venerdì 29 marzo 2019

Self Service Metano, ora è possibile


Dopo aver superato il vaglio della Commissione Europea e dopo essere stato firmato dal Ministero dell’Interno e dal Ministero dello Sviluppo Economico, lo schema di decreto che modifica il testo, attualmente in vigore, della norma inerente l’esercizio degli impianti di distribuzione stradale del gas naturale per autotrazione e che permetterà il rifornimento di metano in modalità self-service è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20/03/2019. La nuova norma entrerà in vigore dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione. Il successivo punto riguarderà lo sviluppo di un data-base utenti on line, al quale accreditarsi e la creazione di un apposito tutorial che indichi i passaggi chiave del rifornimento.

“Federmetano (https://www.federmetano.it/) ha lavorato attivamente affinché la possibilità di rifornirsi autonomamente, anche per i metanautisti, divenisse una realtà. Il raggiungimento di questo traguardo è un riflesso del grande fermento di cui l’intero settore del gas naturale per autotrazione oggi è protagonista. Un’evoluzione dettata dalle potenzialità in termini di ecosostenibilità di questo virtuoso carburante, che ben rispondono alle normative europee in merito e che lo rendono la soluzione green, innovativa ma già disponibile sul mercato (ricordiamo che la rete distributiva vanta attualmente poco più di 1300 punti vendita, di cui 47 autostradali).

 Il rifornimento in self-service renderà ancora più appetibile l’uso del metano per autotrazione anche per le flotte, che vedevano nella necessità di servizio un ostacolo all’espansione nell’utilizzo di questo straordinario vettore energetico. Ricordiamo però che tale novità rappresenta una possibilità di vendita e non un obbligo di legge per chi esercisce le stazioni di vendita carburanti, saranno i consumatori a determinare lo sviluppo di questa nuova opportunità”- commenta Licia Balboni, Presidente di Federmetano.

giovedì 28 marzo 2019

ACI promuove in Italia il ‘contest’ della Federazione Internazionale dell’Automobile: nuove idee per migliorare la qualità della vita

ACI promuove in Italia la “Start-up Challenge”, lanciata da FIA – Federazione Internazionale dell’Automobile - per selezionare idee e progetti innovativi per la mobilità, l’assistenza alla persona e alla casa, prodotti e servizi per la terza età e, più in generale, ogni iniziativa finalizzata a semplificare e migliorare la qualità della vita.

Le Start-up interessate potranno presentare il loro progetto, che sarà esaminato da una commissione di esperti di innovazione di alcuni Club della FIA Regione I, che comprende 105 Automobile Club di Europa, Medio Oriente e Africa, in rappresentanza di oltre 35 milioni di soci.

Le idee migliori verranno presentate a Vienna il 22 ottobre prossimo, durante il Marketing and Management Workshop FIA, dalle stesse Start-up selezionate, e approderanno, poi, all’Assemblea FIA in programma il 6 dicembre a Parigi, con l’opportunità di instaurare sinergie e partnership a livello internazionale.

Tre le aree di interesse: il miglioramento della mobilità extraurbana, con particolare attenzione alle aree rurali; lo sviluppo di programmi e servizi di assistenza alle persone, indipendentemente dalla loro auto; iniziative per migliorare la qualità della vita delle persone anziane.

C’è poi una quarta categoria “aperta”, pronta ad accogliere le idee più innovative per il rinnovamento dell’offerta e dell’immagine degli Automobile Club territoriali, chiamati a spostare il loro baricentro strategico dai veicoli agli utenti della mobilità, in particolare per quanto riguarda viaggi, turismo, tempo libero, leisure.

Le candidature alla “Start-up Challenge” vanno presentate entro il 31 maggio su  www.fiastartup.eu.

mercoledì 27 marzo 2019

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martedì 26 marzo 2019

Sistema di avviso di marcia contromano, svolta per la sicurezza stradale


La sola idea di potersi imbattere in automobilisti che guidano contromano fa paura. Di fatto la possibilità che si verifichi una situazione del genere in autostrada è meno remota di quanto si pensi. Solo in Germania, ogni giorno i notiziari radio sulla circolazione segnalano circa cinque eventi di veicoli contromano, l’equivalente di quasi 2.000 ogni anno. Grazie al wrong-way driver warning, Bosch sta dimostrando che bastano poche migliaia di righe di codice informatico per proteggere vite umane.

Questo servizio salvavita basato su cloud, disponibile in 13 Paesi europei, non solo avverte il conducente che sta procedendo nel senso di marcia sbagliato, ma allerta anche gli altri guidatori che si trovano nell’area di pericolo, inviando con la massima velocità notifiche push. Integrati dapprima nelle app radio delle trasmittenti tedesche Antenne Bayern e Rock Antenne agli inizi del 2018, gli avvisi di marcia contromano contano già 400.000 utenti raggiunti, un numero destinato ad aumentare.

Al momento, ben 15 app di navigazione, streaming e radio hanno integrato la funzione app sviluppata da Bosch. Con essa il servizio è in grado di raggiungere diversi milioni di persone in Europa, dall’Irlanda all’Italia e dal Portogallo alla Polonia. "Niente più incidenti mortali a causa di veicoli che procedono nel senso opposto di marcia: è questo l’obiettivo di Bosch" ha dichiarato Markus Heyn, membro del Board of Management di Bosch. Per il suo sistema salvavita digitale Bosch ha sviluppato anche un modulo software: unico al mondo nel suo genere, integra gli avvisi nei sistemi di infotainment dei veicoli.

Un numero sempre più grande di servizi di navigazione, stazioni radio e nuovi portali integreranno il wrong-way driver warning di Bosch nelle proprie app, come una sorta di angelo custode digitale che protegge gli utenti della strada lungo il viaggio. Con otto milioni di download e una media di un milione di utenti attivi ogni mese, l’app di navigazione GPS Karta commercializzata dalla startup portoghese NDrive, è una delle app per smartphone del suo genere più diffuse al mondo. Gli utenti di 140 Paesi la usano non solo per individuare il percorso più rapido per raggiungere la loro destinazione, ma anche, grazie a Bosch e alla connettività al cloud, come sistema di avviso di marcia contromano. L’app radio e streaming fornita da bigFM, che conta più di mezzo milione di utenti, ha integrato la funzione app di Bosch da gennaio 2019. Radioplayer.de, radio FFN, radio rainbow, rainbow 2, radio RPR, TCS, BikerSOS e molte altre offrono questo servizio agli utenti delle loro app. Altri partner sono pronti per implementarlo, tra cui gli sviluppatori delle app per smartphone di Focus Online, Calimoto e V-Navi. "Vogliamo distribuire il wrong-way driver warning in tutto il mondo. Ogni incidente mortale è sempre un incidente di troppo" ha dichiarato Heyn.

Circa un terzo di questi incidenti avviene quando il guidatore contromano ha percorso solo 500 metri – nel peggiore dei casi con conseguenze fatali. Per rilevare se una macchina imbocca l’autostrada nel senso opposto di marcia la tecnologia basata su cloud confronta i movimenti effettivi del veicolo con la direzione di marcia consentita. Tali informazioni relative sono memorizzate in un database. Il guidatore non deve far altro che tenere l’app aperta in background. L’automobilista che imbocca la rampa di uscita invece che quella di entrata viene allertato da una notifica push.

Contemporaneamente, sono avvisati del pericolo anche i veicoli nelle vicinanze. Più aumenta il numero di veicoli connessi, più diventeranno strette le maglie della rete invisibile di sicurezza. Di conseguenza, migliorerà l’efficacia del sistema di avviso di circolazione sulla carreggiata sbagliata. Bosch utilizzerà un nuovo modulo software per integrare il wrong-way driver warning direttamente nei sistemi di infotainment dei veicoli futuri. Il display di bordo potrà quindi avvisare il conducente in pochissimi secondi. Bosch sta dialogando con molte case automobilistiche che desiderano integrare il wrong-way driver warning come dotazione di serie.
 

lunedì 25 marzo 2019

Ricarica bidirezionale in corrente alternata dei veicoli elettrici, al via la rivoluzione



Il Gruppo Renault, leader europeo del veicolo elettrico, avvia le prime sperimentazioni su larga scala della ricarica elettrica bidirezionale. La sua tecnologia in corrente alternata, che ha la specificità di integrare il caricabatterie bidirezionale direttamente nei veicoli, richiede quindi solo un semplice adattamento alle colonnine di ricarica esistenti, per un costo ragionevole.
Una flotta di 15 ZOE a ricarica bidirezionale sarà sviluppata nel corso del 2019 in Europa, per poter elaborare le future offerte di ricarica del Gruppo e predisporre le norme, con il supporto dei partner. Le sperimentazioni cominciano da oggi a Utrecht (Paesi Bassi) in un ecosistema sviluppato da We Drive Solar e sull’Isola di Porto Santo (arcipelago di Madera in Portogallo) con Empresa de Electricidade da Madeira, una utility energetica. Seguiranno sviluppi in Francia, Germania, Svizzera, Svezia e Danimarca.
 «Con questa iniziativa, il Gruppo Renault svolge pienamente il suo ruolo di leader della mobilità elettrica per tutti, nonché di protagonista della transizione energetica. La ricarica bidirezionale è una colonna portante degli ecosistemi elettrici intelligenti sviluppati dal Gruppo Renault. Abbiamo scelto una tecnologia a bordo che consente anche di ottimizzare il costo della colonnina di ricarica e, pertanto, di facilitare lo sviluppo su larga scala della mobilità elettrica», annuncia Gilles Normand, Direttore Veicoli Elettrici del Gruppo Renault. 

