venerdì 31 maggio 2019

Torna la Caprino-Spiazzi di Aci Sport

Poche settimane al ritorno della Caprino-Spiazzi, che come Rievocazione Storica senza rilevamento tempi si prepara a regalare nuovamente le emozioni della leggendaria cronoscalata domenica 9 giugno 2019, con la regia dell'Automobile Club Verona coadiuvata da ACI Verona Sport per la parte tecnica e il patrocinio di ACI Storico.

 Il Regolamento Particolare di Gara e la scheda di iscrizione sono disponibili sul sito www.caprinospiazzi.com. La partecipazione, come per le scorse edizioni, è aperta a tutte le vetture, sia in allestimento corsa costruite dal 1950 al 1994, sia alle vetture stradali costruite dal 1919 al 1994. L'azione sarà concentrata in una sola giornata, domenica 9 giugno, con verifiche, due salite, premiazioni.

Fulcro logistico dell'evento sarà Palazzo Carlotti, sede comunale di Caprino Veronese (VR), che ospiterà la Direzione di Gara e in apertura le verifiche, dalle ore 8:00 alle ore 10:00.
Dalle ore 11:00 inizieranno le partenze della prima salita, sempre sullo storico tracciato da 7 km e 300 metri, che sarà effettuato senza rilevamento tempi con un allestimento che prevederà rallentamenti e chicanes nei punti più veloci. Al termine della prima ascesa i partecipanti scenderanno in Piazza Vittoria e Piazza Stringa per la mostra statica, dove le vetture resteranno dalle 12:30 alle 14:00 circa per la gioia di tutti gli appassionati.

Seconda parte di giornata a partire dalle 14:30, quando la prima vettura affronterà la seconda salita, seguendo lo stesso itinerario della prima. Il pubblico potrà accedere al tracciato dalle consuete vie di ingresso, tra queste Località Pazzon, Località La Baita e Vezzane.
Dalle ore 18:00, nuovamente a Palazzo Carlotti, sarà tenuta la cerimonia di premiazione.

Le vetture premiate saranno giudicate da una giuria di esperti composta da Alberto Zanchi, Luca Cattilino e Giuseppe Agostini e rientreranno nelle seguenti categorie: vetture turismo, vetture gran turismo, vetture sport prototipo, vetture monoposto a ruote scoperte con motore anteriore, vetture monoposto a ruote scoperte con motore posteriore, vetture anteguerra, vetture modello Alfa Romeo GT Bertone, vetture Alfa Romeo GTV, vetture bicilindriche e vetture Lancia quattro ruote motrici. A queste si aggiungeranno i premi speciali.

giovedì 30 maggio 2019

Migliorare la mobilità sostenibile nelle città è un gioco con MUV


Presentato il primo torneo al mondo fra città dedicato alla mobilità sostenibile ideato all’interno di “MUV - Mobility Urban Values”, progetto europeo di ricerca applicata a cura del laboratorio di design PUSH finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020.

Per partecipare basta scaricare l'app “MUV” (per Android e iOS) che trasforma la mobilità in uno sport e iscriversi al torneo che inizierà ufficialmente il 3 giugno e si concluderà il 21 luglio. Questa nuova modalità di gioco si andrà ad aggiungere alle sfide già presenti in app, così i migliori “atleti” della mobilità sostenibile saranno ricompensati con premi e sconti offerti dai partner locali. Sono stati circa 30.000 i Km sostenibili percorsi finora dagli utenti a piedi, in bici e con i mezzi pubblici.
   
Le otto città che si sfideranno in questa prima edizione del torneo sono Palermo, Roma, Amsterdam (Olanda) Barcellona (Spagna), Teresina (Brasile), Ghent (Belgio), Helsinki (Finlandia) e Fundao (Portogallo), tutte molto diverse tra loro e particolarmente interessanti per abitudini e sistemi di mobilità.

Ogni partita consiste in un uno scontro diretto tra due città della durata di una settimana. Il torneo si protrarrà per sette settimane e a settembre partirà una seconda edizione, con il coinvolgimento di nuove città.

L’iniziativa intende agire in piena collaborazione con le comunità locali: i dati raccolti, infatti, saranno messi a disposizione dei Comuni di riferimento e di tutti i cittadini per migliorare le politiche di mobilità sostenibile.

“La sfida di MUV - dichiara Salvatore Di Dio, Managing Director di PUSH - è quella di trasformare la mobilità urbana in uno sport e i cittadini in atleti che si sfidano grazie ai propri comportamenti sostenibili. Per rendere il gioco realmente coinvolgente abbiamo immaginato il primo torneo internazionale tra città, con l’obiettivo di individuare i campioni di sostenibilità.
Crediamo davvero che questo approccio possa portare le persone ad adottare comportamenti più consapevoli e aiutare le amministrazioni a realizzare politiche di mobilità urbana progettate attorno alle necessità dei propri cittadini”.

MUV intende migliorare la mobilità urbana attraverso un approccio innovativo, incoraggiando i cittadini a muoversi in modo più sostenibile con un gioco che mescola esperienza reale e digitale, arricchendo di valori il rapporto tra la città, gli imprenditori locali e i loro clienti e facilitando lo sviluppo di nuove e migliori politiche di mobilità sostenibile.

Strumento fondamentale è proprio l’app MUV, frutto di una lunga fase di ricerca e progettazione condotta con le comunità locali. La meccanica di gioco è molto semplice: l’utente guadagna punti ogni volta che si muove in modo sostenibile ovvero camminando a piedi, andando in bicicletta o usando i mezzi di trasporto pubblici. Registrando i propri spostamenti è possibile salire sul podio delle sfide settimanali e aderire agli special training sponsorizzati dai partner locali per vincere premi e sconti.

Il risultato di tali attività è un gioco che trasforma il muoversi in città in un vero e proprio sport professionistico: i MUVer possono non solo allenarsi per migliorare la propria performance, ma anche sfidare altri utenti e rappresentare la propria città in tornei internazionali. I dati di mobilità raccolti dall’applicazione e i dati ambientali collezionati dalle stazioni di monitoraggio, che saranno a breve collocate all’interno dei quartieri coinvolti, verranno rilasciati in formato open per permettere ad amministratori e policy maker di migliorare i processi di pianificazione, proponendo servizi nuovi ed efficaci in grado di migliorare la qualità della vita nelle città.

I migliori atleti palermitani verranno ricompensati con premi e sconti messi a disposizione dai partner locali:
Ai Chiavettieri, Arrè Gusto, Ballarak, Buongiorno Notte, CIVITA, Edizioni Precarie, Enoteca Butticè, Freschette Bio, Gullo Filati, Insula, Libero Gioco, Moltivolti, PMO Coworking, Social Bike e Veniero.

Supportano inoltre il progetto: AMAT, FIAB e Trenitalia

mercoledì 29 maggio 2019

Misano Circuit Tour, che emozioni queste escursioni su una delle piste più famose del mondo

In visita a MWC come ai grandi templi dello sport mondiale. Misano Circuit Tour risponde alla domanda di appassionati che vogliono conoscere il circuito intitolato a Marco Simoncelli da una prospettiva mai vista e vivere così un’esperienza unica.

Da qui l’idea di seguire l’esempio dei grandi impianti che nel mondo hanno aggiunto alla propria offerta sportiva quella di un tour guidato per conoscerne tutti gli aspetti noti.

Il progetto Misano Circuit Tour, promosso da MWC in partnership con la Fondazione aMisano, è stato presentato agli operatori turistici a Portoverde. Accolti dal Vicesindaco di Misano Adriatico Fabrizio Piccioni, erano presenti al battesimo del progetto i piloti Niccolò Antonelli, Michele Pirro e Matteo Ferrari. Tutta la comitiva, in sella alle bici elettriche e risalendo lungo la ciclabile del Conca, ha poi raggiunto Misano World Circuit per scoprire il percorso del tour.

Misano Circuit Tour si sviluppa in nove tappe all'interno del circuito per mostrare passato presente e futuro di un circuito che rientra nell’elite mondiale degli autodromi, unico in Italia e fra i pochissimi al mondo dove si corrono entrambi i mondiali di motociclismo, WorldSBK e MotoGP, oltre all’imminente Campionato Europeo Truck.

Seguendo le intuizioni di Marco Montemaggi, curatore del percorso, la visita supera la tradizionale visione di un museo storico, ma riguarda la struttura operativa, il paddock e la sala stampa, la terrazza panoramica, la pit lane, tutti luoghi off limit durante le gare.
Misano Circuit Tour racconta il presente attraverso la visita alle più importanti strutture operative del circuito; il passato è narrato da una parete della memoria (nella galleria dedicata a Marco Simoncelli) dove attraverso una storia divisa in 4 decadi (dagli anni ’70 al 2000) si possono ricordare gli uomini, le gare e gli eventi che hanno caratterizzato il circuito.

Misano Circuit Tour è anche un viaggio nel futuro, nel quale conoscere ad esempio le nuove tecnologie della sala Race Control o percorrere i 4.226 mt della pista internazionale dei grandi campioni in sella a modernissime e-bike.

Emozioni garantite per chi percorrerà le curve del Simoncelli sulle traiettorie dei grandi campioni della MotoGP, con le bellissime bici elettriche fornite da Tecno Bike, alimentate dal potente sistema Bosh e indossando i caschi offerti da Briko.

