venerdì 28 giugno 2019

Pedoni, ciclisti e motociclisti il 70% delle vittime di incidenti stradali nelle città europee

La sicurezza stradale nelle aree urbane dovrà essere il tema prioritario per l’Unione Europea e per i Paesi europei nei prossimi dieci anni, lo afferma l’ultimo studio dell’ETSC - European Transport Safety Council.

Secondo recenti dati, infatti, le morti sulle strade urbane - anni 2010/2017 - sono diminuite di circa la metà rispetto ai decessi registrati sulle strade extraurbane. Pedoni, ciclisti e motociclisti – le categorie più vulnerabili – costituiscono il 70% delle persone uccise o gravemente ferite in città.

“Fino a quando le persone non si sentiranno sicure di camminare ed usare la bicicletta, molte di loro non saranno incoraggiate ad usare forme di trasporto più sostenibili – ha affermato Dovilè Adminaité-Fodor, autore dello studio. Nei prossimi 10 anni vorremmo che l’Unione Europea e tutti i Paesi europei investissero maggiori risorse nei trasporti urbani, in particolare: per la sicurezza degli utenti più vulnerabili, in infrastrutture più sicure, in adeguati limiti di velocità, scopo è contribuire a ridurre il fenomeno della distrazione al volante e della guida in stato di ebbrezza”.

Lo studio ha, poi, rilevato che la Romania registra il più alto tasso di mortalità sulle strade urbane, (105 vittime ogni milione di abitanti), quattro volte più della media UE. Viceversa, i Paesi più virtuosi sono: Svezia, (9 morti per milione di abitanti), Gran Bretagna (11), Olanda (13),  Irlanda e Spagna con 14. 

La diffusione degli e-scooters e delle altre nuove forme di mobilità richiedono, oggi, nuovi interventi legislativi nazionali e locali, modifiche alle infrastrutture, attività di educazione e sicurezza stradale molto simili a quelli adottati in passato per favorire l’utilizzo della bicicletta.

Con l'hashtag #rispettiamoci, ACI ha proposto al 102° Giro d'Italia la campagna di sensibilizzazione verso gli utenti della strada più vulnerabili, pedoni e ciclisti. In tutte le 21 tappe, l’Automobile Club d’Italia ha toccato oltre 8 milioni di italiani che hanno seguito sulle strade le imprese della maglia rosa, nei villaggi di tappa come lungo tutto il percorso. Sono stati distribuiti 1 milione di adesivi da apporre sugli specchietti retrovisori dell’auto, per richiamare l’attenzione di chi guida verso chi pedala, e 50.000 decaloghi con consigli e indicazioni su come ridurre l’incidentalità tra auto e bici.

Lo studio dell’ETSC contiene oltre 20 raccomandazioni per le Autorità europee, nazionali e locali, tra le quali:

 ·       estendere anche a ciclisti e pedoni nozioni di educazione stradale e la consapevolezza dei rischi che si corrono sulla strada;

·       promuovere la ‘tolleranza zero’ nell'uso di droghe e alcolici per tutti gli utenti della strada, compresi i ciclisti;

·       incoraggiare i ciclisti ad indossare il casco ed a utilizzare una adeguata illuminazione di notte;

·       limitare la circolazione dei veicoli commerciali pesanti nelle aree urbane in determinati orari e riservare loro percorsi dedicati;

·       inserire nei bandi degli appalti pubblici per i servizi urbani, tra i requisiti necessari, l’Emergency Braking con rilevamento di pedoni e ciclisti;
·       migliorare la sicurezza delle infrastrutture, soprattutto agli incroci  degli svincoli pericolosi.

Lo studio completo può essere scaricato dal sito ETSC Opens external link in new windowwww.etsc.eu/pinflash37

giovedì 27 giugno 2019

Il Rally d'Italia per altri tre anni in terra di Sardegna

Il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, ha annunciato l’accordo che conferma la presenza della gara sugli sterrati sardi nel calendario del Campionato Mondiale Rally fino al 2022

L’Automobile Club d’Italia ha trovato l’accordo con la società Wrc Promoter Gmbh per la conferma del Rally Italia Sardegna nel calendario del Campionato del Mondo Rally per altri tre anni. L’annuncio è stato dato dal Presidente di Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, presente ad Alghero in occasione dell’edizione 2019 della gara sarda, ottavo round del Campionato del Mondo.

“Non sono state poche le difficoltà che abbiamo dovuto superare per riaffermare la presenza del Rally Italia in Sardegna – ha affermato il Presidente di Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani - anche perché è in atto una profonda rivisitazione del calendario del mondiale. Ma ora posso annunciare con soddisfazione che il lavoro fatto ha dato i suo frutti e che siamo riusciti a trovare un accordo per la disputa della prova italiana della serie iridata rally in Sardegna per altri tre anni”.

“Questo accordo è molto importante anche e soprattutto per il territorio – ha concluso Sticchi Damiani - che potrà ora organizzarsi e lavorare sull’evento con una visione di più ampio respiro".

mercoledì 26 giugno 2019

Anas e Lega Nazionale per la Difesa del Cane insieme per la campagna #amamiebasta

L’abbandono di animali e il randagismo sono sicuramente un dramma per i nostri amici a quattro zampe ma anche un concreto pericolo per gli utenti delle strade. Chi abbandona un animale in strada non commette solo un reato penale (Legge 20 luglio 2004, n.189), punibile fino a un anno di arresto, ma potrebbe rendersi responsabile di un omicidio colposo. In Italia, infatti, ogni anno si registrano oltre 4000 incidenti stradali, anche mortali, causati da animali randagi.

I cantonieri di Anas, Azienda che gestisce 30 mila km di rete stradale e autostradale di interesse nazionale, salvano ogni giorno moltissimi cani che ancora vengono abbandonati lungo le strade italiane, garantendo la sicurezza loro e degli automobilisti. Per questo motivo, torna la campagna #AMAMIeBASTA di Anas (Gruppo FS Italiane) e LNDC, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, per la lotta contro l’abbandono degli animali domestici attraverso la sensibilizzazione sui canali social, sugli organi di informazione e su RAI Isoradio 103,3 FM in vista dell’inizio dell’esodo estivo.

La campagna denominata #AMAMIeBASTA nasce dalla volontà di scoraggiare i proprietari di animali domestici ad abbandonarli, in particolar modo prima delle partenze per la vacanze estive, momento in cui questo fenomeno raggiunge il picco. Dai dati rilevati sul territorio nazionale dal Ministero della Salute risulta infatti che in molte regioni, soprattutto del Sud, il fenomeno del randagismo ha raggiunto livelli drammatici ed è spesso fuori controllo. I cani abbandonati continuano ad alimentare la popolazione vagante e soprattutto i cuccioli che non muoiono di stenti, diventando adulti, rappresentano un ulteriore serbatoio di randagi.

