74ma CONFERENZA DEL TRAFFICO E DELLA CIRCOLAZIONE

Grazie agli sforzi congiunti tra industria dell’auto e dell’energia, e ai significativi risultati già conseguiti dai veicoli benzina e diesel in fatto di riduzione delle emissioni inquinanti (PM, CO, NOx), l’Italia riuscirà a sfiorare l’obiettivo 2030 – ridurre a 49 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti le emissioni di “gas serra” – in uno scenario tendenziale che non prevede politiche incentivanti.

Il settore automobilistico, infatti, contribuirà per 54,5 Mt di CO2 eq, sforando l’obiettivo solo dell’11 per cento. Per ridurre i 5 milioni di tonnellate di CO2 eq in eccesso, occorrerà, invece, adottare politiche che incentivino la sostituzione dei mezzi di trasporto più vecchi e più inquinanti, sia pubblici che privati, e promuovano il trasporto pubblico e la mobilità condivisa e ciclopedonale.

È questo, in estrema sintesi, quanto emerge da “Per una transizione energetica eco-razionale della mobilità automobilistica”, lo studio realizzato da Fondazione Caracciolo – Centro Studi dell’Automobile Club d’Italia, ENEA e CNR-Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l'Energia e i Trasporti, presentato questa mattina a Roma, in occasione della “74ma Conferenza del Traffico e della Circolazione”, alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

“L’approfondito studio della Fondazione Caracciolo ci consegna un chiaro e reale scenario sul futuro della nostra mobilità – ha dichiarato il Presidente ACI, Ing. Angelo Sticchi Damiani. Grazie alla costante evoluzione delle tecnologie, alla naturale crescita dell’elettrificazione dei veicoli e alle spontanee scelte del mercato, progressivamente e senza forzature, è possibile raggiungere una nuova mobilità sostenibile, che salvaguardi il diritto universale alla mobilità, specie nelle aree metropolitane, e garantisca un significativo miglioramento della qualità dell’aria e la tenuta del forte settore automotive italiano. La transizione eco-razionale della mobilità – ha proseguito Sticchi Damiani – consentirà di raggiungere il contenimento delle emissioni di C02 su livelli prossimi agli obiettivi fissati dall’Europa al 2030. Un’ulteriore auspicabile accelerazione di questo percorso potrà arrivare dal sostegno a rottamare le vecchie auto da Euro 0 a 3, le più inquinanti, con auto più sicure e avanzate, quali, ovviamente, le ultimissime Euro 6d e come anche le recenti e più accessibili Euro 4 e Euro 5.” 

“Ciascun motore e vettore energetico – ha sottolineato Giuseppina Fusco, Presidente della Fondazione Caracciolo – apporterà un contributo importante agli obiettivi di decarbonizzazione nel nostro Paese, in virtù degli investimenti in atto e in programma per i prossimi anni. È necessario, quindi, un quadro regolatorio chiaro e certo che, in ottica di neutralità tecnologica, consenta alle imprese di proseguire nelle strategie di investimento, leva centrale dell’evoluzione energetica dell’automobile, potendo contare su una prospettiva di lungo termine definito. Le scelte di policy – ha concluso la Presidente Fusco - dovranno essere fondate su criteri di eco-razionalità, che coniughino le esigenze ambientali con quelle economiche e sociali, così da conseguire l’obiettivo minimizzando i costi per la collettività”.

Scenario 2030
Secondo lo studio ACI-CNR-ENEA - in uno scenario tendenziale, che non sconti politiche di intervento - nel 2030, le auto termiche rappresenteranno l’82% del parco circolante, le ibride il 10%, le elettriche (BEV e PHEV) quasi il 9%.

Investire promozione TPL e sostituzione mezzi più inquinanti
Efficientamento e promozione di TPL e mobilità condivisa e ciclopedonale, riducono le emissioni climalteranti (fino a 49 Mt di CO2 eq) e migliorano qualità dei trasporti e vivibilità delle città. Una pianificazione eco-razionale della mobilità deve, quindi, prevedere investimenti per l’eliminazione o la sostituzione con usato recente dei quasi 14 milioni di auto ante Euro 4 (il 35% del parco circolante) e per lo svecchiamento dei mezzi pubblici, sostituendo gli autobus Diesel Euro 3 (il 60% del parco autobus nazionale), con modelli elettrici alimentati da energie rinnovabili (ogni sostituzione comporta una riduzione delle esternalità ambientali pari a 24.055 Euro l’anno).

Valutare emissioni durante intero ciclo di vita dei mezzi di trasporto
ACI, CNR ed ENEA sottolineano che - dato che i veicoli non inquinano soltanto nella fase d’uso - le emissioni devono essere valutate durante tutte le fasi del ciclo di vita: produzione, distribuzione, trasporto, uso, dismissione e riuso. Nella fase di produzione, ad esempio, le auto elettriche emettono l’82% in più di CO2 di quelle termiche, per recuperare nella fase d’esercizio, arrivando a “pareggio emissivo” dopo circa 45.000 km. Con l’aumento delle percorrenze, però, aumentano i vantaggi emissivi dell’auto elettrica: a 150.000 km l’auto elettrica produce emissioni di CO2 inferiori di almeno il 20% di un’autovettura termica.
A proposito di auto elettriche, lo studio invita a considerare il fatto che con la diffusione dell’auto elettrica e con i minori consumi legati al progresso dei motori, si ridurranno le entrate fiscali derivanti dalle accise sui carburanti che nel 2018 hanno generato - per le sole autovetture - entrate pari a 18,474 miliardi.
Non va, inoltre, sottovalutato il rilevante contributo che anche i veicoli ibridi, a metano e GPL potranno offrire al raggiungimento dei target ambientali. Un veicolo a metano, ad esempio, presenta oggi emissioni inferiori a 95 g CO2/km: un valore già in linea con gli obiettivi europei.

