mercoledì 31 luglio 2019

Sara Assicurazioni sottoscrive l’aumento di capitale di 50 milioni della controllata Sara Vita

L’Assemblea dei Soci di Sara Vita, riunitasi a Roma il 30 luglio 2019, ha deliberato un aumento di capitale sociale di 50 milioni di Euro interamente sottoscritto dalla controllante Sara Assicurazioni.  L’operazione è sottoposta all’autorizzazione dell’Ente di controllo.


Con questa operazione, dichiara il Direttore Generale Alberto Tosti,” il solvency ratio Sara Vita si porta al 200%. Tale operazione, sostanzialmente neutra per la solvibilità di gruppo, ben più ampia, permette alla sola compagnia vita di affrontare con più energia i rischi di mercato anche in piena autonomia”.

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martedì 30 luglio 2019

Sara Assicurazioni, primo semestre da incorniciare

Primo semestre 2019: polizze, premi e risultato in crescita per il Gruppo Sara. La compagnia danni chiude con un risultato netto di 29,2 milioni di Euro mentre la compagine vita contabilizza un risultato netto di 4,0 milioni di Euro   Roma, 30 luglio 2019 - Il Consiglio di Amministrazione  di Sara Assicurazioni S.p.A., riunitosi in data odierna,  ha esaminato la situazione economica pro forma del primo semestre 2019 di Sara Assicurazioni, funzionale alla redazione della reportistica Solvency II. Detta situazione, che sarà approvata successivamente con la relazione semestrale di vigilanza, evidenzia premi lordi contabilizzati, al lordo delle cessioni in riassicurazione, di 303,8 milioni di Euro, in aumento del 3,3% rispetto al dato del primo semestre 2018. Il risultato netto del semestre è pari a 29,2 milioni di Euro e anch'esso superiore rispetto al primo semestre 2018. La controllata Sara Vita ha registrato nel semestre una raccolta premi di 50,5 milioni di Euro, superiore rispetto ai 48,0 del primo semestre 2018, e un risultato netto pari a 4,0 milioni di euro, rispetto al risultato di         -0,5  milioni di euro del primo semestre del 2018.


Il gruppo Sara, dichiara il Direttore Generale Alberto Tosti “conferma la progressiva crescita del business accompagnata da una solida capacità tecnica che ci permette di conseguire risultati molto positivi e consente di proseguire con vigore sul percorso di trasformazione digitale già intrapreso. Dopo l’efficace lavoro svolto sulla modernizzazione della struttura informatica, ora in “full cloud”, il gruppo ha compiuto le opportune scelte per abilitare al meglio l’interazione con l’ecosistema in una logica guidata dalla filosofia della soddisfazione del cliente.".

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lunedì 29 luglio 2019

Sharing mobility, un trend in crescita anche in Italia


La mobilità condivisa piace e conquista sempre più persone: queste le indicazioni del 3° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility.

L’evoluzione dell'idea di mobilità è strettamente legata alle abitudini delle persone. E dal momento che la proprietà di un mezzo di trasporto sembra non essere più un must, in particolare per le nuove generazioni, si fa strada il concetto di condivisione, con un ventaglio di opportunità interessanti che vanno dalla micromobilità al ridesharing.

È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility (nato da un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile), i cui risultati sono riportati nel 3° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility presentato a Roma nei giorni scorsi.

In sintesi, nel 2018 oltre 5 milioni di italiani (il 24% in più rispetto all’anno precedente) hanno scelto soluzioni di mobilità condivisa, tramite uno o più dei 363 servizi attivi nel Paese (bikesharing, scootersharing, carsharing, carpooling, ecc.), per un totale di circa 33 milioni di tragitti effettuati.

Un altro dato decisamente interessante è quello relativo alla quota elettrica nella sharing mobility, con un incremento dei veicoli elettrici in condivisione, al 43% sul totale considerando tutte le tipologie di servizi.

venerdì 26 luglio 2019

E-Mobility Day: una giornata dedicata alla scoperta della mobilità elettrica

Cortina d’Ampezzo all’avanguardia nel trasporto sostenibile: il percorso di avvicinamento ai prossimi Campionati del Mondo di sci alpino 2021 è anche questo. L’E-Mobility Day, l’evento dedicato alla mobilità elettrica, patrocinato dal Comune di Cortina d’Ampezzo e organizzato da Fondazione Cortina 2021 in collaborazione con Audi Italia, Enel X, Energica Motor Company, Leitner, Modis e TEDxCortina, è in programma venerdì 26 e sabato 27 luglio nella Regina delle Dolomiti.

L’appuntamento sarà dedicato alla scoperta delle più recenti innovazioni nel campo della mobilità elettrica del trasporto intermodale, con un focus sugli aspetti di innovazione, prodotto, comunicazione, ed evoluzione nel mondo dello sport. Un’occasione di confronto e di sperimentazione in cui saranno presentate al pubblico le più importanti novità in tema di trasporto elettrico, provando in prima persona la nuova Audi e-tron, il primo modello di serie totalmente elettrico del Marchio dei quattro anelli e punto di partenza della strategia Audi per l’elettrificazione, e alcuni dei veicoli a due ruote (Energica Motor Company), oltre alle tecnologie di ricarica più avanzate oggi disponibili grazie a Enel X.

Le innovazioni nell’ambito del trasporto elettrico rappresentano uno dei focus delle politiche di sostenibilità e sviluppo che Fondazione Cortina 2021 sta portando avanti in questi anni sul territorio, nel quadro della strategia di preparazione dei Campionati del Mondo di sci. “Un evento molto atteso, i Mondiali del 2021 - afferma Valerio Giacobbi, AD di Fondazione Cortina 2021 - che rappresentano un modello organizzativo d’eccellenza non solo nei suoi contenuti sportivi, ma anche come driver di comunicazione e sensibilizzazione ai più importanti temi per lo sviluppo turistico in montagna, quali l’ambiente e la sostenibilità.” In preparazione dell’appuntamento iridato, infatti, Cortina è laboratorio di sperimentazione di nuovi modelli di viabilità intermodale e mobilità sostenibile, all’insegna del trasporto elettrico.

Il villaggio E-Mobility Day sarà aperto dalle 16.00 alle 19.00 di venerdì 26 luglio e sabato 27 luglio dalle 9.30 alle 13.00 e di nuovo dalle 15.30 alle 19.00 presso Piazza A. Dibona.

Nei medesimi orari, per tutti gli sportivi e gli appassionati del genere sarà inoltre possibile effettuare drive test con E-tron e con le moto elettriche italiane per eccellenza messe a disposizione da Audi ed Energica, ma anche vivere l’esperienza di guida virtuale nello stand Xperience Tour di Enel X e di guida in pista con le minicar elettriche (partenza da Piazzetta San Francesco).

In più, alle 16.30 di sabato 27 luglio, si svolgerà presso la Lounge Fondazione Cortina 2021 un talk dal titolo “Innovazione e mobilità elettrica: lo sport come palcoscenico delle nuove tecnologie” con gli operatori del settore e le istituzioni, per confrontarsi sullo stato dell’arte della mobilità, delle competizioni sportive e dell’elettrico.

Infine, in piazza Angelo Dibona, lungo Corso Italia, sarà allestita un’area espositiva dove sarà possibile ammirare le monoposto di Formula E, le moto Energica, una gamma di veicoli elettrici a quattro e due ruote, oltre alle infrastrutture di ricarica.


 

giovedì 25 luglio 2019

Giù i prezzi delle polizze auto


Le polizze per l’acquisto di auto nuove risultano in calo rispetto al primo semestre 2018: la percentuale passa dal 7,9% al 7,6%. Aumentano significativamente le polizze per l’acquisto di auto usate la cui percentuale passa, rispetto allo stesso periodo di riferimento, dal 16,2% al 18,6%.

L’importo, calcolato dall’Osservatorio Assicurazioni di Segugio.it (dati al 31 maggio 2019), non è altro che la media dei migliori prezzi risultante da tutti i preventivi effettuati sul portale nel periodo gennaio-maggio. Il bollettino evidenzia come il valore sia più basso rispetto alla seconda parte del 2018 grazie al calo dei premi in 16 delle 20 regioni italiane.
La forbice delle variazioni negative è compresa tra -6,7% della Basilicata e -0,7% dell’Emilia-Romagna; gli aumenti si sono verificati solo in Umbria (+1,3%), Molise (+ 2,7%) e Campania (+2,1%), mentre resta stabile rispetto al precedente semestre il prezzo registrato in Valle d’Aosta.
La regione con il best price più alto è la Campania, che fa rilevare 711 euro, ben 275 euro in più del dato nazionale.

Il Furto e Incendio si rivela da sempre una delle garanzie accessorie preferite, in crescita dello 0,9% rispetto al valore rilevato lo scorso anno. L’aumento potrebbe essere dovuto alla maggiore diffusione delle auto più costose, il cui valore supera i 35.000 euro, passate dal 10,3% del 2018 al 13,5% attuale.
Più frequente nei contratti anche la polizza Kasko/Minikasko, ora al 3,92% (+0,3%), una garanzia che serve a coprire gli eventuali danni non provocati da altri e che non possono essere indennizzati con la polizza di responsabilità civile di alcuno dei coinvolti nell’incidente.

Gli automobilisti che stazionano nella classe più virtuosa, godendo di una tariffa più conveniente, sono aumentati nel 2019 dell’1,8%, una percentuale che sale al +10,55% se si confronta l’attuale dato con quello registrato nel 2014.

