell’Automobile assegna ogni anno alla più bella campagna pubblicitaria sui temi della mobilità e sicurezza stradale. La FIA, presieduta da Jean Todt, raccoglie 246 Automobile Club presenti in 145 nazioni e rappresenta direttamente oltre 80 milioni di automobilisti associati.

Il premio è stato consegnato a Madrid al presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, nel corso dell’assemblea FIA- Region 1 che raggruppa Europa-Africa e Medio Oriente.

“Sono molto orgoglioso che ACI abbia ricevuto l’Excellence Advertising Award – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI – un riconoscimento internazionale alla nostra campagna istituzionale dei mesi scorsi e all’ottimo lavoro svolto. L’Automobile Club d’Italia dalla sua nascita affianca e tutela gli automobilisti italiani e da oltre un secolo accompagna le trasformazioni, le innovazioni, i cambiamenti della mobilità. Con questa campagna – continua Sticchi Damiani – ACI ha posto al vasto pubblico italiano le novità, le opportunità e i vantaggi delle nuove forme di mobilità, dei nuovi sistemi attivi per la sicurezza stradale e delle nuove tecnologie applicate all’auto”.

La Campagna di comunicazione sociale, incentrata sull’evoluzione della mobilità, è stata direttamente coordinata da Ludovico Fois, Responsabile Comunicazione e Consigliere per le Relazioni Esterne e Istituzionali di ACI, e gestita con le risorse interne all’Ente.

“E’ stato un grande lavoro di team, quello che ha permesso la realizzazione di questa Campagna Sociale – il commento di Ludovico Fois -. Il riconoscimento della FIA premia questo forte impegno voluto dall’ACI e al contempo, sul piano scientifico, le positive rilevazioni effettuate con un primario istituto di ricerca ci confermano l’aver individuato il corretto linguaggio e colto l’obiettivo. Un progetto molto impegnativo – ha poi proseguito Fois – perché abbiamo l’ambizione di porre all’attenzione di tutti gli italiani la necessità di una nuova cultura della mobilità, in grado di cogliere le tante opportunità consegnate dalle nuove tecnologie, dalla trazione elettrica al car sharing”.

La campagna premiata, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata lanciata da ACI a fine novembre 2017 con oltre 300 passaggi in tre settimane complessive di programmazione sulle reti RAI, Mediaset, La7 e ha raggiunto circa 50 milioni di italiani.

La campagna si è poi estesa a dicembre sulle principali testate quotidiane nazionali con approfondimenti e focus informativi sulle tre tematiche.

giovedì 3 maggio 2018

La storia dell’assicurazione - Premessa: Le origini

Di Nicola Odinzov

Proteggersi dai rischi è sempre stato uno dei bisogni primari dell’uomo. Non possiamo parlare ancora di assicurazioni vere e proprie, ma in Egitto nel 2700 a.C. esistono concrete tracce di una Cassa mutua per le spese funebri dei tagliapietre. Il codice Hammurabi menziona alcune forme di associazione professionale e religiosa per assicurare la sepoltura dei suoi membri.

Per le prime forme d’assicurazione intesa in senso moderno, è necessario arrivare alla Roma antica dove nel 200 a.C. comparvero alcune forme di rendita vitalizia e addirittura di mutua assistenza, con i “collegia tenuiorum”, associazioni d’operai che fornivano risorse ai soci e alle loro famiglie in caso di malattia o di morte, e i “collegia funeraticia” che sostenevano le spese per le cerimonie di sepoltura.

I romani non erano certo nuovi alla stipula di contratti in cui l’alea, intesa come probabilità che un evento si verificasse, fosse la base portante. Un esempio può fornirlo l’incarico dell’Actuarius, l’ufficiale dell’esercito addetto agli approvvigionamenti, il quale doveva calcolare il fabbisogno giornaliero delle truppe impegnate in battaglia, considerandone la riduzione progressiva per morte. Il calcolo veniva fatto utilizzando informazioni basate sulle campagne precedenti, era un semplice calcolo sulle probabilità, lo stesso con il quale ogni assicurazione moderna stabilisce il costo del premio in considerazione del rischio.

E’ sempre stato soprattutto  il mare a stimolare nell’uomo la necessità di tutelarsi. Una legge promulgata a Rodi prima della nascita di Cristo, stabiliva il criterio della compensazione delle perdite dovute all’alleggerimento del carico in navigazione per salvare nave ed equipaggio dalle tempeste.

Gli scambi commerciali via mare non erano rischiosi solo per imprevedibilità atmosferiche, ma anche per la presenza dei pirati che battevano continuamente le rotte commerciali alla ricerca di prede. Così, nella fiorente Roma imperiale i banchieri cominciarono a prestar danaro ai mercanti che si recavano oltremare a vendere la propria merce in cambio di una percentuale sull’utile derivante dalla vendita, oltre la somma prestata. In caso di perdita del carico, dovuta a naufragio o atti di pirateria, il banchiere considerava estinto il debito, accollandosi quindi il rischio di perdita della merce.

