Sara Assicurazioni approva il Bilancio 2019. Utile netto consolidato a 76,6 Milioni Euro

L’Assemblea degli Azionisti di Sara Assicurazioni ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2019, che chiude con un utile netto pari a 63,1 milioni di Euro, in aumento dell’1,85% rispetto al 2018, e il bilancio consolidato 2019, che registra un utile netto di 76,6 milioni di Euro, in incremento del 7,15% rispetto al 2018 e che contiene, al suo interno, la Dichiarazione Consolidata di carattere non Finanziario.

Per quanto riguarda la destinazione dell’utile 2019, l’Assemblea, pur consapevole della forte posizione di solvibilità della Compagnia e del Gruppo, anche alla luce delle raccomandazioni emanate di recente  da IVASS, ha comunque rinviato ogni decisione alla seconda metà dell’anno, per meglio contestualizzare gli impatti della crisi sull’economia e sulle attività assicurative.

L’Assemblea degli azionisti della controllata Sara Vita ha approvato il bilancio dell’esercizio 2019, che chiude con un risultato di 4,3 milioni di Euro (0,8 milioni di Euro nel 2018), destinati interamente alla Riserva Straordinaria.

I fascicoli del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato corredati della relazione del Collegio Sindacale e delle relazioni della Società di Revisione sono disponibili presso la sede sociale e sul sito internet della Società www.sara.it all’interno della sezione Investor.

Questi ottimi risultati hanno permesso alla Compagnia di affrontare con determinazione le criticità legate all’Emergenza COVID-19, a partire dall’esigenza di mettere in sicurezza dipendenti e rete agenziale, assicurando allo stesso tempo il 100% dell’operatività alla rete agenziale e agli assicurati:

il 99% dei dipendenti ha lavorato in smart working;
è stato istituito un fondo che vale fino a 10 milioni euro per anticipazioni finanziarie rivolte agli agenti;
è stato stanziato un contributo economico pari a 250 mila euro per l’acquisto di materiale igienico-sanitario ad uso delle agenzie;
a beneficio del miglior servizio verso gli assicurati, abbiamo sviluppato SaraSuperPay per consentire la gestione a distanza di rinnovi e sostituzioni di polizza attraverso la nostra rete agenziale;
è stata estesa gratuitamente la coperture ad eventi legati al COVID-19 agli assicurati con polizze malattia, infortuni e commercio
sono stati prorogati i termini di pagamento e introdotti ulteriori frazionamenti di premio a maggior favore degli assicurati (per far fronte alla inevitabile crisi di liquidità particolarmente sentita da esercenti, piccole imprese e artigiani).

Si è poi ritenuto necessario dare un segnale forte di appartenenza alla comunità nazionale predisponendo lo stanziamento di un fondo di 500.000 Euro a supporto di iniziative inerenti l'emergenza COVID-19. Lo stanziamento ha permesso, fino ad ora, di dare seguito a diverse iniziative di solidarietà tra cui ricordiamo i 70.000 Euro donati all'Ospedale IDI di Roma e i 70.000 Euro donati all'Ospedale di Galatina di Lecce per il finanziamento di posti letto per la terapia intensiva. A questo si è aggiunta la donazione di 1 Euro per ogni polizza incassata nel periodo 1° aprile - 30 aprile 2020 per un importo di ca. 100.000 Euro destinati alla CRI e stessa operazione nel periodo 1° maggio - 31 maggio per pari importo destinato all’INMI Spallanzani di Roma.

 “Gli ottimi risultati conseguiti da Sara Assicurazioni e Sara Vita nel 2019 ed i progressi compiuti sul fronte dell’innovazione digitale – ha commentato il Direttore Generale, Alberto Tosti – hanno permesso una disinvolta gestione della continuità operativa e ci hanno consentito di adoperarci con cura e lucidità per gestire al meglio le possibili azioni di contropiede finalizzate a contenere gli effetti negativi della straordinaria congiuntura che stiamo attraversando.  Il nostro principale impegno sarà quello di assicurare un adeguato supporto a tutti gli stakeholders, in particolare a quelli che più ci stanno a cuore: dipendenti e agenti.”

Pil pro capite italiano in caduta libera dal 2001



Nel 2019 il Pil pro capite italiano, espresso in euro 2010, ha toccato quota 26.860 euro, cioè si è attestato su un livello inferiore alla media UE del 6,18%, mentre ha accusato un calo del 3,9% rispetto al 2001, cioè all’anno che ha preceduto l’entrata dell’Italia nell’area euro.

Considerando tutti i paesi dell’Unione (Regno Unito compreso), oltre all’Italia solo la Grecia ha nel 2019 un Pil pro capite inferiore a quello del 2001, ma la differenza è solo di 60 euro (-0,33%). La caduta del Pil pro capite italiano nel primo ventennio di questo secolo appare ancora più pesante se si confronta il nostro risultato con quello delle altre principali economie dell’area. Tra il 2001 e il 2019 il Pil pro capite è aumentato del 13,9% in Francia, del 19,38% nel Regno Unito e del 22,47%

in Germania, mentre in Italia è, come si è detto, calato del 3,9%. Significativo è poi il fatto che l’Italia perde terreno anche rispetto agli altri paesi della fascia meridionale della zona euro. Il Pil pro capite spagnolo tra il 2001 e il 2019 è infatti aumentato del 13,43%, quello portoghese del 12,90% e quello della Grecia ha, come si è detto, subito un calo contenuto nello -0,33%.

Un indicatore molto efficace dell’andamento del Pil pro capite italiano tra il 2001 e il 2019 è dato dal rapporto tra il Pil pro capite italiano e il Pil pro capite medio dell’Unione Europea. Nel 2001 il Pil pro capite italiano superava quello dell’Unione del 19,24%, nel 2019 il Pil pro capite italiano è inferiore alla media europea del 6,18%.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, molte sono le cause di questa drammatica situazione, ma è comunque un dato di fatto che il nostro Paese nella grande crisi deflagrata con il fallimento di Lehmann Brothers del 15 settembre 2008 non ha potuto varare una politica anticongiunturale efficace per la sua appartenenza alla zona euro. Ora si prospetta un’altra drammatica caduta del Pil dovuta all’emergenza coronavirus. Se anche in questa situazione non fosse possibile adottare adeguate politiche anticongiunturali, l’impatto sul Pil pro capite italiano sarebbe devastante con conseguenze sociali e politiche gravissime per l’Italia e per l’Unione Europea.