Evitare che transizione all’elettrico penalizzi fasce sociali meno abbienti 
ACI, CNR ed ENEA, infine, invitano a scongiurare il paradosso di una transizione all’elettrico che gravi sulle spalle delle fasce sociali meno abbienti. In alcune regioni, grazie agli incentivi per l’acquisto di un’automobile elettrica, si può arrivare ad un risparmio di 16.000 euro, anche per modelli di alta gamma, che rimangono tuttavia, fuori dalla portata di un’ampia fascia della popolazione.
Inoltre, nonostante i moderni veicoli euro 6 abbiano ridotto sensibilmente le emissioni, nonché migliorato gli standard di sicurezza (un veicolo di recente immatricolazione ha quasi il 50% di probabilità in meno di essere coinvolto in un incidente stradale grave), nelle regioni con PIL pro-capite più basso, solo un veicolo su 10 è di classe Euro 6.

RcAuto, ecco il polso della situazione secondo l'Ivass

Continua a diminuire il peso del settore auto sul totale della raccolta danni, soprattutto a causa della sostanziale stabilità della rc auto. E’ lo scenario che emerge dal Bollettino Statistico dell’Ivass sull’attività assicurativa nel comparto auto fra il 2013 e il 2018.

In base all’indagine, nel 2018 i premi contabilizzati complessivamente nel comparto si sono attestati a 16,219 miliardi di euro, il 49% dei rami danni, quota in continuo calo negli ultimi anni (era il 49,6% nel 2017 e il 55,5% nel 2013).

Per quanto riguarda la rc auto, nel 2018 i premi contabilizzati dalle 42 imprese del settore sono stati pari a 13, 252 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Hanno registrato quidi un’interruzione di tendenza dopo sei anni consecutivi in flessione (i premi del 2018 sono infatti i quattro quinti di quelli del 2013). Nel 2018 la quota della rc auto sul totale dei rami danni è continuata a scendere, attestandosi al 40% rispetto al 48,3% nel 2013. Gli autoveicoli assicurati nel 2018 sono stati 39,3 milioni, l’1,7% in più nel confronto con il 2013.

I sinistri hanno segnato un calo: quelli denunciati con seguito nel 2018 sono stati 2.134.481, –1,3% nel confronto con il 2013. La frequenza sinistri complessiva rispetto ai veicoli assicurati è stata del 5,94% nel 2018, in diminuzione rispetto al 6,12% del 2017.

Nel 2018 il premio medio per polizza al netto di oneri fiscali e parafiscali si è attestato a 337 euro (–1,7% rispetto all’anno precedente e –21,6% rispetto al 2013, tenuto conto dell’inflazione), ma la riduzione risulta più contenuta rispetto a quella registrata nei quattro anni precedenti.
Il costo medio per sinistro è stato di 2.566 euro, in aumento (a prezzi costanti 2018) del +4,4% rispetto al 2013. Per effetto della lieve riduzione della raccolta e del contenuto aumento degli oneri complessivi per sinistri, si è registrato un leggero aumento del rapporto fra sinistri e premi (dal 75,9% del 2017 al 76,1% del 2018).

Il saldo tecnico è pari a 180 milioni di euro; includendo le componenti economiche derivanti dai rendimenti finanziari e dalle cessioni in riassicurazione, l’utile del ramo è pari a 459 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 696 milioni di euro del 2017 (–34,1%). Se si escludono le componenti finanziarie, di riassicurazione e altre voci residuali, il margine tecnico atteso per polizza emessa nel 2018 è pari a 1 euro: ritorna in positivo, dopo i –4 euro del 2017 e i –2 euro del 2016, ma su un livello nettamente inferiore rispetto ai 50 euro del 2013 (a prezzi costanti 2018).

Nel ramo corpi di veicoli terrestri,  i premi raccolti nel 2018 da parte delle 47 imprese del settore, hanno raggiunto 2,967 miliardi di euro (9% sul totale del comparto danni e in crescita del +5,9% rispetto al 2017). Si conferma il trend positivo iniziato nel 2015, dopo una riduzione della raccolta di quasi il 30% registrata fra il 2008 e il 2014. Il numero di veicoli assicurati nel 2018 è pari a 19,7 milioni, +14,5% rispetto al 2013. Al netto degli oneri fiscali e parafiscali, il premio medio nel 2018 è stato pari a 150 euro, lo stesso valore del 2017.

I sinistri sono stati 1.132.568, in aumento  del 5% rispetto al 2017 e allineati al livello del 2013. La frequenza rispetto ai veicoli assicurati è stata pari al 5,74%, stabile rispetto al 2017. Per ogni sinistro sono stati pagati in media 1.401 euro (con un incremento del +1,7% rispetto al 2013, a prezzi costanti 2018).

Nel 2018 il saldo tecnico è stato pari a 228 milioni di euro; tenuto conto delle componenti economiche derivanti dai rendimenti finanziari e dalle cessioni in riassicurazione, l’utile del ramo si è attestato a 219 milioni di euro, in crescita  del 16,1% rispetto al 2017. Il risultato tecnico netto per polizza è stato pari a 11 euro (10 euro nel 2017), sugli stessi livelli del 2013.

Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it



Settore auto, sempre meno strategico per il comparto assicurativo

Continua a diminuire il peso del settore auto sul totale della raccolta danni, soprattutto a causa della sostanziale stabilità della rc auto. E’ lo scenario che emerge dal Bollettino Statistico dell’Ivass sull’attività assicurativa nel comparto auto fra il 2013 e il 2018.

In base all’indagine, nel 2018 i premi contabilizzati complessivamente nel comparto si sono attestati a 16,219 miliardi di euro, il 49% dei rami danni, quota in continuo calo negli ultimi anni (era il 49,6% nel 2017 e il 55,5% nel 2013).

Per quanto riguarda la rc auto, nel 2018 i premi contabilizzati dalle 42 imprese del settore sono stati pari a 13, 252 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Hanno registrato quidi un’interruzione di tendenza dopo sei anni consecutivi in flessione (i premi del 2018 sono infatti i quattro quinti di quelli del 2013). Nel 2018 la quota della rc auto sul totale dei rami danni è continuata a scendere, attestandosi al 40% rispetto al 48,3% nel 2013. Gli autoveicoli assicurati nel 2018 sono stati 39,3 milioni, l’1,7% in più nel confronto con il 2013.