Cosa fare se si incontra un cane abbandonato? Innanzitutto non girarsi dall’altra parte e ignorarlo, ma contattare immediatamente il numero verde ProntoAnas 800841148 e/o le forze dell’ordine (Polizia stradale/Carabinieri/Polizie locali/Vigili del Fuoco) che sono gli organi preposti per legge a intervenire. Se si assiste direttamente all’abbandono di un animale, è bene cercare di prendere il numero di targa da segnalare alle autorità competenti per favorire l’individuazione dei colpevoli.

Anas e LNDC augurano a chi si appresta a partire con il proprio amico a quattro zampe un viaggio sicuro e sereno.

ALCUNI ACCORGIMENTI UTILI PER UNA VACANZA SERENA IN COMPAGNIA DEL VOSTRO ANIMALE IN AUTO
Se il vostro cane è soggetto al mal d’auto, prima di partire chiedere consiglio al veterinario per contenere il disagio legato alla nausea
Aprire parzialmente il finestrino durante il viaggio per permettere l’ingresso dell’aria fresca
Non esporlo direttamente all’aria condizionata
Cercare di guidare il più dolcemente possibile evitando accelerazioni e frenate non necessarie
Assicurarsi che la temperatura all’interno dell’auto non sia né troppo calda né troppo fredda
Durante i viaggi lunghi, fare soste regolari per permettergli di bere, passeggiare un po’ e “andare alla toilette”
È sempre meglio abituare gradatamente l’animale ai lunghi tragitti e farlo viaggiare a stomaco vuoto
L’associazione del viaggio a un’attività piacevole, ad esempio una passeggiata una volta giunti a destinazione, può aiutare a ridurre l’ansia e la paura
Portare in auto un suo gioco o la sua coperta per rendergli l’ambiente più familiare
Gratificare con carezze e parole affettuose durante il viaggio lo aiuta a rimane tranquillo
Ignorare ed evitare di rassicurarlo quando invece si agita, abbaia o piagnucola altrimenti si rischia di aumentare il suo disagio.

Per il trasporto del vostro amico quattro zampe rispettare le norme previste dal nuovo Codice della Strada (art. 169 e 170).

ART. 169, COMMA 6: TRASPORTO DI PERSONE, ANIMALI E OGGETTI SUI VEICOLI A MOTORE “[…] È vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”. Ciò significa che non è necessaria la rete e un vano apposito per il trasporto di un solo animale domestico, ma questo deve essere comunque assicurato in modo che non possa costituire intralcio al guidatore. In caso di più animali domestici, la rete e il vano riservato sono obbligatori. Sanzioni previste: pagamento di una somma da euro 68,25 a euro 275,10. Punti decurtati dalla patente: 1.







martedì 25 giugno 2019

Quinto appuntamento di Ruote nella Storia

ACI Storico, in collaborazione con l’associazione i Borghi più belli d’Italia, prosegue il suo impegno a tutela della cultura del motorismo storico con una serie di eventi nazionali programmati nel 2019, attraverso i paesaggi più suggestivi del nostro Paese.

Il 30 giugno Ruote nella Storia si sposta in provincia di Arezzo, in Casentino, con tappa finale a Poppi, borgo medievale riconosciuto tra i più belli d’Italia. Il paese ha una storia risalente al V d.C., con la nascita dei primi borghi arroccati sulle alture e rappresenta uno dei pochissimi esempi di città murata alla cui sommità signoreggia il Castello dei Conti Guidi. Proprio in questo castello soggiornò nel 1307 e nel 1311 Dante Alighieri e la tradizione vuole che qui il sommo poeta abbia composto il XXXIII canto dell'Inferno.

Oggi, i saloni del castello sono una prestigiosa area espositiva-museale.
Il programma prevede la partenza del raduno di auto storiche dalle ore 9.30 da piazza Tarlati di Bibbiena, con sosta all’Eremo di Camaldoli, attraversando lo spettacolare Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Il percorso include il passaggio della carovana nella Piana di Campaldino dove nel 1289 si svolse la storica cruenta battaglia tra guelfi fiorentini e ghibellini di Arezzo, i quali subirono una pesante sconfitta. Conclusione alle ore 13.30 ai piedi del Castello di Poppi, dove saranno esposte le vetture intervenute.

L’organizzazione affidata all’Automobile Club Arezzo insieme ad ACI Storico, con il patrocinio del Comune di Poppi e del Comune di Bibbiena, prevede un programma completo sia nella parte relativa al raduno con partenza dal centro medievale di Bibbiena e visite culturali con sosta all’Eremo di Camaldoli, sia per quanto concerne la parte sportiva, seppur priva di contenuti agonistici. Le "prestazioni" dei partecipanti alla parte sportiva del programma non genereranno infatti alcuna classifica e i risultati saranno utilizzati a scopo puramente informativo e individuale. La natura dell’evento è dunque non competitiva, ma ha un valore propedeutico e di avvicinamento alla specialità della Regolarità Classica, un'opportunità per i neofiti di apprendere i primi segreti dagli esperti tecnici della Federazione, ma anche di allenamento per chi già disputa gare di regolarità.
L’evento sarà, come di consueto, seguito dalle telecamere del Magazine ACI Storico.



lunedì 24 giugno 2019

Il mondo dell'auto senza segreti

E' online l’edizione 2018 della Sintesi Statistica, realizzata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE e contenente i dati degli ultimi 10 anni del mondo automotive.

Si tratta di una raccolta analitica ed esaustiva, di valido ausilio per il management delle Case associate e molto attesa dalla Stampa italiana.

La Sintesi Statistica 2018, può essere consultata all'indirizzo dedicato, un paio di clic e il mondo dell'auto svela tutti i numeri


giovedì 20 giugno 2019

Sicurezza stradale, nuovi proposte da Citroen

Per i suoi 100 anni, Citroën si rivolge ai più giovani con un programma di apprendimento della guida, già a partire dai 10 anni di età: YOUNG DRIVER by Citroën. Questa partnership esclusiva, un’anteprima in Francia, riprende la formula riuscita di YOUNG DRIVER nel Regno Unito, con 700.000 lezioni già eseguite.

I giovani piloti si mettono al volante di una Citroën C3 dedicata alla scuola guida, su un circuito sicuro, a fianco di un istruttore ufficiale. Un’iniziativa originale, a servizio di un apprendimento sereno della sicurezza stradale, visto che gli allievi che hanno preso queste lezioni sin da piccoli hanno in media il 60% di incidenti in meno quando poi sono davvero al volante.

