venerdì 29 giugno 2018

La rivista Energia sbarca on line



E' on line il blog di Energia on line (www.rivistaenergia.it) versione digitale della nota rivista. Tanto spazio alle analisi, all'approfondimento ma anche brevi commenti sulle più importanti questioni che attraversano il mondo dell’energia e dell’ambiente.

Nuova campagna ANIA


giovedì 28 giugno 2018

Sara e i Centri di Guida Sicura ACI Sara

Con ACI, Sara realizza iniziative legate alla promozione dell’educazione stradale, della sicurezza alla guida, della consapevolezza nelle scelte legate a mobilità e trasporti in quanto crede fermamente che la formazione dei conducenti alla guida sicura sia uno strumento di straordinaria efficacia per contenere e ridurre il numero di morti e feriti legati all’incidentalità stradale

Per questo motivo, Sara Assicurazioni è sponsor dei Centri di Guida Sicura di Vallelunga e Lainate, strutture all'avanguardia in Europa che impiegano le più moderne tecnologie per formare i conducenti di ogni tipo di veicolo.

Grazie agli insegnamenti e alla tecnica di piloti esperti, si può imparare ad affrontare nel modo migliore tutti gli imprevisti della strada e a reagire prontamente ad ostacoli improvvisi, sbandate, aquaplaning o altro.

Vantaggi per gli assicurati Sara

Gli assicurati Sara hanno uno sconto del 22% sul costo dei corsi; per chi è anche socio ACI lo sconto sale al 30%.

Sara inoltre offre uno sconto del 10% sulla Garanzia RC Auto a tutti coloro che presentano in Agenzia l’attestato di partecipazione al Corso di guida sicura.

mercoledì 27 giugno 2018

"Ripensare l’assicurazione delle flotte auto", ecco lo studio della Roland Berger

di ROBERTO BAGNOLI

Entro il 2020 la maggior parte dei nuovi veicoli immatricolati sarà dotata di sistemi di tecnologia integrata per auto connesse, come la scatola nera che monitora il comportamento degli automobilisti alla guida. La diffusione del dispositivo si estenderà anche al settore delle flotte auto, in cui per ora ha una penetrazione marginale. E le compagnie italiane, prime al mondo per numero di dispositivi installati, potranno giocare un ruolo da protagoniste.

E’ lo scenario delineato nello studio Ripensare l’assicurazione delle flotte auto, realizzato dalla società di consulenza strategica Roland Berger. “Questo settore è attualmente poco redditizio, e questo causa una diffusa perdita d’interesse da parte delle imprese assicuratrici”, sottolinea Edoardo Demarchi, senior partner e responsabile dell’area assicurazione e servizi finanziari di Roland Berger, “oggi le flotte auto rappresentano solo il 10% dei veicoli in circolazione e il 15% dei premi totali”. In molti dei paesi europei analizzati nello studio di Roland Berger le compagnie accusano perdite, con Combined ratio (la somma di sinistri e spese rispetto ai premi incassati) molto elevati, che vanno dal 104% della Spagna al 129% della Francia”.

I cambiamenti in atto nella mobilità e la crescente diffusione delle tecnologie digitali potranno però cambiare radicalmente lo scenario. Il fenomeno dell’auto condivisa, dal car sharing e car pooling alle flotte aziendali, è sempre più importante in molti paesi anche a causa della crescente urbanizzazione. La popolazione che in Europa risiede in aree urbane, pari attualmente al 73%, salirà a oltre l’80% nel 2050. Questo trend demografico porterà a nuovi e più sostenibili modelli di mobilità. “La tecnologia ora applicabile sui mezzi di trasporto consente una connessione diretta fra assicuratore e utilizzatore, favorendo la diffusione di nuovi sistemi di trasporto collettivo”, spiega Demarchi, “attraverso l’analisi dei dati trasmessi dalle scatole nere, le compagnie potranno analizzare il rischio legato al reale comportamento del guidatore”. L’auto connessa, inoltre, potrà consentire alle compagnie di aumentare i ricavi offrendo servizi aggiuntivi a valore aggiunto, come il tracciamento e localizzazione delle vetture rubate.

Oggi l’Italia è il primo mercato mondiale delle scatole nere, con circa cinque milioni di dispositivi installati su un totale di circa quaranta milioni di veicoli. “La penetrazione riguarda però quasi esclusivamente le assicurazioni di tipo individuale”, sostiene Demarchi, “ma la loro diffusione anche nel segmento delle flotte auto determina vantaggi per tutti i soggetti: assicuratore, gestore della flotta e utilizzatore finale, per i servizi informativi e di assistenza che possono essere forniti attraverso questi dispositivi.  In ambito assicurativo il ruolo dell’Italia può essere determinante; rispetto a quelle di altri paesi, le compagnie italiane sono in possesso di una maggiore mole di dati su stili e dinamiche di guida. Negli anni hanno costruito modelli previsionali estremamente precisi sul comportamento degli automobilisti: un vantaggio competitivo, quindi, che potrebbe essere davvero prezioso”.

 www.iomiassicuro.it





martedì 26 giugno 2018

STORIA DELLE ASSICURAZIONI - IL “GIGANTE” GENERALI

di Nicola Odinzov

Verso la fine del ‘700, la necessità di protezione dai pericoli insiti nel commercio marittimo aveva portato in tutta Europa alla nascita di forme assicurative associative. Ben presto anche in Italia, culla nel 1424 della prima assicurazione, ma dove l’attività era ancora in mano ai privati, si avvertì la necessità di passare ad una vera e propria forma di assicurazione societaria, soprattutto per la frequente impossibilità dei privati a dare garanzie sufficienti.

Nonostante ciò, le diffidenze e le opposizioni resero a lungo vani i numerosi tentativi di dar vita ad una compagnia di assicurazioni e solo nel 1831 a Trieste, su iniziativa di un gruppo di commercianti triestini e veneziani, nacquero le Imperial-regie privilegiate Assicurazioni Generali Austro-Italiche.

Il nome scelto, “Generali”, portava già in sé concetti ben precisi: copertura di qualunque settore assicurativo, senza alcun limite territoriale a delimitare il raggio d’azione della società. Infatti, nello statuto sociale era scritto a chiare lettere che lo scopo della società era “quello di assumere qualunque ramo d’assicurazioni permesso dalle leggi sovrane“. L’acquisto di azioni della neonata società, dava diritto ad una quantità di voti in relazione al numero di azioni possedute: uno voto fino a cinque azioni, due per un numero da sei a dieci e tre se queste erano più di dieci.

Nel primo decennio di vita la compagnia estese la propria attività a tutti gli stati italiani e nei maggiori centri dell’Impero, da Vienna a Pest e nei principali porti europei controllati dall’Austria. Ben presto nacquero agenzie con precise competenze territoriali. In pochi anni in Europa se ne contavano oltre venti. La rapida crescita portò quasi subito all’esigenza di distinguere il ramo vita dagli altri rami, decidendone anche la costituzione separata in bilancio, soprattutto per l’esigenza di determinarne i premi.

La frammentazione dell’Italia in tanti piccoli Stati e il progressivo disfacimento dell’Impero austro-ungarico arrestarono la crescita della compagnia. Il 1848 fu un anno cruciale. I moti non coinvolsero solo Milano, ma anche Venezia dove nacque la Repubblica di San Marco, alla quale aderirono molti esponenti di Generali. In seguito alle insurrezioni il nome della Compagnia perse l’aggettivo Austro-Italiche, diventando Assicurazioni Generali, ma sarà necessario attendere il 1860 per avere il primo documento ufficiale (un mandato dell’agenzia principale di Parma datato 19 maggio 1860) su cui appare il leone alato, al posto dell’aquila imperiale come logo ufficiale.

