Vademecum: come acquistare in tranquillità un’auto usata.

I numeri dell’Osservatorio eCommerce B2C, promosso dal Consorzio Netcomm e dalla School of Management del Politecnico di Milano, confermano che sono in crescita costante gli italiani che comprano online. Gli ultimi dati disponibili sono relativi al 2017, un anno nel quale il valore degli acquisti online dei consumatori italiani ha toccato 23,6 miliardi di euro, con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. In particolare, gli acquisti online di prodotti (pari a 12,2 miliardi) sono cresciuti del 28%, superando per la prima volta quelli di servizi (+7%, per un controvalore di 11,4 miliardi). Una rilevazione di grande significato per gli operatori, rispetto ai trend in corso, riguarda l’incremento delle vendite da mobile. Nel 2017 un terzo degli acquisti e-commerce, a valore, si è realizzato attraverso smartphone o tablet. E la incidenza di questi tipi di strumentazione è quintuplicata nel giro di un quinquennio. Infatti, nel 2013 la somma di tablet e smartphone valeva solo il 6% degli acquisti online degli italiani.  La crescita dello smartphone è molto evidente: il suo contributo per perfezionare l’atto d’acquisto sul web è aumentato dal 4% nel 2013 al 25% nel 2017.

La propensione all’acquisto di usato per regione e per marca conferma il potenziale della domanda di veicoli usati come elemento strategico per i venditori qualificati di auto aderenti alla rete AsConAuto. Nel mercato delle auto usate, perdura comunque una anomalia Italiana, che vede un  elevato volume delle compravendite di veicoli usati tra privati,  attestato alla metà  circa del totale dei passaggi di proprietà e  transazioni. Tra privati e tra partite IVA e privati le vendite sono regolate dal Codice civile e mancano le garanzie necessariamente fornite dai venditori professionali.

Oggi le rilevazioni fatte sulle vendite online di automezzi dimostrano che su oltre  800.000 auto usate messe in vendita (stima da fonti varie per l’anno 2017)  sono pubblicate da privati  oltre il 33%, cioè   1/3 del mercato totale della offerta di auto usate.

Per questo motivo è particolarmente importante  mettere a disposizione degli acquirenti  privati  di auto usate un vademecum, predisposto a cura di Giorgio Boiani, vicepresidente con delega  alla comunicazione di AsConAuto, per evitare brutte  sorprese all’acquirente privato di auto usate.


1)·  Controllare  che il venditore sia  in possesso di una regolare licenza di vendita e non sia intermediario di qualcuno: in questo caso, infatti, il consumatore non ha diritti.

2)· Il venditore professionista ha l’obbligo di legge di assicurare all’acquirente 12 mesi di garanzia, mesi che diventano 24,  raddoppiando, nel  momento in cui non si consegnano  documenti  attestanti la garanzia  di 12 mesi.

3)· Evitare  sempre di acquistare da un privato.  Se chi vende è un privato, infatti, non sussiste obbligo di legge per il venditore di fornire garanzie e l’acquirente, a vendita perfezionata, non può avanzare pretese o avere rivalse di alcun tipo.

4)· Non dare nessun acconto in denaro a venditori trovati online che non dimostrino di avere, oltre a una licenza per la loro attività, una sede fisica nella quale  trovare l’auto di cui  è  pubblicata la inserzione  per la vendita.

5)· Verificare subito, in caso di lontananza geografica del luogo, che il venditore sia attivo attraverso un immediato controllo telefonico in modo da fare una prima verifica sulla esistenza del venditore e dell’auto scelta. Succede frequentemente che tutte le informazioni fornite online siano false.

6)· Assicurarsi che,  all’atto della consegna dell’auto usata  acquistata, sia consegnata anche la  informativa sulla modalità di garanzia scelta dal venditore: certificazione, garanzia della casa automobilistica, garanzia terza di assicurazioni e così via.

7)·Non ritirare l’auto acquistata usata senza avere in mano il permessino di vendita rilasciato dalla motorizzazione. Infatti, potrebbe darsi il caso che l’auto venduta  abbia vizi fiscali occulti e che sia interdetto il passaggio di proprietà.

8)· Fidarsi delle informazioni sull’auto scelta rilasciate da venditori che dimostrino di avere alle spalle una organizzazione  strutturata, almeno sufficiente a un controllo tecnico sommario della vettura venduta.

9)· Privilegiare venditori che rilascino documenti o certificazioni che dimostrino nei fatti tecnici la vita passata e residua dell’auto in modo da avere, in caso di acquisto di un’auto usata, una maggiore tranquillità rispetto al chilometraggio dichiarato dal venditore.

10)· Affidarsi  preferibilmente a una rete ufficiale di concessionari o a network sicuri, come quello di AsConAuto, che  all’interno della propria rete associativa, ha già provveduto a fare una selezione  sia dei concessionari  sia del componenti del network  degli autoriparatori in una logica di sicura competenza, affidabilità  e professionalità al servizio del consumatore finale: chi acquista un’auto usata è  sempre alla ricerca di garanzie di qualità.

Sticchi Damiani: "Marchionne, noi piangiamo il manager e l’uomo. E ci stringiamo alla sua famiglia"

L’Automobile Club d’Italia e il suo presidente Angelo Sticchi Damiani a fianco di Elkann e Manley per proseguire senza incertezze sulla grande strada tracciata dall’ex Ceo Fca

Siamo stati raggiunti da una notizia dolorosa. Una notizia che non avremmo voluto sentire: Sergio Marchionne è morto. Una morte fulminea e inattesa, come fulminea e inattesa fu la sua comparsa alla guida del Gruppo Fiat e fulminea e inattesa è stata la creazione di Fca.

Per me personalmente, per l’Automobile Club d’Italia e per l’intera famiglia non solo italiana dell’auto, è difficile accettare la scomparsa così prematura di uomo tanto forte nella sua umanità e personalità, quanto capace e innovatore.

Per il manager industriale, parlano le realizzazioni, i prodotti, i numeri, ed è lunga la lista dei modelli Fiat, Ferrari, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Abarth, Jeep, Ram, Chrysler e altri che hanno avuto luce e successo sotto il suo impulso e grazie alla differenza fatta della sua visione e dalla sua caparbietà.

Per l’uomo parlano la speranza e le certezze ridate a decine di migliaia di lavoratori degli stabilimenti FCA, in Italia e nel mondo, come l’umiltà senza mediocrità del suo modo di affrontare la vita, le donne e gli uomini che incontrava.

Noi piangiamo entrambi: il manager e l’uomo. E ci stringiamo alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui.

A noi mancheranno entrambi e, con ACI, saremo al fianco di John Elkann e di Michael Manley, sicuri che sapranno proseguire, senza incertezze, sulla grande strada tracciata da Sergio Marchionne.

Generali Italia al fianco delle vittime di gravi incidenti stradali


“Un grave incidente stradale può cambiare la vita. L’improvvisa perdita di autosufficienza è causa, per la persona e la sua famiglia, di un complesso sconvolgimento della quotidianità. E sono eventi con elevati costi sociali – ha dichiarato Marco Sesana, Country Manager e Amministratore Delegato di Generali Italia – Con i nostri consulenti di FiancoAFianco vogliamo essere partner di vita di queste persone e sostenerle nel percorso di ritorno graduale alla quotidianità. Questo anche grazie ad un network di eccellenze, come  la Fondazione Don Carlo Gnocchi. Affermiamo così il nostro ruolo sociale, cambiando il modo di fare assicurazione”. 

Il tema dei gravi incidenti stradali ha un forte impatto nel nostro Paese: in Italia si verificano oltre 175 mila incidenti stradali con lesioni gravi alle persone1.

Generali Italia attiva FiancoAFianco, il nuovo protocollo per le vittime di gravi incidenti stradali che, oltre al risarcimento del danno, offre il sostegno personalizzato di un consulente dedicato e prevede l’attivazione di un network di partner d’eccellenza per supportare i danneggiati e le loro famiglie agendo su tre ambiti: supporto psicologico; percorso di cura e riabilitazione; assistenza e abbattimento barriere architettoniche. 

Il protocollo FiancoAFianco: consulenti dedicati e un network di partner d’eccellenza 

Massimo Monacelli, Chief Property & Casualty and Claims Officer di Generali Italia ha dichiarato: “Con FiancoAFianco mettiamo al servizio di tutti, clienti e non, la nostra competenza e la nostra rete di partner, andando oltre la logica del solo risarcimento. I nostri consulenti sono persone preparate e motivate che accompagnano le vittime di gravi incidenti stradali lungo un percorso fatto di rapidità d’intervento, condivisione delle necessità e delle

azioni. E tutto questo è possibile grazie alla solida rete di FiancoAFianco fatta di professionisti e aziende con cui lavoriamo a stretto contatto”.   Per attivare il protocollo, il consulente FiancoAFianco contatta la vittima del grave incidiente stradale o la sua famiglia per individuare insieme le principali necessità. Viene proposto un piano riabilitativo personalizzato di soluzioni concrete per far fronte alle esigenze riscontrate e attivato il network FiancoAFianco per realizzare gli interventi condivisi. Viene monitorato l’andamento del processo in ogni fase e la Compagnia si fa carico direttamente di tutti i costi. Al termine del percorso, si procede con la perizia medico legale e il risarcimento del danno.

FiancoAFianco si avvale di un network di partner d’eccellenza che garantisce la possibilità di accedere a strutture per la medicina fisica e riavilitativa, cooperative di assistenza domiciliare e di trasporti; imprese edili per l’abbattimento di barriere architettoniche, officine specializzate nell’adattamento di auto con comandi speciali.

Enel X, arrivano 300 punti di ricarica per veicoli elettrici nei porti italiani

Favorire lo sviluppo della mobilità elettrica attraverso la realizzazione di una infrastruttura di ricarica capillare e moderna che si adatti alle esigenze dei clienti. Con questo obiettivo è stato firmato il Protocollo d’intesa tra Enel X, la divisione del gruppo elettrico dedicata a prodotti innovativi e soluzioni digitali, e l’Associazione Porti Italiani (Assoporti) che riunisce le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) Mar Adriatico Orientale (Trieste). L’accordo prevede l’istallazione di circa 300 punti di ricarica presso i porti di rilievo nazionale. Le colonnine saranno ad uso pubblico e offriranno un servizio di ricarica multi-vendor, permettendo l’utilizzo ai clienti di qualsiasi operatore.