Le prenotazioni per la 1a giornata, prevista il 15 giugno a La Roche-sur-Yon, sul sito www.youngdriver.fr

mercoledì 19 giugno 2019

La prima auto? Gli italiani la comprano a 22 anni


La prima auto non si scorda mai; ma a che età la si compra? Con quali soldi? Chi la mantiene e, una volta conquistato il volante, che cosa ci si fa? Sono queste alcune delle domande dell'indagine* condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, su un campione rappresentativo degli italiani patentati con età compresa tra i 18 ed i 74 anni.

L’indagine ha evidenziato come l’età media di possesso della prima auto sia, a livello nazionale, pari a poco meno di 22 anni. Segmentando il campione per sesso e area geografica di residenza, però, emergono differenze importanti. Gli uomini arrivano prima delle donne ad avere un’auto propria e se nel caso del campione femminile l’età media rilevata è di poco inferiore ai 23 anni, in quello maschile scende al di sotto dei 21. I primi a conquistare le quattro ruote sono i residenti nel Nord Ovest e nel Centro Italia, che si presentano dal venditore quando hanno, sempre in media, 21 anni e 6 mesi. Ultimi i patentati che vivono al Sud o nelle Isole; per loro la prima auto di proprietà arriva a 22 anni e 2 mesi.

Se è vero che nel 65,8% dei casi le nostre prime auto sono comprate usate, è altrettanto vero che qualcuno deve comunque pagare il conto. A farlo, secondo quanto emerso dall’indagine, sono quasi sempre i genitori che la regalano al proprio figlio o figlia nel 41,7% dei casi. Le donne sembrano ricevere questo bel regalo in percentuale maggiore rispetto agli uomini (43,7% vs 39,7%). Va evidenziato, però, come il dato relativo ai genitori che comprano la prima auto per i figli scenda nel Nord Est (36,9%) e salga sia al Sud (42,6%) sia al Nord Ovest (45,6%).

Continuando a scorrere i dati si scopre che più di un intervistato su 3 (34,4%) ha in realtà acquistato l’auto con i propri risparmi o, nel 7,9% dei casi, chiedendo un prestito (10,1% fra i residenti nel Nord Est). Molti anche quelli che ereditano l’auto di un parente che ormai non la usa più; a livello nazionale sono il 13,8% del campione, ma diventano quasi il 15% al Sud e nelle Isole, il 15,8% al Nord Est e addirittura il 16,1% fra le donne.

Una volta acquistata, l’auto va anche mantenuta. Per questo motivo Facile.it ha voluto scoprire a carico di chi fossero (o siano) i costi della prima automobile. Nel 75,7% dei casi i rispondenti hanno dichiarato di pensare da sé a benzina, bollo, riparazioni e tutte le altre spese, ma il quadro cambia se ci si sposta lungo la Penisola.

Al Sud e nelle Isole, dove i giovani hanno più difficoltà a raggiungere una propria indipendenza economica, nel 50,1% dei casi a pensare a pagare i conti dell’auto dei figli sono sempre i genitori. Scorporando le voci di costo legate al mantenimento, quella in cui i genitori intervengono più spesso è l’assicurazione RC; mamma e papà se ne fanno carico 4 volte su 10 (addirittura nel 45,7% dei casi al Sud); quella in cui i neoproprietari sono più indipendenti, invece, è il carburante (lo paga l’intestatario dell’auto nel 71,4% dei casi).

Ricorda qual è stato il primo utilizzo in assoluto di questa sua “prima” automobile? Dove si è recato e perché? Quando Facile.it ha posto questa domanda il 31,7% degli intervistati ha dichiarato di averla usata per andare a scuola o al lavoro, il 28,5% di essersi precipitato dagli amici per mostrar loro il nuovo acquisto (dato che schizza fino a sfiorare il 35% fra gli uomini), il 21,8% di aver fatto un giro fuori porta. Solo un rispondente su sei, invece, ha pensato ad andare subito a far vedere la macchina appena comprata al proprio fidanzato o fidanzata.

Nulla è destinato a durare per sempre, nemmeno la prima auto. Dopo quanti anni, hanno chiesto ancora mUp Research e Norstat per Facile.it, avete venduto la vostra prima auto? In media, hanno risposto gli intervistati, si è detto addio alla prima automobile dopo 6 anni ed 8 mesi dall’acquisto.
«Interessante notare come anche la durata del rapporto con la prima auto sia differente tra uomini e donne», spiega Stefano Carlin, Managing Partner di mUp Research «i primi a disinnamorarsi sono gli uomini che, forse anche in virtù di un potere d’acquisto maggiore, tendono a comprarne una nuova dopo soli 6 anni; le donne aspettano decisamente più a lungo e per loro il secondo veicolo di proprietà arriva dopo 7 anni e 5 mesi dall’acquisto del primo».

A livello geografico, invece, a cambiare auto per primi sono i residenti nel Centro Italia (lo fanno dopo 6 anni e 2 mesi), ma va ricordato che loro sono anche quelli che più di ogni altro comprano usato il primo veicolo (66,4%); quelli che, di contro, cambiano più tardi la prima auto sono i residenti nel Nord Est (7 anni ed 1 mese), dato che ancora una volta si sposa con quello dell’acquisto nuovo o usato per la prima auto visto che in quest’area del Paese, si registrano le maggiori percentuali di nuovo in primo acquisto (36,3%).

 

martedì 18 giugno 2019

Seggiolini anti-abbandono, tutto da rifare

L'estate italiana avrebbe dovuto portare una importante novità per la salvaguardia dei nostri bambini. Dal prossimo 1° luglio sarebbe dovuto infatti scattare l'obbligo di dotarsi di un “sistema di ritenuta salva-bebè – si leggeva in una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – per chiunque risieda in Italia e trasporti minori fino a 4 anni.”

La legge nr. 117/2018 fu infatti approvata in tempi rapidissimi dal Parlamento, era l’ottobre scorso, con una efficienza non comune, e aveva dato un segnale forte di quanto era sentita l'esigenza di introdurre aiuti tecnologici a genitori e familiari, che potrebbero “dimenticare” il bambino in auto, a causa di stress, di amnesie dissociative, di semplice dimenticanza dovuta a vite frenetiche. Il Mit doveva attuare, mediante apposito decreto, le caratteristiche tecniche-funzionali dei dispositivi anti-abbandono.