Nel 1915 l’entrata in Guerra dell’Italia interruppe la crescita della Compagnia su entrambi i fronti, ma l’anno successivo il Governo italiano rilasciò a Generali un certificato di nazionalità che permise alla direzione speciale di Roma di operare senza limiti. La disfatta di Caporetto e l’invasione austriaca del Veneto portarono Generali a trasferire la direzione da Trieste a Roma e solo al termine del conflitto l’Assemblea Generale degli Azionisti verrà convocata di nuovo in una Trieste, finalmente libera e italiana.

Le leggi razziali ed il Secondo conflitto mondiale colpirono duramente la Compagnia e molti italiani di origine ebraica alle sue dipendenze furono costretti a fuggire all’estero o vennero arrestati dai tedeschi, come Giuseppe Volpi di Misurata, successore del dimissionario Edgardo Morpurgo.

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, Generali riprese a crescere e ad essere protagonista nei settori più diversi, dall’edilizia all’agricoltura, alla sicurezza stradale, dove, insieme con ACI, si fece promotrice della legge che nel 1969 renderà obbligatoria l’assicurazione RCA per chi guida un’automobile.

La rapida ascesa porterà Generali ad acquisire il controllo di numerose compagnie assicurative in Italia e all’estero. Nel 1999, attraverso un’offerta pubblica di acquisto e scambio, Generali acquisisce il controllo dell’INA creando il più importante gruppo assicurativo italiano e conquistando il primo posto nel mercato vita europeo.

Nel 2012 arriva la crisi, il Gruppo non riesce a reagire alla recessione economico-finanziaria, i profitti crollano e la solidità patrimoniale è sotto i livelli di guardia, ma le capacità del nuovo CEO Mario Greco, chiamato a dare delle risposte alla difficile situazione, non tardano a dare risultati. Cultura, mecenatismo, impegno nel sociale e nel supporto alla sperimentazione clinico-scientifica (nel 2013 Generali, sigla una partnership con la Onlus italiana Revert, per uno studio su una terapia cellulare per la sclerosi laterale amiotrofica), ridefiniscono e rafforzano l’immagine della Compagnia.

Menzione a parte meriterebbero le tante personalità che negli anni hanno guidato o fatto parte della Compagnia, come il suo primo Presidente Giovanni Cristoforo Ritter de Záhony, o lo studioso ed esploratore  Marco Besso che fu accanto ad Einstein nell’elaborazione della teoria della relatività e,   giovanissimo venne chiamato per trattare con il ministro dell’Interno dello Stato Pontificio le condizioni per la riapertura delle Generali a Roma, cosa che avvenne nel 1863, o addirittura lo scrittore Franz Kafka che nel 1907 venne assunto nella sede di Praga. Oggi Generali è la prima compagnia di assicurazione italiana e undicesima nel ranking mondiale.

lunedì 25 giugno 2018

SARA ASSICURAZIONI: SALE AL 75% LA PARTECIPAZIONE DI ACI NEL CAPITALE SOCIALE DELLA COMPAGNIA

Formalizzato l’incremento della partecipazione di ACI in Sara Assicurazioni spa, con l’acquisizione di un ulteriore 20,78% del capitale sociale della compagnia. In particolare, ACI ha acquisito il 16,78% dalla Società Reale Mutua di Assicurazioni e il 4% dal Gruppo Generali.

In questo modo ACI, già proprietaria della maggioranza (54,22%), sale al 75% della partecipazione in Sara Assicurazioni spa, a conferma del persistente e proficuo sostegno dell’Ente al settore assicurativo, in particolare nell’ambito della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale.

“Questo - dichiara Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni - è un momento importante di consolidamento dell’interesse dell’azionista di riferimento, mantenendo il prezioso supporto nel capitale sociale di due importanti gruppi assicurativi, quali Reale Mutua e Generali, che rimangono azionisti rispettivamente per il 14,65 % e il 10%. Con la robusta solvibilità che ci caratterizza, persisteremo con energia nella nostra strategia di diversificazione e di trasformazione digitale, dando la solita priorità al servizio destinato alla nostra rete fisica di agenti che continua a rappresentare il nostro asset principale insieme al nostro capitale umano”.

“ACI da oltre 110 anni opera a fianco degli automobilisti italiani – dichiara Angelo Sticchi Damiani, Presidente di ACI e di Sara Assicurazioni - per la loro tutela e per recepire le loro esigenze, mentre è riconosciuta la capacità di Sara nei prodotti assicurativi in generale e per chi guida in particolare. Di fronte alle profonde trasformazioni della mobilità, ACI ha quindi deciso di aumentare la sinergia tra queste realtà e per accelerare questo processo ho assunto nei giorni scorsi la Presidenza di Sara Assicurazioni. L’obiettivo è offrire soluzioni e prodotti, ai nostri soci come a tutti gli automobilisti, in grado di accompagnare, sostenere e velocizzare le grandi innovazioni nel settore della mobilità individuale e collettiva, come quelle per una maggiore sicurezza stradale, che consideriamo essenziali all’ammodernamento complessivo del Paese. A questo proposito – prosegue Sticchi Damiani - stiamo già lavorando a polizze che considerino la presenza dei dispositivi ADAS (sistemi avanzati di assistenza alla guida) sulle vetture, anche quando introdotti after market”.

“In una logica di riallocazione e di diversificazione degli investimenti della nostra Società – dichiara Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutua – abbiamo colto l’opportunità di cedere una parte della nostra interessenza in Sara Assicurazioni. A seguito di tale operazione, manteniamo ancora una quota significativa, pari al 14,65% del capitale sociale, a conferma della nostra intenzione di continuare a supportare, a fianco dell’azionista di maggioranza ACI,  il processo di sviluppo della Compagnia romana nella quale siamo presenti sin dalla sua costituzione”.

“La cessione da parte del Gruppo Generali del 4% del capitale di Sara Assicurazioni – commenta Giancarlo Fancel, Chief Financial Officer di Generali Country Italia - rientra nel consueto meccanismo di riallocazione degli investimenti. Siamo soddisfatti di aver contribuito al rafforzamento di ACI nell’azionariato della Compagnia di cui, come Gruppo Generali, manteniamo in portafoglio una quota importante, pari al 10%” 

Riunito a Roma il Tavolo tematico sull’evoluzione dei sistemi tecnologici a supporto della guida

Si è riunito per la prima volta a Roma il Tavolo tematico sull’evoluzione dei sistemi tecnologici a supporto della guida, promosso dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, a cui hanno partecipato i rappresentanti pubblici e privati della filiera automotive. E’ il primo passo dell’Osservatorio “Muoversi con intelligenza”, che ha l’obiettivo di rendere la mobilità più sicura ed efficiente. ACI ha riunito al tavolo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dello Sviluppo Economico, con il contributo ai lavori di rappresentanti del mondo accademico, scientifico imprenditoriale ed assicurativo.

Due i principali temi affrontati nella discussione di interesse concreto e immediato: come rendere operativo al meglio il nuovo Decreto (Smart Road) che regola la sperimentazione su strada dei veicoli a guida autonoma e come concretizzare, nel più breve tempo possibile e nella realtà italiana, i vantaggi promessi dai sistemi innovativi di assistenza alla guida.

“Dando seguito all’ultima edizione della Conferenza del Traffico e della Circolazione – dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – dedicata proprio alla guida autonoma, ci poniamo come aggregatori di forze istituzionali, scientifiche ed imprenditoriali per favorire la convergenza di politiche ed investimenti sul futuro della mobilità, partendo dai dispositivi ADAS a supporto della guida più sicura.  Puntiamo i riflettori soprattutto sugli utenti deboli della strada, compresi i neopatentati più esposti ai rischi di una guida distratta”.

“La sfida di domani della guida autonoma si vince oggi – afferma Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Filippo Caracciolo – eliminando ogni ostacolo con il contributo di tutti. Il confronto è fondamentale per costruire norme e regole che favoriscano, in sicurezza, la sperimentazione delle nuove tecnologie. Gli investimenti avviati, per rendere più intelligenti le nostre infrastrutture, vanno incrementati e velocizzati. E occorre più informazione e sensibilizzazione degli automobilisti sul processo di sviluppo”.