La visita, condotta da una guida appositamente formata e riservata a gruppi di fra 15 e 40 persone, consentirà quindi di conoscere la storia del circuito e il suo sviluppo all’interno della Motor Valley, straordinario territorio nel quale la cultura del motore ha generato fabbriche leader al mondo, campioni, eventi e una passione incontenibile per il motorsport.

Misano Circuit Tour è l'evoluzione del progetto ‘58 Minuti’, ideato dalla Fondazione aMisano, rivolto ai turisti e agli appassionati che in due anni ha ottenuto un grande successo. In questo nuovo step, oltre alle visite in e-bike si confermerà il trasporto con il trenino, che condurrà verso il Simoncelli fermando nelle stazioni lungo il percorso per accogliere a bordo i turisti dalle varie zone del territorio misanese.

Alla proposta Misano Circuit Tour sono dedicate dodici giornate, tre ogni mese, nelle quali gli appassionati potranno l’inedita esperienza all’interno di Misano World Circuit: 1-12-17 giugno, 5-22-31 luglio, 9-11-26 agosto, 2-9-18 settembre. Altre date sono disponibili su prenotazione.

Info e prenotazioni: visitmisanocircuit@misanocircuit.com – tel. 0541/618511.

BIGLIETTI:
12 euro: visita all’impianto
(ridotto under 14 e over 65 euro 10,00 – under 10 gratuito);
19 euro: visita impianto + tour in pista con biciclette elettriche
(ridotto over 65 euro 15,00 – tour in bicicletta non possibile per bambini sotto i 14 anni)


 

lunedì 27 maggio 2019

#RISPETTIAMOCI, che successo al Giro d'Italia per la campagna Aci

Continua al 102° Giro d’Italia la campagna dell’ACI #rispettiamoci, sostenuta dalla Federazione Ciclistica Italiana e dal Comitato nazionale per la sicurezza stradale, che vede protagonisti automobilisti e ciclisti invitati a condividere responsabilmente la strada e a rispettare le 10 regole per una mobilità sicura.

Si stima che nelle prime tappe del Giro oltre 25.000 gli automobilisti abbiano attaccato sugli specchietti laterali delle vetture gli adesivi ACI per richiamare l’attenzione sui ciclisti durante la guida.

Il triangolo giallo, con al centro una bicicletta, è molto apprezzato anche dai tifosi stranieri, molti dei quali hanno auspicato che l’iniziativa dell’Automobile Club d’Italia possa essere presto replicata nel proprio Paese di origine.

L’adesivo è in distribuzione gratuita negli stand ACI – Sara in tutte le tappe del Giro e in ognuna delle 200.000 copie del mensile “L’Automobile”.

Lo sticker non è solo un promemoria, ma un simbolo del rispetto reciproco tra ciclisti e automobilisti, che aiuta a ricordare la presenza al nostro fianco di un biker, particolarmente esposto ai rischi di una manovra imprudente.


VIDEO - #Rispettiamoci, la nuova campagna di sicurezza stradale dell'Aci - 1: le regole per l'automobilista


giovedì 23 maggio 2019

Così il mondo "digital" ha rivoluzionato il settore assicurativo

La digitalizzazione resta uno dei fattori trainanti nell’evoluzione del mercato assicurativo, con l’offerta di servizi più flessibili soprattutto per salute e prevenzione (digital health) e protezione della casa (smart home). E’ l’indicazione che emerge dal Quarto report sui trend in atto nell’offerta dei prodotti assicurativi: lo studio, realizzato dall’Ivass e aggiornato ogni sei mesi, analizza le nuove polizze lanciate nel periodo luglio-dicembre 2018.

“L’innovazione tecnologica si conferma come uno dei fattori propulsori dei cambiamenti in atto nelle interazioni tra l’assicuratore e i consumatori”, sottolinea l’Istituto di vigilanza, “la compagnia di assicurazione interviene in questo processo mirando ad assumere sempre più un ruolo di consulente a trecentosessanta gradi per la risoluzione di problemi causati dai danni a persone e beni grazie al supporto di App e a un ecosistema digitale che ruota attorno alla prestazione dei servizi, con l’obiettivo di fornire un’assistenza incentrata sul cliente, ossia quando lo desidera e in modalità digitale, al momento dell’emergenza, in mobilità e in viaggio”.

In base allo studio dell’Ivass, continua la diffusione di micropolizze proposte nel momento in cui il cliente può averne bisogno (la cosiddetta instant insurance); le offerte più recenti si rivolgono alla protezione delle persone in mobilità e alle cose e alla tutela degli animali domestici.

Nell’area delle piccole e medie imprese le compagnie offrono coperture personalizzate in relazione al tipo di attività svolta, incluse coperture contro il deterioramento degli alimenti e gli atti vandalici.

Aumentano le soluzioni assicurative contro i rischi catastrofali, grazie anche alle agevolazioni fiscali introdotte a partire dal 2018. Si tratta di coperture che proteggono dai danni derivanti da terremoti, alluvioni e altre calamità naturali.

Per quanto riguarda infine il settore vita, a livello complessivo si registra un calo del numero dei nuovi prodotti lanciati, che segnano una diminuzione del 7% rispetto al 2017. L’anno scorso è stato caratterizzato soprattutto dal lancio di nuove polizze multiramo (basate cioè su una combinazione fra gestioni separate di tipo rivalutabile e unit linked), che risultano in aumento e che insieme alle rivalutabili rappresentano il settore trainante del mercato assicurativo italiano.

Se nei primi sei mesi del 2018 è proseguito il lancio di Pir (Piani individuali di risparmio) “assicurativi“, nella seconda parte dell’anno si è assistito a una contrazione nella vendita dei prodotti di questo tipo. La Legge di bilancio per il 2019 ha modificato la normativa sui Pir vincolando i fondi a investire una quota del portafoglio in strumenti finanziari emessi da piccole e medie imprese italiane e in fondi di venture capital.

“L’analisi dei trend nell’offerta di prodotti assicurativi”, spiega l’Ivass, “viene pubblicata in modo da fornire ai vari soggetti interessati un osservatorio periodico e individuare potenziali ambiti di rischio. Rientra tra le attività svolte dall’Ivass ai fini del monitoraggio di fenomeni emergenti, criticità e rischi connessi che possono avere riflessi sulla tutela del consumatore e generare interventi di vigilanza o indirizzo da parte dell’Istituto. L’analisi prescinde dal successo commerciale dei prodotti e dal livello della raccolta premi a essi associata”.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it



































































































Auto elettrica, quanti dubbi: ecco la ricerca Quintegia



Elettrico sì ma con riserva, mentre l’ibrido sembra mettere d’accordo tutti, o quasi. Secondo l’annuale “Customer Study” realizzato da Quintegia è un verdetto non definitivo quello dei consumatori italiani nei confronti delle e-car, un oggetto del desiderio condiviso dal 63% degli automobilisti dello Stivale, ma ancora ostaggio di preoccupazioni legate alla funzionalità della viabilità elettrica, in particolare nell’immediato futuro.

Secondo l’indagine, realizzata su un campione di oltre 3.000 acquirenti che hanno comprato un’auto nuova o km 0 negli ultimi 2 anni o che sono intenzionati all’acquisto entro il 2019, se è vero che 6 italiani su 10 si dichiarano intenzionati ad acquistare un’auto elettrica (48% di “probabilmente sì” e 15% di “certamente sì”), fissando il termine per l’acquisto a 6 mesi i “sì” scendono al 31,2%, affiancati da un 44% di incerti che, pur non escludendolo a priori, hanno bisogno di maggiori informazioni. Sul fronte delle motivazioni, il rispetto dell’ambiente è la motivazione più diffusa (53%) sia tra gli intenzionati che tra i possibilisti, seguita dalla considerazione “è l’auto del futuro” (43%).

Più basse in classifica le ragioni più pratiche, legate alle viabilità (“escludere Ztl, blocchi del traffico, targhe alterne, ecc”, al 28%) e al risparmio (“è economicamente vantaggioso” 22% e “posso avere dei risparmi sul bollo auto” 12%). Dall’altra parte, circa 1 consumatore su 4 esclude la possibilità di acquistare elettrico nei prossimi 6 mesi: un valore decisamente maggiore rispetto alle risposte date alla stessa domanda posta da Quintegia lo scorso anno. Le motivazioni sono da ricercare in preoccupazioni di natura funzionale evidentemente considerate non ancora risolte, come l’autonomia ridotta (48%) e la scarsità di punti/colonnine di ricarica (33%). Completano il quadro la paura di una “tecnologia non ancora sufficientemente affidabile” (28%) e il prezzo elevato rispetto alle motorizzazioni tradizionali (26%), che pur cedono il passo alle nuove tecnologie nella classifica di gradimento per alimentazione.

Sempre secondo lo studio di Quintegia, infatti, a risolvere i dubbi sull’elettrico ci pensano le ibride, in testa all’elenco con 3 italiani su 4 che si dicono probabilmente (55%) o certamente (20%) intenzionati all’acquisto. Per quanto riguarda le alimentazioni tradizionali, regge la benzina, presa in considerazione da più della metà del campione (56%), mentre il diesel registra un 36% schierato sul ‘certamente no’ e rimane una possibilità solo per 4 italiani su 10 (41%), con picchi di gradimento (63% i possibili acquirenti) tra gli acquirenti di marchi premium. Ultimo in classifica, il metano riceve la quota più alta di “certamente no” (47%) e “probabilmente no” (28%), un gradino sotto il Gpl, per cui i valori scendono rispettivamente al 43% e 25%.


mercoledì 22 maggio 2019

Il premier Conte a favore della campagna dell’ACI #rispettiamoci



Anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sostiene la campagna #rispettiamoci dell'Automobile Club d'Italia, nata per promuovere comportamenti per la sicurezza di automobilisti e ciclisti, chiamati a condividere responsabilmente la strada.
L'attività di sensibilizzazione si rivolge anche alla tutela dei pedoni.