Solo il 13,45% delle auto ha meno di tre anni, una brusca frenata che fa registrare -2,12%, rispetto allo scorso luglio-dicembre. Questo dato, insieme all’aumento delle vetture con più di 6 anni, porta a un incremento dell’anzianità media del parco circolante, che si attesta al di sopra dei 10 anni.
Gli ultimi dati diffusi dall’UNRAE dicono che su 37 milioni di vetture, circa 1,5 milioni sono ancora Euro 0 (immatricolate prima del 1992) e 7,6 milioni sono ante Euro 3 (immatricolate prima del 2001).



mercoledì 24 luglio 2019

Prima regola per partire sicuri in vacanza è il controllo dei pneumatici: questo il consiglio del Servizio Polizia Stradale, Assogomma e Federpneus.

Presentati i dati della campagna VACANZE SICURE, iniziativa di Assogomma e Federpneus con il Servizio Polizia Stradale che ha effettuato a ridosso delle partenze estive oltre 10.500 controlli su tutto il territorio nazionale, concentrati in 7 regioni (Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle D’Aosta).

I dati sono stati illustrati e commentati durante la conferenza stampa dal Direttore diAssogomma Fabio Bertolotti e dal Dirigente della Prima Divisione del Servizio Polizia Stradale Santo Puccia.

I risultati dei controlli effettuati nei mesi di maggio e giugno di quest’anno dagli agenti della Polizia Stradale, elaborati sul modello del Politecnico di Torino, evidenziano dati sconfortanti in particolare per la percentuale di pneumatici lisci che arriva a toccare una media del 9%, con picchi di oltre il 20% in alcune Province.

Un dato molto interessante che si evince dalla tabella è che dove i controlli sono stati ripetuti a distanza di un anno, lo stato delle gomme è risultato nettamente migliore: segno che la sensibilizzazione su larga scala, operata attraverso i controlli su strada, ha un effetto virtuoso sullacircolazione stradale.

I dati presentati oggi dimostrano poi, come ci sia una correlazione diretta tra veicoli non conformi e la loro età di immatricolazione: infatti le vetture più datate hanno percentuali di pneumatici lisci, danneggiati o non omogenei in misura molto superiore rispetto a quelle vetture che non hanno ancora effettuato la prima revisione perché con meno di 4 anni. Vale ricordare che la revisione è obbligatoria per tutte le vetture dopo i primi 4 anni di età e deve essere successivamente effettuata ogni 2 anni.

I veicoli controllati con più di 10 anni di età hanno mostrato non conformità complessive quasi doppie rispetto ai veicoli con meno di 10 anni di età.

L’equipaggiamento non omogeneo è stato pari al 4,5%. Per equipaggiamento non omogeneo si intende il montaggio di pneumatici di marche o modelli diversi sullo stesso asse, come pure l’impiego di 2 gomme estive generalmente sull’asse posteriore e due gomme invernali all’anteriore, sulla trazione. Quest’ultimo equipaggiamento è anche detto “misto”. Se nel primo caso si tratta di non conformità vietata e sanzionabile, nel secondo caso, quello dell’equipaggiamento misto, non vi è uno specifico divieto anche se può costituire un serio pericolo per la circolazione. E’ per queste ragioni che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo ha fortemente sconsigliato non potendo modificare una disciplina stabilita a livello europeo.

Inoltre il 2,7% del campione fermato aveva pneumatici non conformi alla carta di circolazione, mentre il 3,3% è risultato con gomme non omologate e il 4,4% delle vetture indagate presentava poi pneumatici danneggiati visibilmente.

I controlli di quest’anno hanno messo in luce anche un altro fenomeno rilevante, come l’utilizzo nei mesi estivi di un equipaggiamento invernale. Il 36% delle vetture fermate era infatti equipaggiato con pneumatici invernali di cui il 50% con sola marcatura M+S e il restante 50% marcato anche con il pittogramma alpino.

Se è vero che è consentito l’impiego di pneumatici invernali tutto l’anno, purché con le piene caratteristiche prestazionali riportate in carta di circolazione, è altrettanto vero che molti automobilisti equipaggiano le loro vetture con pneumatici invernali con codice di velocità inferiore. Questa abitudine è consentita per legge solo nel periodo freddo, compreso dal 15 ottobre al 15 maggio. Peraltro il Ministero si è chiaramente espresso consigliando l’utilizzo di pneumatici adatti al periodo stagionale e sconsigliando l’uso di pneumatici invernali nel periodo caldo. Non occorre essere dei tecnici per comprendere che equipaggiare la propria vettura per andare al mare con gomme invernali in estate sarebbe come andare in spiaggia con gli scarponi da montagna invece che con le infradito.

A presentare i dati dei controlli, il Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti che lancia l’allarme sullo stato degli pneumatici “Rispetto al 2011 le non conformità relative ai soli pneumatici dei veicoli controllati sono aumentate sensibilmente. Infatti, a fronte di un veicolo trovato non conforme nel 2011, oggi se ne trovano due e mezzo. Il parco auto invecchia ogni anno mentre la corretta manutenzione diminuisce, con il risultato che dai controlli emerge che 1 auto su 5 ha problemi alle gomme. E’ necessario continuare a diffondere la cultura del pneumatico e questo compete a noi Associazioni della filiera, ma occorre anche effettuare contemporaneamente controlli sulle strade e agevolare le spese di manutenzione dei veicoli, come pure intervenire per il rinnovamento del parco circolante”.


martedì 23 luglio 2019

Prezzi RcAuto? In costante calo, ecco come e perché

Continua il calo dei prezzi rc auto, e le flessioni sono più marcate in alcune città del Sud; prosegue anche la crescita nella diffusione della scatola nera, il dispositivo che rileva il comportamento degli assicurati alla guida. E’ lo scenario che emerge dalla periodica indagine Iper realizzata dall’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), con l’aggiornamento al 31 marzo 2019.

Nel primo trimestre dell’anno in corso il premio medio per la garanzia rc auto era pari a 406 euro (contro i 415 alla fine del quarto trimestre 2018); la metà degli assicurati ha pagato un premio inferiore a 363 euro, il 10% di loro meno di 229 euro.

L’indagine dell’Ivass contiene anche un’analisi disaggregata in base alle fasce di età degli assicurati. Il premio medio dei contratti stipulati da quelli sotto ai 25 anni si attesta a 729 euro, rispetto ai 381 per gli over 60. I contraenti under 25 nella prima classe di bonus-malus (cioè quella più favorevole), pagano in media 653 euro, rispetto ai 359 degli over 60. I giovani under 25 assegnati alle classi 11-18 pagano in media 1.076 euro, gli over 60 757 euro.

Rimane molto ampia la forbice dei prezzi a livello territoriale: il premio medio, infatti, va dai 611 euro di Napoli ai 296 di Aosta. A livello provinciale, le diminuzioni di prezzo su base annua sono elevate in alcune province del Sud Italia: Catanzaro, Brindisi, Enna (-4,3% -3,8% e -3,4%). Sull’altro fronte, gli incrementi di prezzo sono contenuti e mai superiori al 2% (Gorizia e Rovigo +1,6%; Ferrara +1,8%).

Il 21,1% delle polizze stipulate nel primo trimestre del 2019 prevede una clausola con effetti di riduzione del premio legata alla presenza della scatola nera (+1,3% la crescita di questi contratti rispetto al 31 marzo del 2018). La diffusione della scatola nera è elevata nel Sud Italia, dove raggiunte punte del 64,1% a Caserta o del 55,5% a Napoli. E’ decisamente più contenuta, invece, in alcune province del Nord Italia, come il 7% di Trento o il 5,7% di  Belluno. In generale esiste una correlazione fra il livello dei prezzi e la penetrazione di questo dispositivo.

L’indagine Iper sui prezzi rc auto è stata avviata nell’ultimo trimestre 2013 e prende in esame gli importi dei premi effettivamente pagati per la garanzia obbligatoria di rc auto, rilevati da un campione (basato sulla banca dati Sita dell’Ania) di contratti di durata annuale per la copertura di autovetture a uso privato. Non comprende quindi autocarri, ciclomotori, natanti e auto a diverso uso. La rilevazione comprende le principali componenti che concorrono alla determinazione del prezzo finale (tasse, sconti sul prezzo di listino, provvigioni agli intermediari) e le principali clausole contrattuali.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it










Ruote nella Storia arriva in Sicilia

Ruote nella Storia sbarca in Sicilia il 28 luglio. L’evento culturale del mondo heritage di ACI Storico questa volta arriva nella splendida cornice del Parco delle Madonie, con la tappa di Petralia Soprana (PA). La destinazione è stata recentemente eletta borgo più bello d’Italia per il 2019.

L’Automobile Club di Palermo ha organizzato la manifestazione, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Petralia Soprana. Il raduno partirà dalle ore 10:00 con l’arrivo dei partecipanti nel centro di Petralia Soprana. Dalle ore 11:00 invece, le vetture scenderanno in pista intorno alla cittadina, su un percorso di circa 15 km, con prove di abilità cronometrate su pressostati.

Alle 13:00 il pranzo conviviale al centro del Borgo, mentre dalle 15:00 partirà la visita guidata, con il ricevimento nello studio del Sindaco, collocato in un palazzo nobiliare del settecento nella centralissima piazza del Popolo.

