Emiliano Cantagallo: L’uomo che sussurrava alle bici - In “una famiglia a pedali”

di Carlo Luna


Ho utilizzato, parafrasandolo,  il titolo del  romanzo di Nicholas Evans portato sullo schermo da Robert Redford nel 1998 per descrivere un personaggio unico del ciclismo italiano: Emiliano Cantagallo. La bici è parte significativa della sua vita.

Ha creato la "prima stazione ciclistica al mondo" (residence solo per ciclisti con bici da corsa e le loro famiglie) nata in Carnia alle pendici del Monte Zoncolan. Ideatore, assieme a Giancarlo Fisichella, di Roma Bike Park. Ecco le sue risposte  

 Come e quando nasce ed è nata in lei la passione per la bicicletta?

"La mia passione per la bicicletta è un po' come la fede calcistica per un bambino di una famiglia italiana al quale viene praticamente imposta! (scherzo ovviamente ma non molto). Nella mia famiglia, molti erano i ciclisti: mio papà, mio zio, il fratello di mio nonno e tanti cugini di mio padre! Insomma è una famiglia pedali e da questa non potevo che nascere io! Tutto ciò mi ha portato a creare l'unico albergo al mondo solo per le famiglie di ciclisti in Friuli e, assieme a Giancarlo Fisichella, un "ciclodromo a Vallelunga”, ovvero la pista di Vallelunga usata dalle bici in orari dove macchine e moto non girano più cosi come nei suoi 35 ettari circostanti dove abbiamo creato quattro percorsi per mountainbike straordinari!" 

La micromobilità è anche una rivincita nei confronti del predominio delle 4 ruote?

"Non la chiamerei una rivincita. Questo farebbe pensare una battaglia combattuta in precedenza che secondo me non c’e’mai stata.  La chiamerei semplicemente "presa di coscienza” da parte del pianeta terra di un qualcosa che si era erroneamente accantonato o comunque non preso seriamente in considerazione sebbene i tempi, la circolazione e l’ambiente ci stessero suggerendo che “qualcosina” dovevamo rivedere! La micro-mobilità inoltre ha sempre avuto un ruolo fondamentale ed un forte ascendente in molte città del mondo!" 

Il giro d'Italia ha un valore di grande competizione sportiva o è anche qualcosa di più?

Dire che abbia qualcosa di più del semplice valore sportivo e competitivo credo sia riduttivo. Lo dice la storia! Solo pronunciando le parole "Giro D’Italia” non collegandole alla bicicletta  ci si potrebbe perdere tra: Storia, Architettura, Gastronomia, Turismo e tanto tanto altro ancora! Tutti settori dove l’Italia detiene la Leadership.. Perche? Semplicemente perchè è il paese più bello del mondo! Ma poi passiamo al Giro, quello ciclistico! Se io le dicessi Coppi, Bartali, Gimondi, Moser, Saronni, Pantani… lei non si troverebbe proiettato solo nell’agonismo ma anche in “momenti d’Italia” nei quali questi campioni hanno segnato la storia fronteggiandosi con altri campioni sulle nostre Alpi nel gelo e nelle intemperie con gesti atletici che rimarranno nella storia, il tutto pedalando negli accadimenti di quegli anni… e poi? E poi un elicottero che segue questo sciame di corridore che striscia come un serpente per paesaggi incantati che solo la nostra italia puo’ offrire! Ogni Italiano che guarda quelle immagini è orgoglioso perché in mondo visione le stanno osservando e perché in cuore suo dice tra se e se dice: Guardate e ammirate il paese dove vivo!"

Come ottenere una maggiore sicurezza per chi usa la bici per andare al lavoro o per il tempo libero?

"In Italia (anzi quasi solo in Italia)  questo problema si respira di più! Ma è semplice la risposta alla sua domanda! Per ottenere maggiore sicurezza cosi come in auto anche in bici occorre migliorare l’educazione stradale! Ma allargherei il discorso al miglioramento della nostra “società"! In Italia siam figli di coloro che mettono le macchine in doppia fila cosi come guardano il proprio smartphone mentre sono alla guida, che gettano rifiuti dal finestrino, ma anche coloro che in bici pedalando tranquillamente, senza casco, al centro della carreggiata senza accenno a  mettersi in fila! basterebbe semplicemente comunicare con l’automobilista che si sta eseguendo una manovra per farlo! Invece no, ognuno è convinto nello stare nel giusto arroccato sulla propria inciviltà!  Tutto questo innesca una guerra tra due fasce! Non dimentichiamo pero che tra le due chi muore  è solo una (dato non da poco conto)! Dunque sebbene la risposta, "creare più strutture per la bici come piste ciclabili o bike lane" e similari, potrebbe sembrare la soluzione primaria, le dico innanzitutto che se non miglioriamo NOI come società avremo sempre un grandissimo problema con la sicurezza! Un rimedio primario in città? Sicuramente aumentando i controlli. Autovelox Fissi ovunque nelle strade urbane come pattuglie che controllino sia automobilisti che ciclisti stessi nelle loro dotazioni.: Luci, Casco.. etc etc!  ma le ripeto il discorso è molto complesso e non facile da poter spiegare in una semplice risposta! Molti fanno riferimento anche alle grandi città europee le SMART CITY (Coopenaghen prima di tutte)! Errato! In quelle città la micromobilità è nata insieme con la mobilita veicolare   finché un giorno successe che si trovavano bici dappertutto (attaccate ai cancelli di casa! Ringhiere! Una foresta di bici insomma!). Trovandosi al cospetto delle troppe bici hanno iniziato creare infrastrutture per queste sempre più all’avanguardia, regolamentando le stesse!  Lei capisce però che un conto è trovarsi con la storia il problema delle troppe bici, ed un altro è quello di doverle far usare agli italiani mettendo in sicurezza quei pochi che ci viaggiano andando a lavoro in mezzo ad "una foresta di auto” senza controllo. Il discorso torna all’esigenza di educazione Multe! Sanzioni! Controlli! Regole! Sono le uniche cose che l’italiano può capire."