“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in prima linea – sottolinea Mario Nobile della Direzione generale per i sistemi informativi e statistici del MIT – e c’è grande disponibilità al  confronto. L’Osservatorio della Fondazione Caracciolo, che riunisce intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, può svolgere con efficacia il compito di approfondimento e di informazione.  Sarebbe opportuno che a questi incontri tecnici seguissero sessioni operative per conoscere da vicino le soluzioni più avanzate per la mobilità”.

venerdì 22 giugno 2018

Avanza la sharing mobility: quasi 1 milione i veicoli “condivisi” sulle nostre strade


“Prosegue senza sosta l’evoluzione della mobilità nazionale dalla proprietà all’uso del veicolo. Oggi la flotta di veicoli a noleggio o in sharing sulle strade italiane ha quasi raggiunto quota 1 milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 790.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 94.000 quelli del noleggio a breve termine e oltre 19.000 il car sharing. Il prossimo Governo è chiamato ad adeguare un quadro normativo ormai inadeguato alle mutate condizioni di mercato, con positive ricadute per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese”.

Lo scenario emerge dalla presentazione della 17esima edizione del Rapporto ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management e servizi di infomobilità e assistenza nell’automotive).

Nel 2017 il settore del noleggio veicoli ha registrato un fatturato in aumento del 7,7% (oltrepassati di slancio i 6 miliardi di euro), una flotta che si è avvicinata prepotentemente a quota 1 milione di veicoli e un volume di immatricolazioni che ha raggiunto l’incidenza del 22% sul mercato nazionale. Il trend in ascesa dello scorso anno evidenzia la graduale affermazione del concetto di utilizzo su quello di proprietà.

Anche i dati relativi al primo trimestre del 2018 confermano la forte crescita del settore, con un aumento del 16% del giro d’affari, una flotta salita a 936 mila unità e il nuovo boom delle immatricolazioni, balzate da 154.000 a 172.000 unità.

Nel cumulato trimestrale per la prima volta il settore è arrivato al 27,5% dell’intero mercato nazionale: oltre 1 auto su 4 è immatricolata a noleggio.

Il 2017, grazie anche al volano del super-ammortamento, ha visto protagonista tutta l’auto aziendale, che purtroppo ritorna da quest’anno ad un regime di tassazione penalizzante rispetto agli altri paesi europei. Il super-ammortamento non è stato però il solo fattore determinante della crescita del noleggio: domanda turistica e di mobilità business, rinnovo ed ampliamento delle flotte per le aziende, nuova clientela nell’area delle micro imprese e dei professionisti, senza dimenticare il cosiddetto noleggio mid-term (la disponibilità di veicoli da un paio di mesi ad un anno).
Grazie alla tipologia dei servizi, ai risparmi economici e ai vantaggi gestionali, il noleggio a lungo termine sta oggi sostituendo nelle policy aziendali più evolute l’acquisto e il leasing finanziario, prospettandosi come formula più efficace per soddisfare le specifiche esigenze di mobilità.

E poi i privati. Avvalendosi di grandi economie di scala, gli operatori del noleggio offrono oggi servizi di mobilità a costi contenuti anche per le famiglie, che non godono delle agevolazioni fiscali previste per le aziende. Secondo un’analisi condotta dall’Associazione insieme alla società di consulenza globale Bain & Company sono oltre 30.000 i privati che hanno già scelto di rinunciare all’auto in proprietà, affidandosi al noleggio.

Nel 2017 le attività di car sharing hanno registrato una crescita decisamente rilevante del numero di utenti. L’aumento ha riguardato sia il numero di utenti iscritti ai servizi offerti dai singoli operatori (1.300.000, +21% vs 2016), sia gli utenti realmente attivi (820.000 con almeno 1 noleggio negli ultimi 6 mesi), che sono saliti del 38% rispetto al 2016. Milano e Roma si confermano le città in cui l’auto condivisa è maggiormente diffusa, rispettivamente, con 3.100 e 2.100 vetture in flotta, seguite a ruota da Torino e Firenze.

Complessivamente il parco veicoli dei principali operatori di free floating (flusso libero) è cresciuto del 9%, circa 500 auto in più, mentre il numero dei noleggi è salito del 7%, superando i 7 milioni e confermando che il fenomeno del “multi-tessera” (ogni utente possiede quasi tre tessere) continua a diffondersi.
Uomo, 36 anni, utilizza omogeneamente il servizio durante la settimana e nelle diverse fasce orarie della giornata, per una durata media di 31 minuti, per percorrere 7 km.
Questo è il profilo medio del cliente.

La significativa crescita della flotta di veicoli a noleggio sta generando evidenti benefici per la sicurezza sulle nostre strade grazie a veicoli di ultima generazione, correttamente manutenuti e spesso dotati di avanzati sistemi di assistenza alla guida, e un impatto concreto in termini di sostenibilità ambientale.
Secondo uno studio condotto da ANIASA con il Centro Studi Fleet&Mobility, illustrato stamane, le vetture in locazione oggi possono contare su emissioni decisamente ridotte rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i più anziani d’Europa: meno della metà (se a benzina) e due terzi (se diesel) in meno di monossido di carbonio, il 50% in meno di ossido di azoto e -70% di emissioni di idrocarburi incombusti.

“Stiamo vivendo un cambiamento epocale negli scenari di mobilità cittadina, turistica e business del nostro Paese, guidato da tre elementi chiave: condivisione, connettività e sostenibilità”, dichiara il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “Una graduale evoluzione che testimonia il nostro nuovo modo di muoverci e che sta accompagnando gli italiani verso un utilizzo più intelligente dell’auto, verso forme di mobilità a consumo.

Il prossimo Governo può accelerare il progresso in atto, rimettendo in agenda la revisione del Codice della Strada, ancorato ad una mobilità anni ’80 che, non contemplando la sharing mobility, rischia di frenarne la diffusione. È fondamentale un cambio di marcia, anche promuovendo motorizzazioni più ecologiche e reti infrastrutturali di connessione, che facilitino spostamenti e trasporti a beneficio del sistema Paese”.


giovedì 21 giugno 2018

Il Club ACI Storico senza segreti


Il fascino di una vettura d’epoca è esclusivo ed ineguagliabile. Per preservarne nel tempo il valore economico, sociale e culturale, l'Automobile Club d'Italia lancia ACI Storico, il Club nel Club per la salvaguardia del grande patrimonio automobilistico italiano.

ACI Storico è la casa degli appassionati e dei collezionisti: un luogo reale dove i possessori di auto storiche - e non solo loro - possono ritrovarsi e condividere le proprie esperienze e la loro grande passione.

ACI Storico è il motore di progetti, servizi ed iniziative volte ad innovare il settore dell'automobilismo d'epoca: lo scopo è quello di garantirgli un futuro valorizzandone la storia. In quest'ottica ACI Storico favorisce lo sviluppo di una normativa al passo con i tempi, offrendo soluzioni e prodotti di riferimento strategico per tutto il settore. Ne è un esempio la lista di modelli con caratteristiche di reale storicità, stilata per la prima volta dall'ACI in ottemperanza a quanto richiesto dalla legge, che rappresenta un prezioso strumento operativo per i collezionisti e soprattutto per le compagnie di assicurazione.

Tra i prossimi passi concreti e tangibili, la costituzione del Registro Storico dell'Automobile Club d'Italia. Già da subito sta prendendo corpo la Biblioteca Storica Digitale dell'ACI, dove reperire e consultare il patrimonio di documenti, libri, pubblicazioni e testimonianze della più antica istituzione dell'automobile nel nostro Paese.

