La mobilità dopo l'emergenza Covid-19

“L’impatto dell’emergenza COVID-19 sulla mobilità a noleggio e in sharing è stato pesante. La crisi economica innescata dalla pandemia, il telelavoro e la sospensione dei flussi turistici in ingresso nel nostro Paese hanno bloccato la spinta innovativa della new mobility pay-per-use, che nel 2019 aveva visto crescere la propria flotta di auto e veicoli commerciali leggeri fino a 1,2 milioni di unità, raggiungendo il 25% dell’immatricolato nazionale. Noleggio a breve termine e car sharing, dopo due mesi di fermo quasi totale, a maggio hanno avviato una timida ripresa, ma su numeri ben lontani da quelli pre-COVID. Il noleggio a lungo termine ha incassato il colpo, arrestando le nuove immatricolazioni e prolungando i contratti in essere.

Occorrono interventi efficaci da parte dell’Esecutivo che finora ha ignorato i mercati automotive e turismo, prevedendo per queste due filiere strategiche per il nostro Paese misure insufficienti e prive di una visione strategica”.

Lo scenario emerge dalla presentazione della 19esima edizione del Rapporto ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management, servizi di digital automotive e assistenza nell’automotive).

Nel 2019 il settore del noleggio e del vehicle sharing ha complessivamente registrato una significativa crescita della flotta, raggiungendo quota 1,2 milioni di veicoli in circolazione (+100mila unità rispetto all’anno precedente) e un fatturato di oltre 7 mld di euro (+8% vs 2018). Sul fronte delle immatricolazioni il comparto ha superato quota 500.000 veicoli, attestandosi ormai stabilmente al 25% del mercato nazionale, per un valore record di 11 miliardi di euro di acquisti di nuovi veicoli. Poi l’emergenza COVID, dopo un inizio d’anno positivo, ha travolto anche il settore della mobilità a noleggio.

Nella fase più acuta della crisi sanitaria la flotta dei mezzi a noleggio (soprattutto i furgoni) è rimasta operativa e ha garantito l’ultimo miglio alla distribuzione di prodotti alimentari, farmaceutici e di prima necessità, oltre agli improcrastinabili spostamenti per motivi di lavoro.

Nel trimestre marzo-aprile-maggio le immatricolazioni del settore si sono bloccate: in soli 90 giorni si sono perse 155.000 nuove auto e veicoli commerciali, per un valore di 3,1 miliardi di euro e quasi 1 miliardo di entrate per l’Erario in meno tra IVA e tasse varie.

La pandemia ha colpito in modo diversificato i diversi business della mobilità pay-per-use. Sono crollate le attività di noleggio a breve termine e in sharing. Ha finora tenuto il lungo termine.

Il noleggio a breve termine è stato colpito proprio in prossimità dei suoi momenti di picco stagionale, con il break pasquale azzerato e un’estate praticamente compromessa anche dall’assenza di turismo straniero nella nostra Penisola. Le immatricolazioni sono la cartina di tornasole di questa debacle, con un -98% nel trimestre marzo-aprile-maggio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ad aprile addirittura sono state solo 12 le nuove vetture immesse in flotta contro le 27.000 dell’anno precedente. Il crollo è testimoniato da tutti i principali indicatori: numero di noleggi -82%, fatturato

-70%, immatricolazioni -98%. Una parziale ripresa è iniziata nella seconda metà di maggio, ma su numeri totalmente diversi da quelli che di consueto si registrano in questa stagione.

Anche il car sharing ha subito un duro contraccolpo. Complice il blocco di marzo-aprile e il parziale fermo degli spostamenti per motivi di lavoro, l’auto condivisa, che pure nel 2019 ha fatto segnare un deciso consolidamento del proprio business (oltre 2 milioni e 100mila iscritti e 12 milioni di noleggi), ha registrato una contrazione del 73% dei noleggi e del 75% del fatturato. Il mese di maggio ha fornito primi segnali parzialmente incoraggianti con il business ritornato al 50% della propria attività pre-Covid nelle principali città.

Il segmento che meno sembra avere subito l’impatto della pandemia, anche in considerazione delle caratteristiche del business (contratti aziendali con durata media di 3 anni), è il noleggio a lungo termine. Un comparto in crescita costante, che lo scorso anno ha raggiunto una flotta di quasi 1 milione di veicoli (+13%) e 282mila immatricolazioni, che da quando si sono palesati i primi casi di COVID nel nostro Paese si è fermato: -73% di immatricolazioni nel cumulato di marzo-aprile-maggio con flotta e fatturato in leggera contrazione, rispettivamente -0,5% e -1%, rispetto al periodo pre-COVID.

“Sconcerta, a quasi quattro mesi dall’inizio della pandemia”, dichiara il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “la totale assenza di attenzione da parte del Governo per due filiere strategiche per l’Italia: l’automotive (11% del PIL) e il turismo (16% del PIL). Gli annunciati voucher vacanze, ridottisi a poche centinaia di euro per limitate fasce di popolazione, riguarderanno solo una piccola parte della filiera. Ci chiediamo anche che fine abbia fatto la campagna “Viaggio in Italia” annunciata dal Premier qualche settimana fa con cui si sarebbe dovuto promuovere a livello internazionale il turismo nel nostro Paese. Sul fronte automotive è imbarazzante l’assenza di risorse messe in campo e di una chiara strategia, a differenza di quanto si sta verificando in altri Paesi d’Europa”.

“Senza interventi concreti, la crisi economica fermerà gli acquisti di nuove auto, provocando il collasso del mercato e rallentando il rinnovo del nostro parco circolante nazionale (38 milioni di veicoli), il secondo più anziano del Continente, con oltre il 30% del circolante ante Euro4 (oltre 14 anni di anzianità). E’ ora di abbandonare un approccio ideologico alla mobilità. Per questo ribadiamo al Governo la nostra proposta che produrrebbe immediati benefici sulla domanda di mobilità, sull’ambiente e, non ultimo, sul fronte delle Entrate per l’Erario: estensione dell’ecobonus, oggi previsto solo per limitate fasce di veicoli, alle vetture usate con standard di emissioni Euro 6 a seguito di rottamazione di veicoli Euro 0, 1, 2, 3 e 4. Per venire incontro alle esigenze di cassa del Governo, l’ecobonus potrebbe essere erogato tramite credito d’imposta o mediante esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche (IPT e tassa automobilistica regionale) e avrebbe il pregio di raggiungere classi sociali con minore capacità di spesa (quelle spesso in possesso di veicoli più inquinanti e che senza supporto non cambierebbero la propria auto)”.

La fotografia dell mobilità nello studio dell'Anfia

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Si chiama "Trasporto passeggeri e mobilità" ed è il nuovo dossier realizzato dall'Area Studi e Statistiche dell'ANFIA. Il Dossier raccoglie informazioni e dati aggiornati sul tema della mobilità e del trasporto delle persone - un ampio ritratto di “come ci si muove in Italia” - favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto.

Negli ultimi 20 anni, in Italia sono stati immatricolati 78mila autobus nuovi, con una media annuale di quasi 4.700 unità nel decennio 2000-2009, scesa a poco più di 3.100 unità in quello successivo, 2010-2019. La precedente crisi economica ha segnato profondamente il settore, con una domanda appiattita su una media annuale di 2.800 autobus dal 2009 al 2014, conseguente al calo degli investimenti delle Regioni per l’ampliamento e il rinnovo delle flotte destinate al TPL. Un trend che ha determinato un forte invecchiamento del parco, con effetti negativi per l’ambiente e per la sicurezza dei veicoli e dunque dei passeggeri e degli autisti. E' venuta a mancare a livello nazionale e locale l’urgenza di investire nella mobilità pubblica con servizi moderni ed efficienti alternativi al trasporto privato e un’azione concreta contro l’inquinamento atmosferico.

Dal 2015 le immatricolazioni di autobus sono progressivamente aumentate. Nel 2019, il mercato è diminuito del 3,1% rispetto al 2018, con 4.357 nuove immatricolazioni (elaborazioni ANFIA sui dati del Ministero dei Trasporti al 31/03/2020), i volumi più elevati degli ultimi 10 anni dopo quelli del 2018. A spingere sono state soprattutto le vendite di autobus urbani e interurbani, grazie al rinnovato interesse pubblico verso il settore.