DL aprile, ANIASA “filiera del turismo sull’orlo del baratro, ‘voucher vacanze’ unico paracadute per salvare la stagione estiva”



“Se si vuole evitare il collasso dell’intera filiera turistica, oggi sull’orlo del baratro, e provare a salvare almeno in parte la stagione estiva è necessario prevedere nel prossimo DL Aprile ‘voucher vacanze’ che ogni consumatore possa utilizzare nella fase 2”.

E’ questo il messaggio chiave della Lettera indirizzata da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini in relazione alle ipotesi di misure a sostegno della filiera turistica nei prossimi provvedimenti annunciate dal Governo. Un settore che, secondo i dati di Banca di Italia, contribuisce in modo diretto ad oltre il 5% del PIL nazionale, percentuale che sale al 13% se si calcola anche l’impatto indiretto.

“Considerata la gravità della situazione del comparto”, ha evidenziato nella Lettera il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “riteniamo necessario, oltre a una massiva ed efficace iniziativa promozionale per rilanciare il turismo nel nostro Paese come annunciato ieri anche dal Premier Conte con la campagna ‘Viaggio in Italia’, stimolare la domanda con strumenti innovativi destinati a tutti i cittadini: mettere a disposizione delle famiglie un voucher da poter spendere per il soggiorno presso una struttura ricettiva, per il noleggio di una vettura, così come in generale per una qualunque altra attività compresa nell’offerta turistica del nostro Paese risveglierebbe una domanda al momento totalmente inesistente”.

La possibilità di noleggiare un veicolo rappresenta da sempre uno degli incentivi che guida la domanda dei turisti nel nostro Paese e ne indirizza la scelta della destinazione, viste le numerose mete di notevole pregio normalmente non raggiungibili direttamente con i mezzi di trasporto collettivo (su tutti, aerei e treni). Ogni anno sono infatti oltre 5,5 milioni i contratti sottoscritti dagli operatori dell’autonoleggio per motivi di turismo e lavoro presso aeroporti, stazioni ferroviarie, punti di snodo e centri cittadini, per un totale di 35 milioni di giornate di noleggio. Dall’inizio dell’emergenza queste attività hanno subito un crollo verticale (-90% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), registrando una sostanziale paralisi degli spostamenti turistici.

“L’emergenza sanitaria in atto”, ha concluso Archiapatti, “comporterà sempre più la necessità di ridisegnare una nuova mobilità, non solo turistica, basata sulla sicurezza della salute dei passeggeri. Appena le persone potranno tornare a viaggiare gli spostamenti con auto a noleggio saranno quindi preferibili rispetto ai mezzi di trasporto collettivi sia per il distanziamento sociale possibile in auto, sia per i trattamenti di igienizzazione effettuati prima della consegna”.

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LE INCOGNITE SULLA MOBILITA’ NELLA FASE 2: SARA PROPONE “GUIDO BENE”



Il  settore delle assicurazioni, che  stava già vivendo una stagione di profonda trasformazione, è fortemente condizionato dalle incognite conseguenti  alla pandemia. Incognite che riguardano anzitutto, l’ organizzazione dei trasporti. Quelle attualmente in primo piano chiedono come si muoveranno i mezzi pubblici e le auto private; in quali fasce orarie e quanti  saranno  autorizzati a muoversi; quali facilitazioni accordare agli automobilisti che hanno tenuto in garage la propria vettura, come stabilito dal Governo.

SARA, Compagnia ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, propone una polizza altamente innovativa che ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza della circolazione e favorire una maggiore disciplina del traffico.  Prevede l’istallazione della “scatola nera” ( black box)  e consente  di registrare non solo le frenate, le accelerazioni e il comportamento in curva del guidatore, ma anche  fascia oraria, tipo di strada percorsa e il giorno della settimana prescelti. Informazioni, queste ultime, particolarmente utili nella fase 2 che seleziona chi può circolare e dove. La polizza,definita PHID (Pay how you drive) si chiama GUIDO BENE

Questa rilevante novità si inserisce nel percorso di trasformazione digitale di SARA che l’obiettivo di sfruttare al massimo la tecnologia, rivedendo le infrastrutture, riducendo i tempi di riposta e lo sviluppo del catalogo di offerte e servizi. Prima  in Italia nel settore assicurativo, SARA utilizza il modello SaaS (software a service).L’assicurato sarà  in grado di gestire il proprio rapporto con SARA e con gli agenti della Compagnia in ogni luogo e in ogni momento ( Anywhere and anytime).
SARA dispone sul territorio nazionale di una rete capillare composta da 570 agenti e 1500 punti vendita. Con oltre 1 milione di clienti è undicesima nella raccolta danni sul mercato italiano:604 milioni nel 2019.


La rivoluzione della fabbrica di Zwickau, quella della Trabant



La mobilità del futuro. La mobilità elettrica sarà il motore del futuro e la Volkswagen promuove coerentemente la svolta tecnologica, impegnandosi a essere la Casa automobilistica che farà uscire l'auto elettrica dal mercato di nicchia. Da sempre il marchio Volkswagen ha reso accessibili a tanti il progresso tecnico e l'innovazione. “È stato così con il Maggiolino, è così oggi con la Golf e sarà così anche con la ID.3, la ID.4 e le altre vetture elettriche completamente collegate in rete della nuova famiglia ID.”, afferma Thomas Ulbrich, Responsabile e-mobility del marchio Volkswagen. L’obiettivo: mobilità elettrica per tutti, con modelli attraenti a prezzi accessibili. Per questo, la Volkswagen sta portando avanti la più grande offensiva nel settore della mobilità elettrica in campo automotive. Entro il 2025, il Marchio vuole vendere 1,5 milioni di vetture della gamma ID. ogni anno in tutto il mondo. “Vogliamo spianare la strada a una massiccia affermazione della mobilità elettrica”, afferma Thomas Ulbrich.
100% elettrico. Dal punto di vista tecnologico, la spina dorsale dell'offensiva elettrica è il pianale modulare per veicoli elettrici MEB, una piattaforma tecnologica modulare ed esclusivamente elettrica per la produzione di massa. “Così sfruttiamo in modo ottimale il potenziale delle auto elettriche e, allo stesso tempo, creiamo enormi economie di scala”, afferma Ulbrich. Conseguentemente i modelli della famiglia ID. sono esclusivamente elettrici. Anche per quanto riguarda la produzione, la Volkswagen procede in modo ottimale: la famiglia ID. viene prodotta fin dall'inizio in impianti appositamente predisposti. Zwickau verrà convertito fino a diventare la più grande ed efficiente fabbrica di auto elettriche a livello europeo. Qui in futuro verranno costruite oltre 330.000 auto elettriche ogni anno, più che in qualunque altro stabilimento del Gruppo.  Il 4 novembre 2019, è partita la produzione della compatta ID.3, la prima vettura MEB a livello mondiale. Quest’anno, invece, sarà la volta del primo SUV elettrico della Volkswagen, la ID.4.