Lo stesso Ministero con un apposito comunicato stampa del 25 gennaio 2019 annunciava di aver predisposto il testo e che “il provvedimento è stato poi inviato all’Europa e pubblicato sul sito “TRIS” della Commissione Europea per una consultazione pubblica, affinché gli interessati possano far avere eventuali osservazioni sul testo. Passati tre mesi lo schema di decreto potrà essere inviato al Consiglio di Stato per il prescritto parere e, successivamente, pubblicato. Potrà cosí essere adottato e rendere del tutto operativa la legge che punta a tutelare l’incolumità dei bimbi in auto e prevenire il fenomeno degli abbandoni per distrazione.”

Invece, ecco la sgradita sorpresa, perché il termine di pubblicazione sul sito TRIS della Commissione Europea stabilito allo scorso 22 aprile, è stato prolungato di altri 3 mesi, al 22 luglio. Piena estate. Ma anche ipotizzando un cronoprogramma accelerato, il testo dovrebbe poi “viaggiare” speditamente alla commissione consultiva del Consiglio di Stato. Il parere del Consiglio di Stato, fatti salvi termini più brevi stabiliti per legge, deve essere reso entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta, decorso tale termine l’amministrazione può procedere indipendentemente dall’acquisizione del parere. Qualora, per esigenze istruttorie, tale termine non possa essere rispettato, lo stesso può essere interrotto per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro venti giorni dal ricevimento degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate. Insomma si arriverà all'autunno inoltrato, almeno a novembre, per la pubblicazione definitiva sulla Gazzetta Ufficiale. Quando le temperature medie scendono notevolmente rispetto alla calura estiva che in questi giorni ha iniziato ad accompagnarci. In autunno cadono le foglie.  A noi cadono le braccia. Vorremmo essere smentiti, per favore.

Ma il 1° luglio cosa accadrà? Il decreto non ci sarà, come abbiamo sopra evidenziato. Di conseguenza non ci sarà certamente l'obbligo per i genitori di dotarsi dei nuovi seggiolini e per gli organi di polizia stradale di sanzionare l'assenza a bordo dei veicoli di tali dispositivi. Le sanzioni infatti previste, vanno da 83 euro a 323 euro, con decurtazione di 5 punti dalla patente e, in caso di recidiva nei due anni dalla prima infrazione, scatta la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Se un genitore volesse comunque tutelare il proprio bambino, potrà certamente dotarsi di seggiolini già in commercio, dotati di sistemi di allarme, ma che potrebbero non essere più rispondenti alle caratteristiche del decreto del Ministero, il cui testo in fase di consultazione ha già avuto oltre una ventina di osservazioni tra ditte, aziende, associazioni di consumatori ed esperti. Insomma, una cosa all'italiana.

"Attendiamo - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, associazione amici polizia stradale - perciò l'ennesima circolare o un comunicato stampa dove si dica qualcosa, dove si diano delle risposte chiare alle famiglie italiane sempre più disorientate, considerato che erano stati stanziati anche fondi pubblici, come avevamo scritto nello scorso aprile, indicando come  la Legge di Bilancio 2019 approvata in via definitiva il 30 dicembre e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2018, avesse autorizzato lo stanziamento di un milione di euro per l’anno 2019 e un altro milione per il 2020 per incentivare l’acquisto di sistemi di allarme per prevenire l’abbandono dei bambini nei veicoli".

Al momento non sono state ancora definite le modalità per usufruire di questi incentivi e serviranno disposizioni del Ministero dell'Economia e Finanze d'intesa con il Ministero dei Trasporti.

Intanto il caldo negli altri stati del mondo provoca morti tra i più piccoli per l'abbandono a bordo di veicoli, come negli Stati Uniti, dove nonostante le massicce campagne mediatiche (ma con l'assenza di norme che obbligano specifici dispositivi anti-abbandono a tutela dei minori), dall'inizio dell'anno sono già deceduti 11 piccole vittime, (fonte: www.noheatstroke.org), l'ultima delle quali una bambina di tre mesi nella contea di Butler in Kansas, lo scorso 8 giugno.

"Per questo - conclude Biserni - speriamo che in Italia i provvedimenti mancanti per i seggiolini antiabbandono non siano “dimenticati”.

venerdì 14 giugno 2019

ACI: IN FRENATA A MAGGIO PASSAGGI DI PROPRIETÀ E RADIAZIONI

La stagnazione del mercato dell’auto inizia a manifestare i suoi effetti anche nel settore dell’usato. A maggio, dopo mesi di crescita quasi ininterrotta, i passaggi di proprietà delle auto depurati dalle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno chiuso il bilancio in territorio negativo, con un decremento del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2018. Un dato ancor più negativo in termini di media giornaliera (-6,8%), considerato che il mese di maggio ha avuto una giornata lavorativa in più. Per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 131 usate nel mese di maggio e 154 nei primi cinque mesi dell’anno.

Contrariamente a quanto accade per il mercato del nuovo, anche a maggio il mercato delle auto di seconda mano ha registrato una crescita dei passaggi di proprietà delle vetture diesel, con una variazione mensile dell’1,4% che incrementa di quasi due punti percentuali la loro quota sul totale (dal 49,5% di maggio 2018 al 51,4% di maggio 2019). A maggio la tendenza a cedere vetture diesel usate è ulteriormente documentata dall’aumento delle minivolture di auto a gasolio (+1,4%) a fronte dell’ennesimo calo dei minipassaggi di quelle a benzina (-8,1%).

Decremento a due cifre per i passaggi di proprietà delle moto, che al netto delle minivolture hanno chiuso il mese di maggio con una variazione negativa del 15,3% rispetto all’analogo mese dell’anno precedente (-19,1% la variazione giornaliera).

Nei primi cinque mesi dell’anno si è registrata una crescita del 2,2 % per le quattro ruote e dell’1,4% per tutti i veicoli, mentre le due ruote hanno archiviato complessivamente un calo dello 0,2%.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Segno meno nel mese di maggio anche per le radiazioni, che hanno messo a segno una variazione mensile negativa dello 0,9% per le autovetture (-5,4% la media giornaliera) e del 3,4% per i motocicli (-7,8% la media giornaliera). Il tasso unitario di sostituzione nel settore auto a maggio è stato pari a 0,68 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 68) e a 0,77 nei primi cinque mesi dell’anno.