L'andamento del mercato ha impattato duramente sulla produzione nazionale di autobus: nel 2019, solo 627 unità,  contro una produzione italiana che nel 1998 ammontava a quasi 4.000 autobus, l’11% della produzione UE. Dal 1998 ad oggi, il tasso di decrescita percentuale medio è stato dell’8,4% e dal 1998 al 2006 la produzione media annuale è stata di 3.000 autobus. Dal 2007 al 2011 i volumi medi prodotti sono scesi a 1.100 all’anno. 20 anni di andamento altalenante, confidando sulle commesse statali o regionali, come avviene nei major market europei in cui sono presenti costruttori di autobus.

Gli investimenti pubblici degli ultimi anni e quelli previsti a breve-medio termine per il rinnovo delle flotte del TPL e la presenza di un parco circolante (pubblico e privato) poco efficiente sotto il profilo ambientale e della sicurezza, inadeguato al bisogno di servizi moderni e alternativi al trasporto privato, sono presupposti che potrebbero sostenere una ripresa della filiera produttiva nazionale, dove non mancano know-how e avanzate competenze tecnologiche in materia ambientale.


Ricaricare senza problemi è uno dei più grandi desideri di chi guida auto elettriche. Questi ultimi, infatti, sperano di trovare una stazione di ricarica libera velocemente, accedervi senza il fastidio di dover fornire autorizzazione e password, pagare senza complicazioni e sfruttare al meglio il tempo necessario per la ricarica. Nella realtà, però, la situazione è ben diversa: chi guida un’auto elettrica ha in media sei App di ricarica sul proprio smartphone e deve gestire fino a cinque schede di accesso a stazioni di ricarica (fonti: UScale, NewMotion).

Come se non bastasse, la poca trasparenza dei prezzi dell’elettricità, che possono variare notevolmente da stazione a stazione, e i numerosi metodi di pagamento accettati esasperano gli utenti. Bosch si è posta l'obiettivo di agevolare le procedure di ricarica. L’azienda, infatti, sta sviluppando servizi di ricarica che consentano ai guidatori di accedere a una delle più grandi reti di ricarica di tutta Europa. Ad oggi, utilizzando lo smartphone è possibile trovare più di 150.000 stazioni di ricarica in 16 Paesi europei. Bastano pochi clic per registrarsi, ricaricare e pagare: il tutto con la massima trasparenza dei prezzi. "Con i nostri servizi di ricarica stiamo sviluppando un sistema di accesso universale a una delle più grandi reti di ricarica di tutta Europa. Stiamo così rendendo l’elettromobilità ancora più fruibile" ha dichiarato Elmar Pritsch, presidente della divisione Connected Mobility Solutions di Bosch. Bosch sta offrendo le proprie soluzioni di ricarica a privati e aziende. Inoltre, con i servizi relativi alla posizione i guidatori possono sfruttare al meglio il tempo necessario per la ricarica.

Euro Rescue, l'App dedicata al primo soccorso

Euro NCAP migliora la sicurezza “terziaria” mettendo a disposizione dei soccorritori europei, gratuitamente, uno strumento potente e di facile utilizzo

Oggi la sicurezza delle auto non è solo quella dedicata alla protezione degli occupanti grazie ai nuovi sistemi di assistenza alla guida, ma comprende anche gli interventi post-incidente.

I veicoli sono diventati maggiormente complessi, realizzati con materiali più resistenti e molte componenti elettroniche, come le batterie dei motori ibridi o completamente elettrici. In caso di sinistro, all'arrivo dei primi soccorsi, è importante avere a disposizione le ‘giuste’ informazioni per agire in maniera corretta. Un intervento rapido - entro la cosiddetta “golden hour” - infatti, spesso può contribuire a salvare delle vite e ridurre le conseguenze dell’incidente.

I soccorritori, per essere in grado di assistere in sicurezza gli occupanti dei veicoli coinvolti, devono disporre di informazioni di facile e immediata consultazione, quelle contenute nelle “Rescue Scheets” o fogli di salvataggio messi a disposizione dai costruttori.

Le Rescue Sheets riepilogano, in modo standardizzato, le informazioni riguardanti la posizione di componenti potenzialmente pericolosi quali airbag, pretensionatori, serbatoio carburante, cavi elettrici o batterie ad alta tensione, che potrebbero rappresentare un rischio sia per gli occupanti rimasti intrappolati nel mezzo che per gli stessi soccorritori. Per i veicoli ibridi o elettrici le informazioni sono più dettagliate.

Euro NCAP, insieme all'Associazione Internazionale dei Vigili del Fuoco e del Salvataggio, (The International Association of Fire & Rescue Services - CTIF), ha raccolto tutte le Rescue Scheets disponibili nel nuovo applicativo "Euro Rescue".

L'app - scaricabile gratuitamente sia nella versione Android che iOS - può essere utilizzata sia online che offline e consente ai soccorritori di accedere alle informazioni anche quando la copertura della rete nel luogo dell'incidente è scarsa o assente.

Euro NCAP quest'anno verificherà la rispondenza alle norme ISO del contenuto delle Rescue Scheets fornite dai costruttori nella valutazione delle auto nuove. Per i veicoli più "vecchi" le Rescue Sheets non sono sempre conformi alle norme ISO o fruibili in più lingue.

Oggi questi strumenti sono disponibili in inglese, francese, tedesco e spagnolo: dal 2022 si aggiungeranno tutte le altre lingue europee compreso l'italiano.
L'app è utilizzabile anche in Australia, grazie alla collaborazione tra Euro NCAP e l'equivalente organizzazione Australasian New Car Assessment Program, (ANCAP SAFETY).

“L’applicativo Euro Rescue rappresenta una pietra miliare nella collaborazione di Euro NCAP con l'industria automobilistica e le organizzazioni per il primo soccorso – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d’Italia. Per la prima volta le "schede di salvataggio” verificate e conformi alla norma ISO, saranno liberamente e facilmente accessibili da un unico data-base. E’ la prima volta che la sicurezza “terziaria” viene presa in considerazione nelle valutazioni Euro NCAP, si tratta di un ulteriore passo avanti per un obiettivo comune di zero morti sulle strade”.





 

Automobile Club Milano: la "mobilità lenta" non porterà benefici

“L’eccessiva ‘mobilità lenta’ non porterà benefici né alla qualità dell’aria, né al commercio al dettaglio”. Lo dice Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club Milano, intervenendo nel dibattito sulla decisione di istituire anche in alcune zone non centrali della città ‘zone 15’ e ‘zone 30’.

“L’unico risultato che arriverà da queste scelte - aggiunge La Russa - sarà quello di produrre code e spostamenti di volumi di traffico in zone adiacenti alle aree in cui non si potrà circolare a oltre 15 o 30 km all’ora. Sarebbe, ad esempio, più utile aumentare la presenza di agenti della Polizia Locale sulle strade a dirigere il traffico e a rendere più ordinata e quindi fluida la mobilità. Un’azione che garantirebbe anche un aumento del livello generale della sicurezza percepita”. 

Guardando più specificatamente ai vantaggi di cui potrebbero godere alcune attività commerciali, il presidente dell’Aci  Milano ritiene che “l’obiettivo è quello di tornare prima possibile alla normalità e sono convinto che ci riusciremo”. “Se davvero si vuole sostenere il commercio - spiega La Russa - gli interventi più importanti debbono riguardare concrete azioni fiscali e di accesso al credito da parte delle Istituzioni locali e nazionali. Non  si può puntare tutto su un ‘senso unico’ in più e qualche parcheggio in meno”.

Geronimo La Russa conclude ribadendo “ancora una volta che su decisioni importanti e strategiche in una materia in cui possediamo competenze tecniche rilevanti e affermati professionisti, l’Automobile Club Milano non viene coinvolta. Quasi a dire che la voce di chi utilizza un’auto, un furgone o anche una moto non interessa”

Targa Florio, ecco la posizione dell'Aci


 “Immediata disponibilità all’incontro da Lei cortesemente richiesto”. Non si è fatta attendere la risposta del Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, all’invito del Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, preoccupato per alcune voci relative a una presunta delocalizzazione del “Rally Targa Florio”.