Conte, presente oggi a Frascati alla partenza della quinta tappa del 102° Giro d'Italia, ha incontrato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani.

La campagna è accompagnata dal video #rispettiamoci, trasmesso durante le dirette televisive del Giro d'Italia sui canali Rai e diffuso nei villaggi di ospitalità lungo l'intero percorso della manifestazione sportiva.

martedì 21 maggio 2019

Il car sharing vola, ma gli italiani preferiscono l'auto di proprietà. Ecco perché


L’auto rimane di proprietà, ma piace la mobilità integrata. Secondo l’annuale studio sui consumatori di Quintegia, realizzato in occasione di Automotive Dealer Day, in corso a Veronafiere, guardando alla mobilità del futuro il 39% degli italiani si aspetta un aumento dell’utilizzo di servizi (noleggio, car sharing, mezzi pubblici), con circa la metà del campione (49%) che prevede di utilizzare formule di car sharing in futuro, soprattutto grazie alla crescente diffusione di questa modalità. Un’apertura alla mobilità condivisa che non sembra però mettere in discussione l’auto di proprietà, indispensabile per il 46% degli italiani e in particolare per le donne, che in più della metà dei casi (51%) si vedono anche nel futuro al volante della propria macchina.

Ma quale auto? Sempre stando all’indagine, solo il 13% degli italiani ha una marca preferita e non ne prenderebbe in considerazione altre, mentre sono ben il 40% quelli che scelgono sulla base delle caratteristiche del veicolo, a prescindere dal brand. Tra i due poli, il 34% che sceglie tra un gruppo ristretto di marche e un ulteriore 13% per cui la marca è importante e rappresenta una filosofia. In generale, si rileva come l’attenzione alla gratificazione durante il customer journey diminuisca all’aumentare dell’età, al contrario dell’interesse nei confronti della funzionalità, in crescita progressiva tra gli acquirenti più maturi.

Dovendo scegliere tra le diverse formule di acquisto, prevale il ricorso ai finanziamenti (60%), con il 55% degli italiani che fa affidamento sulle formule più tradizionali e il 45% che prende in considerazione anche modalità più flessibili che permettono di decidere se tenere o cambiare l’auto alla scadenza. Regge, soprattutto per i marchi generalisti, l’acquisto tradizionale in un’unica soluzione (41%), e se il leasing chiude la classifica con il 5% delle preferenze, il noleggio a lungo termine attira in prospettiva il 27% degli automobilisti italiani.

Secondo l’indagine di Quintegia, sono circa un terzo (34%) quelli che si dichiarano abbastanza informati sulle modalità del noleggio a lungo termine, a cui si aggiunge un 10% di consumatori “molto informati”. La fetta più numerosa, al 38%, è però quella dei poco informati (che ne hanno sentito parlare in generale ma non conoscono i dettagli), mentre il 18% non ne sa nulla. Il livello di informazione aumenta nelle fasce di età più avanzate, tra i consumatori premium e per le auto che superano i 30mila euro. Proprio in questa fascia raggiunge infatti quasi il 60% la predisposizione a prendere in considerazione modelli di abbonamento “all inclusive”, per avere a disposizione, con un canone fisso, un’auto nuova (non di proprietà) con tutti i servizi (bollo, assicurazione, manutenzione, …) compresi.

lunedì 20 maggio 2019

#RISPETTIAMOCI ACI PORTA AL GIRO D'ITALIA IL PATTO TRA AUTOMOBILISTI E CICLISTI PER LA SICUREZZA STRADALE



I ciclisti del Giro d’Italia oggi si fermano per una giornata di riposo, ma sulle strade si continua a morire in bici. Ogni settimana si contano 327 incidenti con le biciclette, per un totale di 5 morti e 346 feriti. Proprio al Giro d’Italia, ACI lancia la campagna #rispettiamoci, condivisa con la Federazione Ciclistica Italiana e il Comitato nazionale per la sicurezza stradale, che porta automobilisti e ciclisti a condividere 10 regole per la mobilità sicura, equamente divise tra due e quattro ruote.

Gli automobilisti sono chiamati a:
1)           Rispettare i ciclisti, utenti della strada vulnerabili.
2)           Mantenere una distanza adeguata dai ciclisti, soprattutto in sorpasso.
3)           Non superare una bicicletta per poi svoltare a destra.
4)           Prestare attenzione agli specchietti laterali.
5)           Prima di aprire lo sportello, guardare chi sopraggiunge.

I ciclisti si impegnano a:
1)           Controllare lo stato e l’efficienza della bici.
2)           Rendersi sempre visibile, soprattutto di notte.
3)           Rispettare le regole della strada, procedendo in fila e magari nelle corsie riservate.
4)           Non usare auricolari o cellulari in sella.
5)           Indossare il casco e vestirsi in modo adeguato.

Migliaia di appassionati nelle prime nove tappe del Giro hanno sostenuto sui social la campagna dell’Automobile Club d’Italia con l’hashtag #rispettiamoci, attaccando sugli specchietti delle proprie auto gli adesivi di ACI per richiamare l’attenzione sui ciclisti durante la guida.

Anche i corridori sono protagonisti e in tanti hanno pubblicato un selfie  con il cartello #rispettiamoci, a cominciare dalla maglia rosa, Valerio Conti, e dal primo italiano vincitore di tappa quest’anno, Fausto Masnada, oltre al beniamino dei tifosi, Vincenzo Nibali. Stesso entusiasmo tra campioni del ciclismo come Francesco Moser, Davide Cassani, Paolo Bettini, Gianni Bugno, Alessandro Ballan, Maurizio Fondriest, Moreno Argentin e Vittorio Adorni, consensi pure tra altre stelle sportive, come Giancarlo Fisichella, Alberto Tomba e Valentina Vezzali. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha condiviso con ACI il valore sociale della campagna in occasione della partenza della tappa Frascati – Terracina.

Su ogni traguardo del Giro, il pubblico si è emozionato con  la sfilata delle quattro auto d’epoca (Lancia Aurelia B24 Convertibile del 1957, Fiat 135 A Spider Dino del 1967, Alfa Romeo Giulia Spider 1600 del 1964 e Lancia Flaminia Touring GT del 1961) portate alla corsa rosa da ACI Storico, con il supporto di ACI Global.

Puntando sulla mobilità sostenibile, l’Automobile Club d’Italia è inoltre protagonista al Giro E, con la consegna quotidiana della maglia rossa ACI al miglior sprinter nella corsa di biciclette elettriche che accompagna il Giro.


La sicurezza stradale per le due ruote sbarca in piazza



EICMA accende la passione per le due ruote e arriva nelle piazze lombarde con un’iniziativa itinerante dedicata ai più piccoli. L’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo presenta EICMA FOR KIDS, il progetto promosso in collaborazione con Regione Lombardia e con il sostegno della Federazione Motociclistica Italiana per raccontare ai bambini dai 4 agli 11 anni il mondo delle moto e delle biciclette.

Dal 26 maggio al 29 settembre 2019 otto tappe, da Milano a Brescia, passando per Varese, Desenzano del Garda e Monza, dove verrà offerta ai più giovani un’esperienza divertente, sicura ed educativa di avviamento alle due ruote. Ad ogni appuntamento, dopo aver indossato caschi e protezioni, sarà infatti possibile effettuare prove gratuite e apprendere i fondamentali dell’educazione stradale grazie al supporto Moto Club Motofalchi della Polizia Locale Milano. Un’occasione unica per far rivivere sul territorio lo spirito dell’evento espositivo più importante al mondo per l’industria di riferimento e promuovere una cultura d’utilizzo responsabile.

Continua così il cammino di avvicinamento alla 77° Edizione dell’Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo, in programma a Fiera Milano-Rho dal 7 al 10 novembre 2019. Un percorso di avvicinamento - che EICMA ha chiamato RIDEMOOD- contraddistinto da numerose iniziative, eventi, collaborazioni con Istituzioni, realtà extra-settore e attività di promozione sui campi gara degli sport motoristici.
“Il valore del nostro appuntamento – ha sottolineato presidente di EICMA Andrea Dell’Orto – non può essere contenuto dentro i confini dei padiglioni fieristici e solo durante il periodo espositivo, ma deve poter vivere lungo tutto l’anno, diffondendo contenuti ed idee”.
“Per questo abbiamo deciso di lanciare EICMA FOR KIDS, perché – ha concluso Dell’Orto - rappresenta un’importate investimento educativo verso i motociclisti e i ciclisti di domani e poi ci permette di comunicare anche ai più grandi il ruolo economico, sociale e culturale di un comparto che trova ogni anno in EICMA una vetrina internazionale unica”.
Di seguito il calendario delle tappe di EICMA FOR KIDS: 26 maggio Milano, 2 giugno Desenzano del Garda (BS), 9 giugno Varese, 16 giugno Brescia, 1° settembre Monza, 15 settembre Milano, 29 settembre Milano.

venerdì 17 maggio 2019

Realtà e illusioni: la fotografia del 2018 - di Alberto Clò


Può risultare pedante, ma confrontarsi con i numeri è necessario per sapere con certezza a che punto siamo e verso dove stiamo andando. Nell’energia, come in altri ambiti della società.

