Assemblea Ania, ecco la fotografia del mondo assicurativo


Anche nel 2018 l’industria assicurativa italiana ha svolto un ruolo centrale nell’economia del nostro Paese. Il mercato italiano è solido, anche sei i risultati del 2018 hanno risentito del forte incremento dello spread sui titoli governativi italiani. E’ lo scenario delineato dalla presidente dell’Ania Maria Bianca Farina, all’assemblea annuale dell’Ania, che compie quest’anno il 75esimo. L’’evento è stato celebrato nei giorni scorsi alla presenza delle più alte cariche dello Stato, i presidenti della Repubblica Sergio Mattarella, del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e del Consiglio Giuseppe Conte. Era presente anche il presidente dell’Ivass, Fabio Panetta. Nel 2018 la raccolta premi complessiva delle imprese italiane si è attestata a 135 miliardi di euro, con un incremento del 3,2% rispetto al 2017. Al risultato hanno contribuito sia il settore vita (102 miliardi, +3,5%), sia i rami danni (33 miliardi, +2,3%). A questi premi si devono aggiungere quelli raccolti dalle imprese europee che operano in Italia, pari a 13 miliardi di euro nel vita e a 5 miliardi nel danni. Gli investimenti delle compagnie hanno superato gli 840 miliardi di euro, pari a quasi il 50% del Pil: i titoli di Stato italiani sfiorano il 40% circa del totale, e rappresentano il 15% dell’intero stock in circolazione. Nel 2018 il settore ha conseguito utili netti per 4 miliardi di euro, il 30% in meno rispetto ai quasi 6 miliardi del 2017; il calo ha essenzialmente riguardato il settore vita, in seguito alle rettifiche di valore contabilizzate sui titoli. “La solidità dell’assicurazione italiana è attestata da indici di solvibilità di assoluta sicurezza, anche nel confronto internazionale”, ha sottolineato Farina, “a fine 2018, infatti, il capitale disponibile era oltre due volte quello richiesto. Lo Stress Test svolto a livello europeo lo scorso anno ha confermato la capacità delle nostre imprese di far fronte a scenari avversi anche molto severi. I risultati del 2018 confermano ancora una volta la fiducia degli italiani verso il risparmio assicurativo, che è arrivato a rappresentare il 17% della ricchezza finanziaria totale delle famiglie italiane”. “La crescita del 3,9% registrata nel 2018 dai rami danni non auto non elimina il sensibile gap di protezione assicurativa che caratterizza il nostro Paese”, ha sottolineato Farina, “rendendolo più fragile e, quindi, meno competitivo nello sviluppo. È essenziale e indifferibile, dunque, mobilitare, come già avviene in ogni Paese sviluppato, tutte le risorse disponibili sia a livello finanziario che di competenze”. Farina ha richiamato le aree in cui il settore assicurativo invoca maggiori spazi e offre le proprie competenze. In primo luogo la previdenza integrativa, “che ha solo bisogno di raggiungere una platea più ampia di cittadini per garantire anche ai giovani condizioni serene nell’età più avanzata”.  E poi la salute, “in modo rendere più efficiente ed equa la spesa sanitaria privata che ha ormai raggiunto i 40 miliardi di euro e si caratterizza per la straordinaria incidenza della componente pagata di tasca propria dai cittadini, che in Italia è pari al 90% del totale, rispetto al 40% in Francia e al 55% in Germania”. Sul fronte delle calamità naturali, che sempre più frequentemente colpiscono il nostro paese, l’Ania propone una partnership pubblico-privata a difesa del territorio in grado di affrontare la strutturale fragilità del nostro territorio. Un’altra area è quella della non autosufficienza, una problematica cui il Paese è sempre più esposto per il crescente numero di anziani. Infine il cyber crime, “un campo in cui le compagnie assicurative rafforzano i presìdi a tutela dei loro sistemi” e sviluppano l’offerta di soluzioni di protezione dai rischi per clienti privati e imprese.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it