I sinistri hanno segnato un calo: quelli denunciati con seguito nel 2018 sono stati 2.134.481, –1,3% nel confronto con il 2013. La frequenza sinistri complessiva rispetto ai veicoli assicurati è stata del 5,94% nel 2018, in diminuzione rispetto al 6,12% del 2017.

Nel 2018 il premio medio per polizza al netto di oneri fiscali e parafiscali si è attestato a 337 euro (–1,7% rispetto all’anno precedente e –21,6% rispetto al 2013, tenuto conto dell’inflazione), ma la riduzione risulta più contenuta rispetto a quella registrata nei quattro anni precedenti.
Il costo medio per sinistro è stato di 2.566 euro, in aumento (a prezzi costanti 2018) del +4,4% rispetto al 2013. Per effetto della lieve riduzione della raccolta e del contenuto aumento degli oneri complessivi per sinistri, si è registrato un leggero aumento del rapporto fra sinistri e premi (dal 75,9% del 2017 al 76,1% del 2018).

Il saldo tecnico è pari a 180 milioni di euro; includendo le componenti economiche derivanti dai rendimenti finanziari e dalle cessioni in riassicurazione, l’utile del ramo è pari a 459 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 696 milioni di euro del 2017 (–34,1%). Se si escludono le componenti finanziarie, di riassicurazione e altre voci residuali, il margine tecnico atteso per polizza emessa nel 2018 è pari a 1 euro: ritorna in positivo, dopo i –4 euro del 2017 e i –2 euro del 2016, ma su un livello nettamente inferiore rispetto ai 50 euro del 2013 (a prezzi costanti 2018).
Nel ramo corpi di veicoli terrestri,  i premi raccolti nel 2018 da parte delle 47 imprese del settore, hanno raggiunto 2,967 miliardi di euro (9% sul totale del comparto danni e in crescita del +5,9% rispetto al 2017). Si conferma il trend positivo iniziato nel 2015, dopo una riduzione della raccolta di quasi il 30% registrata fra il 2008 e il 2014. Il numero di veicoli assicurati nel 2018 è pari a 19,7 milioni, +14,5% rispetto al 2013. Al netto degli oneri fiscali e parafiscali, il premio medio nel 2018 è stato pari a 150 euro, lo stesso valore del 2017.

I sinistri sono stati 1.132.568, in aumento  del 5% rispetto al 2017 e allineati al livello del 2013. La frequenza rispetto ai veicoli assicurati è stata pari al 5,74%, stabile rispetto al 2017. Per ogni sinistro sono stati pagati in media 1.401 euro (con un incremento del +1,7% rispetto al 2013, a prezzi costanti 2018).

Nel 2018 il saldo tecnico è stato pari a 228 milioni di euro; tenuto conto delle componenti economiche derivanti dai rendimenti finanziari e dalle cessioni in riassicurazione, l’utile del ramo si è attestato a 219 milioni di euro, in crescita  del 16,1% rispetto al 2017. Il risultato tecnico netto per polizza è stato pari a 11 euro (10 euro nel 2017), sugli stessi livelli del 2013.
Roberto Bagnoli
www.iomiassicuro.it

















Ricchissimo il weekend di ACI Storico a Milano Autoclassica

La postazione di ACI Storico in occasione di Milano Autoclassica, il Salone dell’Auto Classica e Sportiva, sarà di centrale importanza costituendo il cuore della fiera con un ricchissimo programma di eventi.

Saranno infatti numerosi gli incontri ospitati nell’area dedicata del padiglione 18 di Fiera Milano Rho, a partire da venerdì 22 novembre, con il Red Campus Formula Innovazione, a cura dei Musei Ferrari di Maranello e Modena. Seguirà poi la presentazione del Rallye Montecarlo Storico, a cura dell’Automobile Club Milano, quindi saranno presentati i servizi offerti da ACI Global Servizi e Sara Assicurazioni, di particolare interesse per i soci ACI Storico con l’esclusiva tariffa dedicata alle vetture d’epoca “Sara Vintage”. 

Sabato 23 gli incontri proseguiranno con il dibattito sulle auto storiche nella città di Milano, nel quale interverranno il Presidente dell’AC Milano Geronimo La Russa e il Presidente CMAE e consigliere Asi Marco Galassi. Nel pomeriggio, Giancarlo Minardi e Antonio Turitto terranno il convegno “ACI Storico Festival – Historic Minardi Days: la storia torna in pista”, per raccontare le realtà che, per la gioia degli appassionati, rinvigoriscono la cultura dell’heritage automobilistico con eventi sempre più coinvolgenti. A concludere la giornata sarà presentata poi la Coppa Milano-Sanremo, che costituirà il round di apertura del Campionato Italiano Grandi Eventi 2020.

Domenica 24 sarà l’ultimo giorno di Milano Autoclassica, che si concluderà con altri incontri di alto valore culturale, tra cui quello tenuto da Nada Editore per la celebrazione dei 90 anni della Scuderia Ferrari attraverso le parole dei maggiori giornalisti milanesi.

Saranno inoltre tenute presso lo spazio di ACI Storico le premiazioni del raduno Ruoteclassiche e Youngtimer, oltre a presentazioni di video e prodotti editoriali come “AutoItaliana”, lo storico bookazine che, in occasione del centenario, tornerà in edicola a 50 anni dall’ultima uscita.
In allegato il programma completo.



SICUREZZA STRADALE, BIKERX AL FIANCO DI POLIZIA STRADALE E INAIL CON IL PROGETTO “STRADE SICURE”

BikerX, la scuola motociclistica di guida sicura nata per far avvicinare donne e giovani al mondo delle due ruote, sarà partner del progetto nazionale “Strade Sicure”, organizzato con lo scopo di fare prevenzione sui sempre più frequenti infortuni sul lavoro e in itinere, connessi all’utilizzo dei veicoli a motore.