Pubblicato in aprile, il rapporto Global Energy & CO2 Status Report 2018 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) riporta il consuntivo 2018 delle principali variabili energetiche e climatiche e il loro andamento dal 2000 al 2018. Esaminarli è di grande importanza per aver contezza della realtà delle cose e per verificare la coerenza delle dinamiche in atto con gli scenari di transizione energetica che si tratteggiano con sostanziale certezza per i prossimi decenni. Lo faremo guardando dapprima la fotografia nel 2018 e in un secondo post le dinamiche osservate dall’inizio del Millennio.

La fotografia del 2018 ci mostra dei risultati che per comodità espositiva sintetizziamo in 5 punti:
1. sensibile crescita dei consumi mondiali di energia
2. cresce ancor di più domanda e generazione di elettricità
3. rallenta il miglioramento dell’efficienza energetica
4. perdura il dominio delle fonti fossili
5. nuovo record delle emissioni di CO₂

Primo: il dato più importante e in qualche modo sorprendente è la sensibile crescita dei consumi mondiali di energia nel 2018 del 2,3%: il tasso maggiore dell’ultimo decennio, pari in termini assoluti a circa 320 mil. tep, quanto l’intero consumo della Germania.


Una crescita distribuita per i sette decimi in tre paesi: Stati Uniti (+3,7%), Cina (+3,5%) – saldamente primo paese consumatore al mondo davanti agli USA – India (+4%). Il ‘Resto del Mondo’ ha segnato una significativa crescita (+1,8%), mentre l’Europa è rimasta stabile.

L’ottimo andamento dell’economia americana – cresciuta nel 2018 del 2,9%, il tasso più alto degli scorsi 13 anni – ha più che annullato la decelerazione nei principali paesi asiatici e nell’Unione Europea.


Secondo: cresce ancor di più domanda e generazione di elettricità. La domanda di energia elettrica è cresciuta nel 2018 a un tasso del 4% – pari a 900 TWh, contro una media nello scorso decennio di 600 TWh – circa due volte quello della domanda di energia primaria (+2,3%) alla cui crescita l’elettricità ha contribuito per la metà.

Cina e Stati Uniti vi hanno contribuito per il 70%, con tassi rispettivamente del +8,5% (trainata dai settori industriali) e del +4% (per il caldo torrido d’estate e il freddo invernale).


L’aspetto più critico della fotografia elettrica è la perdurante prevalenza delle centrali termoelettriche nell’intera generazione col 64% del totale (carbone 38%, metano 23%, petrolio 3%) col restante 36% distribuito tra nucleare (10%) cresciuto specie per il riavvio di quattro centrali in Giappone dopo il disastro del 2011; idroelettrica (16%), nuove rinnovabili (7%: 5% eolico, 2% solare); biomasse e altre rinnovabili (3%).

Essendo la via della decarbonizzazione incentrata nell’opinione dominante sulla “rivoluzione dolce” delle nuove rinnovabili elettriche, come la definì per primo Amory Lovins nel lontano 1977, la strada da percorrere è ancora molto ma molto lunga.     

Terzo: rallenta il miglioramento dell’efficienza energetica. La crescita delle economie è il driver principale dei consumi di energia, funzione a sua volta dell’evolversi dell’intensità energetica: unità di energia consumate per unità di reddito. Tanto più questa si riduce – o in altri termini tanto più migliora l’efficienza energetica – tanto meno il maggior reddito impatta sui consumi (e viceversa).

Ebbene, il 2018 ha visto per il terzo anno consecutivo un peggioramento delle cose: con l’intensità energetica ridottasi dell’1,3% – in linea peraltro coi tassi di lunghissimo periodo – da valori medi superiori al -2% tra 2010 e 2014 ed un massimo prossimo al -3% nel 2015.

Le maggiori riduzioni si sono avute in India (-3,1%) e in Cina (-2,9%) mentre deludente, rispetto al passato è stato il risultato dell’Europa (-1,6%) con una intensità energetica (a parità di potere di acquisto) inferiore comunque del 27% rispetto alla media mondiale. Gli Stati Uniti, per contro, sempre secondo i dati AIE, hanno addirittura aumentato l’intensità energetica dello 0,8%.

L’attenuarsi dei miglioramenti di efficienza energetica – nonostante il diffondersi dell’economia digitale o dell’economia circolare – è tanto più grave essendo il principale antidoto al rilascio di emissioni.

Quarto: perdura il dominio delle fonti fossili che nel loro insieme hanno assicurato nel 2018 l’80% di tutti i consumi di energia primaria, seguite dal 10% delle biomasse (non commerciali), 5% del nucleare, 3% dell’idroelettrica, 2% altre rinnovabili (specie eolico e solare). Al netto delle biomasse, la quota delle fossili salirebbe all’89% (85% secondo i dati di BP Statistical Review).

Se in termini percentuali le rinnovabili (altre da idro e biomasse) hanno registrato il maggior incremento (+14%) in termini assoluti – quel che più conta quanto a emissioni – i maggiori incrementi si sono avuti per metano (+144 mil. tep), petrolio (+58), mentre le rinnovabili (+36) sono cresciute poco di più del carbone (+27).
40 a 1 il rapporto tra fossili e nuove rinnovabili (solare ed eolico)

Nel loro insieme, le rinnovabili hanno soddisfatto il 15% della domanda primaria (circa 55 giorni di consumi annui), in un rapporto con le fossili di 1 a 5, che sale a 1 a 40 se consideriamo le sole nuove rinnovabili (solare ed eolico) verso cui si vanno addensando le maggiori speranze.

Ribaltare questo rapporto in un arco di tempo relativamente breve – come molti ritengono verosimile – è quindi obiettivo fin troppo ambizioso.

Quinto: nuovo record delle emissioni di CO₂. Come abbiamo già avuto modo di analizzare, il 2018 registra un balzo delle emissioni di anidride carbonica dell’1,7%: il tasso più alto dal 2013, superiore del 70% all’incremento medio annuo dal 2010, e che porta ad un nuovo record di 33,1 miliardi di tonnellate (+560 mil. tonn).

Il dato è risultato del combinato disposto di: crescita dei consumi di energia, specie elettrica; rallentata dinamica dell’efficienza energetica; predominio delle fossili nei consumi primari e nella generazione elettrica.

A contribuire alle maggiori emissioni è stata per i due-terzi la generazione elettrica e per l’85% tre paesi: India (+4,8%), Stati Uniti (+3,1%), Cina (+2,5%) primo emettitore con emissioni due volte quelle americane.

Come si è visto, da questi tre paesi dipendono quasi interamente le dinamiche globali energetico-climatiche. Poco o nulla vi contribuiscono i risultati conseguiti o conseguibili dagli altri paesi. A titolo di esempio, la riduzione dell’1,3% delle emissioni in Europa ha sottratto all’atmosfera 50 mil. tonn. nel 2018: pari ad appena 0,1% di quelle mondiali.

Sempre meglio che niente, anche se a ben vedere i risultati sarebbero stati di gran lunga superiori se le risorse fossero state destinate ai paesi poveri, ove l’impronta carbonica è di gran lunga superiore a quella europea.

L’impressione generale è che la realtà delle cose è altra dall’immaginario collettivo che se ne ha; che gli obiettivi della ‘rivoluzione climatica’ sono estremamente lontani dai valori attuali; che per riuscirvi bisognerebbe moltiplicare gli sforzi per conseguirli. Che essi si siano invece attenuati proprio dopo la firma dell’Accordo di Parigi la dice lunga sull’effettivo impegno degli Stati a rispettare le promesse allora formulate.







giovedì 16 maggio 2019

Aci, pronto il Rally Italia Talent 2020

Il Rally Italia Talent targato Suzuki è già qui. A pochi giorni dalla finale della sesta edizione, il Grande Fratello dei motori edizione 2020 sta già per ripartire con le iscrizioni che prenderanno il via da lunedì 29 aprile online in homepage sul sito www.rallyitaliatalent.it per la settima edizione: l'ormai celebre format che si avvale della strategica partnership dell'Automobile club d'Italia guidato dal presidente Angelo Sticchi Damiani. Solo per le prime 1.000 adesioni è prevista la tassa ridotta pari a 45 euro rispetto ai 65 euro previsti successivamente.

La stagione dell'Aci Rally Italia Talent appena conclusa ha fatto registrare il numero record di 9.299 iscritti: numeri questi che confermano il successo del format creato dal patron Renzo Magnani nel 2014. Con lo slogan #rallypertutti, sono state 7 le Suzuki Swift Sport, gommate Toyo, a disposizione degli iscritti che hanno ottenuto commenti sempre più entusiastici anche in questa Finale, con una massa di soli 975 kg e una potenza di 140 cv, molti dei quali disponibili sin dai regimi più bassi.
Scopri il Rally che c'è in te. Questo è in due parole Rally Italia Talent, un format sportivo, dove conta solo ed esclusivamente l'attitudine alla guida sportiva, pensato per offrire a tutti, anche a chi non ha mai corso, l'opportunità di realizzare un sogno: partecipare almeno una volta da pilota o da navigatore ufficiale a un rally.

