AGENTI SARA - Marzio Bellotti, contagiato dal virus nella zona rossa di Albino

di Carlo Luna
Il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana ha ammesso che per alcuni Comuni della Regione la chiusura per fronteggiare la pandemia è avvenuta “Troppo tardi”. Ha citato fra i primi il Comune di Albino che ha avuto un numero altissimo di contagi e di vittime. La cittadina è in provincia di Bergamo e vi lavora Marzio Belotti che dal 1997 è Agente SARA. Sposato con Donata ha due figli, Edoardo e Ludovica. Con il fratello Diego gestisce anche la delegazione ACI.

Quando si è reso conto della situazione che si stava profilando?
“Era domenica 23 febbraio e in TV parlavano della scoperta di   un focolaio di Coronavirus nel Lodigiano, successivamente meglio delimitato nei comuni di Codogno, Lodi e dintorni. La notizia ha subito destato preoccupazione in me, nella mia famiglia e tra le collaboratrici dell’Agenzia SARA. Naturalmente in quei momenti le informazioni erano frammentate e confuse, ma stavo già ricevendo diversi messaggi telefonici, di colleghi, collaboratrici e clienti, circa eventuali disposizioni diverse all’indomani per l’apertura dell’Agenzia. Le mie collaboratrici mi chiedevano se la mattina successiva avrebbero dovuto recarsi in agenzia munite di mascherine, fino a quel giorno sconosciute”.

Poi che cosa è avvenuto?
“La settimana del 24 febbraio è trascorsa in una apparente normalità, con i consueti appuntamenti di lavoro all’esterno e di clienti in agenzia: tuttavia le notizie che si susseguivano sui vari TG non erano per nulla rassicuranti. La Direzione generale di SARA aveva organizzato per le giornate di mercoledì 26 e giovedì 27 febbraio la Convention Aziendale, che si sarebbe dovuta svolgere a Roma presso Cinecittà World. Data la diffusione dell’emergenza sanitaria, abbiamo appreso dalla Direzione l’annullamento della Convention a data da destinarsi”.

Un segnale forte e necessario…
“Certamente. Inoltre la sera di giovedì 27 febbraio ho iniziato ad avvertire sintomi influenzali con febbre a 38°, spossatezza, mal di testa. La situazione è durata per tutta la settimana successiva costringendomi ad una permanenza a casa e a costanti consulti con i medici per telefono.  Apprendo ora, dopo il test sierologico disposto da ATS Lombardia, che sono risultato positivo ad anticorpi relativi alla patologia COVID-19. Effettuato il tampone sono poi risultato negativo. La stessa sorte è toccata a due mie collaboratrici di Agenzia che sono rimaste a casa con febbre e sintomi per oltre tre settimane”.

Come avete reagito?
“Ci siamo attrezzati per vivere alcune settimana difficili, con i vari decreti emanati dal Presidente del consiglio che dettavano nuove regole perché   i contagi avevano preso a crescere in modo vertiginoso. Una volta recepito il decreto del 7 marzo, che poneva le agenzie assicurative tra i codici ATECO come “servizi essenziali”, sono stato costretto a riorganizzare l’Agenzia in funzione del personale carente e delle nuove disposizioni impartite per la limitazione degli spostamenti e il distanziamento sociale. Per quanto riguarda i locali, ho provveduto a predisporre su ogni scrivania e bancone dei pannelli para fiato per meglio interagire in sicurezza con i clienti, e fornito al personale mascherine e guanti. Naturalmente gel detergenti, guanti e mascherine erano a disposizione di chiunque entrasse nei locali della nostra sede”.

L’Agenzia SARA è rimasta aperta? 
“Per tre settimane del mese di marzo l’agenzia è stata aperta al pubblico solo la mattina, mentre nel pomeriggio potevamo gestire il lavoro interno, invitando comunque i clienti a raggiungere i locali solamente per reali e improrogabili esigenze. Per i rinnovi delle polizze in scadenza, oltre a continuare ad informare i clienti della possibilità di pagamento tramite bonifico bancario, la compagnia ha introdotto una nuova metodologia di pagamento con carte di credito a distanza denominata Sarasuperpay, apprezzata in un momento in cui molti hanno dovuto effettuare acquisti tramite piattaforme elettroniche. Da notare anche le varie disposizioni, impartite dalla Direzione Generale con apposite circolari, che davano la possibilità di rinnovo dei premi, sia auto che RE, con nuovi termini di comporto. Per tutto il mese di marzo la presenza di clienti in agenzia è stata quasi nulla, situazione che ci ha fatto lavorare con più serenità ma che ha anche provocato l’assenza della nuova produzione specialmente nel comparto auto, condizione che nei periodi normali riesce talvolta a compensare le fisiologiche perdite di portafoglio. È anche peggiorata la già precaria condizione degli incassi tardivi.

Questo ha cambiato il suo metodo di lavoro?
“La mia attività quotidiana si è modificata in modo considerevole, passando da una situazione propositiva, con la visita giornaliera ai vari clienti e alle aziende fidelizzate per i consueti rinnovi quietanze e nuove proposte commerciali, ad una gestione dell’assicurato a distanza. La figura dell’agente di assicurazioni dalle nostre parti è molto spesso una figura amica che ti assiste, ti consiglia e ti è vicina. La distanza ci ha portato a gestire l’assicurato in remoto e senza quella confidenza che spesso trova nuovi stimoli di vendita. Per tutto il mese di marzo la presenza di clienti in agenzia è stata quasi nulla, situazione che ci ha fatto lavorare con più serenità ma ha anche impattato sulla raccolta premi con una riduzione degli incassi per il solo mese di marzo pari al 20%. In aprile la riduzione è rimasta allo stesso livello ma con alcuni segnali di miglioramento dovuti al rallentamento della pandemia

Adesso come vanno le cose?
“L’emergenza sanitaria nella nostra zona non si è assolutamente conclusa. Consideri che la mia agenzia dista meno di 3 km da Nembro e poco più di 3 da Alzano Lombardo. Ancora oggi abbiamo in provincia una media di 50 nuovi casi positivi al giorno, e un numero elevato di perdite di vite umane. Abbiamo sempre cercato di essere in prima linea nella gestione dell’Agenzia, per dare sostegno ai tanti clienti che, confusi dai vari decreti emanati, chiedevano informazioni circa eventuali deroghe al rinnovo polizze, al rinnovo tasse di circolazione, patenti scadute, collaudi e tutto quanto gravita attorno al mondo della circolazione stradale e assicurativa”.

Ci sono state vittime fra i clienti dell’Agenzia SARA e della delegazione ACI?
“Abbiamo perso molti clienti perché non ce l’hanno fatta, e questa è la cosa più triste che ci lascia impotenti. Dietro una polizza o una tessera ACI c’è sempre una persona con la sua storia e i suoi affetti.
Non ci siamo comunque mai persi d’animo modificando anche le abitudini fin qui adottate per gestire i clienti, e devo fare i complimenti anche alle mie collaboratrici che, nonostante le incertezze, le inevitabili paure in un momento assai difficile mi hanno sempre dato un aiuto prezioso”.

Quale sensazione ha tratto da quanto è accaduto?
“La mia speranza è che il peggio sia alle nostre spalle. Credo che questa triste vicenda ci possa rendere più consapevoli anche del ruolo sociale che svolgiamo. Mi auguro, inoltre, che le Direzioni della SARA e dell’ACI ci possano vedere come gestori di un patrimonio estremamente importante perché vicini al territorio, vicini ai clienti ed ai loro problemi”.