Enel X procederà alla richiesta di concessioni in aree idonee che saranno individuate insieme alle AdSP. Successivamente si occuperà dell’installazione, l’attivazione e la manutenzione delle colonnine per i veicoli elettrici. Si tratta di un altro importante passo per la realizzazione del Piano per l’installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici di Enel che prevede la posa di circa 7mila colonnine entro il 2020 per arrivare a 14mila nel 2022, con un investimento tra i 100 e i 300 milioni di euro. La rete di ricarica sarà composta da colonnine Quick (22 kW) nelle aree urbane e Fast (50 kW) e Ultra Fast (150 kW), per la ricarica veloce, in quelle extraurbane. La rete di ricarica urbana andrà infatti a completare quella extraurbana finanziata dal progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries), co-finanziato dalla Commissione Europea, che prevede l’installazione, in tre anni, di 180 punti di ricarica lungo le tratte extraurbane italiane. Nel 2018 verranno installate oltre 2500 infrastrutture di ricarica distribuite su tutto il territorio nazionale.

“La mobilità elettrica si dimostra vincente non soltanto nell’ambito dei grandi centri urbani, ma con questo accordo diventa un importante strumento a disposizione anche di coloro che utilizzano l’auto elettrica per andare in vacanza. Con questo accordo sarà infatti possibile ricaricare il proprio veicolo prima di imbarcarlo per una destinazione turistica o al ritorno per tornare verso casa – ha dichiarato Alessio Torelli, Responsabile Enel X Italia. “Siamo quindi soddisfatti di questa partnership che ci permette di portare la nostra tecnologia anche sulle banchine dei principali porti d’Italia”.

“L’Associazione sta puntando molto sulla sostenibilità in ambito portuale, promuovendo studi e approfondimenti. Questo Protocollo d’Intesa entra nel vivo con azioni mirate nei porti al fine di incentivare l’uso di auto elettriche al loro interno. Sono molto contento della sottoscrizione di questo protocollo, perché farà partire un processo di rinnovamento ambientale – ha affermato il Presidente di Assoporti Zeno D’Agostino, a margine della firma del protocollo.

Alimentazioni alternative: metano e ibrido le auto più noleggiate su Hurry

Le motorizzazioni alternative guidano la top ten delle auto nuove più noleggiate nei primi sei mesi del 2018 su Hurry, piattaforma e-commerce al 100% italiana dedicata alla mobilità, vincitrice del Premio Innovazione Smau 2017 e operativa grazie a una partnership con ALD Automotive.

Alla testa di questa particolare classifica si colloca l’amatissima Audi A3 Sportback con alimentazione bifuel benzina/metano, seguita a stretto giro dalla modaiola Mini Countryman All4 in versione Hybrid. In terza posizione troviamo il crossover Toyota CH-R Hybrid, che anticipa di ben quattro scalini un altro modello di successo della Casa giapponese: la city car Toyota Yaris, sempre nella versione ibrida.

Il resto della classifica, che mette nero su bianco le auto più prenotate su Hurry attraverso la formula del Noleggio a lungo termine (Nlt), è caratterizzato da una forte presenza di SUV e crossover compatti, sia benzina che diesel, che in questi ultimi anni spopolano sia tra la clientela business che tra i privati: da Opel Mokka X a Nissan Qashqai, da Mercedes-Benz GLA a Nissan X-Trail. Completano la classifica Mercedes-Benz Classe A, monovolume sempreverde della Casa della Stella, e l’agile Smart Fortwo coupé, perfetta per il traffico cittadino.

Quello del noleggio a lungo termine è un business in forte crescita per Hurry, che lo propone anche sulle moto e sulle auto usate e km zero. La piattaforma online, infatti, ha archiviato il primo semestre del 2018 con prenotazioni in aumento del 35% sullo stesso periodo del 2017. Un incremento quasi a doppia cifra rispetto al mercato, in cui ormai una vettura su quattro viene destinata al mondo del renting.

“L’avanzata del noleggio a lungo termine, abbinata alla progressiva affermazione delle motorizzazioni alternative, trova conferma nei numeri registrati da Hurry. L’azienda, sebbene sia una giovane realtà nel panorama italiano, colleziona mese dopo mese risultati positivi. La certezza di guidare sempre un’auto nuova, insieme alla manutenzione programmata e ai tanti servizi inclusi nel canone mensile, oltre a garantire una mobilità ‘zero pensieri’ contribuisce in maniera tangibile alla riduzione delle emissioni di CO2. Se si sommano i vantaggi legati all’alimentazione ibrida, che in alcuni comuni viene agevolata in termini di parcheggi e ZTL, risulta chiaro perché stia diventando un trend di successo” ha dichiarato Alberto Cassone, presidente di Hurry.

Ma il noleggio di auto e moto non è l’unica formula in espansione su Hurry. Segno più, in questo primo semestre, anche per le Auto Usate del sito: +17% rispetto a un incremento di mercato che, secondo l’Aci, tra gennaio e giugno ha toccato appena il +5,6%. Le vetture usate di Hurry sono ricondizionate e garantite per 12 mesi, con sconti fino al -20% rispetto alle quotazioni di mercato. La top ten dei veicoli di seconda mano più prenotati sul portale e-commerce vede primeggiare tre vere e proprie best seller: Ford Fiesta, Fiat Panda, la più venduta in Italia, e Mercedes-Benz Classe A. Al quarto posto troviamo la versione ibrida di Toyota Yaris, seguita da Smart Fortwo Coupé, Toyota Aygo, Audi A3 Sportback, Fiat 500, Fiat Freemont e Nissan Qashqai.

Furti d'auto, fenomeno inarrestabile



Ogni giorno sulle nostre strade vengono rubate 274 vetture e di queste ben 164 spariscono nel nulla. Nel 2017 i furti sono diminuiti (di poco sotto la soglia dei 100.000), ma sono calati ancor più significativamente i recuperi (solo 4 vetture su 10 vengono recuperate). Il business sta evolvendo con l’impiego sempre più frequente di dispositivi hi-tech utilizzati per sottrarre i veicoli in modo mirato, rapido ed efficace. L’obiettivo delle organizzazioni criminali si sta spostando verso i SUV, i cui furti, in controtendenza con il dato generale, sono cresciuti di oltre l’8% rispetto al 2016. Per questi veicoli le Regioni più a rischio sono Lazio, Lombardia e Puglia, mentre i modelli più ricercati sono Nissan Qashqai, Kia Sportage e Range Rover.
Sono queste le principali evidenze che emergono dal Dossier “L’evoluzione dei furti d’auto: emergenza SUV”, elaborato da LoJack Italia, la società americana parte del colosso della telematica CalAmp e leader nel rilevamento e recupero di beni rubati.
Categoria: Auto e SUV e Van Anno 2017 | Dati Nazionali forniti dall’ufficio Relazioni Esterne del Ministero dell’Interno

Negli ultimi anni si è registrata una lenta e graduale contrazione dei furti di auto (scesi nel 2017 sotto la soglia dei 100mila), a fronte di una più significativa riduzione dei tassi di recupero ‘spontanei’ ovvero di vetture non dotate di dispositivi LoJack, passati dal 53% del 2007 al 40% dello scorso anno (era il 44% nel 2016).

Da una parte, quindi si riducono le possibilità di restare vittima di furti, dall’altra una volta avvenuta la sottrazione, in 6 casi su 10 del veicolo si perdono le tracce: ogni giorno vengono rubate 274 vetture e di queste ben 164 non fanno ritorno al legittimo proprietario.

Da alcuni anni è in corso un’evoluzione del fenomeno, le cui dinamiche sono diverse. Malgrado gli sforzi delle Forze dell’Ordine nel contrasto del business internazionale dei furti, cresce l’interesse delle organizzazioni criminali per specifiche categorie di veicoli, come le utilitarie più vendute sul mercato (nell’ordine Panda, Punto, 500) e i SUV. Le prime vengono rubate per alimentare il redditizio mercato dei pezzi di ricambio, mentre i secondi, i SUV, vengono sottratti su commissione e spesso ne vengono contraffatti telaio, documenti e targa; infine va considerata la transizione, ormai avvenuta, dei protagonisti di questi reati, da sporadici e “artigianali” criminali occasionali che si servivano di utensili ad hoc per potare a termine il proprio “lavoro”, a bande strutturate e organizzate che sempre più spesso si avvalgono di dispositivi hi-tech che consentono di violare il veicolo e metterlo in moto in pochi secondi, senza danneggiarlo.

Il boom dei furti di SUV: il Qashqai va “a ruba”, Lazio e Lombardia regioni a bollino rosso
Come accennato, nel 2017 a fronte del calo del numero dei furti di auto (-7,6%, da 108.000 a 99.987), si è confermato in costante crescita un business che ormai da 3-4 anni non dà tregua agli automobilisti, quello delle sottrazioni dei SUV: lo scorso anno si sono verificati ben 4.623 episodi, un aumento dell’8,2% rispetto al 2016. A rendere ancora più allarmante il dato, la percentuale di recupero ‘spontaneo’ ferma al 31% e inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto a quella delle autovetture.

Di 7 SUV su 10 rubati si perdono definitivamente le tracce.

L’interesse crescente nei confronti di questi veicoli, che conservano mediamente un valore economico più elevato (oltre i 20.000 euro) rispetto alle autovetture, evidenzia lo sviluppo verso segmenti più profittevoli e verso sottrazioni su commissione destinate a mercati dell’area balcanica, come Serbia, Albania e Slovenia oppure verso l’Africa, l’estremo Oriente o il Brasile. E il trend è destinato a crescere ulteriormente, di pari passo con la maggiore diffusione di questi veicoli sul mercato.
Ma quali sono i modelli preferiti dai ladri?

Nel 2017 il primato indiscusso è stato conquistato dal Nissan Qashqai (656 unità rubate), che ha scavalcato il Range Rover Sport (399), primo nel 2016 e ora terzo, preceduto anche dal Kia Sportage (429). Seguono Rang Rover Evoque, Hyundai Tucson e Mercedes ML.
La geografia delle aree più colpite cambia leggermente rispetto a quella osservata per i furti di autoveicoli che vedono la Campania principale area a bollino rosso, seguita da Lazio (unica regione tra quelle “di testa” a mostrare un trend in crescita per i furti in genere), Puglia e Lombardia. Le Regioni più a rischio per gli Sport Utility Vehicle restano le stesse, ma muta l’ordine, con il Lazio che detiene il primato con 1.210 furti di questi veicoli (+17% vs il 2016), la Lombardia al secondo posto con 813 episodi (-8,7%), poi Puglia (790 e +11%) e Campania, 656 casi e un vero e proprio exploit rispetto a due anni fa (+43%).

