L'impatto dell'emergenza Covid sul mondo assicurativo


di Roberto Bagnoli
L’emergenza del Covid-19 sta avendo un rilevante impatto anche sulla raccolta delle compagnie italiane. In base ai dati resi noti dall’Ania, infatti, dopo un triennio di crescita alla fine del primo trimestre 2020 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano nel settore danni hanno accusato un calo dello -0,5% rispetto alla fine dello stesso periodo dell’anno precedente, con un totale pari a 9,4 miliardi di euro.


“Questo repentino cambio nel trend di crescita”, spiega l’Ania, “è attribuibile alla situazione emergenziale legata al diffondersi del virus Covid-19 che ha pesantemente condizionato i processi di vendita e l’operatività delle imprese di assicurazione. Nel solo mese di marzo 2020 si è infatti registrata una contrazione dei premi di circa il 7% per il totale danni rispetto allo stesso mese dell’anno scorso”.

La contrazione dei premi danni accusata alla fine del primo trimestre 2020 è dovuta in particolare al forte calo del settore auto (-4,3%);  la rc auto ha registrato una riduzione dei premi del 5,5%, che si è concentrata appunto a marzo 2020 (-12%). Anche i premi del ramo corpi veicoli terrestri, che alla fine del primo trimestre 2019 crescevano di quasi il 5%, si sono arrestati nel primo trimestre 2020 (+0,7%) per il calo del 12% registrato a marzo. 

Anche gli altri rami danni accusano comunque una brusca decelerazione. Se alla fine del primo trimestre 2019 la crescita superava il 6%, alla fine dei primi tre mesi dell’anno in corso l’incremento si era più che dimezzato (+2,7%) per effetto del calo registrato nel solo mese di marzo (- 2,4%). I rami che hanno registrato una variazione positiva superiore alla media sono stati corpi veicoli aerei (+126,2%), rc veicoli marittimi (+67,5%), corpi veicoli marittimi (+50,7%), rc. aeromobili (+30,0%), tutela legale (+11,1%), malattia (+6,1%), corpi veicoli ferroviari (+4,5%), credito (+4,2%), cauzione (+3,4%) e rc generale (+3,0%).

Hanno mostrato tassi di crescita inferiori alla media i rami assistenza (+2,2%) e altri danni ai beni (+2,6%). In diminuzione i rami perdite pecuniarie (-7,5%), infortuni (-1,1%), merci trasportate e incendio (-0,3%). 

Le rappresentanze di imprese con sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 1,3 miliardi di euro, in aumento del 3%) rispetto alllo stesso periodo del 2019. 
Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale si è attestato al 13,7%: in particolare, nel settore auto il peso è stato del 5,3%,  negli altri rami danni del 20,3%. 
Le statistiche dell’Ania analizzano anche l’andamento dei vari canali distributivi. Relativamente alle imprese italiane ed extra Ue, si conferma il primato di quello agenziale (72,3%), in diminuzione rispetto al 73,9% alla fine del primo trimestre 2019. In particolare, i rami in cui ha la maggiore incidenza sono rc veicoli marittimi (87,8%), rc auto (83,4%), altri danni ai beni (82,5%), rc generale (80,6%), cauzione (78,2%), tutela legale (75,9%) e assistenza (74,9%). 

I broker rappresentano il secondo canale di distribuzione, con una quota pari al 9,7% della raccolta danni. I rami in cui la loro quota è più elevata sono corpi veicoli aerei, rc aeromobili e corpi veicoli marittimi, rispettivamente con il 90,9%, 92,2% e 82,7%, seguiti da merci trasportate (51,4%), corpi veicoli ferroviari (49,4%) e malattia (22,4%). “La quota di mercato dei broker è sottostimata”, sottolinea l’Ania, “perché non considera una parte importante di premi che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie, e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa incidenza sia applicabile anche per il primo trimestre 2020, la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe a 48,9%, mentre quella dei broker salirebbe a 33,1%”.

Gli sportelli bancari con una quota del 7,8% (7,7% alla fine di marzo 2019), sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami perdite pecuniarie (46,5%) e credito (34,7%). La vendita diretta, infine,  registra alla fine di marzo un’incidenza del 9,9%, rispetto al 9,4% allo stesso mese dell’anno scorso.  

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