Nel periodo gennaio-maggio le radiazioni hanno archiviato crescite dell’1,5% per le autovetture e dello 0,5% per tutti i veicoli, a fronte di una flessione del 10,4% per i motocicli.

giovedì 13 giugno 2019

ACI: AUMENTANO I VEICOLI SULLE STRADE, +1,3% IN UN ANNO

Aumentano i veicoli sulle strade italiane: come evidenziato nell’Annuario Statistico ACI ed in Autoritratto 2018, online su www.aci.it, il parco veicolare è cresciuto di 670.000 unità nel 2018, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2017, per un totale di 51,6 milioni di mezzi. Le auto sono passate da 38,5 a 39 milioni e le moto da 6,7 a 6,8 milioni.

Allargando l’analisi all’ultimo decennio, il totale segna +7,6% grazie all’exploit di moto (+10,8%) e auto (+7,3%), mentre i veicoli industriali registrano +5,9% e gli autobus +1,3%. Tra le quattro ruote, aumentano di nove volte i veicoli elettrici e raddoppiano quelli a gpl o metano. Oggi le auto ecologiche rappresentano il 9,3% del totale circolante.

Aumentano anche i veicoli nelle città di oltre 250.000 abitanti, ma la loro incidenza sul totale nazionale diminuisce: nel 2000 giravano nei centri urbani 172 vetture ogni 1.000 in Italia, mentre oggi il numero è calato a 136.

Su base nazionale si contano 645 auto ogni 1.000 abitanti, ma in Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Umbria il rapporto supera le 720 vetture per mille residenti. Tra i Comuni, spiccano Catania (715 auto per 1.000 abitanti) e Torino (653).

Sale l’età media: 14 anni e 4 mesi per le auto a benzina, 9 anni e 8 mesi per le diesel. Il 56% delle quattro ruote circolanti ha più di dieci anni e le Euro0 sono il 9,5% del totale (con punte ben maggiori in Campania e Calabria).

Analizzando i dati del Pubblico Registro Automobilistico, nel 2018 si contano complessivamente 2,4 milioni di nuove immatricolazioni (-1,9% rispetto all’anno precedente), a cui vanno aggiunti 4 milioni di passaggi di proprietà e 1,8 milioni di radiazioni. Delle 1,5 milioni di auto radiate per esportazione o demolizione, solo il 5,3% sono Euro0 e Euro1, pari all’1,7% delle auto più inquinanti ancora in circolazione.

L’Annuario Statistico dell’ACI fotografa anche i costi sostenuti dagli italiani per l’automobile: nel 2018 sono stati spesi 154 miliardi di euro, l’1,6% in più rispetto all’anno precedente. L’esborso maggiore se ne va nell’acquisto (50,1 miliardi), poi in carburante (39,4 miliardi) e manutenzione (25,6 miliardi). Tutte le voci sono in aumento, così come il gettito fiscale complessivo dei trasporti su strada che passa da 64,5 a 66,8 miliardi di euro in un anno.
 

mercoledì 12 giugno 2019

Sara Assicurazioni, la carta d'identità

Sara Assicurazioni, primo esempio europeo di joint venture tra un’associazione di consumatori - l’ACI - e una compagnia di assicurazioni, è nata nel 1946 con l’obiettivo di mettere a disposizione degli automobilisti un’ampia gamma di servizi assicurativi.

Sara Assicurazioni è oggi la compagnia ufficiale dell’Automobile Club d’Italia ed è punto di riferimento per le famiglie italiane e per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale e del tenore di vita. Nel corso degli ultimi anni il catalogo prodotti è stato completamente rivisitato e oggi Sara Assicurazioni si distingue per trasparenza, qualità e innovazione dei prodotti assicurativi dedicati all'auto e a tutto ciò che concerne la sicurezza patrimoniale, personale, del tenore di vita dell'individuo e del suo nucleo familiare e dei professionisti.  La Compagnia si avvale di una capillare rete distributiva con quasi 30 agenzie presenti a Roma e provincia.

martedì 11 giugno 2019

Nel 2025 il mercato europeo degli ADAS varrà 3,71 miliardi di euro

Sempre più assistiti dalla tecnologia alla guida delle nostre auto. Questo lo scenario che emerge da uno studio di SBD Automotive, società di consulenza e ricerca internazionale, per il Gruppo Belron di cui Carglass, leader nella riparazione e sostituzione dei vetri auto di recente entrato anche nel mercato della carrozzeria, è parte.

Un’espansione che porterà, nel 2025, il mercato europeo degli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), ovvero gli ausili tecnologici di assistenza passiva e attiva alla guida installati sulle auto, a crescere dagli attuali 2,18 miliardi a 3,71 miliardi circa di euro (+70%). Nel 2016 la percentuale di auto del parco circolante dotate di ADAS era leggermente inferiore al 5%. Stando a quanto dichiarato dagli OEM, tra 10 anni la percentuale dei nuovi veicoli dotati di ADAS salirà al 60%, e tra 15 anni quasi tutte le nuove auto avranno i dispositivi tecnologici di assistenza alla guida.

venerdì 7 giugno 2019

Il 9 giugno a Castellabate la nuova tappa di Ruote nella Storia

Castellabate, in provincia di Salerno, noto alle cronache anche per l’ambientazione del film “Benvenuti al Sud”, dove si mostrano le incredibili bellezze paesaggistiche della zona, è il luogo del nuovo appuntamento di Ruote nella Storia, la manifestazione che porta l’eredità culturale dell’automobilismo d’epoca negli scenari più incantevoli d’Italia. L’iniziativa nasce dalla collaborazione di ACI Storico con l’associazione i Borghi più belli d’Italia e vede questa volta coinvolto nell’organizzazione l’Automobile Club di Salerno.

L’appuntamento è domenica 9 giugno a piazza Mazzini (Salerno) alle ore 8.00. Qui i partecipanti saranno accolti da un caffè di benvenuto offerto da Sara Assicurazioni di Salerno, potranno accreditarsi e riceveranno i documenti necessari e alcuni gadget dell’evento.

Dalle ore 9.30 partirà la manifestazione vera e propria, con la rievocazione del Circuito Storico di Salerno, il circuito cittadino che, tra il cuore della città e il lungomare, ospitò negli anni ’50 e ’60 alcune edizioni del Gran Premio Città di Salerno, prima che le gare cittadine venissero definitivamente bandite in virtù di un’accresciuta attenzione verso la sicurezza.

Il convoglio di auto storiche partirà poi alla volta di Castellabate, il comune costiero affacciato sul golfo che racchiude in sé la magia del Cilento. Il borgo fa parte dei territori del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco dal 1998.
Durante il percorso è previsto un check point con controllo a timbro nell’area di Paestum, si proseguirà poi nell’itinerario sino a raggiungere la meta. Una volta giunti a Castellabate avrà luogo una mostra statica delle vetture, che potranno essere ammirate da appassionati e curiosi. È prevista quindi una visita guidata del borgo e del Castello da cui prende il nome.