Si tratta di una tendenza da monitorare con grande attenzione nei prossimi anni e che vive anche di dati contraddittori a livello nazionale: se in Lombardia, infatti, lo scorso anno il numero dei recuperi è diminuito di quasi il 9%, il Lazio, pur vedendo aumentare di circa il 40% i ritrovamenti in dodici mesi, resta ancorato alla percentuale più bassa (22%) tra le Regioni che vantano, si fa per dire, un numero significativo di casi.

“In Italia stiamo osservando una continua evoluzione del business dei furti”. Evidenzia Maurizio Iperti - Amministratore Delegato di LoJack Italia. “La sfida a colpi di tecnologia tra ladri e Forze dell’Ordine e le crescenti difficoltà nel recuperare i veicoli rubati, testimoniate anche dai i dati della nostra ricerca, rendono ancora più strategica e decisiva la scelta di tutelare efficacemente la propria auto, garantendo un intervento rapido ed efficace dopo la sottrazione”.
Il furto si fa hi-tech: riprogrammazione della chiave e relay attack. Rubato così il 25% dei SUV
La trasformazione del fenomeno furti e del target di veicoli colpiti procede di pari passo con il progresso di tecniche e strumenti utilizzati dai ladri per appropriarsi del bene.
Le pratiche tradizionali (rottura del finestrino, forzatura della serratura di portiere o bagagliaio, furto delle chiavi in ristoranti e appartamenti) resistono, ma stanno gradualmente cedendo il passo anche nel nostro Paese a nuove modalità hi-tech, fino a qualche anno fa osservate solo in mercati automotive più maturi nei quali gran parte del parco circolante ha già accolto a bordo avanzati dispositivi tecnologici.
Oggi in Italia quasi il 25% dei furti di SUV viene compiuto anche grazie all’utilizzo di un dispositivo tecnologico, in grado di beffare il proprietario della vettura anche quando ritiene di essere al sicuro. Due sono le tecniche più utilizzate nel nostro Paese: il sistema di riprogrammazione della chiave e il cosiddetto “relay attack”.
Il primo si serve della connessione alle porte OBD (diagnostica a bordo) del veicolo e consente al ladro, entrato nell’abitacolo e dotato di un’apposita apparecchiatura, di accedere all’unità di controllo elettronico che contiene le informazioni riservate del transponder e di ottenere facilmente una nuova chiave in meno di un minuto e in alcuni casi anche in meno di 15 secondi.  Si tratta di una soluzione utilizzata sia sui veicoli che hanno una funzione di smart start, sia su quelli privi di antifurti meccanici tradizionali.
Il relay attack non prevede il contatto fisico con la vettura, ma l’uso di due ripetitori in radiofrequenza, che consentono di far “rimbalzare” la comunicazione tra l’auto e la sua chiave anche quando questa è a distanza. In questo modo il veicolo viene di fatto “ingannato”, facendo risultare la presenza della chiave per la normale procedura di autenticazione, quando in realtà essa è fuori portata e rilevando il segnale anche attraverso le mura dell’abitazione. Il sistema sfrutta le debolezze dei software delle case costruttrici e può essere applicato alla maggioranza dei veicoli dotati di smart key. Questo metodo è già molto diffuso in Europa e in via di sviluppo in Italia.       


Infine, una menzione meritano i dispositivi più tradizionali nel panorama hi-tech, ovvero i device in grado di disturbare il segnale di chiusura del veicolo che lasciano allontanare il proprietario con la convinzione di aver chiuso la vettura, consentendo l’accesso indisturbato al ladro.
I trend emergenti: furti parziali e le frodi
Un fenomeno che si è consolidato negli ultimi anni, parallelo al più ampio business dei furti, riguarda le sottrazioni parziali, in particolare dei navigatori satellitari, cioè dei dispositivi multifunzionali integrati nelle plance dei veicoli.
Questo nuovo “commercio” è in rapida ascesa e nel solo mondo del noleggio auto, secondo l’Associazione di categoria ANIASA, conta quasi 2.000 casi per un danno complessivo annuo di circa 10 mln di euro a danno dei noleggiatori.  Per il ripristino delle singole vetture, infatti, il costo può variare da 1.700 euro per le utilitarie a oltre 15.000 euro per le premium. I navigatori non sono gli unici elementi ad attrarre le bande criminali che oggi prendono di mira anche pneumatici, attuatori della frizione (delle Smart), volanti multifunzione, fari a led e le costose batterie delle vetture ibride. Tutti elementi asportabili in meno di un minuto e destinati ad alimentare il redditizio mercato nero dei pezzi di ricambio.

Altra dinamica emergente e oggi in fase di osservazione riguarda le frodi connesse a “finte sottrazioni di veicoli” denunciate sul territorio partenopeo. Negli ultimi mesi a Napoli in totale controtendenza con i dati nazionali e anche con quelli locali, alcune compagnie assicurative hanno rilevato un netto aumento dei furti di veicoli assicurati con un valore medio che si aggira intorno ai 10.000 euro. Dietro questo improvviso boom, potrebbe esserci una frode messa in atto da una banda criminale per cui i proprietari del veicolo, coinvolti nella truffa, cannibalizzano la propria auto, estraendo tutti i pezzi di ricambio rivendibili, per poi farla sparire e intascare i soldi dell’assicurazione oltre ai proventi della vendita delle componenti.

Sfida tecnologica tra “guardie e ladri”. Scatole nere e satellitare non bastano. La soluzione LoJack
La facilità di apertura e accensione di una vettura, insieme all’utilizzo sempre più frequente di dispositivi hi-tech (tra cui, anche i jammer) per ricercare, disturbare e sabotare i sistemi telematici di protezione del veicolo (sono oltre 6 milioni le scatole nere a bordo del parco auto nazionale), rendono sempre più ardua la sfida di tutelare efficacemente il proprio veicolo. Analizzando i dati relativi agli Sport Utility Vehicle, il boom dei furti e il forte calo dei recuperi, pur essendo molti di questi veicoli dotati di dispositivi embedded o successivamente installati, palesano la capacità delle organizzazioni criminali di evolversi e rispondere alle nuove tecnologie.
A seguito dell’acquisizione del Gruppo CalAmp, colosso americano della telematica, LoJack è oggi in grado di fornire la massima sicurezza per il veicolo abbinando la tecnologia in radiofrequenza con i dispositivi telematici LoJack Connect  e aprendo nuove strade alla connected economy. Questo costituisce ‘The New How’ di LoJack, che trasforma le relazioni tra i conducenti, i concessionari e gli assicuratori, reinventando il business per l’intera Industry del settore Automotive, ma anche per le Istituzioni e le società di servizi che influiscono sulla qualità della vita di ogni giorno. In questo modo i concessionari auto semplificano la gestione del parco vetture e trasformano la relazione con i propri clienti e gli assicuratori accelerano la gestione dei sinistri e delle pratiche di liquidazione, migliorando l'esperienza dei clienti.
Dal 2006, anno in cui è approdata in Italia, grazie alla tecnologia in radiofrequenza (non schermabile e in grado di trasmettere anche all’interno di container o nei garage sotterranei) e al supporto sul campo del team sicurezza composto da ex funzionari delle Forze di Polizia Law Enforcement, LoJack ha riconsegnato ai legittimi proprietari 6.800 veicoli (di cui oltre 1.500 dall’inizio dello scorso anno), per un valore complessivo di oltre 145 mln di euro, contribuendo all’arresto di oltre 245 criminali e portando al rinvenimento di altre 340 vetture prive del dispositivo. In Italia LoJack conta oltre 200.000 clienti. Attraverso la partnership con le Forze dell’Ordine, l’intervento di recupero del bene rubato è efficace, rapido e sicuro.

Oggi, con l’abbinamento dei dispositivi telematici, è possibile arricchire l’offerta dei servizi per i conducenti che permettono di ricevere alert in situazioni di potenziale pericolo: ad esempio in caso di improvviso calo della batteria, di distacco del dispositivo, oppure quando la vettura viene sollevata a motore spento, così come quando il sistema rileva che l’auto si sta allontanando da un’area segnalata come sicura.

Sticchi Damiani: "Sono profondamente addolorato per Marchionne"


“Sono profondamente addolorato – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia - in questo momento così delicato per la grande Famiglia automobilistica italiana e così drammatico per Sergio Marchionne, la sua famiglia e quanti gli sono vicini.

Il rapporto tra ACI e Fiat, ora FCA, ha radici nella nostra fondazione e non si può ridurre alla mera dimensione istituzionale ma si è sempre arricchito del costante confronto e della stima personali.
In questo momento, il mio pensiero e il mio sostegno, come quello di tutta l’ACI, vanno, quindi, a chi in queste ore ha la grande responsabilità di continuare lo straordinario percorso di successi di FCA, che coinvolge decine di migliaia di lavoratori, in Italia e nel Mondo.

Sono certo che, sotto la guida di John Elkan, sapranno proseguire il formidabile lavoro e insegnamento svolto in questi anni da Sergio Marchionne, che ho avuto l’onore di conoscere ed apprezzare anche per le indiscutibili doti umane oltre che manageriali, campione nella visione, capacità e passione per l’auto”.

La fotografia sullo stato dei pneumatici? Impennata delle gomme lisce e gomme fuorilegge per 1 auto su 4

Ecco i risultati dell’indagine svolta dalla Polizia Stradale su un campione di quasi 10.000 veicoli controllati.

L’iniziativa, da quindici anni promossa da Assogomma e Federpneus, realizzata dal Servizio Polizia Stradale valuta, ogni anno, lo stato di salute delle scarpe delle auto degli italiani attraverso controlli specifici sul territorio nazionale. Quest’anno la fotografia sullo stato delle gomme presenta elementi di allarme in quanto, le vetture controllate offrono dati in costante peggioramento complessivo.
Se fino all’anno scorso le non conformità complessive delle auto fermate si attestava a un già pericoloso 17,93%, oggi questo dato è del 24,72%. In un solo anno i veicoli con pneumatici non conformi sono passati dal 15,26% al 18,32 %. Pneumatici in perfetta efficienza sono una condizione fondamentale per la sicurezza del nostro viaggio.