“Vorrei anticiparLe – scrive Sticchi Damiani – che non è assolutamente prevista nessuna delocalizzazione né del marchio né dell’evento Targa Florio, e che l’impianto denominato ‘Floriopoli’ non è interessato alla vicenda che, purtroppo, qualche giornalista, evidentemente male informato, sta riportando sulla stampa locale”.

Il Presidente Sticchi Damiani ha colto l’occasione per ricordare che, “da sette anni, l’Automobile Club d’Italia – in collaborazione con ACI Sport - sta sostenendo un grande sforzo, non solo organizzativo ma anche economico, per realizzare e promuovere sia il ‘Rally Targa Florio’ che la ‘Targa Classica’, manifestazioni formalmente organizzate dall’AC Palermo, che nel 2013 versavano in serie difficoltà”.

“Il nostro obiettivo – ha concluso il Presidente dell’ACI - è quello di replicare la ‘politica’ vincente, adottata per garantire un futuro, nei rispettivi Mondiali, al Gran Premio di Formula 1 di Monza e al Rally Italia Sardegna: uscire, cioè, dalla logica degli interventi anno per anno, per dar vita a un progetto di ampio respiro e di lungo termine, che permetta a una delle più belle manifestazioni dell’automobilismo sportivo mondiale di avere un futuro all’altezza del suo grande passato”.

Due campioni del mondo di F1, Keke e Nico Rosberg per la nuova campagna di sicurezza stradale


Heineken rafforza il suo impegno per la promozione del consumo responsabile con un nuovo soggetto della campagna “When You Drive Never Drink”, che vede protagonista la coppia padre e figlio, entrambi campioni del mondo di Formula1, Keke e Nico Rosberg.

In un crescendo di sfide che mettono in risalto una sportiva “rivalità familiare”, i due ex piloti si confrontano in attività che sembrano sempre concludersi allo stesso modo: dalla pesca alle bocce, fino alle competizioni solo apparentemente più “giovanili” come il tennis, per quanto i risultati raggiunti da Nico siano ottimi, l’ultimo sorpasso porta ogni volta sul gradino più alto del podio Keke, vincitore del titolo nel 1982.

Come in pista, così nella vita, per il campione del mondo 2016 il padre non rappresenta solo uno stimolo a raggiungere i risultati migliori, ma anche un esempio da seguire, come ad esempio nella scelta di mettersi alla guida solo quando si è al top delle proprie prestazioni. Un principio che Keke Rosberg segue diligentemente e che ha trasmesso al figlio così bene che, proprio all’ultima curva di questa “gara di famiglia”, sorpassa il padre: per Nico Rosberg, infatti, guidare e bere una birra in compagnia non rappresentano più aspetti in conflitto, grazie a Heineken®0.0, la nuova birra zero alcol che consente di vivere ogni momento senza scendere a compromessi o rinunce.

E proprio da questo insight della campagna “When You Drive Never Drink" prende spunto una ricerca condotta da Heineken® a livello globale relativamente alle scelte delle persone che guidano dopo aver bevuto. Da questa ricerca è emerso che spesso è l'eccessiva fiducia nella propria capacità di guidare dopo aver consumato alcol a rappresentare una delle principali cause determinanti la guida in stato di ebbrezza.

Inoltre è stato dimostrato che la possibilità di avere accesso a opzioni di bevande senza alcol, come ad esempio Heineken® 0.0, ha un ruolo positivo sul comportamento dei consumatori. Per far sì che la campagna avesse un impatto concreto, infatti, HEINEKEN ha scelto per prima cosa di approfondire le cause che portano le persone a guidare dopo aver bevuto. La ricerca ha rilevato che, anche chi non ha intenzione di bere e guidare, spesso al momento decisivo vacilla sulle buone intenzioni di fronte alla “tentazione”: questo dato ha fornito lo spunto per focalizzare al meglio la comunicazione, sviluppando la nuova campagna con una maggior attenzione a comportamenti e situazioni che portano le persone a guidare anche dopo aver bevuto.

Nico Rosberg, ambasciatore del messaggio “When You Drive Never Drink”, sostiene: “La campagna di Heineken® è una parte fondamentale della sua partnership con F1® e ha trasmesso fin da subito un messaggio di responsabilità chiaro e convincente che io stesso condivido, un messaggio che non lascia dubbi ai consumatori: quando guidi, non devi mai bere. L'ultima campagna trasmette un messaggio davvero potente che, indipendentemente dal fatto che tu sia un pilota professionista o meno, non consumare alcol prima di mettersi al volante è l'unica opzione”.

Un impegno concreto quello della promozione del consumo responsabile che vede HEINEKEN in prima linea da oltre 15 anni con la campagna “When You Drive Never Drink”, che coinvolge ambassador d’eccezione come Nico e Keke Rosberg e che può contare anche sul supporto di Sir Jackie Stewart, la leggenda inglese tre volte campione del mondo da sempre attento al tema della sicurezza tanto in pista che nella vita.

Fra le aziende birrarie HEINEKEN è stata pioniera nella promozione del consumo responsabile, tanto che adesso questo aspetto rappresenta una parte fondamentale del business aziendale, con circa il 10% del budget dedicato proprio a campagne e iniziative specifiche. Inoltre, sfruttando la potenza del marchio globale Heineken® e grazie a packaging e materiali di comunicazione con il logo “Enjoy Heineken Responsibly” (presente su oltre 8 miliardi di bottiglie e lattine), abbiamo raggiunto con il nostro messaggio più di 21 milioni di persone, in particolare nella fascia dei più giovani, rendendo il consumo responsabile non più un qualcosa di “lontano”, ma un comportamento aspirazionale.

Ideata da Publicis Italia e diretta da Martin Werner per la casa di produzione Bacon Copenhagen, la campagna in questi giorni è on air in Italia, sui canali digital e in TV, in un formato da 30 secondi. Qui il video completo.

Nasce l’APP LoJack Connect per restare sempre connessi con l’auto



Tenere sempre sotto controllo dallo smartphone la propria vettura, anche a distanza, avendo in ogni momento a portata di mano un assistente telematico. Ampliare il business dei concessionari, consentendo di rafforzare il dialogo con i clienti, mirato sulle loro reali esigenze.
Con questo duplice obiettivo nasce la nuova APP LoJack Connect, studiata dalla società LoJack Italia (società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati) su misura per concessionari e automobilisti. Una APP che permette ai dealer di proporsi come partner dinamici del driver e ai driver di gestire dal proprio smartphone gli aspetti relativi alla sicurezza, alla gestione e manutenzione del proprio veicolo nella vita di tutti i giorni.

Grazie all’APP collegata con il dispositivo LoJack a bordo della vettura, l’automobilista può verificare in tempo reale dal proprio smartphone la posizione della vettura, le scadenze relative al veicolo (bollo, assicurazione, revisione, cambio pneumatici, scadenza del servizio), lo stato di carica della batteria (funzione particolarmente utile quando non si usa quotidianamente l’auto), visualizzare i viaggi compiuti di recente, verificare il proprio stile di guida sulla base di parametri come la regolarità dell’andatura riducendo così i rischi connessi alla circolazione ed i consumi di carburante (con possibilità di osservare trend settimanali,  mensili ed annuali) e ricevere notifiche relative alla necessaria manutenzione della vettura presso il proprio concessionario di fiducia.

E nell’emergenza il supporto diventa ancora più efficace. In caso di incidente, infatti, grazie alla funzione LoJack Assist, l’automobilista può mettersi in contatto direttamente con la Centrale Operativa LoJack 24/7 in soli due click e richiedere il soccorso sanitario e quello meccanico grazie alla rilevazione automatica della posizione.
Anche in caso di furto il contatto con la Centrale Operativa LoJack è a portata di smartphone: il driver può inviare tramite lo smartphone una semplice foto della denuncia di furto e avviare così più rapidamente le ricerche del veicolo da parte del team LoJack, sempre attivo sul campo per supportare le Forze dell’Ordine. Inoltre, riceverà un alert in caso di tentato furto, qualora la batteria venisse sconnessa dal ladro o la vettura venisse sollevata o spostata a motore spento.

