Monopattini, ecco la strategia di Sara Assicurazioni

  

In Italia assicurare un veicolo è diventato un obbligo di legge nel 1972. Come spesso accade, c’è stato, da parte nostra, un forte ritardo rispetto ad altri Paesi industrializzati. La Danimarca c’è arrivata per prima nel 1918, seguono Stati Uniti (1925) Norvegia (1926) Svezia (1929) e, Regno Unito (1930). Per i monopattini elettrici il dibattito è tuttora aperto. Il boom di questi mezzi di trasporto ha provocato una preoccupante crescita degli incidenti in città. 

Le cifre che allarmano parlano chiaro. Considerando solo le flotte dei servizi in Sharing, tra dicembre 2019 e settembre 2020 la disponibilità di monopattini è cresciuta di quasi il 500 per cento.

A questi vanno aggiunti i monopattini acquistati dai privati: delle 558mila persone che hanno ricevuto il bonus mobilità lo scorso anno, il 15 per cento – 83mila – ha acquistato un monopattino.

A Milano nel 2020 ci sono stati 6.041 incidenti stradali in auto, 4.451 con feriti; 1.956 gli incidenti in motocicletta, dei quali 1.709 con feriti. Gli interventi dei mezzi di soccorso nel 20 per cento dei casi hanno riguardato i monopattini elettrici. 

La principale causa di sinistro con il monopattino è la “caduta autonoma” dovuta al ribaltamento senza urto contro ostacoli fissi. Le cause più frequenti sono la distrazione, l’uso del cellulare per fare Selfie e la scadente manutenzione stradale nelle città che provoca buche e avvallamenti. La Regione dove sono avvenuti più incidenti gravi è la Lombardia 

ACI, parlamentari, Organizzazioni per la sicurezza stradale, ed esperti hanno sollecitato le forze politiche ad approvare la norma che prescrive al titolare di un monopattino elettrico “di stipulare una polizza di assicurazione per responsabilità civile, a tutela del conducente e dei terzi in caso di incidenti con persone, animali o cose”. Le polizze di questo tipo sono già sul mercato. SARA, Compagnia ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, presenta “MI Muovo” che offre una serie di importanti garanzie anche a  chi circola in monopattino. 


              PERCHE’ OBBLIGATORIA


Alberto Tosti, Direttore Generale di SARA, afferma che “l’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore, come attesta l’ISTAT, ha contribuito alla riduzione degli incidenti stradali”. Nel DNA di SARA ci sono “da sempre l’attenzione per la mobilità e l’impegno per la sicurezza stradale” ”. Le nuove esigenze della mobilità hanno portato all'utilizzo di nuovi veicoli e di nuove modalità negli spostamenti urbani e non.  Il nostro impegno è tutelare tutte le nuove esigenze di sicurezza con particolare attenzione agli utenti più vulnerabili e a chi utilizza i veicoli della mobilità alternativa. 



       

LA POLIZZA “MI MUOVO” E LA SUA DIFFUSIONE


Uno strumento ideale per vivere appieno le opportunità della mobilità senza confini in tutta sicurezza. “MI MUOVO” garantisce una copertura assicurativa per gli infortuni quando si è a bordo di un veicolo in Sharing o a noleggio; la tutela legale; la protezione dalla franchigia RCA dei mezzi in Sharing; la RC dei mezzi non targati, e altro ancora. Questo importante “paniere” di garanzie e tutele offerte da SARA costa 80 euro l’anno.

Se si è alla guida di un monopattino, di uno skateboard, di una bici o di un mezzo non targato,” MI MUOVO” garantisce fino a 500mila euro per i danni causati a terzi. Inoltre in caso di controversie relative a incidenti stradali, mentre si è alla guida di un veicolo a noleggio o si viaggia sui mezzi pubblici, la polizza di SARA consente di essere assistiti da un avvocato di fiducia, con una spesa fino a 5.000 euro.

“MI MUOVO” ti mette a disposizione fino a 100 euro per l’acquisto di biglietti ferroviari o navali in sostituzione di quelli non utilizzati a causa di ritardo per circostanze imprevedibili. Infine in caso di perdita di documenti vengono rimborsate fino a 100 euro le spese sostenute per rifare la carta d’identità. Il passaporto, la patente di guida o la patente nautica. 