Sul punto il Primo Dirigente della Polizia di Stato Santo Puccia osserva “Ogni aspetto che influisca sulla sicurezza stradale non va trascurato: guidare con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi  a quanto previsto dalla normativa,  espone i conducenti ad un elevato rischio di incidente stradale e costituisce un gesto di irresponsabilità che si  ripercuote negativamente su tutto il sistema della circolazione, di cui tutti siamo  parte integrante. Purtroppo  risultati di quest’anno ci indicano una vettura su quattro di quelle controllate presenta una non conformità, e se si prendono in considerazione le sole non conformità legate al pneumatico, il numero delle vetture fermate che presentano irregolarità è una su cinque.   Gli strumenti che abbiamo a disposizione per contrastare questa tendenza passano attraverso un impegno a 360 gradi nella prevenzione, nei controlli, nell’informazione, per promuovere un nuovo approccio culturale di legalità sulle strade.”
Un dato allarmante, sempre in crescita che può essere spiegato con il costante invecchiamento del parco auto italiano che nel 2010 era di 9 anni e sette mesi e nel 2017 era di 11 anni e sette mesi. Un invecchiamento complessivo di due anni esatti in sette anni. In aggiunta, a rendere ancora più preoccupanti i dati, l’età media delle vetture controllate in questa indagine è di 8 anni e due mesi, quindi di 3 anni e cinque mesi più giovani: quasi il tempo della prima revisione e il tempo di scadenza dei noleggi a lungo termine.

I dati dimostrano che quanto più un veicolo è vecchio, quanto più la manutenzione è carente, delle gomme in primis. La spiegazione può essere cercata in una recessione del Paese che non accenna a invertire la rotta. La sicurezza stradale viene dopo. I dati dimostrano una correlazione diretta tra i veicoli non revisionati e la loro età, e questa correlazione si ritrova per i danneggiamenti che raddoppiano, e per la non omogeneità, che triplica, con il passare degli anni. Gli pneumatici lisci invece sono quasi una costante.

I controlli effettuati dal Servizio Polizia Stradale sono stati per circa il 50% su veicoli con oltre 10 anni di età. Su questi vecchi veicoli le non conformità complessive sono quasi doppie rispetto a quelle dei veicoli con meno di 10 anni.

I pneumatici lisci rilevati sono in fortissima crescita con un valore complessivo dell’8,95% ma con alcune regioni che presentano medie più che raddoppiate. Emblematico il 19,45% del Molise con un picco del 27,38% di Campobasso, oppure il 16,14% del Lazio che però a Frosinone arriva al 28,33% e a Latina al 24,31%. Lo scorso anno erano il 5,17%.

Il Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti commenta “Per arrivare a trovare dati così sconfortanti bisogna ritornare indietro di 15 anni, alle primissime indagini. Al tempo però la sensibilità dell’opinione pubblica sui quei pochi centimetri quadrati di gomma che sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo era sicuramente inferiore. Anche i media ne avevano una percezione relativa. Questo dato deve farci riflettere e forse dobbiamo capire se i motivi di questo enorme passo indietro siano da ricercarsi solo nell’invecchiamento del parco auto e nella sempre minore disponibilità delle famiglie o se ci siano altre ragioni che dobbiamo provare ad indagare. Questo aumento del pneumatico liscio, è molto pericoloso anche in un periodo estivo, caratterizzato ogni anno di più da rovesci a carattere quasi tropicale, che riversano sulle strade grandi quantità di pioggia in pochissimo tempo, aumentando notevolmente il rischio di aquaplaning. Un’auto con gomme lisce  può raddoppiare lo spazio di frenata rispetto alla medesima vettura con gomme in buono stato. Una differenza in termini di metri che deve far riflettere sull’importanza di quei pochi centimetri quadrati che spesso sono la discriminante tra incidente o meno”.

Le vetture con Pneumatici non omogenei sono il 4,67 % del campione, con punte negative in Abruzzo dell’8,13 %, e del 6,73 in Molise.
Sono veicoli con equipaggiamento non omogeneo quelli che montano pneumatici di marche o modelli diversi sullo stesso asse oppure con 2 pneumatici invernali e 2 estivi, il cosiddetto «equipaggiamento misto».
E’ un equipaggiamento vietato (il primo) o sconsigliato per legge (il secondo) dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il dato del pneumatico non omologato si attesta al 3,15 del campione con però picchi negativi che arrivano al 10,6 nel Lazio e del 5,1 dell’Umbria.

La quota di penetrazione del pneumatico invernale ancora montato a giugno si conferma all’intorno del 35% del campione equamente suddivisi tra gomme M+S e gomme M+S con pittogramma alpino. Nel 2017 il rapporto tra M+S ed M+S con pittogramma alpino era di 2 a 1. Questo dato racconta come il mercato si stia progressivamente orientando verso prodotti invernali non soltanto autocertificati ma che abbiano superato test omologativi.
La percentuale complessiva dei pneumatici che presentano danneggiamenti visibili ad occhio nudo è del 3,46% con un picco del 5,91% nel Lazio. Nel 2015, anno dell’ultima indagine in questa regione, il Lazio era al 4,2%.

Negli ultimi 8 anni di controlli le non conformità totali sono costantemente aumentate. A fronte di un veicolo non in regola nel 2011 oggi ce ne sono quasi 3,5.
Ecco i consigli fondamentali di Assogomma e Federpneus  per l’uso e la manutenzione dei pneumatici:

I pneumatici sono un elemento primario per la sicurezza della circolazione dei veicoli: essi infatti costituiscono il solo punto di contatto tra il veicolo ed il suolo. E’ quindi essenziale che vengano mantenute nel tempo le loro caratteristiche originarie.
Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a gommisti specialisti e di far verificare gratuitamente, lo stato delle scarpe della propria auto soprattutto prima delle partenze per le vacanze. Non è sufficiente un calcetto al pneumatico, ma la pressione determinata dal costruttore e scritta sul libretto deve essere rispettata per una maggiore sicurezza durante la guida e perché no, anche per risparmiare carburante. È stato dimostrato che con pneumatici gonfi il risparmio è di oltre il 10% di benzina, senza dimenticare che si ritarda anche di parecchi chilometri il cambio gomme. tutti i consigli per una corretta manutenzione e per conoscere il pneumatico sono scaricabili dal sito www.pneumaticisottocontrollo.it.

Pertanto è opportuno far:
• Verificare con regolarità la pressione ed il gonfiaggio
Un calo della pressione nel tempo può essere dovuto alla naturale diffusione dell’aria attraverso il pneumatico stesso, sbalzi della temperatura ambientale, piccole perforazioni. Il controllo va effettuato a freddo ( max 2/3 km di percorrenza) almeno una volta al mese e prima di lunghi viaggi.
In caso di controllo “a caldo” (il pneumatico riscalda con l’impiego) è normale prevedere un incremento di pressione di 0,3 bar. Non sgonfiare mai i pneumatici caldi.
Rispettate i valori di pressione prescritti dal Costruttore (vedi libretto).
Non dimenticare la ruota di scorta.
Pressioni insufficienti sono all’origine di surriscaldamenti, insicurezza di guida per alterato comportamento del veicolo, consumi rapidi e irregolari, aumento del consumo di carburante.
• Controllare lo stato di usura e le conseguenze di eventi accidentali
Un controllo periodico permette di individuare le eventuali conseguenze di urti, deformazioni, strisciamenti che si possono manifestare a distanza di tempo dall’accaduto. Eventuali lesioni, tagli, rigonfiamenti sui fianchi o sul battistrada richiedono un controllo immediato. Consumi irregolari possono essere riconducibili ad anomalia meccaniche quali: imperfetta equilibratura delle ruote, irregolarità di frenata, inefficienza delle sospensioni (ammortizzatori) e non corretta geometria del veicolo. Il battistrada dei pneumatici degli autoveicoli deve avere uno spessore minimo di 1,6 mm così come previsto dal Codice della Strada. Tuttavia, ad usura quasi al limite di legge, la capacità del battistrada di assicurare l’aderenza al suolo diminuisce, in particolare sul bagnato. In tali condizioni è necessario regolare di conseguenza la velocità.

• Scegliete pneumatici idonei in fase di sostituzione
E’ essenziale utilizzare pneumatici aventi le caratteristiche omologate all’origine dal Costruttore del veicolo e riportate sulla Carta di Circolazione.

Per mantenere le condizioni ottimali di guida del veicolo è opportuno montare quattro pneumatici uguali ed allo stesso grado di usura. Con i pneumatici nuovi (è obbligatorio il montaggio omogeneo almeno per asse) o i meno usurati sono da montare al posteriore.


Idea Sara: liquidazioni sinistri lampo e riduzione delle frodi. Accordo con Whoosnap

Velocizzare i tempi della liquidazione sinistri e ridurre le frodi assicurative: questi i principali risultati che potranno essere conseguiti da Sara Assicurazioni grazie all’accordo in via di finalizzazione sottoscritto con Whoosnap per l’utilizzo della piattaforma Insoore.

Sara, Compagnia assicuratrice ufficiale dell’ACI, è la prima in Italia ad avvalersi di Insoore per effettuare - in real time e on demand - l’ispezione fotografica nelle fasi pre-assuntive (nuova stipula o rinnovo di polizza). Insoore permetterà di certificare lo stato del veicolo in ottica antifrode, consentendo comparazioni nel tempo sulle sue condizioni. Gli assicurati che decideranno di far ispezionare il proprio veicolo riceveranno invece uno sconto sul costo della polizza, così come previsto dal DDL sulla concorrenza.

“La tecnologia è un formidabile abilitatore”, afferma Alberto Tosti, direttore Generale di Sara Assicurazioni, “e la relazione privilegiata avviata con LVenture ci permette di osservare e sfruttare le opportunità che il mondo delle start up ci offre per migliorare il servizio e la customer experience dei nostri assicurati”.

Whoosnap, startup lanciata dalla holding LVenture Group, ha creato la piattaforma Insoore per mettere in contatto compagnie assicuratrici e aziende di fleet management con migliaia di esperti e periti professionisti, pronti, grazie a un’App mobile e web, a realizzare in tempo reale la documentazione fotografica di un veicolo.

“Siamo davvero orgogliosi di iniziare la nostra collaborazione con Sara Assicurazioni, che da subito si è dimostrata pronta ad accogliere questo processo di innovazione”, afferma Enrico Scianaro, CEO di Whoosnap. “Con Sara andremo a lavorare su una fase importante del ciclo di vita di una polizza, quella della stipula, che rappresenta il momento durante il quale si stabilisce il rapporto di fiducia tra il cliente e la compagnia. L’obiettivo di questa partnership è quello di incentivare la trasparenza tra Sara e i propri assicurati, intervenendo su due fronti: da un lato riducendo il rischio da frode e dall’altro abbassando il costo della polizza per gli assicurati”.