I vantaggi della ricarica bidirezionale? Eccoli: il principio della ricarica bidirezionale, altrimenti nota come vehicle to grid, modula il caricamento e lo scarico della batteria del veicolo elettrico in funzione delle esigenze dell’utente e dell’offerta di elettricità disponibile sulla rete. La ricarica viene effettuata ai massimi livelli quando l’offerta di elettricità è più abbondante rispetto al fabbisogno, in particolare in corrispondenza dei picchi di produzione delle energie rinnovabili. Tuttavia, i veicoli sono in grado anche di trasmettere energia elettrica alla rete nei momenti di picco dei consumi. I veicoli elettrici possono quindi fungere da unità di stoccaggio temporanee di energia e diventano un elemento chiave per sviluppare le energie rinnovabili.

La rete elettrica ottimizza, così, la fornitura di energia rinnovabile locale e riduce i costi delle infrastrutture. I clienti invece beneficiano di consumi elettrici più economici, più verdi e peraltro sono remunerati per il servizio che offrono alla rete elettrica.

La ricarica bidirezionale sarà testata in diversi progetti (ecosistemi elettrici o servizi di mobilità), in vari Paesi e in collaborazione con diversi partner, allo scopo di preparare la futura offerta del Gruppo Renault. L’obiettivo è duplice: valutare la fattibilità su larga scala e quantificare i potenziali guadagni. In particolare, tali test consentiranno di:
convalidare i vantaggi tecnici ed economici di una soluzione a bordo dei veicoli elettrici;
dimostrare concretamente il valore dei servizi offerti alla rete elettrica locale e nazionale, come favorire i consumi di energia solare ed eolica, controllare la frequenza o la tensione della rete e la riduzione dei costi infrastrutturali;
lavorare sul quadro normativo di un dispositivo mobile di accumulo di energia, individuarne gli ostacoli e proporre soluzioni concrete;
elaborare norme comuni, conditio sine qua non per uno sviluppo su larga scala.   

venerdì 22 marzo 2019

Dalla friggitrice al serbatoio, ecco l'R33 BlueDiesel



Testato con successo un nuovo carburante Diesel composto dal 33% di materiali di scarto e che abbatte la CO2 fino al 20% rispetto a quello tradizionale.

Il percorso verso la sostenibilità non passa solo per tecnologie rivoluzionarie come quella elettrica. Infatti, non può prescindere dal migliorare quelle già esistenti per diminuirne sempre più l'impatto ambientale. Per questo Volkswagen ha sperimentato con successo l’R33 BlueDiesel, un carburante di nuovo sviluppo che, grazie all’uso di biocarburanti, permette di ridurre almeno del 20% la CO2 rispetto al gasolio convenzionale. La fase di test è partita lo scorso gennaio nella stazione di servizio interna alla fabbrica di Wolfsburg, dove i dipendenti della Volkswagen per nove mesi hanno fatto il pieno ad alcuni veicoli aziendali utilizzando solo R33 BlueDiesel.

Dopo il successo della fase di test, l’R33 BlueDiesel ora è utilizzato quotidianamente nelle stazioni di rifornimento della Volkswagen a Wolfsburg. Un’altra stazione di prova è stata installata nello stabilimento di Salzgitter. E anche alcuni partner del progetto come Robert Bosch GmbH hanno cominciato a utilizzare R33.

L’R33 è stato sviluppato da Volkswagen e dall’Università di Coburgo in collaborazione con altri partner ed è conforme agli standard Diesel europei DIN EN 590. L’attuale fornitore è Shell Global Solutions, in cooperazione con Tecosol e Neste. Costituito fino a un terzo di componenti rinnovabili, rispetta tutti i criteri per l’uso di un carburante senza necessità di ulteriori requisiti. Anche per questo è molto interessante per Clienti che gestiscono grandi parchi auto, i cui veicoli percorrono molti chilometri l’anno, perché contribuisce al raggiungimento degli obiettivi aziendali di tutela ambientale.

La frittura delle patatine ha un ruolo rilevante nella produzione di materiali grezzi per biocarburanti, in quanto i grassi che vengono usati sono sfruttati in modo intelligente: dopo essere stati filtrati, ripuliti e processati in una miscela di paraffina o biodiesel, sono poi aggiunti al gasolio tradizionale. In questo modo l'R33 BlueDiesel è realizzato con un 33% - appunto - di componenti bio provenienti esclusivamente da materiali di scarto, ottenendo una riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al gasolio convenzionale almeno del 20%.


mercoledì 20 marzo 2019

SOCCORSO STRADALE, GRAZIE AD “ACI SPACE” SOS FACILE PER SORDI


Da oggi, grazie alla nuova funzione ‘SOS per sordi’ dell’app gratuita “ACI Space” - attivata dall’Automobile Club d’Italia, in collaborazione con ACI Global - per gli automobilisti sordi il soccorso stradale non sarà più un problema.

Per richiedere l’intervento del soccorso stradale ACI, infatti, basterà confermare la posizione GPS rilevata dalla app, inserire la targa del veicolo e il proprio numero di cellulare e “fare tap” sul pulsante “Attiva il servizio”.

ACI Space invierà, automaticamente, una e-mail alla centrale ACI Global, con tutti i dati necessari per effettuare il soccorso e l’automobilista riceverà un sms con l'orario di arrivo del carro attrezzi.

L’app gratuita “ACI Space” per smartphone e tablet è stata ideata per creare un punto di contatto continuo con automobilisti e motociclisti. L’applicazione, disponibile per iOS e Android, fornisce anche informazioni in tempo reale su ogni veicolo, su mobilità e traffico, e offre strumenti di pagamento per parcheggi, pedaggi e soluzioni di trasporto pubblico.

Oggi, oltre al servizio SOS, “ACI Space” offre: Around Me (ricerca online dei punti di interesse su mappa); Club (offerte e vantaggi per i soci ACI); Infotarga (per conoscere gratuitamente le caratteristiche di qualunque veicolo, dalla classe Euro alla potenza, informazioni sulla posizione al Pubblico Registro Automobilistico ed eventuali segnalazioni di furto); MyCar (panorama dettagliato sulle scadenze e le formalità dei propri mezzi, compresi bolli arretrati o fermi amministrativi); ACI&Co (racchiude i servizi informativi di ACI alla collettività come i notiziari sulla viabilità locale di “LuceVerde” e la rivista digitale “L’Automobile”, oltre alle funzionalità di pagamento elettronico per la sosta, l’accesso ZTL e il trasporto pubblico locale attraverso la piattaforma “MyCicero”).

martedì 19 marzo 2019

Nuova piattaforma web realizzata dall’Automobile Club d’Italia

Si chiama "Auto 3D" ed è una piattaforma web realizzata dall’Automobile Club d’Italia, che offre informazioni e servizi utili legati alla mobilità, per chi possiede un’auto o è interessato ad acquistarne una.

In un nuovo ambiente digitale appositamente studiato per gli automobilisti, sarà possibile esplorare le  «3D» - le tre dimensioni chiave della mobilità a quattro ruote:

Look “scopri il modello giusto per te”;
Buy “esplora le offerte su nuovo e usato e valuta se conviene più il ‘car sharing’ o il noleggio lungo termine”;
Drive “gestisci serenamente la tua auto grazie ai tanti servizi disponibili”.

Auto 3D:
-     aiuta a reperire informazioni utili sui veicoli in commercio (nuovi e usati), fornendo informazioni tecniche e di costo per facilitarne l’acquisto;

-     favorisce l’incontro domanda-offerta di auto nuove o usate;

-     consente di accedere ai servizi post-vendita (estensione garanzia, acquisto polizza di assicurazione, assistenza e certificato d’uso);

-     permette di usufruire di una serie di servizi ACI (già disponibili tramite l'app ACI Space), come Infotarga (per scoprire i dati tecnici e i costi di gestione di un veicolo) o MyCar e Memo (per gestire documenti e scadenze del proprio veicolo).

lunedì 18 marzo 2019

Sara Assicurazioni su Affari e Finanza


I prematuri necrologi sul petrolio...

di Alberto Clò 

Il dibattito sulla prematura fine del petrolio – vi sono ancora 1.700 miliardi di barili di riserve sottoterra – è ormai concentrato non sul ‘se’ avverrà, essendo data ormai per certa, ma sul ‘quando’. In sostanza: l’anno in cui la domanda raggiungerà il suo ‘picco’ (peak oil demand) per prendere poi inesorabilmente a cadere.