Favorire azioni di prevenzione finalizzate alla riduzione degli infortuni sul lavoro nonché in itinere, connessi all’utilizzo dei veicoli a motore e diffondere la cultura della sicurezza sulle due e quattro ruote, agendo sulla consapevolezza del rischio strada. Sono questi gli obiettivi del progetto nazionale “Strade Sicure”, in attuazione ad un Protocollo Nazionale ed un Accordo Regionale, organizzato dall’INAIL - Direzione Territoriale di Bergamo, dal Dipartimento Polizia Stradale di Bergamo e dal Centro Commerciale Orio Center, a cui prenderà parte anche BikerX (bikerx.it), la scuola di guida sicura nata nei primi mesi dell’anno per far avvicinare le donne e i giovani al mondo delle due ruote.

“Essere motociclista significa comprendere i propri limiti e le proprie attitudini, esercitarsi col proprio mezzo in modo adeguato tramite una formazione qualificata, oltre a prestare particolare attenzione alla sicurezza stradale, all’aggiornamento normativo, indossare abbigliamento tecnico di protezione certificato ed effettuare costanti controlli e manutenzione alla propria moto – ha spiegato Eliana Macrì, presidente di BikerX – Per questo motivo abbiamo deciso di appoggiare in prima persona il progetto “Strade Sicure”, fortemente in linea con gli obiettivi della nostra scuola, che si avvale di istruttori federati con FMI altamente qualificati e che fa della sicurezza e della formazione i suoi punti cardine. Saremo presenti all’evento di lancio di quest’importante iniziativa con un area esterna dedicata alla pratica motociclistica con mini sessioni di guida sicura e con uno stand informativo per divulgare tutti i dettagli sui nostri corsi dedicati a neofiti, principianti ed esperti. Riteniamo che fare prevenzione e diffondere la cultura della sicurezza sulle due e quattro ruote sia fondamentale per ridurre gli infortuni, purtroppo sempre più in aumento in Italia”.


ACI E AGENZIA PER LA COESIONE TERRITORIALE INSIEME PER IL TURISMO E L’AUTOMOTIVE

L'Automobile Club d'Italia e l'Agenzia per la Coesione Territoriale hanno firmato a Roma un protocollo d'intesa che impegna le parti fino al 31 dicembre 2022 nella collaborazione a favore del turismo e dell'automotive.

Siglato dal Direttore Generale pro-tempore ACT, Antonio Caponetto, e dal Presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani, alla presenza del Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia, Gerardo Capozza, l’accordo getta le basi per la futura individuazione di nuovi e più specifici ambiti di collaborazione.

L’intesa si concentra su progetti finanziabili, incardinati sul turismo e l'automotive, in grado di stimolare la crescita economica, culturale e sociale del territorio, prevedendo inoltre l'adesione di ACI ad iniziative europee in linea con i suoi ambiti istituzionali.

Attraverso la propria "Struttura progetti comunitari per automotive e turismo", istituita nel febbraio del 2019 con sede a Bruxelles, l’Automobile Club d’Italia è delegata all'attuazione del protocollo con ACT, che si integra con quanto già stipulato tra ACI ed Enit lo scorso luglio per il potenziamento delle strategie promozionali delle risorse turistiche italiane e la valorizzazione degli eventi sportivi automobilistici e del motorismo storico.

Aci, ecco la mappa degli incidenti stradali

76 incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane.

Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, lo studio, realizzato dall’ACI, che analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese.

In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci - autocarro (anche leggero), autotreno o autoarticolato -sono coinvolti nel 31% degli incidenti.

Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche.
Giugno e Luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale).

Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno).

Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza - 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km.

Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).

GLI UTENTI VULNERABILI
Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e “dueruotisti” il 34,8%.

DUE RUOTE
I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali.
L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto.

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina.


CHI MIGLIORA
Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d'Orta, SS 513 di Val d'Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).

Lo studio dell’ACI, consultabile sul portale www.lis.aci.it, comprende due sezioni distinte, una relativa ai dati generali di incidentalità e l’altra specifica sulla localizzazione degli incidenti stradali avvenuti sulla rete viaria principale.

La sezione dedicata alla localizzazione contiene la statistica degli incidenti per ciascun chilometro di strada analizzato, con dettagli relativi alle conseguenze alle persone, tipologia di incidente, mese, ora, giorno settimana, particolari categorie di veicoli coinvolti, caratteristica del luogo di accadimento.

Completano l’analisi le mappe di incidentalità: numero di incidenti per chilometro su ciascuna strada con dati dell’anno di riferimento, numero di incidenti mortali per chilometro per ciascuna strada con dati dell’ultimo triennio, oltre alla geolocalizzazione degli incidenti.

Officine di riparazione, ecco la foto del settore



469 autovetture per ogni officina di autoriparazione. È questo nel nostro Paese il numero medio di autovetture disponibili per ogni officina di autoriparazione (carrozzerie, elettrauto, gommisti, meccanici, officine dei concessionari auto) presente sul territorio nazionale. Questo dato, che si riferisce all’anno 2018, è il più recente a disposizione per quantificare la densità della rete autoriparativa in Italia ed è tratto dall’edizione 2019 del libro “L’autoriparazione ed i suoi protagonisti” edito dall’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.

Come emerge dalla tabella, in Italia nel 2018 c’erano 83.231 officine di autoriparazione a fronte di un parco circolante che era di oltre 39 milioni di autovetture, con un rapporto, come detto in apertura, di 469 autovetture per ogni officina. Secondo l’Osservatorio Autopromotec, il rapporto autovetture per officina è complessivamente adeguato, considerato che l’Italia è uno dei paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione.

La capillarità sul territorio è certamente uno dei punti di forza della rete nazionale di autoriparazione, rete che oltre a crescere anno dopo anno in volume sta diventando sempre più tecnologica. Le officine e il mondo dei servizi di autoriparazione si stanno infatti adeguando a una mobilità sempre più connessa e digitalizzata, anche per far fronte alla costante evoluzione tecnologica delle autovetture (in termini di sicurezza, di comfort di bordo, di contenimento dei consumi e degli impatti ambientali).