È attesa la partecipazione di molti collezionisti siciliani (auto di particolare pregio ammesse come da regolamento fino al 1990), tra gli ospiti previsti il plurivincitore della Targa Florio e preside volante Ninni Vaccarella in coppia con il Presidente dell’Automobile Club Angelo Pizzuto su MG J2 del 1933, il vincitore della Mille Miglia 2019 Giovanni Moceri e Valeria Dicembre su FIAT 508 C del 1938, il noto preparatore di auto storiche Fabrizio Falanga su Ford T del 1914, il pilota di rally vincitore della Targa Florio Historic 2019 Toto’ Riolo su Lancia Flaminia GT del 1957, la marchesa Costanza Afan de Rivera ultima erede della famiglia Florio con il barone Beppe Giaconia su Porsche 356 C del 1959, oltre all’ex team manager di Formula Uno e testimonial di ACI Storico, Giancarlo Minardi.

sabato 20 luglio 2019

Dal 1946 ne abbiamo viste di imprese, ma questa fu davvero straordinaria! #SbarcosullaLuna #Apollo11


La Cisitalia 202 SMM “Nuvolari” alla Coppa d'Oro delle Dolomiti grazie alla partnership tra il Mauto e ACI Storico


La Cisitalia 202 SMM “Nuvolari” del MAUTO – Museo Nazionale dell'Automobile di Torino partecipa alla Coppa d'Oro delle Dolomiti 2019 grazie alla partnership tra il museo e ACI Storico
Cortina d'Ampezzo, 20 luglio 2019 – Un pezzo d'autore, un'auto che profuma di leggenda. La Cisitalia 202 SMM denominata “Nuvolari” - in omaggio al pilota che con quel modello fu protagonista dell’edizione 1947 della “Freccia Rossa” - ha settantadue anni, tanti quanti la Coppa d'Oro delle Dolomiti e li festeggia proprio alla rievocazione odierna della fantastica galoppata sui passi dolomitici.

Lo spider è intitolato al "Mantovano volante" per celebrare una delle tante imprese firmate dal mitico Tazio Nuvolari, secondo all'arrivo della Mille Miglia del 1947, e oggi è una delle perle del MAUTO – Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, affiliato ACI Storico, che custodisce e racconta la storia dell'automobile nel mondo partecipando anche a Epoca Championship Campionato Italiano Grandi Eventi di ACI Sport.

La serie tricolore ACI Sport s'arricchisce della presenza della vettura del MAUTO sin dal primo appuntamento che si disputa alla Coppa d'Oro delle Dolomiti. La Cisitalia 202 SMM Nuvolari si presenta alle manifestazioni del campionato nei colori ACI Storico, rimarcando l'affiancamento e il comune intento nella promozione della storia dell'auto, ed è pronta per sfidare i percorsi montuosi delle Dolomiti Bellunesi nel 72° anno della Coppa d’Oro delle Dolomiti.


venerdì 19 luglio 2019

ACI Storico al Rally di Roma Capitale

Spazio alle storiche anche in occasione del Rally di Roma Capitale, nel weekend del 20 e 21 luglio ad Ostia Lido (RM). ACI Storico con AC Roma e il Club Gialloquaranta, affiliato ACI Storico, organizzeranno un circuito cittadino ad Ostia, attraverso il lungo mare costellato di villini liberty, nella cornice degli scavi romani e la verdeggiante pineta affacciata sulle spiagge. Nella serata di sabato dalle ore 20:30 prenderanno il via le vetture, godendo anche di una breve passerella con uno speaker che introdurrà i veicoli e la loro storia unica.

Alla fine del circuito le vetture verranno parcheggiate in uno spazio apposito adibito a Piazzale Anco Marzio, dove rimarranno in esposizione per la mostra statica anche nel giorno successivo, mentre il Rally di Roma Capitale arriverà al culmine con l’attesissima prova spettacolo.

Lo spazio del circuito verrà allestito con grande attenzione per il pubblico, prevedendo punti pedonali e maxi schermi per godere a pieno dello spettacolo offerto, con le attività che procederanno nella serata di sabato fino a notte inoltrata.

I partecipanti verranno omaggiati di gadget per i loro veicoli e riceveranno a conclusione dell'evento una targa commemorativa del weekend.





giovedì 18 luglio 2019

Assemblea Ania, ecco la fotografia del mondo assicurativo


Anche nel 2018 l’industria assicurativa italiana ha svolto un ruolo centrale nell’economia del nostro Paese. Il mercato italiano è solido, anche sei i risultati del 2018 hanno risentito del forte incremento dello spread sui titoli governativi italiani. E’ lo scenario delineato dalla presidente dell’Ania Maria Bianca Farina, all’assemblea annuale dell’Ania, che compie quest’anno il 75esimo. L’’evento è stato celebrato nei giorni scorsi alla presenza delle più alte cariche dello Stato, i presidenti della Repubblica Sergio Mattarella, del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e del Consiglio Giuseppe Conte. Era presente anche il presidente dell’Ivass, Fabio Panetta. Nel 2018 la raccolta premi complessiva delle imprese italiane si è attestata a 135 miliardi di euro, con un incremento del 3,2% rispetto al 2017. Al risultato hanno contribuito sia il settore vita (102 miliardi, +3,5%), sia i rami danni (33 miliardi, +2,3%). A questi premi si devono aggiungere quelli raccolti dalle imprese europee che operano in Italia, pari a 13 miliardi di euro nel vita e a 5 miliardi nel danni. Gli investimenti delle compagnie hanno superato gli 840 miliardi di euro, pari a quasi il 50% del Pil: i titoli di Stato italiani sfiorano il 40% circa del totale, e rappresentano il 15% dell’intero stock in circolazione. Nel 2018 il settore ha conseguito utili netti per 4 miliardi di euro, il 30% in meno rispetto ai quasi 6 miliardi del 2017; il calo ha essenzialmente riguardato il settore vita, in seguito alle rettifiche di valore contabilizzate sui titoli. “La solidità dell’assicurazione italiana è attestata da indici di solvibilità di assoluta sicurezza, anche nel confronto internazionale”, ha sottolineato Farina, “a fine 2018, infatti, il capitale disponibile era oltre due volte quello richiesto. Lo Stress Test svolto a livello europeo lo scorso anno ha confermato la capacità delle nostre imprese di far fronte a scenari avversi anche molto severi. I risultati del 2018 confermano ancora una volta la fiducia degli italiani verso il risparmio assicurativo, che è arrivato a rappresentare il 17% della ricchezza finanziaria totale delle famiglie italiane”. “La crescita del 3,9% registrata nel 2018 dai rami danni non auto non elimina il sensibile gap di protezione assicurativa che caratterizza il nostro Paese”, ha sottolineato Farina, “rendendolo più fragile e, quindi, meno competitivo nello sviluppo. È essenziale e indifferibile, dunque, mobilitare, come già avviene in ogni Paese sviluppato, tutte le risorse disponibili sia a livello finanziario che di competenze”. Farina ha richiamato le aree in cui il settore assicurativo invoca maggiori spazi e offre le proprie competenze. In primo luogo la previdenza integrativa, “che ha solo bisogno di raggiungere una platea più ampia di cittadini per garantire anche ai giovani condizioni serene nell’età più avanzata”.  E poi la salute, “in modo rendere più efficiente ed equa la spesa sanitaria privata che ha ormai raggiunto i 40 miliardi di euro e si caratterizza per la straordinaria incidenza della componente pagata di tasca propria dai cittadini, che in Italia è pari al 90% del totale, rispetto al 40% in Francia e al 55% in Germania”. Sul fronte delle calamità naturali, che sempre più frequentemente colpiscono il nostro paese, l’Ania propone una partnership pubblico-privata a difesa del territorio in grado di affrontare la strutturale fragilità del nostro territorio. Un’altra area è quella della non autosufficienza, una problematica cui il Paese è sempre più esposto per il crescente numero di anziani. Infine il cyber crime, “un campo in cui le compagnie assicurative rafforzano i presìdi a tutela dei loro sistemi” e sviluppano l’offerta di soluzioni di protezione dai rischi per clienti privati e imprese.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it

mercoledì 17 luglio 2019

Sara Assicurazioni corre nell’arte con la 34^ Huawei Venicemarathon e la 37^ Asics Firenze Marathon

Sara Assicurazioni, compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, conferma il suo impegno nel mondo del running affiancando due delle maratone più affascinanti al mondo: la 34^ Huawei Venicemarathon, che si correrà a Venezia il prossimo 27 ottobre e la 37^ Asics Firenze Marathon, in programma a Firenze domenica 24 novembre.

E’ stato siglato, infatti, in questi giorni un accordo di sponsorizzazione tra gli organizzatori della Maratona di Venezia, quelli della Maratona di Firenze e il gruppo assicurativo che diventa così “Main Sponsor” e “Official Insurance” di due maratone amate e apprezzate dai runners di tutto il mondo, non solo per le emozioni capaci di trasmettere attraverso un’offerta paesaggistica unica al mondo, ma soprattutto per il livello organizzativo di altissima qualità.

La Maratona di Venezia, con il suo percorso, è come se unisse in un abbraccio un territorio ricco di storia e cultura come la Riviera del Brenta e una città straordinaria come Venezia, dove la fatica della maratona si stempera di fronte all’eterna bellezza di questa città che vive sull’acqua, dove il tempo sembra essersi fermato.