              COLLOQUIO CON UN AGENTE SARA 


Fabio Casini, 57 anni, romano è agente Sara. Ha l’ufficio nella Galleria Caracciolo a pochi metri da Via Marsala dove ha sede la presidenza dell’Aci. Nella Capitale i monopattini elettrici la fanno ormai, ogni giorno di più, da padroni. Di conseguenza sono aumentati, in modo preoccupante, gli incidenti. 

Gli chiedo quali ritiene siano le cause e lui premette che la sicurezza stradale “dipende dal senso civico e dall’educazione dei singoli. Se queste fondamentali doti mancano, sono guai”. 2Basta vedere come pericolosamente scorrazzano i monopattini nelle strade e sui marciapiedi del centro delle città. Giusto ricorrere all’assicurazione obbligatoria per tutti i veicoli non targati.

Il discorso si amplia quando Casini ricorda il” gap culturale”, che danneggia l’immagine di chi lavora nelle assicurazioni, Fa una proposta. “Sarebbe lungimirante da parte delle Compagnie, prevedere un’autotassazione ai fini di pubblicizzare in maniera costante, duratura e incisiva il perché dell'esistenza dell'istituto assicurativo: le sue origini, il suo sviluppo ed infine le conseguenze che il mondo avrebbe se le assicurazioni non esistessero”. 

Conclude su “MI MUOVO” suggerendo “una riduzione della indennità per i danni fisici subiti su un mezzo pubblico, “perché comunque già coperti da assicurazione e un aumento dei massimali per la Tutela Legale”. 


             PAESE CHE VAI REGOLE CHE TROVI


 Un problema non certo da poco, incerti casi perfino drammatico, riguarda i turisti stranieri che arrivano nel nostro Paese. Non girano   in auto nelle nostre città ma   spesso prendono a noleggio monopattini elettrici. Si trovano disorientati davanti al nostro modo di usarli.

Per esempio l’età minima (14 anni) è una cosa solo italiana, tedesca e svizzera. Per il resto, chi arriva da Bruxelles, dove non c’è limite, è abituato ad affidare i monopattini ai bambini, così come i turisti di Varsavia, Helsinki, Budapest, Madrid, Oslo o Stoccolma. Stesso discorso per i parigini che conoscono lo stop dai 12 anni in giù. Più severi di noi solo gli abitanti di Lisbona (perché il limite in Portogallo è di 16 anni) e quelli di Copenaghen che rendono accessibili i monopattini da 15 anni in su. Differenze enormi che ritroviamo in parte anche nell’uso del casco. I romani hanno sotto gli occhi la (brutta) fine che hanno fatto i “siluri” contieni casco montati sotto i cartelloni pubblicitari o vicino alle rastrelliere. 

L’assicurazione obbligatoria per i monopattini elettrici non c’è quasi per nessuno, tranne i tedeschi; stesso discorso anche per la targa che sono abituati a vedere sui monopattini solo nelle città della Germania. Su una cosa invece i monopattini di Roma sono identici a quelli di Monaco, Madrid, Parigi o Londra: le caratteristiche tecniche. Le società di noleggio sono quasi sempre le stesse e i modelli anche. Chi, quindi, in Italia - fra le altre cose - chiede modifiche (doppio freno, ruote più robuste, ecc.) non si rende conto che sono probabilmente irrealizzabili in un mercato globale. Forse solo qualche operatore di Sharing potrebbe adeguarsi, anche se l’associazione di categoria ha già chiesto ufficialmente “di non dismettere dall’oggi al domani i modelli che ci sono in giro". Eppure in commissione trasporti si discute proprio di questo. Non solo: nessuno – ad oggi – ha ancora capito come poter controllare su strada la potenza massima – per legge limitata a 500 watt (0,67 Cv) di un monopattino. Risultato? Il lavoro dei vigili urbani su questo fronte è praticamente e assolutamente impossibile.

                              

                  LE REGOLE IN VIGORE

In attesa dell’assicurazione obbligatoria ecco le regole vigenti per i monopattini elettrici:

Devono avere un motore elettrico di potenza non superiore a 500 watt;0,67cv

non possono avere seggiolini (altrimenti sono considerati ciclomotori);

possono circolare sulle strade urbane con limite di 50 km/h

sulle strade extraurbane possono circolare solo all'interno delle piste ciclabili;

non possono superare i 25 km/h (6 km/h nelle aree pedonali);

devono avere un campanello;

in ore serali e notturne il conducente deve indossare un giubbotto alta visibilità;

in ore serali e notturne devono utilizzare luci anteriori e posteriori;

i minorenni devono indossare il casco;

entrambe le mani devono essere libere e impugnare il manubrio; non possono trasportare niente.