Chi lo colloca nel 2025, chi nel 2030, chi nel 2040. A causarlo, si sostiene, la galoppante transizione energetica verso le tecnologie low-carbon, l’aumento della penetrazione elettrica, l’avanzare prepotente dell’auto elettrica.

Ma le cose non stanno così.

Non solo perché la quota del petrolio resiste imperterrita; l’aumento della penetrazione elettrica proprio non si vede (da dieci anni i consumi elettrici nel mondo avanzato sono costanti); l’auto elettrica resta a un qualche punto per mille dello stock. Ma per altre due ragioni: perché si fanno male i conti e perché il petrolio, come i gatti, ha molte vite.

Si fanno male i conti perché il petrolio destinato alla mobilità passeggeri conta solo per il 25% dei suoi consumi così che quando l’auto elettrica raggiungerà il 20% dell’intero parco auto (oggi è al 4‰) verrà spiazzato appena il 5% del petrolio.

La seconda ragione è che questo spiazzamento sarà controbilanciato dalla maggior domanda in altri settori di consumo – petrolchimica, trasporto aereo, trasporto pesante – ove il petrolio resta insostituibile. Fatto inspiegabilmente dimenticato nei necrologi sul petrolio.

Prendiamo l’industria petrolchimica che assorbe il 15% dei consumi di petrolio. Data per moribonda, ha conosciuto negli ultimi anni una straordinaria rinascita. Soprattutto in America, ove in un decennio sono stati realizzati 300 progetti per 200 miliardi dollari, grazie al crollo dei prezzi per la shale revolution, ma anche in Cina, Indonesia, Corea del Sud, Medio Oriente, Russia. Ovunque tranne che in Europa.

Alla base di questa rinascita stanno più ragioni, a iniziare dal crescente appetito per beni (consumo e intermedi) derivati dalla petrolchimica, specie la plastica che assorbe i due-terzi dell’intera domanda di petrolio della petrolchimica. Da inizio secolo, il consumo di plastica nel mondo è raddoppiato come bulk materials spiazzando altri materiali ad elevato contenuto energetico/carbonico come alluminio, acciaio, cemento, ma anche come strumentale a beni di consumo: gadget elettronici, packaging, smartphone, infrastrutture digitali, cosmetica.

Va da sé che le ‘Big Oil’ vanno concentrando i loro investimenti nei settori di impiego a maggior crescita e con minori rischi di sostituzione. In particolare, ove il petrolio è impiegato come feedstock della petrolchimica, la cui quota sul totale dei suoi consumi (insieme a lubrificanti e bitume) è prevista aumentare dal 10%-15% del 2015-2010 a ridosso del 40% nel 2035-2040.

Questa crescita aggraverà la piaga dell’inquinamento da plastiche che dovrà essere contrastato con una salto di qualità delle politiche e pratiche di riciclaggio.

Altro settore in cui vi sono limitate possibilità di sostituzione del petrolio è quello del trasporto aereo, previsto crescere annualmente del 4,4% nei prossimi venti anni, grazie al continuo ridursi delle tariffe aeree, alla crescita del reddito pro-capite, alla globalizzazione. Vale rammentare che il 30 giugno 2018 ha toccato il record mondiale di 202.500 rotte – una ogni mezzo secondo – e che un solo volo Europa-Australia consuma tanto petrolio quanto una media vettura passeggeri in un intero anno.

Terzo settore è quello del trasporto pesante, per mare e terra, estremamente difficile da elettrificare ove il petrolio potrà essere sostituito parzialmente dal metano.

Morale, secondo l’Agenzia di Parigi la domanda di petrolio al 2030 crescerà rispetto ad oggi (tenendo conto dell’efficienza energetica) di 9,6 mil.bbl/g – a circa 110 mil.bbl/g – così distribuiti tra di diversi settori di consumo:

Il necrologio della fine del petrolio è, in conclusione, alquanto prematuro, inutilmente auto-consolatorio, lontano dalla realtà delle cose. Del petrolio non potremo farne a meno ancora per lungo tempo. A condizione, come usa dirsi, di arrivarci vivi.

FONTE: RIVISTA ENERGIA

sabato 16 marzo 2019

Una polizza obbligatoria a tutela della casa? Parla Michela Rostan

di Nicola Odinzov

Feuerbach, Marx e Engels hanno sempre sostenuto che la materia è assolutamente indipendente dall'uomo, leggi della natura e leggi della vita governano parti diverse del mondo, ma ciò non significa che le leggi dell’uomo non possano in parte contenere alcuni effetti negativi delle leggi naturali. In Italia l'unico a farsi carico dei danni connessi ai terremoti è lo Stato, mentre nel resto dell'Europa le cose vanno diversamente (ad esempio, in Spagna vige l'obbligo di assicurazione contro il rischio sismico anche se la sua gestione è statale). Ne abbiamo parlato con la Vicepresidente della Commissione Affari sociali di Montecitorio, Michela Rostan, del gruppo parlamentare Liberi e Uguali, promotrice di un provvedimento normativo che mira a proteggere la casa dai devastanti effetti delle catastrofi naturali.

Onorevole Rostan, il 78% degli edifici italiani è a rischio sismico, ma solo il 2% è coperto polizza assicurativa per tali eventi. Quanto è indietro l'Italia rispetto ad altri paesi?
"Purtroppo il gap che scontiamo nei confronti degli altri Paesi europei su questo tema è consistente. Soprattutto se pensiamo che la nostra penisola, per larga parte della sua superficie, è interessata da rischi sismici e dissesti idrogeologici che hanno portato morte e distruzione nella nostra comunità. Gli ultimi eventi sismici nel centro Italia e ad Ischia così come i fenomeni meteorologici sempre più improvvisi e violenti, dovrebbero scuotere politici e amministratori locali ad attivarsi per tutelare i cittadini e i loro beni.

Non dimentichiamo, poi, che il fenomeno dell’abusivismo edilizio contribuisce in modo altrettanto determinante ad aumentare le criticità. Nostro compito è quello di creare le condizioni migliori possibili per mettere gli italiani in condizione di tutelarsi da tutto questo. A partire da campagne di sensibilizzazione sull’importanza di proteggere il proprio bene primario, la casa, per proseguire con l’attuazione di strategie efficaci di prevenzione sia nella realizzazione di nuovi edifici che nel consolidamento e nella manutenzione di quelli già esistenti".

Crede che una legge che imponga l’obbligo di assicurazione per eventi sismici  e altre calamità naturali sia sufficiente a colmare questo gap?
"L’obbligo assicurativo in questo campo, come ad esempio quello della responsabilità civile per le automobili, è una misura di grande civiltà che tutelerebbe gli interessi di tutti i cittadini. Dei proprietari e di coloro che subiscono danni diretti o indiretti. Troppe volte abbiamo assistito a tragedie dove al dolore per la perdita di un proprio caro o della propria casa, si è aggiunto il dramma di non avere la possibilità di ricostruirsi una vita. Dobbiamo creare le condizioni affinché, anche di fronte ad eventi straordinari, chiunque possa essere messo in grado di ripartire da zero. E’ una misura di profonda equità".

Parliamo, dunque,  di un disegno di legge che non ha colore politico, il cui scopo è unicamente la tutela di un bene d’importanza primaria come la casa. Ha già una bozza del DDL?
"Stiamo lavorando ad una bozza per la quale ritengo indispensabile il contributo di tutte le parti in causa. Gli amministratori di condominio, le realtà assicurative, le associazioni dei consumatori. Su questi temi non esiste colore politico che tenga. Non esiste maggioranza e opposizione. La politica deve saper trovare l’unità di fronte a temi di interesse nazionale. Non ho dubbi sul fatto che così accadrà".

Quando inizieranno le consultazioni con gli altri partiti?
"Più che con i partiti ritengo utile che il confronto avvenga tra tutti i protagonisti del settore all’interno delle commissioni parlamentari di competenza. Partendo con audizioni delle componenti sociali e assicurative. Dobbiamo far sì che il testo di riferimento sia condiviso dalla più ampia componente sociale possibile. Solo così saremo sicuri di aver reso un buon servizio al Paese".

