venerdì 10 gennaio 2020

Assotrasporti chiede al Governo di dichiarare lo stato di emergenza per la precarietà del sistema viaria italiano

In seguito all’ennesima emergenza avvenuta sulle autostrade liguri (il crollo di parte del soffitto della galleria Bertè sulla A26 in direzione Genova del 30 dicembre 2019) il Governo, con una conferenza urgente tra MIT e Aspi, ha chiesto l’accelerazione dei tempi di manutenzione e l’istituzione di un osservatorio MIT-Aspi sui controlli realizzati dalla concessionaria. In risposta, Aspi ha disposto la riduzione del pedaggio per il tratto interessato del 50% e il termine dei lavori di verifica sulle gallerie di competenza entro due mesi. 

Assotrasporti, prendendo atto di quanto concordato dal MIT e Aspi e facendo seguito alla richiesta di novembre, ribadisce la richiesta di esenzione “totale del pedaggio” per tutti i liguri e per tutte le autostrade presenti in tutto il Paese. “Di sicuro un primo passo è stato fatto, ma è necessario che siano predisposti interventi più ampi per andare incontro a tutti gli utenti delle strade, autostrade e ferrovie delle zone in cui si verificano continui e costanti rallentamenti” dichiara Secondo Sandiano, presidente di Assotrasporti. 

Inoltre, è necessario che ci sia un maggior impegno da parte della pubblica amministrazione: i tempi per i controlli sulle infrastrutture sono troppo lunghi e, a quanto sembra, non coordinati. Il Governo deve dichiarare lo stato di emergenza, rendere l’Ansfisa  (l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali appositamente creata dopo il crollo del Ponte Morandi) immediatamente operativa e coinvolgere tutte le strutture possibili: Anas, Comuni, Province, Regioni, concessionari autostradali, etc., impiegando anche i reparti specifici dell’Esercito, come l’Arma del Genio. 

Per rendere l’operazione fattibile in tempi brevi e con costi contenuti, dovrà essere precettato/distaccato il personale necessario per far fronte all’emergenza per uno o più giorni alla settimana. Inoltre, si dovrebbe fare appello al senso di responsabilità civica delle persone coinvolte, chiedendo di mettere alcune ore del proprio tempo libero al servizio della comunità, così come fanno i volontari per far fronte alle grandi emergenze. Dopo il crollo del Ponte Morandi il volontariato si è mosso, ma ormai le persone erano morte. La nostra richiesta è di mettere lo stesso impegno per prevenire queste situazioni. 

Il rovescio della medaglia sarà un rallentamento delle pratiche ordinarie degli Enti pubblici, ma la lentezza delle amministrazioni è cosa nota, cosa importa aspettare qualche giorno in più se questo ritardo può salvare delle vite? 

Il Presidente Assotrasporti Sandiano, nella duplice veste anche di Vicepresidente-Vicario di Eumove, organizzazione europea per la mobilità, rammenta e cita la poesia di Ungaretti “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” per descrivere lo stato d’animo di chi viaggia. Scritta durante i primi anni del ‘900, durante un’esperienza di guerra vissuta dall’autore in prima persona, la poesia è riuscita a racchiudere in pochissime parole il sentimento dei soldati in trincea che vedono la propria vita appesa a un filo.

“Così oggi le nostre vite, ovvero quelle degli autotrasportatori e di tutti gli utenti di strade e ferrovie, sono appese a un filo: basta il soffio del vento per farle cadere. Non siamo in guerra e il rischio non è legato all’esplosione di una bomba: oggi la gente rischia la vita per svolgere il proprio lavoro o mentre si muove su strade, autostrade e ferrovie. Dopo decenni di interventi e campagne per ridurre il rischio di morti legate alla velocità, al consumo di alcool e alla disattenzione degli automobilisti, siamo arrivati al punto in cui gli italiani rischiano la vita per la negligenza di amministratori pubblici e dei politici” tuona Secondo Sandiano. “Rendere le strade sicure deve diventare una priorità per il Paese. L’attenzione di tutti, a partire dal Governo, deve concentrarsi su questa emergenza prioritaria.”