Alle ore 14.00 i partecipanti potranno pranzare gustando alcuni piatti del territorio presso l’Hotel Hermitage, in località San Marco di Castellabate. La struttura, immersa nel verde e realizzata in un romantico casale del secolo scorso finemente ristrutturato, ospiterà anche le cerimonie di riconoscimento e consegna dei premi. Il pranzo sarà offerto gratuitamente ai soci ACI ed ACI Storico.

giovedì 6 giugno 2019

Debutta a Torino l’edizione 2019 di Ford Driving Skills For Life, il programma di corsi gratuiti di guida responsabile dell’Ovale Blu

Al via l’edizione 2019 di Ford Driving Skills For Life (DSFL), il programma di corsi gratuiti di guida responsabile indirizzato ai giovani nella fascia d’età 18-25, che torna in Italia per il 7° anno consecutivo ed è appena approda a Torino gli scorsi 29 e 30 maggio, presso la struttura del Lingotto Fiere.

In Italia, il DSFL è stato lanciato nel 2013 e ha toccato fino a oggi 8 città (Roma, Milano, Napoli, Palermo, Padova, Pavia, Monza e Torino), coinvolgendo in totale oltre 3.500 ragazzi, che hanno potuto acquisire maggiore consapevolezza e responsabilizzazione alla guida, per evitare le distrazioni, imparare a riconoscere tempestivamente i pericoli, controllare il veicolo in situazioni d’emergenza, gestire gli spazi e la velocità.

Il DSFL, rappresenta l’impegno di Ford nell’area della Corporate Social Responsibility, che si sostanzia nella presa di coscienza e nello studio della società, con lo sguardo rivolto, soprattutto, ai più giovani. L’evoluzione del DSFL si sostanzia nel progetto Safe & Educational, che consiste nella ricerca di canali e strumenti di comunicazione idonei a stimolare l’interesse dei giovani, creando opportunità di attivazione basate sulle loro stesse modalità di interazione. OItre alle sessioni del DSFL, il progetto Safe & Educational dell’Ovale Blu si declina in alcune attività:

L’Ovale Blu, in collaborazione con i ricercatori del Meyer-Hentschel Institute, in Germania ha sviluppato delle speciali tute: Drink Driving Suit, Drug Driving Suit, Hangover Suit e Sleep Suit, tute in grado di simulare le alterazioni sensoriali conseguenti all’assunzione di alcool o di sostanze stupefacenti, ai postumi di una ‘notte di bagordi’ e alla eccessiva mancanza di sonno.

“Giovani spiriti sulla strada” è lo spettacolo organizzato, in collaborazione con Ford Italia, da Prevenzione Teatro, compagnia teatrale nata dalla virtuosa sinergia tra La Pulce e P.K.D. di Bergamo e Piacenza e che ha coinvolto una platea di oltre 450 studenti degli ultimi anni delle scuole superiori in una dimensione radiofonica che vede gli attori-Dj raccontare e commentare, con stile ironico e a tratti irriverente, i rischi dei comportamenti alla guida più irresponsabili, stimolando i ragazzi con quiz e domande.
 

mercoledì 5 giugno 2019

Il Museo Fisogni con ACI Storico

Ufficializzata l’affiliazione del Museo Fisogni con ACI Storico. Il Museo, sito a Tradate (Varese), è stato fondato nel 1966 da Guido Fisogni. L’idea di riportare alla luce e valorizzare i reperti storici, sino a creare la collezione di distributori di carburante più completa al mondo (Certificata Guinness World Record), nasce da un incontro quasi casuale, nei primi anni ’60, con un modello Bergomi a pentalitri abbinati del 1931, abbandonato nella cava di sabbia di Paderno Dugnano, a nord di Milano.

Fisogni lo ha recuperato e fatto restaurare seguendo bozzetti e foto d’epoca, riportandolo al lustro originario. Così è nato il primo pezzo di una collezione che ne conta oggi più di 5000, rinvenuti negli oltre trent’anni successivi viaggiando in tutto il mondo alla ricerca di tesori dimenticati nei magazzini dei robivecchi, aziende petrolifere e collezionisti privati.  Il percorso del Museo Fisogni è studiato e raccontato con passione ai visitatori dal suo stesso fondatore, che ne conosce ogni singolo dettaglio. 

Non solo distributori di carburante, che costituiscono tuttavia il cuore dell’esposizione “JOURNEY OF PASSION” proposta dal museo, ma anche targhe, latte, globi, giocattoli, quadri, riproduzioni di opere d’arte d’autore, modellini delle stazioni di servizio etc. sono gli elementi che contribuiscono a creare un’immersione completa per i visitatori di questo luogo unico al mondo. 

Il Museo Fisogni è accessibile in settimana previa prenotazione, mentre la domenica gli orari di visita sono dalle 09.00 alle 11.00. Il biglietto d’ingresso è a offerta libera. Gli spazi del museo sono a disposizione per raduni o eventi a tema. Maggiori informazioni sul sito ufficiale http://www.museo-fisogni.org/. 


martedì 4 giugno 2019

#RISPETTIAMOCI: IL GIRO D'ITALIA DELL’ACI PER LA SICUREZZA STRADALE

Con l'hashtag #rispettiamoci, ACI ha proposto al 102° Giro d'Italia la campagna di sensibilizzazione verso gli utenti della strada più vulnerabili, pedoni e ciclisti. In tutte le 21 tappe, l’Automobile Club d’Italia ha toccato oltre 8 milioni di italiani che hanno seguito sulle strade le imprese della maglia rosa, nei villaggi di tappa come lungo tutto il percorso. Sono stati distribuiti 1 milione di adesivi da apporre sugli specchietti retrovisori dell’auto, per richiamare l’attenzione di chi guida verso chi pedala, e 50.000 decaloghi con consigli e indicazioni su come ridurre l’incidentalità tra auto e bici.

Gli istruttori del Centro di Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga, al seguito del Giro, hanno raccontato come percezione del rischio, responsabilità, cultura della prevenzione e corretta impostazione alla guida siano i fattori determinanti per la sicurezza sulle strade. In particolare, hanno incontrato le migliaia di bambini del Progetto Bici Scuola del Giro, spiegando ai più piccoli come evitare i pericoli della strada.