Secondo Luigi Capello, CEO di LVenture Group: “Questa collaborazione tra Whoosnap, startup in cui crediamo come investitori e Sara Assicurazioni, partner strategico per le nostre attività, ci rende particolarmente soddisfatti in quanto conferma la nostra capacità di creare valore per le corporate”.
Grazie a Insoore i tempi di gestione di un sinistro vengono significativamente ridotti, garantendo così un importante risparmio in termini economici: dai 20 giorni mediamente richiesti dagli attuali flussi delle compagnie a meno di 24 ore. Diversi sono, inoltre, i vantaggi per gli assicurati, tra cui la compilazione del modulo CAI in fase di sinistro, un prezzo della polizza commisurato al reale stato del veicolo, una liquidazione del danno in tempi brevissimi.

Il servizio, una volta partito, sarà operativo in 40 agenzie Sara Assicurazioni presenti in 5 città (Roma, Milano, Bologna, Firenze, Torino).



Cascetta: "Ruolo strategico per l'Anas nelle infrastrutture del Paese"


“La nuova stagione di programmazione e progettazione delle infrastrutture nel nostro Paese – nata anche dal superamento della Legge Obiettivo – affida all’Anas un importante ruolo di promotore e di sostegno delle politiche realizzative di nuove opere e di conservazione del patrimonio infrastrutturale stradale italiano. Siamo la prima stazione appaltante per la progettazione di opere pubbliche in Italia e, al fine di sostenere i volumi di investimento previsti, nel 2017 abbiamo pubblicato gare per la progettazione per un valore di circa 400 milioni di euro, contro i 40 milioni di euro pubblicati nel 2016”. 

Lo ha ricordato il presidente di Anas, Ennio Cascetta. “Con il nuovo codice appalti – ha spiegato Cascetta – abbiamo ottenuto un complessivo miglioramento della qualità delle nuove opere, partendo dalla verifica dell’utilità degli investimenti, per progettare e realizzare infrastrutture “snelle” che evitino gli sprechi senza perdere di valore e condivise con i territori. In questo quadro gli investimenti devono tenere conto di quattro condizioni: valorizzazione del ruolo dell’opera; criteri omogenei e trasparenti; qualità della progettazione; standardizzazione dei parametri benefici/costi”.

Attualmente per strade e autostrade il sistema Paese ha attivato nel complesso investimenti per 40,4 miliardi di euro (di cui già disponibili il 75% pari 30,4 miliardi di euro, per: la valorizzazione del patrimonio esistente; potenziamento tecnologico e digitalizzazione (Smart Road); il ripristino e messa in sicurezza delle infrastrutture a rischio sismico; la decongestionamento e fluidificazione tratte autostradali (ampliamento a terza e quarta corsia); la decongestionamento delle aree metropolitane; potenziamento completamento e riqualificazione. 

Nel quinquennio 2016-2020 l’Anas ha attivato 23,4 miliardi di investimenti: 10,5 mld (45%) per interventi di manutenzione straordinaria, adeguamento e messa in sicurezza; 8,4 mld (36%) per completamento itinerari; 3,9 mld (17%) per nuove opere; 0,6 mld (2%) per interventi di ripristino della viabilità statale/locale danneggiata dal sisma 2016 e investimenti in tecnologie stradali e applicazione tecnologiche.

“Questi investimenti – ha sottolineato Cascetta – rappresentano il riconoscimento attribuito dal Paese al ruolo strategico della programmazione trasportistica. Infatti, con 8 milioni di passeggeri al giorno e 400mila veicoli merci che transitano ogni giorno sulla nostra rete, l’Anas è il primo gestore di rete stradale in Europa e siamo il primo polo europeo integrato di infrastrutture ferroviarie e stradali per abitanti”. E’ un ruolo di grande responsabilità ed impegno – ha concluso il presidente Cascetta – che, per quanto riguarda in particolare per la progettazione di nuove opere, passa attraverso un processo di informazione, partecipazione e confronto pubblico sull’opportunità, le finalità e le soluzioni progettuali delle opere che si vogliono realizzare. Si tratta di un nostro modus operandi che abbiamo costruito nel tempo e che recentemente è stato recepito anche dal legislatore che ha inserito la necessità del ‘dibattito pubblico’ nella normativa di riferimento”.
 

Dal 19 al 22 luglio la Coppa d’Oro delle Dolomiti torna sulle “montagne più belle del mondo”

Al suo 71esimo anno d’età, la competizione organizzata da ACI Belluno in collaborazione con l’Automobile Club D’Italia, si svolge nel terzo weekend di luglio come da tradizione del periodo storico (1947/1956) della corsa. Dal 1947, sulle “montagne più belle del mondo” (Patrimonio Mondiale dell’Umanità – UNESCO), la Coppa d’Oro delle Dolomiti è un’affascinante competizione che vede i migliori driver sfidarsi su prestigiose auto, protagoniste della storia dell’automobilismo internazionale. Da corsa di velocità dei primi dieci anni, fino al 1956, l’evento si è trasformato in gara di regolarità classica per auto d’epoca; quest’anno è la prima prova del Campionato Italiano Grandi Eventi 2018.

Nei due giorni di competizione il percorso si snoda, all’interno della regione Veneto,  in due tappe con diversi tragitti che attraversano, con molte variazioni di altitudine, sia la parte alta del Cadore – fino ad arrivare vicino al confine con l’Austria, tornando a Cortina lungo la Val d’Ansiei – sia la parte bassa toccando Alleghe, Agordo e Belluno. Nel capoluogo è prevista sabato nel primo pomeriggio una passerella in Piazza Martiri della Libertà di fronte alla sede dell’ACI Belluno.

Giovedì 19 luglio sono in programma le verifiche tecniche e sportive al’Hotel Savoia di Cortina, venerdì e sabato le due tappe (con partenze e arrivi a Cortina), domenica 22 luglio la premiazione a Piazza Di Bona.

Sono ammesse le vetture costruite fino al 1971 compreso. Il percorso di gara avrà una lunghezza complessiva di Km. 388,70. Sono previste: 60 Prove Cronometrate (P.C.), 8 Prove di Media (P.M.) con un totale di 22 rilevamenti, 10 Controlli Orari (C.O.), 4 Controlli Timbro (C.T.).


Sara Assicurazioni fotografa gli anziani al volante

Grande uso dell’automobile, età elevata, con una notevole concentrazione al nord: è questa la fotografia degli anziani al volante appena “scattata” dal Lab SerenEtà, il laboratorio con il quale Sara Assicurazioni studia i comportamenti e le preferenze degli over 65. La Compagnia assicuratrice ufficiale dell’ACI ha, infatti, lanciato la prima polizza dedicata alle “patenti grigie”, premiata nell'ambito degli Italy Protection Awards (i riconoscimenti vanno ogni anno alle eccellenze in campo assicurativo). Una polizza – battezzata appunto SerenEtà - che associa la protezione assicurativa in caso di truffe e infortuni a una serie di servizi che hanno l'obiettivo  di combattere la solitudine degli anziani. Ed è proprio per realizzare questa particolarissima polizza che sono stati fatti – attraverso il Lab SerenEtà – accurati  studi statistici, ora a disposizione del grande pubblico.

La ricerca, effettuata su un campione di 400 assicurati (quindi significativo perché riferito a clienti “attivi”) scopre che di questi 258 guidano e 70 non guidano (72 non rispondono).

Interessante anche l’analisi sulla regolarità di guida: il 74,5% guida tutti i giorni, il 20,5% spesso e solo il 5% raramente. Quindi automobilisti ancora molto presenti sulle strade.

E questo nonostante un’età importante il 32,6 % dei clienti interpellati ha tra i 65 e i 70 anni, ma ben il 49,2 % tra i 70 e gli 80 anni e addirittura il 18,2 % oltre 80. Il tutto con una forte provenienza settentrionale.

La polizza anti solitudine SerenEtà è stata sviluppata nell'ambito del primo esperimento di Open Innovation di Sara Assicurazioni, con il supporto del “Lab”. 

“SerenEtà – ha spiegato il Direttore Generale di Sara Alberto Tosti - è un bundle che coniuga la copertura assicurativa a un pacchetto di servizi a valore, sviluppato secondo la logica di una conciergerie in grado di assistere il cliente su una serie di servizi. E' quindi una polizza che va oltre la polizza. E' una soluzione unica: nessuno oggi in Italia offre un prodotto assicurativo dedicato alla fascia di età 65/85, a cui viene associata una componente di servizio particolarmente interessante, a un prezzo assolutamente accessibile. In sintesi - ha concluso Tosti - un prodotto che ben si colloca nell'ambito della nostra strategia di diversificazione dall'auto con modalità innovative anche in ambito sociale, contando sulla professionalità della nostra rete di agenti, che si conferma prezioso canale di intermediazione con la clientela".

Per Marco Brachini, Direttore Marketing della Compagnia, SerenEtà è "l'unica assicurazione che con 130 euro l'anno sostiene gli anziani nella vita quotidiana. Si tratta del primo prodotto che la Compagnia dedica a un target ampio e specifico di 13,5 milioni" di cittadini”.


Geronimo La Russa nuovo presidente ACI Milano

Avvenuto l’insediamento del nuovo Consiglio direttivo dell’Automobile Club Milano, in carica per il quadriennio 2018 – 2022, che ha eletto quale nuovo presidente Geronimo La Russa. Vicepresidenti sono stati nominati Pietro Meda (vicario) e Pierfrancesco Gallizzi. Completano il Consiglio direttivo Paolo Longoni e Enrico Radaelli.

Nato a Milano il 2 aprile 1980, Geronimo La Russa, sposato con due figlie, è avvocato del Foro di Milano, ha ricoperto la carica di vicepresidente di AC Milano.  E’ uno dei fondatori di ACI Storico.

 “Sin dal compimento della maggiore età sono sempre stato Socio dell’Automobile Club Milano e negli anni ho operato affinché l’Associazione mantenesse il suo importante ruolo nella vita milanese”, ha dichiarato il nuovo presidente dell’Automobile Club Milano.
“Quale presidente lavorerò per garantire efficienti e sempre nuovi servizi agli automobilisti e a tutti gli utenti della strada, per difendere il diritto di tutti i cittadini ad una mobilità che sia al passo con i tempi e al tempo stesso sicura e ambientalmente sostenibile, per rilanciare il ruolo di AC Milano nel motorsport nazionale e internazionale anche quale fondatore e proprietario – insieme ad ACI - dell’Autodromo Nazionale Monza, per promuovere studi e progetti che rafforzino la nostra capacità di essere propositivo interlocutore dei vari soggetti istituzionali, degli operatori della comunicazione e degli utenti di tutte le fasce di età”.

Geronimo La Russa succede a Ivan Capelli, che era in carica dal 2014, ed è il diciassettesimo presidente nella lunga storia dell’Automobile Club Milano, associazione che ha 115 anni di vita, essendo stata fondata il 3 giugno 1903, e che oggi conta più di 40.000 soci.