I primi documenti che parlano di assicurazioni vere e proprie risalgono al XIV secolo. Alcuni registri contabili del 1319-20, della Ditta Francesco del Bene, per il trasporto di stoffe dalle Fiandre alla Francia, riportano chiaramente la voce “spese per rischio”. Non è un caso che il contratto di assicurazione moderno si affermi in Italia tra il XIII e il XIV secolo con lo sviluppo dei traffici marittimi e che proprio a Genova fioriscano le prime assicurazioni. Tutto questo avviene però nell’ombra, i contratti assicurativi dovevano essere camuffati da prestiti bancari, poiché far pagare un rischio costituiva una sorta di usura. Il primo vero codice con cui vennero regolate e dichiarate legittime le assicurazioni fu promulgato a Genova dal doge Gabriele Adorno nel 1369, e fu proprio Genova che nel 1424 vide la nascita della “Tam mari quam terram”, la prima società di assicurazione. In seguito anche Firenze, con lo Statuto della mercanzia, sancì la legittimità delle assicurazioni.
La strada era oramai aperta e i contratti assicurativi rappresentavano un fiorente e redditizio mercato. L’invocazione della grazia di Dio in calce ad ogni contratto assicurativo ci dice che il cammino da fare era ancora lungo. Gli assicuratori erano ancora privati cittadini i quali, assumendo il rischio in proprio, in caso di sinistro andavano spesso incontro alla bancarotta.

(1-CONTINUA)

mercoledì 2 maggio 2018

Assistenza auto: prezzi in lieve crescita nel triennio 2015-2017 (+2%)


Tra il 2015 e il 2017 i prezzi per l’assistenza auto nel nostro Paese hanno fatto registrare aumenti decisamente contenuti. Fatto 100 il dato del 2015, i prezzi nel 2017 si sono attestati a quota 102. Ciò vuol dire che in tre anni vi è stato un aumento di 2 punti percentuali. Sempre rispetto all’anno 2015, in gennaio 2018 vi è stato un ulteriore incremento di 0,6 punti percentuali, che è poi diventato di 0,8 in febbraio. Questi dati sono desunti dalle rilevazioni mensili dell’Istat dei prezzi al consumo per l’intera collettività e derivano da un’elaborazione compiuta dall’Osservatorio Autopromotec sui costi dell’assistenza auto considerando la variazione dei prezzi e il peso dei diversi comparti dell’assistenza.

Come mostra la tabella, la voce dell’assistenza che ha avuto l’incremento maggiore è quella della manutenzione e riparazione di mezzi di trasporto privati. Dopo l’incremento di 2,7 punti nel triennio 2015/2017, i prezzi di questo comparto hanno registrato una nuova crescita in gennaio ed anche in febbraio.

Più contenuta la dinamica dei componenti necessari per mantenere in efficienza gli autoveicoli. I prezzi dei lubrificanti hanno registrato un aumento di 1 punto percentuale tra il 2015 e il 2017, passando da quota 100 a 101. In gennaio 2018, poi, vi è stato un ulteriore incremento di 0,5 punti percentuali rispetto all’intero 2015, ma in febbraio è apparsa una lieve tendenza alla diminuzione. Per quanto riguarda i pezzi di ricambio e accessori, nel 2017 i prezzi sono aumentati sul 2015 di 0,9 punti, quindi decisamente poco, ma in gennaio 2018 vi è stata un’ulteriore crescita di 0,3 punti percentuali, che è diventata di 0,4 in febbraio. I pneumatici, invece, sono l’unico comparto dell’assistenza auto che ha registrato una diminuzione dei prezzi tra il 2015 e il 2017 (-0,3 punti). In gennaio 2018 i prezzi sono però cresciuti (+0,2 punti), salvo poi in febbraio tornare a calare (-0,1).
La crescita complessiva dei prezzi dell’assistenza auto nell’intero periodo considerato, e cioè dal 2015 ai primi due mesi del 2018, è superiore rispetto all’incremento generale dei prezzi al consumo, che è stato di 1,5 punti percentuali. È interessante notare anche l’andamento dei prezzi per l’acquisto di automobili nuove ed usate. In particolare, i prezzi delle vetture nuove hanno avuto un aumento di 1,5 punti percentuali tra il 2015 e il 2017. In gennaio 2018 si è poi registrato un ulteriore aumento dei prezzi di 0,7 punti percentuali e in febbraio la situazione è rimasta invariata. Per le automobili usate, invece, compare una tendenza alla diminuzione. In gennaio 2018 i prezzi erano più bassi di 4,3 punti rispetto al 2015 e in febbraio continuano a diminuire (-4,7 punti).

L’Osservatorio Autopromotec sui costi dell’assistenza auto è una nuova branca dell’Osservatorio Autopromotec che ha l’obiettivo di fornire informazioni agli operatori e al pubblico sugli aspetti economici della manutenzione e della riparazione dei mezzi di trasporto.

L’Osservatorio Autopromotec da oltre 20 anni conduce studi, analisi e attività di comunicazione
sull’aftermarket automobilistico a supporto del contesto economico a cui è dedicata Autopromotec, che è la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico. La prossima edizione di Autopromotec si svolgerà presso il quartiere fieristico di Bologna dal 22 al 26 maggio 2019.