Una nuova era della produzione. La Volkswagen vanta decenni di esperienza nella produzione di auto. Il solo marchio Volkswagen produce ogni settimana oltre 100.000 veicoli di qualità. Negli ultimi anni sono stati completati con successo oltre 200 avvii di nuove produzioni.
La ID.3, le cui consegne ai Clienti inizieranno nel corso dell’estate, segna l'avvio di una nuova fase anche nel campo della produzione: più intelligente, efficiente e flessibile. In futuro, a Zwickau usciranno dalle linee di produzione sei diversi modelli di tre diversi Marchi, tra cui il primo SUV elettrico della Volkswagen, la ID.4: si tratta di un livello di flessibilità del tutto nuovo. La Volkswagen punta inoltre su una produzione verde ed ecocompatibile. A Zwickau, la ID.3 è prodotta con un bilancio di CO2 completamente neutro. “Con l'inizio della produzione della ID.3, la Volkswagen è entrata in una nuova era”, afferma Thomas Ulbrich, responsabile e-mobility del marchio Volkswagen. “Vogliamo che la mobilità elettrica non sia più un prodotto di nicchia; per questo offriamo un’auto elettrica accessibile a tante persone. I prezzi della ID.3, infatti, partono da meno di 30.000 Euro. Come primo stabilimento per la piattaforma MEB a livello mondiale, Zwickau sta svolgendo un ruolo pionieristico in questa tecnologia del futuro” .

Le fabbriche MEB nel mondo. Zwickau è il punto di partenza della rivoluzione elettrica Volkswagen. In futuro, saranno otto gli stabilimenti che produrranno modelli MEB, in tre diversi continenti: Europa, Asia e America Settentrionale. In Germania, a Zwickau seguiranno Emden e Hannover. In Cina, gli stabilimenti di Anting e Foshan avvieranno la produzione di modelli MEB nel corso dell’anno. In America Settentrionale, la Volkswagen sta investendo circa 800 milioni di Dollari nella futura produzione di auto elettriche nella fabbrica di Chattanooga. Tutti questi stabilimenti beneficeranno dell’esperienza e della competenza della squadra di Zwickau.

La tradizione incontra il futuro. L'ingegneria automobilistica a Zwickau vanta una lunga tradizione: qui la costruzione di autoveicoli è iniziata più di 100 fa con la August Horch & Cie. Automobilbau AG e la Audi Automobilwerke GmbH. Entrambe le società sarebbero successivamente confluite nella Auto Union AG e infine in AUDI AG. Successivamente alla caduta del muro di Berlino, nel 1990 la Volkswagen è tornata nella regione, con la fondazione della Volkswagen Sachsen GmbH. Oggi, nello stabilimento di Zwickau lavorano circa 8.000 dipendenti che nel 2018 hanno prodotto circa 290.000 vetture. Thomas Ulbrich: “I collaboratori di Zwickau hanno tutto il know-how e la passione che consente loro di costruire auto elettriche di altissima qualità” .
Made in Germany. Sono complessivamente sei gli stabilimenti Volkswagen tedeschi coinvolti nello sviluppo e nella produzione della Volkswagen ID.3. Il modello è stato concepito e sviluppato dai settori e-Mobility Series e Sviluppo Tecnico di Wolfsburg. Verso la fine del 2019, a Braunschweig è stata avviata la produzione del cuore della ID.3, il sistema batteria.  Sono in corso i lavori di ampliamento dello stabilimento, che consentiranno in futuro di produrre mezzo milione di sistemi batteria ogni anno. A Kassel viene costruito il sistema di propulsione MEB, frutto di un lavoro di sviluppo completamente nuovo. A Salzgitter, infine, avviene la costruzione dei rotori e degli statori per la piattaforma MEB. In totale, la marca Volkswagen sta investendo circa 11 miliardi di Euro nella mobilità elettrica da qui al 2024. “Si tratta di un impegno importante e strategico per l'intera industria automobilistica nel territorio della Germania. Saremo leader anche nel campo delle auto elettriche e assicureremo così il futuro della nostra industria nel lungo periodo”, afferma Thomas Ulbrich.

Conversione completa. Lo stabilimento di Zwickau è in transizione: dalla produzione di auto con motore a combustione, al 100% di auto a trazione elettrica. A livello mondiale è la prima conversione completa alla mobilità elettrica di un'importante fabbrica automobilistica. A rappresentare poi una speciale sfida è la conversione con la produzione in corso: parallelamente alla costruzione degli impianti per i nuovi modelli MEB, una linea è ancora dedicata alla costruzione della Golf 7 Variant.
La trasformazione prevede più fasi: la prima linea di produzione è stata convertita, passo dopo passo, in soli 24 mesi. A luglio del 2019, nel periodo di chiusura estiva, è stata allestita in poche settimane la prima linea dedicata alle nuove auto MEB. Per la produzione della ID.3, partita a novembre 2019, sono stati ampiamente modernizzati o sostituiti i reparti carrozzeria, verniciatura e assemblaggio, nonché l'infrastruttura. È stato necessario, tra l'altro, adattare l'intera tecnologia di trasporto al maggior peso delle auto elettriche.
Le prossime fasi. La seconda linea di produzione verrà convertita nel corso del 2020, seguendo il medesimo schema di quella della ID.3, e messa in funzione entro la fine dell’anno. La capacità produttiva massima dello stabilimento di Zwickau, che verrà raggiunta presumibilmente a partire dal 2021, aumenterà del 10%, passando da 1.350 a 1.500 vetture al giorno. Si stima che nell'ambito della riconversione verranno lavorate 9.000 tonnellate di acciaio e riallestiti 50.000 metri quadrati di capannoni industriali.

Produzione a impatto neutro di carbonio.  Le auto elettriche forniscono un contributo significativo alla protezione del clima solo se sono costruite e alimentate con energia ottenuta da fonti rinnovabili. Conseguentemente, con la costruzione della ID.3 a Zwickau, la Volkswagen si è posta l'obiettivo di consegnare al Cliente una vettura prodotta con un bilancio neutro dal punto di vista delle emissioni di CO2. In questo senso si attiene al seguente principio: evitare innanzitutto la formazione della CO2, in subordine ridurla nella misura massima possibile e, infine, compensare le emissioni non evitabili mediante misure volte alla tutela del clima. Per la ID.3, ciò significa in concreto ottimizzare le emissioni di CO2 nella catena di fornitura e nella fase di produzione e compensare le emissioni rimanenti alla consegna al Cliente. Il fattore più importante sul fronte della CO2 è già chiaro: per la produzione delle celle batteria, la Volkswagen ha concordato con i fornitori l'utilizzo di corrente ecologica. Con gli altri fornitori, sono stati trovati o sono in fase di definizione accordi simili.
Zwickau punta sull’energia idroelettrica. Già dal 2017, lo stabilimento di Zwickau utilizza corrente ecologica prodotta da centrali idroelettriche. Sin dall'avvio di produzione della ID.3, le emissioni rimanenti, provenienti dal generatore di calore e corrente ad alta efficienza interno, vengono compensate mediante progetti di tutela del clima certificati secondo gli standard ufficialmente riconosciuti. In tal modo la Volkswagen vuole fornire un contributo misurabile alla tutela del clima, spingendosi volontariamente ben oltre i requisiti richiesti dalle leggi.

Una fabbrica digitale avveniristica. La conversione alla mobilità elettrica della fabbrica di automobili di Zwickau sta elevando progressivamente l'automazione e l'efficienza su nuovi e modernissimi standard, senza alcun impatto sui livelli occupazionali. L'obiettivo è quello di realizzare la fabbrica del futuro, un sito produttivo intelligente, ecocompatibile e totalmente collegato in rete. La digitalizzazione si estende a tutti i settori della produzione, seppure con peculiarità sempre diverse. Mentre i settori della costruzione della carrozzeria e della verniciatura sono già oggi ampiamente automatizzati, nell'ambito della riconversione alla mobilità elettrica il livello di automatizzazione nel settore assemblaggio è stato quasi triplicato.
Robotica. A Zwickau, la Volkswagen si affida sistematicamente ai più moderni robot industriali 4.0 e amplia l'impiego della cooperazione tra uomo e robot. Nella fabbrica completamente riconvertita, la produzione vedrà complessivamente circa 1.700 robot operativi. La plancia, per esempio, verrà installata in modo totalmente automatico come modulo completo mediante un robot industriale. Oltre ai tempi di processo più brevi, l'automazione offre vantaggi anche per gli operai. Grazie alla cooperazione tra uomo e robot, i lavoratori sono esonerati dalle operazioni fisicamente più gravose e sfavorevoli dal punto di vista ergonomico. Vengono offerte nuove possibilità anche sul fronte della qualità: alla fine del processo, la ID.3 esegue un test denominato “controllo elettronico della qualità” (eQP), una sorta di autodiagnosi digitale.
Sistemi di trasporto senza conducente. I sistemi di trasporto senza conducente (FTS) sono un'altra tecnologia fondamentale sulla strada che conduce alla fabbrica del futuro. Questi trasportano i componenti necessari fino al nastro, in modo completamente autonomo lungo percorsi predefiniti, rivoluzionando così il flusso di lavoro della fabbrica. A Zwickau,

La formazione per la mobilità elettrica. La Volkswagen si sta trasformando in un'azienda leader nell'offerta di veicoli completamente elettrici e collegati in rete. Ciò implica che anche la squadra venga preparata al meglio alle nuove sfide e ai nuovi lavori che stanno nascendo nell'ambito dell'elettrificazione e della digitalizzazione. A tal fine a Zwickau, la Volkswagen ha avviato il più grande programma di qualificazione nella storia dell'Azienda: tutti gli 8.000 dipendenti sono stati coinvolti nel processo di trasformazione e sono stati preparati alle nuove mansioni mediante appositi eventi formativi. 3.000 dipendenti sono stati formati  nell’e-Mobility Training Center sui contenuti tecnici specifici della mobilità elettrica. Complessivamente sono state organizzate 13.000 giornate di training.

Formazione ad alto voltaggio. Circa 1.500 dipendenti hanno partecipato a un corso per il conferimento di una sorta di “patente” per l’alto voltaggio. Il range di competenze spazia dalla sensibilizzazione sull'alto voltaggio fino alla qualifica di esperto. L'attenzione si concentra sempre sul trasferimento delle conoscenze necessarie per la manipolazione sicura di componenti sotto alta tensione. È anche possibile partecipare a corsi di perfezionamento per la qualifica di Elettrotecnico (EFK) o Elettrotecnico per attività prestabilite (EFffT). Entrambe le qualifiche sono ufficialmente riconosciute in Germania. Questa ampia strategia viene implementata insieme al Volkswagen Bildungsinstitut (Istituto di Formazione Volkswagen) di Zwickau. A tal fine è stato predisposto un apposito laboratorio per l’alto voltaggio, dotato di veicoli elettrici per gli addestramenti. Nell'e-Mobility Training Center, oltre all'addestramento preparatorio incentrato sulle competenze base, viene posta particolare attenzione anche alla formazione nei campi della robotica, delle più moderne tecniche di automatizzazione e dell'elettronica automobilistic

In silenzio è arrivata sugli store IO: la app che ci cambierà la vita. In Italia solo l'Aci la usa - STAZIONE FUTURO



Per essere la app che dovrebbe cambiarci la vita e portarci nel futuro, forse meritava almeno un benvenuto. Non dico una conferenza stampa, ma almeno un tweet di un ministro. Si vede che sono tempi cupi, e non era aria. Eppure è una buona notizia. Da sabato sugli store di Apple e di Google, rispettando la tabella di marcia (il che non è poco dalle nostre parti), è finalmente arrivata IO, “un unico punto di accesso per interagire in modo semplice e sicuro con i servizi pubblici locali e nazionali, direttamente dal tuo smartphone”.

Diciamolo meglio: IO è la app con la quale un cittadino deve poter fare tutto direttamente con il proprio telefonino. Tutto cosa? Tutto: iscrivere i figli a scuola, pagare una multa o il bollo, ricevere i risultati di un esame clinico (tipo: “congratulazioni sei incinta!”), prenotare la carta d’identità elettronica. Tutto. Niente più file, carte, perdite di tempo. Una meraviglia. Che ancora non c’è però.

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L’Automobile Club d’Italia lancia il gruppo fb ‘La Coscienza ACI risponde’: un e-learning gratuito e divertente sulla guida sicura


Siamo a casa e per passare il tempo in maniera costruttiva e stimolante ACI, supportata dai Centri di Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga e Lainate, invita a riflettere e comprendere che guidare significa conoscere, imparare e che rispettare le regole serve alla sicurezza di tutti.

L'Automobile Club d'Italia, sensibile da sempre alle tematiche inerenti la sicurezza stradale, lancia il gruppo facebook “La Coscienza ACI risponde”, uno spazio di confronto nato sulla scia del successo ottenuto dalla campagna #guidaconcoscienza - (oltre 11 milioni di contatti unici), - realizzata in collaborazione con i noti influencer ‘Le Coliche’.

Uno spazio nel quale saranno riproposti e approfonditi i principali concetti di guida sicura, già affrontati nel corso della mini-serie web composta da 8 video, con il supporto degli istruttori dei Centri di Guida Sicura ACI-SARA, che poi rimarranno a disposizione per rispondere alle domande da parte degli internauti.

Il gruppo “La coscienza ACI risponde” è strutturato come un corso on-line con i contenuti organizzati in ‘Unit’, ciascuna delle quali dedicata ad un argomento specifico: come si impugna e usa il volante, i sistemi di ritenuta, come ci si siede alla guida e si trasportano i bagagli, l'importanza di saper effettuare una frenata di emergenza, avere gli pneumatici adeguati (estate-inverno) ed in buono stato, essere sempre concentrati alla guida, la valutazione delle condizioni della strada e del meteo, l'uso del giubbotto e del triangolo per gestire un’avaria e molto altro ancora.

I partecipanti potranno, poi, leggere i post informativi e rispondere ai relativi quiz sempre con il supporto di istruttori qualificati.

Le regole di comportamento per partecipare e interagire sono le stesse valide per la pagina facebook dell’Automobile Club d'Italia, consultabili nella sezione "Netiquette" della stessa.

Far parte del gruppo “La Coscienza ACI risponde”, i post informativi e le risposte degli istruttori non sono e non vogliono essere sostitutivi di un vero corso (teorico e pratico) di guida sicura.

E’ facilissimo entrare a far parte della prima Community che "guida con coscienza": https://www.facebook.com/groups/CoscienzaACI/

Gomme estive, così ci si prepara al cambio


Il nuovo DPCM del 10 aprile 2020 ha sostanzialmente ribadito le misure restrittive introdotte dai precedenti DPCM e Decreti in materia, prorogando il termine di scadenza al 3 maggio 2020.
Il principio regolatore (vedi art.1) è consentire solo spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute, con espresso divieto alle persone fisiche di spostarsi in un comune diverso rispetto a quello in cui si trovano salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio (vedi art. 1 comma z) fatta eccezione per le attività di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 1 (tra queste non figurano il commercio di parti ed accessori per autoveicoli). Queste attività sono tenute ad assicurare, oltre alla distanza di sicurezza di un metro, che gli ingressi nell'esercizio avvengano in modo dilazionato e che venga impedito alle persone di sostare più del tempo necessario. È, inoltre, raccomandata l'applicazione delle misure di sicurezza di cui all'allegato 5.

Sono sospese, inoltre, le attività produttive e commerciali, salvo quelle indicate nell'allegato 3 (tra queste figurano le attività di manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli e di commercio al dettaglio di parti per autoveicoli). Le attività non sospese (art. 2 punto 10) devono rispettare i contenuti del protocollo relativo alle misure di contenimento alla diffusione del virus negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 tra Governo e sindacati.

Come noto, in materia di circolazione stradale le normative vigenti ed in particolare quella che regola la circolazione durante il periodo invernale prevedono (vedi circolare del Ministero dei Trasporti del 17 gennaio 2014) che al termine del periodo di vigenza delle Ordinanze invernali (15 aprile) sia necessario provvedere allo smontaggio dei pneumatici invernali ed al rimontaggio di pneumatici estivi, a partire dal 16 aprile ed entro il 15 maggio compreso. Tale necessità diventa un obbligo per quei veicoli che montano pneumatici invernali con codice di velocità inferiore a quello riportato in carta di circolazione, pena la non conformità alle specifiche di omologazione del veicolo indicate nella carta di circolazione che prevedono una serie di possibili sanzioni.

Coloro i quali dispongono di pneumatici invernali con codice di velocità pieno possono effettuare la sostituzione dei loro pneumatici invernali anche in tempi successivi senza incorrere in sanzioni.
Tutto ciò premesso, le Associazioni firmatarie esprimono le seguenti considerazioni ed indirizzi:

1. devono essere rispettate le prescrizioni governative che impongono ai cittadini di "stare a casa", salvo eccezioni contemplate nel DPCM del 10 aprile 2020;

2. i gommisti possono svolgere la loro attività di manutenzione, riparazione e commercio al dettaglio, a condizione che rispettino le misure di contrasto alla diffusione del virus negli ambienti di lavoro (vedi protocollo 14 marzo 2020). È altresì consigliabile che vengano assicurate le prescrizioni relative alle attività commerciali di dettaglio ed in particolare che siano effettuati ingressi in modo dilazionato evitando alle persone di sostare più del tempo necessario (vedi DPCM 10 aprile 2020, all.5).  Una buona pratica potrebbe essere quella di operare su appuntamento;

3. gli utenti che sono in grado di giustificare lo spostamento dalla loro abitazione per le ragioni ammesse dal DPCM 10 aprile 2020 o da eventuali nuovi decreti “di alleggerimento”, che potrebbero essere pubblicati nei prossimi giorni, sono tenuti al rispetto del Codice della Strada ivi compresa la circolare del Ministero dei Trasporti del 17 gennaio 2014.

L'avvio del cambio stagionale avviene quest'anno in condizioni di lavoro e di sicurezza del tutto eccezionali che condizioneranno i tempi per il montaggio e lo smontaggio delle gomme.
Non è escluso che, laddove non si riuscisse a perfezionare il cambio gomme a tempo debito, le Associazioni di categoria firmatarie della presente si faranno carico di richiedere eventuali eccezionali e limitate proroghe di tempo.


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È un piccolo gesto condiviso della redazione con l'Automobile Club d'Italia, per essere vicini a tutti voi in questo momento così difficile. Come vedete la testata per l'occasione è stata disegnata con i colori della nostra bandiera, un segnale d'incoraggiamento per l'Italia e tutti noi, perché solo uniti si vince.

Il tema del numero è il car design. Un argomento che non riguarda soltanto lo stile dell’automobile ma la cultura, la tecnologia, la società, l’ambiente. Firma la cover story Chris Bangle, un designer americano già a capo del centro stile Fiat e poi di Bmw che da anni vive in Italia, dove guida una società di consulenza mondiale di design e design management. Bangle pone una domanda in modo provocatorio che vale per tutti: il car design di oggi riflette ciò che siamo?

Nelle pagine a seguire, ci sono – tra le tante cose - i 90 anni di Pininfarina, l’ultimo concept di Giugiaro e l’incontro con alcuni designer: Flavio Manzoni di Ferrari, Klaus Bischoff di Volkswagen, Laurens van den Acker di Renault, Amko Leenarts di Ford e SangYup Lee di Hyundai.

Il coronavirus sta sconvolgendo anche l’economia e l’auto che ne è uno dei pilastri mondiali. Il ceo di Daimler Ola Källenius spiega a l’Automobile il suo punto di vista, mentre la fusione fra Psa e Fiat Chrysler va avanti. La prova del mese è dedicata alla nuova generazione della Nissan Juke, piccolo crossover che dieci anni fa ha inventato il genere. Per le storiche, è tempo di anniversari: i 100 anni di Mazda, i 40 di Audi quattro.

Il numero sarà comunque in vendita nelle edicole, aperte per acquistare l'Automobile o qualunque altro giornale: dietro c'è il sacrificio di tante persone che garantiscono un presidio di solidarietà e speranza. Buona lettura.

Prezzo benzina e Coronavirus: giù il petrolio ma alla pompa solo lievi cali - Inchiesta Altroconsumo


La crisi mondiale causata dal coronavirus ha fatto crollare il prezzo del petrolio che da gennaio è calato del 64%, eppure sulla benzina gli effetti continuano a essere piuttosto risicati, con diminuzioni dei prezzi al consumo che non arrivano mai al 10%. Rispetto al resto d'Europa, il nostro prezzo industriale dei carburanti resta il terzo più caro dopo Malta e Finlandia. L'analisi completa e le variazioni registrate regione per regione.

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La strategia sull'auto elettrica del colosso Volkwagen


In un momento molto particolare, legato all’emergenza Coronavirus, Volkswagen porta avanti con coerenza il proprio percorso, con un obiettivo ben preciso: rendere l’e-mobility accessibile a tutti. E per riuscirci, sta agendo su due fronti. Vediamo insieme, nel dettaglio, come il Brand lavora per rispondere alle esigenze di oggi e di domani.

Il primo pilastro della strategia Volkswagen è ovviamente l’offerta di modelli a zero emissioni. La ID.3 – il primo modello costruito attorno alla piattaforma modulare sviluppata appositamente per l’elettrico, la MEB - sarà rapidamente seguita dal SUV ID.4. In parallelo, la Casa di Wolfsburg sta lavorando all’elettrificazione della gamma tradizionale.

I prossimi passi? Negli anni a venire la gamma Volkswagen potrà contare su veicoli elettrici su base MEB in tutti i segmenti strategici, con un incremento significativo dei volumi di vendita relativi all’elettrico; l'obiettivo a lungo termine è invece la completa decarbonizzazione, non solo della flotta, ma dell’intero Gruppo Volkswagen.

Il secondo pilastro è la digitalizzazione, un progetto che si sviluppa lungo due filoni. Da un lato si sta lavorando per completare la trasformazione digitale dell’azienda, a tutti i livelli; dall’altro, considerando che ormai l’auto è a tutti gli effetti un device su ruote, sempre connesso, il focus è sull’organizzazione strategica Car.Software.

Saranno potenziate le competenze digitali, i processi verranno ottimizzati e l'organizzazione diventerà più veloce, agile e competitiva in tutte le aree. Sempre più figure digital faranno capo alla divisione Car.Software, organizzazione responsabile – per l’intero Gruppo Volkswagen – dello sviluppo e della gestione di tutti i software destinati ai veicoli: dal sistema operativo di bordo ai nuovi servizi di mobilità, passando per gli ecosistemi digitali che li ospiteranno.

Attualmente Car.Software può contare sull’apporto di oltre 3.000 specialisti, un numero destinato a crescere in futuro. In questo modo, il Gruppo punta a sviluppare internamente molti più software per auto e servizi con evidenti vantaggi. I principali? minori costi di sviluppo, integrazione e gestione e una minore complessità.

Fonte: Volkswagen AG

Slow Drive regala il noleggio di un'auto classica a medici e operatori sanitari che si sposano nel 2020 o nel 2021

Slow Drive, azienda specializzata nel noleggio di vetture d’epoca senza conducente, con varie sedi nel Nord Italia, regala a medici, infermieri e personale ospedaliero che si sposeranno nel 2020 o nel 2021, il noleggio di un'auto classica.

Fino a qualche settimana fa stava organizzando grandi festeggiamenti per il 15° anno di attività, che ricorre proprio in questi giorni. Con l'emergenza Coronavirus invece, Federico Randazzo, titolare di Slow Drive, azienda specializzata nel noleggio di vetture d’epoca senza conducente, si è trovato a dover fare i conti con la chiusura forzata dell'attività e con scarse prospettive per il 2020, visto che quello turistico è uno dei settori più minati e compromessi. Forti della filosofia “slow” che li contraddistingue, Randazzo e i suoi soci, titolari di noleggi di auto classiche in tante città del nord Italia (Lago di Garda, Lago di Como, Parma, Torino, Verona (2 sedi), Padova, Firenze e Savona), hanno accettato di “rallentare”, ma hanno “messo in moto” un'iniziativa benefica in favore di medici, infermieri e personale ospedaliero, che si stanno adoperando alacremente per la salute delle persone.

Chi tra loro si sposerà nel 2020 o nel 2021 riceverà come dono di nozze da parte di Slow Drive il noleggio gratuito di un'auto classica. Non potendo fare consistenti donazioni, vista la difficile situazione economica, l'azienda ha deciso di donare quello che sa fare meglio e regalare, in un momento così duro anche dal punto di vista psicologico, un sorriso e il “vento nei capelli”, quando finalmente ci si potrà liberare di mascherine e dispositivi di sicurezza.

Il matrimonio, uno dei principali settori in cui opera la ditta, oltre a quello del turismo e degli eventi aziendali, è stato scelto soprattutto come simbolo di speranza nel futuro e di fiducia nell'altro. Mai come adesso infatti ci si sta rendendo conto di quanto i rapporti con i propri cari siano il bene più prezioso.


Emergenza Coronavirus, ecco l'assistenza Aci per gli automobilisti


Nelle ultime due settimane più di 5.000 automobilisti hanno trovato risposta su patenti, libretti di circolazione, bolli auto, pratiche e visure PRA tramite gli speciali canali attivati dall’Automobile Club d’Italia in questo periodo di emergenza Coronavirus: da metà marzo ad oggi sono pervenute 3.913 chiamate al numero verde 800.18.34.34  (operativo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 14, festivi esclusi) e 1.171 messaggi alla mail presidiourpcovid19@aci.it.

Scadenza e rinnovo di patente, foglio rosa e libretto di circolazione gli argomenti più gettonati nel 33% delle telefonate e nel 40% delle e-mail; assistenza e disbrigo di pratiche e visure PRA hanno generato il 22% delle chiamate e il 13% dei messaggi online, mentre le tasse automobilistiche sono state il tema del 21% delle telefonate e del 16% delle mail. Particolarmente apprezzate sono state inoltre le informazioni sull’operatività degli uffici del Pubblico Registro Automobilistico, richieste da più di 6 utenti su 10.

Entrambi i canali di contatto rientrano nel “pacchetto” di iniziative dell’ACI  per eliminare gli spostamenti fisici sul territorio, favorire lo smart working degli operatori PRA e garantire la continuità dei servizi. In questo particolare momento di emergenza, i privati possono chiedere online anche la cancellazione di fermi amministrativi di veicoli a loro intestati, mentre gli avvocati possono presentare tramite PEC le domande di iscrizioni e cancellazioni di pignoramenti e sequestri su istanza di parte (es. sequestri conservativi), trascrizioni e cancellazioni di domande giudiziali, iscrizioni di ipoteche giudiziali e visure nominative (attuali e storiche). Gli indirizzi PEC ed e-mail del PRA sono riportati sul sito www.aci.it, nella sezione “Sedi e Punti di servizio”.

L’Apocalisse del petrolio - dalla rivista Energia


di Alberto Clò*

Impossibile, mai successo, impensabile. Sono i termini che più ricorrono nei commenti degli analisti, delle riviste specializzate, dei circuiti industriali su quel che va accadendo nel mondo dell’energia, ove la dimensione della crisi va assumendo ogni giorno contorni più impressionanti. Non se ne vede la fine nel convincimento che molto sia già stato comunque distrutto e che gli effetti si protrarranno nel tempo. Il 2020 viene dato ormai per perso; si prende a ragionare per il 2021.

Qualche numero guardando al petrolio, più che mai fonte pivot dell’insieme delle fonti, investito da un duplice shock domanda-offerta. La domanda è stimata in caduta di 11 mil.bbl/g a marzo e da 15 a 20 mil.bbl/g ad aprile secondo Bloomberg nell’articolo Oil’s Apocalyptic April Could Reverbarate for Years to Come del 31 marzo. Il dopo dipenderà dall’intensità e dalla durata della crisi, in funzione soprattutto dell’andamento dei trasporti che assorbono oltre la metà dei consumi totali.

I prezzi medi sono scesi del 70% da inizio anno poco al di sopra dei 22 doll/bbl (dato 31 marzo), ma molte transazioni vengono fatte a livelli anche di molto inferiori. Diversi analisti non escludono una caduta a 10 doll/bbl come accadde nel 1998 in una situazione comunque allora relativamente migliore di quella attuale. Nel Nord America un litro di petrolio costa meno di un litro di birra.

La produzione, per contro, non è sostanzialmente caduta, con un surplus di offerta stimato sui 10 mil.bbl/g e una capacità di stoccaggio ormai satura. Per più ragioni. In primo luogo per la ‘guerra dei prezzi’ esplosa tra Russia e Arabia Saudita che sta assumendo contorni assurdi a danno di entrambe le parti.

L’Arabia Saudita ha imposto ad Aramco di spingere al massimo ed oltre i suoi livelli estrattivi sino a 12,7 mil. bbl/g (rispetto ai 9 che si era detta disposta a produrre seguendo le decisioni Opec del 5 marzo) e di attaccare la Russia nel cuore del suo principale mercato: quello europeo, offrendo sconti sino a 7 doll/bbl su quelli di riferimento del Brent.

Finora la Russia ha saputo resistere grazie alle sue abbondanti riserve valutarie, alla svalutazione di un quinto del rublo; ai relativamente bassi cosi di produzione (10-20 doll/bbl), alla fiscalità decrescente col calare dei prezzi. Ad oggi, le sue perdite sono ammontate comunque a 40 miliardi di dollari, con un bilancio statale divenuto negativo.

La relativa rigidità dell’offerta si manterrà, in secondo luogo, sino a quando i prezzi saranno superiori ai costi marginali e per i danni che una sua rapida riduzione potrebbero apportare ai giacimenti. Si stima che a 25 doll/bbl il 10% della produzione non sia economica, destinata quindi a soccombere. È solo questione di tempo.

A esserne colpita, “devastata” scriveva il PIW del 27 marzo, sarà l’industria statunitense, specie nello shale oil ma anche nei famosi stripper wells: pozzi con produzioni di pochi barili al giorno a che nel loro totale contribuiscono però per il 10% della produzione americana, con costi stimati in 20-50 doll/bbl.