E’  una misura che già esiste in altri Paesi ,  collegata alla valutazione della vulnerabilità sismica potrebbe creare un circolo virtuoso, ma come evitare che si trasformi in una tassa per i meno abbienti?
"Semplicemente come avviene in altri Paesi. Vale a dire perequando gli oneri in base alle reali capacità economica e al valore degli immobili da tutelare. Al tempo stesso creando misure di controllo sulla qualità e sulla staticità dei fabbricati. Lo Stato deve farsi garante, laddove non sussistano condizioni di abusivismo, della possibilità che tutti possano accedere a questo servizio intervenendo esso stesso in prima persona laddove possibile. Di certo ogni misura di questo genere deve essere sostenibile per tutti, altrimenti creerebbe nuovi inaccettabili discriminazioni".

In un periodo politicamente ed economicamente difficile come quello attuale, non crede che imporre un’ulteriore spesa per le tasche degli italiani possa suscitare malcontenti?
"L’aumento di eventi sismici, di fenomeni legati al dissesto idrogeologico o a eventi climatici estremi mette seriamente a rischio l’incolumità di tutti noi insieme al nostro bene più prezioso, la casa. Dobbiamo fare i conti con questo dato che, in prospettiva, tenderà al peggioramento. Trovo che sia oltremodo irresponsabile esporsi al rischio di perdere tutto ciò che si è costruito con i sacrifici di una vita per non aver provveduto ad assicurarsi, specie se si abita in aree a forte rischio. La spesa dovrà essere quantificata in relazione ai diversi fattori di rischio e a quelli del valore immobiliare".

Quale sarà il costo da affrontare per una famiglia italiana?
"E’ ancora presto per dirlo. Sarà il frutto della concertazione tra assicuratori e associazioni di consumatori. Vorrei che tutti fossero presenti al tavolo portando il loro contributo. In gioco c’è la vita di intere famiglie".

Il costò sarà legato alla vulnerabilità sismica dell’immobile?
"I parametri dovranno essere quelli che individuano la zona dove insiste il fabbricato, ed altri fattori che verranno presi in considerazione man mano che emergeranno nel corso degli incontri".

Lei ha sottolineato la necessità di approvare un Piano nazionale di prevenzione del dissesto idrogeologico e introdurre il fascicolo del fabbricato nelle aree a rischio, affermando che tali provvedimenti avrebbero un impatto positivo su lavoro e rilancio dell’economia. Può spiegare come?
"La più grande opera infrastrutturale per il Paese è quella della messa in sicurezza delle aree critiche. Opere di consolidamento e contenimento, di adeguamento ai criteri anti sismici, di abbattimento e ricostruzione di edifici a rischio, di ingegneria idraulica per il contenimento dei corsi d’acqua e per il corretto deflusso delle acque nei sistemi fognari, di consolidamento delle cavità e ancora tanto altro. E’ possibile conciliare messa in sicurezza, sviluppo e occupazione.

Pensate solo per il completamento delle opere che ho citato quanto lavoro ci sarebbe da fare per le imprese edili, per ingegneri, architetti, geometri, geologi e per tutto l’indotto. La prevenzione crea un’economia sana e, come dimostrano tutte le statistiche, infinitamente più sostenibile rispetto agli interventi straordinari che vengono messi in campo per riparare i danni già fatti. E’ un concetto elementare che qualcuno fa finta di non voler recepire. Noi lavoreremo per un’Italia più sicura, più sostenibile e più equa".

venerdì 15 marzo 2019

Ford Performance Driving University Riapre l’anno accademico più adrenalinico, con i corsi di guida sportiva dell’Ovale Blu Ford, nell’ambito del proprio impegno di social responsibility, da sempre orienta in più direzioni il messaggio della sicurezza: dallo sviluppo costante di nuove tecnologie ai corsi di guida responsabile Driving Skills For Life. Per questo, nel 2017, è nata Ford Performance Driving University, un programma per insegnare ai neo-proprietari di modelli Ford ad alte prestazioni, come gestire responsabilmente e in sicurezza la potenza della propria vettura Ford Performance. I corsi di Ford Performance Driving University, che dal lancio ha coinvolto oltre 700 partecipanti, sono gratuiti e hanno l’obiettivo di fornire conoscenze, tecniche di guida e consapevolezza con il coordinamento di un team di piloti professionisti. Gli appuntamenti si svolgono presso alcuni dei più importanti circuiti italiani, tra cui quelli di Pavia, Modena, Magione e Anagni. Ogni corso di guida sportiva è una full-immersion di un giorno, durante il quale i partecipanti possono misurarsi con un’esperienza ad alto contenuto adrenalinico e acquisire maggiore consapevolezza del comportamento delle auto, anche nelle situazioni più estreme. All’interno della giornata vengono affrontati argomenti legati alla sicurezza e al controllo della vettura in pista come, tra gli altri, l’impostazione delle traiettorie, l’handling, la staccata, il controllo del sovrasterzo o il comportamento dinamico in condizioni al limite. Agli esercizi si affiancano i giri veloci in pista, durante i quali i partecipanti hanno la possibilità di guidare vetture Ford Performance a trazione anteriore, posteriore e integrale. La gamma Ford Performance include oggi Fiesta ST e Mustang. Nel corso del 2019 si aggiungeranno la nuova Focus ST e il Ranger Raptor, declinazione sportiva dell’indomito pick-up dell’Ovale Blu. Ulteriori informazioni sulla Ford Performance Driving University sono disponibili sul sito http://www.forddrivinguniversity.it/ # # #


Ford, nell’ambito del proprio impegno di social responsibility, da sempre orienta in più direzioni il messaggio della sicurezza: dallo sviluppo costante di nuove tecnologie ai corsi di guida responsabile Driving Skills For Life. Per questo, nel 2017, è nata Ford Performance Driving University, un programma per insegnare ai neo-proprietari di modelli Ford ad alte prestazioni, come gestire responsabilmente e in sicurezza la potenza della propria vettura Ford Performance.

I corsi di Ford Performance Driving University, che dal lancio ha coinvolto oltre 700 partecipanti, sono gratuiti e hanno l’obiettivo di fornire conoscenze, tecniche di guida e consapevolezza con il coordinamento di un team di piloti professionisti. Gli appuntamenti si svolgono presso alcuni dei più importanti circuiti italiani, tra cui quelli di Pavia, Modena, Magione e Anagni.

Ogni corso di guida sportiva è una full-immersion di un giorno, durante il quale i partecipanti possono misurarsi con un’esperienza ad alto contenuto adrenalinico e acquisire maggiore consapevolezza del comportamento delle auto, anche nelle situazioni più estreme.

All’interno della giornata vengono affrontati argomenti legati alla sicurezza e al controllo della vettura in pista come, tra gli altri, l’impostazione delle traiettorie, l’handling, la staccata, il controllo del sovrasterzo o il comportamento dinamico in condizioni al limite. Agli esercizi si affiancano i giri veloci in pista, durante i quali i partecipanti hanno la possibilità di guidare vetture Ford Performance a trazione anteriore, posteriore e integrale.


giovedì 14 marzo 2019

Sfoglia on line la rivista Onda Verde

E’ online il n. 22 marzo-aprile 2019 del bimestrale telematico “ONDA VERDE”, il periodico dell’Automobile Club d’Italia per la mobilità sostenibile.




mercoledì 13 marzo 2019

L'attuale crisi economica italiana? E' la più lunga della storia


La crisi economica iniziata nel 2008 è per l’Italia la più lunga tra tutte quelle che si sono succedute nel nostro Paese dall’Unità ad oggi. Da un’elaborazione del Centro Studi Promotor su dati Istat e Banca D’Italia emerge che, se si considera il periodo che comprende il primo anno di calo del Pil e l’anno del ritorno al livello ante-crisi, la crisi seguita alla terza guerra di indipendenza (1866) durò otto anni, quella coincisa con la prima guerra mondiale duro dieci anni, quella del 1929 durò sei anni e quella della seconda guerra mondiale durò dieci anni. La crisi che interessa oggi il nostro Paese è invece già durata undici anni e il Pil del 2018 è ancora al di sotto del livello ante-crisi (2007) di oltre il 4%.

Come il grafico mostra chiaramente, dopo ogni grande crisi si è avuto un periodo di ripresa piuttosto sostenuto soprattutto nel secondo dopoguerra. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la lunghezza della crisi attuale e la nuova entrata in recessione del sistema economico italiano con i due cali consecutivi del Pil che si sono avuti nel terzo e nel quarto trimestre del 2018 getta un’ombra sinistra sul futuro dell’economia italiana. Pare oggi infatti molto difficile prevedere quando si tornerà ai livelli ante-crisi e non si può escludere l’ipotesi che l’economia italiana sia entrata in una fase di stagnazione di lungo periodo né si può escludere l’ipotesi ancora peggiore che la tendenza secolare alla crescita che ha caretterizato l’economia italiana dal 1861 al 2007 si sia invertita.

martedì 12 marzo 2019

Usato in crescita, ecco l'analisi dell'Aci


Segno più anche nel mese di febbraio per i passaggi di proprietà delle auto, che al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno registrato un incremento del 3,7% rispetto all’analogo mese del 2018. Da segnalare che le minivolture, con 218.537 minipassaggi, hanno fatto registrare un record assoluto per il mese di febbraio. Per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 162 di seconda mano nel mese di febbraio e 174 nel primo bimestre dell’anno.