Per conoscere tutte le iniziative visita il sito www.clubacistorico.it

mercoledì 20 giugno 2018

ACI INCREMENTA LA PARTECIPAZIONE IN SARA ASSICURAZIONI

 ACI ha deliberato l’incremento della partecipazione in SARA ASSICURAZIONI S.p.A. che sarà formalizzato nelle prossime settimane, a conferma del persistente e proficuo sostegno dell’Ente al settore assicurativo, in particolare nell’ambito della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale.
L’operazione prevede l’acquisizione, per un controvalore di 135 milioni di euro, di un ulteriore 20,78% del capitale sociale della Compagnia assicurativa, per il 16,78% da Reale Mutua e per il 4% dal Gruppo Generali. La partecipazione di ACI al capitale di SARA ASSICURAZIONI S.p.A. sale in tal modo dal 54,22% al 75%.
I
l controllo del 75% della storica Compagnia Assicurativa consentirà di proseguire al meglio le attività pianificate esistenti e di valorizzare le risorse finanziarie dell’Ente con un investimento di sicura e provata redditività.

“ACI da oltre 110 anni opera a fianco degli automobilisti italiani– dichiara Angelo Sticchi Damiani Presidente di ACI - per la loro tutela e per recepire le loro esigenze, mentre è riconosciuta la capacità di SARA nei prodotti assicurativi in generale e per chi guida in particolare. Di fronte alle profonde trasformazioni della mobilità, ACI ha quindi deciso di aumentare la sinergia tra queste realtà e per accelerare questo processo ho assunto nei giorni scorsi la Presidenza di SARA ASSICURAZIONI. L’obiettivo è offrire soluzioni e prodotti, ai nostri soci come a tutti gli automobilisti, in grado di accompagnare, sostenere e velocizzare le grandi innovazioni nel settore della mobilità individuale e collettiva, come quelle per una maggiore sicurezza stradale, che consideriamo essenziali all’ammodernamento complessivo del Paese. A questo proposito – prosegue Sticchi Damiani - stiamo già lavorando a polizze che considerino la presenza dei dispositivi ADAS (sistemi avanzati di assistenza alla guida) sulle vetture, anche quando introdotti after market.”

Le nuove forme di mobilità, per tipologia quali il car sharing e per energia propulsiva quali le vetture elettriche, come la sfida dell’auto a guida autonoma, aprono un mercato strategico e centrale per l’Italia come per l’Europa. L’operazione permetterà di aumentare ulteriormente il rapporto di ACI con SARA ASSICURAZIONI, anche al fine di stimolare il mercato al sostegno di queste nuove forme di mobilità. Infine, l’operazione consentirà di rafforzare la notorietà e la visibilità della mission di ACI, ente pubblico non economico a base associativa, dedicata allo sviluppo sostenibile del trasporto privato in Italia.



martedì 19 giugno 2018

Land Rover offre agli abitanti dell'Isola di Mull, Scozia, un sistema salvavita



Land Rover ha fatto fronte alle esigenze di una remota isola scozzese con un'iniziativa che potrebbe salvare delle vite.

Nell'ambito delle celebrazioni per il 70° anniversario del marchio, una flotta di veicoli Land Rover è sbarcata sull'isola di Mull, con a bordo un team di esperti piloti e volontari che ha distribuito 2.000 targhe con gli indirizzi what3words ad altrettanti alloggi dell'isola, molti dei quali situati in località sperdute.

What3word è una società tecnologica britannica che ha suddiviso il globo in una griglia di 57 mila miliardi di celle di 3x3 metri, ognuna con un indirizzo -unico- composto da tre parole, facile da ricordare e rintracciabile tramite un'app operativa anche offline.

"Addressing Mull" è il primo progetto realizzato da un nuovo partenariato umanitario, a carattere globale, costituito da Jaguar Land Rover e what3words, che si sono associate a seguito di una richiesta di aiuto pervenuta dal dottor Brian Prendergast, sanitario di Mull, che auspicava l'assegnazione di un preciso indirizzo ad ognuna delle proprietà presenti sull’isola, onde rendere più immediato il soccorso medico in caso di emergenza.

L'indirizzo, composto da sole tre parole, consentirà al Dottor Prendergast, e ai suoi colleghi, di rispondere alle richieste di soccorso degli abitanti di Mull in maniera più tempestiva ed efficace. Senza una conoscenza particolareggiata dell'isola, diventa infatti difficoltoso, per i nuovi arrivi del team di soccorso, localizzare le singole abitazioni facenti capo ad un unico codice di avviamento postale e spesso ubicate in vaste aree con strade prive di nome. 

Dichiara il Dottor Prendergast: "L'uso di un indirizzo di sole tre parole faciliterà enormemente il compito di soccorrere i pazienti residenti nelle zone più isolate di Mull, soprattutto a medici ed infermiere, appena arrivati sull'isola. Con questa iniziativa riteniamo non solo di poter offrire un miglior servizio di assistenza sanitaria, ma soprattutto di risparmiare minuti preziosi, dai quali, in caso di emergenza, può dipendere la salvezza di una vita. L'isola è veramente grata a what3words e Land Rover per aver creato la mappa di Mull."

Chris Thorp, Responsible Business Director di Jaguar Land Rover, afferma: "In Jaguar Land Rover siamo affascinati dall'impatto che la tecnologia può avere nelle mani dei nostri talenti. Addressing Mull by Land Rover è la strada ideale per lanciare il nostro partenariato umanitario con what3words, che ha tutto il potenziale per cambiare il volto delle comunità più isolate, in tutto il mondo, rendendole più raggiungibili. Abbiamo più di 40 programmi ad impatto sociale attivi che possono beneficiare di questo progetto, pertanto questo è solo l'inizio di quanto questa associazione potrà fare esplorando ogni futura opportunità."

Operando a fianco di what3words, Jaguar Land Rover proseguirà nella condivisione delle sue tecnologie e capacità, per migliorare la qualità di vita degli individui e consolidare le comunità.
Nel 2017, il 25% della forza lavoro globale di Jaguar Land Rover ha destinato oltre 100.000 ore lavorative ad iniziative quali visite didattiche e progetti dedicati alla collettività ed incentrati sul recupero, l'ambiente, l'istruzione, e la comunità.

lunedì 18 giugno 2018

Tutte le statistiche dell'auto a portata di clic

E’ online su www.opv.aci.it “Open Parco Veicoli”, il sito che l’Automobile Club d’Italia dedica all’approfondimento statistico del parco veicolare: uno strumento facile, flessibile ed affidabile per realizzare in modo semplice ed efficace le analisi sui dati del parco veicolare.

Il sito, richiamato anche nel portale www.aci.it, contiene i dati relativi alla consistenza del parco veicoli al 31 dicembre di ogni anno e permette ad analisti, studiosi e addetti della filiera automotive di elaborare statistiche e tabelle secondo le proprie esigenze, da scaricare nei formati più comuni (excel, csv e pdf). La presenza di grafici facilita in molte occasioni la descrizione e la comprensione dei dati.

I numeri oggi pubblicati descrivono lo scenario nazionale con variabili in termini di anno di riferimento e classificazione euro e categoria di veicoli. A breve saranno inoltre disponibili i dettagli territoriali, con tanti approfondimenti per regione, provincia e comuni capoluogo.

giovedì 14 giugno 2018

Eni: una nuova App manda in archivio la scheda carburante

Eni lancia ‘Eni Station partita IVA’, una nuova App che abbina le funzionalità di pagamento all’emissione automatica di fattura elettronica. Una soluzione pratica e sicura per ottemperare a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018, che ha stabilito l’abolizione delle schede carburante a partire dal 1 luglio prossimo e l’obbligo dei titolari di partita IVA, oltre 6 milioni in Italia, di documentare gli acquisti di carburante con fatturazione elettronica e di effettuare i pagamenti con mezzi tracciabili affinché siano deducibili ai fini delle imposte dirette e detraibili ai fini IVA.
In concomitanza con l’entrata in vigore della normativa, Eni propone la nuova App, scaricabile per dispositivi Android e IOS dal prossimo 20 giugno, che darà ai clienti delle Eni Station la possibilità di configurare il proprio profilo con i dati di fatturazione e associare le proprie carte di credito e debito, compresi i bancomat di ultima generazione.