STORIA DELLE ASSICURAZIONI - REALE MUTUA

Di Nicola Odinzov

“La storia della Reale è anche un poco quella della Patria nostra, quella del Piemonte durante il Risorgimento” così scriveva Luigi Collino nella sua introduzione a “La Società Reale Mutua e i suoi Cent’anni di vita”.

Dopo la caduta di Napoleone, il Trattato di Vienna restituisce a Vittorio Emanuele I° le province di Sardegna, aggiungendo la Repubblica di Genova, mentre l’Europa, provata dalla Rivoluzione francese e dalle Guerre Napoleoniche, si accinge a ritrovare la pace e ricostruire il tessuto economico e sociale. In questo clima la sconfitta del giacobinismo e il ritorno della borghesia riaffermano la necessità di previdenza e di sicurezza individuale e familiare.

I segni e le premesse per una ripresa economica sono oramai ovunque evidenti ed anche Torino, Capitale del Regno Sardo e centro economico dello Stato, non fa eccezione. Nel 1824 Re Carlo Felice, in seguito ad alcuni gravi incendi divampati nel Palazzo Municipale (1817) e nel Palazzo Chiablese (1821) ordina l’istituzione dei Corpi regolari di Guardie del fuoco in Piemonte, ma la preoccupazione che in Francia e in alcuni Stati vicini al Ducato di Savoia alcune società di assicurazioni contro gli incendi stessero stipulando contratti all’interno del Ducato stesso, mosse la Regia Segreteria di Stato a rassegnare al Sovrano un progetto di Patenti “per lo stabilimento di una Società di Assicurazioni contro gli incendi”. Lo scopo era duplice: proteggere i proprietari di edifici ed evitare l’uscita di ingenti somme dallo Stato per la stipula di polizze.

Numerose furono le proposte e con queste le ipotesi sul sistema da adottare, dalle Società Anonime alle forme mutue, volontarie o obbligatorie, ma fu Giuseppe Giulio Lorenzo Henry ad interpretare al meglio gli intendimenti della Regia Segreteria e presentare nell’ottobre del 1827 un progetto di atto costitutivo di una Società di Assicurazioni generale e mutua contro gli incendi da stabilirsi a Torino ed operante negli Stati di terraferma. Il 13 gennaio del 1929 sua Maestà Re Carlo Felice, con Regie Patenti manifestò la sua approvazione, concedendo alla neonata “Società Reale di Assicurazione Generale e Mutua contro gli incendi” privilegio esclusivo di anni trenta e chiudendo le Regie Patenti di autorizzazione.

La Regia Segreteria il 19 gennaio dello stesso anno nominò Henry Direttore Generale, al quale lo statuto attribuì ampie mansioni e privilegi, oltre la carica di Agente Capo dell’Agenzia di Torino. La raccolta delle sottoscrizioni giunse rapidamente al numero per costituire l’Amministrazione Sociale, ma non per ottenere l’autorizzazione a dichiarare la Società in piena attività. I valori assicurati raggiunsero solo L. 18.635.900 anziché 25.000.000 come previsto dallo Statuto.
 L’intervento di Sua Maestà Re Carlo Felice, che più volte aveva dichiarato di voler prendere la Società sotto la sua protezione, fu decisivo. Il sovrano volle essere il primo tra i sottoscrittori. Così, con la polizza N. 1 venne assicurato Palazzo Chiablese e il Ministro poté autorizzare il provvisorio Consiglio d’Amministrazione a deliberare sugli affari societari e provvedere alle urgenze. In poco tempo, Agenzie della Società nacquero in tutti i capoluoghi di provincia e nei centri più importanti. Gli Agenti avevano diritto ad una percentuale pari al 15 per cento degli incassi più la metà dei diritti di polizza e di piastra, ma avevano a proprio carico le spese di gestione d’Agenzia.Il 17 dicembre 1829, raggiunta l’adesione di 1483 soci ed un patrimonio di L. 25.185.100, il Consiglio d’Amministrazione deliberò all’unanimità l’entrata in attività della Società.

Nel 1859 fu aperta la rappresentanza di Milano, nel 1867 seguirono Venezia, Vicenza e Rovigo. Nel 1870 con l’annessione di Roma all’Italia aprì anche la sede della futura capitale e nel 1889 toccò al sud con la sede di Napoli. Negli anni immediatamente successivi al primo Conflitto Mondiale il numero dei soci aumentò giungendo in poco tempo a 400.000 (1919). Nel dicembre 1924, deliberato il cambio di ragione sociale, la Compagnia assunse l’attuale denominazione di “Società Reale Mutua di Assicurazioni”. Nel 1929 l’attività venne estesa ai nuovi rami Infortuni, Responsabilità Civile, Danni, Furti e Vita.

Documenti antichi, libri mastri e contabili raccontano l’attività della Società dalle origini ad oggi, diecimila fascicoli nei quali scorre la storia d’Italia, dalle guerre di indipendenza alle calamità naturali, dai due conflitti mondiali alle le crisi economiche. Lettere e Scritti con la firma di nomi illustri come Gabriele D’Annunzio, che nel 1928 volle assicurare il Vittoriale sul lago di Garda per 65 lire, sono oggi conservati nell’Archivio Storico Reale Mutua.

Negli anni ‘90 Reale Mutua ha superato il milione di soci e nel 1991 raggiunto il traguardo di mille miliardi di lire di premi totali. Oggi il Gruppo Reale Mutua è tra le più importanti compagnie italiane, al quarto posto per la raccolta premi nel ramo danni.

Reale Mutua è stata anche decisiva per la nascita di SARA assicurazioni. In particolare Carlo Romagnoli fu al fianco dei dirigenti dell’ACI nella difesa della Compagnia, per superare l’iniziale ostilità dell’ANIA e nel partecipare al Consiglio di Amministrazione come socio di minoranza. Il testimone della collaborazione con SARA è stato poi raccolto da Iti Mihalich che ha partecipato attivamente al CDA per un lungo periodo offrendo una collaborazione preziosa  per il suo sviluppo.
(continua)

Il climatizzatore? Si vende ancora a caro prezzo


Incredibile ma vero. Ci sono ancora case automobilistiche che offrono il condizionare solo a pagamento. E parliamo del semplice impianto manuale, per capirci quello che si deve regolare con le manopole…

Questo il risultato dell’ultima analisi di Dat-Italia, leader nel settore automotive e specializzata in banche dati per le valutazioni dell’usato e calcolo dei costi di riparazione. Tante le marche che usano ancora questa politica commerciale. In prima linea ci sono i marchi francesi Renault – Dacia, CITROEN e Peugeot. Le CITROEN C3 Live, C3 Across Live e C1 Live in particolare obbligano al pagamento per il clima manuale. Sono circa 1.000 euro, ma parliamo di auto che costano tra i 12.000 ed i 16.000 euro (neanche tanto poco). Stessa politica anche sulle CITROEN Jumpy Atlante XS e M dove il clima manuale costa oltre 1.500 euro.

Vendere il condizionatore a parte è una politica diffusa: anche Nissan (Micra Visia), Hyundai (i10 Classic), Ford (KA+, B-Max +), Opel e persino la Volkswagen (up! Take up! e Polo Trendline) seguono la stessa politica.

“Fino a qualche anno – spiega l’ing. Antonio Coppola, direttore generale della Dat-Italia - le case automobilistiche offrivano alcuni optional di serie per non sminuire il prezzo delle auto. Adesso, nonostante la crisi si persegue la politica di aumento dei prezzi a tutti i costi. La finta ripresa delle immatricolazioni del 2017, drogata dai numeri delle autoimmatricolazioni (di società di noleggio e di concessionarie, per auto demo o km 0), ha dato il via agli aumenti piuttosto che ad incentivare le vendite. I risultati li stiamo vedendo con la frenata del mercato oppure con un nuovo boom di autoimmatricolazioni”.

Aci Storico: Ruote nella Storia arriva a Castelmezzano

“Ruote nella Storia” si sposta dal Nord, Campo Ligure, al Sud Italia, presso Castelmezzano, in Basilicata, sesta tappa del tour 2018, che si svolgerà domenica 15 luglio. La manifestazione, composta da 11 appuntamenti che vanno a toccare i Borghi più belli d’Italia, visita gran parte del territorio italiano, isole comprese.

L’organizzazione dell’evento realizzato dall’Automobile Club di Potenza insieme ad ACI Storico, prevede un programma con partenza da Potenza, transito presso il Comune di Albano, arrivo e visita culturale di Castelmezzano. Il borgo è inserito dentro il Parco regionale di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti lucane: oltre 27 mila ettari di bosco e di fantastiche formazioni rocciose al cui interno è possibile praticare escursioni o scalare pareti attrezzate. Infine, è ancora viva la tradizione dei culti agrari con molte e importanti feste.

Il programma di Castelmezzano comprende, in forma opzionale, il Volo dell’Angelo, un cavo sospeso a 400 metri d’altezza tra Castelmezzano e il comune dirimpettaio di Pietrapertosa, che consente a tutti l’esperienza magica del volo; il brivido dura un minuto e mezzo e riconduce in pieno ai rituali mistico-religiosi delle leggende lucane.

Programma
Domenica 15 luglio
8.30 - 9.30 Raduno dei partecipanti e colazione di benvenuto - Piazza G. Marconi – Potenza
10.00 Partenza carovana per raggiungere Castelmezzano
11.00 - 11.30 Transito Comune di Albano
12.00 - 12.30 Arrivo a Castelmezzano e sistemazione auto
12.30 - 13.30 Visita guidata nel borgo
13.30 Pranzo conviviale



Polizia Stradale, nuova operazione ad alto impatto

Continua l’attività di controllo della Polizia di Stato su tutte le principali arterie autostradali, in punti strategici e sensibili d’Italia per la prevenzione degli incidenti. L’imponente operazione ad alto impatto denominata “Safe driving for good transport”, voluta dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha interessato, in questa terza replica, la rete autostradale di ben 31 provincie in 12 regioni coinvolgendo, al nord, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria e Toscana; e, al centro-sud della penisola, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria.
L’ Operazio
ne ha interessato la circolazione diurna di veicoli commerciali e mezzi pesanti, compresi autobus, per i quali sono state effettuate verifiche sia delle autorizzazioni al trasporto di merci e persone, anche ai fini di rintraccio dei migranti clandestini, sia delle condizioni psico-fisiche dei conducenti e del rispetto dei tempi di guida e di riposo.

I controlli sono stati estesi anche ai bacini territoriali viari limitrofi alla grande viabilità e in corrispondenza di barriere autostradali.