Tra le funzioni più innovative dell’APP, rinnovata nella grafica e ottimizzata sotto il profilo dell’usabilità, anche il “Family mode” e il “Protezione veicolo”. Con la prima si ricevono alert quando l’auto con a bordo un proprio familiare entra o esce da una determinata area pre-impostata (ad esempio il parcheggio sul posto di lavoro o nei pressi della scuola), con la seconda si viene avvertiti quando la propria vettura esce da una zona identificata (ad esempio il parcheggio di un ristorante).

Una APP che rafforza il business digitale del concessionario
Grazie alla APP LoJack Connect il concessionario visualizzerà rapidamente attraverso il portale web SmartDealer dedicato, le molteplici informazioni relative agli aggiornamenti su allarmi e criticità dei veicoli circolanti, utili per offrire tempestivamente indicazioni ed eventualmente l’assistenza necessaria ai clienti, aumentando ingressi al proprio service: dalle spie che si accendono sul cruscotto dell’auto, all’avvicinamento alla soglia di chilometraggio per il tagliando o al cambio degli pneumatici per usura o stagionalità.
Un’assistenza che si rafforza nei momenti critici, dovuti al crash, al calo di tensione della batteria o a episodi di avaria del motore, in cui il Dealer potrà contattare il proprietario del veicolo per sostenerlo al meglio.

“Attraverso questa nuova APP offriamo al driver un vero e proprio assistente alla guida del veicolo”, sottolinea Maurizio Iperti, AD di LoJack Italia e Vice President di LoJack Europe, “mentre i Concessionari avranno uno strumento in grado di rafforzare e rendere più profittevole il rapporto con il cliente migliorando, al contempo, la sua esperienza di mobilità. Un nuovo modo di gestire efficacemente le relazioni, instaurando un dialogo costante, con contatti mirati e personalizzati in base alle specifiche esigenze del momento. E nei momenti di emergenza la Centrale Operativa LoJack è a portata di click per fornire tutto il supporto necessario in caso di incidente e o di furto”.

Aci, il mercato dell'auto riparte dall'usato

Il mercato dell’auto riparte dall’usato, seppure con tutte le incertezze dovute all’emergenza sanitaria da Covid-19. Diversamente da quanto si è verificato per le prime iscrizioni, nel mese di maggio i passaggi di proprietà delle autovetture, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno dato segnali di ripresa rispetto ai mesi di lockdown, contenendo le perdite con una variazione negativa del 30,3%, che si riduce al 23,3% in termini di media giornaliera per la presenza in questo mese di due giornate lavorative in meno. Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 190 usate nel mese di maggio e 181 nel periodo gennaio-maggio.

Da segnalare sul mercato dell’usato l’aumento nel mese di maggio dei trasferimenti netti delle autovetture ad alimentazione elettrica (+9,8%) e ibrida a gasolio (+71,6%), con un incremento delle minivolture che ha raggiunto il 24,2% nel caso delle elettriche e addirittura il 155,8% nel caso delle ibride a gasolio. Primi passi di una transizione energetica che a maggio ha trovato conferma anche nelle prime iscrizioni (+29,2% le elettriche, +9,4% le ibride a benzina e +50,1% le ibride a gasolio).

Risultati ancora migliori a maggio per il mercato delle due ruote di seconda mano, che di consueto si concentra  soprattutto nei mesi primaverili. A maggio i passaggi di proprietà dei motocicli, depurati dall’effetto distorsivo delle minivoluture, sono infatti tornati in positivo, facendo registrare una crescita mensile dello 0,2%, che sale al 10,3% in termini di media giornaliera.

Nei primi cinque mesi dell’anno sono state rilevate contrazioni complessive del 37,1% per le autovetture, del 34,8% per i motocicli e del 36,1% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

Soffrono invece le radiazioni che hanno chiuso il bilancio del mese di maggio con un calo del 56,6% per le autovetture e del 55,9% per i motocicli (rispettivamente -52,3% e -51,5% in termini di media giornaliera). Torna dunque a crescere il parco circolante italiano, che nel settore auto evidenzia un tasso unitario di sostituzione pari a 0,62 nel mese di maggio (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 62) e a 0,86 nei primi cinque mesi dell’anno.

Il periodo gennaio-maggio 2020 ha archiviato complessivamente per le radiazioni decrementi medi del 40,5% (in particolare 40,7% per le autovetture e 40,3% per i motocicli).

Aci, anno da dimenticare per l'auto


Quest'anno, a causa della pandemia di Covid-19, il mercato auto toccherà il livello più basso mai registrato da inizio secolo: tra marzo e aprile, il crollo medio è stato dell’80%, con 370mila prime iscrizioni di veicoli in meno, 300mila delle quali auto.

A maggio non si è registrata una ripresa significativa, anche se, a fine mese, la flessione potrebbe risultare più contenuta, grazie alla ripartenza della produzione di alcuni brand di componenti e concessionari.

Si stima che, nel 2020, le prime iscrizioni di veicoli nuovi di fabbrica scenderanno ben al di sotto degli 1,6 milioni rilevati nel 2013. È verosimile, infatti, che saranno in molti a rinviare l'acquisto di un’auto, a causa della pesante crisi economica conseguenza del lockdown.

È molto probabile, poi, che tra i motivi principali di questo rinvio ci sia l’attesa dell’erogazione di incentivi da parte del Governo, come richiesto a gran voce da tutti gli operatori del settore - ACI incluso - per facilitare il rilancio del mercato.

Ricordiamo, a questo proposito, che il 2007 fu un anno record per quanto riguarda le prime iscrizioni di autovetture nuove, (2.516.276 veicoli), proprio in virtù degli incentivi alla rottamazione.

Le Regioni più penalizzate saranno quelle del Sud che, già oggi, presentano un indice trasferimenti/prime iscrizioni notevolmente più elevato rispetto alla media nazionale di 1,6 (3,6 acquisti di auto usate per ogni acquisto di auto nuove), e dove le autovetture Euro 0-1-2-3 costituiscono il 44,5% (media Italia 32,5%).

Pesanti le conseguenze per l'ambiente: aumenterà, infatti, l’età media delle autovetture in circolazione, oggi pari a 11 anni e 5 mesi, e mentre la tecnologia avanza continueremo ad avere in circolazione 1 auto su 5 di classe Euro 0-1-2 (da 18 anni in poi).

In frenata anche le immatricolazioni delle autovetture ibride ed elettriche, (agevolate dagli ecoincentivi erogati dal 2015 al 2019), soprattutto a causa del prezzo, generalmente, più elevato. All’opposto, a dispetto del netto calo delle auto nuove a gasolio riscontrato a partire dal 2018, le prime iscrizioni di marzo ed aprile scorso dicono che questo tipo di alimentazione potrebbe tornare ad essere il preferito dagli acquirenti.

I dati dell’ACI riportati nell’Annuario Statistico 2020 ed in Autoritratto 2019 ci ricordano anche quanto sia importante il settore automobilistico per il nostro Paese: la media nazionale del rapporto autovetture/popolazione è pari a 655 auto ogni 1000 abitanti, mentre, prendendo in considerazione tutti i veicoli, il rapporto sale a 868 ogni mille abitanti. Nelle città, mediamente, circolano 643 auto ogni 1000 abitanti: il valore massimo a L’Aquila (776) e Frosinone (775), il minimo, oltre Venezia (424), a Genova (469) dove sono molto usati i motocicli e Milano (501), grazie all'efficienza del TPL e alla diffusione di altre forme di mobilità.

L’Annuario Statistico dell’ACI fotografa anche i costi sostenuti dagli italiani per l'automobile: nel 2019 sono stati spesi 155 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l'anno precedente (+0,3% a prezzi costanti). L’esborso maggiore se ne va nell'acquisto (49 miliardi), poi in carburante (39 miliardi) e manutenzione (26 miliardi). In aumento le voci relative a pneumatici, manutenzione, parcheggi e pedaggi autostradali, in leggera diminuzione quelle relative all'acquisto e ai premi RCA.

Anche la componente fiscale dei trasporti, lo scorso anno pari a 65 miliardi di euro, è risultata in linea con il 2018: l'entrata maggiore per l'erario è stata per la vendita dei carburanti (circa 35 miliardi), seguono l'IVA per l'acquisto del veicolo (circa 8,5 miliardi), e la tassa automobilistica (6,7 miliardi).