I titolari di partita IVA potranno così pagare, tramite l’App sul loro smartphone, in modo facile e sicuro, il rifornimento di carburante in oltre 3000 stazioni di servizio Eni abilitate in tutto il territorio nazionale e, senza la necessità di fornire ulteriori dati rispetto a quelli inseriti all’attivazione dell’App, ricevere automaticamente la fattura elettronica nella propria casella di posta certificata PEC sia per i rifornimenti in modalità Servito, sia Iperself, anche a impianto chiuso.

L’App ‘Eni Station partita IVA’ rappresenta una concreta soluzione per tutte le ditte individuali e le società che non dispongono di una Multicard Eni che, oltre a servizi aggiuntivi, già garantisce l’invio della fatturazione elettronica ai fini della detraibilità fiscale.

martedì 12 giugno 2018

#NONLOSAPEVO: on air la nuova Campagna pubblicitaria che valorizza il ruolo e la competenza degli Agenti di Sara Assicurazioni

Un paese sotto assicurato perché poco consapevole di cosa si possa effettivamente tutelare con una polizza e della valenza sociale dei prodotti assicurativi.
Da queste considerazioni nasce #NONLOSAPEVO, il concept della nuova Campagna pubblicitaria Sara,  nato dal progetto vincitore di Eureka!, il primo esperimento di open innovation della Compagnia.

Tramite i suoi Agenti – che hanno prestato la loro immagine per la Campagna - Sara smonta lo stereotipo della Compagnia che comunica in “assicuratese” e dimostra come, con la consulenza di un esperto, sia possibile trasformare i tanti #NONLOSAPEVO in consapevolezza e cultura assicurativa
In questo modo Sara non solo valorizza il ruolo consulenziale degli Agenti - capaci di comunicare con clienti e prospect in modo semplice e diretto - ma supporta anche l’immagine di una Compagnia vicina alle esigenze dei propri assicurati e può rappresentare un tool di education su piccole e grandi curiosità del panorama assicurativo da veicolare verso il pubblico. 
La Campagna – declinata su stampa quotidiana e periodica, web e canali social – sarà on air sino a fine luglio.

La creatività è stata declinata con l'agenzia Yes I Am e consolida l’utilizzo del nuovo pay off: «Tutta la protezione che vuoi, dall’auto in poi» che valorizza il posizionamento di Sara anche oltre l'auto.


lunedì 11 giugno 2018

STORIA DELLE ASSICURAZIONI - Quinta puntata

di Nicola Odinzov 

Nel XVIII° secolo nascono in tutta Europa compagnie dotate di capitale proprio. Il calcolo delle probabilità, le cui origini si fanno tradizionalmente risalire alla corrispondenza tra Pascal e Fermat su un problema di gioco d’azzardo, diviene la base per stabilire il rischio evitando che  eccessivo per l'assicuratore.

Tutto il comparto assicurativo ruota esclusivamente attorno alla capacità di determinare e prevedere le possibilità che un determinato evento si verifichi, per poter fissare i premi in modo corretto. Proprio in questo i Lloyd’s furono maestri, soprattutto in seguito alle geniali innovazioni di Cuthbert Heath che, entrato a far parte della compagnia nel 1877 come sottoscrittore, inventò polizze per l'assicurazione e la riassicurazione a copertura di nuove e complesse aree di rischio, come incendio, furto con scasso, rapina o crediti non riscossi, aprendo nuovi mercati e introducendo un modello di assicurazione tutt’ora seguito dai Lloyd’s.

È questo il secolo in cui nacquero anche le prime società di riassicurazione, ossia quelle società che a loro volta assicurano gli assicuratori. Fu un periodo nel quale la fervida mente degli assicuratori partorì le polizze più insolite. Nel Regno Lombardo-Veneto, ad esempio, si diffuse una polizza davvero singolare poiché veniva stipulata allo solo scopo di coprire i rischi del contrabbando, ossia il rischio di sequestro della merce per mano delle guardie di frontiera.

L’esistenza di una polizza per un’attività illecita può sembrare quantomeno assurda, ma i pesanti dazi doganali imposti alle merci dalla politica protezionistica Austro-Ungarica e la corruttibilità dei funzionari doganali avevano favorito l’attività di contrabbando e così la stipula ufficiosa di polizze per il contrabbando, con premi tra il 4 e il 12% del valore della merce piuttosto bassi, il che poteva indicare solo che il rischio non era poi molto alto.

Sarà però il XIX° secolo, con il riconoscimento statale dell’importanza delle assicurazioni, a portare delle vere e proprie novità nel settore. Nel 1821 si registra il primo contratto riassicurativo obbligatorio tra la Compagnie Royale d’Assurance contre l’Incendie di Parigi e la Compagnie des Proprietaires Reunis di Bruxelles. Tra il 1846 e il 1880 nascono Kólnische Rùck, Schweizer Rùck e Munchener Rùck i primi riassicuratori professionali tedeschi. Nel 1898 nasce la prima compagnia professionale italiana, l’Ausonia e nel 1912 viene costituito l'INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni), Ente Pubblico con compiti di sviluppo e vigilanza sulle assicurazioni, con il quale si sperimenta per la prima volta in Italia il tentativo di imporre un monopolio statale sulle assicurazioni vita.

Negli anni dei due conflitti mondiali il mercato assicurativo subisce una sorta di arresto parziale, e sin dal 1919 i contratti videro l’inserimento di particolari clausole di disdetta in caso di guerra. Il periodo bellico mise per la prima volta le compagnie di assicurazione di fronte all’importanza delle relazioni internazionali e alle pesanti conseguenze di un conflitto sul mercato.
Gli stessi Lloyd's, la cui politica era sempre stata quella di assicurare tutti contro tutto, durante la seconda Guerra mondiale dovettero innestare rapidamente la retromarcia constatando la perfezione della capacità distruttiva dell’essere umano. Anche per loro il rischio era diventato troppo alto.


BIBLIOGRAFIA
Risky Business: An Insider's Account of the Disaster at Lloyd's of London - Di Martin Mayer, Elizabeth Luessenhop – ED. Scribner.
Cuthbert Heath. Maker of the Modern Lloyd's of London - Antony Brown – ED. David & Charles.
DIRETTIVA (UE) 2016/97 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 gennaio 2016 sulla distribuzione assicurativa.
Progetto storia 1650-1900 – Percorsi interdisciplinari. Economia e società. vol. II – Di Francesco Benigno, Biagio Salvemini – ED. Laterza.
Essai sur la statistique générale de la Belgique: composé sur des documents publics et particuliers  - Xavier Ehuschling - Étabilissement de géographique 1841.
L'Ina. Gli anni del monopolio (1912-1923) – Di Serena Potito – ED. Franco Angeli

giovedì 7 giugno 2018

Così l'Ania fa il punto sull’andamento dei rami danni

di Roberto Bagnoli
Nei primi tre mesi dell’anno prosegue il trend, avviato nel 2017, di ripresa della raccolta, mentre continua a rallentare il calo dei premi rc auto. L’Ania fa il punto sull’andamento dei rami danni nel primo trimestre 2018. In base alle elaborazioni dell’Associazione delle imprese assicuratrici, alla fine del primo trimestre 2018 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore danni sono stati pari a 9,1 milioni di euro, l’1,7% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta della quarta variazione tendenziale positiva dopo cinque anni di continua riduzione.