Nell’operazione sono stati complessivamente 1.712 i soggetti  controllati dalla Polizia Stradale e  1.587  i veicoli sottoposti al controllo. Hanno operato nr. 257 equipaggi della Polizia Stradale e delle Questure sul territorio.

Le violazioni amministrative e penali al Codice della Strada e leggi complementari sono state complessivamente 708.

Tra i comportamenti più pericolosi rilevati: 2 violazioni dell’art. 186 C.d.S. (guida in stato di alterazione a seguito di assunzione di sostanze alcooliche); 97 violazioni dell’art. 79 C.d.S.(veicolo con alterazioni nelle caratteristiche costruttive); 76 violazioni dell’art. 142 C.d.S.(superamento dei limiti di velocità), di cui 38 accertate a carico di veicoli adibiti all’autotrasporto professionale, mediante cronotachigrafo; 118 violazioni dei tempi di guida e di riposo dei conducenti professionali (art. 174 C.d.S); 8 violazioni dell’art. 193 C.d.S. (guida di veicolo privo di copertura assicurativa); 16 violazioni dell’art. 80/14° C.d.S. (veicolo privo della revisione); 7 violazioni dell’art. 176/18° C.d.S. (guida in autostrada di veicolo privo della revisione); 6 violazioni della legge 298/1974 (normativa sull’autotrasporto professionale di cose); 84 altre violazioni del C.d.S., tutte in grado potenzialmente di costituire fonti di pericolo per la sicurezza della circolazione.

Sono state ritirate 17 carte di circolazione e 17 patenti di guida, nonché sequestrati 21 veicoli.
Questi alcuni episodi salienti verificatisi nel corso dei controlli:
A Pisa, sull’A/12, la Polstrada ha bloccato un camionista di 36 anni che era appena sbarcato al porto di Livorno e doveva giungere a Parma con un carico di rifiuti. L’uomo, originario della Sicilia, per eludere i controlli sui tempi di guida e di riposo aveva inserito nel tachigrafo digitale del camion la card del conducente di un collega anziché la sua. I poliziotti gli hanno ritirato la patente e lui, per la sua scellerata condotta, dovrà pure pagare una multa di quasi 2.000 euro.

A Massa, sempre sull’A/12, al casello di Massa, un altro camionista originario di quella zona è stato fermato con il suo TIR stracarico di blocchi di marmo, che lui stava portando verso il porto di Carrara. Gli agenti hanno appurato che c’erano a bordo 250 quintali di troppo e, per tale motivo, hanno notificato all’autista, un uomo di 40 anni, un verbale di quasi mille euro. 

A Monteriggioni (SI), sull’Autopalio, un camionista di 44 anni, originario di Siena, stava trasportando amianto che aveva recuperato da un’azienda della zona. Poiché si tratta di rifiuti tossici, lui doveva avere con sé una specifica autorizzazione di cui, invece, ne era privo. I poliziotti gli hanno sequestrato il camion, denunciandolo per violazione delle norme a tutela dell’ambiente. L’amianto, che rischiava di essere buttato chissà dove, è stato affidato a una ditta specializzata.

A Pontedera (PI), sulla S.G.C., un uomo di circa 60 anni, originario della provincia di Salerno, era alla guida di un camion con a bordo scarti di materiale edile, ma aveva disattivato il tachigrafo digitale, staccando un fusibile nel vano motore. Lui ha confessato il misfatto, giustificandosi che non poteva riposare, ma doveva raggiungere Milano senza perdere tempo. La Polstrada gli ha ritirato la patente, sanzionandolo per circa 2.000 euro.

Per garantire la massima sicurezza delle persone che si metteranno in viaggio in questo periodo estivo, sono state pianificate, nei prossimi fine settima, altre operazioni “globali” su tutto il territorio nazionale.

Il 66% degli italiani porta il proprio cane in auto quotidianamente

Una passeggiata in montagna, un tuffo nel mare, o un picnic fuori città. Agli italiani piace andare in giro con il proprio cane che, con oltre 10 milioni di registrazioni alla Banca dati dell'Anagrafe Animali d'Affezione, resta da sempre il migliore amico dell’uomo. A dimostrarlo anche gli oltre due miliardi di euro all’anno spesi per il pet food  e il fatto che, nel nostro Paese, 1 struttura alberghiera su 2 sia pet friendly – dato ben al di sopra della media mondiale del 37% ed europea del 40%.

Scegliere un cane come amico a quattro zampe significa, a differenza di altri animali domestici, anche avere la possibilità di poterlo portare con sé e condividere piacevoli momenti fuori casa. Per capire meglio le abitudini di padroni (e cani), Arexons ha realizzato un sondaggio in occasione del lancio del pack da 4 prodotti con sconto del 10% e medaglietta in plastica in omaggio di Fresca Foglia Dog, il profumatore pensato per viaggia con il cane in auto.

Emerge anzitutto che ben oltre la metà degli italiani (66%) viaggia quotidianamente con il proprio cane in auto: il 45% ogni volta che ne ha la possibilità, il 21% sempre.

Hotel, spiagge e campeggi pet friendly non sono più da ostacolo alle vacanze con Fido. Può quindi esserlo un viaggio in auto? Certo che no. Il 40% dei rispondenti è da tempo ormai abituato a fare lunghi tragitti in macchina con tutta la famiglia – pelosetto compreso. Tra quelli a cui non è mai capitato di affrontare un lungo viaggio on the road, il 21% dichiara che se dovesse esserci l’occasione, non avrebbe problemi a mettersi al volante con il proprio cane al seguito, mentre l’8% si rifiuta categoricamente. Solo il 4%, probabilmente scottato da qualche brutta esperienza, non lo rifarebbe mai più.

Chi di noi non ha mai visto video divertenti di cani che si godono il viaggio in auto? L’indagine conferma queste immagini felici con un 72% dei cani che, a detta dei loro padroni, sembra apprezzare le quattro ruote: il 37% si diverte a guardare fuori dal finestrino, mentre il 35% sopporta tranquillamente i tragitti brevi. Il 21% invece patisce un po’ gli spostamenti, e per questo i rispettivi padroni preferiscono evitare di portare con sé il proprio peloso.

Ma i viaggi con il proprio fido amico oltre alle gioie, possono portare anche… cattivi odori. La metà degli intervistati (54%), infatti, ammette che la propria auto abbia un olezzo davvero poco piacevole - il 32% arriva addirittura a vergognarsi nel portare passeggeri in macchina con sé che spesso (43%) fanno notare l’inconveniente e convincono il conducente a cercare il modo di eliminare gli sgradevoli effluvi.

A questo punto, i proprietari che fanno? Nel 54% dei casi scelgono la soluzione più logica e semplice: un profumatore per auto come Fresca Foglia Dog; il 16% decide di dedicarsi spesso alla pulizia dell’abitacolo, mentre il 10% lava frequentemente il proprio cane, pratica peraltro sconsigliata dai veterinari.

Per fortuna, da popolo amante degli animali, gli italiani non si lasciano intimorire da un po’ di puzza: questa non riesce certo a cancellare la gioia di trascorrere del tempo con il proprio amico a quattro zampe! E’ così che l’89% non lo lascerebbe mai a casa per questo motivo. Per il 56% basta usare i prodotti giusti, e anche l’olfatto… non ne risentirà!


Car sharing sempre più elettrico


È nato Eppy (Elettra Point to Point by Yourself), un servizio di car sharing a flusso libero 100% elettrico presentato oggi, e che sarà operativo dal primo giugno a Latina.

IL PERCORSO – L’avvio del progetto giunge al termine di una procedura ad evidenza pubblica avviata nell' estate 2017 dal Comune di Latina, alla quale ha risposto Alea Mobilità Urbana, Società del gruppo Elettra Investimenti, con sede nel capoluogo pontino e core business nel campo della generazione di energia e dell'efficientamento energetico. Oggi Eppy è operativo con i primi 14 veicoli della gamma Renault Z.E., ma con un progetto di sviluppo che punta a un totale di 50 unità nell’arco di 18 mesi.

«Elettra Investimenti continua a espandere la propria attività nel settore dell’efficienza energetica connessa alla sostenibilità, puntando sulla Mobilità Urbana Elettrica, inaugurando un servizio di car sharing totalmente green e a impatto zero sull’ambiente, una sfida economica e sociale in quanto a supporto di un nuovo approccio alla mobilità e alla concezione di trasporto urbano. Con questa iniziativa, Elettra continua a fare impresa in Italia, investendo risorse tecniche ed economiche proprie e con scelte strategiche innovative e di lunga visione. È una scelta dettata dalla volontà di creare un modello economico e ambientale virtuoso, investendo inizialmente con Latina e su Latina e da sviluppare in altre città simili per numero di abitanti. Ci si augura che competitor di dimensioni assai più rilevanti seguano questo modello» dice Fabio Massimo Bombacci, Presidente e CEO di Elettra Investimenti S.p.A.

Alea Mobilità Urbana ha scelto i veicoli elettrici Renault per lo svolgimento del servizio, la berlina compatta ZOE, il veicolo commerciale Kangoo Z.E. e il quadriciclo Twizy, in virtù delle loro qualità tecnologiche e della loro grande versatilità di utilizzo.

«Eppy rappresenta un ulteriore passo avanti nella diffusione della mobilità elettrica su larga scala: siamo felici di poter collaborare, in questa occasione, con attori pubblici e privati sensibili al tema ambientale, perché il raggiungimento di questo obiettivo è possibile solo grazie al lavoro sinergico di tutti questi attori. Convinti che i veicoli elettrici rappresentino la miglior soluzione per il car sharing, siamo grati ad Alea Mobilità Urbana per la fiducia riposta nella gamma Renault a zero emissioni. Questo incontro è la prova di come Latina si ponga oggi come modello di riferimento per i piccoli capoluoghi di provincia, in termini di sensibilità allo sviluppo della mobilità elettrica» ha affermato Francesco Fontana Giusti, Direttore Comunicazione & Immagine di Renault Italia.

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA - Il car sharing Eppy, oltre ad essere a basso impatto ambientale, perché realizzato con veicoli elettrici (autovetture, furgonette e quadricicli), rappresenta una sfida doppia, di sostenibilità ambientale ed economica, in un capoluogo come Latina che dalle ultime rilevazioni statistiche risulta essere tra quelli con il più alto numero di auto pro capite, una città in cui l’auto di proprietà è ancora abitudine radicata e status symbol.