A fronte dell’ennesima flessione a due cifre delle prime iscrizioni di auto diesel (-19% a febbraio rispetto allo stesso mese del 2018, con un’incidenza rispetto alle vendite totali in calo dal 54,4% di febbraio 2018 al 42,6% di febbraio 2019), il mercato dell’usato nel mese di febbraio ha registrato ancora una volta un aumento dei passaggi di proprietà delle vetture a gasolio, con una variazione mensile del 6,6% che porta la crescita totale nel primo bimestre al 9,3%.

Ad ulteriore documentazione della tendenza a cedere macchine diesel usate, si evidenzia a febbraio l’aumento delle minivolture di vetture a gasolio (+7,8%), mentre si registra  un calo dei minipassaggi di quelle a benzina (-5,1%).

Tornano in terreno positivo a febbraio i passaggi di proprietà dei motocicli, con un bilancio mensile che evidenzia un incremento del 2,3% rispetto a febbraio 2018, sempre al netto delle minivolture.

Nei primi due mesi dell’anno è stata rilevata una crescita del 5,6 % per le quattro ruote e del 4% per tutti i veicoli. Le due ruote, al contrario, hanno archiviato nel primo bimestre dell’anno un calo dell’1,8%.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Bilancio positivo a febbraio per le radiazioni delle autovetture, che hanno messo a segno una variazione mensile positiva del 4,8%, con un incremento del 12,6% delle demolizioni. Il tasso unitario di sostituzione a febbraio è stato pari a 0,81 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 81) e a 0,88 nei primi due mesi dell’anno. In leggera flessione, invece, le radiazioni dei motocicli che hanno chiuso il mese di febbraio in calo dell’1,5%.

Nel primo bimestre dell’anno le radiazioni hanno archiviato contrazioni complessive del 4,1% per le autovetture, del 25,6% per i motocicli e del 6,7% per tutti i veicoli.

lunedì 11 marzo 2019

Aci Sport, a tutto gas nel Campionato Italiano Rally Auto Storiche

Il Campionato Italiano Rally Auto Storiche è appena partito dal 9° Historic Rally delle Vallate Aretine, gara organizzata da Scuderia Etruria Sport. La stagione 2019 per la serie tricolore si prospetta quantomai interessante, già dall’esordio, soprattutto guardando i piloti di spicco che firmeranno le 8 tappe del calendario. Molti dei nomi annunciati nella pre season si presenteranno sin dal via sulle speciali aretine. Presenti i migliori piloti dei rally storici pronti a difendere il titolo conquistato lo scorso anno.

Non poteva mancare alla chiamata il grande protagonista dell’ultimo CIRAS “Lucky”, nuovamente affiancato da Fabrizia Pons sulla Lancia Delta Int 16V gruppo A. Il pluricampione vicentino proverà a confermare la supremazia mostrata nel 4° Raggruppamento, ma dovrà vedersela con i rivali noti e diverse new entry.

Con il Campionato Italiano Rally Auto Storiche riparte anche il Trofeo A112 Abarth Yokohama. La serie ufficiale ACI organizzata dalla Scuderie Etruria e dedicata alle Autobianchi, giunta quest’anno alla sua decima edizione, si articolerà su sette appuntamenti affiancandosi alla massima serie nazionale anche nel Rally Campagnolo, nel Rally Lana Storico e nel Rallye Elba Storico. A difendere il primato ci sarà nuovamente il vicentino Raffaele Scalabrin in coppia con Giulia Paganoni.

venerdì 8 marzo 2019

Bilancio 2018: risultati molto positivi e crescita per il Gruppo Sara

Approvato a Roma dal Consiglio di Amministrazione di  Sara Assicurazioni il progetto di Bilancio 2018.

Il bilancio consolidato del Gruppo evidenzia una raccolta premi di 677,4 milioni di Euro, in aumento del 4,4% rispetto al 2017 ed un utile netto pari a 71,5 milioni di Euro, superiore rispetto all’esercizio 2017 (69,1 milioni di Euro). Positivo anche l’indice di solvibilità, che evidenzia una copertura del 264%.

Il bilancio di Sara Assicurazioni presenta una raccolta premi di 582,9 milioni di Euro, in aumento del 4,3% rispetto al 2017 e chiude con un utile netto di 61,9 milioni di Euro,  migliore rispetto ai 60,8 milioni di Euro del 2017.

Il CdA di Sara proporrà all’Assemblea di destinare circa il 60% degli utili a riserva, a ulteriore rafforzamento del requisito di solvibilità (SCR), già molto positivo e pari al 284%.
La controllata Sara Vita, chiude l’esercizio con una raccolta premi pari a 95,5 milioni di Euro, in aumento del 5% rispetto al 2017, e un utile netto di 0,8 milioni di Euro (2,4 milioni di Euro nel 2017). Il CdA proporrà di destinare gli utili interamente a riserva. L’indice di solvibilità risulta pari al 163%.

“Il Gruppo SARA – ha commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti – ha conseguito un altro anno di ottimi risultati, non solo numerici, che ci consentono di affrontare con disinvoltura un mercato di riferimento molto competitivo e sempre più caratterizzato dall’evoluzione delle dinamiche di relazione con il cliente.”

Gommisti abusivi sotto la lente dei controlli della Polizia


Sono stati 749 i controlli effettuati nel 2018 dalla Polizia presso i gommisti di tutta Italia. 166, che sono il 22% degli esercizi controllati, sono risultati fuori norma con ben 69 esercizi abusivi, ovvero non iscritti in Camera di Commercio come titolati ad esercitare la professione di gommista, pari al 9% del campione. In totale sono state elevate 280 sanzioni con 35 denunce all’Autorità Giudiziaria e 63 sequestri. Questi, in estrema sintesi, i numeri forniti oggi da Giovanni Busacca, Direttore del Servizio Polizia Stradale, durante il Convegno dal titolo Pneumatici e Sicurezza Stradale: la voce degli operatori del settore e il ruolo chiave del gommista che si è svolto a Roma presso la sede dell’ACI.

Dati allarmanti che preoccupano non solo la Polizia ma anche le Associazioni di Categoria. Tutta la filiera plaude a questi controlli e prende le distanze da questi soggetti che non possono essere considerati dei professionisti, ma delle eccezioni all’interno di una categoria sana.

Questi controlli hanno il merito di sollevare ancora una volta il problema della sicurezza stradale legata ai pneumatici. Infatti, un gommista che opera nella legalità offre all’automobilista sicurezza, rispetto ambientale e lavoro qualificato.

Come sottolinea Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, “non basta produrre gomme nel rispetto di tutte le normative tecniche e giuridiche, aver acquistato le marche più note a garanzia di qualità del prodotto, aver scelto gomme omologate e adatte al proprio veicolo e al periodo stagionale, ma è necessario poi prestare la massima attenzione al corretto montaggio e alla successiva manutenzione”. Innumerevoli sono state in quasi 20 anni di collaborazione tra le Associazioni e la Polizia le occasioni in cui proprio dai controlli sono emerse criticità sul mercato, a cui poi è seguita una attività di rappresentanza per la loro soluzione.

“E’ necessario intervenire efficacemente per arginare un fenomeno che incide negativamente su tutto il sistema della circolazione” sottolinea Giovanni Busacca, Direttore del Servizio Polizia Stradale, “I pericoli che derivano da una condotta sconsiderata ed illegale quale è quella del montare pneumatici non omologati o la pessima manutenzione degli stessi, impongono maggior attenzione e controlli sempre più serrati sui soggetti che operano in tutta la filiera. Mettersi alla guida con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi  a quanto previsto dalla normativa,  espone i conducenti ad un elevato rischio di incidenti stradali. La Polizia Stradale in questo è da sempre attiva attraverso un impegno a 360 gradi che va dalla formazione dei nostri operatori, alla prevenzione, ai controlli e alla repressione.”

Renzo Servadei, Segretario Generale di Federpneus e Amministratore Delegato di Autopromotec, la biennale internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, ricorda che “l’automobile è sempre più tecnologica e questo vale anche per il sistema ruota. Le forme di noleggio che includono anche i servizi di assistenza sono il futuro prossimo della mobilità. La scelta di una gomma auto, già oggi complessa, sarà sempre più determinante in futuro con veicoli a propulsione elettrica oppure ibrida, oltre alle attuali motorizzazioni. In questo scenario ormai prossimo è fondamentale la figura del gommista che deve essere un vero e proprio professionista nella consulenza per la scelta ed il montaggio dei pneumatici”.

