La storia dell’auto? E' una storia italiana

di Nicola Odinzov

La paternità del primo motore a scoppio della storia spetta certamente a due ingegneri italiani, Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, che nel 1853 realizzarono il primo prototipo funzionante. Fu tuttavia Karl Benz, giovane ingegnere tedesco, che il 29 gennaio 1886 presentò all’Ufficio Brevetti dell’Impero germanico a Berlino la sua singolare “invenzione”, la prima automobile della storia, la Patent Motorwagen.

Da allora nell’industria automobilistica si sono susseguiti cambiamenti e innovazioni tecnologiche che hanno rappresentato vere e proprie rivoluzioni. Molti dispositivi oggi di serie hanno cambiato radicalmente il modo di guidare e viaggiare in automobile. Basti pensare al cambio sincronizzato di De Dion del 1896. Chi ha provato l’emozione di guidare un’auto dei tempi passati sa bene quanto abbia semplificato la guida, evitando di dover fare la doppietta, manovra indispensabile per non grattare gli ingranaggi del rapporto da innestare, eguagliandone la velocità.

Il riscaldamento, che sfruttava il calore del liquido di raffreddamento motore, fu inventato da Daimler nel 1897, ma fino al secondo dopoguerra mettersi alla guida durante l’inverno significava ancora doversi coprire con sciarpe e cappotti.

Italia patria di santi, poeti e navigatori, ma anche d’inventori. È italiano il primo impianto elettrico di serie su un’autovettura. L’impianto a 6 volt, che alimentava luci interne, clacson e fari, debutta nel 1913 a bordo di una Lancia Theta, ed è ancora la Lancia che nel 1923 presenta, al posto del telaio a longheroni, una nuova struttura a scocca portante e le sospensioni anteriori a ruote indipendenti.
Oggi, autonomia e consumo e vengono rilevati da dispositivi installati su qualunque auto, ma in passato per conoscere la quantità di carburante era necessario introdurre un’asticella di legno nel serbatoio. Non sono trascorsi molti anni da quando era necessario agire singolarmente su ogni portiera per aprire o chiudere l’auto. Oggi è sufficiente la pressione su un semplice tasto, e alcune auto riconosco addirittura il proprietario ed azionano autonomamente le portiere a seconda questi si avvicini o si allontani.

Nel 1931, al Ministero delle Corporazioni Ufficio delle proprietà intellettuali, fu registrato a nome di Elio Trenta il brevetto del primo cambio automatico, ma sarà la General Motors nel 1940 ad installare l’Hydra-Matic, precursore del moderno cambio automatico, sui modelli di serie Oldsmobile.
Fu la Buick Y Job Concept la prima a montare alcune innovazioni poi adottate su le auto di serie: tra queste la capotte e gli alzacristalli elettrici.

Il 4 novembre 1939 al 40esimo Automobile Show di Chicago la Packard Motor Co. di Detroit presentò la prima automobile dotata di climatizzatore d’aria manuale, ma per quello automatico si dovrà attendere fino al 1964.

Le automobili moderne dispongono di veri e propri sistemi infotainment e pensare alla prima ingombrante e costosa autoradio con comando a filo, la Motorola modello 5T 71 del 1930, fa oggi sorridere.

Sul fronte della protezione le cinture di sicurezza hanno rappresentato un vero e proprio salto in avanti. Dai modelli addominali, installati nel 1949 dalla Nash Motor, passando per quelli a tre punti di attacco, inventati nel 1959 dalla Volvo, fino ai moderni con arrotolatore e pretensionatore, le cinture di sicurezza hanno costituito la base di tutti i sistemi prevenzione delle lesioni in caso d’incidente. L’Airbag, brevettato da John W. Hetrick nel 1952, apparve in Europa solo nel 1981 come optional sui modelli più prestigiosi della Mercedes-Benz.Nel 1997 in seguito al famoso "test dell'alce” la Mercedes Classe A fu dotata di serie del controllo elettronico di stabilità (ESP) che dal 2014 è obbligatorio su ogni nuova vettura commercializzata in Europa, Stati Uniti e Australia.
È oramai una realtà che l’industria automotive sia impegnata nello sviluppo di auto ibride ed elettriche e non è certo un segreto che le batterie abbiano un ruolo primario. Si parla di accumulatori a celle cilindriche, a celle prismatiche ed a "pouch cells", ma fu il comasco Alessandro Volta nel 1799 ad inventare il primo accumulatore di elettricità della storia.

In conclusione è più che giusto riconoscere che l’Italia si è certamente guadagnata un ruolo importante nella storia dell’industria automobilistica.  Non solo per la fama di rombanti Ferrari, Lancia o Maserati, che hanno trasformato alcune automobili in veri e propri status symbol, ma anche attraverso piccole-grandi invenzioni di alcuni uomini, spesso poco conosciuti e che meritano di essere ricordati.