«In linea con la politica generale del car sharing, il nostro obiettivo è quello di ridurre i veicoli di proprietà in circolazione oggi a Latina, contribuendo a promuovere una maggiore interazione del cittadino con il resto dell'offerta di trasporto, pubblico e privato. Insomma, raggiungere un traguardo virtuoso, cambiare le abitudini indirizzandole verso una maggiore sostenibilità contribuendo alla riduzione dei costi fissi che la proprietà dell'auto impone a famiglie e imprese» spiega Giambattista Pignataro, Direttore Sviluppo Smart Cities Solution di Elettra Investimenti.

LE COLONNINE - La sperimentazione prevede l’installazione di 30 colonnine di ricarica in punti strategici del territorio, strutturate in modo tale da poter ospitare al loro interno, in un prossimo futuro, anche la rete dei defibrillatori di cui il Comune di Latina sta dotando la città. Come previsto in sede di affidamento, i dati raccolti da Alea Mobilità Urbana saranno analizzati e rendicontati in un report studio e consegnati all'Amministrazione.

«Siamo orgogliosi di aver avviato questa attività che ci pone in Italia tra i primi a realizzarla in questa scala» aggiunge Bombacci. «Ringrazio il Comune di Latina e il Sindaco dott. Damiano Coletta, per l’opportunità e la condivisione del progetto di dotare la città, alla quale siamo legati e dove operiamo, di un servizio che ritengo possa essere di grande interesse per gli abitanti e le piccole imprese del capoluogo. Elettra è già una realtà nazionale nel settore della produzione di energia e dell’efficienza energetica e da oggi anche una realtà all’avanguardia nel settore della mobilità elettrica sostenibile.»

FREE EPPY - Per utilizzare i veicoli Eppy è necessario scaricare la App Mobile Eppy (disponibile per Android e IOS) e registrarsi. Una volta compiute queste due semplici operazioni, si potrà ricercare l'auto più vicina, avviare il noleggio e terminarlo secondo le esigenze personali, lasciando il veicolo nella zona contrassegnata in blu sulla mappa.  Fino a settembre, i clienti Eppy potranno utilizzare il servizio gratuitamente per un'ora al giorno.

La flotta Eppy beneficerà, ovviamente, di tutti i vantaggi legati all’utilizzo dei veicoli elettrici; potrà, quindi, essere guidata, in funzione del veicolo scelto, da patentati A (Twizy) e B (ZOE e Kangoo Z.E.), potrà essere parcheggiata sulle strisce blu (anche al Lido di Latina durante l’estate) gratuitamente, e potrà circolare all'interno delle ZTL.

Enel, al via la nuova generazione di colonnine per le auto elettriche

Enel X ha installato a Genova la prima colonnina pubblica di ricarica delle 100 previste dall’accordo siglato col Comune ligure ad aprile 2018.

Con l’infrastruttura di ricarica quick ad Erzelli, anche a servizio della nuova sede dell’Istituto Italiano di tecnologia (IIT), che si aggiunge alla stazione di ricarica EVA+ installata alla fine dello scorso anno presso l’aeroporto di Genova, prosegue il Piano nazionale per lo sviluppo di una infrastruttura di ricarica capillare per i veicoli elettrici.

Si tratta della prima grande città metropolitana ad aver aderito e avviato le installazioni previste dal Programma che punta a dotare il Paese di 7mila punti di ricarica entro il 2020, fino ad arrivare a 14mila entro il 2022. Enel X installerà le 100 colonnine di ricarica a Genova entro la fine del 2018.

Per dare ulteriore impulso alla diffusione dei veicoli elettrici su tutto il territorio cittadino, Enel X, grazie alla collaborazione con ALD Automotive, ha realizzato un’offerta specifica per i dipendenti ed ex dipendenti dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, che potranno usufruire del servizio di noleggio a lungo termine e del servizio per la ricarica del veicolo elettrico.
Con l’offerta E-go Noleggio a Lungo Termine, i dipendenti possono scegliere l’auto che preferiscono con tutti i servizi di gestione inclusi in un unico canone.

“Come Amministrazione stiamo lavorando su più fronti per una migliore qualità della vita dei genovesi – afferma il Sindaco di Genova, Marco Bucci. “Abbiamo deciso di aderire con convinzione a questo progetto perché crediamo che il futuro dei trasporti, sia privato che pubblico, sarà concentrato sull’elettrico. Questo ci porterà all’azzeramento delle emissioni inquinanti, specie le polveri sottili, e del rumore prodotto dai motori termici. La transizione alla mobilità elettrica comporterà innegabili benefici ambientali, economici e di salute. Un altro passo verso il futuro che vogliamo per Genova, con l’obiettivo di farla tornare la prima città del Mediterraneo”

“La mobilità elettrica si sta dimostrando uno strumento vincente in tutto il territorio e in particolare nei più importanti centri urbani del Paese. Siamo molto soddisfatti di presentare il protocollo d’intesa siglato con il Comune di Genova, città strategica per la realizzazione del nostro piano Nazionale di installazione di infrastrutture di ricarica – ha dichiarato Francesco Venturini, responsabile Enel X- “Grazie all’accordo con ALD Automotive, inoltre, saremo in grado di offrire i nostri servizi ai dipendenti dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dimostrando ancora una volta l’impegno del Gruppo nel collaborare con i migliori partner per la realizzazione di progetti innovativi che mirano a rendere più facile il passaggio all’elettrico e a una mobilità sempre più sostenibile e a zero emissioni”.

“Nell’ambito del nostro Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO14001 e con l’obiettivo di raggiungere i risultati prefissi – ha spiegato Massimiliano Gatti, direttore dei Servizi Tecnici di IIT -  l’Istituto Italiano di Tecnologia sta proseguendo nella promozione della mobilità elettrica ai suoi dipendenti. Dopo il successo del car sharing aziendale elettrico, lanciato con il progetto MOV-E in partnership con Nissan ed Enel lo scorso anno, continuiamo ad incentivare il personale IIT a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo del trasporto a zero emissioni che, con l’installazione della prima colonnina di ricarica agli Erzelli e l’offerta ad hoc per i dipendenti IIT, sembra ancora più realizzabile”.

La partnership tra Enel X e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è stata avviata nel 2016 con l’intento di sviluppare progetti legati alla mobilità elettrica e all’efficienza energetica. La collaborazione è proseguita nel 2017 con il lancio del primo car sharing elettrico aziendale presso l’Istituto, grazie alla collaborazione di Nissan che ha fornito due LEAF, e con l’installazione della prima colonnina con tecnologia V2G (Vehicle to Grid) che, quando la regolamentazione in Italia lo consentirà, permetterà di utilizzare le auto elettriche per la stabilizzazione della rete attraverso lo scambio bidirezionale dell’energia accumulata nelle batterie dei veicoli.

Ivass, la fotografia del mercato assicurativo

di Roberto Bagnoli

Nel  2017 il premio medio rc auto è  diminuito di oltre cento euro (quasi un quarto), attestandosi per le vetture a 425 euro (-5% in meno rispetto al 2016) e per ciclomotori e motocicli a 268 euro, il 2% in meno nel confronto con il 2016. L’Ivass ha intensificato le azioni a tutela del consumatore, con la lotta ai siti fantasma e le iniziative sulle polizze vita “dormienti, di cui cioè i beneficiari non conoscevano l’esistenza. L’anno scorso la raccolta premi ha registrato un calo a causa della frenata dei rami vita.

E’ lo scenario delineato da Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) nella Relazione sull’attività dell’Istituto nel 2017. “Nella rc auto sui costi è stato raggiunto un importante traguardo”,  ha sottolineato Rossi, “sono molto diminuite anche le disparità di prezzo sul territorio: per esempio, il differenziale Napoli-Aosta si è più che dimezzato, passando dagli oltre 400 euro del 2012 a meno di 200 lo scorso anno. Alla discesa dei prezzi ha contribuito la diffusione della “scatola nera”. Fra il 2013 e il 2017 le polizze con scatola nera sono passate dal 10% a oltre il 20% del totale, con punte nelle aree meridionali del 60%, portando così il mercato italiano in testa alle classifiche mondiali di diffusione dell’assicurazione auto connessa”.

L’Ivass ha raggiunto importanti risultati sul fronte della tutela del consumatore. “Sono state “risvegliate” quasi 190mila polizze vita dormienti con pagamenti, già effettuati o in corso, per oltre 3,5 miliardi di euro”, ha spiegato Rossi, “su altre 900mila sono in corso accertamenti delle imprese. L’Ivass sta lavorando con l’Autorità giudiziaria e la polizia postale per combattere l’abusivismo. Internet è piena di siti fantasma che fanno phishing assicurativo, soprattutto nella rc auto, ingannando i consumatori e distorcendo il mercato. I profili d’illiceità sono vari, e vanno da reati gravi come la truffa e il furto d’identità all’esercizio abusivo della professione assicurativa. Siamo continuamente a caccia di questi siti. Ogni volta – ed è successo oltre cento volte in tre anni – che ne scoviamo uno, magari segnalato da un reclamo, avvertiamo l’Autorità giudiziaria e ci adoperiamo per farlo mettere offline il più presto possibile, facendolo anche sparire dai motori di ricerca; ci riesce in sette casi su dieci. Molti siti oscurati ricompaiono poco dopo sotto altro nome, facendo pensare a poche centrali criminali. Solo le Autorità inquirenti, cui continueremo a fornire segnalazioni e ogni possibile supporto, possono sradicare questa malapianta”.

L’anno scorso la raccolta ha registrato un calo: sono stati incassati premi per 132 miliardi di euro, il 2,5% in meno rispetto al 2016. Per il primo trimestre 2018 si registra invece una crescita del 2,1% sullo stesso periodo dell’anno precedente. La flessione nel 2017 è dovuta al settore “vita”, quasi 3,5 miliardi di euro di minori ricavi. “I bassi rendimenti che le compagnie possono offrire sulle polizze vita tradizionali, le rivalutabili (ramo I) ne hanno, infatti, ridotto l’appetibilità per la clientela”, spiega il presidente dell’Ivass, “i premi raccolti su queste polizze sono stati di 63 miliardi, 10 in meno rispetto al 2016. La perdita è stata limitata dalla contestuale crescita delle polizze vita unit-linked (ramo III), che pongono in tutto o in parte il rischio finanziario in capo al sottoscrittore”.
In crescita, invece, dell’1,1% il settore danni, che ha interrotto il ciclo regressivo del settore iniziato nel 2012. “Persiste la sottoassicurazione nei rami danni non legati all’auto, si pensi alle catastrofi naturali o alle malattie”, ha sottolineato il presidente dell’Ivass, “l’innovazione tecnologica e l’aumento dell’offerta delle coperture potrebbero aumentare il tasso di assicurazione contro questi rischi. La domanda è in crescita”.

 www.iomiassicuro.it