Tornando alla tabella, l’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec evidenzia poi anche i singoli profili regionali della rete nazionale di autoriparazione. È la Valle d’Aosta, con 1.107 autovetture per ogni officina di autoriparazione, a guidare la graduatoria delle regioni italiane, seguita a stretto giro dal Trentino Alto Adige (1.003). Seguono poi, nell’ordine, tutte sopra la media nazionale, il Friuli Venezia Giulia (585 autovetture), la Toscana (551), il Veneto (531), la Lombardia (518), l’Emilia Romagna (507) e l’Umbria (494). Poco sotto la media nazionale si posizionano invece le Marche (456), la Campania (454), il Lazio (448), il Piemonte (432), la Liguria (427) e la Sicilia (424). Chiudono la graduatoria, sotto la quota di 400 autovetture disponibili per officina, una serie di regioni centro-meridionali: Abruzzo (398), Sardegna (391), Puglia (383), Molise e Calabria (ex aequo con 368) e, all’ultimo posto, Basilicata (337).

Sara Assicurazioni – Andamento della gestione al 30 settembre 2019.

Il Consiglio di Amministrazione  di Sara Assicurazioni S.p.A., riunitosi il 14 novembre 2019,  ha esaminato le situazioni economiche pro forma al 30 settembre 2019 delle società del Gruppo Sara Assicurazioni, funzionali alla redazione della reportistica Solvency II.

La situazione di Sara Assicurazioni evidenzia premi lordi contabilizzati, al lordo delle cessioni in riassicurazione, di 440,4 milioni di Euro, in aumento del 3,3% rispetto al dato al 30 settembre 2018, e dell’1,4% rispetto alle previsioni.
Il risultato netto al 30 settembre 2019 è pari a 39,3 milioni di Euro, ed è superiore sia rispetto a quello del 30 settembre 2018, sia rispetto alle previsioni.
Il ratio di Solvibilità Solvency II di Sara Assicurazioni al 30 settembre 2019 risulta pari al 266%.

La controllata Sara Vita ha registrato al 30 settembre 2019  premi per 69,2 milioni di Euro, in aumento  del 2,8% rispetto ai primi nove mesi del 2018 e rileva un risultato netto molto positivo pari a 4,9 milioni di Euro, (-1,6 milioni di Euro al 30/09/2018).
Il ratio di solvibilità Solvency II di Sara Vita al 30 settembre 2019 è pari al 164%.

“Risultati molto positivi”, commenta il direttore generale Alberto Tosti, “che confermano la qualità del portafoglio e della nuova raccolta e che ci consentono di proseguire con decisione le attività connesse al progetto di trasformazione digitale, oggi nella fase dedicata al cliente, dopo il lavoro fatto sull’infrastruttura informatica.”

In Italia 469 autovetture per ogni officina di autoriparazione



469 autovetture per ogni officina di autoriparazione. È questo nel nostro Paese il numero medio di autovetture disponibili per ogni officina di autoriparazione (carrozzerie, elettrauto, gommisti, meccanici, officine dei concessionari auto) presente sul territorio nazionale. Questo dato, che si riferisce all’anno 2018, è il più recente a disposizione per quantificare la densità della rete autoriparativa in Italia ed è tratto dall’edizione 2019 del libro “L’autoriparazione ed i suoi protagonisti” edito dall’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.

Come emerge dalla tabella, in Italia nel 2018 c’erano 83.231 officine di autoriparazione a fronte di un parco circolante che era di oltre 39 milioni di autovetture, con un rapporto, come detto in apertura, di 469 autovetture per ogni officina. Secondo l’Osservatorio Autopromotec, il rapporto autovetture per officina è complessivamente adeguato, considerato che l’Italia è uno dei paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione.

La capillarità sul territorio è certamente uno dei punti di forza della rete nazionale di autoriparazione, rete che oltre a crescere anno dopo anno in volume sta diventando sempre più tecnologica. Le officine e il mondo dei servizi di autoriparazione si stanno infatti adeguando a una mobilità sempre più connessa e digitalizzata, anche per far fronte alla costante evoluzione tecnologica delle autovetture (in termini di sicurezza, di comfort di bordo, di contenimento dei consumi e degli impatti ambientali).

Tornando alla tabella, l’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec evidenzia poi anche i singoli profili regionali della rete nazionale di autoriparazione. È la Valle d’Aosta, con 1.107 autovetture per ogni officina di autoriparazione, a guidare la graduatoria delle regioni italiane, seguita a stretto giro dal Trentino Alto Adige (1.003). Seguono poi, nell’ordine, tutte sopra la media nazionale, il Friuli Venezia Giulia (585 autovetture), la Toscana (551), il Veneto (531), la Lombardia (518), l’Emilia Romagna (507) e l’Umbria (494). Poco sotto la media nazionale si posizionano invece le Marche (456), la Campania (454), il Lazio (448), il Piemonte (432), la Liguria (427) e la Sicilia (424). Chiudono la graduatoria, sotto la quota di 400 autovetture disponibili per officina, una serie di regioni centro-meridionali: Abruzzo (398), Sardegna (391), Puglia (383), Molise e Calabria (ex aequo con 368) e, all’ultimo posto, Basilicata (337).

Tosti: "Ecco le smart cities che ci attendono" - Video

Intelligenza artificiale, potenza elaborativa e dati eterogenei: sono questi gli elementi necessari per predire il futuro in ambito assicurativo nelle smart cities che ci attendono", spiega Alberto Tosti, Direttore Generale Sara assicurazioni.

Aci Milano: "Soddisfatti per il servizio “Move – In” anche nell’Area B"


 “Una decisione che avevamo chiesto a gran voce e oggi possiamo dirci soddisfatti”, queste le parole pronunciate dal presidente dell’Automobile Club Milano Geronimo La Russa all’annuncio dell’accordo fra Regione Lombardia e Comune di Milano per l’estensione del servizio “Move – In” anche nell’Area B.