AGENTI SARA - Palermo, quasi risparmiata dal Coronavirus, aprirà una nuova agenzia

Giuliano Forzinetti
di Carlo Luna
Giuliano Forzinetti, Agente SARA a Palermo, ha seguito l’esempio di suo padre, Goffredo, in campo assicurativo.  Con realismo, confronta i numeri della pandemia in Sicilia con quelli delle altre regioni italiane e riconosce “Siamo stati privilegiati”. Al 19 di maggio i malati erano 1.524 dei quali 12 in terapia intensiva; i decessi nell’intero periodo sono stati 268. La Sicilia da diversi giorni non registra più vittime.
Come tutte le altre Agenzie SARA, quella di Palermo ha tenuto aperti gli uffici a disposizione dei cittadini. Ha solo rinviato l’inaugurazione di una nuova Agenzia alla fine del mese di giugno. Aumentare la propria presenza in città e un segnale sicuramente positivo. Ecco il quadro che emerge dalla nostra conversazione.
Come hanno reagito i palermitani, i vostri dipendenti e gli assicurati?
"Palermo sicuramente è stata una di quelle città che, in relazione soprattutto alla popolazione, ha avuto un numero abbastanza contenuto di contagi. Nonostante ciò, tranne qualche caso sporadico, i siciliani hanno reagito in maniera molto disciplinata, rispettando tutte le norme contenute nei decreti del governo e i consigli degli esperti".

Le Agenzie SARA che misure hanno adottato?
“In questi tre mesi sicuramente tantissimi di noi hanno visto le proprie città come mai avrebbero immaginato. Le nostre Agenzie hanno adottato soltanto una riduzione di orario, rimanendo aperte regolarmente dal lunedì al venerdì in tutte le sedi. Abbiamo ovviamente posticipato l’apertura di una nuova sede che speriamo avvenga entro il mese di giugno”

Quali le principali richieste degli assicurati SARA?
“La sospensione della polizza o il rinvio, nella maggior parte dei casi, del pagamento del premio”.

Giuliano Forzinetti
Avete adottato misure di sicurezza?
“Le nostre agenzie sono state sanificate, abbiamo installato secondo normativa dei dispenser con gel igienizzante, guanti monouso ed abbiamo fatto installare delle barriere in plexiglass in corrispondenza delle postazioni di lavoro per mantenere il distanziamento tra il nostro personale ed i clienti”.

Dal punto di vista economico che conseguenze ci sono state?
“Sicuramente c’è stata una contrazione delle provvigioni in corrispondenza dei periodi oggetto delle restrizioni  prescritte dai decreti del Presidente del Consiglio. Il danno per fortuna è stato contenuto, considerando anche la velocità di erogazione degli anticipi provigionali. Il danno maggiore lo abbiamo subito nel settore disbrigo delle pratiche automobilistiche effettuate all’interno delle nostre agenzie dall’ACI. Tuttavia, considerando situazione nazionale, possiamo ritenerci sicuramente dei privilegiati”.

Il termometro dei prezzi RcAuto nell'analisi di "Iomiassicuro"

di Roberto Bagnoli
Prezzi rc auto ancora in calo all’inizio del lockdown: secondo le rilevazioni dell’Ania, a marzo il premio medio prima delle tasse per le polizze rinnovate è stato pari a 339 euro, l’1% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
Anche se la diminuzione di marzo è lievemente inferiore a quelle registrate nella seconda parte del 2019, prosegue il più lungo periodo di riduzione dei premi medi che il mercato italiano abbia mai registrato, e che ha avuto inizio nell’autunno del 2012. In otto anni, da marzo 2012 a marzo 2020, il premio medio si è ridotto di 110 euro in valore assoluto e del 24,4% in termini percentuali.

I premi oggetto della rilevazione Ania sono quelli riportati nella comunicazione scritta che l’impresa invia all’assicurato almeno 30 giorni prima della scadenza annua del contratto. La rilevazione ha riguardato la sola garanzia obbligatoria di rc auto, escludendo le polizze flotta assicurate con libro matricola e quelle temporanee. I premi rilevati non includono le imposte e il contributo al Servizio sanitario nazionale.

In particolare, a marzo 2020 sono stati rilevati oltre 2,6 milioni di contratti per un incasso premi pari a circa 900 milioni. “La rilevazione considera le sole polizze che giungono al rinnovo nei portafogli delle imprese, di cui si conosce il premio pagato nell’annualità precedente, spiega l’Ania, “si escludono, quindi, i nuovi contratti assunti nel mese che, almeno in parte, si riferiscono ad assicurati che cambiano compagnia per ottenere un premio più vantaggioso, e che sperimentano quindi una riduzione in media più elevata di quella che si può ottenere non cambiando compagnia. Il premio che viene fornito dalle imprese, inoltre, non tiene conto di variazioni contrattuali o eventuali ulteriori sconti, rispetto all’anno passato, che gli assicurati ottengono al momento dell’effettivo pagamento del premio. Per questa ragione le variazioni medie di premio riportate nella tabella sono verosimilmente inferiori a quelle che effettivamente si rilevano per tutti gli assicurati”.

Si mantiene piuttosto elevata, intanto, la fedeltà degli assicurati rispetto alla propria compagnia, in particolare per quelle che operano attraverso le tradizionali reti agenziali. Per queste ultime, infatti, in base alle rilevazioni della stessa Ania a febbraio il tasso di retention (cioè la percentuale di assicurati che alla scadenza rinnovano la polizza con la precedente compagnia) è risultato pari  all’83,7% per il totale dei contratti in scadenza. E’ stato pari all’84,7% per le autovetture a uso privato, all’81,4% per gli autocarri, al 72,2% per i motocicli e al 71,1% per i ciclomotori a uso privato.

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AGENTI SARA - Così a Reggio Emilia in quarantena per recuperare i danni della pandemia

di Carlo Luna
Ho parlato con Daniele Viola quando stava concludendo il periodo di quarantena. Solo l’8 giugno è riuscito a sottoporsi al tampone, risultato negativo. "Durante la malattia - dice  con una comprensibile punta polemica, “nessuno si  è preoccupato di venire a verificare il mio stato di salute". 
Quarantottenne, figlio di Domenico e di Franca Carpentieri, è sposato con Federica Pingelli ed ha una figlia di 8 anni, Ester. Si è iscritto all’albo degli Agenti nel 1998. Laureato in Giurisprudenza, ha iniziato nel contempo a lavorare con suo padre, Agente a Reggio Emilia della Previdente Assicurazioni. Ha lavorato presso diverse Compagnie ed è approdato in SARA nel 2016. E’ stato colpito da COVID-19  "per fortuna - dice - in modo abbastanza lieve". Questo ha comunque comportato la chiusura immediata della sua Agenzia e la conseguente messa in quarantena per 15 giorni di dipendenti e collaboratori.

Come hanno reagito i cittadini, i vostri dipendenti e, in particolare, gli assicurati?
“La cittadinanza dopo un inizio un po' difficile ha compreso la situazione e si è attenuta scrupolosamente alle disposizioni contenute nel decreto del Governo. I dipendenti hanno reagito in maniera molto reattiva seguendo le linee guida che davo loro, ovvero chiamare tutti i nostri clienti per far sentire la nostra vicinanza. Questo comportamento ha pagato in quanto dopo un mese di marzo disastroso ci siamo ripresi in tempi rapidi”.

Si può valutare, sia pure per approssimazione, qual è il danno economico che la pandemia ha prodotto nella vostra zona e nel vostro bilancio?
 “Il danno economico, se siamo bravi e continuiamo come stiamo facendo, potrebbe attestarsi al 20 per cento”.

Da questa drammatica esperienza la gente e le attività produttive usciranno profondamente cambiate. È d'accordo? ln particolare che cosa muterà per le Compagnie di Assicurazioni?
“La gente non credo, le attività ne usciranno sicuramente cambiate. Con il calo dei fatturati molte aziende ridurranno il personale e altre meno strutturate rischieranno una chiusura totale. Le Compagnie di assicurazione con la pandemia si sono avvicinate molto di più alle persone inserendo garanzie mirate a prezzi contenuti, oltre a allungare il periodo di mora per le scadenze dei contratti”.
"Quali iniziative della Direzione Centrale della Compagnia sono state utili nel vostro lavoro"?
“La Compagnia ha messo a disposizione vari strumenti.  Per quanto riguarda la nostra Agenzia è stato particolarmente utile il pagamento con carta di credito a distanza (Superpay). Questo sistema è stato molto apprezzato, non potendo noi recarci fisicamente dai clienti per gli incassi, e non potendo gli stessi venire da noi.