Firenze, invece, con la sua partenza nel salotto della città, Piazza Duomo, è come se accompagnasse i partecipanti in una visita guidata dei luoghi più caratteristici. Il percorso, infatti, attraversa le parti più affascinanti e suggestive, ricche di storia, arte e cultura, come Piazza della Signoria, Ponte Vecchio e tante altri luoghi dagli scorci paesaggistici unici e dai monumenti di rara bellezza.

Sara Assicurazioni ha identificato nel running un veicolo di valori sani e positivi da condividere e perseguire nei suoi prodotti, come la determinazione, l’impegno e il rispetto dell’ambiente e si pone, inoltre, come punto di riferimento per tutte le esigenze assicurative di questo variegato mondo.

Vetrina di Sara Assicurazioni saranno gli expo delle due maratone: ovvero il Huawei Venicemarathon Expo Village ospite del Parco San Giuliano a Mestre e l’Expo di Asics Firenze Marathon allestito nell’affascinante Stazione Leopolda a Firenze. Qui, Sara allestirà uno spazio per creare un link diretto con la comunità dei runners, dove proporrà ottime coperture assicurative a condizioni estremamente vantaggiose. Durante la competizione saranno inoltre presenti i suoi agenti.





martedì 16 luglio 2019

L'analisi del settore RcAuto nei dati dell'ANIA

Nel 2018 è proseguito, anche se in misura più lieve, il calo delle tariffe rc auto:  l’anno scorso il premio medio per le autovetture è stato pari a 414 euro, lo 0,8% in meno rispetto al 2017. Dal 2012 è sceso del 25%, mentre le distanze territoriali si sono ridotte di circa il 40%. Nello stesso periodo, è fortemente diminuita anche la differenza rispetto al premio medio dei principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), passata da 213 a 72 euro. L’andamento del settore rc auto è stato presentato dalla Presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, all’assemblea annuale dell’Ania (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici), che si è tenuta nei giorni scorsi.

“Si tratta di andamenti molto positivi dovuti alla forte concorrenza fra le imprese”, ha sottolineato Farina, “alla presenza crescente della telematica, dove l’Italia è al primo posto nel mondo, e al calo delle frodi, peraltro ancora troppo diffuse. Su quest’ultimo tema l’Ania ha promosso un Osservatorio che dovrebbe garantire risultati tali da tradursi in benefici sensibili sui prezzi dell’intera utenza.

Questo nostro impegno dovrà necessariamente accompagnarsi a una revisione organica della normativa rc auto, oggetto fin qui di troppe e non sempre coordinate modifiche, una revisione che, da un lato, torni a valorizzare i principi fondanti della funzione svolta dalla rc auto e, dall’altro, tenga conto dei cambiamenti avvenuti e delle prospettive del sistema di mobilità: auto con guida assistita e autonoma, nuove forme di utilizzo del leasing, del noleggio a lungo termine e il crescente fenomeno dello sharing. Per evitare poi che ogni sforzo di riforma possa essere seriamente depotenziato negli impatti, si dovrà tener conto della necessità di dare assetto definitivo e stabile alla materia del risarcimento del danno alla persona”.

“Recenti sentenze della Corte di Cassazione e le diverse impostazioni di alcuni tribunali”, ha sostenuto la presidente dell’Ania, “rendono oggi più che mai necessaria la tempestiva emanazione della tabella di legge sulle lesioni gravi, che garantirebbe vantaggi in termini di parità di trattamento e di riduzione del contenzioso, con conseguente positivo impatto sui costi complessivi dei risarcimenti e, quindi, sui premi”.

Nel 2018 i premi raccolti nella rc auto sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,1%) dopo che nei precedenti sei anni si era assistito a una riduzione di oltre il 25%. I veicoli assicurati nel 2018 risultano in aumento dello 0,9%,, arrivando a circa 39,3 milioni; questo valore è riferito alle sole imprese italiane e alle rappresentanze di imprese con sede in paesi non appartenenti allo Spazio Economico Europeo; considerando anche tutte le altre tipologie di imprese operanti in Italia, l’aumento dei veicoli assicurati (circa 42 milioni) arriverebbe all’1,6%. Anche nel 2018 l’Italia è stata fra i paesi che presentano le tasse più elevate in Europa sui premi rc auto, oltre che degli altri rami danni.

Per il 2019 l’Ania prevede, per il secondo anno consecutivo, una raccolta nella rc auto sostanzialmente invariata. Il peso dei premi sul totale della raccolta dei rami danni continuerebbe così a scendere (39%, era 40% nel 2018 e 41% nel 2017).

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it


lunedì 15 luglio 2019

Anas: stanziati 380 milioni di euro nell’ambito del piano #bastabuche.


Anas (Gruppo FS Italiane) ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 76 nuovi bandi di gara per lavori di risanamento della pavimentazione dal valore complessivo di 380 milioni di euro, nell’ambito del piano #bastabuche.

Gli appalti, di durata quadriennale, saranno attivati mediante Accordo Quadro che garantisce la possibilità di avviare i lavori con la massima tempestività in relazione alla programmazione della manutenzione delle strade, senza dover espletare ogni volta una nuova gara di appalto, consentendo quindi risparmio di tempo e maggiore efficienza nell’esecuzione.

Il Piano #bastabuche, arrivato alla VI tranche, ha consentito finora la nuova pavimentazione di circa 20.000 km di corsie stradali, per un valore superiore a 1,5 miliardi di euro.
Con questa nuova tornata di bandi, Anas risanerà la pavimentazione e la segnaletica orizzontale con interventi su ulteriori 5.000 km sull’intero territorio nazionale, incluse anche le strade rientrate all’Anas dagli Enti locali nell’ultimo anno.

“I nuovi bandi – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Massimo Simonini – valgono ognuno 5 milioni di euro e recepiscono le recenti norme del decreto ‘Sblocca cantieri’. In questo modo, avremo una riduzione dei tempi di affidamento delle gare e un’ulteriore possibilità di accesso per le piccole e medie imprese”.
 
Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara e per i termini di presentazione delle offerte è possibile consultare il sito internet stradeanas.it alla sezione Fornitori/Bandi di gara.


venerdì 12 luglio 2019

Salone dell’Auto sarà organizzato in Lombardia: "Grande soddisfazione per l'Ac Milano"

“La conferma che il Salone dell’Auto sarà organizzato in Lombardia è per noi davvero molto importante. Una grande soddisfazione ma anche una enorme responsabilità. Tutti insieme dovremo fare squadra per realizzare un evento all’altezza delle aspettative”.

Così Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano, commenta in una nota la decisione del cambiamento della sede del Salone dell’Auto, la manifestazione che dopo cinque anni abbandonerà la bella città di Torino per approdare in Lombardia.

“A Milano e in Lombardia abbiamo una grande tradizione motoristica, basti pensare al Gran Premio d’Italia che quest’anno festeggia le novanta edizioni, al Museo dell’Alfa Romeo di Arese, ai marchi che hanno scritto la storia dell’automobilismo esportando la creatività, il know how e il prestigio italiani in tutto il mondo: Alfa Romeo, i grandi carrozzieri, Isotta Fraschini ed Innocenti.

Sono convinto che il nostro territorio saprà affrontare, vincendola, anche questa sfida entusiasmante” aggiunge La Russa. “Per questo - conclude il presidente dell’Automobile Club Milano - chiediamo fin da ora al presidente della Regione, Attilio Fontana, al sindaco di Milano, Beppe Sala e a tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, possono essere coinvolti nell’iniziativa, di essere protagonisti di un evento eccezionale al quale garantiamo fin da ora il massimo sostegno”.
 

LE AUTO PIÙ “VERDI” SECONDO “GREEN NCAP” ELETTRICHE AL TOP, BENE L’ALIMENTAZIONE DIESEL

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test - oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) ed Euro NCAP, per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Cinque le vetture oggetto della seconda serie di test. Il punteggio massimo - 5 stelle - è stato ottenuto da un’auto elettrica: Nissan Leaf. Quattro stelle sono andate alla Opel Corsa (benzina); tre a Audi A4 Avant g-tron (metano), Mercedes Classe C e Renault Scenic (diesel).

La Nissan Leaf di seconda generazione, (presentata nel 2017), veicolo elettrico puro alimentato da una batteria da 40 kW/h, ottiene il massimo punteggio in virtù delle emissioni. Qualche criticità è stata riscontrata nel campo dei consumi (valutazione dell’efficienza energetica). Non si sono registrati evidenti miglioramenti tra la modalità di guida ecologica rispetto a quella standard, con aumento elevato dei consumi nella severa prova di guida reale in autostrada a pieno carico. Nel confronto con gli altri due modelli elettrici analizzati nella precedente serie di test, (Hunday Ioniq e BMW i3), i consumi di energia sono risultati leggermente superiori.

La quinta generazione dell’Opel Corsa, alimentata con motore a benzina Euro 6d temp, ottiene buoni risultati nelle prove di emissione, voto 9 in una scala da 1 a 10, grazie al post trattamento con catalizzatore a tre vie e filtro antiparticolato, e dei consumi. Qualche criticità nei test di laboratorio per le emissioni di particolato (PN) a caldo e di ossido di carbonio (CO) in autostrada a pieno carico. Anche i consumi sono risultati massimi nella prova in autostrada a pieno carico.