L'obiettivo è individuare nuovi talenti da introdurre nel mondo dell'automobilismo sportivo, per poi accompagnarli nel loro percorso di crescita perché il "sogno" per essere davvero realizzato completamente, dopo il premio iniziale, deve prevedere anche l'opportunità di proseguire con un programma di buon livello in Italia, ma anche e soprattutto all'estero, perché solo così si darà la possibilità a chi merita di dimostrare il proprio talento.

mercoledì 15 maggio 2019

Più 60,8%, per l'auto elettrica nel 2018 in Italia è boom

Nel 2018 è aumentato del 60,8% il numero delle auto elettriche in circolazione in Italia. Le prime tre regioni con l'incremento più consistente sono Toscana (+129,4%), il Trentino Alto Adige (+106,5%) e la Liguria (+80,5%). Nelle ultime tre posizioni della classifica nazionale, elaborata dall'ufficio studi di Confartigianato su dati Aci, invece, si piazzano Lombardia (+31,8%), Sicilia (24,3%) e Campania (20,8%).

Quanto alle auto ibride - con alimentazione mista, elettrica e benzina o elettrica e gasolio - a livello nazionale l'aumento medio è stato del 37,7%. La classifica delle regioni è guidata dal Piemonte (56,1%), seguito da Liguria (49,3%) e Sardegna (48,6%). Fanalini di coda, invece, Lazio (33,6%), Toscana (29%) e Trentino Alto Adige (5,4%).

L'incidenza delle auto ibride ed elettriche, sul totale del parco auto circolante in Italia, resta però ancora molto bassa ed è pari ad appena lo 0,66%. I dati sono stati diffusi a Cagliari, stamane, in un convegno nazionale su 'Mobilita' sostenibile: quali opportunità per le piccole imprese?', promosso da Confartigianato imprese Sardegna e cui stanno partecipando, tra gli altri, anche Giorgio Merletti e Antonio Matzutzi, rispettivamente presidente nazionale e regionale dell'associazione artigiana.

martedì 14 maggio 2019

Big Oil vs utility per il mercato elettrico - di Alberto Clò


L’industria del petrolio e del gas è determinata a rompere l’assedio in cui si sente intrappolata entrando con prepotenza nel mercato elettrico. Inevitabile il passaggio da cooperazione a scontro con le tradizionali utility elettriche. Confronto duro, ma che tuttavia potrebbe vederle avvantaggiate.

Responsabile di oltre la metà delle emissioni d’origine energetica, all’industria oil&gas viene richiesto di ridurre la propria impronta carbonica. Investitori, opinioni pubbliche, governi, corti di giustizia vorrebbero una maggior diversificazione verso le clean energy, una riduzione della presenza negli idrocarburi, che vengano resi più trasparenti i rischi di ‘affondamento’ delle riserve minerarie (gli stranded asset in gergo finanziario), che si rifondano i danni climatici che ha causato.

Proseguire nella politica del ‘business as usual’ mette a rischio il futuro dell’industria. D’altra parte, perché l’industria dovrebbe continuare ad investire se la domanda di petrolio è destinata a declinare a fronte di un’opinione pubblica sempre più ostile?

La risposta di molte imprese è quella di accogliere queste raccomandazioni, a partire dalle Big Oil europee da sempre molto più sensibili alle problematiche ambientali delle ‘sorelle’ americane. In che modo? Fissando precisi obiettivi di riduzione delle emissioni, avviando strategie di entrata nei settori altrimenti concorrenti (come le rinnovabili), tirando i remi in barca negli investimenti di lungo termine nei business tradizionali (ricerca e sviluppo di giacimenti) che pur restano centrali nelle loro attività.

Le iniziative si vanno moltiplicando nei settori più disparati: tra chi ha investito nel solare, come Bp con l’acquisto di Lightsource; chi nelle ricariche elettriche, come Shell; chi, è il caso Chevron, nel sequestro del carbonio da iniettare nei giacimenti per accrescerne la pressione e la produzione; chi in R&D, come Eni che nel triennio 2018-2021 ha stanziato 280 milioni di euro per sviluppare piattaforme tecnologiche di ricerca per la decarbonizzazione.



La maggior parte delle imprese punta tuttavia ad entrare nel mondo dell’elettricità. Secondo Bp, l’elettricità conterà per il 70% della maggior domanda di energia primaria da qui al 2040, trainata dalla pressione demografica e dall’elettrificazione dei consumi (domestici e trasporti), mentre l’Agenzia di Parigi ne stima una crescita del 62% contro il 15% di quella di petrolio.

I maggiori gruppi europei – Total, Shell, Equinor, Bp, Repsol – stanno entrando nella filiera elettrica o già vi operano – come Eni. Resta tuttavia il fatto che trovare, produrre, trasportare molecole di idrocarburi è business fondamentalmente diverso dal generare e trasmettere elettroni. Che le Big Oil vi riescano è possibile, ma nondimeno difficoltoso e costoso.


Per ora siamo all’inizio, ma il messaggio è chiaro: esse non intendono farsi scalzare dalla posizione di leadership che detengono da un secolo nello scacchiere energetico mondiale. In passato, altre fonti, come nucleare o carbone, parvero riuscirci, ma l’accettabilità sociale e il surriscaldamento climatico le hanno rispettivamente messe fuori gioco, per lo meno nel mondo occidentale.

La risposta delle Big Oil sta nella nuova “etichetta” che si sono date: Big Energy. Pur convinte che del petrolio e del metano non si potrà fare a meno per lungo tempo, vanno scommettendo sul nuovo che avanza. Se non altro come forma di copertura dei rischi.

Lo fanno in misura comunque contenuta rispetto al totale dei loro investimenti – 2 miliardi di dollari su 25 per Shell – e questo non le pone al riparo da accuse di greenwashing. Ma sono pronte ad accrescere il loro impegno secondo il procedere della transizione energetica.


Lo scontro col mondo delle utility sarà duro ma sulla carta le Big Oil appaiono in una posizione favorevole, per: la loro molto maggior dimensione, la più consistente capacità finanziaria, la molto maggior diversificazione geografica, l’uso ad operare in settori integrati, il maggior potere di mercato di cui dispongono.

Tanto per fare un esempio, NextEra Energy (NEE), il più grande produttore mondiale di rinnovabili elettriche con una potenza complessiva prossima ai 50 GW e circa 10 milioni di clienti, ha fatturato lo scorso anno sui 17 miliardi dollari: meno dei profitti conseguiti da Shell. NEE capitalizza 90 miliardi dollari contro i 270 di Shell: segno che il rendimento del capitale è per la società anglo-olandese molto maggiore.

Questo gli investitori lo sanno perfettamente, al punto da essere preoccupati di quel che avevano ipocritamente richiesto alle società di cui sono azionisti. I ritorni sugli investimenti per eolico e solare (pre-incentivi) si aggirano, secondo Wood MacKenzie, tra il 5 e il 9 per cento contro più del 20 per cento per quelli petroliferi.

È pur vero che le dissennate diversificazioni delle oil majors dopo il primo shock petrolifero del 1973-1974 si tradussero in altrettanti bagni di sangue tra chi entrò nel carbone, chi nei minerali d’ogni sorta, chi nella moda (come l’acquisto di Yves Saint Laurent da parte di Elf Aquitaine). Ma l’entrata nell’elettricità è molto meno discontinua delle passate diversificazioni, specie con l’accresciuto peso del metano destinato alle centrali elettriche similmente alle raffinerie per il petrolio.

L’entrata nel mondo elettrico delle Big Oil avverrà poi soprattutto con l’acquisto di società, magari start-up, che già vi operano. Dopo l’acquisto di First Utility in Gran Bretagna, Shell a breve disporrà di circa 7 GWe. Ribattezzata Shell Energy, si ripromette di divenire la più grande imprese elettrica al mondo entro il 2030. A tal fine, dovrà vedersela però con la statale cinese State Gridche conta oltre un miliardo di clienti e un giro di affari non dissimile dal suo.

Due le conseguenze che si possono prevedere dall’entrata delle Big Oil nel mercato elettrico. La prima riguarda il passaggio da cooperazione a concorrenza tra queste e le tradizionali utility elettriche, con il rischio che le seconde risultino penalizzate rispetto alle prime. Se prima le Big Oil vendevano alle utility olio combustibile e metano incrociando business sostanzialmente complementari, d’ora in avanti si affronteranno sempre più direttamente sul mercato.

Indiscutibile lo svantaggio per le utility di dover dipendere dalle Big Oil per l’acquisto del metano, o comunque di non disporne direttamente. Il rischio è che queste ricorrano alla pratica del price squeeze: vendere il metano a un prezzo più caro alle utility, o applicare prezzi interni più convenienti, e contemporaneamente far loro concorrenza nell’elettricità vendendo a prezzi più bassi. 

L’altra riguarda la più grande sfida della lotta ai cambiamenti climatici. L’entrata delle Big Oil nel mercato elettrico ne accrescerà la competizione e, con essa, la sua instabilità e la volatilità dei prezzi, peraltro già indotta dalla poderosa crescita delle rinnovabili. Una volatilità che mal si concilia con gli immani investimenti che dovrebbero essere realizzati per decarbonizzare i sistemi elettrici. Un effetto collaterale che i promotori del “fossil divestment” e del “tout électrique” non dovrebbero sottovalutare se non vogliono accontentarsi di mezze vittorie, che in questo ambito equivalgono a nessuna vittoria.

di Alberto Clò  (DALLA RIVISTA ENERGIA)


lunedì 13 maggio 2019

Proposta di riforma del codice della strada: per gli automobilisti più luci che ombre

Nelle ultime settimane la riforma del codice della strada, ancora in fase di completa definizione, è stata al centro del dibattito mediatico, mettendo a confronto i diversi pareri di esperti, opinionisti e politici. Tanti i temi affrontati, anche se alcune delle proposte iniziali probabilmente non verranno adottate nella versione definitiva. Ma a prescindere dalla futura applicazione, cosa ne pensano gli automobilisti? AutoScout24 (www.autoscout24.it), il portale di annunci auto e moto, leader in Europa, ha chiesto direttamente a loro un’opinione, scoprendo più luci che ombre.