Quali misure avete adottato nella vostra agenzia?
“L’ Agenzia è rimasta chiusa per 15 giorni. La Pandemia ha colpito me, un subagente e un dipendente. Abbiamo potuto riaprire solo il 18 marzo.  Ho provveduto subito a istallare divisori tra scrivanie e clienti, ho allestito un tavolino con guanti e mascherine per chiunque entrasse nei nostri locali con un dispenser igienizzante automatizzato. All'ingresso dell'Agenzia abbiamo collocato una guardia giurata per consentire l'accesso ai locali in un numero non superiore a 3 persone, previa misurazione della temperatura corporea con termometro a distanza”.

"Nell'invito a partecipare a questo dibattito, rivolto agli Agenti SARA, si afferma che il compito di proteggere la vita, la salute e i beni dei cittadini, conferma che il ruolo svolto dalle assicurazioni ha anche un valore etico. Qual è la sa opinione?
“Sono assolutamente d'accordo, e trovo riscontro di questo nell’atteggiamento dei clienti, che hanno molto apprezzato la nostra costante presenza sul territorio anche in un periodo così difficile e complicato”.
                                         

Il dirigibile Goodyear ritorna in Europa

Un'icona ritorna nei nostri cieli. Per la prima volta dopo quasi dieci anni, il leggendario dirigibile Goodyear torna a sorvolare i cieli d'Europa. Il ritorno del dirigibile Goodyear è parte integrante del piano di rinnovamento dell’attività di Goodyear in Europa, che comprende il ritorno nel motorsport europeo e l’introduzione di nuovi modelli delle gamme estive e quattro stagioni più apprezzate, come l’EfficientGrip Performance 2 e il Vector 4Seasons Gen-3.

Il dirigibile Goodyear che opererà in Europa è uno Zeppelin NT, avrà una livrea interamente dedicata al marchio del piede alato e sarà movimentato dall’azienda Deutsche Zeppelin-Reederei GmbH di Friedrichshafen (Germania), segnando un nuovo capitolo della collaborazione quasi centenaria tra Goodyear e Zeppelin.

Il dirigibile semirigido Zeppelin NT misura oltre 75 m di lunghezza – quasi tre quarti di un campo da calcio - e quasi 18 m di altezza. E’ lo stesso modello utilizzato dai 3 dirigibili Goodyear operativi negli Stati Uniti. Sarà un eccezionale brand ambassador per Goodyear, sorvolando l’Europa fornendo una copertura aerea unica in occasione dei principali eventi sportivi, nonché operando voli turistici in Germania.

“Zeppelin è orgogliosa di portare avanti e ampliare la collaborazione con Goodyear", dichiara il CEO di Deutsche Zeppelin-Reederei GmbH, Eckhard Breuer. "Siamo felici di aggiungere l'Europa alla nostra area di cooperazione, per dare una nuova dimensione internazionale alla nostra partnership".
"Il dirigibile Goodyear è una vera e propria icona che da oltre un secolo cattura l'immaginazione di chi rivolge il naso all’insù negli Stati Uniti e in tutto il mondo", dichiara Mike Rytokoski, Vice Presidente e Direttore Marketing di Goodyear Europa. "Il suo ritorno in Europa è stato atteso a lungo ed è il modo perfetto per festeggiare il nostro ritorno al motorsport, la collaborazione con il nostro nuovo media partner Eurosport e i nuovi pneumatici all’avanguardia aggiunti al nostro portafoglio prodotti".

Covid-19 e la previdenza: maggiormente penalizzate saranno le pensioni pubbliche

di Riccardo Sabbatini
Con la caduta dei listini azionari che ha fatto seguito alla diffusione di covid-19 molti risparmiatori si sono, giustamente, preoccupati per il destino del proprio fondo pensione. Se la performance degli investimenti è negativa - si sono detti sconsolati - anche il montante dei risparmi previdenziali non potrà che risentirne. Tuttavia non è da lì che verranno, probabilmente, le maggiori perdite per i futuri pensionati. Le più penalizzate saranno infatti le rendite di base, quelle erogate dall’Inps. Ciò che forse sorprende poichè, integrati nel sistema pubblico, quei risparmi si considerano al riparo dai rischi. Purtroppo non è così. Vediamo perchè.

Come si si diceva la previdenza complementare ha subito il “colpo di frusta “ della pandemia. Nei primi tre mesi del 2020 - indicano i dati della Covip, l’authority delle forme integrative - i fondi pensioni negoziali (quelli istituiti da sindacati e imprenditori nei luoghi di lavoro) hanno lasciato sul terreno, in media, il 5,2% del loro valore. I fondi aperti - le forme di previdenza complementare vendute in banca - il 7,5 % mentre i Piani individuali di previdenza (pip) collocati dagli assicuratori hanno avuto un andamento altalenante. Le unit linked, collegate a casse d’investimento, hanno subito una caduta rovinosa (-12,1%) mentre le gestioni separate, in cui l’assicuratore garantisce il capitale, hanno mantenuto intatto il loro valore (+0,4%). Ciò che più sorprende in questi dati è che anche le linee “garantite “ di fondi negoziali e fondi aperti sono indietreggiate, rispettivamente del 1,5 e del 2,5 per cento. Forse non dovrebbero essere chiamate così. Alla luce dei fatti è una definizione, come si dice nel gergo dei gestori, misleading.

Ma vediamo quello che è accaduto nella previdenza pubblica. Tutte le stime indicano che quest’anno il Pil italiano diminuirà tra il 9,2 e il 13,1 per cento (stime di Banca d’Italia) e questo si rifletterà anche sui risparmi accumulati nelle pensioni di base che annualmente vengono indicizzati alla media quinquennale del prodotto lordo. L’evento negativo si materializzò già nel 2014 come conseguenza della crisi dei debiti sovrani che investi pesantemente l’Italia mandando in rosso il Pil nazionale. Ebbene in quell’occasione il Parlamento (art. 5 della L.165/2015) modificò i criteri di rivalutazione dei montanti stabilendo che ogni anno il tasso di rivalutazione non poteva essere inferiore a 1 “salvo recupero da effettuare sulle rivalutazioni successive”.

In pratica il valore dei montanti rimase lo stesso ma a prezzo di mancate rivalutazioni negli anni successivi. Accadrà lo stesso anche ora, con la differenza che una diminuzione del Pil molto più consistente di quella precedente porterà con se il blocco dei montati pensionistici per chissà quanto tempo. Perchè la previdenza complementare, in questo contesto, performa meglio di quella pubblica? Dopotutto sono entrambe esposte ai trend dell’economia. Già però le pensioni pubbliche sono interamente dipendenti da un paese che cresce poco, quando cresce. Mentre, per la previdenza complementare, i gestori possono scegliere di investire i risparmi dei futuri pensionati nelle aree del mondo dove gli incrementi de Pil sono più consistenti. L’unico antidoto, per l’Italia, è dunque quello di tornare a crescere, quanto più possibile, quanto più rapidamente possibile. Il resto non conta nulla.


LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E IL VALORE DELLA GARANZIA - Indagine Ania


Arriva dall'Ania un'analisi sui risultati dell’indagine di Insurance Europe sul risparmio previdenziale  in Europa. Una fotografia che svela le preferenze dei cittadini: sicurezza dell’investimento e più rendita  che capitale.

E' la stessa Ania a porsi il problema su come rilanciare  le pensioni di scorta  in Italia: educare  al risparmio  e correggere  gli incentivi


 Già prima dell’esplosione della pandemia in Europa non si risparmiava abbastanza per la previdenza. Secondo la survey di Insurance Europe ben il 43% (il 53% in Italia) dei cittadini del continente non stavano accantonando risorse per la vecchiaia, in buona parte per mancanza di disponibilità economiche. Non è pensabile che all’indomani di Covid-19 il gap si possa facilmente ridurre perchè nei bilanci familiari, sotto stress per le conseguenze dell’epidemia, sarà ancora più difficile trovare spazi per sufficienti risparmi pensionistici.