Alla crescita hanno contribuito sia il lieve incremento dei premi del settore auto (rc auto e altre garanzie), sia l’ulteriore aumento di quelli relativi agli altri rami danni. La raccolta rc auto è stata pari a 3,4 miliardi, -0,2% rispetto al primo trimestre del 2017, quando la diminuzione era invece pari a -3,5%. Per l’assicurazione obbligatoria si tratta della ventitreesima variazione consecutiva di segno negativo, ma il trend di diminuzione iniziato nell’autunno del 2012 è andato progressivamente rallentando nel corso degli ultimi otto trimestri, arrivando ora a una sostanziale invarianza rispetto a un anno fa. Nei primi tre mesi 2018 i premi del ramo corpi veicoli terrestri (che comprende le garanzie accessorie, come incendio, furto e kasko) sono stati pari a 0,8 miliardi di euro, in crescita del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Lo sviluppo dei premi di questo ramo è fortemente correlato con il rinnovo del parco veicolare, perché generalmente sono i proprietari dei veicoli più nuovi ad acquistare queste coperture accessorie. Nel corso del 2017 le vendite di nuove vetture sono cresciute del 7% proseguendo, anche se in modo più contenuto, la tendenza già registrata nel 2016 (+18%) e nel 2015 (+15%).

Gli altri rami danni sono positivamente influenzati dal recupero del ciclo economico generale e dalle innovazioni di prodotto, e crescono complessivamente del 2,1% attestandosi a oltre 4,8 miliardi di euro. Si registra una variazione positiva superiore alla media in alcuni rami come  malattia (+3,2%), rc generale (+4,5%), assistenza (+6%) e credito (+13,9%). Hanno accusato invece un calo i premi dei rami cauzione (-5,3%), incendio (-1,8%) e infortuni (- 1,1%).

In base alle elaborazioni dell’Ania, nei primi tre mesi 2018 il canale agenziale si conferma come quello di gran lunga preponderante nella raccolta danni, con il 75,2% in lieve diminuzione rispetto al 75,8% alla fine del primo trimestre 2017. I rami in cui gli agenti detengono la più elevata quota di mercato sono rc veicoli marittimi (93%), rc auto (84,9%) e rc generale (82,6%). Al secondo posto si collocano i broker, con l’8,8% della raccolta danni al livello complessivo e quota particolarmente elevate nei rami corpi veicoli aerei (86,4%), rc aeromobili (81,7%) e corpi veicoli marittimi (90,6%). Secondo l’Ania, la quota di mercato dei broker è peraltro sottostimata perché non considera una parte importante di premi che questi intermediari raccolgono, ma presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese.

Gli sportelli bancari con una quota di mercato del 6,4% (come nel primo trimestre 2017), sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami credito (23,3%) e perdite pecuniarie (45,7%). La vendita diretta nel suo complesso (Direzione, telefono e Internet) a fine marzo 2018 registra un’incidenza del 9,3% rispetto all’8,9% alla fine di marzo 2017. A questa rilevazione hanno partecipato la quasi totalità delle imprese nazionali e 42 rappresentanze di imprese europee, che nel complesso rappresentano oltre il 95% del mercato.

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mercoledì 6 giugno 2018

12 milioni di italiani a rischio di apnee notturne: il progetto Aci


ACI – Automobile Club d’Italia - e FISAR – Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro – promuovono la Campagna “Dormi meglio, Guida sveglio” sui rischi per la sicurezza stradale della Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS), Roma, Milano, Chieti, Lecce e Catania le prime tappe del progetto che si articolerà in tutta Italia. L’iniziativa mira a migliorare la conoscenza, la diagnosi e la cura dei moltissimi casi di OSAS ancora sommersi e a garantire una più efficace applicazione del decreto 22/12/2015 - in vigore dal febbraio 2016 e spesso disatteso - che subordina il rilascio o il rinnovo della patente alla valutazione del profilo di rischio da OSAS quando è presente anche eccessiva sonnolenza. Obiettivo del progetto è far sì che il rilascio/rinnovo della patente, che riguarda ogni anno 5 milioni di italiani, diventi un’occasione per un “check-up del sonno” a tutela della salute dei cittadini, oltrechè della loro sicurezza al volante.

Roma, martedì 29 maggio – Smettono di respirare per pochi secondi fino a 90 volte ogni ora di sonno e ogni notte, senza accorgersene quasi mai. E russano, tanto!!! Ma durante il giorno possono sentirsi affaticati e così sonnolenti da addormentarsi molto facilmente nei momenti meno opportuni. Sono le persone che soffrono della Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS), una malattia, che secondo recenti stime, riguarda oltre 12 milioni di italiani fra i 40 e gli 85 anni, pari a circa il 50% degli uomini e il 23% delle donne, ma solo circa il 20% ne è consapevole.

Non dormire di notte può uccidere di giorno perchè dopo un riposo così  frammentato si è inevitabilmente stanchi, assonnati, incapaci di concentrarsi, con pesanti rischi alla guida: due secondi di “disattenzione” a 50 km/h equivalgono a 28 metri ad occhi chiusi. Un autorevole e recente studio attribuisce ai colpi di sonno per OSAS il 7% dei 175.791 incidenti stradali registrati ogni anno in Italia, pari a 12.305 sinistri che provocano 250 morti e oltre 12.000 feriti all’anno. L’OSAS è inoltre uno dei maggiori fattori di rischio per malattie cardio e cerebrovascolari, che quadruplica la probabilità di ictus e raddoppia quella di ipertensione, diabete, aritmie. I costi dell’OSAS per il Servizio Sanitario Nazionale sono pari a circa 3 miliardi di euro ma diagnosi e cura “pesano” appena per il 6%: il resto è costituito dalle spese dirette e indirette imputabili alla mancata diagnosi, fra cui circa 800 milioni di euro di costi sociali per incidenti stradali altrimenti evitabili.

Per fronteggiare questa emergenza sociale ACI e FISAR promuovono la Campagna di informazione e sensibilizzazione “Dormi meglio, Guida sveglio”, avviando un progetto di prevenzione e screening su tutto il territorio nazionale e proponendo un modello organizzativo per la diagnosi precoce e la cura delle OSAS che offre la soluzione per una guida sicura. L’iniziativa mira anche a garantire una più efficace applicazione del decreto ministeriale - in vigore dal 2016 ma spesso disatteso - che vieta il rilascio e il rinnovo della patente a chi soffre di OSAS moderata o grave associata a eccessiva sonnolenza, se non adeguatamente curato.

E’ quindi fondamentale accrescere la conoscenza e la consapevolezza della malattia: ACI e FISAR sfruttano il passaggio obbligato del rilascio e rinnovo della patente, per 5 milioni di italiani ogni anno, proponendo un “check-up del sonno” a tutela della salute pubblica e della sicurezza stradale. Oltre 1.500 delegazioni ACI proporranno quindi un breve questionario di valutazione del rischio di OSAS, prima di procedere alla visita medica obbligatoria per la patente. Chi risulterà a rischio avrà a disposizione il numero verde 800.715.850 per avviare - in convenzione con FISAR – il successivo accertamento strumentale, il monitoraggio cardiorespiratorio notturno domiciliare, necessario per confermare o meno la diagnosi di OSAS, ricevendo entro pochi giorni il referto degli esperti di FISAR.

Nel caso di diagnosi di OSAS, inoltre, in tempi brevi e con tariffa agevolata, sarà possibile accedere a visite specialistiche per le indicazioni in merito alla cura della malattia, che consentano di ottenere anche la necessaria certificazione di idoneità per il documento di guida.

Il progetto permetterà perciò di arrivare alla visita con il medico ACI per l’idoneità psicofisica alla guida, o già in possesso del “via libera” perché non si è a rischio di OSAS o con la certificazione che si è già in cura, accelerando i tempi per il rilascio o il rinnovo della patente e soprattutto avendo a disposizione la consulenza di specialisti esperti in OSAS. Sarà così garantita in tempi brevi non solo l’idoneità alla guida, ma soprattutto le più efficaci cure per ridurre tutti i numerosi rischi per la salute e la sicurezza stradale connessi alle apnee notturne.