Dovrebbe essere obbligatoria l'assicurazione per i ciclisti?

"Quasi tutti i ciclisti, parlo di quelli tesserati che vedete vestiti variopinti sulle strade, sono assicurati. Poi esiste la mobilità cittadina! Quella di cui lei parla! E’ un discorso lunghissimo per l’ obbligatorietà! Io personalmente lo sono, perchè non voglio incorrere in situazioni spiacevoli quali danni a cose ma soprattutto a persone! Oggi ci sono dei prodotti che costano pochissimo (il mio è bici2go di Sara Assicurazioni) che assicura sul mezzo in caso di furto (cosa da non sottovalutare) ma anche, come dicevo in caso di danni a cose o persone pagando meno di 10 euro al mese!!!! Obbligatorio o meno io la faccio perché mi voglio bene". 

Se la sente di compilare  un decalogo del ciclista che  indichi  le cose da fare e quelle da non fare quando si è in bici”?

"Certamente:

Avere sempre indossato il casco ed occhiali protettivi. 

luci di segnalazione anteriori e posteriori (oggi ne fanno di bellissime e potentissime a led)  in modo da farsi vedere in strada. 

Rispettare sempre il codice stradale dal quale dipendiamo.

Indossare un abbigliamento sempre idoneo alla circostanza ottenendo informazioni in negozi specializzati! Ma soprattutto comprarlo di colore ULTRA VISIBILE! E’ un modo in più per farci notare! 

In città prediligere le ciclabili o individuare i vari parchi, dove si può transitare liberamente, le zone a traffico limitato molte volte non calcolato da chi prende una bici per spostarsi. Cercare quindi di creare nella propria mente degli "itinerari altamente consigliati al ciclo” dove il rischio si riduce a zero.

Portare con se sempre un documento di riconoscimento e materiale di primo soccorso in caso di foratura.

Cercare qualsiasi tipo di informazione della quale abbiamo bisogno su forum specifici o pagine social! Oggi viviamo nella “rete ”informatica ancor prima  che in quella stradale e possiamo avere  consigli e informazioni  per non andare incontro a spiacevoli inconvenienti". 

Cose da non fare ?

"Sicuramente "il contrario" di tutto quello che ho elencato precedentemente... Mi sento di dire  una cosa “ da ciclista” a fine intervista! Andare in due uno al fianco all’altro  non è vietato dal codice della strada "se non si è di intralcio alla circolazione"! Dunque se vedete due ciclisti pedalare uno al fianco dell’altro su un rettilineo dove è facilissimo sorpassare fatelo senza “ strombazzare" spaventando le persone che si stanno godendo la giornata (magari basta un colpetto per avvisare del proprio arrivo). In caso di intralcio al traffico invece si comunica immediatamente con la macchina che sta sopraggiungendo nella maniera più educata possibile avvisandola che ci stiamo spostando per metterci in fila indiana e farci sorpassare! Non credo che si abbia fretta o si inveisca contro un trattore portato da un massiccio contadino che procede a 20 all’ora no? (la legge del più forte dice che il più debole in quel caso è l’automobilista. Ovviamente scherzo ma sicuramente l’educazione da ambedue le parti come già detto in precedenza è alla base di tutto ed in più pensate che su quella bici ci potrebbe essere vostro figlio o vostro padre".

Quanti chilometri ha percorso con il suo mezzo di trasporto preferito?

"Vado in Bici per lavoro come le ho spiegato dunque tra portare i miei ospiti su per le montagne scalando lo Zoncolan (l’ho scalato 110 volte per l’esattezza :-)) allenamenti e Roma Bike Park a Vallelunga, beh faccio dai 25.000 ai 30.000 km l’anno. Lo vede che alla fine faccio i miei bravi chilometri in auto?"