Quanto alla previdenza complementare per l’Italia è già facile prevedere, nell’immediato, una ulteriore crescita della quota di iscritti “non versanti” , cioè di coloro (sono il 28% del totale) che risultano iscritti a una forma complementare ma che attualmente non vi stanno contribuendo con nuovi versamenti. Eppure, risparmiare per la pensione è una necessità per una società che voglia dirsi civile e, soprattutto, sostenibile nel lungo periodo.

Gp Monza, accordo Aci-F1 fino al 2025


“Grandissima soddisfazione”. Non nasconde l’entusiasmo il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, per la firma,dei contratti tra Automobile Club d’Italia – la Federazione dello sport automobilistico - e “Formula 1”, per la realizzazione del Gran Premio Heineken d’Italia 2020, che si disputerà – a porte chiuse, salvo future differenti indicazioni dalle autorità preposte - domenica 6 settembre, nel “Tempio della Velocità” del Monza Eni Circuit.

“Si tratta – ha sottolineato il Presidente dell’ACI e Vice Presidente Mondiale della FIA per lo Sport – di una ripartenza importantissima, dallo straordinario valore simbolico. Le auto e i piloti che animano la Formula automobilistica più prestigiosa del mondo, tornano, infatti, in pista insieme a un Paese – l’Italia – che, lasciandosi alle spalle l’emergenza Covid, mette in campo tutte le sue energie e risorse migliori per tornare, velocemente, ad occupare il posto che gli spetta sulla scena europea e internazionale”.

“Siamo giunti a questa importante firma – ha concluso Sticchi Damiani – malgrado le difficoltà connesse al lockdown imposto dall’emergenza sanitaria, a dimostrazione del fatto che, quando si lavora insieme, con impegno, determinazione, professionalità e serietà, si può riuscire a superare qualunque ostacolo. L’augurio di tutti noi è che il ‘semaforo verde’ dell’edizione 2020 del GP d’Italia possa rappresentare un importante segnale di ripartenza e rinascita per tutti”.

Con la firma dell'accordo, l’ACI ottiene anche un’estensione degli accordi raggiunti, lo scorso settembre, con Formula 1, con il diritto di organizzare il GP d’Italia a Monza anche per il 2025, insieme a nuovi spazi per una serie di importanti operazioni di promozione della cultura e dei prodotti dell’eccellenza italiana nel mondo.

AGENTI SARA - Marzio Bellotti, contagiato dal virus nella zona rossa di Albino

di Carlo Luna
Il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana ha ammesso che per alcuni Comuni della Regione la chiusura per fronteggiare la pandemia è avvenuta “Troppo tardi”. Ha citato fra i primi il Comune di Albino che ha avuto un numero altissimo di contagi e di vittime. La cittadina è in provincia di Bergamo e vi lavora Marzio Belotti che dal 1997 è Agente SARA. Sposato con Donata ha due figli, Edoardo e Ludovica. Con il fratello Diego gestisce anche la delegazione ACI.

Quando si è reso conto della situazione che si stava profilando?
“Era domenica 23 febbraio e in TV parlavano della scoperta di   un focolaio di Coronavirus nel Lodigiano, successivamente meglio delimitato nei comuni di Codogno, Lodi e dintorni. La notizia ha subito destato preoccupazione in me, nella mia famiglia e tra le collaboratrici dell’Agenzia SARA. Naturalmente in quei momenti le informazioni erano frammentate e confuse, ma stavo già ricevendo diversi messaggi telefonici, di colleghi, collaboratrici e clienti, circa eventuali disposizioni diverse all’indomani per l’apertura dell’Agenzia. Le mie collaboratrici mi chiedevano se la mattina successiva avrebbero dovuto recarsi in agenzia munite di mascherine, fino a quel giorno sconosciute”.

Poi che cosa è avvenuto?
“La settimana del 24 febbraio è trascorsa in una apparente normalità, con i consueti appuntamenti di lavoro all’esterno e di clienti in agenzia: tuttavia le notizie che si susseguivano sui vari TG non erano per nulla rassicuranti. La Direzione generale di SARA aveva organizzato per le giornate di mercoledì 26 e giovedì 27 febbraio la Convention Aziendale, che si sarebbe dovuta svolgere a Roma presso Cinecittà World. Data la diffusione dell’emergenza sanitaria, abbiamo appreso dalla Direzione l’annullamento della Convention a data da destinarsi”.

Un segnale forte e necessario…
“Certamente. Inoltre la sera di giovedì 27 febbraio ho iniziato ad avvertire sintomi influenzali con febbre a 38°, spossatezza, mal di testa. La situazione è durata per tutta la settimana successiva costringendomi ad una permanenza a casa e a costanti consulti con i medici per telefono.  Apprendo ora, dopo il test sierologico disposto da ATS Lombardia, che sono risultato positivo ad anticorpi relativi alla patologia COVID-19. Effettuato il tampone sono poi risultato negativo. La stessa sorte è toccata a due mie collaboratrici di Agenzia che sono rimaste a casa con febbre e sintomi per oltre tre settimane”.

Come avete reagito?
“Ci siamo attrezzati per vivere alcune settimana difficili, con i vari decreti emanati dal Presidente del consiglio che dettavano nuove regole perché   i contagi avevano preso a crescere in modo vertiginoso. Una volta recepito il decreto del 7 marzo, che poneva le agenzie assicurative tra i codici ATECO come “servizi essenziali”, sono stato costretto a riorganizzare l’Agenzia in funzione del personale carente e delle nuove disposizioni impartite per la limitazione degli spostamenti e il distanziamento sociale. Per quanto riguarda i locali, ho provveduto a predisporre su ogni scrivania e bancone dei pannelli para fiato per meglio interagire in sicurezza con i clienti, e fornito al personale mascherine e guanti. Naturalmente gel detergenti, guanti e mascherine erano a disposizione di chiunque entrasse nei locali della nostra sede”.

L’Agenzia SARA è rimasta aperta? 
“Per tre settimane del mese di marzo l’agenzia è stata aperta al pubblico solo la mattina, mentre nel pomeriggio potevamo gestire il lavoro interno, invitando comunque i clienti a raggiungere i locali solamente per reali e improrogabili esigenze. Per i rinnovi delle polizze in scadenza, oltre a continuare ad informare i clienti della possibilità di pagamento tramite bonifico bancario, la compagnia ha introdotto una nuova metodologia di pagamento con carte di credito a distanza denominata Sarasuperpay, apprezzata in un momento in cui molti hanno dovuto effettuare acquisti tramite piattaforme elettroniche. Da notare anche le varie disposizioni, impartite dalla Direzione Generale con apposite circolari, che davano la possibilità di rinnovo dei premi, sia auto che RE, con nuovi termini di comporto. Per tutto il mese di marzo la presenza di clienti in agenzia è stata quasi nulla, situazione che ci ha fatto lavorare con più serenità ma che ha anche provocato l’assenza della nuova produzione specialmente nel comparto auto, condizione che nei periodi normali riesce talvolta a compensare le fisiologiche perdite di portafoglio. È anche peggiorata la già precaria condizione degli incassi tardivi.

Questo ha cambiato il suo metodo di lavoro?
“La mia attività quotidiana si è modificata in modo considerevole, passando da una situazione propositiva, con la visita giornaliera ai vari clienti e alle aziende fidelizzate per i consueti rinnovi quietanze e nuove proposte commerciali, ad una gestione dell’assicurato a distanza. La figura dell’agente di assicurazioni dalle nostre parti è molto spesso una figura amica che ti assiste, ti consiglia e ti è vicina. La distanza ci ha portato a gestire l’assicurato in remoto e senza quella confidenza che spesso trova nuovi stimoli di vendita. Per tutto il mese di marzo la presenza di clienti in agenzia è stata quasi nulla, situazione che ci ha fatto lavorare con più serenità ma ha anche impattato sulla raccolta premi con una riduzione degli incassi per il solo mese di marzo pari al 20%. In aprile la riduzione è rimasta allo stesso livello ma con alcuni segnali di miglioramento dovuti al rallentamento della pandemia

Adesso come vanno le cose?
“L’emergenza sanitaria nella nostra zona non si è assolutamente conclusa. Consideri che la mia agenzia dista meno di 3 km da Nembro e poco più di 3 da Alzano Lombardo. Ancora oggi abbiamo in provincia una media di 50 nuovi casi positivi al giorno, e un numero elevato di perdite di vite umane. Abbiamo sempre cercato di essere in prima linea nella gestione dell’Agenzia, per dare sostegno ai tanti clienti che, confusi dai vari decreti emanati, chiedevano informazioni circa eventuali deroghe al rinnovo polizze, al rinnovo tasse di circolazione, patenti scadute, collaudi e tutto quanto gravita attorno al mondo della circolazione stradale e assicurativa”.