“Ogni anno muoiono per distrazione più di 500 persone sulle nostre strade: l’uso scorretto dello smartphone è il primo fattore di rischio, ma non vanno sottovalutati i disturbi che compromettono il riposo e pregiudicano l’attenzione alla guida. L’OSAS è uno dei più diffusi e troppi italiani non sanno di soffrirne. Ecco perché ACI è in prima linea nella sensibilizzazione, supportato dai più qualificati esperti del settore: insieme possiamo salvare centinaia di vite, incrementando gli standard di benessere degli individui” – dichiara Angelo Sticchi Damiani, Presidente Automobile Club d’Italia (ACI).

"Le tecnologie di guida assistita sono l’evoluzione dei sistemi di sicurezza dell’ automobile. ACI e le sue società operative, come ACI Global, seguono le innovazioni e ne sono propulsori, a vantaggio della sicurezza e della qualità della circolazione. L’automobilista resta però l’attore centrale delle decisioni di guida e va posta specifica attenzione alle patologie che incidono sul comportamento. L’OSAS è una di queste, poco conosciuta ma sempre più causa latente di incidenti, su cui centriamo uno specifico progetto di sensibilizzazione e prevenzione” – sottolinea Aurelio Filippi Filippi, Presidente AIC Global.

“E’ necessario richiamare l’attenzione su questo fenomeno, i cui potenziali rischi anche per la sicurezza stradale non possono e non devono essere sottovalutati. Troppo spesso questi disturbi vengono alla luce quando si è  coinvolti in incidenti stradali, molte volte anche gravi. Allora importante è ogni iniziativa di sensibilizzazione sul tema, affinchè si superi il timore di perdere la patente e si acquisisca la consapevolezza che attraverso percorsi terapeutici adeguati è possibile intervenire, con la sicurezza di non essere esposti a rischi ulteriori quando siamo alla guida di un veicolo” – commenta Roberto Sgalla, Prefetto, Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Ministero dell’Interno.

“Lo screening dell’OSAS ha un’importanza fondamentale per la salute e la sicurezza dell’autista e di terzi e se i potenziali pazienti venissero adeguatamente trattati permetterebbero un risparmio annuo enorme. Ma è opportuno evidenziare, che per quanto riguarda il rilascio e il rinnovo della patente, la legge prende in considerazione esclusivamente i casi di OSAS moderata e grave associati a eccessiva sonnolenza, che equivalgono a circa il 50% di tutti i soggetti da OSAS” – rassicura Sergio Garbarino, esperto in sonnolenza e disturbi del sonno del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova.

“Il Servizio Sanitario Nazionale sostiene costi per OSAS pari a circa 3 miliardi di euro ma non può far fronte da solo e in tempi ragionevoli all’enorme massa di persone che soffrono di apnee notturne o sono ad alto rischio. Queste persone hanno bisogno dello screening e la campagna costituisce perciò un aiuto considerevole, in particolare per la categoria degli autisti professionisti fra i quali la malattia è molto più frequente e quindi pericolosa, perché può comportare un incremento esponenziale delle probabilità di incidenti stradali” – afferma Stefano Nardini, Presidente della Società Italiana di Pneumologia (SIP) e Direttore Unità Operativa di Pneumotisiologia ULSS 7 Regione Veneto.

“Gli esperti della FISAR avranno l’importante ruolo di “sentinelle del sonno”, contribuendo all’individuazione dei soggetti a rischio e alla eventuale presa in carico terapeutica di chi è vittima di apnee notturne. La partecipazione di FISAR a questo progetto con l’ACI rientra proprio nelle finalità istituzionali della Fondazione volte a promuovere iniziative per la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie dell’apparato respiratorio soprattutto di rilevanza sociale” – evidenzia Claudio Sanguinetti, Presidente Fondazione Italiana Salute, Ambiente, Respiro FISAR

 “Le apnee notturne sono una patologia sommersa, un immenso iceberg di cui si conosce solo la punta: sono infatti 12 milioni gli italiani adulti a rischio di OSAS ma solo circa il 20% ne è consapevole, nonostante siano 12.300 i sinistri attribuibili a OSAS che causano ogni anno 250 morti e oltre 12.000 feriti. FISAR ha risposto a questa emergenza sociale ideando un progetto concretamente risolutivo del problema dell’OSAS, col quale mette a disposizione il proprio network di esperti e la sua piattaforma informatica” – spiega Fernando De Benedetto, Responsabile del progetto e Direttore Scientifico della Fondazione Italiana Salute, Ambiente, Respiro (FISAR).

“La maggior parte delle persone minimizza i sintomi tipici delle OSas non consultando lo specialista. E’ invece importante che i cittadini pongano maggiore attenzione alle alterazioni di un “cattivo riposo” ma siano altrettanto consapevoli che la persona con OSAS moderata e grave con eccessiva sonnolenza può essere curata e resa sicura alla guida, avvalendosi delle modalità di diagnosi e delle diverse terapie oggi disponibili e realizzabili senza necessità di ricovero” – aggiunge Antonio Sanna, Responsabile Fondazione Italiana Salute, Ambiente, Respiro (FISAR), per diagnosi e cura OSAS.

martedì 5 giugno 2018

Obiettivo 2030: 25mila morti in meno sulle strade e lesioni gravi dimezzate

 Salvare 25mila vite umane, dimezzando, entro il 2030, sia il numero dei morti sulle strade europee che le lesioni gravi: sono questi gli obiettivi del “3rd Mobility Package”, un importante pacchetto di misure annunciato dalla Commissione Europea e accolto con favore sia dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC) che dalla FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile.

La Commissione ha, inoltre, proposto l’adozione di serie su tutte le auto nuove di ISA (Intelligent Speed Assistance - Sistema di Adattamento Intelligente della Velocità) e AEB (Automated Emergency Braking - Sistema Autonomo di Frenata d’Emergenza), tecnologie che potrebbero contribuire a salvare più di 2.000 vite umane ogni anno.

“Il più grande passo avanti per la sicurezza stradale in Europa dall’introduzione della cintura di sicurezza”, lo ha definito Antonio Avenoso, Direttore Esecutivo di ETSC.

Nel ricordare che “l’infortunio stradale resta la prima causa di morte per i giovani di tutto il Continente” e che non è “mai abbastanza presto per adottare queste misure essenziali”, Avenoso ha sottolineato come sia “assolutamente decisivo che gli Stati Membri UE e il Parlamento Europeo diano il loro sostegno a questi piani, senza cedimenti alle pressioni delle case automobilistiche, che stanno già tentando di indebolire alcune parti della proposta di sicurezza per i veicoli.”

lunedì 4 giugno 2018

Mercato assicurativo, il termometro dell'Ivass

di Roberto Bagnoli

Nel 2017 raccolta in calo nel mercato assicurativo italiano, a causa soprattutto della flessione accusata dai rami vita, non compensata dalla crescita del settore danni. In base alle elaborazioni dell’Ivass, l’anno scorso i premi incassati nei rami vita e danni si sono attestati a 141 miliardi di euro, in calo del -2,3% rispetto al 2016. La raccolta delle imprese nazionali e dalle rappresentanze in Italia d’imprese al di fuori dello Spazio economico europeo è stata pari a 131 miliardi di euro (-2,4%), quella delle rappresentanze in Italia d’mprese con sede legale in un altro paese dello Spazio economico europeo a 10 miliardi di euro (-0,1%).

La flessione della raccolta è derivata dalla contrazione (-3,8 miliardi di euro rispetto al 2016, pari al -3,5%) del settore vita, che rappresenta i tre quarti del mercato italiano e dopo la forte crescita del biennio 2013-2015 segna una riduzione per il secondo anno consecutivo. Si registra un marcato calo del ramo I, quello delle gestioni assicurative di tipo rivalutabile  (-14,7%), non compensata dal consistente incremento del ramo III (polizze unit e index-linked) (+25,7%). Anche la nuova produzione vita si riduce di 1,8 miliardi di euro (-2,4%) rispetto al 2016.