Da non sottovalutare poi il tema del collegamento del sistema ruote con i vari apparati elettronici che presiedono l’assistenza alla guida. Già oggi è obbligatorio il controllo di pressione e in molti casi, per i nuovi modelli che hanno il livello 2 di assistenza, in caso di regolazione dell’assetto è necessario regolare anche i parametri dell’auto, per indicare al computer di bordo l’informativa corretta sul nuovo assetto.

Tutte le Associazioni intervenute chiedono che venga riformata e adattata alle nuove esigenze dell’evoluzione tecnologica la legge 122/92 che disciplina il sistema di autoriparazione. E’ necessario definire programmi di formazione omogenei sul territorio nazionale per il responsabile tecnico, che contengano le corrette procedure e un elenco di attrezzature minimali da mantenere tarate. Se una corretta manutenzione del veicolo è l’elemento essenziale della sicurezza di tutti noi, un ruolo essenziale lo assume la legalità: il gommista dovrà investire in formazione e informazione ed attrezzature. Chi lavora in nero, evadendo IVA e contributo ambientale, chi lavora con apparecchiature non idonee, chi monta gomme usate di dubbia provenienza ed idoneità, può fare certamente quotazioni più basse ma la differenza di prezzo la pagano l’automobilista e la sicurezza in strada, nostra e degli altri. I controlli delle forze dell’ordine sono utili a far emergere il fenomeno che andrà fatto seguire da un’azione di emarginazione, da parte di tutti, nessuno escluso. Questo a beneficio della collettività.

Giuseppe Calì, portavoce nazionale di CNA per la sezione gommisti, parla di “un contesto di diffuso «fai da te ,e crisi del mercato che hanno conseguenze negative sulla sicurezza stradale e producono concorrenza sleale e danni ambientali”. CNA conferma insieme alle altre Associazioni di categoria come sia fondamentale la legalità, che passa da controlli e sanzioni ma anche attraverso la formazione del gommista e la professionalità, e soprattutto dalla riforma della legge 122/92. La richiesta della filiera tutta, è dunque quella di una seria riforma della legge 122/92 che istituisca un elenco di attrezzature minime per svolgere l’attività di gommista, il ripristino del registro esercenti attività di gommista, dichiarazione di conformità, regolamentazione in senso restrittivo delle riparazioni ambulanti e poi, controlli e sanzioni severe per chi fosse trovato fuorilegge.

E’ evidente che il gommista può svolgere un ruolo determinante per il rispetto della normativa ambientale. Il suo impegno e la sua coscienza ambientale rappresentano elementi fondamentali per evitare uno scorretto smaltimento degli pneumatici a fine vita. Questo è un valore che tutte le Associazioni della filiera si impegnano a perseguire invitando anche gli automobilisti ad una collaborazione controllando l’emissione di scontrini fiscali e di contributi ambientali.
Peraltro la corretta manutenzione è già di per sé un formidabile fattore di rispetto dell’ambiente: controllando semplicemente la pressione si risparmia carburante e si consuma meno il pneumatico. Lo stesso vale per gli altri elementi della manutenzione, vale a dire assetto, equilibratura, controllo dei danneggiamenti.

Angelo Sticchi Damiani, Presidente Automobile Club Italia ricorda che “Gli automobilisti italiani spendono ogni anno più di 8 miliardi di euro in pneumatici, ma troppo spesso non prestano costante attenzione alla loro corretta manutenzione, dimenticando il ruolo strategico degli pneumatici per la sicurezza stradale ma anche per l’economia di esercizio. Una gomma sgonfia o logoro allunga la frenata, diminuisce la stabilità del veicolo e compromette l’efficienza dei sistemi elettronici di bordo come Abs ed Esp, aumentando anche i consumi di carburante, per il quale spendiamo più di 35,5 miliardi di euro ogni anno. Il nostro continuo impegno formativo dei conducenti si rafforza oggi di un’azione sinergica di sensibilizzazione che coinvolge tutta la filiera degli pneumatici, che siamo ben lieti di presentare presso la sede di ACI”

Al termine dei lavori, Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, propone un decalogo per l’automobilista che lo aiuti a scegliere, montare e manutenere il pneumatico, l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo:

1. Acquistare pneumatici omologati, adatti al periodo stagionale e possibilmente di marche note. Evitare l’acquisto di pneumatici usati e soprattutto di pneumatici riscolpiti per vettura, la cui vendita è vietata.

2. Controllare sempre la rispondenza alla carta di circolazione verificando che i pneumatici montati abbiano le giuste dimensioni e prestazioni previste dal veicolo.

3. Rivolgersi per la manutenzione a soggetti professionali specializzati (gommisti) che dispongano di insegne ben visibili, possibilmente verificando che siano iscritti in Camera di Commercio nella specifica categoria che identifica la professione di gommista.

4. All’atto dell’acquisto verificare che sullo scontrino fiscale siano riportati separatamente l’importo riferito ai beni acquistati dalla prestazione di servizio (montaggio, equilibratura, ecc.). Verificare anche che sullo scontrino sia indicato, sempre separatamente, il contributo ambientale per ogni pneumatico da smaltire.

5. Accertarsi, all’atto del ritiro della vettura dopo la manutenzione, che il sensore di pressione, se esistente, sia funzionante.

6. Il montaggio “fai da te” è vietato per legge, ma al di là della prescrizione normativa è un’operazione sconveniente perché può tradursi in problemi per la sicurezza propria, dei trasportati e dei terzi.

7. Per ripristinare la pressione di gonfiaggio (operazione che va eseguita possibilmente ogni mese e a freddo) rivolgersi sempre ad un gommista che è tenuto ad avere manometri tarati. L’operazione corretta ottimizzerà le prestazioni riducendo i consumi di carburante fino al 15%.

8. Il rilascio dello scontrino fiscale all’atto dell’acquisto è fondamentale per far valere la garanzia legale. Al pari di ogni bene di consumo la garanzia legale è pari a 24 mesi dalla data di acquisto che deve essere fatta valere nei confronti del venditore, cioè il gommista. Chi non dispone dello scontrino non può vantare alcuna garanzia.

9. Gli acquisti on line sono da assimilare a tutti gli effetti agli acquisti effettuati presso altri canali di acquisto. Anche per questi acquisti deve essere rilasciato uno scontrino, devono essere pagati IVA e contributo ambientale.

10. Condizioni economiche eccessivamente convenienti sia in termini di prodotto, sia in termini di servizio, celano quasi sempre amare sorprese e generalmente corrispondono a prodotti e prestazioni di scarsa qualità con le relative conseguenze, non solo in termini di durata, ma anche e soprattutto sulla sicurezza stradale.

giovedì 7 marzo 2019

Blockchain: nasce il Fascicolo Digitale del Veicolo, la prima applicazione automotive per certificare il ciclo di vita del proprio veicolo

ACI e EY puntano sulla tecnologia Blockchain con il Fascicolo Digitale del Veicolo. Si tratta della prima applicazione smartphone al mondo che consente all’automobilista di disporre di dati certificati del proprio veicolo indipendentemente dal tipo di marca e modello. L’applicazione consente di interconnettere l’intero ecosistema automotive offrendo ai singoli operatori la possibilità di scambiarsi informazioni in un ambiente trust.

Negli ultimi mesi è stata presentata la nuova offerta semplificata e agevolata dei servizi ACI, con l’obiettivo di introdurre un nuovo paradigma di cittadinanza attiva, trasformando il cittadino da spettatore a motore pulsante dei servizi di cui usufruisce. ACI in qualità di conservatore digitale dei dati nel settore automotive sta guardando alla Blockchain, che rappresenta la naturale evoluzione dei servizi offerti, distribuendo i dati e mettendoli in connessione tra i vari attori dell’ecosistema in piena trasparenza.

La tecnologia Blockchain, sviluppata in collaborazione con EY, è una soluzione che consente di certificare il ciclo di vita del veicolo attraverso la notarizzazione virtuale dei dati all’interno di un’infrastruttura distribuita che consentirà di creare un ecosistema di interoperabilità. Si tratta della prima soluzione al mondo basata su app smartphone che permette non solo di certificare i dati del veicolo, ma anche di sviluppare nuovi servizi a valore aggiunto come la trasparenza nel mercato secondario e dell’usato, l’auto-certificazione chilometrica, lo sviluppo di nuovi prodotti con le compagnie assicurative e l’abilitazione del nuovo certificato di revisione.