Anche se pochi la conoscono, nel complesso la proposta di riforma è stata valutata positivamente dal 56% degli intervistati, mentre solo il 10% la giudica negativamente. Tra le singole proposte circolate in queste settimane, a convincere maggiormente i driver sono i temi relativi all’inasprimento delle sanzioni per chi utilizza dispositivi tecnologici alla guida (89%), all’aumento del limite di velocità sulle autostrade a tre corsie fino a 150 km/h (82%), ai parcheggi «rosa» per le donne in gravidanza (80%) e alla regolamentazione dell'utilizzo di strumenti di micro-mobilità - come monopattini e skateboard (55%). Il divieto di fumare in auto, pur trovando il parere positivo del 61% degli automobilisti, vede crescere la quota dei critici che non vogliono rinunciare alle loro abitudini in auto. Ma il punto su cui hanno forti perplessità (il 76% è contrario) è quello relativo alla possibilità di far circolare le bici contromano nei centri abitati, dove il limite di velocità è di 30 km/h. Per oltre la metà dei detrattori, infatti, i ciclisti devono rispettare le regole del codice della strada proprio come gli automobilisti, mentre per quasi tre su dieci (29%) il rischio è comunque troppo alto.

Entrando nel dettaglio delle altre proposte, gli automobilisti sembrano aver compreso i pericoli dell’uso del cellulare alla guida, con l’89% che vorrebbe incrementare le sanzioni a chi trasgredisce. Tra le principali motivazioni di chi è favorevole, l’81% indica questa “cattiva abitudine” come un rischio altissimo per se stessi e per gli altri. Solo il 7% è invece contrario all’inasprimento delle multe, in quanto basterebbe applicare l’attuale codice della strada.

Ma gli automobilisti sono favorevoli anche all’eventuale aumento dei limiti di velocità a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie (82%). Il 53% di chi ha risposto positivamente, infatti, pensa che con le auto attuali si possa viaggiare in completa sicurezza mentre per il 35% le condizioni autostradali assolutamente lo consentono. Ma ci sono anche i più scettici che rappresentano comunque la quota minoritaria (17%), convinti principalmente che le autostrade italiane non siano all’altezza (per il 43%) o che sono “diverse” dagli altri Paesi europei (21%).

Un tema leggermente più spinoso che potrebbe dividere gli italiani è il divieto di fumare alla guida, anche se per il momento l’attuale normativa non dovrebbe subire modifiche. Per il 61% degli automobilisti, infatti, l’introduzione di questo divieto avrebbe un impatto positivo, soprattutto perché fumare mentre si è al volante rappresenta una distrazione (per il 68%). Allo stesso tempo cresce il fronte dei no (30%), che cercano di difendere un loro diritto o perché ritengono di subire già troppe restrizioni.

Chiudiamo con i parcheggi riservati alle donne in gravidanza. Nonostante per tanti sia un segnale di un Paese civile, ha riscontrato comunque un 14% di contrari. Le motivazioni? Secondo il 44% dei più critici ci sarebbero i soliti “furbi” che ne approfitterebbero come avviene per altri parcheggi riservati.

venerdì 10 maggio 2019

Aci Storico protagonista a Verona Legend Cars

Continuano gli appuntamenti con Ruote nella Storia, l’evento celebrativo che nasce dalla collaborazione degli AC locali con ACI Storico, in questo caso quello di Verona. L’obiettivo è quello di promuovere la cultura dell’Automobilismo d’Epoca dando risalto, al contempo, al contesto fornito dalle più belle città italiane che, di volta in volta, ospitano questo romantico connubio itinerante di storia, arte ed eleganza. L’evento sarà riportato anche questa volta dalle telecamere di ACI Storico Magazine, con approfondimenti ed interviste e un reportage dell’evento che andrà in onda su Automoto TV (canale 228 di Sky) e diverse tv areali.

Dopo il successo riscontrato nelle prime due tappe è questa volta il turno di Verona, che domenica 12 maggio, avrà in piazza San Zeno il punto di partenza della carovana di Auto Storiche. Il percorso prevede, per il corteo delle Storiche, un singolo giro con una serie di rilevamenti prima di dirigersi liberamente all’area espositiva di Verona Fiere (spazio già impegnato nella promozione dell’automobilismo storico con l’ultimo giorno dell’evento “Verona Legend Cars”). Il road book, completo di tutte le indicazioni per la navigazione, sarà consegnato in mattinata a tutti i partecipanti. Uno stop per il pranzo è previsto presso Villa Mosconi Bertani, conosciuta anche come Villa Novare, in località Arbizzano di Negrar. Qui il ristoro sarà allietato dalla splendida cornice offerta dalla tenuta del XVIII secolo, importante centro culturale d’epoca rinascimentale e luogo natio del noto vino Amarone.

Lo stesso percorso sarà condiviso anche da diverse categorie che gareggeranno nell’ambito della manifestazione “Aspettando la Corsa Più Bella del Mondo”, eseguendo però più giri del tracciato prima di convergere verso Verona Legend Cars.

Proprio nell’area fieristica, nello stand condiviso da ACI Storico, AC Verona e AC Global, sarà tenuta la cerimonia di premiazione conclusiva alle ore 17:30, ad ogni partecipante di Ruote Nella Storia sarà conferito un attestato di partecipazione all’evento.

Ad impreziosire il già ricco parco macchine dei soci ACI Storico che interverranno, sarà ospitato anche un raduno di Alfa Romeo Brera.


Programma - Domenica 12 maggio

Ore 7:30     Verifiche sportive e tecniche presso piazza San Zeno (Verona) fino alle 9:30                      Ore 8:30     Distribuzione road book
Ore 9:45     Briefing con direttore di gara ed esposizione ordine di partenza
Ore 10:00   Partenza da piazza San Zeno a Verona
Ore 12:30   Pausa pranzo a Villa Mosconi Bertani ad Arbizzano di Negrar
Ore 14:00   Arrivo a Verona Fiere Ore 17:30   Premiazione allo stand ACI Storico

giovedì 9 maggio 2019

Auto ecologica e regolarità. Partito Green Endurance, il Campionato Italiano Energy Saving di Aci Sport

E’ partita la seconda edizione del Green Endurance, il Campionato Italiano Energy Saving riservato alle vetture ecologiche alimentate con energie alternative e rinnovabili. La prima gara della stagione – il 1° AciComo Ecogreen - si è svolta il 27 e il 28 aprile a Como e ha visto sul gradino più alto del podio la 500 Abarth dell’Ecomotori Racing Team alimentata a biometano, carburante rinnovabile che per la prima volta partecipa a una competizione automobilistica.

Le finalità - Organizzato da ACI Sport - partner S.E.S.A. spa e Bioman, charge partner e-Station per il parco ricarica - è una competizione di regolarità la cui finalità è quella di promuovere anche in ambito sportivo la mobilità sostenibile. L’efficienza energetica, lo stile di guida, l’analisi del percorso e il rispetto dei tempi prestabiliti per percorrere i diversi settori in cui è suddiviso il percorso costituiscono i fattori determinanti per la classifica.

Vetture ammesse e alimentazioni consentite - Sono ammesse esclusivamente vetture omologate per la circolazione stradale nell’UE – escluse quelle con targa prova – elettriche, ibride, a biometano, metano e Gpl. Queste le categorie: Cat. IIIA, BEV - Battery Electric Vehicles; Cat. VII, HEV - Hybrid Electric Vehicles, PHEV - Plug in Hybrid Electric Vehicles e EREV - Extended Range Electric Vehicles; Cat. VIII, ICE - Internal Combustion Engine Biometano, Metano, Gpl.

Come si svolge la gara – Ogni competizione, che si compone di un mix di prove speciali, è suddivisa in quattro manche della lunghezza di 100 km (+/- 10%), una delle quali in notturna. A guidare gli equipaggi – composti da pilota e navigatore - il Road Book, un libro di diagrammi usati tradizionalmente nei rally per indicare la strada da seguire. Il punteggio valido per stilare le classifiche è determinato dalla somma dei punti di ogni singola manche più i punti della classifica Energy Saving, che si basa sulle performance energetiche dei concorrenti e dei loro veicoli.
Il fattore emissioni – Tra gli obiettivi della manifestazione c’è quello di mettere a confronto le caratteristiche ecologiche delle varie soluzioni e l’abilità degli equipaggi nel gestire il proprio veicolo. Per poter comparare con un unico denominatore comune tecnologie molto differenti è stato scelto di determinare l’Emission Factor del Green Endurance 2019 utilizzando i valori delle emissioni climalteranti estratti dal "Well-to-Tank Report” (dal pozzo al serbatoio) Version 4.a realizzato nel 2014 dal centro di ricerca internazionale sotto l’egida della Commissione europea Joint Research Centre EUCAR CONCAWE (JEC). Per tutti i combustibili utilizzati da veicoli dotati di motori endotermici è stato applicato il valore comprensivo delle eventuali emissioni non rinnovabili prodotte dalla combustione (Total non-renewable emissions including combustion).

