AGENTI SARA - A Orvieto la pandemia accresce l'impegno di Pier Paolo Merkel per proteggere gli assicurati

Cinquantacinque anni, 34 dei quali passati  in SARA, Pier Paolo Merkell è attualmente agente della Compagnia nella stupenda cittadina di Orvieto che, come il resto della Umbria, è stata meno colpita dalla pandemia rispetto ad altre zone del nostro Paese.  Secondo gli ultimi dati, Orvieto ha 1.422 positivi, 1.227 guariti e 73 deceduti, fra i quali una suora di 103 anni che stava nel convento di Porano, che si trova nei pressi. Ciò non toglie che la vita e il lavoro degli abitanti di Orvieto siano stati fortemente coinvolti come nel resto del Paese. Ecco come ha reagito il rappresentante di SARA.
Al divampare della pandemia, che cosa ha provato e quali provvedimenti ha preso?

“La paura, lo sconforto, l’incertezza, l’impreparazione e la voglia di ricominciare sono stati e sono i sentimenti con i quali vivo ed ho vissuto questa drammatica emergenza. Mi sono trovato come molti altri ad affrontare questo periodo senza nessuna memoria esperienziale e di conseguenza nella piena difficoltà per prendere decisioni. I primi giorni si alternavano varie necessità. Anzitutto  pensare alla salute dei miei collaboratori, far sentire la nostra vicinanza agli assicurati e non ultima mettere in sicurezza dal punto di vista economico la mia attività”

Ha avuto difficoltà in questa sua azione?
"Di ogni tipo. Nella ricerca dei dispositivi medici. Assolutamente introvabili mascherine, guanti, disinfettanti e mezzi di protezione. Poi c’era da riorganizzare il lavoro in agenzia, un compito improbo sul quale tutti facevano domande alle quali spesso non ero in grado di rispondere. Questo disagio faceva crescere il senso di inadeguatezza”.

Come ne è uscito?
“Piano piano, dopo vari tentativi sono riuscito a trovare i primi dispositivi medici come gel, guanti, mascherine; e divisori per l’agenzia. Ho organizzato l’attività cercando di ridurre al minimo i contatti a partire dal mio staff. Ho cambiato orario per il pubblico fissandolo dalle 9 alle 13,30, alternando giornalmente le dipendenti mentre. Il pomeriggio tramite smart working, coprivo le esigenze dei sub agenti con i quali ho mantenuto contatti giornalieri e ho condiviso tutte le criticità.

E il rapporto con gli assicurati?
“Con tutto lo staff abbiamo deciso di stare molto vicino alla nostra clientela. Le mie collaboratrici finito l’orario aperto al pubblico dedicano circa tre ore per sentire i nostri clienti per telefono.  Lo faremo fino al 28 maggio, per dimostrare la nostra presenza ma anche per lo scambio di esperienze comuni sull’emergenza. Sara Super Pay ci ha aiutato a rispondere alle esigenze della clientela e a ridurre il numero delle persone presenti in agenzia. Altra iniziativa che ho sentito di dover prendere è rispondere personalmente a tutte le richieste pervenute per e mail da parte dei nostri assicurati, per far sentire la tempestività e l’amicizia di SARA nei loro confronti. Si può dire che li abbiamo “coccolati” e continueremo a farlo”.

Questo modifica il rapporto?
“Al di fuori di tutte le difficoltà che ho avuto e che avrò sono riuscito a trovare delle opportunità che spero possano dare frutti nell’immediato e anche in seguito. Mi riferisco a un maggior contatto con la clientela; a una analisi puntuale delle future criticità; alla sperimentazioni di nuovi strumenti tecnologici e al rafforzamento della squadra”.

Cosa si aspetta per il futuro e cosa ha imparato in questo periodo?
“Penso che l’essermi messo in gioco, l’aver ascoltato ed essere stato ” vicino “ mi permetteranno di affrontare un futuro sicuramente assai impegnativo ma con la consapevolezza di essere riconosciuto come agente di SARA sempre disponibile e particolarmente presente nei momenti difficili”.