“Siamo attenti alla salvaguardia dell’ambiente e al miglioramento della qualità dell’aria, ma eravamo molto preoccupati che venisse minacciato il diritto alla mobilità di chi effettua un numero limitato di chilometri all’anno e non ha le possibilità economiche per sostituire il proprio mezzo inquinante in tempi brevi. Questa intesa va nella giusta direzione. Ora auspichiamo un’ulteriore misura di carattere sociale: incentivi per l’acquisto di nuovi mezzi che impattino meno sull’ambiente”, ha concluso La Russa.

Aci: "Male a ottobre i passaggi di proprietà delle auto"


Segno meno a ottobre per il mercato dell'usato delle quattro ruote rispetto allo stesso mese del 2018. I passaggi di proprietà delle autovetture, depurati dalle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno archiviato ad ottobre una variazione mensile negativa dell'1,5%. Per ogni 100 auto nuove ne sono state vendute 192 usate nel mese di ottobre e 158 nei primi dieci mesi dell’anno.

A fronte di un consistente calo delle prime iscrizioni di autovetture diesel (-14,9%), ad ottobre si registra una lieve diminuzione (0,4%), dei passaggi di proprietà di quelle alimentate a gasolio, che hanno incrementato di mezzo punto percentuale la propria quota sul totale (dal 48,4% di ottobre 2018 al 48,9% dello stesso mese del 2019).

Bene, viceversa, il bilancio dei passaggi di proprietà delle due ruote, che, al netto delle minivolture, ad ottobre hanno registrato una variazione mensile positiva dell'1,3%.

Nei primi dieci mesi dell'anno sono state rilevate, complessivamente, crescite dello 0,9% per le autovetture e dello 0,5% per tutti i veicoli, contro una flessione dello 0,2% per i motocicli.

I dati sono riportati nell'ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l'analisi statistica realizzata dall'Automobile Club d'Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Minima diminuzione ad ottobre delle radiazioni di autovetture che hanno messo a segno un calo mensile dello 0,1%. Il tasso unitario di sostituzione ad ottobre è stato pari a 0,88 (ogni 100 autovetture iscritte ne sono state radiate 88) ed a 0,78 nei primi dieci mesi dell’anno. In discesa anche le radiazioni di motocicli con un decremento mensile del 4,3%.

Nel periodo gennaio-ottobre 2019 le radiazioni hanno archiviato crescite complessive del 2,7% per le autovetture e del 2,1% per tutti i veicoli, a fronte di una flessione del 6,2% per i motocicli.

L'auto del futuro è servita


LG Electronics (LG) e Qualcomm Technologies Inc., filiale di Qualcomm Incorporated, annunciano l’intenzione di collaborare per sviluppare ulteriormente webOS Auto, il sistema operativo di LG per l’infotainment automotive. Valorizzando i punti di forza combinati di webOS Auto e Qualcomm® Snapdragon™ Automotive Development Platform (ADP), le aziende puntano a offrire un’esperienza in auto smart, ottimizzata e più confortevole per guidatori e passeggeri.

WebOS Auto di LG è una piattaforma basata su Linux che sfrutta l'esperienza di LG nell'infotainment dei veicoli per la prossima generazione di automobili connesse. LG ha recentemente annunciato webOS Open Source Edition 2.0, che permetterà agli sviluppatori di sperimentare alcune funzionalità innovative che saranno incorporate in webOS Auto. Il codice open source e i relativi strumenti e guide sono disponibili per il download all'indirizzo http://webosose.org.

La piattaforma Snapdragon ADP è dotata di tecnologie di infotainment innovative e supportate da Intelligenza Artificiale (AI), con grafica avanzata adatta a configurazioni di display multipli ad alta risoluzione e per lo streaming di contenuti multimediali ultra HD. Snapdragon ADP è stato progettato per fornire un ambiente combinato hardware e software adatto a un rapido sviluppo di piattaforme ad alte prestazioni e ad alta efficienza energetica, includendo display per l'intrattenimento dei passeggeri che siedono sui sedili anteriori e posteriori (rear-seat entertainment RSE).

Oltre a sviluppare e commercializzare un webOS Auto più avanzato, LG e Qualcomm collaboreranno per creare una reference platform che LG presenterà il prossimo gennaio nell’ambito del CES 2020.

"Siamo molto soddisfatti della collaborazione con Qualcomm, perché consente di espandere l'ecosistema della piattaforma webOS Auto e, con le ultime soluzioni presentate e le reti 5G, permette ai consumatori di fare esperienza, in auto, dello stesso livello di intrattenimento cui possono accedere a casa", ha dichiarato I.P. Park, president and CTO di LG Electronics. "Insieme, webOS e Snapdragon ADP forniranno una piattaforma hardware e software completa e ad alte prestazioni per i futuri sistemi di infotainment dei veicoli".

"Il lavoro tra LG e Qualcomm Technologies si basa su una collaborazione consolidata e di successo che ha consentito di sviluppare un software automotive di ultima generazione", ha affermato Jim Cathey, senior vice president and president of global business operations, Qualcomm Technolo-gies, Inc. "Siamo certi che la combinazione delle nostre esperienze ed expertise nello sviluppo di tecnologie per l’automotive consentirà di fornire la migliore esperienza di bordo di nuova generazione che i consumatori cercano".


Le guide della Sara: come comportarsi in caso di incidente con un veicolo immatricolato all'estero?


Se l'incidente è avvenuto in Italia, occorre inviare la richiesta di risarcimento all'UCI - Ufficio Centrale Italiano - Corso Sempione, 39 - 20145 Milano (tel: 02.349681 - fax: 02.34968230) che provvede a comunicare i riferimenti della società incaricata di liquidare il danno.