L’Audi A4 Avant nella versione “g-tron” è alimentata a metano (Gas Naturale Compresso, CNG), ma può funzionare anche a benzina, (essendo dotata di una piccola riserva di carburante per le situazioni di emergenza). Le prove sono state effettuate con entrambe le alimentazioni. Buoni i risultati del funzionamento a metano con contenuti livelli di emissioni, ad eccezione del monossido di carbonio (CO). Nel test autostradale a pieno carico sono risultate elevate le emissioni degli idrocarburi (HC). Anche se le valutazioni complessive scaturiscono dalle prestazioni del funzionamento a metano, l’A4 è stata penalizzata dal motore Euro 6b, può essere ancora commercializzato ma presto dovrà essere aggiornato all’Euro 6d. Il test sarà ripetuto al momento della nuova motorizzazione.

La Mercedes-Benz Classe C di quarta generazione ha ottenuto un risultato eccellente dei livelli di emissioni inquinanti, con il massimo del punteggio registrato fino ad ora da un motore non elettrico, ed uno ‘score pari’ a 9 su una scala da 1 a 10. Prestazioni encomiabili in tutti i test, sia in laboratorio che su strada. Nel complesso il risultato ha messo in evidenzia che anche i motori diesel, con catalizzatore a riduzione selettiva e filtro antiparticolato, offrono emissioni eccezionalmente basse. Il punteggio complessivo è stato penalizzato dalle prove dell’efficienza energetica, con risultati marginali nel test di laboratorio ‘a caldo’ e in condizioni di guida reale in autostrada a pieno carico.
Nella quarta generazione del modello Renault Scenic il catalizzatore e il filtro antiparticolato hanno consentito di limitare le emissioni inquinanti con ottimi risultati in tutti i test, eccetto quello in autostrada con auto a pieno carico, dove sono risultate elevate le emissioni degli ossidi di azoto (NOx). Buona anche l’efficienza energetica: il giudizio pari a 5,9 ha impedito il conseguimento di 4 stelle, sarebbe bastato raggiungere uno ‘score’ pari a 6.

Il consorzio Green NCAP - costituito da Governi, Club automobilistici (tra i quali l’ACI), rappresentanti di consumatori, laboratori di prova e centri di ricerca universitari di 8 Paesi europei – mette a disposizione di tutti informazioni certificate relative alla reale sostenibilità ambientale dei veicoli, al di là di quanto richiesto dalle normative vigenti o dichiarato dai costruttori.

In questa fase iniziale, Green NCAP ha preso in considerazione unicamente l’energia impiegata durante la guida, successivamente valuterà l’intero ciclo di vita dell’auto (Life Cycle Assessment), compresa l’energia consumata per la produzione e lo smaltimento dei veicoli.


giovedì 11 luglio 2019

CON L’INTESA ACI-ENIT PRENDE VITA LA CABINA DI REGIA NAZIONALE PER LA PROMOZIONE DEL BRAND ITALIA NEL MERCATO TURISTICO


ACI ed Enit hanno firmato oggi a Roma un protocollo d’intesa per una sinergia istituzionale finalizzata alla promozione dell’immagine unitaria dell’Italia, anche attraverso l’immenso patrimonio storico, culturale e sociale di paesi e borghi che impreziosiscono l’offerta turistica del nostro Paese, dove non ci sono solo i grandi e i piccoli centri, ma anche le strade e i percorsi che li uniscono, che tanti turisti percorrono in auto scoprendo angoli affascinanti ed occasioni di svago.

La tradizione ultracentenaria di ACI nel comparto della mobilità e del turismo, insieme alla sua capillarità territoriale con 106 sedi locali, diventano leve strategiche per tutelare e sviluppare l’economia turistica nazionale, da anni in crescita. L’accordo con Enit favorisce inoltre la partecipazione congiunta ai progetti internazionali e l’accesso ai fondi europei a beneficio del settore, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme tecnologiche e soluzioni informatiche a supporto dell’attività di promozione.

Le statistiche evidenziano l’attrattività dell’Italia come meta culturale: con 54 siti dichiarati patrimonio dall’Unesco, siamo leader mondiali davanti a Cina, Spagna e Francia, e il 64% di questi si trova in piccoli borghi con meno di 5.000 abitanti. Il turismo culturale attira 1 straniero su 4 nel nostro Paese, generando il 40% del fatturato del settore, soprattutto in Lazio, Veneto, Toscana, Lombardia e Campania.

Allo stesso modo, l’Italia si conferma anche una meta sportiva: eventi di forte richiamo come il Gran Premio di Formula1 a Monza, il Mondiale Rally in Sardegna, la Mille Miglia, la Coppa d’Oro delle Dolomiti e la Targa Florio richiamano 685.000 turisti stranieri ogni anno, che spendono 442 milioni di euro con 3,5 milioni di pernottamenti.

“Come la mobilità sulle strade – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – anche il turismo deve tendere a tre fattori determinanti per garantirsi un futuro: sostenibilità economica ed ambientale, responsabilità sociale e condivisione di valori etici. Con l’accordo odierno, prende forma una cabina di regia a livello nazionale per la promozione del brand più famoso nel mondo, che è appunto l’Italia”.

"Il protocollo con ACI fidelizza ancora di più i turisti: attraverso questa collaborazione si promuove in modo capillare la destinazione Italia, rafforzando una rete di attori territoriali che operano sinergicamente. Ad oggi il 30 per cento dei turisti che visita l'italia è dell'area Dach e sceglie di venire in auto: Germania, Austria, Svizzera scoprono l'Italia al volante e grazie al protocollo con ACI la promozione di eventi congiunti permetterà di andare a raccontare e tracciare la storia dell'Italia nel mondo", dichiara il presidente Enit, Giorgio Palmucci.


mercoledì 10 luglio 2019

Sulla strada tutto è regolamentato, ma cosa succede se si è a bordo di un monopattino?



Dove si può circolare? A quale velocità? Quali sono le regole per guidare in maniera sicura e responsabile?

Per rispondere a questi interrogativi, Micro, azienda leader nella produzione di monopattini, messo a punto una piccola guida. Un tema molto d’attualità visto che il Ministero dei Trasporti ha appena approvato il decreto contenente le linee guida da rispettare per coloro che vogliono muoversi su strada a bordo del proprio monopattino elettrico e non solo. Nonostante la normativa non faccia accenno all’utilizzo del monopattino a spinta, il nuovo decreto impone innanzitutto la necessità di rendere il proprio mezzo elettrico facilmente visibile di notte attraverso luci sia anteriori che posteriori.

Ciò che però suscita maggiormente l’interesse di tutti coloro che già possiedono un monopattino (o che ne sono interessati all’acquisto) è il capire in maniera chiara dove poterlo utilizzare. Il decreto, infatti, spiega come ogni comune potrà scegliere di avviare un periodo di sperimentazione e di consentirne la circolazione: nelle aree pedonali (a velocità non superiore di 6Km/h), nei percorsi pedonali e ciclabili, sulle piste ciclabili o in strade con limite di velocità massima di 30 Km/h (a una velocità non superiore a 20Km/h). La legge, per poter permettere il rispetto di questi limiti, impone ai monopattini (ma anche agli altri dispositivi elettrici come hoverboard, segway e monowheel) di essere dotati di regolatori di velocità.

I comuni che decideranno di aderire alla sperimentazione dei dispositivi per la micro mobilità elettrica, saranno tenuti a installare specifiche segnaletiche stradali per informare la cittadinanza della sperimentazione in corso. Tale periodo, inoltre, dovrà avere una durata minima di 1 anno e non potrà essere superiore ai 2 anni. Entro 3 mesi dal termine, i comuni potranno raccontare la loro esperienza al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e valutare quindi i passi successivi da fare.

Le novità decretate dal documento ministeriale riguardano però coloro che potranno mettersi alla guida dei monopattini: solo i maggiorenni o i minorenni titolari di patente di categoria AM.

Micro, da sempre attenta alle novità legislative in ambito di circolazione dei propri prodotti sul territorio italiano e non solo, ha sfruttato l’occasione per distribuire a tutti i partecipanti il Decalogo Micro con all’interno alcuni consigli per poter viaggiare in modo sicuro a bordo del proprio monopattino. Affiancati alle soluzioni che ogni comune deciderà di adottare, Micro vuole quindi offrire ulteriori suggerimenti per una guida responsabile:

1. Mantieni in efficienza il tuo monopattino
2. Metti il casco
3. Indossa sempre scarpe adatte
4. Scendi dal monopattino quando piove
5. Al buio usa una luce
6. Attenzione ai pedoni
7. Attenzione ai binari e rotaie
8. Attenzione a uscite da passi carrai e portoni
9. Modera la velocità
10. Attraversa le strisce a piedi


martedì 9 luglio 2019

Nuova app di Enel X per la ricarica dei veicoli elettrici


La app di Enel X per la ricarica dei veicoli elettrici si evolve e diventa JuicePass. A partire da oggi è infatti disponibile per i clienti italiani l’upgrade dell’app “X Recharge” che offre un’interfaccia unica per ricaricare l’auto in ambiente domestico o lavorativo, nonché su una rete di oltre 6.100 punti di ricarica pubblici in 18 paesi europei, grazie all’accordo di interoperabilità recentemente siglato con gli operatori IONITY e SMATRICS. Entro luglio, JuicePass sarà disponibile anche negli app store di Spagna, Romania e Stati Uniti.