Per quanto riguarda la distribuzione per canale, gli sportelli bancari e postali accusano una leggera flessione attestandosi al 61% (rispetto al 62,3% nel 2016), seguiti dai promotori finanziari con il 15,3% (quasi un punto in più rispetto al 14,4% del 2016), dalle agenzie con mandato con il 13,9% (in lieve calo rispetto al 14,4% del 2016), dalle agenzie in economie e gerenze con l’8,5% (erano al 7,8% l’anno precedente). Sono rimasti sostanzialmente stabili i broker e le altre forme di vendita diretta, rispettivamente con lo 0,9% e 0,4%.

La raccolta del settore danni ha registrato un incremento di 542 milioni di euro, l’1,5% in più nel confronto con l’anno precedente. Il recupero del 2017 chiude il lungo ciclo, iniziato nel 2011, di flessione dei premi raccolti nel settore. L’incremento ha interessato tutti i principali rami con l’importante eccezione della rc auto, in cui anche l’anno scorso la raccolta ha accusato un calo, -2,2% rispetto al 2016. I premi dell’assicurazione obbligatoria, che nel 2017 sono stati pari a 13,8 miliardi di euro, rappresentano il 37% del totale danni. Gli altri rami più importanti sono la rc generale con 4,2 miliardi di euro (l’11% del totale), gli infortuni con 3,5 (il 9,3%) e gli altri danni ai beni con 3,2 miliardi euro, pari all’8,6% del totale danni.

Nel settore danni si conferma il primato delle agenzie con mandato, che detengono 71,6% del totale (in leggera flessione rispetto al 72,1% del 2016), seguite dai broker con il 13,8% (13,3% nel 2016), dagli sportelli bancari e postali (in leggera crescita al 6,5%, rispetto al 5,9% dell’anno precedente e da altre forme di vendita diretta al 5,2% (5,4% nel 2016).

I dati sono segnalati ogni tre mesi all’Ivass dalle compagnie che hanno una stabile organizzazione in Italia; sono esclusi i premi raccolti dalle imprese estere in regime di libera prestazione dei servizi.

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venerdì 1 giugno 2018

Debutta a Torino l’edizione 2018 di Driving Skills For Life, il programma Ford di corsi gratuiti di guida responsabile



Al via l’edizione 2018 di Ford Driving Skills For Life (DSFL), il programma di corsi gratuiti di guida responsabile indirizzato ai giovani nella fascia d’età 18-25, che torna in Italia per il 6° anno consecutivo e approda a Torino oggi e domani, presso la struttura del Lingotto Fiere.

Il DSFL, che quest’anno festeggia i suoi primi 15 anni, rappresenta l’impegno di Ford nell’area della Corporate Social Responsibility, che si sostanzia nella presa di coscienza e nello studio della società, con lo sguardo puntato, soprattutto, ai più giovani.

Cosa accade sulle strade italiane
Dagli studi condotti dall’Ovale Blu, In Italia, si verificano 2.9 incidenti stradali ogni 1.000 persone. Questo valore varia significativamente in base all’età e al sesso del conducente. Inoltre, il 52% degli incidenti è causato da guidatori con meno di 45 anni, il 23% (pari a

39.089 casi) da under 30(*). Tra i comportamenti errati più frequenti sono da segnalare la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata.

Quando si analizzano i dati relativi ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, la quota di incidenti ogni 1.000 individui è pari a 5.3. Rispetto agli incidenti causati da tutti gli individui indipendentemente dall’età, gli incidenti con conducenti giovani avvengono più spesso nel week-end e nelle ore notturne. Tra i comportamenti errati più tipici ci sono la velocità troppo elevata e la guida distratta.

Il DSFL in Italia
In Italia, il DSFL è stato lanciato nel 2013 e ha toccato fino a oggi 7 città (Roma, Milano, Napoli, Palermo, Padova, Pavia, Monza), coinvolgendo in totale oltre 3.000 ragazzi, che hanno potuto acquisire maggiore consapevolezza e responsabilizzazione alla guida, per evitare le distrazioni, imparare a riconoscere tempestivamente i pericoli, controllare il veicolo in situazioni d’emergenza, gestire gli spazi e la velocità.

L’evoluzione continua del DSFL si sostanzia nella ricerca di canali e strumenti di comunicazione idonei a stimolare l’interesse dei ragazzi creando opportunità di attivazione basate sulle loro stesse modalità di interazione.

Approccio attraverso il quale Ford ha deciso di sottolineare anche l’importante aspetto conoscitivo e cognitivo rappresentato dalla sensorialità, dando ai ragazzi la possibilità di indossare le speciali suit: Drink Driving Suit, Drug Driving Suit e Hangover Suit, tute in grado di simulare le alterazioni sensoriali conseguenti all’assunzione di alcol o di sostanze stupefacenti e ai postumi di una ‘notte di bagordi’, sviluppate in collaborazione con i ricercatori del Meyer-Hentschel Institute, in Germania.

Drink Driving Suit
Per mostrare ai ragazzi i rischi della guida in stato di ebbrezza, Ford ha sviluppato la Drink Driving Suit, alla luce di uno studio condotto dall’Ovale Blu su un campione di 5.000 ragazzi tra i 18 e i 25 anni che ha rivelato come la guida in stato di ebbrezza sia un malcostume molto frequente tra i giovani.

La Drink Driving Suit simula gli effetti dell’alcol rallentando i riflessi e annebbiando i sensi, attraverso l’uso di fasciature semirigide per ginocchia e gomiti che limitano i movimenti e di pesi asimmetrici che compromettono l’equilibrio. Una speciale maschera restringe il campo visivo e produce un effetto di immagine sdoppiata, mentre apposite cuffie rallentano i riflessi e dilatano i tempi di reazione agli stimoli acustici. La suit rende più difficile perfino camminare in linea retta e mostra, a chi la indossa da sobrio, e, quindi, con la mente lucida, quali siano gli effetti dell’alcool e quanto questi rendano più complicate attività che richiedono attenzione e precisione, come il mettersi al volante.

Drug Driving Suit
Anche i rischi legati all’assunzione di sostanze stupefacenti sono stati oggetto della riflessione dell’Ovale Blu nell’ambito della sensibilizzazione alla guida responsabile.  È emerso, infatti, che chi si mette al volante sotto effetto di droghe, si espone a un rischio 30 volte superiore di essere coinvolto in incidenti mortali.

La Drug Driving Suit ha l’intento di istruire i giovani sui rischi della guida in stato di alterazione psicofisica causata da droghe come la cannabis, l’ecstasy, la cocaina, l’MDMA e l’eroina.

La tuta può essere configurata in modo da simulare le diverse condizioni psicofisiche causate dall’assunzione dei vari tipi di droga, combinando visione distorta o alterata, tremori degli arti, scarso coordinamento motorio e incrementando i tempi di reazione agli stimoli esterni. La Drug Driving Suit altera i movimenti e l’equilibrio tramite speciali tutori e fasciature asimmetriche e simula stati allucinatori mediante l’utilizzo di cuffie e di occhiali che producono riverberi colorati.

Hangover Suit
Lo step ulteriore nello storytelling legato alle suit è rappresentato dalla considerazione degli elementi di rischiosità connessi al mettersi alla guida il giorno dopo una serata di bagordi. Seppur entro il limite legale di alcool, trattasi di un comportamento potenzialmente pericoloso quasi quanto mettersi al volante la notte stessa.

A tal proposito, Ford ha commissionato la Hangover Suit, una speciale suit che pesa 17 kg ed è costituita da gilet, polsiere e cavigliere, che, grazie a dei pesi interni, riproduce la sensazione di pesantezza corporea. Si aggiungono occhiali che, attraverso giochi di luminosità e riverberi colorati, distorcono la vista e cuffie che simulano effetti acustici in grado di stimolare l’ipersensibilità tipica dell’emicrania. Insieme, tutti i dispositivi sono in grado di riprodurre i sintomi dei postumi di una ‘notte di bagordi’ come spossatezza, vertigini, testa pesante e difficoltà di concentrazione.