La richiesta di risarcimento dei danni subiti deve essere inoltrata dal Contraente/Assicurato o dagli aventi diritto direttamente a mezzo lettera raccomandata A.R. Se l'incidente è avvenuto all'Estero, occorre rivolgersi alla Consap - Centro di Informazione Italiano (mail: richieste.centro@consap.it - fax: 06.85796270) per richiedere il nome del Mandatario in Italia nominato dalla Compagnia straniera, cui rivolgere le richieste, oppure inviare direttamente le richieste di risarcimento alla Compagnia straniera. Per ulteriori informazioni sulle due fattispecie sopra descritte, si consiglia di visitare i siti dell'UCI (www.ucimi.it) e della CONSAP (www.consap.it).

Toyota sensibilizza i propri dipendenti sui temi di salute e sicurezza attraverso la campagna globale “Safety Month”


Ottobre è stato il mese nel quale Toyota a livello globale ha sensibilizzato i propri dipendenti sui temi di salute e sicurezza. Lo ha fatto con la campagna “Safety Month”, attraverso la quale questi valori sono stati condivisi e incoraggiati, nonostante le attività interne di sensibilizzazione si susseguano per tutto l’anno. L’attenzione alla sicurezza è infatti un elemento fondamentale per le aziende del gruppo Toyota, non solo per quel che riguarda le proprie vetture, ma anche nei confronti dei propri dipendenti.

“Toyota attribuisce importanza primaria alle persone. Pertanto, oltre a migliorare continuamente i processi di sviluppo delle risorse umane, investe molto sui temi della salute e della sicurezza dei propri dipendenti. Per questo da diversi anni promuove la campagna “Safety Month” – ha dichiarato Mauro Caruccio, Amministratore Delegato di Toyota Motor Italia. A testimonianza del proprio impegno nel miglioramento continuo nella gestione delle proprie persone e dell’ambiente di lavoro, Toyota ha visto riconosciute anche quest’anno le certificazioni unificate ISO (Ambiente, Qualità e Sicurezza) - passando al nuovo e più sfidante standard ISO 45001 sulla Sicurezza – e, per il quarto anno consecutivo, la certificazione Top Employer 2019”.

Durante il Safety Month Toyota concentra tutte le attività di formazione e informazione sulla sicurezza e conferma l’attitudine di Toyota a considerare i propri dipendenti come gli ambasciatori dei valori aziendali. Tante le attività promosse questo mese rivolte ai dipendenti: dal controllo gratuito di sicurezza della propria vettura, ai workshop formativi per approfondire il funzionamento dei sistemi di sicurezza ADAS presenti a bordo delle vetture Toyota e Lexus, e altre iniziative legate al tema della salute e in particolare alla promozione di sane abitudini alimentari e di stile di vita.

Il Centro Distribuzione Ricambi di Toyota Motor Italia rappresenta un ottimo esempio di attenzione verso la sicurezza sul luogo di lavoro e di miglioramento continuo degli standard, inclusi quelli relativi alla sicurezza, che viene considerata la priorità numero uno. Questo si traduce nella massima attenzione alla prevenzione degli incidenti, attuata attraverso l’applicazione di rigorose regole di camminamento e di separazione uomo – macchina e l’utilizzo del "Safety Patrol" (strumento di analisi effettuata sul posto durante le attività lavorative) per valutare potenziali rischi di incidente ed errati movimenti ergonomici effettuati dagli operatori, oltre che attraverso lo svolgimento di briefing quotidiani sulle regole fondamentali di movimentazione dei carichi ed ergonomia. Il miglioramento continuo (Kaizen) viene realizzato grazie alle idee e ai feedback di tutti gli operatori, oltre che attraverso un processo europeo di condivisione delle informazioni relative ai cosiddetti "mancati incidenti" avvenuti in tutti i depositi europei e delle relative contromisure. Infine, presupposto fondamentale per la realizzazione del Kaizen è la condivisione delle best practices: questo avviene, per esempio, attraverso la creazione di video tutorial sui principali possibili rischi in magazzino e all’invio giornaliero alla Rete delle Concessionarie Toyota e Lexus di informazioni e suggerimenti utili alla sicurezza delle persone.

Roma ha deciso di mettersi in prima fila nel promuovere una mobilità sicura, sostenibile ed accessibile

Costruire percorsi di sensibilizzazione riguardo l'educazione stradale, garantendo un capillare coinvolgimento delle scuole, in occasione del 17 novembre, ‘Giornata Mondiale dello Studente’, e in corrispondenza dell'E-Prix di Roma 2020, che si svolgerà il prossimo 4 aprile. Azioni che devono inserirsi in un quadro complessivo in cui istituzioni e stakeholders si impegnino, tramite specifiche sinergie, a promuovere la sicurezza stradale in tutti gli ambiti della società.

Sono i principali obiettivi fissati nel corso di un incontro tra il Presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) e Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale Jean Todt, il Presidente dell'Automobile Club d'Italia (ACI) Angelo Sticchi Damiani e la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi.

In particolare tra i principali vettori per sviluppare una mobilità sostenibile e accessibile sono stati individuati l'utilizzo dei trasporti elettrici e la realizzazione di reti ciclabili sempre più articolate e sicure. Ma una crescita su scala sia globale che locale della sicurezza in strada non può prescindere da un rafforzamento del profilo informativo ed educativo. E’ stato quindi condiviso un impegno a puntare con forza su campagne comunicative mirate ai diversi target e bacini di utenza.

E’ infatti fondamentale sensibilizzare i cittadini riguardo l’utilizzo delle cinture di sicurezza, sia sui sedili anteriori che posteriori, sul casco in bicicletta e sui motoveicoli, sul rispetto dei limiti di velocità, sui danni prodotti dalle sostanze alcoliche e psicotrope.

Tutti strumenti e interventi che, messi a sistema, devono procedere verso una rapida ed esponenziale riduzione delle vittime della strada.

“Pedoni, ciclisti e motociclisti sono tra i soggetti più vulnerabili e rappresentano l’80% dei morti nelle più popolate città europee. Proprio per questo motivo, il tema della sicurezza stradale nelle aree urbane dovrà essere prioritario nei prossimi anni. E’ incoraggiante vedere che la Città di Roma ha deciso di mettersi in prima fila nel promuovere una mobilità sicura, sostenibile ed accessibile”, commenta il Presidente FIA e Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale, Jean Todt.