“Siamo contenti e orgogliosi della presenza di ACI al Giro d'Italia – dichiara Ludovico Fois, direttore della comunicazione di ACI –. Contenti per l’incredibile successo della campagna #rispettiamoci, andato ben al di là delle nostre aspettative, come per i tantissimi ringraziamenti ricevuti da parte degli italiani che abbiamo incontrato. Orgogliosi per aver saputo trasformare la formidabile opportunità di visibilità offerta dal Giro in un’occasione straordinaria per proporre e diffondere la cultura della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile per tutti”.

Durante la festa del Giro d’Italia, 30 milioni di spettatori italiani hanno visto i due spot della campagna - uno rivolto agli automobilisti e uno ai ciclisti - realizzati al Centro di Guida Sicura di Vallelunga, con la partecipazione di Ivan Basso, in onda su RAI2 durante la diretta delle tappe.

Grandissima diffusione sul web del messaggio #rispettiamoci, grazie alla spontanea adesione dei corridori e degli sportivi presenti al Giro e alla diffusione dei suoi due video tutorial. In totale, ad oggi, si sono registrate 17 milioni di impression/visualizzazioni, con una copertura di 7 milioni di contatti che attraverso Facebook, Twitter e Instagram hanno seguito le attività e la presenza di ACI al Giro d’Italia.

 “Questi risultati sono anche frutto della fattiva collaborazione del Gruppo RCS e di RCS Sport – aggiunge Ludovico Fois – che desidero ringraziare per la grande responsabilità con cui hanno colto l’importanza di questa campagna e per il quotidiano lavoro nel farci raggiungere al meglio il grande popolo che ha seguito il Giro”.

Purtroppo, ACI è consapevole che la sfida per la sicurezza è lungi dall’essere vinta: nei 23 giorni della manifestazione, si sono verificati ancora troppi incidenti con il coinvolgimento di ciclisti, che hanno provocato ben 7 morti e 1.104 feriti. Con attenzione e corretto comportamento, al volante come in sella, tantissimi si sarebbero potuti evitare.

ACI non abbandona quindi l’hashtag #rispettiamoci e continuerà a battersi ogni giorno affinché, tra i diversi utenti della strada, cresca la responsabilità per una mobilità sempre più sicura e soprattutto sempre più consapevole verso gli utenti vulnerabili, come appunto ciclisti e pedoni.

Taxi volanti, da sogno a realtà

 Imbottigliati nel traffico cittadino, una situazione frequente nelle città di tutto il mondo, non è raro che gli automobilisti alzino gli occhi al cielo. Ed è proprio da lì che, fra non molti anni, potrebbe arrivare una soluzione tangibile. Il Boston Consulting Group prevede che, nel 2030, saranno 1 miliardo i voli in aerotaxi compiuti da persone di tutto il mondo, quando i servizi di sharing saranno presenti anche sulle rotte aeree. Inoltre, la maggior parte di quegli aerotaxi saranno in grado di funzionare senza pilota. Bosch sta lavorando a una tecnologia di sensori allo stato dell'arte per rendere questi voli sicuri, comodi e pratici.

"I primi aerotaxi decolleranno nelle grandi metropoli entro il 2023. Bosch vuole essere tra i leader di settore che daranno forma a questo mercato futuro" ha dichiarato Harald Kröger, presidente della divisione Automotive Electronics di Bosch. Per raggiungere questo obiettivo, Bosch ha colto un gap nel mercato attuale. La tecnologia aerospaziale tradizionale è troppo costosa, ingombrante e pesante per essere utilizzata in aerotaxi autonomi, ma i moderni sensori utilizzati anche per la guida autonoma o per il sistema ESP potrebbero offrire il potenziale per colmare questa lacuna. A questo scopo, un team di ingegneri ha combinato decine di sensori per creare una centralina elettronica universale utile per gli aerotaxi.

Dotata dei sensori Bosch già in uso nei veicoli in produzione, la centralina elettronica universale è progettata per garantire la capacità di determinare la posizione dell'aerotaxi in ogni momento, consentendo di controllarlo con precisione e sicurezza. I sensori di accelerazione e di imbardata che misurano accuratamente i movimenti dei veicoli aerei e l'angolo di incidenza, per esempio, forniscono i dati necessari.

A differenza degli attuali sistemi di sensori del settore aerospaziale, alcuni dei quali costano decine o centinaia di migliaia di euro, Bosch può mettere a profitto la sua soluzione ad un costo limitato, grazie all'utilizzo di sensori testati in produzione che Bosch già sviluppa e produce da anni per il settore automotive. "Tramite la nostra soluzione Bosch, vogliamo rendere accessibile l'aviazione civile con aerotaxi per un'ampia gamma di fornitori" ha dichiarato Marcus Parentis, a capo del team tecnologico di Bosch che si occupa delle centraline elettroniche per i velivoli leggeri. I sensori Bosch sono anche particolarmente piccoli e leggeri e i produttori di aerotaxi potranno installare facilmente la scatola sensori Bosch negli aeromobili con il principio del plug-and-play.

Il mercato dei voli con gli aerotaxi elettrici nelle città è pronto per una crescita sostanziale nei prossimi anni. I primi voli di prova si alzeranno nelle città di Dubai, Los Angeles, Dallas e Singapore nel 2020. Gli esperti prevedono che le operazioni commerciali inizieranno nel 2023.

Probabilmente per i primi voli saranno presenti a bordo anche i piloti, ma i velivoli leggeri potrebbero iniziare a volare in modo autonomo sui tetti delle più grandi città già dal 2025, controllati dal personale di terra. Per allora circa 3.000 aerotaxi saranno operativi in tutto il mondo, secondo Roland Berger, un numero che arriverà a 12.000 entro il 2030 e a quasi 100.000 nel 2050. I consulenti di Morgan Stanley stimano che il mercato degli aerotaxi potrebbe anche raggiungere 1,35 bilioni di euro (1,5 bilioni di dollari) entro il 2040, estendendosi oltre gli Stati Uniti e il Sud Est Asiatico fino a includere città di grandi e medie dimensioni anche in Germania. Aree come il bacino della Ruhr, l'area metropolitana Reno-Meno con Francoforte e il complesso metropolitano Monaco/Augusta/Ingolstadt offrono il potenziale per velocizzare significativamente i viaggi sulle brevi e medie distanze.

