AGENTI SARA - Così Fabio Casini affronta a Roma le "Idi di marzo" della pandemia


di Carlo Luna
Nella Capitale più importanti dei numeri sono state le immagini che hanno fatto il giro del mondo: strade deserte e, soprattutto Papa Francesco solo, a piedi, sotto la pioggia che attraversa piazza San Pietro. Una visione commovente e grandiosa. Gli abitanti della Capitale hanno assistito a un evento straordinario e condiviso le preoccupazioni dell’intero Paese. Gli assicuratori hanno fatto la loro parte. Vediamo come.
Ci sono a Roma ventitré agenzie SARA. In quella della Galleria Caracciolo ritrovo Fabio Casini, con il quale condivido la passione per il golf. Gli domando “Come stai”? Mi dice:
“Prima usavamo domandarci “come stai”? In modo superficiale intercalando la domanda in una prassi dialettica formale e ci aspettavamo una risposta altrettanto scontata: “ Bene grazie”. Invece oggi si scopre un inaspettato piacere nel sentire queste parole perché   sono vere e rassicuranti”.

C’è stato – dico – una sorta di tsunami delle abitudini quotidiane: come l’hai affrontato?
“I giorni iniziali di marzo sono stati stravolgenti, tutto ciò che si paventava è accaduto , ho pensato all'antica storia di Roma che si andava ripetendo: le Idi di Marzo. Da un giorno all'altro si è fermato tutto , le domande che ci ponevamo erano molte e le risposte date dai media, riprese dalle fonti governative, erano particolarmente discordanti e finivano per aumentare la confusione”.

Che avete fatto?
“L'unica certezza era proseguire il nostro lavoro perché di pubblica utilità. Abbiamo resistito pur non avendo mezzi idonei per l'accoglienza del personale e dei pochi clienti in palese difficoltà. La città, specialmente qui al centro, era spettrale. Qui risiede larga parte di Istituti, Enti e Società compresa la nostra Direzione e quella della nostra proprietà ACI. Tutti chiudevano ma noi restavamo in presidio. L'alternativa consisteva nella riduzione dell'orario di Agenzia per l'accoglienza clienti ma il lavoro in back office lievitava. I dipendenti, sono stati assoggettati a un pesante ridimensionamento e calati nel vortice della burocrazia per l'accesso alle casse in deroga. Inoltre occorreva e occorre gestire tutte le richieste pervenute via telefono e per mail.
C'è da dire che mai fu più lungimirante la via perseguita, in tempi non sospetti, dal nostro Direttore Generale per il riposizionamento informatico della nostra Sara, che con ulteriori ma possibili sforzi è riuscita a supportarci nella mutata gestione dei nostri clienti. C'è da considerare anche la parte umana della Compagnia che costantemente ci supportava mediante video e informative dal settore commerciale e marketing. Di questo li ringrazio. Sono stati appuntamenti che infondevano motivazioni al nostro operato”.

Un periodo improbo…
“Siamo stati chiamati ad una eccezionale concentrazione per affrontare la vastità di problematiche come imprenditori. In primis c'è l'attenzione ai nostri dipendenti per la loro incolumità e alla sostenibilità economica che necessariamente passa per continui confronti con i nostri consulenti del lavoro per normative o piuttosto compilazioni di modulistiche, e dunque la necessità di acquistare tutti quei dispositivi utili alla salubrità dei locali niente affatto facili da trovare, quali schermi, mascherine, gel disinfettante, alcool, sanificazioni filtri areazioni. Per questo ringrazio i colleghi  del  Gruppo Agenti  che hanno incessantemente lavorato per l'acquisto di beni spesso quasi introvabili”.

C’è anche dell’altro…
“La parte operativa che si è repentinamente modificata con l'assistenza in remoto, che impatta ancor di più nella gestione amministrativa dell'Agenzia, per via dei contatti telefonici e epistolari con l'assicurato. Che non sempre avverte la nostra difficile condizione di lavoro avanzando pretese alla “ hic et nunc “.

Come si deve reagire in questo caso?
“L'attuale situazione ci fa considerare come  primo obiettivo la tenuta del  portafoglio clienti per evitare che si determini un effetto domino. Per questo  siamo chiamati a mantenere una lucida e costante determinazione per infondere anche  sicurezza  ai nostri clienti, che spesso ci riferiscono di gravi difficoltà personali. Si pensi al settore “corporate” oppure alle famiglie che già soffrivano una debole e pregressa condizione economica.
Poi ci dovremmo soffermare sulle letture di continui dispacci governativi , utili a mantenere una condizione di lavoro conforme alle attuali esigenze sanitarie , e quelli aziendali ancor di più in quanto pertinenti ai nostri prodotti e protocolli”.

Compiti complessi in una situazione di pesante difficoltà?
“Certamente. Le agenzie hanno una sottorete da gestire e indirizzare e i nostri sub agenti sono frastornati e impauriti, affamati di notizie sui nostri orientamenti. Dobbiamo rivolgere loro attenzione organizzando incontri telematici per rivisitare i piani di lavoro.
C’è infine un’ amara realtà che vede le nostre agenzie, già prima dello shock causato dalla pandemia, in grave sofferenza perché costrette a lavorare sotto organico e che ora , con tutti gli adempimenti nascenti e nascituri non possono che contribuire alla creazione di maggiori affanni”.

Perché accade questo?
“Uno dei motivi principali è la robustezza delle Agenzie che nel tempo si sono trovate sempre più difformi dalle necessità di mercato indirizzato verso la concentrazione di massa economica che permette di abbattere i costi di produzione grazie alle economie di scala, consentendo un efficace impiego di manodopera non particolarmente formata che non è possibile adottare per le nostre realtà in quanto necessitiamo, invece, di personale qualificato e specificamente formato. E' indubbio che il sistema attuale di distribuzione non potrà che avere delle serie rivisitazioni strutturali che già si rendevano necessarie per il nostro settore ante COVID -19, che produrrà un'accelerazione così come accaduto per il comparto tecnologico. Questo processo sarà da porre in atto applicando i più alti principi etici per l'impatto che determina su intere famiglie”.

Da quanto tempo fai l’assicuratore?
“Sono Agente di assicurazioni da Aprile 1993. Ho vissuto nel settore assicurativo con tutte le vesti possibili: produttore, impiegato di Agenzia, subagente e infine Agente. La mia età, sessanta anni, e l’esperienza mi suggeriscono che siamo giunti a un momento di non ritorno. Bisognerà ridefinire insieme l'intero impianto distributivo del sistema assicurativo, perché le Agenzie per larga parte sono troppo piccole e dunque non possono più sostenere i costi di esercizio. In caso contrario assisteremmo ad un collasso che non gioverà a nessuno”.