Attualmente solo il 33% dei consumatori in Europa riceve informazioni sullo storico dei service del veicolo . Considerando i valori minimi e massimi dei paesi europei, in Italia abbiamo un range delle vendite di macchine usate tra il 5% e il 12%, quindi con le manomissioni dei contachilometri si ha un danno economico che va dai 5,6 miliardi fino a 9,6 miliardi (valore del prezzo in eccesso sommato al costo aggiuntivo di manutenzione e sostituzione dei pezzi); la media sale se si considerano le vendite transazionali (30-50%). In Italia il mercato dei ricambi falsi ha raggiunto nel 2018 un tasso del 10% annuo. Si stima per lo scorso anno una manomissione del contachilometri su circa 2.500.000 veicoli usati venduti . Il fascicolo dell’automobile certificato blockchain valorizza le migliori esperienze di mercato all’interno di una cartella univoca in cui i dati non sono modificabili, associando immutabilmente l’ownership di ciascun attore che contribuisce ad alimentarlo. L’automobilista può così beneficiare automaticamente della messa a disposizione di una serie di informazioni pubbliche e integrarle lui stesso, tracciando personalmente altre informazioni relative ad esempio ai km percorsi e agli interventi di manutenzione (es. con foto dallo stesso smartphone). In un futuro prossimo queste informazioni saranno messe a disposizione direttamente dagli operatori del settore (officine, assicurazioni, ecc.).

Vincenzo Pensa, Direttore Centrale ACI Sistemi Informativi e Innovazione, afferma: “Il nuovo paradigma dei servizi al cittadino impone di identificare una tecnologia in grado di distribuire i dati raccolti in modo interoperabile tra tutti gli attori dell’ecosistema, ma garantendo l’immutabilità e la trasparenza degli stessi. ACI ha deciso di implementare la blockchain nella sua applicazione smartphone per offrire un servizio innovativo, rivoluzionario e di sistema.
 
Secondo Mauro Minenna, Direttore Generale ACI Informatica “la Blockchain offre un ambiente “trusted” all’interno del quale gli operatori del settore possono scambiarsi informazioni mantenendo l’ownership del dato e la riservatezza richiesta. Tutto ciò a beneficio dell’automobilista e dell’intero settore. L’ACI per la sua mission storica istituzionale è nella posizione più naturale per facilitare la creazione di una piattaforma Blockchain per il settore automotive”.

Claudio Meucci, EY Market Leader Advisory Mediterranean area, afferma: “Grazie all’utilizzo della tecnologia blockchain, il cittadino diventa co-autore e fornitore di dati che, attraverso un sistema di notarizzazione virtuale, andranno a formare il fascicolo digitale del veicolo. Lo scopo è di consentire ai cittadini stessi di consultare e controllare la cronologia del ciclo di vita di un’automobile semplicemente inserendo la targa in un'app per smartphone”.

Secondo Giuseppe Perrone, EY Blockchain Hub Mediterranean Leader: “L'utilizzo della tecnologia Blockchain all'interno di questa soluzione consentirà di definire un unico standard di interoperabilità per la creazione di un ecosistema del settore automotive e per l'automazione di alcuni processi durante il ciclo di vita dell'asset. Attraverso la creazione di token, oggetti digitali non replicabili, in futuro sarà possibile ipotizzare l'adozione di scambi di proprietà automatizzati e basati su smart contract”.
Il Fascicolo Digitale del Veicolo, integrato nell'app ACI Space, sarà disponibile a breve attraverso gli App Store IOS e Android.


mercoledì 6 marzo 2019

2018: prezzi auto in calo per l’usato (-3,3%), in aumento per il nuovo (+1,9%)


Nel 2018 in Italia i prezzi pagati per l’acquisto di auto usate sono calati mediamente del 3,3% rispetto al 2017. Il prezzo delle vetture nuove è invece aumentato dell’1,9%. Si tratta di un tasso di crescita superiore rispetto a quello fatto registrare dal livello generale dei prezzi al consumo (+1,2%). Sempre con riferimento al 2018, risultano in crescita, seppure più modesta, anche i prezzi dei servizi per l’assistenza alle auto (+1,2% sul 2017). Questi dati derivano da un’elaborazione sugli indici Istat dei prezzi al consumo condotta dall’Osservatorio Autopromotec sui costi dell’assistenza auto.


Un fattore che ha influito sul calo dei prezzi delle auto usate, secondo l’Osservatorio Autopromotec, è la cosiddetta “demonizzazione del diesel”, cioè la campagna contro questo tipo di motorizzazione messa in atto da molte amministrazioni pubbliche del nostro Paese che hanno imposto, in alcuni periodi di tempo e in alcune aree, il divieto di circolazione delle auto alimentate a gasolio di categoria inferiore o uguale ad Euro 3 (in alcune aree il divieto è stato esteso anche fino alle vetture diesel Euro 4). Tale fenomeno ha avuto un impatto anche sul mercato dell’usato con l’inevitabile svalutazione delle vetture diesel usate.

La demonizzazione del diesel non ha invece finora determinato una diminuzione dei prezzi delle vetture nuove, che al contrario dell’usato hanno mostrato nel 2018 una crescita delle proprie quotazioni ben superiore al livello d’inflazione.

La crescita dei prezzi del nuovo è giustificata dalla tendenza delle case automobilistiche ad offrire soluzioni in termini di comfort e sicurezza sempre più sofisticate e ad alto contenuto tecnologico a bordo delle auto.

Per quanto riguarda l'assistenza, invece, i prezzi hanno registrato nel 2018 un incremento piuttosto modesto e in linea con il ritmo di crescita dell’inflazione, a dimostrazione che il comparto sta evitando di forzare sui prezzi in un contesto economico in cui affiorano preoccupazioni per il progressivo rallentamento della congiuntura. Nel dettaglio, tra le voci dell’assistenza auto, solo quella relativa alla manutenzione e alla riparazione ha fatto registrare un incremento più marcato (+1,3%). In misura più contenuta, invece, sono aumentati i prezzi dei lubrificanti (+0,7%), dei ricambi e accessori (+0,7%) e dei pneumatici (+0,5%).

martedì 5 marzo 2019

Volkswagen ID, pioniera della mobilità sostenibile



La Volkswagen rispetta l’Accordo di Parigi sul clima e pone le basi per una mobilità sostenibile con la sua gamma elettrica. L’inedita ID. che andrà in produzione a Zwickau alla fine dell’anno avrà un ruolo pionieristico: sarà la prima auto del Gruppo a bilancio neutro di CO2 se il suo proprietario la ricaricherà regolarmente con energia “verde”. Solo per quel che riguarda la fase di produzione, l’impronta di carbonio della ID. sarà inferiore di oltre un milione di tonnellate di CO2 l’anno. Un valore pari all’impatto di una centrale elettrica a carbone che fornisce corrente a 300.000 abitazioni. Inoltre, la Volkswagen sta lavorando a un programma di decarbonizzazione complessiva che include misure per altri modelli. La Marca offrirà più di 20 modelli totalmente elettrici entro il 2025.

 “Il cambiamento climatico è la più grande sfida della nostra epoca”, ha detto Thomas Ulbrich, Membro del Consiglio d’Amministrazione della marca Volkswagen responsabile della mobilità elettrica. “Uno dei principali costruttori d’auto a livello mondiale, la Volkswagen sta assumendo la responsabilità:
la nuova ID. sarà la prima auto elettrica del Gruppo con produzione a impatto climatico neutro.
Per assicurare che rimanga senza emissioni per l’intero ciclo di vita, stiamo lavorando a tanti livelli per usare energia ‘verde’. Una mobilità davvero sostenibile è possibile se la vogliamo tutti e tutti ci lavoriamo”.

“Le emissioni di CO2 prodotte dalle attività umane - spiega Georg Kell, il direttore fondatore del Global Compact delle Nazioni Unite e portavoce del Consiglio di Sostenibilità del Gruppo Volkswagen - devono essere ridotte il più rapidamente possibile. Sin dalla fondazione, il Consiglio di Sostenibilità della Volkswagen ha lavorato sodo per assicurare che la salvaguardia del clima fosse una delle priorità strategiche del Gruppo. La Volkswagen sta perseguendo l’approccio giusto con la ID. e la gamma elettrica. È arrivato il tempo di mettere in pratica questo piano”.

Per la ID., la Volkswagen ha focalizzato l’intera catena del valore verso l’obiettivo di evitare e ridurre emissioni di CO2. Le celle batteria saranno prodotte in Europa e l’energia arriverà da fonti “verdi”. Ulteriori potenziali riduzioni nella catena di fornitura fino all’approvvigionamento di materie prime sono in fase di analisi con l’aiuto di fornitori diretti e indiretti. La fabbrica di Zwickau sta già utilizzando energia prodotta esternamente da fonti rinnovabili. Le emissioni inevitabili nel processo produttivo vengono compensate da investimenti in progetti ambientali certificati. Grazie a tutto ciò, la ID. sarà prodotta con impatto neutro di CO2 sin dall’inizio.