“La sicurezza stradale - dichiara il Presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani - è un valore assoluto, per gli elevatissimi costi morali e sociali, ma anche per evitare che la generazione giovane – la più colpita in assoluto – venga falcidiata sulle strade. Per questo, sento di dover dire un grandissimo grazie a Jean Todt, per l’intuizione di questi FIA Motorsport Games. Attraverso questa prima, spettacolare, olimpiade dell’automobilismo, infatti, siamo riusciti a riportare, ancora una volta, l'attenzione dell'opinione pubblica su un tema delicatissimo e importantissimo come la sicurezza: infinitamente più elevata in pista rispetto a quanto non sia, purtroppo, sulle nostre strade. Mi fa piacere che la Sindaca Virginia Raggi, intenda lavorare per trasformare Roma in una delle capitali mondiali della sicurezza stradale. È un obiettivo ambizioso, è vero, ma rappresenta una priorità assoluta. Per raggiungerlo l’ACI metterà a disposizione di Roma e dei romani know-how, esperienza, passione, determinazione, e ogni energia e risorsa disponibile, a partire da una sempre più forte sensibilizzazione sulla centralità dei corsi di guida sicura. Da sempre il nostro primo obiettivo è “zero morti sulle strade” e ogni iniziativa che possa aiutarci a perseguirlo è preziosissima”.

“Roma vuole porsi come capofila a livello internazionale in materia di sicurezza stradale. Coniugare il rispetto delle regole e una mobilità sempre più sostenibile deve rappresentare obiettivo primario per tutti i livelli istituzionali. Si tratta di temi in cima alla nostra agenda, che stiamo sviluppando tramite il rafforzamento del trasporto elettrico, investendo sulle piste ciclabili e implementando i momenti di apposita formazione nelle scuole”, conclude la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.
 

Hyundai accelera lo sviluppo della tecnologia a idrogeno



Hyundai Motor Company ha annunciato importanti investimenti in tre aziende nell’ambito dell’idrogeno – Impact Coatings, H2Pro e GRZ Technologies – per rafforzare ulteriormente la propria posizione di leadership nell’ecosistema globale delle celle a combustibile.

Gli investimenti strategici arrivano in un momento in cui la domanda di tecnologie fuel cell sta aumentando. La collaborazione con realtà leader nel settore permetterà a Hyundai di espandere la propria infrastruttura per l’idrogeno e incrementare l’efficienza nella produzione dei veicoli a celle a combustibile (FCEV).

“I nostri investimenti in queste aziende ridurranno i costi degli FCEV e incrementeranno sicurezza e convenienza dell’infrastruttura per l’idrogeno” – ha commentato Youngcho Chi, President and Chief Innovation Officer di Hyundai Motor Group. “Speriamo di accelerare la diffusione su larga scala della tecnologia a idrogeno rendendo i veicoli a celle a combustibile più accessibili ai nostri clienti”.
Impact Coatings Impact Coatings AB è uno dei maggiori fornitori di soluzioni di rivestimento per celle a combustibile basate sul PVD (Physical Vapor Deposition), offrendo materiali di rivestimento, macchinari e servizi. Le coperture ceramiche dell’azienda svedese sono convenienti sostituti di metalli preziosi solitamente utilizzati nella produzione di celle a combustibile. In base al nuovo accordo di sviluppo congiunto, Hyundai e Impact Coatings effettueranno ricerche e svilupperanno una nuova generazione di materiali, processi e attrezzature per diverse applicazioni, inclusa la produzione di celle a combustibile e idrogeno.


Che successo i “FIA Motorsport Games”



“Non è certo un caso ed è per l’ACI motivo di particolare orgoglio il fatto che la Fédération Internationale de l'Automobile abbia scelto Roma e l’eccellenza di un circuito internazionale come l’autodromo “Piero Taruffi” di Vallelunga come sedi della prima edizione dei “FIA Motorsport Games”, una sorta di Olimpiadi dello sport dell’auto. Una scelta che premia esperienza, visione e impegno dell’ACI – la Federazione italiana dell’automobilismo sportivo - nel creare le condizioni necessarie a vivere al massimo e al meglio il motor sport di oggi e nel concorrere a costruire quello di domani”.

Lo ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia e Vicepresidente FIA per lo sport, Angelo Sticchi Damiani, alla vigilia dell’apertura dei “FIA Motorsport Games” che lo scorso week end hanno visto gareggiare 176 piloti, di sei discipline sportive (GT, Touring Cars, Formula 4, Drifting, Motorsport digitale, Slalom di kart) in rappresentanza di ben 45 nazioni.

“Si tratta – ha sottolineato Sticchi Damiani – di un implicito riconoscimento dello straordinario sforzo compiuto, in questi anni, dall’ACI nella promozione dello sport dell’auto nel nostro Paese e nella ricerca e formazione dei nuovi talenti, che i vivai della Federazione portano dal Kart alla Formula 1. Uno sforzo che non solo ha consentito di inserire Roma tra le 12 capitali mondiali nelle quali si disputano gli innovativi campionati di Formula E, ma che – lo scorso settembre - ci ha portato ha chiudere un accordo storico con F1, per garantire l’inserimento, per i prossimi cinque anni, del Gran Premio d’Italia nel calendario del Campionato del mondo di Formula 1, e il fatto che il GP si correrà nel ‘Tempio della velocità’: quel Monza Eni Circuit che è non solo il più antico ma anche il più veloce e più spettacolare circuito di tutto il motor sport”.

“Risultati di assoluto prestigio – ha concluso il Presidente ACI – che hanno fatto di Roma, il cui ineguagliabile centro storico ospiterà la parata inaugurale del 31 ottobre, il cuore dello sport mondiale: una prima assoluta che conferma l’Italia luogo del grande sport, in attesa delle ATP Finals di Torino e dei XXV Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina”