De Rita: "Così la politica ha distribuito paura in dosi massicce fra la popolazione"

di Carlo Luna

Come hanno reagito gli italiani alla pandemia? Il Governo è stato all’altezza della situazione? E gli “esperti”? I provvedimenti disposti dalle autorità erano giusti? La lettura che ne fa Giuseppe De Rita evita come sempre la banalità e il pressapochismo.  Presiede il CENSIS che da 50 anni nel suo Rapporto indica e analizza i progressi e i passi indietro del nostro Paese. Ascoltarlo sulla pandemia è illuminante.

Nel tuo primo intervento sull’Italia e gli italiani di fronte alla pandemia hai parlato di una stanchezza che viene da lontano, cui ha contribuito un élite di potere che non ha incitato alla vitalità. Con questa politica si rischia il fallimento?
“La mia idea è questa: l’Italia ha avuto uno sviluppo straordinario, il migliore degli ultimi 6/700 anni, grazie soprattutto alle piccole imprese, in particolare dal 1945 al 2000. Poi la gente si è stancata e la classe politica non l’ha affatto aiutata. Ha detto che l’impegno andava indirizzato in un altro modo: all’ecologia, alla sostenibilità. I piccoli imprenditori si sono detti chi me lo fa fare? Si sono stancati e dal 2002 abbiamo continuato a correre ma per stare fermi e non andare indietro”.

Rivolgi alla classe politica un’accusa pesante. Farebbe le cose in base alle reazioni dei social. Siamo messi così male?
“La classe politica è in mano a una logica di comunicazione che viene fatta sugli eventi. I politici democristiani di una volta partivano da consiglieri comunali, poi provinciali e poi arrivano a Roma e gli dicevano: tu per due anni non farai niente d’ importante. Quando diventavano ministri erano preparati, Oggi non è così, il modo di gestire dei politici di oggi non è di risolvere i problemi ma di fare comunicazione. Devono vivere d’immagine.  È soltanto chi sa fare l’immagine che li fa vivere: Io non ho niente contro Casalino ma lui deve fare apparire il suo cliente, in questo caso il Presidente del Consiglio. Appena c’è un evento il cliente deve esserci o fa l’evento lui stesso magari con un decreto ignobile che fa rumore e parla di mascherine o di lavarsi le mani”.

A tuo avviso il sistema sociale del nostro Paese ha subito un enorme scossone, cui era pressoché totalmente impreparato. Hai scritto che quando il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza il clima si è subito infiammato. L’avviso di pericolo ha prodotto una drammatizzazione non compensata da una chiara strategia di contrasto, finendo per accentuare paure indistinte. Poteva andare diversamente?
“Poteva forse andare diversamente, ma i ministri non avevano una cultura pregressa. Si sono messi paura, hanno avuto paura e l’hanno distribuita in dosi massicce fra la popolazione. La prima cosa doveva essere una articolazione per zone della pandemia”.

C’è stata una grande disponibilità della gente che ha reagito accentuando la solidarietà, la partecipazione, cantando dai balconi e riscoprendo il tricolore. Questo secondo te che segnale è?
“Distingui. La prima reazione è quella che dici tu. La seconda un mese dopo è già diversa. La prima con le parole d’ordine tipo “ce la faremo”, i canti e il tricolore, è stata istintiva. Un mese dopo arriva un po’ di stanchezza ma con la stanchezza arriva anche la paura trasformata in rabbia. Tu c’hai gente per strada che se t’incontra senza mascherina cambia marciapiede, se entri in un negozio e l’hai dimenticata c’è chi chiama i carabinieri”.

E a questo punto il Professore racconta un emblematico caso personale “Ero in macchina voleva andare a messa a San Roberto Bellarmino, una chiesa dei Parioli vicino a casa. Quando mi fermo al semaforo si è affiancata un’auto dei vigili urbani e insieme aspettavamo il verde. All’improvviso è arrivato un vecchietto con un cappellaccio e la mascherina. Aveva anche un bastone e ha cominciato a colpire l’auto urlando ai vigli urbani:” Arrestatelo è senza mascherina”. Quasi fossi un untore".

Nulla sarà più come prima è stato detto da molti. Può prefigurare un cambiamento in positivo o il suo contrario. Che bisogna fare per imboccare la strada giusta?
“La cosa fondamentale secondo me è arginare la delazione, non solo quella della gente ma quella dei controllori. Pensa a questi matti che volevano fare la guardia civica: sarebbero stati seimila delatori. È stata istaurata una tentazione alla delazione a mio avviso   pericolosissima. Tieni conto che noi andiamo verso una società dove è tutto sommerso, tutto cash, tutto nero. Significa che vivremo in una situazione di totale irregolarità e di totale delazione”.

Medici, infermieri, personale sanitario e forze dell’ordine hanno risposto in modo straordinario. Anche questo è un segnale importante?
“Se andiamo a vedere la lista dei morti al primo posto i troviamo i medici, al secondo gli infermieri al terzo i preti. Non lo dicono tutti ma è così. La crisi è stata ospedaliera. Non ho i dati perché non ce li danno, ci danno questi dati idioti che non servono a niente. Abbiamo   fatto il fronteggiamento di un grande fenomeno senza un’informazione esauriente e attendibile. Ti dicono: oggi sono morte 100 persone in più o in meno, senza specificare se sono decedute per il Coronavirus o per altre patologie. Mi ricordo di aver detto: prendete l’ISTAT invece del dottor Borrelli. L’analisi dei dati non è il suo mestiere. Mi hanno detto che l’ISTAT aveva declinato mentre l’Istituto Superiore di Sanità ha detto faccio io. Non metto la mano sul fuoco che questo sia vero, ma la conclusone è quella che ho detto: non abbiamo avuto un’informazione adeguata. I morti sono venuti negli ospedali. Tutto è esploso nella dimensione ospedaliera che non ha retto”.

Gli assicuratori hanno doverosamente lavorato tenendo aperti i propri uffici perché la loro funzione è di pubblica utilità. Hanno adottato provvedimenti di sostegno economico per gli assicurati.  SARA ha intervistato i propri agenti sull’esperienza vissuta. Il quadro che viene fuori dai loro racconti molto significativo. Anche in questo settore, che per le polemiche sulle tariffe RCA non gode di una immagine positiva, molte cose dovranno cambiare secondo te?
“Noi abbiamo una pandemia che realizza una sorta di concentrazione su  una dimensione personale. Difendi te stesso, curi te stesso non dai manco la mano alle persone, in macchina insieme meglio di no e comunque uno davanti e uno dietro, nessun assembramento. È scaduto il tempo della relazione. Ma buona parte della dimensione assicurativa era fondata sulla relazione interpersonale. Sbatto con la macchina, scendo litigo o informo l’assicurazione. Anche la polizza vita per la scelta del destinatario è fondata sulla relazione.  Qui invece finisce la relazione, cosa per me disastrosa. Ci sarà uno scatenamento di obiettivi personali, gli agenti assicurativi dovranno cercare di capire come il singolo si concentra su sé stesso. La stessa ripresa dell’economia porterà a questo. Penso al proprietario di un negozio che deve decidere se riaprire e se assicurare il suo esercizio. Sono tutti meccanismi di personalizzazione

Il tema della protezione assicurativa è venuto in primo piano durante la pandemia. L’Italia è uno dei Paesi meno assicurati d’Europa.Quello che è accaduto modificherà la situazione?
“Secondo me frammenta ma migliora. Frammenta perché andrà su fattispecie non cotegorializzabbili come la RCA, ma su obiettivi che avranno una articolazione di domanda molto più specifica. Certo ci vorrà più fantasia e di invenzione da parte degli assicuratori”

Grazie alla pandemia dovranno mettersi a studiare il futuro?
“Prima di questo dovranno fare un esame di coscienza. Interrogarsi per capire che cosa ha funzionato e che cosa non ha funzionato durante la pandemia”.

C’è infine un argomento ricorrente nelle interviste agli agenti di SARA. Proteggere la salute, la vita e i beni delle persone ha anche un valore etico? Quale è la tua opinione al riguardo? 
“Non c’è dubbio che ci sia questo valore- però il problema vero è che l’assicurato pensa sostanzialmente a sé stesso. Non ha del sistema assicurativo una concezione collettiva. È come l’imprenditore che pensa solo al profitto e non al fatto che produce per la collettività Il mondo assicurativo vive di questo rapporto del singolo assicuratore col singolo assicurato e questo non da il senso di un settore che fa il bene collettivo. Il valore ci sarebbe ma viene gestito male”

AGENTI SARA - La testimonianza del team manager


Pubblichiamo quanto ci scrive un collaboratore qualificato di SARA che si inserisce nel nostro scambio di informazioni e giudizi sulla Pandemia, il team manager Fabrizio Boschetti:

“In questa mia testimonianza voglio disegnare la pandemia attraverso l’immagine di una bomba a mano, che ha inflitto perdite all’esercito dell’umanità, ma che gli ha anche consentito di scavare trincee, in cui ritirarsi per un pò e recuperare contatto con le parti più recondite del sè.
In una sorta di rovesciamento del mito platonico della caverna, le ombre proiettate sulle pareti sono divenute i riflessi più autentici delle nostre paure e speranze.

Fuor di metafora voglio dire di aver percepito un enorme senso di orgoglio ed appartenenza nei confronti di una compagnia che, in questa “battaglia” si è comportata come un capitano coraggioso, dando sostegno e protezione a tutti i suoi uomini.
Questo è stato fatto in maniera reale, attraverso le iniziative valorose intraprese sul campo.
Chiuso come tutti in questa trincea, nella densa matassa di un tempo sospeso ho provato a palparne i battiti per rispecchiarmi in quelle ombre, e per pilotare un elicottero carburato dalla fantasia, tramite cui sorvolare i terreni del mio vissuto: cosa ho fatto fino a questo momento? Chi sono diventato mentre ho perseguito i miei obiettivi?

E poi: cosa voglio ottenere e chi voglio essere quando uscirò dalla caverna e tornerò a vedere la luce del sole?
Pian piano ho cominciato a percepire ogni singolo giorno che passava, in apparenza uguale al precedente, come moneta sonante da stipare nella tasca: cosi’ durante 10 lunghissimi week-end mi sono immerso nella rilettura dei materiali dei corsi di formazione e coaching, ho plasmato le prime forme di un blog personale, ho iniziato la pratica meditativa per radicarmi sempre più nel momento presente e smarcarmi dall’ansia del futuro.

Durante le giornate lavorative, malgrado le chiusure delle subagenzie, grazie ai mezzi di comunicazione a distanza sono riuscito a creare uno spazio costante e continuo di prossimità con i miei uomini e donne, cui ho cercato di essere vicino con gentilezza premurosa e determinata.
Nel corso dei vari webinar, ancor prima di presentare le novità normative e di prodotto, mi sono impegnato a trasferire ai miei collaboratori il senso di solidità e la vicinanza tangibile della compagnia attraverso i messaggi del management e le iniziative concrete, tra cui quelle attuale nel campo della digitalizzazione.

Spesso mi è tornato in mente i mio 1° giorno in Sara, il roadshow del 1° Ottobre 2019 aperto da una bellissima frase di Shumpeter: “Fare le cose vecchie, in modo nuovo. Questa è innovazione”. 
Ripensandoci oggi è stupefacente come la compagnia abbia preconizzato i tempi “vedendo” le cose in anticipo ed ai miei uomini ho voluto rappresentare l’enorme valore di questa lungimiranza, un faro capace di illuminare la rotta e di condurre la nave in salvo contro le angherie del mare in tempesta.
In quanto a me, moneta dopo moneta, sento di avere accumulato un tesoretto fatto di autoconsapevolezza, disciplina e della gratitudine che tutti tendiamo a provare quando tornando alla nostra routine, essa d’incanto ci appare scintillante.

Un capitale da spendere nei molteplici ruoli di vita tra cui quello di uomo della compagnia, perché la disponibilità a dare ed a prendersi cura è un valore essenziale del nostro lavoro, che si tratti di dispensarla ai clienti che chiedono protezione, o ai collaboratori che vogliono essere accompagnati in un percorso di crescita.

Senza questi valori, alla lunga ci si potrebbe trovare come il tale di una storia che vede un senzatetto chiedere l’elemosina e, mosso da compassione, si avvicina, si fruga nelle tasche ma si accorge di non possedere alcunchè da offrirgli.

Sentirsi pieni, noi per primi, di una certa risorsa, è il modo migliore per poterla elargire.
Ecco, io credo che questo tempo possa averci arricchiti, non fosse altro che nella consapevolezza di quanto amiamo il nostro lavoro e di quanto ci sia mancato: in tal senso, forse potremo anche trovare delle macerie e qualche senzatetto in più lungo la via, ma avremo tutti qualcosa in più da dare.



 Fabrizio Boschetti
       Team Manager Roma

Sticchi Damiani (ACI): “Raccomandiamo agli automobilisti di acquistare o utilizzare autovetture sicure facendo riferimento alle valutazioni dei test Euro NCAP”


Migliore protezione degli occupanti, protezione post-incidente e promozione di nuovi sistemi di assistenza alla guida: sono queste le principali novità introdotte nei test 2020 di Euro NCAP, il Consorzio europeo - di cui ACI è uno dei soci - che organizza crash test su veicoli nuovi, per fornire ai consumatori una valutazione realistica e indipendente delle prestazioni di sicurezza di alcune delle auto più popolari vendute in Europa.

Per quanto riguarda la protezione degli occupanti, sono due le novità introdotte: una nuova barriera mobile per la prova dello scontro frontale - che ricostruisce in modo più veritiero l’urto frontale tra due autovetture - e la valutazione dell'interazione tra conducente e passeggero, in caso di urto laterale. Negli urti laterali, infatti, avviene spesso un contatto - che può avere conseguenze letali - tra le teste dei due occupanti. I nuovi protocolli premieranno le auto dotate dei nuovi airbag previsti per evitare o attenuare le conseguenze di questi contatti.

Per quanto riguarda, invece, i sistemi di frenatura automatica (AEB), verranno introdotti nuovi scenari di valutazione come l’investimento del pedone in retromarcia e la svolta in corrispondenza di un incrocio. Verranno, inoltre, valutati i sistemi di monitoraggio dello stato di attenzione del conducente, che rilevano e prevengono l'affaticamento e la distrazione di chi guida.

Viene, infine, introdotta la valutazione della sicurezza post-incidente, premiando la funzionalità del sistema eCall e la disponibilità di idonee informazioni e facilitazioni per le squadre di soccorso chiamate a intervenire.
Sarà, infatti, disponibile - gratuitamente - un'App (Euro Rescue) con le “Rescue Sheet” (“Schede per il soccorso”) di tutte le autovetture in commercio, nelle quali sono evidenziate tutte le caratteristiche “pericolose” del veicolo (serbatoio, batteria, generatori di gas, rinforzi cabina, unità di controllo, airbag, cavi e batterie ad alta tensione, ecc.), fornendo, così, informazioni preziose ai soccorritori che devono intervenire sul veicolo incidentato.

Sempre più difficile, dunque, per i costruttori che non adottano nuove tecnologie e non investono sulla sicurezza attiva e passiva delle autovetture, ottenere o mantenere le 5 stelle: il livello più alto delle valutazioni Euro NCAP.

“Raccomandiamo agli automobilisti di acquistare e utilizzare autovetture sicure, facendo riferimento alle valutazioni Euro NCAP – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d’Italia. In conseguenza di questi ultimi importanti aggiornamenti dei test, chiediamo di prestare la massima attenzione nel confrontare le valutazioni Euro NCAP di anni differenti, facendo riferimento alla data di validità delle prove”.

L’emergenza sanitaria mondiale ha temporaneamente impedito l'esecuzione di nuovi test Euro NCAP, è previsto che torneranno dopo l'estate.


AGENTI SARA - L'agenzia di famiglia Mura, nella zona più colpita della Sardegna

di Carlo Luna
Sassari ha registrato il primato dei contagi ma i numeri sono per sua fortuna ben lontani da quelli drammatici del nord d’Italia. L’agenzia SARA della città ha dovuto chiudere per un caso di COVID-19 ma ha assicurato il servizio ai clienti. Nell'Isola il picco è stato registrato nella settimana tra il 23 e il 29 marzo, con 299 contagi registrati. Le vittime hanno raggiunto il picco tra il 6 e il 12 aprile (trenta in una settimana), poi sono scese a 13, risalite a 23 e nuovamente calate a quota dieci nella settimana appena trascorsa. Nota dolente, i tamponi. In Italia ne sono stati fatti in media uno ogni 28 abitanti, in Sardegna uno ogni 59, meno della metà.

I fratelli Mura sono professionisti con più di 40 anni di esperienza. Il fondatore fu il padre Antonio nel 1970. Maria Laura, laureata in Giurisprudenza, Inizia a lavorare nell'Agenzia di famiglia nel 1992. Stefano, diplomato perito agrario nel 1986, si inserisce in Agenzia insieme al babbo Antonio e nel 1991 diventa il più giovane assicuratore di SARA. La Società ha due collaboratrici, Nicole Canu e Giovanna Cazzari.

Come hanno reagito i cittadini, i vostri dipendenti e, in particolare, gli assicurati?
“Sassari è risultata come la “zona rossa” dell’isola, i concittadini hanno reagito con coraggio e rispettato le regole di comportamento dettate dal governo. La nostra agenzia l’abbiamo dovuta chiudere a causa a causa di un contatto con soggetto risultato positivo al COVID-19. Insieme con le nostre impiegate, Nicole e Vanna, abbiamo in ogni caso garantito pienamene il servizio proseguendo ciascuno il proprio lavoro da casa. Era doveroso verso i nostri assicurati”.

Quali provvedimenti avete adottato nella vostra agenzia?
“Prima che fossimo costretti a chiudere i locali per il contagio, grazie al contributo della Direzione abbiamo fatto istallare in ogni postazione schermi protettivi, gel sanificanti e mascherine. La sicurezza viene prima di tutto. Abbiamo inoltre intensificato la comunicazione con i nostri assicurati attraverso un costante flusso di mail e messaggi”.

Si può valutare, sia pure per approssimazione, qual è il danno economico che la pandemia ha prodotto nella vostra zona e nel vostro bilancio?
“Molte aziende sono rimaste chiuse e tante non riapriranno più. Se poi teniamo presente la durata del periodo di chiusura totale della nostra Agenzia e il fatto che Sassari è stata l’epicentro del COVID-19 nella Regione, calcoliamo di aver subito circa il 40 per cento di riduzione delle provvigioni rispetto al mese di marzo dello scorso anno”

Da questa drammatica esperienza la gente e le attività produttive usciranno profondamente cambiate. Siete d’accordo? In particolare che cosa muterà per le Compagnie di assicurazione?
“È stato un duro colpo per tutto il nostro Paese, in primo luogo per le tante vittime nelle Regioni del Nord Italia che non si possono dimenticare. Ci vorrà diverso tempo prima che riparta l’economia, e soprattutto bisognerà riacquistare la fiducia nel futuro e nella voglia di impegnarsi e lavorare, seppure in modo diverso. Nel settore delle assicurazioni gli agenti avranno come sempre un ruolo determinante. Insieme alle Compagnie stanno dimostrando di essere vicini alle persone in difficoltà e alle aziende con iniziative di sostegno e la creazione di prodotti specifici adatti al periodo che stiamo vivendo”.

Quali iniziative della Direzione Centrale della Compagnia sono state utili nel vostro lavoro?
“La Direzione ha continuato, attraverso i canali digitali, a mantenere una comunicazione constante con Agenti e Agenzie. La firma OTP, il pagamento a distanza e tutte le altre agevolazioni messe in atto con urgenza ci hanno nel nostro lavoro”

Avete da suggerirne delle altre?
“Un ulteriore riconoscimento economico non guasterebbe”

Nell’invito a partecipare a questo dibattito, rivolto agli Agenti SARA, si afferma che il compito di proteggere la vita la salute e i beni dei cittadini, conferma che il ruolo svolto dalle assicurazioni ha anche un valore etico quale è la vostra opinione?
“La protezione della vita, della salute e dei beni ha certamente anche valore etico, particolarmente avvertito da SARA”






Auto elettriche: conta più la capacità o la velocità di ricarica?


L’e-mobility sulle lunghe distanze è già realtà: Audi permette di ricaricare velocemente unendo un sistema ad alta capacità a una sofisticata gestione termica delle batterie agli ioni di litio. Nell'utilizzo quotidiano delle auto elettriche non va tenuta in considerazione solo la capacità massima di ricarica delle batterie, ma anche – e soprattutto – la velocità di ricarica.

Se è vero infatti che spesso i veicoli elettrici vengono riforniti a casa o al lavoro, situazioni in cui solitamente il fattore tempo non gioca un ruolo sostanziale, quando invece si è in viaggio ogni minuto fa la differenza, perché l'auto dovrebbe essere pronta a ripartire anche dopo una piccola sosta.

Nel valutare le prestazioni della batteria, oltre che sulla massima quantità di energia che può contenere, vi si concentra sulla capacità di ricarica, ovvero la quantità di elettricità che l’auto può ricevere. Ma c’è un altro fattore determinante che entra in gioco quando si collega il veicolo a una stazione di ricarica rapida: la velocità a cui avviene l’intero processo, affinché sia il più breve possibile. Ciò che fa la differenza, in questi casi, è mantenere per il maggior tempo possibile un’alta capacità di ricarica.

Un processo di ricarica rapido dipende ovviamente dalla potenza che la colonnina è in grado di erogare, dalla capacità della batteria di riceverla e soprattutto dalla velocità di ricarica (kWh/minuti di ricarica) durante l’intera procedura. Se l'auto viene ricaricata alla massima potenza per un periodo relativamente breve e se non è in grado di sostenere a lungo questa potenza, la velocità di ricarica cala simultaneamente e, di conseguenza, la sosta si allunga.

Considerando una curva di ricarica ideale, con la massima potenza disponibile per un lungo periodo di tempo, la velocità di ricarica è il criterio più importante per valutare le prestazioni di ricarica della batteria, perché garantisce una breve durata del processo.

Quando, ad esempio, la Audi e-tron 55 viene collegata a una colonnina HPC (High Power Charging) da 150 kW, può contare su un'erogazione costante della potenza. Così, in condizioni ideali la batteria passa dal 5 al 70% sfruttando la potenza di ricarica alla sua soglia massima. Raggiunto questo livello di carica, il sistema di gestione delle celle riduce il livello di corrente per non danneggiarle.

Il pacco batterie della Audi e-tron 55 ha una capacità nominale di 95 kWh ed è stato progettato per avere un ciclo di vita lungo. Il suo complesso sistema di gestione termica è alla base del bilanciamento tra prestazioni e durata. Il raffreddamento a liquido assicura che la temperatura delle celle rimanga nel range ottimale di funzionamento, tra 25° C e 35° C, anche nelle condizioni più stressanti o con temperature esterne più basse. Per questo il sistema di raffreddamento contiene 22 litri di liquido e utilizza 40 metri di tubi suddivisi in 4 circuiti. Durante il processo di ricarica ad alta potenza, il liquido freddo disperde il calore che si crea a causa della resistenza elettrica interna della batteria.

Il nucleo del sistema di raffreddamento è costituito da profili estrusi - visivamente simili a una rete a doghe - che vengono fissati al pacco batterie dal basso. L'unità di raffreddamento e l'alloggiamento della batteria sono incollati insieme con un adesivo termoconduttivo di nuova concezione, mentre il sigillante - un gel termicamente conduttivo - costituisce il contatto tra l'alloggiamento e i moduli delle celle posti al suo interno: il gel trasferisce uniformemente il calore residuo prodotto dalle celle al circuito refrigerante attraverso l'alloggiamento della batteria. La distanza interposta tra questi elementi e le celle della batteria aumenta anche la sicurezza generale del sistema.

Un ulteriore vantaggio di questa elaborata architettura è, inoltre, l'elevata resilienza di tutto il sistema in caso di incidente.


Fonte: AUDI AG

AGENTI SARA - Dedizione e ottimismo, l'esperienza di Gianluca Meccariello


Gianluca Meccariello, Agente capo SARA di Potenza in Basilicata, ha risposto al nostro invito svolgendo un bel tema sulla pandemia e sulla reazione della gente e degli assicurati. Senza alcuna polemica ma con genuino entusiasmo e confortante ottimismo, rivendica quello che hanno fatto gli Agenti e il personale delle assicurazioni durante il lockdown. Lo pubblichiamo integralmente qui di seguito:

“Ebbene sì, c’eravamo anche noi. Si è parlato giustamente dei medici, degli infermieri, dei dipendenti dei supermercati, dei farmacisti. Ma tra quelli che non hanno mai chiuso durante il lockdown, c’eravamo anche noi: gli agenti di assicurazione della SARA.
Io, come i miei colleghi, sono sempre stato al mio posto. L’ho fatto con dovere e senso di responsabilità verso la Compagnia che non ci ha mai fatto mancare la vicinanza. E verso i nostri clienti.

Il nostro è un servizio indispensabile e questa non è altro che l’ennesima dimostrazione. Non vi nascondo però che non è stato facile. Non è stato facile restare giornate intere da solo all’interno dell’agenzia in attesa di non si sa bene chi. Ore e ore passate ad aspettare. Abituato al calore e alla passione delle mie due collaboratrici, costrette alla cassa integrazione per andare avanti, la solitudine mi ha permesso di ripensare a tutti gli anni passati sul campo nel segno di una professione che mi ha dato tanto e che continua ad emozionarmi.

Mi emoziona perché è una sfida continua. Ogni contratto firmato è un successo. Ogni diniego è una tegola, ma anche uno stimolo per fare meglio. E così passare due mesi con la sensazione di sentirti impotente davanti a tutto questo è stato come vivere un film drammatico del quale non si conosce la fine.

La tecnologia mi ha aiutato. Mi ha permesso di galleggiare senza affondare. Ma oggi finalmente guardo la luce in fondo al tunnel. In agenzia sta tornando il movimento di sempre. Le persone si sentono più tranquille, escono e ragionano su quanto sia importante proteggere sé stessi e le proprie famiglia.

È il momento di convincerli che la vita ha mostrato la sua imprevedibilità. Una polizza non è una spesa in più, ma è una garanzia di stabilità e serenità. È la sfida di noi agenti. È la mia sfida. Non ho mai perso l’ottimismo, neanche nei giorni più bui. Di certo non lo perdo ora che la normalità si sta palesando nella sua incredibile bellezza. Una bellezza quotidiana che tanto mi era mancata”.
La Basilicata ha registrato un numero limitato di contagi e decessi. Al 20 di maggio le 73  persone malate nella Regione erano così distribuite: 1 in terapia intensiva, 22 ricoverati con sintomi, 50 in isolamento domiciliare. I morti dell’intero periodo sono stati 27, i guariti 293.

AGENTI SARA - Così Fabio Casini affronta a Roma le "Idi di marzo" della pandemia


di Carlo Luna
Nella Capitale più importanti dei numeri sono state le immagini che hanno fatto il giro del mondo: strade deserte e, soprattutto Papa Francesco solo, a piedi, sotto la pioggia che attraversa piazza San Pietro. Una visione commovente e grandiosa. Gli abitanti della Capitale hanno assistito a un evento straordinario e condiviso le preoccupazioni dell’intero Paese. Gli assicuratori hanno fatto la loro parte. Vediamo come.
Ci sono a Roma ventitré agenzie SARA. In quella della Galleria Caracciolo ritrovo Fabio Casini, con il quale condivido la passione per il golf. Gli domando “Come stai”? Mi dice:
“Prima usavamo domandarci “come stai”? In modo superficiale intercalando la domanda in una prassi dialettica formale e ci aspettavamo una risposta altrettanto scontata: “ Bene grazie”. Invece oggi si scopre un inaspettato piacere nel sentire queste parole perché   sono vere e rassicuranti”.

C’è stato – dico – una sorta di tsunami delle abitudini quotidiane: come l’hai affrontato?
“I giorni iniziali di marzo sono stati stravolgenti, tutto ciò che si paventava è accaduto , ho pensato all'antica storia di Roma che si andava ripetendo: le Idi di Marzo. Da un giorno all'altro si è fermato tutto , le domande che ci ponevamo erano molte e le risposte date dai media, riprese dalle fonti governative, erano particolarmente discordanti e finivano per aumentare la confusione”.

Che avete fatto?
“L'unica certezza era proseguire il nostro lavoro perché di pubblica utilità. Abbiamo resistito pur non avendo mezzi idonei per l'accoglienza del personale e dei pochi clienti in palese difficoltà. La città, specialmente qui al centro, era spettrale. Qui risiede larga parte di Istituti, Enti e Società compresa la nostra Direzione e quella della nostra proprietà ACI. Tutti chiudevano ma noi restavamo in presidio. L'alternativa consisteva nella riduzione dell'orario di Agenzia per l'accoglienza clienti ma il lavoro in back office lievitava. I dipendenti, sono stati assoggettati a un pesante ridimensionamento e calati nel vortice della burocrazia per l'accesso alle casse in deroga. Inoltre occorreva e occorre gestire tutte le richieste pervenute via telefono e per mail.
C'è da dire che mai fu più lungimirante la via perseguita, in tempi non sospetti, dal nostro Direttore Generale per il riposizionamento informatico della nostra Sara, che con ulteriori ma possibili sforzi è riuscita a supportarci nella mutata gestione dei nostri clienti. C'è da considerare anche la parte umana della Compagnia che costantemente ci supportava mediante video e informative dal settore commerciale e marketing. Di questo li ringrazio. Sono stati appuntamenti che infondevano motivazioni al nostro operato”.

Un periodo improbo…
“Siamo stati chiamati ad una eccezionale concentrazione per affrontare la vastità di problematiche come imprenditori. In primis c'è l'attenzione ai nostri dipendenti per la loro incolumità e alla sostenibilità economica che necessariamente passa per continui confronti con i nostri consulenti del lavoro per normative o piuttosto compilazioni di modulistiche, e dunque la necessità di acquistare tutti quei dispositivi utili alla salubrità dei locali niente affatto facili da trovare, quali schermi, mascherine, gel disinfettante, alcool, sanificazioni filtri areazioni. Per questo ringrazio i colleghi  del  Gruppo Agenti  che hanno incessantemente lavorato per l'acquisto di beni spesso quasi introvabili”.

C’è anche dell’altro…
“La parte operativa che si è repentinamente modificata con l'assistenza in remoto, che impatta ancor di più nella gestione amministrativa dell'Agenzia, per via dei contatti telefonici e epistolari con l'assicurato. Che non sempre avverte la nostra difficile condizione di lavoro avanzando pretese alla “ hic et nunc “.

Come si deve reagire in questo caso?
“L'attuale situazione ci fa considerare come  primo obiettivo la tenuta del  portafoglio clienti per evitare che si determini un effetto domino. Per questo  siamo chiamati a mantenere una lucida e costante determinazione per infondere anche  sicurezza  ai nostri clienti, che spesso ci riferiscono di gravi difficoltà personali. Si pensi al settore “corporate” oppure alle famiglie che già soffrivano una debole e pregressa condizione economica.
Poi ci dovremmo soffermare sulle letture di continui dispacci governativi , utili a mantenere una condizione di lavoro conforme alle attuali esigenze sanitarie , e quelli aziendali ancor di più in quanto pertinenti ai nostri prodotti e protocolli”.

Compiti complessi in una situazione di pesante difficoltà?
“Certamente. Le agenzie hanno una sottorete da gestire e indirizzare e i nostri sub agenti sono frastornati e impauriti, affamati di notizie sui nostri orientamenti. Dobbiamo rivolgere loro attenzione organizzando incontri telematici per rivisitare i piani di lavoro.
C’è infine un’ amara realtà che vede le nostre agenzie, già prima dello shock causato dalla pandemia, in grave sofferenza perché costrette a lavorare sotto organico e che ora , con tutti gli adempimenti nascenti e nascituri non possono che contribuire alla creazione di maggiori affanni”.

Perché accade questo?
“Uno dei motivi principali è la robustezza delle Agenzie che nel tempo si sono trovate sempre più difformi dalle necessità di mercato indirizzato verso la concentrazione di massa economica che permette di abbattere i costi di produzione grazie alle economie di scala, consentendo un efficace impiego di manodopera non particolarmente formata che non è possibile adottare per le nostre realtà in quanto necessitiamo, invece, di personale qualificato e specificamente formato. E' indubbio che il sistema attuale di distribuzione non potrà che avere delle serie rivisitazioni strutturali che già si rendevano necessarie per il nostro settore ante COVID -19, che produrrà un'accelerazione così come accaduto per il comparto tecnologico. Questo processo sarà da porre in atto applicando i più alti principi etici per l'impatto che determina su intere famiglie”.

Da quanto tempo fai l’assicuratore?
“Sono Agente di assicurazioni da Aprile 1993. Ho vissuto nel settore assicurativo con tutte le vesti possibili: produttore, impiegato di Agenzia, subagente e infine Agente. La mia età, sessanta anni, e l’esperienza mi suggeriscono che siamo giunti a un momento di non ritorno. Bisognerà ridefinire insieme l'intero impianto distributivo del sistema assicurativo, perché le Agenzie per larga parte sono troppo piccole e dunque non possono più sostenere i costi di esercizio. In caso contrario assisteremmo ad un collasso che non gioverà a nessuno”.



L'energia di domani? Si genera camminando


Laurence Kemball-Cook ha fondato Pavegen nel 2009 secondo il concetto della "gamification of life": motivare le persone al cambiamento attraverso benefici e feedback immediati, rendendo tangibile il valore astratto per creare consapevolezza delle risorse e della responsabilità individuale. Il tutto in modo divertente.

"L'eolico e il solare possono non funzionare nelle grandi città, dove c’è molta ombra e gli edifici bloccano il vento" spiega Kemball-Cook, che ha una laurea in design industriale. "Una stazione della metro all'ora di punta è come un alveare, pieno di attività ed energia. E se si potesse sfruttare quest'energia e trasformarla?".

È proprio questa l'idea che ha portato alla nascita di Pavegen, un pavimento intelligente che converte l'energia cinetica dei passi in elettricità e dati: la pressione esercitata sulla superficie mette in moto tre bobine, che attualmente generano circa cinque watt di elettricità per passo.

Il progetto è decollato nel 2016, quando il team di tecnici guidato da Kemball-Cook ha sviluppato una nuova versione delle ‘mattonelle’, un modello a tre lati con un volano posizionato in ogni angolo, in grado di generare fino a 200 volte più elettricità rispetto al prototipo iniziale.

Considerando le applicazioni pratiche nei centri commerciali, negli aeroporti e nelle zone pedonali, il modello triangolare significa anche meno spazio sprecato, perché le singole piastre si uniscono tra di loro senza vuoti, tramite un sistema a "clic" che è più economico e facile da manutenere ed è garantito 20 anni.

La prima strada smart di Londra è Bird Street, una traversa di Oxford Street calpestata continuamente da tantissime persone. Qui, nel 2017, i pedoni hanno generato elettricità per l'illuminazione, i suoni e la raccolta dei dati. Il Pavegen è stato installato anche a Washington D.C., nei pressi della Casa Bianca e, nel 2018, in un centro commerciale nella periferia di Londra.

Le prime installazioni pubbliche sono state eseguite nell’ambito di iniziative particolari o per scopi promozionali, come nel caso dello strato di Pavegen sistemato sotto un campo da calcio nelle favelas di Rio de Janeiro, dove i giocatori hanno potuto alimentare l'impianto di illuminazione, anche con il supporto dei pannelli solari sui tetti degli edifici circostanti.

Nel 2018 Kemball-Cook ha firmato un memorandum d’intesa con Siemens per espandere l'impronta globale dell’azienda. La collaborazione porterà Pavegen in aeroporti e ospedali. "Un giorno vorremmo poter vendere Pavegen allo stesso prezzo di un pavimento tradizionale" racconta Kemball-Cook. "Pavegen è piaciuto subito a tutti perché poter vedere immediatamente i risultati delle proprie azioni è divertente: fai un passo e si accende una luce".

Ma non è tutto. Camminando su una superficie su cui è installata questa tecnologia si può decidere tramite app dove inviare l'energia generata, per esempio illuminando l'insegna del proprio bar preferito o donandola per una buona causa. "Nei prossimi mesi l’obiettivo è attivare un sistema che ‘premi’ le persone per i loro passi".

l sistema Pavegen integra una serie di trasmettitori Bluetooth a bassa potenza, i beacon, che inviano dati sull'andamento dei movimenti, fornendo un'idea dei picchi di traffico pedonale e sulle abitudini dei consumatori. E il prossimo step di sviluppo potrebbe riguardare le automobili, che teoricamente, con lo stesso principio applicato ai pedoni, potrebbero generare molta più energia quando si fermano agli stop e ai semafori. Attualmente Pavegen è installato in oltre 200 siti sparsi in 30 Paesi del mondo.

Fonte: AUDI AG

AGENTI SARA - Un team vincente di sole donne impatta la pandemia in Puglia

di Carlo Luna

Secondo i dati sulla pandemia del 9 maggio, la Puglia è al decimo posto in classifica con 2.729 positivi, 1.114 guariti e 443 deceduti. E’ per sua fortuna lontana dalle cifre terribili delle zone rosse dell’Italia settentrionale ma i suoi abitanti hanno provato e provano gli stessi timori e gli stessi  disagi. Fra le agenzie SARA di spicco c’è quella di Polignano a mare, guidata da Margherita Spilotro e composta di sole donne. Secondo la titolare si tratta di tre persone “fantastiche” ognuna un compito ben preciso: una responsabile amministrativa, una dei rami elementari e del  vita,una responsabile del  portafoglio Rca.
Margherita è agente SARA dal 2010 e anche titolare della Delegazione Aci ubicata negli stessi locali dell'Agenzia. Presidente del Club Mercurio è dal 2012 nella classifica dei venticinque agenti più performanti di SARA. E’ molto popolare fra i suoi colleghi. Ecco quello che ha risposto alle mie domande.

Quando si è resa conto della gravità di COVID-19?
"La gravità del Covid-19 l'ho percepita il 10 marzo, giorno del lockdown nazionale. Un'atmosfera surreale , il mio paese, Polignano a Mare, completamente deserto. Sembrava di stare sul set di un film".

Come hanno reagito le persone e, in particolare, gli assicurati?
"I nostri assicurati ci ponevano le domande più assurde, nelle quali si percepiva il terrore di ognuno di loro a uscire di casa e quindi il timore di  non poter più utilizzare l'auto".

Si può valutare, sia pure per approssimazione, qual è il danno economico che la pandemia ha prodotto nella sua zona e al suo lavoro di assicuratrice?
"Nella mia zona, a Polignano a Mare, paese fondato sul turismo, il danno economico non credo si possa valutare. Il paese, sempre frizzante e frequentato da tanta gente, è completamente deserto. Per quanto riguarda il danno economico per la mia Agenzia, a oggi ha annullato almeno due anni di duro lavoro d’incremento del mio portafoglio".

Gli agenti delle assicurazioni sono  in prima linea: è cambiato il rapporto con i clienti? Se sì come?
"Il rapporto con i clienti è cambiato tantissimo, il nostro lavoro è basato sulla relazione con il cliente e trasformare questo contatto con il cliente in un contatto solo digitale non è poi cosi semplice".

Quali provvedimenti ha adottato nella sua agenzia?
"In primis ho dotato i locali dell’ agenzia di tutti i dispositivi necessari, per permettere sia ai miei dipendenti che  ai clienti di stare in sicurezza. Abbiamo dotato l'agenzia di nuovi schermi integrati con telecamere e microfoni, cosi ogni collaboratore può effettuare videochiamate".

Quali iniziative della Direzione Centrale della Compagnia sono state utili nel vostro lavoro?
"Sicuramente l'utilizzo della nuova tecnologia informatica, che ci ha permesso di essere già pronti per questa rivoluzione digitale".

Da questa drammatica esperienza persone e attività produttive usciranno profondamente cambiate. E’ d’accordo? In particolare che cosa muterà per le Compagnie di Assicurazioni?
"Sicuramente  cambieranno le persone e le attività produttive. Le persone sono proiettate ad oggi verso l'essenziale, ma credo che il concetto di assicurazione oggi trasmetta alla gente sicurezza, e quindi questo periodo di incertezza non farà altro che aumentare la sensibilità' assicurativa dei nostri clienti".

Nell’invito a partecipare a questo dibattito, rivolto agli Agenti SARA, si afferma che il compito di proteggere la vita e le cose dei cittadini, conferma che  il ruolo svolto dalle  assicurazioni nella nostra società,  ha anche un valore etico. Qual è la sua opinione?
"Il nostro ruolo ha sicuramente un valore etico, quasi di educatore per ricercare ciò che è bene per l'uomo".


AGENTI SARA - A Orvieto la pandemia accresce l'impegno di Pier Paolo Merkel per proteggere gli assicurati

Cinquantacinque anni, 34 dei quali passati  in SARA, Pier Paolo Merkell è attualmente agente della Compagnia nella stupenda cittadina di Orvieto che, come il resto della Umbria, è stata meno colpita dalla pandemia rispetto ad altre zone del nostro Paese.  Secondo gli ultimi dati, Orvieto ha 1.422 positivi, 1.227 guariti e 73 deceduti, fra i quali una suora di 103 anni che stava nel convento di Porano, che si trova nei pressi. Ciò non toglie che la vita e il lavoro degli abitanti di Orvieto siano stati fortemente coinvolti come nel resto del Paese. Ecco come ha reagito il rappresentante di SARA.
Al divampare della pandemia, che cosa ha provato e quali provvedimenti ha preso?

“La paura, lo sconforto, l’incertezza, l’impreparazione e la voglia di ricominciare sono stati e sono i sentimenti con i quali vivo ed ho vissuto questa drammatica emergenza. Mi sono trovato come molti altri ad affrontare questo periodo senza nessuna memoria esperienziale e di conseguenza nella piena difficoltà per prendere decisioni. I primi giorni si alternavano varie necessità. Anzitutto  pensare alla salute dei miei collaboratori, far sentire la nostra vicinanza agli assicurati e non ultima mettere in sicurezza dal punto di vista economico la mia attività”

Ha avuto difficoltà in questa sua azione?
"Di ogni tipo. Nella ricerca dei dispositivi medici. Assolutamente introvabili mascherine, guanti, disinfettanti e mezzi di protezione. Poi c’era da riorganizzare il lavoro in agenzia, un compito improbo sul quale tutti facevano domande alle quali spesso non ero in grado di rispondere. Questo disagio faceva crescere il senso di inadeguatezza”.

Come ne è uscito?
“Piano piano, dopo vari tentativi sono riuscito a trovare i primi dispositivi medici come gel, guanti, mascherine; e divisori per l’agenzia. Ho organizzato l’attività cercando di ridurre al minimo i contatti a partire dal mio staff. Ho cambiato orario per il pubblico fissandolo dalle 9 alle 13,30, alternando giornalmente le dipendenti mentre. Il pomeriggio tramite smart working, coprivo le esigenze dei sub agenti con i quali ho mantenuto contatti giornalieri e ho condiviso tutte le criticità.

E il rapporto con gli assicurati?
“Con tutto lo staff abbiamo deciso di stare molto vicino alla nostra clientela. Le mie collaboratrici finito l’orario aperto al pubblico dedicano circa tre ore per sentire i nostri clienti per telefono.  Lo faremo fino al 28 maggio, per dimostrare la nostra presenza ma anche per lo scambio di esperienze comuni sull’emergenza. Sara Super Pay ci ha aiutato a rispondere alle esigenze della clientela e a ridurre il numero delle persone presenti in agenzia. Altra iniziativa che ho sentito di dover prendere è rispondere personalmente a tutte le richieste pervenute per e mail da parte dei nostri assicurati, per far sentire la tempestività e l’amicizia di SARA nei loro confronti. Si può dire che li abbiamo “coccolati” e continueremo a farlo”.

Questo modifica il rapporto?
“Al di fuori di tutte le difficoltà che ho avuto e che avrò sono riuscito a trovare delle opportunità che spero possano dare frutti nell’immediato e anche in seguito. Mi riferisco a un maggior contatto con la clientela; a una analisi puntuale delle future criticità; alla sperimentazioni di nuovi strumenti tecnologici e al rafforzamento della squadra”.

Cosa si aspetta per il futuro e cosa ha imparato in questo periodo?
“Penso che l’essermi messo in gioco, l’aver ascoltato ed essere stato ” vicino “ mi permetteranno di affrontare un futuro sicuramente assai impegnativo ma con la consapevolezza di essere riconosciuto come agente di SARA sempre disponibile e particolarmente presente nei momenti difficili”.

GLI AGENTI SARA E IL COVID-19


Avete dovuto salvaguardare, come tutti, la vostra vita, ma anche proteggere la salute e i beni degli assicurati. Siete stati costantemente in prima linea in uno scenario di crisi imprevista e drammatica, che si chiama Pandemia e fa tuttora paura.

Il sito web di Sara, www.viapo20.it , d’intesa con il direttore Generale, Tosti, e con il direttore commerciale Pollicino e marketing Brachini, intende diffondere il racconto delle vostre esperienze, dei tanti momenti di difficoltà che avete dovuto affrontare e che state ancora
affrontando in questi mesi.

Per partecipare scrivetemi all’indirizzo c.luna@sara.it , allegando anche una vostra foto. Ogni testimonianza sarà pubblicata con evidenza sul sito web che mi è stato affidato. Il vostro comportamento in un periodo di così grandi preoccupazioni e tensioni merita di essere condiviso e ricordato.

Cordialmente
Carlo Luna

AGENTI SARA - L'onore di poter lavorare con SARA Assicurazioni di Fabio Di Vincenzo


Mi chiamo Fabio Di Vincenzo e sono un subagente dell'Agenzia Generale di Bari (BA). Sin dal primo momento dell'emergenza Coronavirus, ho cercato, organizzandomi per bene da casa, di attrezzarmi con tutto il necessario per poter svolgere in modo efficiente il mio lavoro.

I miei clienti non li ho mai abbandonati; anzi, nonostante molte restrizioni imposte che via via si sono susseguite nel tempo, ho deciso di mettermi a disposizione di tutti consegnando le polizze che man mano arrivavano a scadenza direttamente al proprio domicilio (organizzavo, infatti, appuntamenti sia dal telefono che da whattsapp ed in alcuni casi trattative in videochiamata prima dell'emissione della polizza di rinnovo).

Non vi nascondo che, ad oggi, non potevo fare scelta migliore.

Devo, innanzitutto, ringraziare tanto il mio Agente Generale, Vittorio Del Vecchio e la sua Agenzia perchè in questo periodo mi sono stati sempre vicino aiutandomi a soddisfare tutte le esigenze e/o richieste dei miei clienti.

La presenza assidua giornaliera mi ha dato la forza di reagire in questo momento molto delicato per tutti noi; mi creda quando le scrivo che in questi tre mesi, non c'è stato un giorno o sera in cui io ed il mio Agente non ci siamo sentiti! Questo per me è stato fondamentale!!!!

La riconoscenza degli stessi clienti, nonostante un iniziale scetticismo per paura del contagio, mi ha permesso (munito di guanti e mascherina) di apprezzare tanto il mio lavoro e gratificare tutti i miei sforzi. Rendendomi disponibile sempre, contattandoli personalmente, non lasciandoli mai da soli, ha elevato la mia persona; mi ha reso consapevole delle mie potenzialità e professionalità....ci sono state consulenze nate da un incontro causale, molte sfociate in soluzioni assicurative idonee poi sottoscritte dai clienti....il concetto ribadito più volte da loro, è sempre stato il nostro credo: la protezione della propria famiglia.

Sono fiero di dare un contributo e felice di constatare in modo tangibile che questo periodo è servito a tutti noi per riscoprire i veri valori, aprire la mente, poter pensare ai propri cari con soluzioni assicurative idonee per ogni singola esigenza richiesta.

Ecco il bello della nostra professione; aiutare a comprendere le "vere" necessità della gente, aiutarli a spiegare in modo chiaro il prodotto offerto instaurando un rapporto duraturo e di fiducia nel tempo.

Infine, concludo il mio scritto rappresentando che sono fiero di poter lavorare con SARA Assicurazioni S.p.A. la quale non ci ha MAI lasciati soli e ringrazio molto il mio Agente per la stima e la fiducia nella mia persona.

Fabio Di Vincenzo

NUMERI RECORD PER ACI SPACE, L’APP PER AUTOMOBILISTI E MOTOCICLISTI

L’app gratuita “ACI Space” per smartphone e tablet, ideata per creare un punto di contatto continuo con automobilisti e motociclisti, sta registrando numeri estremamente positivi: in quasi tre anni (dal lancio, ad aprile 2017, fino al primo trimestre del 2020), sono stati 834.638 i download (nuovi utenti che hanno scaricato l’app sul proprio smartphone), con una media annua che corrisponde ad oltre 29.000 al mese, (il picco di quasi 40.000 è stato raggiunto a gennaio scorso), circa 6 milioni le sessioni (numero di utenti che usano abitualmente l'app), ben 320.000 quelle nel primo mese di quest’anno.

Abbiamo registrato, poi, ottime recensioni dell'app da parte degli utenti, tanto che sugli store (Android e iOS) la media stabile di ACI Space è pari a 4,045 stelline, con picchi giornalieri di 4,75: punti di forza le costanti implementazioni delle funzionalità insieme ad un servizio di assistenza puntuale. Più che comprensibili, dunque, la soddisfazione e l’entusiasmo da parte del team ACI e ACI Informatica che ha lavorato al progetto.

Oggi oltre al servizio SOS, soccorso stradale (anche per sordi), a domicilio o medico, “ACI Space” offre: Around Me (ricerca online dei punti di interesse su mappa); Club (offerte, vantaggi e news per i soci ACI); Infotarga (per conoscere gratuitamente le caratteristiche di qualunque veicolo, dalla classe ‘euro’ alla potenza); MyCar (riporta l’elenco dei veicoli registrati al Pubblico Registro Automobilistico di cui attualmente si è il proprietario, locatario o usufruttuario); ACI&Co (racchiude i servizi informativi di ACI alla collettività come i notiziari sulla viabilità locale di “LuceVerde” e la rivista digitale “l’Automobile”, oltre alle funzionalità di pagamento elettronico per la sosta, l’accesso ZTL e il trasporto pubblico locale attraverso la piattaforma “MyCicero”); Memo (per ricordare le scadenze come, ad esempio, la revisione o la Patente di guida); ACI Sport (riporta il calendario delle gare automobilistiche di tutte le discipline comprese le manifestazioni non agonistiche) e Il Tuo Consulente (per trovare le delegazioni ACI).


AGENTI SARA - L'impegno sociale del nostro agente di Faenza per la raccolta fondi della Croce Rossa

E' una storia (bella) di musica, solidarietà e passione. E la storia di Aldo Focaccia, Agente Sara, che a Faenza è diventato un vero personaggio, radunando sotto casa sua centinaia di persone per il suoi concerti in epoca di Covid-19. Un successo clamoroso, usato per raccolta fondi a favore della Croce Rossa. E alcune immagini delle sue esibizioni perfino finite nel video della Coca Cola.





AGENTI SARA - Dopo una dura battaglia Marnati sconfigge il Covid-19



di Carlo Luna

Cinquantadue anni e un fisico possente quello mostrato in fotografia  da Massimo Marnati. E’ alto un metro e novanta e nella battaglia contro il virus ha perduto 20 kg. Quando è stato trovato positivo, ha fatto la TAC e il primario dell’Ospedale di Busto Arsizio,  Paolo Ghiringhelli, gli ha detto: ”La situazione è grave, adesso ti addormentiamo con la speranza che ti risvegli”. Ha trascorso tre settimane intubato e da due è in terapia intensiva. Nella nostra conversazione telefonica parla con fatica.

Chiedo a che cosa pensasse durante il ricovero. “Alla mia famiglia in primo luogo, a mia moglie, Mary, a Eugenio, Edoardo ed Ettore,  i miei tre figli, Pensavo anche spesso all’eventualità di non farcela. Ho poi saputo che su 100 ricoverati  in condizioni simili alle mie, 73 sono deceduti”.
Mostra grande riconoscenza per medici, infermiere e personale sanitario. “Sono stati stupendi, degli angeli. C’è stata un’infermiera, soprannominata Fiorellino, che si fermava la sera dopo aver concluso il proprio turno di lavoro e dava notizie per telefono alla mia famiglia che era in quarantena. Io non potevo parlare ma sentivo tutto. Inoltre alcuni amici si sono prodigati per far pervenire ai miei il necessario e dire loro le novità. I miei due soci Marco Falanti e Alberto Stefani hanno mandato avanti l’agenzia. Andrea Pollicino, Elena Michelizza e  Francesco Cardinali si informavano quotidianamente sulle mie condizioni”.

Chiedo che cosa ha provato quando i medici l’hanno staccato dal respiratore dicendogli che era in via di guarigione. “ Non me l’hanno detto perché non ero per niente in via di guarigione. Hanno invece dichiarato di sperare che la situazione tenesse altrimenti bisognava ricorrere alla tracheotomia. E saremo stati a un passo dalla fine”.

Ha saputo che c’è stata una reazione straordinaria della popolazione  con una grande solidarietà fra le persone, l’inno nazionale cantato in coro sui balconi, la diffusione di  parole d’ordine come” Tutto andrà bene” e “Insieme ce la faremo"?

“Sì ma va detto che abbiamo sottovalutato la situazione perché ci sono state  comunicate informazioni non corrette. Poi c’è stata una grande, nobile reazione di medici infermieri e personale sanitario, che è stata esemplare e in sintonia con quella della stragrande maggioranza della popolazione”.

Chiedo  se è corretto affermare che gli assicuratori “sono in prima linea perché, oltre a difendere come tutti la propria vita, sono altresì impegnati a salvaguardare la vita e i beni degli assicurati. Alla luce di quanto è accaduto con il dilagare della pandemia, secondo lei c’è anche un valore etico nella vostra attività”?

"Sicuramente, quando si manifesta un pericolo l’assicuratore è vicino alle persone, tiene aperti gli uffici, raddoppia la diaria come ha fatto SARA e la estende alla convalescenza. La nostra è una Compagnia umana e sensibile”.

Lei ha ingaggiato una dura battaglia con il COVID-19. La ringrazio del colloquio telefonico che mi ha concesso. Un’ultima domanda: che progetti ha per il futuro?

“Riprendermi al 100 per 100 anche se sono già parzialmente operativo. Una esperienza drammatica come quella che ho vissuto fa  apprezzare la vita , le gioie della famiglia e le soddisfazioni che può dare la professione di assicuratore e il fatto di fare parte di una Compagnia a misura d’uomo come la SARA”.

     

GLI AGENTI SARA E IL COVID-19

Avete dovuto salvaguardare, come tutti, la vostra vita, ma anche proteggere la salute e i beni degli assicurati. Siete stati costantemente in prima linea in uno scenario di crisi imprevista e drammatica, che si chiama Pandemia e fa tuttora paura.

Il sito web di Sara, www.viapo20.it , d’intesa con il direttore Generale, Tosti, e con il direttore commerciale Pollicino e marketing Brachini, intende diffondere il racconto delle vostre esperienze, dei tanti momenti di difficoltà che avete dovuto affrontare e che state ancora
affrontando in questi mesi.

Per partecipare scrivetemi all’indirizzo c.luna@sara.it , allegando anche una vostra foto. Ogni testimonianza sarà pubblicata con evidenza sul sito web che mi è stato affidato. Il vostro comportamento in un periodo di così grandi preoccupazioni e tensioni merita di essere condiviso e ricordato.

Cordialmente
Carlo Luna

La foto del Gruppo Sara

Il Gruppo Sara è un brand tutto italiano che lega la sua storia e i suoi successi a quelli del nostro paese: si caratterizza per strategie e obiettivi costruiti sulla situazione reale del paese e delle famiglie. Sara Assicurazioni è l'unica compagnia assicuratrice nata da un’associazione di automobilisti, l’Automobile Club d’Italia, e il solo esempio italiano di Joint venture tra un'associazione di consumatori e una compagnia di assicurazione.

Dalla profonda sinergia con ACI, nascono le numerose iniziative di cui Sara Assicurazioni si fa promotrice nel campo della tutela delle esigenze dei soci ACI e in favore della diffusione della cultura della sicurezza strada.


Iniziative e Manifestazioni
Sara, in sinergia con ACI, promuove su tutto il territorio nazionale manifestazioni di grande interesse sportivo.


Sara Safe Factor
Sara assicurazioni lega da oltre 10 anni il proprio nome a progetti formativi dedicati ai ragazzi delle scuole superiori


Ready2Go
Guidare responsabilmente è un dovere. Ready To Go è la rete nazionale di Scuole Guida che potrebbe essere utile anche a te.


Guida sicura
Siamo sponsor dei centri di Guida Sicura di Vallelunga e Lainate, che impiegano le più moderne tecnologie di formazione piloti.


Vantaggi per i Soci Aci
Numerosi vantaggi di essere assicurato Sara e Socio ACI


Drastica contrazione del Pil nel primo trimestre 2020


Nel primo trimestre 2020 il prodotto interno lordo italiano, secondo la prima stima dell’Istat diffusa oggi, ha fatto registrare un calo del 4,7%. Si tratta di una contrazione particolarmente severa, soprattutto se si considera che è stata determinata in larghissima misura dall’andamento del solo mese di marzo in cui l’attività economica è stata pesantemente influenzata dall’emergenza coronavirus.

Con il calo del primo trimestre di quest’anno l’indice trimestrale del Pil italiano accusa un calo del 9,5% rispetto al livello ante-crisi dell’inizio del 2008. Come è noto, il Pil italiano, a differenza di quanto è successo in tutte le economie avanzate, a fine 2019 accusava ancora un calo del 5% sul livello ante-crisi 2008, calo che in questo inizio del 2020 si sta fortemente accentuando. A ciò si aggiunge – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - che, dato che il calo del primo trimestre di quest’anno è stato dovuto sostanzialmente soltanto all’andamento del solo mese di marzo, è lecito ritenere che la contrazione del Pil nel trimestre in corso del 2020 sarà ancora più pesante.
 

12 Sigilli Qualità per l’offerta Auto di Sara Assicurazioni


Premiata per il 4° anno consecutivo l’Offerta Auto di Sara Assicurazioni – Assicuratrice ufficiale dell’ACI : sono ben 12 i Sigilli Qualità attribuiti a Sara secondo lo studio “RCA Italia” realizzato dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza su un panel di 18 Compagnie e pubblicato su Repubblica/Affari&Finanza.

E’ online il n. 29 del bimestrale telematico “ONDA VERDE”

E’ online il n. 29 maggio-giugno 2020 del bimestrale telematico “ONDA VERDE”, il periodico dell’Automobile Club d’Italia per la mobilità sostenibile.




PANDEMIA: LA SVOLTA DELLA PUBBLICITA’: SARA IN TV PROTEGGE “IN OGNI TAPPA”


Di fronte alla sconvolgente e drammatica pandemia, la pubblicità ha cambiato rapidamente obiettivo e linguaggio.  In questa fase, più che suggerire di acquistare prodotti, propone solidarietà, speranza e tricolore, sintetizzandoli in parole d’ordine coniugate da tutti, da personaggi famosi come dai bambini. Le più diffuse sono:” Tutto andrà bene” e “Insieme ce la faremo”.

Il sistema delle assicurazioni, impegnato da sempre nel compito istituzionale  di garantire e proteggere persone e cose, è stato subito coinvolto da questa svolta imprevedibile e repentina.  SARA, ancora prima della pandemia, aveva lanciato un messaggio rassicurante ai clienti e alla rete di vendita.  Su input del DG Alberto Tosti, era stata promossa  una campagna collegata con il Giro d’Italia di ciclismo svoltosi a maggio 2019 che ha avuto come  slogan:”Siamo con voi in ogni tappa”. Per rimanere in tema, diciamo che , a quasi un anno di distanza, con il dilagare del virus sono arrivate le  tappe più dure, con  le montagne da scalare.

Il mutamento dello scenario provocato dal COVID 19, ha fatto sì che SARA beneficiasse di questa sua predisposizione. Ha creato una apposita unità di crisi,  e ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria con un messaggio di rassicurazione e di italianità.
Un contributo   al Paese che esalta il suo legame con la più grande associazione di consumatori,l’Automobile Club d’Italia alla quale aderiscono un  milione di soci. Contributo tradotto da SARA in gesti concreti. Come lo stanziamento di 500mila euro per i soccorsi; la destinazione di 1 euro alla CRI e  allo Spallanzani per ogni polizza stipulata nel periodo aprile-maggio 2020;  la creazione di un numero verde e di un indirizzo mail per ottenere informazioni.

“Siamo una Compagnia moderna e innovativa”, spiega il direttore marketing, Marco Brachini,” che insieme alla sua rete fisica di agenti, si è dotata di tecnologie di avanguardia, offre continuità di servizio e di qualità a tutti. I nostri agenti sono in prima linea su tutto il territorio nazionale”.
La campagna pubblicitaria di SARA è già in corso sulle reti Mediaset, Rai, Sky e La7 con 1800 passaggi complessivi .