Ricarica veicoli elettrici - Una quota importante delle vetture in gara è del tutto o in parte alimentata elettricamente. L'organizzazione ha quindi previsto delle fasi di ricarica in modalità parco chiuso, durante le quali gli equipaggi possono accedere alle vetture esclusivamente per le operazioni di ricarica. Il “Charge Park”, allestito in collaborazione con e-Station, è dotato di prese del Tipo 2 Mennekes, 230V - 16A (3.7 kW), con periodi di ricarica di 3 ore nelle fasi diurne e di 9 ore nelle fasi notturne di gara.

La prima volta del biometano – Per la prima volta il biometano partecipa a una competizione automobilistica. Si tratta di un carburante in tutto e per tutto identico al gas naturale ma al 100% rinnovabile, ottenuto attraverso un processo di raffinazione del biogas. In occasione del Green Endurance, in collaborazione con S.E.S.A. e Bioman, il biometano utilizzato è ottenuto partendo da rifiuti organici – ovvero scarti di cucina: avanzi di cibo, carta per alimenti sporca di residui alimentari - provenienti dalla raccolta differenziata, detti anche FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano).


mercoledì 8 maggio 2019

Bici, che passione! Ma occhio alla sicurezza… Nuova ricerca dell'osservatorio Sara Assicurazioni


Bici, che passione! Ma quando i ciclisti salgono in sella, non si è sempre felici di averci a che fare. Il vizio peggiore? Per più di un italiano su due (57%), non rispettare le norme della strada, soprattutto andando contromano, procedendo a zig-zag nel traffico o, ancora, distraendosi e parlando al cellulare. Con la possibilità, oltretutto, di mettere a rischio la sicurezza propria e degli altri.
Lo rileva Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia e Top sponsor del Giro d’Italia 2019, nell’Osservatorio interamente dedicato, per l’occasione, al rapporto degli italiani con le due ruote (Indagine svolta con metodologia CATI da Aton Research su un campione rappresentativo della popolazione italiana).

Tra i comportamenti più pericolosi, anche l’abitudine di non usare fari e adeguati dispositivi di segnalazione e protezione (27%) e la tendenza a girare con un mezzo non in perfette condizioni (11%), specie con freni usurati o faretti non funzionanti. Un ulteriore 5% ritiene che sia estremamente pericolo anche il trasporto di carichi eccessivi sulle due ruote.
Ma, se in sella occorre adottare un comportamento sempre responsabile, molto dipende anche dalla convivenza con gli altri utenti della strada. Qui gli italiani hanno pochi dubbi: le più temute, per i ciclisti, sono le automobili (60%). A seguire, i pedoni, spesso indisciplinati e distratti (12%) e gli animali che vagano liberi (11%). Minor preoccupazione sembrano destare, invece, le motociclette (10%) e le altre bici (7%).

Il tema della sicurezza sulle due ruote, d’altra parte, è molto serio: solo nel 2017 in Italia sono stati 17.521 gli incidenti stradali che hanno coinvolto ciclisti, di cui 254 con esiti fatali (dati ACI/Istat), la maggior parte verificatisi su strade urbane.

Non è allora un caso che per più di un italiano su tre (37%) il principale pensiero legato alla bicicletta sia quello della propria incolumità. Preoccupazione che supera anche quella di furti (36%) e atti vandalici verso la bici (14%).

Una passione green... Ma che cosa rende speciale la bicicletta? La prima ragione, a detta di quasi un italiano su due (43%), è il fatto che sia un mezzo ecologico, che offre la possibilità di spostarsi, e percorrere brevi o lunghe distanze, senza incidere sull’ambiente. Seguono i benefici sul benessere individuale (22%) e l’agilità e la comodità negli spostamenti (19%), che ne fanno il mezzo di trasporto ideale per la città.

…che fa bene anche al portafoglio. Un’altra qualità della bici che gli italiani apprezzano è l’economicità. Il maggior risparmio che deriva dall’usare le due ruote, secondo la stragrande maggioranza degli italiani (73%), è la possibilità di ridurre drasticamente la spesa per la benzina e fare economia sull’uso dell’auto. Un 15% di intervistati, poi, sostiene che qualche bella pedalata possa sostituire l’abbonamento in palestra e un altro 10% trova che il vero risparmio stia proprio nell’acquisto e nella manutenzione del mezzo, molto più economico rispetto ad auto e motociclette.
Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni, commenta: “I ciclisti sono tra gli utenti più deboli della strada e quindi, parlando di due ruote, è molto importante sottolineare il tema della sicurezza. Questa naturalmente deriva da vari fattori: alcuni legati all’ambiente strada e agli aspetti infrastrutturali, come la presenza di piste ciclabili, la delimitazione di zone a traffico limitato e non solo; altri dipendono invece da un’adeguata e necessaria conoscenza di quei rischi, attenzioni e comportamenti che favoriscono una serena coesistenza tra tutti i soggetti su strada. Il Giro d’Italia è poi un’occasione favorevole per sottolineare il concetto di copertura assicurativa e l’importanza di tutelare la propria sicurezza, oltre al mezzo stesso, anche nel contesto delle nuove, e sempre più evolute, forme di mobilità condivisa come è il caso del bikesharing”.



Deroghe al divieto dell'uso del cellulare in auto, scoppia la polemica

No dall'Unione Consumatori all'emendamento annunciato dal relatore alla riforma del Codice della Strada, Giuseppe Donina della Lega che mirerebbe a fissare delle deroghe al divieto dell'uso del cellulare in auto, distinguendo tra chi lo usa per verificare la direzione e chi lo usa per consultare i social network.
"Un distinguo assurdo, privo di fondamento e basi logiche" dice Massimiliano Dona, presidente Unc.

"Se uno distoglie lo sguardo dalla strada, aumenta il rischio di incidenti indipendentemente dal motivo per cui lo fa, sia che lo faccia per fare un sms che per impostare il navigatore o vedere il percorso", prosegue ricordando come proprio per questo "i navigatori forniscono le indicazioni stradali a voce. Se uno ha dei dubbi, deve accostare, fermarsi e controllare il percorso" aggiunge Dona.

"Insomma, da una parte si inaspriscono le sanzioni per chi usa lo smartphone, inutilmente considerato che le multe comminate nel 2017 nei comuni capoluoghi di provincia dalla Polizia Municipale per tutte le violazioni dell'art. 173 del Cds sono pari ad appena lo 0,36% del totale, ossia il nulla, dall'altra si consentono pericolosissime deroghe a seconda dell'importanza del motivo per cui ti distrai e provochi un incidente" conclude.

Antonio Coppola confermato presidente Automobile Club Napoli

L'assemblea dei soci dell'ACI Napoli, ente pubblico non economico, ha approvato il bilancio di esercizio 2018 ed eletto il consiglio direttivo ed il collegio dei revisori dei conti per il quadriennio 2019-2023.

Risultano eletti Pasquale Cilento, Antonio Coppola, Paolo Monorchio, Domenico Ricciardi e Paolo Stravino per il consiglio virettivo; Porfirio Conforti e Francesco Nania, oltre al rappresentante del ministero delle Finanze, per il collegio dei revisori dei conti.

A sua volta, il consiglio Direttivo ha eletto, all'unanimità, il presidente dell'Automobile Club Napoli nella persona di Antonio Coppola e Paolo Stravino quale Vice Presidente.

Antonio Coppola - giornalista-opinionista di varie testate, c cavaliere e ufficiale al merito della Repubblica Italiana, Maestro del Lavoro e Stella d'Oro, del CONI, al merito Sportivo - è al suo terzo mandato di Presidente dell'Automobile Club Napoli, nonché di presidente del comitato regionale degli Automobile Club della Campania ed è membro del comitato esecutivo nazionale dell'ACI.
Il confermato presidente ha ringraziato i 20.000 soci dell'ACI Napoli che gli hanno rinnovato la fiducia con la percentuale del 99% dei votanti. Ha assicurato, altresì, che, insieme ai consiglieri, revisori, commissioni istituzionali, direttore e personale dell'Ente, continuerà nell'impegno a favore dei soci e dell'intera collettività per contribuire, come recita la stessa legge istitutiva dell'Automobile Club, "allo sviluppo economico, civile, culturale e democratico del Paese"..

lunedì 6 maggio 2019

Alberto Tosti, direttore generale Sara Assicurazioni, intervistato su "L'Automobile"



Nazionalizzazione targhe estere, oltre un mese di ritardo: la denuncia dell’AIDA

Più di un mese per le immatricolazioni dei veicoli con targhe estere che sta mettendo in crisi i rivenditori di automobili. È la denuncia della Aida (Associazione Italiana Distributori Autoveicoli) che lamenta l’allungamento dei tempi tecnici all’interno delle Motorizzazioni per tutte le procedure di nazionalizzazione vetture estere: da una settimana registrata con l’entrata in vigore del decreto, si è passati a quasi 45 giorni in tutta Italia, con particolari ritardi al Nord nelle province di Cuneo, Milano, Varese, Brescia e Bergamo.

Disagi che rallentano il mercato della vendita delle auto estere, poiché “i clienti non possono aspettare un mese e mezzo prima della consegna di una vettura già acquistata” fa notare Angelo Monachesi, segretario nazionale Aida.

“Queste procedure di immatricolazione non riguardano tutte le province – aggiunge – il problema risiede negli uffici ministeriali dove viene lamentata la mancanza di personale: le varie motorizzazioni sono in ritardo folle perché non hanno risorse umane per l’analisi dei documenti necessari. Inoltre, è tangibile una mancanza strategica atta a tentare di risolvere la questione con una gestione ottimale degli uffici dislocati sul territorio italiano”.