Al nominale beneficio per l’economia americana del calo dei prezzi al consumo dei prodotti petroliferi si contrappongono i contraccolpi sull’industria petrolifera che tra diretti e indiretti occupa circa 11 milioni di lavoratori. E le elezioni si avvicinano, sempre che si terranno.

Da qui, un altro fatto fino a ieri impensabile: il tentativo della diplomazia americana di favorire un’intesa Russia-Arabia Saudita per sostenere i prezzi, appoggiando di fatto la proposta di inizio marzo del ‘Cartello Opec’ da sempre fortemente osteggiato dagli Stati Uniti ove nel 2019 il Congresso aveva esaminato una proposta di ‘No Oil Producing and Exporting Cartels, or NOPEC, Bill’ (poi non emanato) che prevedeva la possibilità che l’Opec fosse chiamata a rispondere al giudizio dell’autorità antitrust americana.

Non si sa se il tentativo americano andrà a buon fine, quel che si vedrà al più tardi alla prossima riunione dell’Opec prevista per il prossimo 9 giugno. Per molti paesi produttori la situazione si fa ogni giorno di più drammatica col rischio di destabilizzazione sociale e politica. La crisi non si esaurirà comunque con l’uscita dalla pandemia del coronavirus, ma si proietterà nel medio-lungo termine. Per due principali ordini di ragioni.

Primo: se, come si sostiene, l’impatto della crisi sulla produzione shale statunitense dovesse risultare anche parzialmente permanente, l’Opec recupererebbe quote di mercato (dall’attuale 40% circa). Considerata la crisi interna di alcuni suoi principali membri (Algeria, Iraq, Iran, Libia, Venezuela) a beneficiarne sarebbe soprattutto il potere dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati del Golfo (Emirati e Kuwait) aumentando la loro quota sull’insieme Opec dal 53% dello scorso anno.

Secondo: si stima in 131 miliardi di dollari (ad appena 61 miliardi) il taglio degli investimenti già decisi dalle compagnie petrolifere. L’indice S&P del comparto energetico è crollato del 52% dall’inizio dell’anno contro il -20% del totale S&P 500. Meno investimenti oggi minor offerta domani. La conseguenza negli anni a venire dipenderà dalla durata e intensità della crisi in corso, da quanta parte del calo della domanda sarà strutturale, da come riprenderà il percorso della transizione energetica che si farà non meno travagliato.

Se l’Atene (delle fossili) piange, la Sparta (delle rinnovabili) infatti certamente non ride. Per più ragioni: i disincentivi che i bassi prezzi avranno sull’efficienza energetica; idem sull’attrattività della auto elettrica, anche per l’impoverimento dei consumatori; la caduta degli investimenti nelle rinnovabili che dopo il picco del 2007, prima quindi dell’attuale crisi, avevano osservato un andamento declinante specie in Cina. 

*Alberto Clò è direttore della rivista Energia

Giulia GTA, a volte ritornano



Il modo migliore per rinnovarsi è tornare alle origini. È questo che ha deciso di fare Alfa Romeo, per celebrare i suoi 110 anni di storia. Dopo oltre mezzo secolo, rinasce un’auto leggendaria: la Giulia GTA.

 Il presente trae forza da un grande passato: per questa ragione la nuova Giulia GTA si ispira tecnicamente alla sua antenata del 1965, la “Gran Turismo Alleggerita” sviluppata da Autodelta a partire dalla Giulia Sprint GT. 

 La GTA del 2020 è sviluppata sulla base della Giulia Quadrifoglio e vanta uno straordinario rapporto peso-potenza - grazie a un alleggerimento di 100 kg ottenuto con l’utilizzo di materiali ultraleggeri - e una versione potenziata del motore Alfa Romeo 2.9 V6 Bi-Turbo, che raggiunge i 540 CV. La GTA rivive anche nella sua versione più estrema, la Giulia GT Am, caratterizzata da due posti secchi, roll bar e cinture di sicurezza sportive a 6 punti. I due nuovi modelli sono disponibili in soli 500 esemplari. 

 Dunque, una nuova storia che ha le sue origini nel glorioso passato di Alfa Romeo. Un filo conduttore lungo più di mezzo secolo, che richiama la pura essenza della sportività.

 Tutto inizia nel 1965 con la presentazione della Alfa Romeo Giulia Sprint GTA. Basata sulla GT carrozzata da Bertone e presentata due anni prima, la GTA è realizzata partendo da due principi cardine: aumento della potenza e, soprattutto, alleggerimento dei pesi. Dall’acciaio si passa all’alluminio, vetri e lunotto sono in plexiglas, gli interni vengono spogliati del superfluo e il peso passa dai 900 della Sprint GT ai 745 kg della GTA. Il motore da 1570 cc raggiunge i 115 cavalli di potenza e la velocità massima è di 185 Km/h. La Giulia GTA diventa una delle auto più veloci e vincenti in pista.

 Nel 1968 Alfa Romeo decide di ampliare l'offerta della GTA, realizzando anche una versione di cilindrata inferiore. Nasce così la Giulia GTA 1300 Junior, che deriva dalla GT 1300 Junior con cui condivide il quattro cilindri da 1290 cc. Dalla GTA 1600 riprende le soluzioni sportive come l’alimentazione a due carburatori doppio corpo e l’accensione a doppia candela per cilindro. Anche la GTA 1300 Junior vivrà anni di grandi successi sportivi a livello nazionale e internazionale, prima di chiudere la carriera agonistica a metà anni ’70.

 Il progetto Giulia GTA evolve ulteriormente nel 1970, per rispondere alla concorrenza sempre più agguerrita e continuare a vincere nel Campionato Turismo. Alfa Romeo dà vita alla Giulia GT Am, caratterizzata da un sistema di iniezione indiretta Spica. Circa 40 gli esemplari prodotti di questa temibile vettura da corsa. Con portiere in alluminio, interni super alleggeriti e motore 2 litri che può erogare fino a 240 cavalli di potenza, la Giulia GT Am si impone nel Campionato Europeo Turismo del 1971, oltre a conquistare svariati successi in Italia e nel mondo. 

 Dal 1965 a oggi, la storia di Giulia GTA non smette di vivere. Con la nuova versione Alfa Romeo torna alle sue origini, che affondano in un’anima sportiva senza tempo.

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