“Oggi lanciamo JuicePass, un nome che esprime la quintessenza della app, un unico punto di accesso, il “Pass”, all’intera rete di Enel X – ha commentato Alberto Piglia, responsabile e-Mobility di Enel X. “Attraverso la nostra app, ricaricare l’auto diventa un’esperienza semplice e interamente digitale, in cui gli utenti accedono alle stazioni, ricaricano l’auto ed effettuano i pagamenti, tutto tramite JuicePass. Per il futuro, continueremo a lavorare per migliorare la customer experience, anche promuovendo un’ulteriore digitalizzazione e integrazione delle reti di ricarica, fondamentale per velocizzare lo sviluppo globale della mobilità elettrica”.

Con JuicePass, Enel X consente ai conducenti di auto elettriche di attivare un proprio profilo, prenotare i punti di ricarica, gestire e pagare i servizi. JuicePass continuerà a evolvere in linea con le esigenze dei clienti e l’innovazione tecnologica nel settore della mobilità elettrica, per essere sempre al passo con i tempi.
L’app inoltre amplierà le proprie funzionalità, incorporando nuovi servizi offerti da Enel X e parti terze per offrire ai clienti un’esperienza integrata di mobilità tramite un unico punto di accesso.

JuicePass gestirà tutte le soluzioni di ricarica di Enel X come JuiceBox, JuicePole e JuicePump, tenendo conto delle esigenze di ricarica dei clienti per tutti gli usi, da casa all’ufficio, e su un’ampia rete pubblica.

lunedì 8 luglio 2019

Club ACI Storico, che fascino


Il fascino di una vettura d’epoca è esclusivo ed ineguagliabile. Per preservarne nel tempo il valore economico, sociale e culturale, l'Automobile Club d'Italia lancia ACI Storico, il Club nel Club per la salvaguardia del grande patrimonio automobilistico italiano.

ACI Storico è la casa degli appassionati e dei collezionisti: un luogo reale dove i possessori di auto storiche - e non solo loro - possono ritrovarsi e condividere le proprie esperienze e la loro grande passione.

ACI Storico è il motore di progetti, servizi ed iniziative volte ad innovare il settore dell'automobilismo d'epoca: lo scopo è quello di garantirgli un futuro valorizzandone la storia. In quest'ottica ACI Storico favorisce lo sviluppo di una normativa al passo con i tempi, offrendo soluzioni e prodotti di riferimento strategico per tutto il settore. Ne è un esempio la lista di modelli con caratteristiche di reale storicità, stilata per la prima volta dall'ACI in ottemperanza a quanto richiesto dalla legge, che rappresenta un prezioso strumento operativo per i collezionisti e soprattutto per le compagnie di assicurazione.

Tra i prossimi passi concreti e tangibili, la costituzione del Registro Storico dell'Automobile Club d'Italia. Già da subito sta prendendo corpo la Biblioteca Storica Digitale dell'ACI, dove reperire e consultare il patrimonio di documenti, libri, pubblicazioni e testimonianze della più antica istituzione dell'automobile nel nostro Paese.

giovedì 4 luglio 2019

Corporate a sostegno delle startup per disegnare città del futuro - VIDEO


Il programma "Urban Tech" con Linkem, Sara Assicurazioni e Toyota

Lightyear svela al mondo la prima auto solare a lunga distanza


Lightyear, pioniere della mobilità sostenibile, presenta oggi la prima auto solare a lunga distanza. Il prototipo è stato mostrato a un pubblico selezionato di investitori, clienti, partner e media all’alba nel TheaterHangaar a Katwijk, Paesi Bassi. “Questo momento rappresenta una nuova era nella guida”, ha dichiarato Lex Hoefsloot, CEO e co-fondatore di Lightyear. “Due anni dedicati a sognare, pensare e lavorare duramente hanno portato a questo traguardo, che è un enorme passo avanti verso il raggiungimento della nostra missione di rendere la mobilità sostenibile accessibile a tutti”.

Lightyear è stata fondata nel 2016 dagli ex alunni del Solar Team Eindhoven, che hanno vinto il Bridgestone World Solar Challenge nel 2013, 2015 e 2017. Dal lancio, Lightyear ha ricevuto numerosi premi, sovvenzioni e supporto da parte di investitori importanti. “Questo ci ha permesso di sviluppare un prototipo funzionante per la prima auto solare a lunga distanza in soli due anni. Abbiamo già venduto oltre un centinaio di veicoli. Con Lightyear One, vogliamo dimostrare che la nostra tecnologia ci ha permesso di costruire una delle auto più sostenibili sul mercato, che offre anche una grande convenienza”.

Lightyear One è stato progettato da una prospettiva radicalmente diversa. Hoefsloot: “Abbiamo tutti un background di prestazioni e con questo ci concentriamo senza sosta per ottimizzare efficienza e sicurezza”. Lightyear è partita da zero, seguendo non convenzioni ma solo le leggi della fisica, per progettare intenzionalmente un’auto che ‘ottiene il massimo da ogni raggio di sole’. Hoefsloot ha proseguito: “L’obiettivo principale dell’auto è quello di colmare dove le auto elettriche sono manchevoli. La ricerca ha dimostrato che la portata e la mancanza di opzioni di ricarica sono ancora le principali preoccupazioni che le persone hanno quando prendono in considerazione le auto elettriche”.
   
“Stiamo risolvendo questi problemi con ciò che chiamiamo ultra-efficienza. Da un lato, questo porterà ad un’eccezionale portata di 725 km (WLTP) con una batteria relativamente piccola. Dall’altro lato, può caricare direttamente dal sole perché il suo consumo energetico è molto più basso, generando fino a 20.000 km di energia all’anno. Inoltre, tutte le opzioni di ricarica disponibili diventano più facili da usare perché si ottiene un raggio d’azione molto più ampio a parità di energia caricata. Così, si ricarica molto più velocemente da qualsiasi presa di corrente. È possibile ricaricare fino a 400 km a notte con normali prese da 230V. Questo è ottimo per i viaggi su strada perché non sono più necessarie infrastrutture di ricarica”.

L'auto è realizzata con materiali ad alta tecnologia per avere il peso più basso possibile pur mantenendo la massima sicurezza dei passeggeri.
Lightyear One è azionato da quattro ruote a trazione indipendente, in modo da non perdere energia durante il percorso dal motore alla ruota.
Il tetto e il cofano sono costituiti da cinque metri quadrati di celle solari integrate in un vetro di sicurezza così robuste che un uomo adulto può camminarci sopra senza causare ammaccature.
Oltre all’energia solare, Lightyear One può essere caricato in una stazione di ricarica (veloce) o anche con una normale presa
   
Durante la presentazione del prototipo, Lex Hoefsloot ha sottolineato l’importanza del momento. “Il cambiamento climatico è uno dei maggiori problemi che noi esseri umani abbiamo affrontato nella nostra storia. È uno sviluppo così spaventoso che è quasi paralizzante. Abbiamo deciso di fare il contrario; come ingegneri, credevamo di poter fare qualcosa. Lightyear One rappresenta un’enorme opportunità per cambiare in meglio la mobilità”. Hoefsloot ha evidenziato che la natura è stata una grande fonte di ispirazione. “Per secoli abbiamo vissuto in equilibrio con la natura. Con le tecnologie di oggi, abbiamo l’opportunità di farlo di nuovo. Partendo da zero e utilizzando le leggi della natura come linea guida, la natura diventa il nostro più grande alleato nello sviluppo di progetti ultra-efficienti”.

Secondo Hoefsloot, questo è solo l’inizio. “Poiché la nuova tecnologia ha un elevato costo unitario, dobbiamo iniziare in un mercato esclusivo; Lightyear One è la prima auto solare a lunga distanza e con specifiche straordinarie. I prossimi modelli che prevediamo di sviluppare avranno un prezzo di acquisto significativamente più basso. Inoltre, i modelli futuri saranno forniti a flotte di auto autonome e condivise, in modo che il prezzo di acquisto possa essere suddiviso su un ampio gruppo di utenti. In combinazione con i bassi costi operativi del veicolo, puntiamo a fornire una mobilità premium a un prezzo basso per chilometro. Un terzo, ultimo passo sarà quello di fornire auto veramente sostenibili che siano più accessibili da utilizzare rispetto al costo del gas di cui si ha bisogno per guidare un’auto a combustione. Questo si rivelerà il nostro punto di svolta più importante nel prossimo futuro e spianerà la strada a un parco auto che è al 100% sostenibile”.

Lightyear aumenterà la produzione di Lightyear One nel 2021. Le prime 100 vetture sono già state prenotate. Tramite il sito web di Lightyear, gli acquirenti possono ora prenotare una delle 500 Lightyear One per un costo di prenotazione di 119.000€ (consegna prevista nel 2021).

mercoledì 3 luglio 2019

Ecco l’Italia a “tutto sharing” Cinque milioni di italiani già la utilizzano


Continua inarrestabile la crescita della mobilità condivisa che coinvolge ormai oltre 5 milioni di italiani. Nel 2018 i servizi attivi in Italia (Carsharing, Scootersharing, Carpooling, Bikesharing, ecc.) sono 363, 14 in più dell’anno precedente, gli iscritti 5,2 milioni, un milione in più del 2017. Si sono registrati 33 milioni di spostamenti in sharing nel 2018, in media 60 al minuto, il doppio del 2015.
La Sharing Mobility sta diventando poi sempre più sostenibile con un aumento dei veicoli elettrici in condivisione, soprattutto grazie al boom dello Scootersharing (+285% dei noleggi in un anno). Una piccola contrazione si registra nel bikesharing con la chiusura di alcuni servizi e una riduzione del 9% delle bici “su strada”. popolarità di una mobilità che sta rivoluzionando il modo di spostarsi in città trova una conferma nei numeri assoluti: 7961 auto in car sharing (2126 elettriche) di cui 6787 free floating (l’auto che si preleva e si lascia ovunque) e 1174 station based (si preleva e lascia in appositi spazi); 2240 scooter in sharing, 90% elettrici; circa 36.000 bici offerte in bikesharing e 271 comuni in cui è attivo almeno un servizio di sharing mobility (57% al nord), con Milano e Torino che sono le città maggiormente “fornite” e Milano si conferma la città della Sharing Mobility.