Per ricaricare, la Volkswagen raccomanda l’uso di energia da fonti rinnovabili come eolico e idroelettrico. Elli, la nuova controllata Volkswagen, ha cominciato di recente a offrire elettricità da fonti rigenerate sotto il nome di Volkswagen Naturstrom. La rete di ricarica rapida IONITY creata dalla Volkswagen e da altri Costruttori offrirà energia “verde” in circa 400 stazioni di ricarica sulle autostrade Europee, dove possibile.

Poiché le auto elettriche sono pulite solo come l’energia utilizzata per produrle e caricarle, la Volkswagen supporta espressamente la transizione programmata della Germania verso l’energia sostenibile. Anche oltre la trasformazione energetica, la svolta della mobilità elettrica è possibile solo grazie a un’alleanza con la politica. Dalle norme sulle abitazioni all’espansione dell’infrastruttura pubblica di ricarica, l’obiettivo dovrebbe essere di rimuovere rapidamente le barriere sulla strada dell’auto elettrica.

La Volkswagen vuole rendere l’auto elettrica attrattiva ed economicamente sostenibile per più persone possibili. La compatta ID. inizierà a uscire dalla catena di montaggio di Zwickau verso la fine del 2019. Il SUV ID. CROZZ, il bus ID. BUZZ e la berlina tre volumi ID. VIZZION seguiranno in poco tempo. La marca Volkswagen ha in programma di investire circa 9 miliardi di Euro in mobilità elettrica entro il 2023.

lunedì 4 marzo 2019

ACI Storico e i musei del motorismo storico insieme

Non solo Club affiliati, ma anche importanti musei del motorismo storico entrano a far parte del Club ACI Storico.

Museo dell’Automobile di Torino, Galerie Peugeot, Museo Mille Miglia di Brescia, Museo del Motorismo Storico e della Targa Florio, Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi e Museo Tazio Nuvolari, sono oramai parte del sempre più grande mondo ACI Storico.

Grazie all’affiliazione dei musei al Club, si fa un ulteriore passo avanti per quanto riguarda quello che è lo scopo principale di ACI Storico: promuovere, valorizzare il patrimonio e la cultura motoristica italiana, nonché tutelare gli interessi degli appassionati e dei collezionisti di veicoli di rilevanza storico-collezionistica.

In tal senso, l’affiliazione dei musei permetterà collaborazioni, iniziative congiunte, manifestazioni, eventi, momenti formativi rivolti ai collezionisti e cultori delle auto d’epoca e di interesse storico. In più, per i soci ACI Storico saranno attivati sconti sugli ingressi ai Musei affiliati.

domenica 3 marzo 2019

Calo delle tariffe rc auto, un trend infinito


di Roberto Bagnoli
Continua, anche se in misura progressivamente minore, il calo delle tariffe rc auto in atto da sei anni. In base ai dati resi noti dall’Ania, a dicembre 2018 il premio medio delle polizze rinnovate prima delle tasse è stato pari a 377 euro, ‐1,3% rispetto ai 382 allo stesso mese dell’anno precedente. Le autovetture hanno registrato una diminuzione del premio in linea con la media del totale dei veicoli; in calo dell’1,5% il premio medio dei motocicli, che passa da 268 a 264 euro. In aumento invece il premio medio dei ciclomotori, che a dicembre 2018 è pari a 177 euro rispetto ai 174 a dicembre 2017.


“I premi medi totali risentono nel corso dell’anno di un mix diverso nella tipologia di rischi assicurati”, spiega l’Ania, “per esempio nei mesi estivi il numero dei motoveicoli assicurati è maggiore, e per questa ragione i valori osservati per il totale dei settori non sono direttamente confrontabili, se non a parità di mese osservato. Anche per depurare quest’effetto di stagionalità nel corso dell’anno, è stato calcolato il premio medio dell’intero 2018 come media dei quattro mesi oggetto di rilevazione. Questo valore è stato confrontato con quello analogo degli anni precedenti. I dati mostrano che anche nel 2018, pur se in misura inferiore rispetto agli anni precedenti, è continuata la flessione dei premi medi rc auto, iniziata già dalla fine del 2012”.

 Da quando è stata avviata la rilevazione, infatti, il premio medio dell’anno per il totale dei veicoli è passato dai 456 euro del 2012 ai 352 del 2018. In termini percentuali il premio medio è diminuito del 22,7% dal 2012 al 2018, con un tasso di riduzione che mostra tuttavia un progressivo rallentamento negli ultimi trimestri: ‐4,2% nel 2013, ‐6 % nel 2014, ‐6,1% nel 2015, ‐4,9% nel 2016 e ‐2,8% nel 2017 e ‐1% nel 2018. 

I premi oggetto della rilevazione Ania sono in prevalenza quelli riportati nella comunicazione scritta che l’impresa invia all’assicurato almeno trenta giorni prima della scadenza annua del contratto. All’indagine campionaria ha partecipato una considerevole quota di mercato d’imprese operanti nel ramo, che rappresentano circa l’85% dei premi raccolti. 
La statistica è relativa alla sola garanzia obbligatoria di rc auto: i premi analizzati non includono le imposte e il contributo al Servizio sanitario nazionale. A dicembre 2018 sono stati rilevati oltre 2,6 milioni di contratti (di cui oltre tre quarti relativi ad autovetture), per un incasso premi pari a 995 milioni di euro. 

La rilevazione considera le sole polizze che giungono al rinnovo nei portafogli delle imprese di cui si conosce il premio pagato nell’annualità precedente. Non sono compresi quindi i nuovi contratti assunti nel mese che, almeno in parte, si riferiscono ad assicurati che cambiano compagnia per ottenere un premio più vantaggioso, e che quindi ottengono una riduzione in media più elevata di quella che si può ottenere non cambiando impresa.
Il premio che viene fornito dalle imprese, inoltre, non tiene conto di variazioni contrattuali o eventuali ulteriori sconti che gli assicurati ottengono al momento dell’effettivo pagamento del premio. Per questa ragione, le variazioni medie di premio sono verosimilmente inferiori a quelle che effettivamente si rilevano per tutti gli assicurati. 

venerdì 1 marzo 2019

Crash-test EuroNcap 2019, protocolli ancora più severi

Sicurezza a cinque stelle per Honda CR-V, Mercedes-Benz classe G e Seat Tarraco. Tutti e tre i grandi Suv/fuoristrada - nonostante la maggiore severità dei nuovi protocolli - hanno ottenuto il punteggio massimo nella prima serie dei test Euro NCAP 2019, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com).

La nuova Seat Tarraco condivide la stessa piattaforma MQB di Volkswagen della Škoda Kodiaq, già valutata 5 stelle nel 2017. La Tarraco, in particolare, ha ottenuto 97% nella protezione degli occupanti adulti: uno tra i punteggi più alti della categoria. Piccole criticità, invece, per il collo del passeggero posteriore, a causa della conformazione del sedile.

Le 5 stelle dell’Honda CR-V ibrida a benzina sono il risultato di buone performance in tutte le aree di sicurezza. Minime ‘defaillance’ nella protezione del collo degli adulti e dei bambini sui sedili posteriori. Per la CR-V si tratta della seconda serie di test. Nel 2013, infatti, Euro NCAP aveva testato la versione diesel, che si era aggiudicata sempre 5 stelle.

5 stelle anche per la Mercedes-Benz Classe G, in virtù di prestazioni rilevanti nelle quattro aree di valutazione. Lievi criticità nella protezione del torace dei passeggeri anteriori e posteriori in caso di urto frontale.

“Siamo soddisfatti - ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani - che, malgrado protocolli sempre più severi,  tre autovetture delle stessa categoria, ma di marche diverse, abbiano ottenuto il punteggio massimo. Colpisce, soprattutto, il fatto che tutti i modelli siano dotati di freno automatico di emergenza (AEB), in grado di riconoscere pedoni e ciclisti. Un quadro che sottolinea, ancora una volta, l’importanza del lavoro svolto da un organismo indipendente come Euro NCAP, nel sensibilizzare media, opinione pubblica, consumatori e costruttori su quanto le nuove tecnologie sono in grado di fare per un valore fondamentale per tutti noi come la sicurezza”.

Il Consorzio Euro NCAP, del quale ACI è socio, organizza crash-test su nuovi veicoli e fornisce ai consumatori automobilistici una valutazione realistica e indipendente delle prestazioni di sicurezza di alcune delle auto più popolari vendute in Europa. Istituito nel 1997 e sostenuto da diversi governi europei, club automobilisti, associazioni di consumatori e assicurazioni, Euro NCAP è rapidamente diventato un catalizzatore per incoraggiare significativi miglioramenti di sicurezza per il nuovo design automobilistico (www.euroncap.com).