Marcus Parentis di Bosch crede anche nelle opportunità di un mercato in crescita. "Stiamo parlando di produttori di aerotaxi dei settori aerospaziale e automotive ma anche di start-up che costruiscono velivoli e sono desiderosi di fornire servizi di sharing" ha dichiarato. "La domanda non è se gli aerotaxi diventeranno una realtà, ma quando."

lunedì 3 giugno 2019

E’ NATA “GUIDO BENE”. LA NUOVA POLIZZA AUTO DI SARA ASSICURAZIONI CHE PREMIA GLI AUTOMOBILISTI VIRTUOSI

Una nuova polizza che premia lo stile di guida degli automobilisti virtuosi: è questa la novità lanciata sul mercato da Sara Assicurazioni, la Compagnia Assicuratrice ufficiale dell’ACI. Con GUIDO BENE  infatti, l’assicurato diventa protagonista della sua polizza Auto, perché – oltre a un risparmio del 25% alla sottoscrizione - si garantisce un importante sconto al rinnovo della polizza grazie al suo comportamento di guida.

GUIDO BENE si avvale di un’importante innovazione tecnologica per dare un vantaggio significativo agli automobilisti che scelgono una guida consapevole e virtuosa. Una novità particolarmente coerente con l’impegno di Sara Assicurazioni, in sinergia con l’Automobile Club d’Italia, nella diffusione di una cultura della sicurezza per tutti gli utenti della strada e in favore di una mobilità più attenta alle nuove esigenze degli automobilisti.

Grazie al kit satellitare di ultima generazione  fornito da Octo Telematics  installato sull’auto, è possibile infatti tracciare e analizzare i comportamenti di guida degli assicurati (in particolare accelerazioni, frenate e stile di conduzione delle curve) e monitorarli grazie all’ APP GUIDO BENE.

Al termine di ogni viaggio,  in base al comportamento tenuto alla guida, l’automobilista riceve un punteggio  grazie al quale - tramite una valutazione chiara e trasparente basata su parametri prestabiliti -  verrà calcolato uno sconto di cui potrà usufruire al rinnovo della polizza.
I report forniti dall’APP GUIDO BENE consentono all’assicurato di essere costantemente informato dei punteggi ottenuti e quindi di monitorare il proprio stile di guida, non solo per quantificare i futuri risparmi ma anche per incidere sui propri comportamenti.

GUIDO BENE è la polizza auto ideale per gli automobilisti che vogliono usufruire di una tariffa personalizzata in base al proprio stile di guida e sono disponibili ad installare una black box sulla propria autovettura. E’ una polizza completa e prevede, oltre alla RCA, l’Assistenza e un’ampia gamma di garanzie accessorie.

“Con GUIDO BENE abbiamo realizzato un prodotto che non solo consente agli automobilisti di garantirsi un sostanzioso risparmio sulla polizza auto” ha dichiarato il Direttore Generale di Sara Assicurazioni Alberto Tosti “ma li sprona a tenere comportamenti corretti ed equilibrati alla guida. Un tema particolarmente coerente con il nostro impegno in favore della sicurezza stradale.”

Ivass, ecco la fotografia del settore assicurativo


Mercato assicurativo in crescita nel 2018; in base ai dati resi noti dall’Ivass, i premi raccolti l’anno scorso nei rami vita e danni sono stati pari a 145,1 miliardi di euro, in aumento del 2,9% rispetto al 2017.

In particolare, le imprese sottoposte alla vigilanza dell’Istituto hanno registrato una raccolta di 135,1 miliardi di euro (93,2% del totale) con un incremento del 3,2% nel confronto con il 2017. Le rappresentanze in Italia di imprese con sede legale in un altro stato dello Spazio economico europeo hanno incassato premi per 9,9 miliardi di euro, con un lieve calo del -1,2%. Queste imprese sono sottoposte al controllo di stabilità da parte delle Autorità di vigilanza dei rispettivi paesi di origine.

“Il recupero del 2018”, spiega l’Ivass, “è stato sostenuto dal settore vita, prevalente nel mercato italiano con quasi tre quarti dei premi raccolti (107 miliardi di euro) e in aumento di 3,1 miliardi di euro, il 3 in più rispetto al 2017. Nel 2018 il comparto ha ripreso il trend di espansione sperimentato nel triennio 2013-2015, e interrotto dalle flessioni del 2016 e 2017. La raccolta è stata trainata dai prodotti con partecipazione agli utili: il ramo I (polizze rivalutabili abbinate a gestioni separate) è aumentato di 3,8 miliardi di euro rispetto al 2017; il ramo V, legato alle operazioni di capitalizzazione, cresce di 1,3 miliardi spinto in particolare dalla raccolta delle polizze collettive. Al contrario, il ramo III (polizze unit e index linked) ha accusato un marcato calo deciso rispetto al 2017 (-2,1 miliardi di euro, -6% rispetto al 2017.

La nuova produzione vita del 2018 è cresciuta di 3,9 miliardi di euro (+5,4%), sostenendo lo sviluppo del settore quasi esclusivamente con la distribuzione di nuovi contratti assicurativi di ramo I: l’incremento di 6,2 miliardi di euro (+15,6% sul 2017) ha compensato largamente il calo di 2,4 miliardi di euro registrato dalle polizze di ramo III (-7,9%).

Nel 2018 il comparto danni ha registrato una raccolta pari a 38 miliardi di euro, +2,6% rispetto al 2017. Questo dato, che segue il recupero già registrato nel corso del 2017, conferma l’uscita dal ciclo negativo iniziato alla fine del 2011. Il ramo prevalente, quello della rc auto, s’incrementa su base annua di appena lo 0,6%: il comparto auto complessivo si è attestato a 17,1 miliardi di euro, e il suo incremento di +1,5% rispetto al 2017 è sostenuto dal ramo corpi di veicoli terrestri. Le coperture “non auto” hanno registrato una raccolta pari a 20,9 miliardi di euro, +3,5% nel confronto con il 2017: sono cresciuti in misura maggiore i rami rc generale, altri danni ai beni, malattia e incendio.
Nella distribuzione dei prodotti vita gli sportelli bancari e postali confermano il primato nella raccolta (58,8% del totale, la stessa quota del 2017). Le agenzie con mandato accusano una leggera flessione, dal 13,5% al 12,9%. In calo di quasi due punti i promotori finanziari, dal 17,4% al 15,5%. Aumenta infine, dall’1,6% al 2,7%, la raccolta tramite brokers e agenzie in economia e gerenze.

La distribuzione del settore danni avviene prevalentemente tramite le agenzie con mandato (70,7% del totale dei rami e 84% della rc auto); seguono i broker (nella distribuzione di polizze rc auto sono preceduti dalle altre forme di vendita diretta) e gli sportelli bancari e postali.

La rilevazione Ivass si riferisce alla produzione (premi lordi contabilizzati del lavoro diretto) realizzata dalle imprese aventi stabile organizzazione sul territorio della Repubblica italiana; sono quindi escluse le imprese operanti in Italia in libertà di prestazione di servizi.
Roberto Bagnoli

www.iomiassicuro.it