La Terza Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility, organizzata dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility (nato da un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile), in collaborazione con il Green City Network e in partnership con Deloitte che ha presentato un’analisi industriale e sociale relativa agli scenari presenti e futuri della nuova mobilità e con Nugo, l’app lanciata a giugno 2018 dal Gruppo FS Italiane che promuove il trasporto collettivo, integrato e sostenibile, si è svolta oggi e ha fatto il punto sullo stato dell’ arte della sharing mobility italiana ed ha presentato il Terzo Rapporto Nazionale sulla sharing mobility.
Il Rapporto nazionale offre una panoramica completa sulla mobilità condivisa in Italia Ecco una sintesi:

I veicoli condivisi sempre più elettrici, sempre più leggeri
La Sharing Mobility diventa sempre più sostenibile. Aumenta infatti nel 2018 la quota di auto e scooter elettrici condivisi rispetto al totale, passando dal 27% al 43% nell’ultimo anno. Oltre che più elettrici, i veicoli in condivisione che circolano sulle nostre strade sono mediamente sempre più leggeri e meno ingombranti: la massa media dei veicoli a motore è infatti diminuita del 17% tra il 2015 e il 2018.  Risultati positivi realizzati grazie soprattutto al boom dei servizi di Scootersharing (presenti per ora solo a Milano, Roma e Torino) che hanno messo su strada nell’ultimo anno 1.740 nuovi mezzi, di cui il 90% elettrici, arrivando a quota 1 milione di noleggi (+285% del 2017).
Carsharing sempre più efficiente con Milano al top, primi passi per la condivisione “tra “privati”
Il Carsharing sia free-floating che station based copre l’Italia da nord a sud. Il free floating è concentrato solo in alcune città del centro-nord, soprattutto a Roma e Milano (a Milano in un anno si sono registrati oltre 6 milioni di noleggi) e continua il trend positivo degli anni precedenti in termini di iscritti e noleggi realizzati, registrando per entrambi un +26% tra il 2017 e il 2018. È vero che cresce meno degli anni precedenti il numero di auto disponibili (negli anni scorsi ne sono state messe su strada una grande quantità per creare un mercato), ma vengono utilizzate di più dagli utenti: mediamente 5 volte al giorno nel 2018, circa una volta in più rispetto al 2017. Il carsharing station based è diffuso al contrario in tutta Italia e nel 2018 si sono aggiunte altre città del sud (Napoli, Lecce, Messina, Reggio Calabria e Sassari) e gli indicatori degli iscritti e dei noleggi hanno anche in questo caso un segno più: rispettivamente +37% e +24% tra il 2017 e il 2018. Si conferma anche la tendenza verso l’elettrificazione della flotta che nell’ultimo anno è arrivata al 33% rispetto al 26% del precedente periodo. Torino è la città in cui è più popolare il carsharing station based. Con 17 mila iscritti e 1.600 auto, il nuovo settore del carsharing tra privati (peer-to-peer) si affaccia nelle città, mostrando grandi potenzialità soprattutto tenendo conto dei numeri registrati in altri paesi come la Francia, dove la flotta di auto è 24 volte quella italiana. Sostanzialmente un privato mette a disposizione di altri soggetti (amici, colleghi o iscritti ad un social “controllato”) la propria automobile: ci guadagnano tutti e si libera spazio nelle città.
Il bikesharing, luci ed ombre: circa 36.000 bici (-9% rispetto al 2017)
In continua evoluzione il settore del bikesharing. A solo un anno di distanza dal loro arrivo a fine del 2017 con migliaia di biciclette, escono dal mercato alcuni operatori di bikesharing free-floating (Roma rimane senza servizi). Si confermano invece i servizi più organizzati nelle grandi città del nord e arrivano 3.200 nuove biciclette in 4 Comuni medio-piccoli: Pesaro, Reggio Emilia, Mantova e Bologna dove il sistema free-floating dispone anche di zone di parcheggio dedicate dove prelevare e lasciare la bicicletta.
A fronte di una flotta station-based stabile, il numero delle biciclette complessive (quasi 36 mila) si riduce del 9% tra il 2017 e il 2018.
Il carpooling aziendale ed extraurbano continua a crescere
Ottimi anche i numeri osservati per il Carpooling aziendale (condivisione di tragitti e singoli viaggi). Gli iscritti totali aumentano con un tasso di crescita simile a quello degli anni precedenti, pari a circa il 70% all’anno. Ben più sostenuta la crescita dei viaggi, quasi quadruplicati rispetto all’anno precedente e arrivati a circa 380 mila nel 2018 per un totale di 7 milioni di km percorsi in condivisione per recarsi a lavoro. Crescono anche gli iscritti del Carpooling extra-urbano del 15% rispetto al 2017, superando nell’anno analizzato i 2,8 milioni. Utenti che nel 2018 hanno offerto complessivamente 1,5 milioni di passaggi per tragitti extra-urbani, 9 su 10 dei quali su distanze superiori ai 75 km.
Si afferma il nuovo mercato digitale e nuove soluzioni di micromobilità
Il numero di città in cui sono accessibili i servizi digitali di pianificazione degli spostamenti con il TPL e di gestione delle piattaforme di vehicle-sharing è cresciuto ancora: 48 nel 2018 contro le 43 del 2017, abilitando 7 servizi in più (monopattini compresi) dell’anno precedente per un totale di 40. Tra le piattaforme c’è Nugo (app disponibile per Android e IOS) che vuole ricoprire un ruolo importante nella rivoluzione della sharing mobility. La piattaforma tecnologica lanciata dal Gruppo FS Italiane permette di acquistare in un’unica soluzione tutti i biglietti dei vettori di trasporto scelti per il viaggio. Nugo integra diverse modalità di trasporto: dal treno all’aereo, dall’autobus alla metropolitana, dal traghetto al car e bike sharing. Continuano a crescere le piattaforme digitali dedicate al servizio taxi in termini di diffusione come città coperte e utilizzo, facendo registrare più di 3,1 milioni di corse prenotate nel 2018. Sono in arrivo anche monopattini elettrici, hoberboard, segway e monowheel. Il recente decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha datoi il via alla sperimentazione nei comuni della micromobilità, una soluzione da “ultimo miglio”. Nelle città infatti il 50% degli spostamenti riguarda distanza inferiori al 5 km. Mezzi come i monopattini elettrici possono, ad esempio, diventare una soluzione per sostituirsi ad auto e taxi negli spostamenti brevi integrandosi con il trasporto pubblico.
Le città della Sharing Mobility
Milano, si conferma la città della Sharing Mobility con i numeri più alti in termini di offerta di veicoli per abitante e noleggi. Ben posizionate Torino e Roma, con quest’ultima chiamata però a recuperare il gap dovuto all’assenza di servizi di bikesharing. Grande balzo in avanti di Bologna che nel 2018 ha inaugurato 2 servizi di carsharing e 1 servizio di bikesharing a flusso libero. Al sud spiccano le performance di Cagliari e Palermo con i loro servizi di Carsharing e Bikesharing station-based.
Nuova mobilità, quali impatti e opportunità - L’analisi Deloitte
Per 6 italiani su 10 la mobilità oggi è ancora una fonte di preoccupazione quotidiana, con impatti sia sulla sfera privata (per il 73% influenza il proprio tempo libero) sia sull’ambiente (79%). Nonostante l’auto privata rimanga tuttora il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani (57%), più della metà (54%) aumenterà l’utilizzo dei nuovi servizi di mobilità nei prossimi 3 anni (anche se in logica complementare e non sostitutiva all’auto di proprietà – 69%), purché vi sia un’evoluzione dell’offerta lungo quattro direttrici: convenienza economica (richiesto da 9 italiani su 10), facilità di accesso al servizio (7 su 10), chiarezza dell’offerta (7 su 10 reputano i servizi ancora poco chiari, anche in riferimento a quelli più conosciuti – es. Carsharing, 1 su 2 non sa che è una formula pay-per-use) e riconoscibilità dell’operatore che fornisce il servizio (6 su 10 non conoscono offerte di mobilità di importanti operatori non tradizionali).