Ci sono state vittime fra i clienti dell’Agenzia SARA e della delegazione ACI?
“Abbiamo perso molti clienti perché non ce l’hanno fatta, e questa è la cosa più triste che ci lascia impotenti. Dietro una polizza o una tessera ACI c’è sempre una persona con la sua storia e i suoi affetti.
Non ci siamo comunque mai persi d’animo modificando anche le abitudini fin qui adottate per gestire i clienti, e devo fare i complimenti anche alle mie collaboratrici che, nonostante le incertezze, le inevitabili paure in un momento assai difficile mi hanno sempre dato un aiuto prezioso”.

Quale sensazione ha tratto da quanto è accaduto?
“La mia speranza è che il peggio sia alle nostre spalle. Credo che questa triste vicenda ci possa rendere più consapevoli anche del ruolo sociale che svolgiamo. Mi auguro, inoltre, che le Direzioni della SARA e dell’ACI ci possano vedere come gestori di un patrimonio estremamente importante perché vicini al territorio, vicini ai clienti ed ai loro problemi”.


L'impatto dell'emergenza Covid sul mondo assicurativo


di Roberto Bagnoli
L’emergenza del Covid-19 sta avendo un rilevante impatto anche sulla raccolta delle compagnie italiane. In base ai dati resi noti dall’Ania, infatti, dopo un triennio di crescita alla fine del primo trimestre 2020 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore danni hanno accusato un calo dello -0,5% rispetto alla fine dello stesso periodo dell’anno precedente, con un totale pari a 9,4 miliardi di euro.


“Questo repentino cambio nel trend di crescita”, spiega l’Ania, “è attribuibile alla situazione emergenziale legata al diffondersi del virus Covid-19 che ha pesantemente condizionato i processi di vendita e l’operatività delle imprese di assicurazione. Nel solo mese di marzo 2020 si è infatti registrata una contrazione dei premi di circa il 7% per il totale danni rispetto allo stesso mese dell’anno scorso”.

La contrazione dei premi danni accusata alla fine del primo trimestre 2020 è dovuta in particolare al forte calo del settore auto (-4,3%);  la rc auto ha registrato una riduzione dei premi del 5,5%, che si è concentrata appunto a marzo 2020 (-12%). Anche i premi del ramo corpi veicoli terrestri, che alla fine del primo trimestre 2019 crescevano di quasi il 5%, si sono arrestati nel primo trimestre 2020 (+0,7%) per il calo del 12% registrato a marzo. 

Anche gli altri rami danni accusano comunque una brusca decelerazione. Se alla fine del primo trimestre 2019 la crescita superava il 6%, alla fine dei primi tre mesi dell’anno in corso l’incremento si era più che dimezzato (+2,7%) per effetto del calo registrato nel solo mese di marzo (- 2,4%). I rami che hanno registrato una variazione positiva superiore alla media sono stati corpi veicoli aerei (+126,2%), rc veicoli marittimi (+67,5%), corpi veicoli marittimi (+50,7%), rc. aeromobili (+30,0%), tutela legale (+11,1%), malattia (+6,1%), corpi veicoli ferroviari (+4,5%), credito (+4,2%), cauzione (+3,4%) e rc generale (+3,0%).

Hanno mostrato tassi di crescita inferiori alla media i rami assistenza (+2,2%) e altri danni ai beni (+2,6%). In diminuzione i rami perdite pecuniarie (-7,5%), infortuni (-1,1%), merci trasportate e incendio (-0,3%). 

Le rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 1,3 miliardi di euro, in aumento del 3%) rispetto alllo stesso periodo del 2019. 
Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale si è attestato al 13,7%: in particolare, nel settore auto il peso è stato del 5,3%,  negli altri rami danni del 20,3%. 
Le statistiche dell’Ania analizzano anche l’andamento dei vari canali distributivi. Relativamente alle imprese italiane ed extra Ue, si conferma il primato di quello agenziale (72,3%), in diminuzione rispetto al 73,9% alla fine del primo trimestre 2019. In particolare, i rami in cui ha la maggiore incidenza sono rc veicoli marittimi (87,8%), rc auto (83,4%), altri danni ai beni (82,5%), rc generale (80,6%), cauzione (78,2%), tutela legale (75,9%) e assistenza (74,9%). 

I broker rappresentano il secondo canale di distribuzione, con una quota pari al 9,7% della raccolta danni. I rami in cui la loro quota è più elevata sono corpi veicoli aerei, rc aeromobili e corpi veicoli marittimi, rispettivamente con il 90,9%, 92,2% e 82,7%, seguiti da merci trasportate (51,4%), corpi veicoli ferroviari (49,4%) e malattia (22,4%). “La quota di mercato dei broker è sottostimata”, sottolinea l’Ania, “perché non considera una parte importante di premi che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie, e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per il primo trimestre 2020, la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe a 48,9%, mentre quella dei broker salirebbe a 33,1%”.

Gli sportelli bancari con una quota del 7,8% (7,7% alla fine di marzo 2019), sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami perdite pecuniarie (46,5%) e credito (34,7%). La vendita diretta, infine,  registra alla fine di marzo un’incidenza del 9,9%, rispetto al 9,4% allo stesso mese dell’anno scorso.  

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Sara Assicurazioni premiata come “Digital Star 2020”

LA RECENSIONE SU AFFARI E FINANZA

Per il secondo anno consecutivo, la compagnia si conferma eccellenza nel campo dell’innovazione digitale assicurativa secondo la ricerca dell’Istituto Tedesco Qualità & Finanza

Roma, 1 giugno 2020 - Per il secondo anno consecutivo, Sara Assicurazioni ha ottenuto il riconoscimento di “Digital Star”, il sigillo dell’Istituto Tedesco Qualità & Finanza che premia le aziende più innovative, digitali e tecnologiche in base alla loro brand reputation online.

Sara, sul 2020, si piazza al  secondo posto nel settore assicurativo su un totale di 50 compagnie monitorate, ed è una delle 350 eccellenze digitali italiane premiate quest’anno.

La ricerca condotta dall’Istituto Tedesco Qualità & Finanza è stata presentata su Affari&Finanza l’1 giugno.
Questo importante risultato va a premiare, ancora una volta, il percorso di trasformazione digitale che la compagnia sta completando con determinazione, caratterizzato da una profonda rivisitazione dell’infrastruttura informatica a tutti i livelli.

Premiata anche la presenza digital di Sara, che da anni è attiva efficacemente su tutti i canali social a partire da Facebook, che presidia con una fanpage che oggi conta su una base di oltre 136.000 fan.
La ricerca dell’Istituto Tedesco Qualità & Finanza ha monitorato circa 2,5 milioni di commenti on line in ambito di tecnologia, digitalizzazione e innovazione e considerato 72.000 fonti come social media, portali news e blog tramite il social listening, una metodologia innovativa che analizza i testi online che hanno almeno un riferimento alle tematiche oggetto di indagine.
Raccogliendo ed elaborando le informazioni attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, sono state individuate le 350 migliori aziende, tra cui Sara Assicurazioni.

“Siamo lieti di aver ottenuto anche per il 2020 questo importante riconoscimento che premia il nostro percorso di digital transformation – afferma Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni – Oggi Sara è una compagnia solida che fa dell’innovazione uno dei suoi punti di forza, sia nell’offerta, che negli strumenti, nei canali di comunicazione e nell’infrastruttura che mette a disposizione dei clienti e degli agenti. Per noi questo riconoscimento costituisce una conferma della validità del percorso intrapreso e un ulteriore stimolo per continuare a innovare ed essere una realtà all’avanguardia in un mercato in forte e continua evoluzione”.