Nella procedura di nazionalizzazione non esiste alcuna forma di automatismo, se non quella del pagamento dell’Iva, chiosa Monachesi. “In questo caso, il sistema automatico messo in piedi di Agenzia Entrate dà soltanto il via libera alla procedura, ma poi la palla passa alla Motorizzazione che deve occuparsi della verifica, ed i dati devono essere immessi quasi totalmente manualmente”.

“A ciò si aggiunge un extralavoro derivante dall’aumento delle richieste di immatricolazione da privati cittadini con l’applicazione del regime del margine. Oltre alle procedure normali, queste pratiche portano via del tempo”.
Tempo che viene ingigantito dalla mancanza di risorse umane negli uffici della Motorizzazione: “A Milano ci sono soltanto due impiegati che si occupano di queste mansioni – sottolinea Monachesi – a fronte delle centinaia di richieste al mese che devono essere valutate singolarmente: se si considera che possono essere 27 le carte di circolazione diverse, in lingue dei Paesi di provenienza, il problema è evidente”.

“Il Governo deve mettere in campo una azione coordinata a livello europeo che alla lunga doti gli automobilisti comunitari di un unico documento di circolazione – conclude il segretario dell’Aida – Chiediamo inoltre che i documenti vengano accettati con controlli postumi, senza allungare ulteriormente i tempi”.


venerdì 3 maggio 2019

#RISPETTIAMOCI: ACI E SARA INSIEME AL GIRO D'ITALIA 2019PER LA SICUREZZA STRADALE

Con l'hashtag #rispettiamoci, ACI e SARA Assicurazioni lanciano al 102° Giro d'Italia la  campagna di sensibilizzazione verso gli utenti della strada vulnerabili, pedoni e ciclisti. L’aumento di chi si muove in bici sulle strade e la spinta verso una mobilità più integrata tra i diversi mezzi hanno generato un incremento di incidenti tra auto e bici.

In tutte le tappe del Giro, l’Automobile Club d’Italia e gli istruttori del Centro di Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga illustreranno un decalogo con consigli ed indicazioni per automobilisti e ciclisti chiamati a condividere la strada in sicurezza. Sara Assicurazioni presenterà i nuovi servizi di assistenza e tutela, espressamente studiati per chi va in bici.

 “Sono soddisfatto di annunciare la collaborazione tra ACI e SARA Assicurazioni per il Giro d'Italia – dichiara Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI - per due ragioni fondamentali: la disponibilità del Giro a promuovere la cultura di una sempre maggiore sicurezza sulle strade e la comune passione per lo sport, quale portatore e straordinario mezzo di diffusione di valori positivi”. “Per ACI e SARA – prosegue Sticchi Damiani - la decisione di partecipare insieme a questo storico evento nasce dalla responsabilità quotidiana di entrambi verso una mobilità sempre più sicura e sempre più attenta alle esigenze degli utenti deboli, come ciclisti e pedoni”. “Il Giro E - conclude il Presidente ACI – sarà poi l’occasione per spiegare agli italiani l’evoluzione della mobilità che già oggi vede le bici elettriche sempre più protagoniste. L'hashtag #rispettiamoci si rivolge a ciclisti e automobilisti, invitando tutti al rispetto degli altri, delle regole e dell’ambiente”.

Con questi obiettivi, la partecipazione di ACI vede il sostegno della FCI - Federazione Italiana Ciclistica e dell'Associazione CONASS, presieduta dal pluricampione Ivan Basso, recentemente nominato Ambasciatore della Sicurezza dei ciclisti 2019 dal "Progetto Scorta".

"Siamo orgogliosi di sostenere questa storica manifestazione – afferma Alberto Tosti, Direttore Generale di SARA Assicurazioni –  da sempre nel cuore degli italiani. Il ciclismo è una metafora della vita, con salite e discese, fatica e sudore ma anche soddisfazioni e successi. Per noi è un'occasione importante per essere vicini ai clienti, anche a livello locale insieme ai nostri Agenti. Bici2Go – prosegue Tosti – è il nostro programma assicurativo per la sicurezza di chi va in bici, che proporremo durante il Giro in edizione speciale a condizioni vantaggiose. La sicurezza è nel nostro DNA e la nostra missione è quella di fornire protezione, in ogni tappa della vita”. “La mobilità attraversa oggi una fase di profondi cambiamenti – conclude il Direttore Generale di Sara – e crediamo sia il momento di promuovere un concetto di copertura assicurativa che dal veicolo si focalizzi sulla persona, tenendo conto anche delle nuove forme di mobilità condivisa".

 “Il Giro d’Italia è una piattaforma di comunicazione – sottolinea Urbano Cairo, Presidente e Amministratore Delegato di RCS – che per dimensioni e autorevolezza può avere un ruolo significativo nel rafforzare la cultura della sicurezza stradale. L’educazione stradale può rendere più sicuri tutti i ciclisti professionisti o amatori. Sentiamo questa responsabilità e da diversi anni ci stiamo impegnando a sensibilizzare tutti i nostri appassionati su questi temi cosi importanti”. “Siamo quindi felici di una partnership come quella con Automobile Club d’Italia e SARA  Assicurazioni – conclude Cairo – per il prezioso contenuto che insieme racconteremo a tutti gli spettatori sulle strade del Giro. Racconto che si sposa perfettamente con i valori che da sempre cerchiamo di difendere con la corsa Rosa”.

Sul circuito Aci-Vallelunga il secondo round per il Campionato Italiano Sport Prototipi

È l’autodromo di Vallelunga ad ospitare dal 3 maggio il secondo appuntamento stagionale per il Campionato Italiano Sport Prototipi. E l’affascinante serie tricolore, riservata alle Wolf GB08 Thunder motorizzate Aprilia RSV4, si presenta sulla pista romana ancora una volta con uno schieramento ricco di ben 20 piloti pronti a dare spettacolo sulle Sportscar del marchio ex-F.1.

A capitanarli sono innanzitutto Claudio Giudice e Davide Uboldi i vincitori della tappa inaugurale di Monza e più che mai determinati al bis. L’alfiere della Scuderia Giudici, vincitore della prima gara su pista bagnata dopo la penalizzazione subita da Giacomo Pollini (assente a Vallelunga per una concomitanza internazionale in Karting), vuole il primo successo pieno sulla stessa pista dove lo scorso anno firmò il secondo posto ed il giro più veloce di gara 2. Il pluricampione della Uboldi Corse, con l’entusiasmo ritrovato dopo la vittoria capolavoro in rimonta dall’ultimo posto in griglia a Monza gara 2, è ora lanciatissimo ad una stagione tutta d’attacco.

La concorrenza è però aperta ad un lotto di protagonisti altrettanto agguerriti. Come Riccardo Ponzio, il giovane ex-formulista pescarese che alla sua prima uscita sulla Wolf schierata da SG Motors ha colto il secondo e quarto posto o lo svedese Simon Hultén (RPM RacePromote Scandinavia), terzo di gara 1 o il cosentino Danny Molinaro (DM Competizioni), sul podio di gara 2 dopo una lunga bagarre con Uboldi, Pollini e Ponzio.

Proprio l’intensità del confronto in pista spinge altri top-player al riscatto, come Mirko Zanardini (Bad Wolves) che dopo aver sfiorato il podio al mattino, è stato centrato alla prima variante in gara 2 o Lorenzo Pegoraro, costretto al forfait dopo un impatto occorso in gara 1 quando era in testa e senza poi poter vedere ripristinata in tempo la vettura di Best Lap per gara 2.

Tra chi vuole conferme è invece il russo Konstantin Gugkaev, due volte sesto nei colori Ascari Driver Academy ed il californiano con licenza britannica Jesse Menczer (Bad Wolves Racing Club), quinto in gara 2 dopo il ritiro nella gara del mattino. Mentre, dopo aver subito marcato punti al primo round, Francesco Turatello (V Motorsport), Joe Castellano (Giada Engineering), Andrea Baiguera (Brixia Horse Power) e gli alfieri dell’Ascari Driver Academy Stefano Attianese, il 17enne andaluso Fidel Castillo Ruiz ed Antonio e Valerio Mastroberardino puntano a risalire in classifica.
Alla ricerca dei primi risultati utili sono invece Andrea Perlini (Scuderia Giudici), Simone Borrelli (Uboldi Corse), costretto al forfait a Monza dopo un’uscita nelle prove e soprattutto il romano Andrea Gagliardini che, proprio sulla pista di casa, firmò lo scorso anno la vittoria in gara 2 sempre nei colori di Best Lap.

Sarà invece debutto stagionale per lo specialista di Turismo e GT Riccardo Romagnoli nei colori della Scuderia Costa Ovest.

Intanto, sempre a Vallelunga, si è appena conclusa una nuova sessione di test collettivi dove Pegoraro ha firmato il miglior tempo in 1’32.585, migliorando il record siglato lo scorso anno dal campione in carica Matteo Pollini in 1'32.607 per la pole position del quinto e penultimo appuntamento stagionale. Secondo tempo, invece, per Uboldi che ferma i cronometri su 1’33.092 proprio al suo ultimo passaggio cronometrato davanti a Molinaro in 1’33.554.

giovedì 2 maggio 2019

In vendita presso le delegazioni Aci i biglietti per il Gp di Monza


Partenza, via!

Acquista i biglietti a prezzi speciali per i soci Aci per assistere alle giornate di prova e alle gare che si svolgeranno dal 6 all' 8 settembre 2019 a Monza. Si possono comprare presso i punti ACI aderenti oppure online