“La sharing mobility è uno degli strumenti attraverso cui stiamo attuando quella rivoluzione nei trasporti che ci siamo prefissati – commenta il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli - La filosofia della mobilità condivisa si sposa con quella di trasporti a basso impatto ambientale, con la riduzione del traffico e dunque il miglioramento dell’aria delle nostre città. Oltre che con una piena intermodalità negli spostamenti, che permette a tutti i cittadini, nel rispetto dell’equità sociale, di scegliere mezzi diversi, poco inquinanti, per il tragitto casa-scuola-lavoro. Questa filosofia è la nostra filosofia, e non ci stancheremo di lavorare affinché si affermi con forza in ogni angolo del nostro Paese, dalle periferie delle grandi città ai centri abitati più piccoli. Perché riteniamo che la sharing mobility possa migliorare la qualità della vita dei cittadini, promuovere la crescita economica, soprattutto a livello locale, e ridurre gli effetti negativi dell'attività dell'uomo sull'ambiente, contestualmente incrementando l'efficienza dei servizi e abbassando i costi per l'utenza”

"Le nostre auto restano parcheggiate per il 92-95% del tempo, questo è il paradosso della motorizzazione privata di massa che porta a spreco di spazio pubblico, di risorse economiche e naturali - dichiara il ministro dell'Ambiente Sergio Costa - Più che di automobile oggi bisognerebbe parlare di "auto immobile", perché la vediamo quasi sempre parcheggiata oppure ferma in coda nel traffico urbano. Le nuove generazioni hanno compreso quest'assurdità, abbracciando con entusiasmo la filosofia della sharing mobility come dimostrano i dati presentati oggi. Riappropriamoci degli spazi pubblici e dei tempi privati, condividendo il mezzo per spostarci"

 “I dati incoraggianti che oggi ha presentato il nostro Osservatorio confermano che la rivoluzione silenziosa della sharing mobility è in atto-- osserva Raimondo Orsini, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility- e l’Italia è in linea con i migliori trend mondiali. Ora dobbiamo lavorare tutti insieme per portare molte altre città italiane ai livelli di Milano. Ad esempio Torino e Bologna hanno fatto passi da gigante ed anche nel centro sud sono fiorite esperienze molto interessanti. La sharing mobility è il miglior alleato del trasporto pubblico e offre un ventaglio di soluzioni innovative: auto e scooter elettrici, monopattini condivisi, car pooling, car sharing “peer to peer”, che servono a vincere la battaglia per la vivibilità e la qualità dell’aria nelle nostre città, la vera sfida di ogni sindaco. Questa rivoluzione va quindi sostenuta e incoraggiata a livello normativo e fiscale. I cittadini se lo aspettano.”

“La mobilità attuale ha un impatto negativo sulla qualità della vita per oltre un 1 italiano su 2 e sulla sostenibilità ambientale per 8 su 10, rappresentando però, allo stesso tempo, un elemento chiave per il miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo (per 9 su 10). - commenta Luigi Onorato, Senior Partner, FSI Innovation Leader | Monitor Deloitte - In questo contesto, le nuove forme di mobilità sono ampiamente conosciute, ma ancora ancora oggi poco utilizzate: ad esempio il Carsharing, è noto all’83% degli italiani, ma solo l’8% vi ricorre abitualmente. Tuttavia, oltre 1 italiano su 2 concorda nel dire che utilizzerà sempre di più le nuove forme di mobilità e 4 italiani su 5 non escludono la possibilità di acquistare da operatori tradizionalmente non legati al settore dei trasporti (ad esempio, più del 70% da imprese operanti nel settore energetico, assicurazioni e technology. In questo contesto, i clienti richiedono agli operatori di evolvere ulteriormente l’offerta, ad esempio, attraverso soluzioni economicamente convenienti (richiesto da 9 italiani su 10) e più chiare (7 su 10)”.

martedì 2 luglio 2019

Energia e Clima: “un percorso insostenibile” di Alberto Clò*

In anticipo rispetto agli abituali tempi, la BP ha pubblicato la 68° edizione, quindi dal 1952, del BP Statistical Review of World Energy aggiornato al 2018. Il più strutturato atlante statistico dell’energia per numero di variabili (una sessantina) e loro dislocazione geografica (122 paesi).

In una breve introduzione Bob Dudley, CEO della BP, mette il ‘dito nella piaga’: nel 2018 si è registrato il maggior consumo di energia (+2,9% vs +1,5% m.a. 2007-2017) e le maggiori emissioni di anidride carbonica (+2,0% vs +1,0%) dall’inizio di questo decennio.

Tutti gli indicatori hanno registrato un peggioramento nel 2018 rispetto al 2017 e rispetto alle tendenze di lungo periodo, confermando appieno le recenti valutazioni formulate dall’Agenzia dell’Energia di Parigi.

Netta la conclusione di Bob Dudley: “there seems little doubt that the current pace of progress is inconsistent with the Paris climate goals. The world is on an unsustainable path: the longer carbon emissions continue to rise, the harder and more costly will be the eventual adjustment to net-zero carbon emissions”.

In sintesi: le cose vanno divaricandosi rispetto alle traiettorie necessarie a conseguire gli obiettivi di Parigi. Capire le ragioni che ostacolano la ‘transizione energetica’ sarebbe più utile che continuare a sostenere le modalità con cui si ritiene debba e possa perseguirsi. O peggio sostenendo, per interessi di parte, cose che alla luce dei fatti risultano non veritiere.

Né le innovazioni tecnologiche che continuano a magnificarsi (economia circolare, internet delle cose, economia digitale, etc), né la penetrazione delle risorse rinnovabili, né i miglioramenti dell’intensità d’uso dell’energia, né l’impegno dei governi, organismi internazionali, industrie, sono valsi infatti a scalfire minimamente le tendenze in atto. Anzi.

Morale: la concentrazione in atmosfera dei gas serra ha registrato il secondo maggior aumento annuale degli scorsi sei decenni portandosi a 414,8 ppm sempre più prossima a quella soglia 450 oltre la quale secondo l’IPCC i cambiamenti climatici causerebbero fenomeni catastrofici e irreversibili.

Della gran marea di dati riportati dalla BP, vale evidenziare a motivazione dei due dati cruciali su riportati su consumi e emissioni:

(a) un aumento dei consumi di tutte le fonti fossili superiore nel 2018 a quello del decennio 2007-2017. In particolare: petrolio 1,2% vs 1,0% m.a.; metano: 5,3% vs 2,2%; carbone: 1,4% vs 0,7%;

(b) la quota delle fossili è rimasta sostanzialmente inalterata di poco al disotto dell’84% di tutti i consumi di energia primaria;

(c) le rinnovabili hanno registrato ancora un forte incremento percentuale rosicchiando 0,4 punti alle fossili salendo al 4% di tutti i consumi (in un rapporto 1 a 21 rispetto alle fossili). A questo ritmo occorreranno loro oltre due secoli per rimpiazzare le fossili. Solare ed eolico hanno registrato in termini assoluti, quel che conta guardando alle emissioni, un aumento di 61 milioni di tonnellate equivalente petrolio: poco più dei +54 mil. tep registrati dal solo carbone;

(d) il gioco è interamente nelle mani di Cina e India, che assumono un ruolo sempre più dominante nell’evoluzione di qualsiasi variabile: si guardi ai consumi di energia, del cui aumento sono responsabili per i due terzi, delle emissioni (55%), delle rinnovabili (55%), etc. Il ruolo delle altre aree, specie quella europea, è sempre più marginale. Se, ad esempio, l’Europa non avesse ridotto lo scorso anno di 70 milioni tonnellate le sue emissioni di anidride carbonica, quelle globali sarebbero risultate più elevate di 0,1 punti percentuali. Meglio di niente, se non fosse per le risorse impiegate che allocate nei paesi emergenti avrebbero consentito riduzioni delle emissioni largamente superiori;

(e) ultimo, ma non l’ultimo dato, è l’aumento a due cifre percentuali dei prezzi dei materiali utilizzati nella mobilità elettrica: dal 21% del litio al 30% del cobalto. Che la supposta convenienza delle auto elettriche non ne abbia a risentire è tutto da vedere.

Nonostante un panorama tutt’altro che rassicurante merita comunque prendere atto dei solenni impegni che i leader di tutte le majors petrolifere hanno assunto in Vaticano il 13-14 giugno scorso davanti al Santo Padre durante il secondo ‘Dialogue’ alla Pontifica Accademia della Scienze su “The Energy Transition and Care for Our Common Home”.

Non sappiamo se Bob Dudley, che vi partecipava, abbia riferito su come (non) vanno le cose, ma speriamo che anche in quell’incontro la retorica delle buone intenzioni non abbia prevalso sull’effettiva volontà di attori primari nella scena energetica mondiale a modificare drasticamente il corso delle cose. Cominciando da loro.                 

* Alberto Clò è Direttore Responsabile della Rivista Energia

lunedì 1 luglio 2019

ACI vince con Luceverde la certificazione europea come Best Practice


Il sistema di infomobilità di ACI è stato scelto a Maastricht tra 158 candidature al premio “Best Practice Certificate”. A novembre verrà annunciato il vincitore.

L’ACI, candidato con il Sistema di Infomobilità Luceverde al Premio EPSA 2019 - European Public Sector Award - sul tema “News solutions to complex challenges – a public sector citizen-centric, sustanaible and fit for the future”, è rientrato tra le 40 Amministrazioni Europee che hanno ottenuto il Best Practice Certificate per aver saputo definire e realizzare soluzioni innovative a sfide complesse.

Si tratta di un risultato importante, considerati il numero e la rilevanza dei progetti - ben 158 di cui 81 nella stessa categoria per la quale ha concorso l'ACI (nazionale ed europea) - presentati da 28 differenti Paesi, e si inserisce nell'ambito delle iniziative sviluppate dall'Ente per valorizzare la qualità dei propri servizi.

ACI, oltre alla certificazione, ha raggiunto un ulteriore traguardo: per la prima volta è nella short-list che concorrerà, previa onsite visit da parte di valutatori EPSA, al Premio finale assegnato a Maastricht a novembre 2019.